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Epidemie

Vaccino e infertilità, il problema può essere reale. Parla l’ex direttore scientifico di Pfizer

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L’ex vicepresidente e direttore scientifico della Pfizer, il dottor Michael Yeadon, e lo specialista e parlamentare tedesco dei polmoni, il dottor Wolfgang Wodarg, hanno presentato una domanda urgente all’Agenzia europea dei medicinali chiedendo la sospensione immediata di tutti gli studi sul vaccino SARS-CoV-2, in particolare il BioNtech Studio Pfizer su BNT162b (numero EudraCT 2020-002641-42).

 

Yeadon e Wodarg affermano che gli studi dovrebbero essere interrotti fino a quando non sarà disponibile uno studio che affronti una serie di gravi problemi di sicurezza espressi da un numero crescente di scienziati rinomati che sono scettici sulla velocità con cui i vaccini vengono sviluppati, secondo il sito tedesco 2020news.

Yeadon e Wodarg affermano che gli studi dovrebbero essere interrotti fino a quando non sarà disponibile uno studio che affronti una serie di gravi problemi di sicurezza espressi da un numero crescente di scienziati rinomati che sono scettici sulla velocità con cui i vaccini vengono sviluppati

 

«Da un lato, i firmatari chiedono che, a causa della nota mancanza di accuratezza del test PCR in uno studio serio, debba essere utilizzato un cosiddetto sequenziamento di Sanger . Questo è l’unico modo per fare affermazioni affidabili sull’efficacia di un vaccino contro il COVID-19. Sulla base dei numerosi e diversi test PCR di qualità molto variabile, non è possibile determinare con la necessaria certezza né il rischio di malattia né un possibile beneficio del vaccino, motivo per cui testare il vaccino sugli esseri umani non è etico di per sé».

 

La coppia sottolinea anche le preoccupazioni sollevate in studi precedenti che coinvolgono altri coronavirus , tra cui:

 

  • «La formazione dei cosiddetti “anticorpi non neutralizzanti” può portare a una reazione immunitaria esagerata , specialmente quando la persona sottoposta al test si trova di fronte al vero virus “selvaggio” dopo la vaccinazione. Questa cosiddetta amplificazione dipendente da anticorpi, ADE, è nota da tempo, ad esempio, da esperimenti con vaccini coronavirus nei gatti. Nel corso di questi studi tutti i gatti che inizialmente hanno tollerato bene la vaccinazione sono morti dopo aver contratto il virus selvatico».

 

«È assolutamente da escludere che un vaccino contro SARS-CoV-2 possa innescare una reazione immunitaria contro la sincitina-1, poiché altrimenti l’ infertilità di durata indefinita potrebbe colpire le donne vaccinate»

  • «Ci si aspetta che le vaccinazioni producano anticorpi contro le proteine ​​spike di SARS-CoV-2. Tuttavia, le proteine ​​spike contengono anche proteine ​​omologhe alla sincitina, che sono essenziali per la formazione della placenta nei mammiferi come gli esseri umani. È assolutamente da escludere che un vaccino contro SARS-CoV-2 possa innescare una reazione immunitaria contro la sincitina-1, poiché altrimenti l’ infertilità di durata indefinita potrebbe colpire le donne vaccinate».

 

  • «I vaccini a mRNA di BioNTech / Pfizer contengono polietilenglicole (PEG). Il 70% delle persone sviluppa anticorpi contro questa sostanza – questo significa che alla vaccinazione molte persone possono sviluppare reazioni allergiche, potenzialmente fatali».

 

  • «La durata troppo breve dello studio non consente una stima realistica degli effetti tardivi . Come nei casi di narcolessia dopo la vaccinazione contro l’influenza suina, milioni di persone sane sarebbero esposte a un rischio inaccettabile se venisse concessa un’approvazione di emergenza e seguisse la possibilità di osservare gli effetti tardivi della vaccinazione. Tuttavia, BioNTech / Pfizer ha presentato una domanda di approvazione di emergenza il 1 ° dicembre 2020.

 

«Il 70% delle persone sviluppa anticorpi contro il polietilenglicole (PEG) – questo significa che alla vaccinazione molte persone possono sviluppare reazioni allergiche, potenzialmente fatali»

Il dottor Yeadon aveva fatto notizia il mese scorso quando ha dichiarato che «non c’è scienza che suggerisca che dovrebbe verificarsi una seconda ondata» e che risultati falsi positivi di test COVID-19 intrinsecamente difettosi vengono utilizzati per «produrre» una seconda ondata».

 

«È probabile che più della metà dei positivi sia falsa, o potenzialmente anche tutti» aveva detto. «È ormai stabilito che almeno il 30% della nostra popolazione aveva già il riconoscimento immunologico di questo nuovo virus, prima ancora che arrivasse… il COVID-19 è nuovo, ma i coronavirus no».

 

Questo fenomeno, chiamato cross-reactivity («reattività incrociata»)si basa sull’idea che «poiché tutti questi coronavirus sono simili dal punto di vista del DNA – sono simili al 90% – allo stesso modo svilupperai una certa immunità al COVID-19 se sei stato esposto a un precedente coronavirus»».

«È probabile che più della metà dei positivi sia falsa, o potenzialmente anche tutti»

 

La cross-reactivity ha già una sua letteratura ma video che ne parlano – come quello del nutrizionista dottor Berg sottotitolato e rilanciato da Renovatio 21 – possono venire rimossi o bollati come fake news dai social.

 

Tornando alla questione della fertilità, il danno da vaccino sarebbe devastante per la popolazione, decimando intere generazioni di non nati, un mondo da incubo in cui le donne sono diventate sterili, come nel romanzo/film  apocalittico I Figli degli Uomini.

 

 

 

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Epidemie

Ripassino di biologia evoluzionista per virostar

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«Bisogna vaccinarsi per bloccare le varianti«. Quante volte sentiamo dire questa frase per convincerci a vaccinarci tutti?
Questo è uno degli argomenti più comuni usati in TV e nelle interviste sui giornali, dal momento che è veloce ed è facile da recepire per lo spettatore.

 

Specialmente per lo spettatore che non conosce la teoria dell’evoluzionismo applicata ai microrganismi, questa tesi sembra ragionevole.

 

Peccato che sia tutto falso. Questa tesi è un errore grossolano, col quale si potrebbe finire bocciati a qualsiasi esame di biologia evoluzionista, un esame che in genere è facoltativo nei corsi di laurea di medicina e biologia.

 

Noi faremo un ripassino. Certo che, care virostar, farsi fare un ripassino di evoluzionismo elementare da un cattolico, è alquanto imbarazzante.

 

Affermare che vaccinare le persone impedisca la fissazione di mutazioni del COVID indica soltanto che non si conosce l’ABC della biologia evoluzionista

La teoria evoluzionista è nata come «darwinismo» ed è stata integrata nei decenni con lo sviluppo delle conoscenze in ambito genetico. Oggi è anche nota come «neodarwinismo».

 

È una teoria elegante e sofisticata, come sono sofisticati altri tentativi di dimostrare che Dio non esiste lungo la storia da parte di personaggi molto intelligenti.

 

Non è propriamente una disciplina scientifica per il semplice motivo che non si può fondare sul metodo sperimentale: non è possibile corroborare in laboratorio ipotesi bio-chimiche che richiedono miliardi di anni di tempo. Si tratta piuttosto di un meta-modello scientifico, che ha più a che fare con la Filosofia della Scienza e con la Matematica. Di scientifico l’evoluzionismo ha dunque ben poco, se non il fatto che ci sono diversi scienziati che lo usano per non andare a Messa.

 

Infatti il modello neodarwiniano attualmente è «incompleto», cioè falso: se studiamo i migliori manuali a disposizione troviamo scritto nero su bianco che non esiste un modello in grado di spiegare la formazione della vita biologica a partire dalle leggi della fisica sulla base del caso.

 

La biologia evoluzionista suggerisce che dovrebbero essere vaccinate esclusivamente le persone che sono a rischio

I neodarwiniani fanno fatica a riconoscerlo, ma nei loro trattati questo modello fisico-matematico non c’è.  C’è soltanto la fede che questo modello debba esistere da qualche parte; il che, appunto, rende questa teoria un modello filosofico piuttosto che un modello scientifico. Tecnicamente, si tratta di un paradigma scientifico, non di una teoria scientifica.

 

Il neodarwinismo serio da ultimo va poco di moda anche perché in un club di atei si rischia di litigare: provate a pensare in ottica neodarwiniana se qualcuno vi chiede se sia meglio che un branco di lupi siano etero o LGBT. Peggio che andar di notte:  se il vostro interlocutore accetta le basi del neodarwinismo perché gli sta antipatico San Paolo, la risposta del neodarwinismo non è opinabile. 

 

Ad ogni modo, nonostante la teoria evoluzionista non sia in grado di spiegare la comparsa della vita biologica e la sua evoluzione maggiore sulla base del caso (quella che in ambito dottrinale si chiama «Creazione»), il neodarwinismo è in grado di spiegare alcune cose minori:



1) L’estinzione

2) L’evoluzione di alcuni microorganismi 

3) La formazione di alcune specie

 

Le virostar che vanno in televisione dimostrano di non avere capito la base dell’evoluzionismo

In altre parole, l’evoluzionismo è in grado di spiegare (anche sperimentalmente) soltanto alcuni tipologie di evoluzioni degli organismi, evoluzioni minori. Non le più interessanti, cioè –per intenderci – non quelle narrate dalle cosmogonie come la Genesi.

 

Ebbene, le virostar che vanno in televisione dimostrano di non avere capito la base dell’evoluzionismo.

 

Alla base dell’evoluzionismo ci sono 3 concetti:


1) Mutazione genetica

2) Selezione naturale

3) Deriva genetica

Facciamo un ripassino con il classico caso delle farfalle di Manchester, programma delle scuole elementari.

 

A partire da un determinato organismo con un determinato codice genetico, si possono verificare delle mutazioni genetiche casuali durante la riproduzione, cioè durante il processo di copia del DNA.

 

Durante la copia del DNA(che avviene durante la riproduzione) accade che emergano dei geni recessivi o che vengano codificati geni nuovi (per errori di copia, dovuti all’ambiente, ad esempio in presenza di radiazioni).

 

L’organismo neonato sarà diverso dai genitori e manifesterà dei caratteri diversi; ad esempio, la prole delle farfalle bianche nascerà di colore nero, a seguito di una mutazione casuale, cioè accidentale.

 

A questo punto che cosa succederà alla neonate farfalle nere?

 

L’evoluzionismo afferma che esistono in natura due fattori: selezione naturale e deriva genetica

L’evoluzionismo afferma che esistono in natura due fattori: selezione naturale e deriva genetica.

 

Vediamo la deriva genetica. Se prendiamo le farfalle nere e le portiamo su un isola (o se ci arrivano da sole durante una tempesta), dopo 100 anni vedremo che su quell’isola tutte le farfalle saranno nere. Questo accade perché le farfalle nere si sono isolate geograficamente da quelle bianche; e la loro progenie per «deriva» genetica sarà composta da farfalle nere. Si chiama «deriva» perché si tratta di una tendenza genetica che segue una certa direzione per inerzia, come una un iceberg alla deriva. Segue una rotta per inerzia sulla base di fattori generalmente geografici.

 

Veniamo alla selezione naturale. Le neonate farfalle nere di Manchester hanno un carattere nuovo: il colore nero. Questo carattere  – come tutti i caratteri – ha quella che si chiama «fitness darwiniana»; cioè, un certo carattere genetico fa sì che la farfalla abbia una maggiore o minore probabilità di sopravvivenza contro l’ambiente ostile. Quando parliamo di «ambiente ostile», uno dei primi elementi da considerare sono i predatori.

 

Come ci spiegavano alle elemenari, le farfalle nere a Manchester verso metà del 1800 avevano una fitness darwiniana maggiore rispetto alle farfalle bianche, poiché l’inquinamento aveva eliminato i licheni delle betulle e le farfalle nere si mimetizzavano meglio dagli uccelli predatori, rispetto a quelle bianche.

 

In origine i tronchi delle betulle erano coperti di licheni chiari, ma la fuliggine industriale lascio i tronchi senza licheni e anneriti. Le farfalle bianche finivano tutte predate dagli ucelli. E chi muore non si riproduce più.

 

La maggiore fitness darwiniana delle farfalle nere comportò che il tasso di sopravvivenza delle farfalle nere aumentasse e di conseguenza aumentò anche il loro tasso di riproduzione.

 

I «predatori» dei virus e dei batteri sono rispettivamente farmaci, vaccini e antibiotici

In pochi anni, di fatto, tutte le farfalle a Manchester erano nere. Era avvenuta quella che si chiama «fissazione» dei caratteri genetici per selezione naturale: erano rimaste solo le farfalle nere mentre la popolazione di farfalle bianche si era negli anni ridotta, fino a scomparire. Questo tipo di evoluzioni accade perché esiste una pressione selettiva (selezione naturale) che misura la maggiore o minore fitness di un organismo con determinati caratteri. Senza selezione naturale, non c’è evoluzione né fissazione dei caratteri.

 

E siamo arrivati a virus e batteri. Nel caso delle farfalle la pressione selettiva era data dai predatori.

 

Domandiamo, nel caso di virus e batteri quali sono i predatori? 

 

Facile. I «predatori» dei virus e dei batteri sono rispettivamente farmaci, vaccini e antibiotici.

 

Le mutazioni durante la  replica di virus e batteri accadono con molta frequenza perché si moltiplicano a grande velocità, esponenziale.

 

Per evitare che si fissino varianti del COVID  che sfuggono ai vaccini, sarebbero da vietare i vaccini a coloro che non ne hanno astrattamente bisogno: la biologia evoluzionista suggerisce che dovrebbero essere vaccinate esclusivamente le persone che sono a rischio

Tuttavia l’evoluzionismo insegna che le mutazioni si fissano solo se esiste una pressione selettiva. Nel caso delle farfalle la pressione selettiva (selezione naturale) è data dai predatori; mentre nel caso di virus e batteri la pressione selettiva è data da farmaci, vaccini e antibiotici.

 

Quindi affermare che vaccinare le persone impedisca la fissazione di mutazioni del COVID indica soltanto che non si conosce l’ABC della biologia evoluzionista.

 

Sarebbe vero l’esatto contrario: per evitare che si fissino varianti del COVID  che sfuggono ai vaccini, sarebbero da vietare i vaccini a coloro che non ne hanno astrattamente bisogno. Quindi la biologia evoluzionista suggerisce che dovrebbero essere vaccinate esclusivamente le persone che sono a rischio.

 

Se voglio proteggere mia nonna ottantenne, non devo vaccinarmi anche io. Piuttosto mi assumo il sacrificio di fare qualche giorno di febbre per non rischiare di provocare, vaccinandomi, la fissazione di mutazioni del virus.

 

Se voglio proteggere mia nonna ottantenne, non devo vaccinarmi anche io. Piuttosto mi assumo il sacrificio di fare qualche giorno di febbre per non rischiare di provocare, vaccinandomi, la fissazione di mutazioni del virus

Questo è vero soprattutto nel caso di un vaccino che non impedisce il contagio, cioè di un vaccino che non ha alcuna possibilità di far diventare chi lo assume un binario morto per la circolazione del virus; cosa che invece accade per il vaccino del vaiolo.



Non stiamo dicendo nulla di strabiliante. È l’ABC della biologia evoluzionista.

 

Dopotutto qualsiasi medico di famiglia per lo stesso motivo sa che non si danno antibiotici ai pazienti a meno che non sia strettamente necessario: cioè non si danno antibiotici ai pazienti qualora si ritenga che l’infezione batterica possa essere riassorbita dal sistema immunitario del paziente. Perché potrebbe crearsi la sempre più nota e temuta antibiotico-resistenza.

 

Qualsiasi medico di famiglia per lo stesso motivo sa che non si danno antibiotici ai pazienti a meno che non sia strettamente necessario

Men che meno si possono dare antibiotici in massa ad una popolazione, perché si andrebbe incontro a episodi di farmacoresistenza certi. Gli antibiotici diventerebbero in breve tempo inutilizzabili e totalmente inefficaci e causerebbero la fissazione di batteri resistenti. Un fenomeno questo noto e accertato dall’immunologia oramai da decenni a conferma della biologia evoluzionista di base.


Quindi, emerge una domanda da rivolgere a qualsiasi «scienziato» de noantri. È la stessa che in genere egli getta addosso a qualsiasi interlocutore.

 

«Lei ha studiato?»

 

 

Gian Battista Airaghi

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Epidemie

«Chiamatelo COVID-21»: il premier belga finalmente usa l’espressione che aspettavamo

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Il Primo Ministro del Belgio Alexander De Croo  afferma che la nuova variante mutante del coronavirus è così potenzialmente devastante che dovrebbe essere chiamata «COVID-21».

 

Il premier di Borsella ha fatto i commenti durante una conferenza stampa dopo che i mercati internazionali sono crollati in risposta alla notizia che la variante «Nu» del virus era stata scoperta in Botswana e si era diffusa in tutto il Sudafrica.

 

«Si potrebbe dire che questo è il COVID-21 invece del COVID-19: è tre volte più infettivo del virus originale», ha affermato con sicumera il liberal-democratico fiammingo De Croo.

 

«Si potrebbe dire che questo è il COVID-21 invece del COVID-19: è tre volte più infettivo del virus originale»

È rilevante notare come l’espressione COVID-21, ad indicare una nuova potente variante del virus in grado di implementare ulteriori stati di emergenza, circolasse da più di un anno nello sottobosco di certa dissidenza che il mainstream non esiterebbe a chiamare «complottista».

 

In particolare, il lettore Renovatio 21 riconoscerà che la «strana lettera dal Canada» pubblicata a fine 2020 – una sorta di confessione di un politico che metteva nero su bianco il fatto che una grande mutazione della società, con la vaccinazione forzata e l’eliminazione della proprietà privata, stava venendo già discussa con gli amministratori canadesi – parlava con insistenza di «COVID-21».

 

La misteriosa lettera scriveva che una delle fasi della trasformazione sociopolitica si basava su di una «proiezione della mutazione COVID-19 e / o coinfezione con virus secondario (indicata come COVID-21) che porta a una terza ondata con un tasso di mortalità molto più elevato e un più alto tasso di infezione». La lettera prevedeva il COVID-21 per lo scorso febbraio. Siamo molto più avanti con i mesi, ma come si suol dire, non è mai troppo tardi.

 

«Proiezione della mutazione COVID-19 e / o coinfezione con virus secondario (indicata come COVID-21) che porta a una terza ondata con un tasso di mortalità molto più elevato e un più alto tasso di infezione» Lettera dal Canada 2020

La lettera quindi dettagliava «nuovi casi giornalieri di ricoveri per COVID-21 e i decessi correlati a COVID-19 e COVID-21 supereranno la capacità delle strutture di assistenza medica».

 

Di qui, l’obbligo di vaccinazione con incorporato il green pass, qui chiamato «Healthpass»:

 

«L’individuo dovrebbe anche accettare di prendere parte al programma di vaccinazione COVID-19 e COVID-21, che fornirebbe all’individuo viaggi senza restrizioni e vita senza restrizioni anche in condizioni di massima sicurezza (attraverso l’uso di un documento d’identità con foto denominato HealthPass canadese )».

 

Il pass elettronico sarebbe servito ad un piano socioeconomico tanto sconvolgente quanto preciso:

 

«Il governo federale si offrirà di eliminare tutti i debiti delle persone (mutui, prestiti, carte di credito, ecc.) a cui verranno forniti tutti i finanziamenti in Canada dal FMI nell’ambito di quello che diventerà noto come il programma World Debt Reset».

 

«In cambio dell’accettazione di questo perdono totale del debito, l’individuo perderà per sempre la proprietà di qualsiasi proprietà e bene».

 

«L’individuo dovrebbe anche accettare di prendere parte al programma di vaccinazione COVID-19 e COVID-21, che fornirebbe all’individuo viaggi senza restrizioni e vita senza restrizioni anche in condizioni di massima sicurezza (attraverso l’uso di un documento d’identità con foto denominato HealthPass canadese )» Lettera dal Canada 2020

Ad ogni modo, la proposta ufficiale di rebranding del morbo da parte del primo ministro belgico arriva nel momento in cui il mondo è sotto shock a causa del ceppo con nome fantascientifico particolarmente azzeccato, l’Omicron.

 

Il ceppo Omicron, emerso dall’Africa, parrebbe contagiare soprattutto i vaccinati, e non essere poi così tremendo.

 

L’allarme internazionale sulla presunta mutazione, con chiusure di aeroporti e quant’altro, è stato messo in dubbio dal capo medico del Sud Africa, la dottoressa Angelique Coetzee, che ha descritto la situazione come una «tempesta in una tazza da tè». Secondo la Coetzee, il Sudafrica ha finora registrato solo «casi molto molto lievi» della variante (ricordiamo ai lettori anche le grida «al lupo, al lupo» per la variante mutante che avrebbe dovuto distruggere le Olimpiadi di Tokyo)

 

Ad ogni modo, la proposta ufficiale di rebranding del morbo da parte del primo ministro belgico arriva nel momento in cui il mondo è sotto shock a causa del ceppo con nome fantascientifico particolarmente azzeccato, l’Omicron

Tuttavia il panico è massimo, con i giornali italiani a fare titoli a nove colonne sull’«incubo Omicron».

 

Questa, per esempio, è la prima pagina de La Repubblica di ieri.

 

 

Che Omicron sia solo la fase di incubazione di COVID-21?

 

Peccato, il brand «Omicron» ci piaceva assai, incuteva un timore fantascientifico non da poco.

 

«COVID-21» denota invece un’insopportabile mancanza di creatività.

 

Del resto, abbiamo sempre più chiare le scheletriche fantasie dei padroni del mondo.

 

 

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Epidemie

La variante di Omicron rilevata per la prima volta in quattro vaccinati. Alcuni loro contatti non sono contagiati

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La nuova variante COVID chiamata suggestivamente con la lettera greca «Omicron» è stata rilevata per la prima volta in quattro persone completamente vaccinate. Lo sostiene il governo del Botswana, che ne ha dato comunicazione pubblica in un documento ufficiale.

 

La Omicron sarebbe stata inizialmente scoperta in Botswana prima che si diffondesse in tutto il Sudafrica, divenendo così la seconda «variante sudafricana», nel giro di pochi mesi.

 

Secondo la dichiarazione pubblica del governo del Botswana, la nuova mutazione è stata scoperta per la prima volta in quattro persone che avevano fatto ambedue doppia dose di vaccino anti-COVID.

 

 

La Task Force presidenziale COVID-19 informa pubblicamente che quattro casi di una nuova variante conosciuta come B.1.1.529 sono stati riportati e registrati lunedì 22 novembre 2022» dice la comunicazione ufficiale del governo di Gaborone.

 

«I rapporti preliminari hanno rivelato che tutti e quattro erano completamente vaccinati al COVID-19», scrive il governo del Botswana

«I rapporti preliminari hanno rivelato che tutti e quattro erano completamente vaccinati al COVID-19», continua il documento del governo dello Stato africano.

 

In una successiva dichiarazione pubblica, il governo ha rivelato che la nuova variante «è stata rilevata su quattro cittadini stranieri entrati in Botswana il 7 novembre 2021, in missione diplomatica».

 

Il documento dice, sottolineandolo in neretto, che persone che hanno avuto stretti contatti con gli infetti «non hanno sintomi di COVID-19 e sono risultati negativi per COVID-19».

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