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Big Pharma

Vaccino Pfizer, impatti sulla fertilità sconosciuti

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Le istruzioni di sicurezza prodotte dal governo britannico per un nuovo vaccino contro il coronavirus indicano che non dovrebbe essere usato da madri e bambini in gravidanza o che allattano. Inoltre, affermano che non è noto quale effetto avrà il vaccino mRNA COVID-19 sulla fertilità.

 

Le  dieci pagine del «Reg 174 Information for UK Healthcare Professionals» descrivono il vaccino, come deve essere conservato, diluito e somministrato e gli studi di prova effettuati per testarlo.  Per essere efficace, il vaccino dovrebbe essere somministrato due volte.

 

La guida dice che riguardo al vaccino «dati non ne esistono o sono limitati». Pertanto, non se ne consiglia l’uso per le donne in gravidanza

In una sezione chiamata «Fertilità, gravidanza e allattamento», la guida dice che riguardo al vaccino «dati non ne esistono o sono limitati». Pertanto, non se ne consiglia l’uso per le donne in gravidanza.

 

«Gli studi di tossicità riproduttiva sugli animali non sono stati completati. Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 non è raccomandato durante la gravidanza», afferma la guida nella sezione 4.6.

 

«Per le donne in età fertile, la gravidanza dovrebbe essere esclusa prima della vaccinazione».

«Gli studi di tossicità riproduttiva sugli animali non sono stati completati. Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 non è raccomandato durante la gravidanza»

 

La guida consiglia inoltre alle donne di evitare di rimanere incinte per i primi due mesi dopo i loro colpi di COVID-19.

 

«Inoltre, le donne in età fertile dovrebbero essere avvisate di evitare la gravidanza per almeno 2 mesi dopo la loro seconda dose», dice.

 

Poiché non è ancora noto se il vaccino possa essere trasmesso a un lattante attraverso il latte materno, le istruzioni affermano che «un rischio per i neonati / bambini non può essere escluso». Pertanto, la guida specifica che il vaccino «non deve essere utilizzato durante l’allattamento».

«Per le donne in età fertile, la gravidanza dovrebbe essere esclusa prima della vaccinazione».

 

Come riporta Lifesite, è allarmante che la guida inglese ha solo una cosa da dire sull’impatto del vaccino sulla fertilità: non sanno se lo fa o no.

 

«Non è noto se il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 abbia un impatto sulla fertilità», afferma.

«Le donne in età fertile dovrebbero essere avvisate di evitare la gravidanza per almeno 2 mesi dopo la loro seconda dose»

 

La guida rileva che la sicurezza del vaccino è stata testata in due studi clinici.

 

Il primo studio ha arruolato 60 persone di età compresa tra 16 e 55 anni e il secondo ha coinvolto «circa» 44.000 persone di età pari o superiore a 12 anni. Gli effetti negativi più comuni del vaccino nelle persone di età superiore ai 16 anni sono stati«”dolore al sito di iniezione» (un muscolo), sperimentato da oltre l’80%, affaticamento (oltre il 60%), mal di testa (oltre il 50%), dolore muscoli (oltre il 30%), brividi (oltre il 30%), dolori articolari (oltre il 20%) e febbre (oltre il 10%).

 

Le istruzioni affermano che «un rischio per i neonati / bambini non può essere escluso». Pertanto, la guida specifica che il vaccino «non deve essere utilizzato durante l’allattamento»

Secondo la guida, questi effetti collaterali «erano generalmente di intensità lieve o moderata» e scomparivano dopo pochi giorni.

 

 

Vaccino sterilizzante?

All’inizio di questa settimana, due importanti medici hanno scritto  all’Agenzia europea per i medicinali, responsabile della sicurezza dei vaccini, nel tentativo di interrompere le sperimentazioni sull’uomo di tutti i vaccini Covid-19, in particolare il vaccino mRNA Pfizer / BioNtech COVID-19 BNT162b2 descritto sopra.

 

Il dottor Michael Yeadon, un ex capo della ricerca respiratoria di Pfizer, e il  dottor Wolfgang Wodarg , un consulente per le politiche sanitarie, pensano che i test sull’uomo non siano ancora etici.

 

«Non è noto se il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 abbia un impatto sulla fertilità»

Tra le altre preoccupazioni, Yeadon e Wodart avvertono che alcuni dei vaccini possono impedire lo sviluppo sicuro della placenta nelle donne in gravidanza, con il risultato che «le donne vaccinate diventano essenzialmente sterili».

 

«Non ci sono indicazioni se gli anticorpi contro le proteine ​​spike dei virus della SARS agiscano anche come anticorpi anti-Syncytin-1. Tuttavia, se così fosse, ciò impedirebbe anche la formazione di una placenta che porterebbe le donne vaccinate a diventare essenzialmente sterili».

 

I medici suggeriscono che poiché il protocollo di sperimentazione Pfizer / BioNTech afferma che «le donne in età fertile» possono partecipare solo se non sono in gravidanza o allattano al seno e utilizzano metodi contraccettivi, e potrebbe essere necessario «un tempo relativamente lungo prima che un numero notevole di potrebbero essere osservati casi di infertilità post-vaccinazione».

I dottori Yeadon e Wodart avvertono che alcuni dei vaccini possono impedire lo sviluppo sicuro della placenta nelle donne in gravidanza, con il risultato che «le donne vaccinate diventano essenzialmente sterili»

 

Pfizer non può essere citata in giudizio per danni

Secondo il  quotidiano britannico Indipendent, Pfizer, il proprietario del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 ha ricevuto un’indennità nel Regno Unito, il che significa che le persone che subiscono danni dal vaccino non potranno citare in giudizio l’azienda.

 

«Anche il personale del NHS (National Health Service) che fornisce il vaccino, così come i produttori del farmaco, sono protetti», ha riferito l’Independent.

 

Potrebbe essere necessario «un tempo relativamente lungo prima che un numero notevole di potrebbero essere osservati casi di infertilità post-vaccinazione»

Il giornale ha anche riferito che il vaccino Pfizer / BioNTech è stato autorizzato martedì dall’Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari ai sensi della sezione 174 del Regolamento sulla medicina umana del 2012.

 

Il regolamento , che è stato modificato dal governo britannico questo autunno, attualmente afferma che i «divieti» ordinari nei requisiti britannici per l’autorizzazione «non si applicano quando la vendita o la fornitura di un medicinale è autorizzata dall’autorità di rilascio delle licenze su base temporanea in risposta alla diffusione sospetta o confermata di: (a) agenti patogeni; (b) tossine; (c) agenti chimici; o (d) radiazioni nucleari, che possono causare danni agli esseri umani».

 

Pfizer, il proprietario del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 ha ricevuto un’indennità nel Regno Unito, il che significa che le persone che subiscono danni dal vaccino non potranno citare in giudizio l’azienda

The Independent ha osservato che in una conferenza stampa mercoledì, l’amministratore delegato di Pfizer nel Regno Unito si è rifiutato di spiegare perché la società avesse bisogno di questa protezione legale.

 

«In realtà non stiamo rivelando nessuno dei dettagli su nessuno degli aspetti di tale accordo e in particolare sulle clausole di responsabilità», ha detto Ben Osborn di Pfizer.

 

Curiosamente, a ottobre l’Agenzia governativa britannica per la regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (MHRA), ha pubblicato una richiesta di offerta affermando che «per motivi di estrema urgenza», stavano cercando «uno strumento software di Intelligenza Artificiale (AI) per elaborare il volume elevato previsto di reazione avverse al vaccino e ai farmaci COVID- 19 reazioni avverse ai farmaci da vaccino (ADR)».

 

 

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Vaccini, esperimenti umani e Big Pharma: il romanzo profetico di Le Carré

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La notizia c’è, eccome: l’Intitute Hospitalo-Universitaire Méditerranée Infection di Marsiglia ha pregato il professor Didier Raoult di accomodarsi all’uscita. In altre parole: un importante istituto universitario francese di medicina mette alla porta il suo direttore, il quale, dettaglio non trascurabile, è uno dei microbiologi e virologi più importanti su scala globale.

 

Oppure bisogna dire che la notizia ci sarebbe, ma non vale più di venti righe in cronaca? Sorge questo dubbio dato che per il mondo dell’informazione mainstream sembra non sia accaduto nulla o, addirittura, che tutto stia procedendo come deve procedere anche se con qualche fastidioso fisiologico sussulto.

 

O, ancora, la notizia non c’è proprio? E forse per la vulgata vaccinista planetaria è davvero così, poiché il professor Raoult, pioniere della cura anti-COVID tramite idrossiclorochina, critico delle misure restrittive in atto nella Francia vaccinista e vaccinata, allergico al potere delle case farmaceutiche, non poteva sperare in altro epilogo della sua carriera. «Il suo profilo – ci informano le autorità competenti – non è più compatibile con le sue funzioni per le sue prese di posizione sul COVID-19». 

 

Per quanto mi riguarda, ritengo che la notizia sia talmente grossa che nessun aspirante collega potrebbe negarla senza essere bocciato da un’onesta commissione d’esame di giornalismo. Ma, oggi più che mai, anche questo mestiere è costretto a vivere di paradosso e, se uno lo vuole fare bene e con coscienza, deve andare a caccia di non-notizie, di fatti che il potere vuole occultare all’intelligenza ancora in piedi tra le rovine.

 

Da questo punto di vista, il licenziamento del professor Raoult può essere considerato un caso di scuola poiché riassume tre elementi fondanti del totalitarismo sorto sulla narrazione di una pandemia quanto meno anomala: l’arbitrio assoluto del potere, la compiuta deriva religiosa della scienza, il denaro necessario a sostenere l’uno e l’altra. Tutto questo va poi collocato dentro al delirio di onnipotenza tecnologico e informatico, ma questo è un capitolo ulteriore che affronteremo in un altro momento.

 

L’impudica irruzione di potere, scientismo e denaro nella vicenda di un uomo che ha cercato di fare il suo lavoro di medico e ricercatore mi ha convinto definitivamente a trarre dallo scaffale un libro di cui avevo in animo di parlare da qualche tempo, Il giardiniere tenace.

Si tratta di un romanzo di John Le Carré, il genio letterario che ha portato la scrittura spionistica dentro la speculazione metafisica sulla condizione dell’uomo contemporaneo

 

Si tratta di un romanzo di John Le Carré, il genio letterario che ha portato la scrittura spionistica dentro la speculazione metafisica sulla condizione dell’uomo contemporaneo e ne ha individuato la tragedia nella mancanza di strumenti, quand’anche vi fosse la volontà, per distinguere il vero dal falso. Le molteplici identità della spia, le sue molteplici appartenenze, le molteplici verità di cui si fa serva e spacciatrice costituiscono e insieme sono frutto di un generale quadro di menzogna in cui non vi è altra luce che quella gettata dalla potenza dell’arbitrio.

 

Il giardiniere tenace, da cui è stato tratto il film The Constant Gardener – La Cospirazione, è uscito nel 2001 e, anche se non è dichiarato dall’autore, trae spunto dal Contenzioso di Kano. La non complottista Wikipedia, che fornisce un ampio resoconto della vicenda, introduce la questione così:

 

Con l’espressione contenzioso di Kano si fa riferimento ad un insieme di casi giudiziari che vedono coinvolta la multinazionale farmaceutica Pfizer in seguito ad alcuni eventi accaduti nel 1996, quando – nel corso di una grave epidemia nella città di Kano, in Nigeria – diversi bambini furono oggetto di una sperimentazione umana non autorizzata. Tale sperimentazione non era stata preventivamente concordata né con le competenti autorità nigeriane, né con i genitori. Gli interventi riguardarono bambini malati di meningite da meningococco, cui fu somministrata trovafloxacina – un antibiotico sperimentale – invece della ben più documentata terapia a base di ceftriaxone. Secondo le accuse mosse alla Pfizer, i decessi e le lesioni gravi registratisi in seguito alla sperimentazione sarebbero imputabili al protocollo usato; a sua difesa, la multinazionale sostiene che il proprio farmaco è risultato efficace almeno quanto la migliore terapia disponibile all’epoca dei fatti. L’intera vicenda venne alla ribalta dell’opinione pubblica dopo un’inchiesta del Washington Post del dicembre 2000,[1] suscitando un notevole clamore a livello internazionale. Ad oggi il caso è oggetto di due controversie legali, una negli Stati Uniti ed una in Nigeria. Agli episodi di Kano è ispirata la trama del romanzo Il giardiniere tenace di John le Carré, dal quale è stato tratto anche un adattamento cinematografico.

 

«Esiste una tendenza da parte degli studenti, nonché di molti medici, a trattare la letteratura medica con eccessivo rispetto e a dare per scontato che le notizie che appaiono su riviste importanti come “Lancet” e “New England Journal of Medicine” siano indiscutibili»

E ora veniamo al Giardiniere tenace.

 

La trama, a differenza di altri romanzi di Le Carré è lineare e semplice da seguire. Tessa Quayle, giovane avvocato, militante per la difesa dei diritti umani in Africa e moglie del diplomatico Justin Quayle in servizio presso l’Alto Commissariato Britannico in Kenya viene brutalmente uccisa in circostanze misteriose. Il marito, un appassionato di giardinaggio, applica la tenacia del suo hobby alla ricerca della verità sulla morte della moglie. Tessa aveva scoperto che la multinazionale farmaceutica KVH Karel Vita Hudson, grazie alla collaborazione dell’istituto medico universitario canadese Dawes Hospital, ha messo a punto un farmaco contro la tubercolosi denominato Dypraxa e, tramite la società inglese House of ThreeBees, lo sta testando tacitamente e abusivamente in Kenya corrompendo autorità locali e del Regno Unito. Per questo, capisce Justin Quayle, la donna è stata assassinata assieme al medico con il quale stava indagando.

 

Di seguito, evidenziati in corsivo e introdotti da brevissime spiegazioni, trovate alcuni brani del romanzo di Le Carré che di questi tempi sarebbe un peccato lasciare inoperosi  sullo scaffale di una libreria. Siccome si tratta di fiction, mi sono permesso di nerettare i passi che mi hanno colpito con più violenza. Una libertà che baratto volentieri con l’invito a leggere e diffondere il libro, edito in Italia da Mondadori.

 

 

I vangeli della nuova religione

Nel corso delle ricerche, Justin Quayle, scopre nell’archivio della moglie Tessa documenti dai risvolti inquietanti:

 

 «Nelle università corrompere è ancora più facile che negli ospedali: cattedre, laboratori, borse di studio per la ricerca e chi più ne ha più ne metta»

Estratti da riviste mediche specializzate che, in termini più o meno oscuri e opportunamente obliqui, magnificano gli effetti del nuovo farmaco Dypraxa, la sua “assenza di mutagenicità” e “lunga emivita nelle cavie”. Estratti dall’“Haiti Journal of Health Sciences” che avanzano caute riserve sul Dypraxa, firmati da un medico pakistano che ha condotto prove cliniche sul farmaco in una clinica universitaria di Haiti. Sottolineata in rosso da Tessa la frase “potenzialmente tossico”, possibile comparsa di insufficienza epatica, emorragie interne, vertigini, lesioni al nervo ottico. Estratti dal numero successivo della medesima rivista, in cui una serie di luminari dalle lunghe e altisonanti qualifiche contestano l’articolo del medico pakistano citando trecento casi clinici, accusandolo di “scarsa obiettività” e “atteggiamento irresponsabile nei confronti dei malati” e scagliando generici anatemi su di lui. (Nota scritta a mano da Tessa: “Questi opinion-leader tanto obiettivi lavorano tutti per la KVH, che opera tramite ‘commissioni itineranti’ profumatamente pagate per individuare le ricerche più promettenti nel campo delle biotecnologie in tutto il mondo”).

 

 

Il dio-scienza e i suoi profeti

Dagli appunti di Tessa Quayle:

 

Ove presentano i risultati negativi della sperimentazione, lo fanno su riviste specializzate sconosciute e non sulle testate più importanti… di conseguenza l’eventuale smentita di risultati positivi pubblicati precedentemente non ha la stessa diffusione

Esiste una tendenza da parte degli studenti, nonché di molti medici, a trattare la letteratura medica con eccessivo rispetto e a dare per scontato che le notizie che appaiono su riviste importanti come “Lancet” e “New England Journal of Medicine” siano indiscutibili. Tale ingenua fede nei “vangeli clinici” è forse incoraggiata dallo stile dogmatico adottato da molti autori, in maniera tale che le incertezze intrinseche in qualsiasi lavoro di ricerca spesso non vengono messe sufficientemente in luce… (Nota di Tessa: “Gli articoli sono commissionati dalle case farmaceutiche, anche sulle cosiddette riviste prestigiose”). Per quanto concerne gli interventi delle case farmaceutiche ai congressi scientifici e la pubblicità, bisogna essere ancora più scettici… è troppo facile mancare di obiettività… (Nota di Tessa: “Secondo Arnold, le grosse case farmaceutiche spendono miliardi per comprarsi medici e ricercatori che pompino i loro prodotti. Birgit dice che la KVH ha recentemente donato cinquanta milioni di dollari a un’importante clinica universitaria statunitense, oltre a pagare stipendi e rimborsi spese per tre primari e sei ricercatori.

 

 

Il dio-scienza e i suoi adepti

Sempre dalle note di Tessa Quayle:

 

Nelle università corrompere è ancora più facile che negli ospedali: cattedre, laboratori, borse di studio per la ricerca e chi più ne ha più ne metta. ‘È sempre più difficile trovare opinioni scientifiche non comprate’ dice Arnold”.) Ancora Stuart Pocock: … c’è sempre il rischio che gli autori vengano convinti a dare maggior enfasi ai risultati positivi di quanto la realtà effettivamente giustifichi. (Nota di Tessa: “A differenza del resto della stampa mondiale, le riviste farmaceutiche non amano pubblicare cattive notizie”). Ove presentano i risultati negativi della sperimentazione, lo fanno su riviste specializzate sconosciute e non sulle testate più importanti… di conseguenza l’eventuale smentita di risultati positivi pubblicati precedentemente non ha la stessa diffusione. 

 

«Una delle case farmaceutiche più importanti del mondo ha messo centinaia di pazienti a rischio di infezioni letali trascurando di fornire informazioni di importanza cruciale a sei ospedali coinvolti in una campagna di sperimentazione su scala nazionale»

Molti trial non hanno le caratteristiche strutturali necessarie a fornire una valutazione obiettiva della terapia. (Nota di Tessa: “Sono fatte apposta per dimostrarne la validità, non per metterla in discussione, e pertanto peggio che inutili”). Talvolta alcuni autori raccolgono appositamente dati atti a dimostrarne la validità… (Nota di Tessa: “Atti a distorcerne i risultati”.) Estratto dal «Sunday Times» di Londra dal titolo CASA FARMACEUTICA METTE A RISCHIO I PAZIENTI CON SPERIMENTAZIONI IN OSPEDALE pesantemente sottolineato da Tessa e presumibilmente fotocopiato o faxato ad Arnold Bluhm, visto che portava l’annotazione: Arnie, hai VISTO questo?! Una delle case farmaceutiche più importanti del mondo ha messo centinaia di pazienti a rischio di infezioni letali trascurando di fornire informazioni di importanza cruciale a sei ospedali coinvolti in una campagna di sperimentazione su scala nazionale”. 

 

 

Il dio-scienza vive di menzogna

Dagli appunti di Tessa Quayle:

 

“Appunti personali di Tessa. Memorandum. Una scioccante citazione dalla rivista “Time”, circondata di punti esclamativi e con due buchetti agli angoli in corrispondenza delle puntine con cui l’aveva appesa in bacheca, in uno stampatello visibile dall’altra parte della stanza per chiunque avesse occhi per vedere e non distogliesse lo sguardo. Un terrificante universale per dargli ulteriore spinta nella sua ricerca del particolare: IN 93 TRIAL CLINICI I RICERCATORI HANNO RISCONTRATO 691 REAZIONI NEGATIVE, MA NE HANNO RIFERITE SOLTANTO 39 ALL’ISTITUTO NAZIONALE DELLA SANITÀ USA”. 

 

 

Il dio-scienza si ciba di umanità

Dagli appunti di Tessa Quayle:

 

«I colossi farmaceutici statunitensi cercano di prolungare la durata dei loro brevetti in maniera da mantenere il monopolio e i prezzi da capogiro e usare il Dipartimento di stato per spaventare il Terzo Mondo, impedendogli di produrre gli equivalenti generici dei prodotti di marca a un decimo del costo» 

Gran parlare di “Idra farmaceutica americana” e “Capitale abietto”, un articolo frivolo che arrivava da chissà dove intitolato L’ANARCHIA È TORNATA DI MODA. Justin clicca di nuovo e trova sotto accusa la parola “umanità”. Appena la sente pronunciare, Tessa va su tutte le furie. Le basta sentirla, confida a Bluhm via e-mail, evidentemente in vena di confidenze, perché le venga voglia di impugnare una pistola. Ogni volta che sento una casa farmaceutica giustificare le proprie azioni sulla base di Umanità, Altruismo, Doveri verso il genere umano, mi viene da vomitare e non perché sono incinta, ma perché nello stesso tempo leggo che i colossi farmaceutici statunitensi cercano di prolungare la durata dei loro brevetti in maniera da mantenere il monopolio e i prezzi da capogiro e usare il Dipartimento di Stato per spaventare il Terzo Mondo, impedendogli di produrre gli equivalenti generici dei prodotti di marca a un decimo del costo. 

 

 

Il dio-scienza si nutre di denaro

Dagli appunti di Tessa Quayle:

 

Un suo amico ha in cura alcuni casi gravi nell’area di Brooklyn, e dice che le statistiche sono già spaventose. Negli Stati Uniti, nei quartieri sovrappopolati dove vivono le minoranze etniche, l’incidenza è in continuo aumento. O, in un linguaggio comprensibile alle borse di tutto il mondo: se l’andamento del mercato della TBC seguirà le previsioni, ci saranno da rastrellare milioni e milioni di dollari e ad accaparrarseli sarà proprio il Dypraxa, sempre che dalle prove generali condotte in Africa non emergano controindicazioni gravi.

 

 

L’industria farmaceutica dimentica Dio (quello vero)

Birgit, responsabile della Hippo, organizzazione che denuncia gli abusi compiuti dalle case farmaceutiche, soprattutto nel Terzo Mondo, parla con Justin Quayle:

 

Fece una pausa, rendendosi conto che stava parlando troppo, ma Justin non desiderava che cambiasse argomento. “La moderna industria farmaceutica ha solo sessantacinque anni. Vi lavorano anche persone per bene e ha compiuto miracoli dal punto di vista umanitario e sociale, ma la sua coscienza collettiva non è ancora sviluppata. Lorbeer scrive che le case farmaceutiche hanno voltato le spalle a Dio. Fa molti riferimenti biblici che io non capisco. Forse perché non capisco Dio”. 

 

 

Sovvenzione & Repressione

Da un colloquio tra Justin Quayle e Amy, archivista del Dawes Hospital e amica di Lara, la studiosa che ha messo a punto il Dypraxa e si è poi opposta alla sua diffusione avendone scoperto gli effetti collaterali:

 

«Se apri bocca, ti tolgono lo stipendio, ti cacciano dal lavoro e dalla città»

Amy: “La Karel Vita imperversa e la Dawes ubbidisce ciecamente. Ha dato un primo contributo di venticinque milioni di dollari per un nuovo laboratorio di biotecnologia e gliene ha promessi altri cinquanta. Non sono bruscolini nemmeno per una massa di imbecilli senza cervello ma pieni di soldi come la Karel Vita. E, se fanno i bravi, chissà quanto li foraggeranno ancora. Come si fa a resistere?”. “Be’, almeno si prova” disse Amy. “Se non provi neanche, ce l’hai nel culo”. “Ce l’hai nel culo sia che ci provi, sia che non ci provi. Se apri bocca, ti tolgono lo stipendio, ti cacciano dal lavoro e dalla città. Parlare liberamente qui può costare moltissimo, caro il mio signor Quayle, più di quanto la maggior parte di noi si può permettere”

 

 

Corruzione & Falsificazione

Dal colloquio tra Justin Quayle e Lara, la ricercatrice che ha messo a punto il Dypraxa:

 

«Alcuni effetti collaterali erano deliberatamente nascosti. Se ne trovavano, riscrivevano immediatamente il protocollo in maniera che non comparissero più»

“Dopo due anni ho fatto una brutta scoperta. La sperimentazione della KVH era una truffa. I trial non erano studiati in maniera scientifica, ma apposta per poter lanciare sul mercato il farmaco il prima possibile. Alcuni effetti collaterali erano deliberatamente nascosti. Se ne trovavano, riscrivevano immediatamente il protocollo in maniera che non comparissero più”. “Quali erano questi effetti collaterali?”. Tono professorale, caustico e arrogante. “Nel periodo della sperimentazione scorretta, ne sono stati osservati pochi. Questo anche per via dell’entusiasmo della Kovacs e di Lorbeer e del fatto che i centri medici e gli ambulatori del Terzo Mondo volevano a tutti i costi risultati positivi. Dei trial parlavano bene anche le riviste mediche, per bocca di stimati professori che si guardavano bene dallo sbandierare i propri lucrosi rapporti con la KVH. In realtà gli articoli venivano scritti a Vancouver o a Basilea e soltanto firmati dagli illustri luminari. Accennavano al fatto che il farmaco avesse controindicazioni per una percentuale trascurabile di donne in età fertile. Si erano verificati disturbi della vista e qualche decesso, ma grazie a un’abile manipolazione delle date non rientravano nel periodo della sperimentazione”. “Ci sono mai state lamentele?”. Quella domanda la fa arrabbiare. “E di chi? Dei medici e paramedici del Terzo Mondo che facevano soldi con la sperimentazione?”. 

 

 

Uomini & cavie

Dal colloquio di Justin Quayle con Lara:

 

“No, non mi sono lamentata. Ho protestato. Con forza. Quando ho scoperto che il Dypraxa veniva dato per sicuro e non in fase di sperimentazione, sono intervenuta a un meeting scientifico dell’università denunciando nei dettagli la posizione immorale della KVH. E questo non mi ha resa popolare. Il Dypraxa è un buon farmaco, il problema non è questo. Il problema è triplice”. Alza tre dita affusolate. “Uno: gli effetti collaterali vengono deliberatamente nascosti per motivi di lucro. Due: le popolazioni più povere del mondo vengono usate come cavie da quelle più ricche. Tre: un dibattito scientifico legittimo su questi problemi è impossibile a causa delle intimidazioni delle case farmaceutiche”.

 

 

Lucrare necesse est

Dal colloquio di Justin Quayle con Lorbeer, addetto alla diffusione del Dypraxa in crisi di coscienza. Qui Lorbeer usa l’esempio di un vecchio farmaco contro la malaria per mostrare come viene utilizzato a scopo di lucro.

 

“Quei bastardi vendono questo stesso farmaco da trent’anni, ormai. A che cosa serve? Per la malaria. E sa perché ha trent’anni, Peter? Dovrebbe venire la malaria a qualcuno di New York, uno di questi giorni: allora vedrà se non troveranno una cura in fretta!”. Prende un’altra scatola con le mani che, come la voce, gli tremano di sacra indignazione. “Questa generosa e filantropica industria farmaceutica del New Jersey ha regalato il suo prodotto ai paesi poveri e affamati del mondo, okay? Le case farmaceutiche hanno bisogno di essere amate, perché altrimenti si spaventano e diventano tristi”. E pericolose, pensa Justin, ma non ad alta voce. “Perché l’ha regalato? Glielo dico io, va’: perché siccome adesso ne producono uno migliore, questo è diventato inutile. Così regalano agli africani quello vecchio a sei mesi dalla scadenza e per la loro generosità ottengono uno sgravio fiscale di qualche milione di dollari. A parte il fatto che risparmiano qualche altro milione di dollari sui costi di magazzino e di distruzione di vecchi farmaci che non possono più vendere. E tutti gli dicono: ‘Ma guarda che bravi”. Azionisti compresi’”.

 

 

Il denaro alimenta il potere e il potere alimenta il denaro

Sandy Woodrow, dell’Alto Commissariato Britannico spiega a Justin Quayle perché l’inchiesta condotta da sua moglie doveva essere insabbiata e il documento prodotto distrutto:

 

«Su qualcuno i farmaci bisogna ben sperimentarli, no? Voglio dire, chi si sceglie, perdio? La Harvard Business»

Justin riformulò la domanda come se dovesse farsi capire da uno straniero o da un bambino. “Hai pensato di chiedere a Pellegrin perché bisognava distruggere il documento?”. “Due ordini di motivi, secondo Bernard. Tanto per cominciare erano in gioco degli interessi britannici. Dobbiamo difendere ciò che ci appartiene”. “E tu gli hai creduto?” chiese Justin e di nuovo dovette aspettare che Woodrow arginasse un’altra ondata di lacrime. “Ho creduto alla storia della ThreeBees. Certo che ci ho creduto. Punta di diamante dell’imprenditoria inglese in Africa. Gioiello della Corona. Curtiss, cocco dei leader africani, che distribuisce tangenti a destra, a sinistra e al centro ed è una delle grandi risorse del paese. Per di più è nella manica di metà del governo di Sua Maestà, il che non guasta”. “E l’altro ordine di motivi?”. “La KVH. Quelli di Basilea hanno avanzato l’ipotesi di aprire un grande stabilimento chimico nel Galles meridionale e un altro in Cornovaglia nel giro di tre anni. Più un terzo in Irlanda del Nord. Per portare benessere e prosperità nelle nostre zone depresse. Ma se partiamo in quarta sul Dypraxa, si tirano indietro”. “Partiamo in quarta?”. “Il farmaco era ancora in fase di sperimentazione. E lo è tuttora, in teoria. Se avvelena gente che sarebbe morta comunque, che problema c’è? Nel Regno Unito il Dypraxa non aveva ancora l’autorizzazione ministeriale, quindi su quello si poteva stare tranquilli, no?”. Woodrow era di nuovo battagliero. Stava facendo appello a un professionista, a un collega. “Voglio dire, Cristo, Justin. Su qualcuno i farmaci bisogna ben sperimentarli, no? Voglio dire, chi si sceglie, perdio? La Harvard Business School?”. Stupito di non ottenere l’appoggio di Justin su quella bella argomentazione, ne azzardò un’altra. “Voglio dire, Gesù, non spetta al ministero degli Esteri britannico pronunciarsi sulla sicurezza dei farmaci non autoctoni, ti pare? Deve agevolare l’industria britannica, non anadre in giro a raccontare che una società inglese sta avvelenando i suoi clienti in Africa. Conosci le regole del gioco. Non siamo pagati per avere il cuore tenero. In un modo o nell’altro quella gente morirebbe comunque”. 

 

 

Questa è fiction. E la realtà?

l termine del romanzo, nella «Nota dell’autore», Le Carré tiene a dire che l’Alto Commissariato Britannico di Nairobi non è come lo ha descritto nella sua storia, che il Dypraxa non è mai esistito, cosi come anche la KVH e i vari altri istituti citati. Riferimenti a persone e fatti realmente accaduti sono del tutto casuali.. Ma poi dice anche:

«La sopravvivenza della BUKO è resa ancora più necessaria dal fatto che le opinioni in campo medico vengono insidiosamente e metodicamente corrotte dai colossi farmaceutici. E la BUKO non solo mi ha aiutato moltissimo, ma mi ha invitato a tessere le lodi delle case farmaceutiche corrette»

 

La BUKO Pharma-Kampagne di Bielefeld, in Germania – da non confondere con la Hippo del romanzo – è un’organizzazione finanziariamente indipendente e a corto di personale i cui componenti si battono con lucidità e competenza per denunciare gli abusi che le case farmaceutiche compiono, soprattutto nel Terzo Mondo. Se siete in vena di generosità, vi invito a mandare loro un contributo per aiutarli a proseguire nella loro opera. La sopravvivenza della BUKO è resa ancora più necessaria dal fatto che le opinioni in campo medico vengono insidiosamente e metodicamente corrotte dai colossi farmaceutici. E la BUKO non solo mi ha aiutato moltissimo, ma mi ha invitato a tessere le lodi delle case farmaceutiche corrette. (…)

 

Sia il dottor Paul Haycock, veterano dell’industria farmaceutica internazionale, sia Tony Allen, grande conoscitore dell’Africa e consulente farmaceutico dotato di occhi e di cuore, mi hanno aiutato e dato consigli, informazioni e allegria, sopportando con buona grazia i miei attacchi contro la loro categoria – come peraltro l’ospitalissimo Peter, che preferisce rimanere modestamente nell’ombra. Alle Nazioni Unite ho ricevuto una mano da parecchie persone schiette. Nessuna di loro sapeva che cosa cercavo, ma credo sia opportuno non farne i nomi. (…)

 

Nel descrivere le tribolazioni di Lara nel capitolo diciotto, mi sono ispirato a numerosi casi, avvenuti in particolare nel continente nordamericano, di ricercatori medici di grande competenza che hanno osato dissentire dalle opinioni dei loro finanziatori e che per questo hanno subito umiliazioni e persecuzioni. Il punto non è se i loro scomodi risultati fossero corretti o meno. In gioco c’è il conflitto tra coscienza individuale e interessi delle società, il diritto elementare dei medici di esprimere opinioni scientifiche autonome e il loro dovere di informare i pazienti sui rischi che ritengono associati ai trattamenti prescritti.

 

FINE 

 

O è solo l’inizio?

 

 

Alessandro Gnocchi

 

 

Articolo previamente apparso su Ricognizioni

 

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Big Pharma

93.000 morti per overdose nel 2020, il tasso più alto nella storia degli Stati Uniti

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I nuovi dati provvisori rilasciati dal CDC indicano che più di 93.000 americani sono morti per overdose durante i lockdown 2020.

 

Si tratta di una cifra senza precedenti, dovuta, è pensabile, alla perdita di posti di lavoro e all’assistenza medica ritardata. Un numero che è il più alto registrato nella storia americana.

 

Secondo il CDC (l’ente americano per il controllo delle epidemie), circa 93.331 americani sono morti per overdose tra gennaio e dicembre 2020, rispetto ai circa 72.000 riportati l’anno scorso, con un aumento di quasi il 30%.

 

Come riportato dal sito Breitbart, i dati si traducono in 256 morti al giorno, o 11 morti ogni ora.

 

Secondo il CDC (l’ente americano per il controllo delle epidemie), circa 93.331 americani sono morti per overdose tra gennaio e dicembre 2020, rispetto ai circa 72.000 riportati l’anno scorso, con un aumento di quasi il 30%

Secondo l’analisi di Breitbart dei dati CDC, «solo due stati, New Hampshire e South Dakota, hanno sperimentato meno overdose di droga lo scorso anno rispetto all’anno precedente. Nel frattempo, il Vermont ha subito un aumento di quasi il 60% delle overdose da droga nel 2020 rispetto al 2019, insieme a un aumento del 52% nella Carolina del Sud e un aumento del 54% nel Kentucky».

 

I dati preliminari pubblicati dall’Office of the Chief Medical Examiner di San Francisco lo scorso anno hanno rilevato che, rispetto al numero di morti per  COVID-19, sono più del doppio quelli morti per overdose di droga nel 2020, con 708 decessi per overdose registrati e 254 decessi correlati al coronavirus.

 

Si tratta di una tendenza, quelle delle morti per oppioidi che superano perfino quelle per coronavirus (che ha numeri che talvolta qualcuno crede vengano gonfiati) che Renovatio 21 aveva segnalata a inizio anno, e che è destinata a proseguire: il prodotto diretto della pandemia è morte e disperazione, e non da COVID.

 

Il CDC ha riscontrato un «aumento dell’accelerazione» dei decessi per overdose tra marzo 2020 e maggio 2020, quando negli Stati Uniti hanno iniziato a essere imposti blocchi, licenziamenti, requisiti di distanziamento sociale e altre restrizioni.

 

«Questa è una perdita sbalorditiva di vite umane», ha detto Brandon Marshall, un ricercatore di salute pubblica della Brown University all’Associated Press (AP).

 

I dati si traducono in 256 morti al giorno, o 11 morti ogni ora

Marshall, che tiene traccia delle tendenze dell’overdose nel suo lavoro professionale, ha affermato che «il COVID ha notevolmente esacerbato la crisi».

 

L’AP ha citato esperti che hanno concluso che «lockdown e altre restrizioni pandemiche hanno isolato le persone con tossicodipendenze e hanno reso le cure più difficile da ottenere».

 

Un documento di lavoro pubblicato nel dicembre 2020 da Casey Mulligan, Ph.D., professore di economia all’Università di Chicago che è stato capo economista per il Council of Economic Advisers durante l’amministrazione Trump, ha suggerito che i lockdown e i requisiti di distanziamento sociale potrebbero aver contribuito al forte aumento delle «morti per disperazione» lo scorso anno, compresi i suicidi e le overdose di droga.

 

Rispetto al numero di morti per  COVID-19, sono più del doppio quelli morti per overdose di droga nel 2020

Secondo Mulligan, «i dati locali sulle overdose da oppiacei supportano ulteriormente l’ipotesi che la pandemia e la recessione siano state associate a un aumento del 10-60% dei decessi per disperazione al di sopra dei già alti livelli pre-pandemia».

 

Come notato da Breitbart, il virologo ed ex direttore del CDC Robert Redfield, M.D., ha anche identificato «l’interruzione della vita quotidiana dovuta alla pandemia di COVID-19» come un fattore significativo che porta ad un aumento dei decessi per overdose.

 

«Mentre continuiamo la lotta per porre fine a questa pandemia, è importante non perdere di vista i diversi gruppi colpiti in altri modi», ha affermato Redfield.

 

«Dobbiamo prenderci cura delle persone che soffrono di conseguenze indesiderate».

 

I farmaci identificati in caso di morte per overdose includono fentanil, eroina e cocaina, con il fentanil identificato in oltre il 60% dei decessi per overdose dello scorso anno secondo i dati del CDC.

 

Il fentanil è una sostanza decine di volte più potente dell’eroina, basta una dose microscopica per provocare un’overdose. Il cantante Prince è morto per un’overdose di fentanil.

 

Il fentanil è in gran parte prodotto in Cina che compie la nemesi storica della Guerra dell’Oppio nella quale degli anglofoni imposero con le armi la dipendenza dalla droga dei cinesi per arricchire smoderatamente le compagnie di mercanti

Rispetto ai decessi registrati misurati da giugno 2018 a giugno 2019, i decessi per overdose da oppiacei, in particolare quelli che coinvolgono il fentanil illecito, sono aumentati del 38% da giugno 2019 a giugno 2020, secondo quanto riportato dal CDC.

 

Secondo la NBC, il fentanil, che è un oppioide sintetico 50 volte più potente dell’eroina, sta rapidamente diventando una «droga preferita» per i contrabbandieri che portano droghe illegali attraverso il confine degli Stati Uniti. Gli agenti federali di El Paso, in Texas, hanno riferito che i sequestri di fentanil sono aumentati del 4.000 percento negli ultimi tre anni.

 

Il direttore dell’FBI Christopher Wray ha dichiarato a giugno che «non c’è dubbio» che l’attività del cartello della droga dal Messico si stia riversando negli Stati Uniti nel corso della crisi di confine in corso. 

 

Sotto l’amministrazione Biden gli attraversamenti illegali delle frontiere sono saliti alle stelle del 674% rispetto allo scorso anno, con un aumento mensile del numero di attraversamenti illegali.

 

Secondo l’AP, alcuni esperti suggeriscono che, data la proliferazione di oppioidi sintetici, in particolare il fentanil illecito, il tasso record di decessi per overdose registrato lo scorso anno non dovrebbe diminuire sostanzialmente quest’anno.

 

Il fentanil, come riportato da Renovatio 21, è in gran parte prodotto in Cina. Avvelenando la popolazione anglofona, si può pensare, il Dragone produttore della sostanza compie la nemesi storica della Guerra dell’Oppio nella quale gli inglesi imposero con le armi la dipendenza dalla droga dei cinesi per arricchire smoderatamente le compagnie di mercanti (le multinazionali dell’epoca).

 

 

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Big Pharma

Lo scandalo dietro la falsa approvazione FDA del vaccino Pfizer

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Renovatio 21 traduce questo articolo di William F. Engdahl.

 

 

Il regolatore del governo degli Stati Uniti per i farmaci, la Food and Drug Administration (FDA), ha appena annunciato di aver votato la piena approvazione per il vaccino genetico mRNA di Pfizer e BioNTech, o no l’ha fatto? Questo presunto nuovo status viene utilizzato dall’amministrazione Biden e da molti stati e aziende per imporre vaccinazioni obbligatorie. Il consigliere COVID di Biden, il notoriamente in conflitto di interessi Tony Fauci del NIAID, usando quella sentenza, chiede la vaccinazione nazionale obbligatoria per il Paese. Quello che non viene rivelato è il pozzo nero di corruzione e conflitti di interesse tra la FDA e le principali compagnie farmaceutiche, tra cui Pfizer, che stanno dietro l’approvazione affrettata. E non è la piena approvazione per il vaccino di Pfizer, ma solo per il vaccino legalmente diverso di BioNTech. .

 

 

 

«Timbro finale di approvazione»?

Il 23 agosto la FDA ha annunciato la piena approvazione per la sostanza geneticamente modificata mRNA di Pfizer. O non proprio, se vengono studiati i documenti completi della FDA.

 

Fauci, il cui NIAID ha un interesse finanziario nel vaccino, ha fatto riferimento alla decisione della FDA come al «marchio di approvazione finale». È comunque tutt’altro che definitiva o una valutazione medica rigorosa e scientificamente imparziale. Piuttosto è una decisione politicamente motivata da una FDA che è corrotta al di là dell’immaginazione della maggior parte delle persone.

 

Facendo marcia indietro sulla sua dichiarazione nel 2020 secondo cui avrebbe tenuto le normali udienze del comitato consultivo della FDA con esperti indipendenti per discutere la domanda Pfizer per la piena approvazione, ora la FDA ha dichiarato al British Medical Journal che non riteneva necessario un incontro prima di concedere la piena approvazione di quello che è il vaccino più controverso della storia moderna.

 

Il BMJ cita Kim Witczak, un sostenitore della sicurezza dei farmaci che funge da rappresentante dei consumatori nel comitato consultivo per i farmaci psicofarmacologici della FDA, «questi incontri pubblici [FDA] sono indispensabili per costruire fiducia e sicurezza, specialmente quando i vaccini sono arrivati ​​sul mercato alla velocità della luce con l’autorizzazione all’uso n caso di emergenza.».

 

«È già preoccupante che la piena approvazione si basi su dati di 6 mesi, nonostante gli studi clinici progettati per due anni. Non esiste un gruppo di controllo dopo che Pfizer ha offerto il prodotto ai partecipanti al placebo prima che gli studi fossero completati»

Witczak ha proseguito con una nota allarmante:

 

«È già preoccupante che la piena approvazione si basi su dati di 6 mesi, nonostante gli studi clinici progettati per due anni. Non esiste un gruppo di controllo dopo che Pfizer ha offerto il prodotto ai partecipanti al placebo prima che gli studi fossero completati».

 

Leggetelo di nuovo, lentamente. I test Pfizer hanno distrutto il proprio gruppo di controllo a metà strada! E il lancio di sei mesi del vaccino mRNA in tutto il mondo ha portato a effetti collaterali catastrofici che sono stati totalmente ignorati ufficialmente. Questa è «scienza» dottor Fauci?

 

Il rifiuto della FDA e del suo direttore ad interim, Janet Woodcock, di convocare il suo comitato consultivo sui farmaci per la discussione delle decisioni di Pfizer e BioNTech è ancora più scioccante poiché a giugno tre membri di quello stesso panel si sono dimessi per protesta dopo essere stati ignorati in un’altra approvazione di farmaci.

 

La rete NPR ha riferito che «tre esperti si sono ora dimessi da un comitato consultivo della Food and Drug Administration dopo che l’agenzia ha approvato un farmaco per l’Alzheimer chiamato Aduhelm contro la volontà di quasi tutti i membri del panel».

 

Uno dei tre, il dottor Aaron Kesselheim, nella sua lettera di dimissioni dal comitato consultivo della FDA (10 giugno 2021), ha scritto:

 

È solo BioNTech che ha ottenuto l’approvazione della FDA, ma condizionata al completamento di una serie di ulteriori test su gruppi selezionati tra cui neonati, donne incinte e giovani, entro il 2027. Il vaccino statunitense, il vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19, ha ottenuto solo un’estensione del suo Autorizzazione all’uso di emergenza (EUA), non piena approvazione!

«Sia per eteplirsen che per aducanumab, le decisioni degli amministratori della FDA di ignorare le chiare raccomandazioni del comitato consultivo hanno portato alla loro approvazione di due farmaci altamente problematici che offrivano poche prove che avrebbero beneficiato in modo significativo i pazienti… Con eteplirsen, l’AdComm (Comitato consultivo) e il personale scientifico della FDA hanno riferito che non c’era nessuna prova convincente che il farmaco funzionasse; entrambi i gruppi sono stati rigettati dalla leadership della FDA …»

 

Ora il rifiuto della FDA di convocare il proprio comitato consultivo per la decisione Pfizer è tanto più sorprendente alla luce del fatto che i Centri governativi per il controllo delle malattie (CDC) nella loro banca dati ufficiale VAERS per la registrazione degli effetti negativi dei vaccini hanno registrato 8.508 segnalazioni di decessi dopo l’iniezione mRNA di Pfizer negli ultimi sette mesi, un quantità maggiore rispetto a tutti i vaccini combinati negli ultimi 30 anni.

 

Negando un’udienza pubblica, la FDA ha evitato qualsiasi discussione su questi allarmanti numeri di decessi, per non parlare delle decine di migliaia di gravi effetti collaterali tra cui infarti, coaguli di sangue, aborti spontanei, paralisi permanente a seguito dei colpi Pfizer-BioNTech. Anche la dichiarazione pubblica di Fauci prima dell’approvazione che se lo aspettava è immorale, ma questo è l’ultimo dei crimini.

 

 

Falsa approvazione

Sembra che la FDA abbia eseguito un astuto stratagemma in cui ha emesso sentenze separate per un vaccino Pfizer Inc.-BioNTech che è ampiamente utilizzato negli Stati Uniti, e un’altra sentenza per un vaccino simile del partner tedesco di Pfizer e sviluppatore della piattaforma mRNA, BioNTech di Magonza.

 

È solo BioNTech che ha ottenuto l’approvazione della FDA, ma condizionata al completamento di una serie di ulteriori test su gruppi selezionati tra cui neonati, donne incinte e giovani, entro il 2027. Il vaccino statunitense, il vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19, ha ottenuto solo un’estensione del suo Autorizzazione all’uso di emergenza (EUA), non piena approvazione!

 

Nella sua lettera separata a Pfizer, la FDA ha dichiarato:

 

«… Il 23 agosto 2021, avendo concluso che la revisione di questo EUA è appropriata per proteggere la salute o la sicurezza pubblica ai sensi della sezione 564 (g) (2) della legge, la FDA sta ripubblicando la lettera di autorizzazione (uso di emergenza) del 12 agosto 2021 nella sua interezza con le revisioni incorporate per chiarire che l’EUA rimarrà in vigore per il vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 per l’indicazione e gli usi precedentemente autorizzati … ».

 

Sepolto in una nota a piè di pagina nella lettera, la FDA ammette che ci sono due entità e vaccini legalmente separati: il vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 e la BioNTech GmbH di Mainz con il proprio vaccino denominato Comrinaty.

 

La FDA scrive che «i prodotti sono legalmente distinti con alcune differenze…». Legalmente distinti significa due vaccini separati. Se trovate questo confuso, è perché è destinato a esserlo. Solo in base a una sentenza EUA Pfizer è attualmente esente dalla responsabilità per il vaccino. Alcuni avvocati chiamano lo stratagemma della FDA una classica tattica « «specchietto per le allodole», una forma di frode basata sull’inganno.

 

Sepolto in una nota a piè di pagina nella lettera, la FDA ammette che ci sono due entità e vaccini legalmente separati: il vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19 e la BioNTech GmbH di Mainz con il proprio vaccino denominato Comrinaty

Il vaccinologo statunitense e uno sviluppatore della tecnica dell’mRNA, il dottor Robert Malone, ha accusato la FDA di aver giocato a un «gioco di carte burocratico» con la loro presunta approvazione anticipata del vaccino Pfizer COVID-19. Cita le due lettere separate della FDA, «C’è una lettera per Pfizer e una lettera per BioNTech. Il New York Times e il Washington Post si sono sbagliati. L’autorizzazione non è per Pfizer. L’autorizzazione è per BioNTech e verrà avviata solo nel momento in cui il prodotto BioNTech sarà disponibile…».

 

In aggiunta alle bizzarre irregolarità, nelle loro due lettere separate, una a BioNTech e un’altra a Pfizer, la FDA cancella ripetutamente la località di produzione del vaccino che approva. Perché questo? È in Cina che BioNTech ha un accordo congiunto con Fosun Pharma di Shanghai per produrre e commercializzare congiuntamente il vaccino Comirnaty per COVID-19?

 

Perché hanno bisogno di nascondere al pubblico i dati sul luogo di produzione? Esporrebbe l’intera frode?

 

 

Conflitti di interesse FDA-Pfizer

Nel 2019 Pfizer ha fatto una nomina molto conflittuale nel suo consiglio di amministrazione. Hanno voluto Scott Gottlieb, che si era appena dimesso da capo della FDA tre mesi prima. Se questo dà l’impressione di un enorme conflitto di interessi, è perché lo è.

 

Accanto a Gottlieb, nel consiglio di amministrazione di Pfizer, siede la dott.ssa Susan Desmond-Hellmann, che ha guidato la Fondazione Bill e Melinda Gates fino al 2020. La Fondazione Gates è dietro ogni singola parte chiave della corsa al vaccino contro il COVID e possiede azioni di Pfizer.

 

Un’altra persona che collega Pfizer e Gates è la prof.ssa Holly Janes, esperta di biostatistica nella città natale di Gates, Seattle, presso il centro di ricerca sul cancro Fred Huff. Janes è anche membro del comitato vaccini della FDA fino al 2023. In particolare, ha co-progettato i controversi studi per i vaccini mRNA Pfizer e Moderna per il NIAID di Fauci dal suo centro di Seattle, anch’esso finanziato dalla Fondazione Gates.

 

Nelle loro due lettere separate, una a BioNTech e un’altra a Pfizer, la FDA cancella ripetutamente la località di produzione del vaccino che approva. Perché questo? È in Cina che BioNTech ha un accordo congiunto con Fosun Pharma di Shanghai per produrre e commercializzare congiuntamente il vaccino Comirnaty per COVID-19?

Janes è professore presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center, Divisione vaccini e malattie infettive, noto come Fred Hutch. In precedenza ha ricevuto fondi per la ricerca della Gates Foundation per un periodo di sei anni, quando ha lavorato per la Gates Foundation dal 2006 al 2012 per sviluppare «supporto statistico e di progettazione di studi per studi preclinici sulle prestazioni dei vaccini». La professoressa  Janes ha anche contribuito a sviluppare il programma che tiene traccia dei dati sui vaccini presso la John Hopkins University.

 

La persona che gestisce la FDA come «direttore ad interim» è Janet Woodcock. Chiamarla contaminata è mite. È alla FDA dal 1986, quasi quanto Fauci al NIAID. Woodcock è stata la scelta di Biden a capo della FDA, ma una massiccia opposizione di 28 gruppi tra cui i procuratori generali dello stato e i gruppi di cittadini ha costretto a chiamarla «acting director» («direttore temporaneo», ndr), ruolo per cui non c’è bisogno del controllo del Congresso.

 

Woodcock era direttamente responsabile dell’approvazione della FDA degli oppioidi mortali nonostante le obiezioni dei suoi stessi scienziati e di altri consulenti.

 

Due decenni fa, come capo dell’unità responsabile della FDA, Woodcock è stato determinante nell’approvazione di un potente oppioide, Zohydro, anche se il comitato consultivo scientifico della FDA ha votato 11-2 per tenere il farmaco fuori dal mercato perché non era sicuro.

 

Il sito Drugs.com scrive:  «l’idrocodone (Zohydro) può rallentare o interrompere la respirazione. Non usare mai Zohydro ER in quantità maggiori o più a lungo di quanto prescritto… Ingoiarlo intero per evitare l’esposizione a una dose potenzialmente fatale. L’idrocodone può creare assuefazione, anche a dosi regolari».

 

La Fondazione Gates è dietro ogni singola parte chiave della corsa al vaccino contro il COVID e possiede azioni di Pfizer

Woodcock in seguito approvò la vendita di una pillola narcotica ad alta intensità, OxyContin, come «più sicura e più efficace di altri antidolorifici» sulla base delle false affermazioni del produttore ora in bancarotta, Purdue Pharma. Da allora, circa 500.000 americani sono morti come risultato della dipendenza da oppiacei.

 

Woodcock è chiaramente la persona chiave della FDA dietro la falsa decisione Pfizer del 23 agosto, facendo in modo che non ci fossero audizioni consultive pubbliche per rivedere i dati rilevanti. Sarebbe importante sapere quali discussioni o comunicazioni sono avvenute con il suo ex capo, ora direttore di Pfizer, Scott Gottlieb.

 

 

Come mai?

Ci sono molte domande senza risposta in questa contorta storia di corruzione alla FDA e alla Pfizer.

 

Questo teatro è stato accelerato dall’amministrazione Biden per accelerare la vaccinazione forzata di milioni di americani incerti o scettici sull’assunzione di un vaccino di emergenza o sperimentale?

 

Perché c’è una pressione così incredibile da parte dei media mainstream e dei politici per vaccinare ogni uomo, donna e ora bambino negli Stati Uniti?

 

I vaccini sono davvero sicuri se ci sono così tanti terribili casi di eventi avversi dopo il vaccino Pfizer?

 

Perché la FD si è rifiutata di consentire al suo comitato indipendente per i vaccini di intervenire?

 

Vale la pena notare che dal 14 agosto Pfizer non impone vaccini ai propri dipendenti. Anche la Casa Bianca di Biden non impone vaccini al suo personale.

 

Sono tutte questioni serie che richiedono risposte serie e oneste.

 

 

William F. Engdahl

 

 

 

F. William Engdahl è consulente e docente di rischio strategico, ha conseguito una laurea in politica presso la Princeton University ed è un autore di best seller sulle tematiche del petrolio e della geopolitica. È autore, fra gli altri titoli, di Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation («Semi della distruzione, l’agenda nascosta della manipolazione genetica»), consultabile anche sul sito globalresearch.ca.

 

 

Questo articolo, tradotto e pubblicato da Renovatio 21 con il consenso dell’autore, è stato pubblicato in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook e ripubblicato secondo le specifiche richieste.

 

 

Renovatio 21 offre la traduzione di questo articolo per dare una informazione a 360º.  Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

PER APPROFONDIRE

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