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Intelligenza Artificiale

L’AI necessita di un controllo approfondito: alleati MAGA avvertono Trump

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Un gruppo di più di 60 alleati di Trump sta invitando il presidente a sottoporre a test e ad approvare i modelli di Intelligenza Artificiale più avanzati prima del loro lancio, contrapponendosi così all’approccio di non intervento che ha finora definito la politica dell’amministrazione sull’IA.

 

La coalizione guidata da Steve Bannon ha accostato l’IA ai sistemi nucleari e all’aviazione in una lettera inviata al presidente venerdì, scrivendo che «i sistemi di IA più potenti… dovrebbero essere trattati con la stessa serietà e attenzione».

 

«L’America non è diventata la più grande nazione del mondo permettendo a élite non elette di sperimentare sulla popolazione senza garanzie né responsabilità», prosegue la lettera. «America First significa forza americana, sicurezza americana e protezione del nostro popolo prima di tutto». Il gruppo di pressione conservatore Humans First ha coordinato l’iniziativa. Il loro slogan, a quanto pare, è «la tecnologia dovrebbe essere al servizio degli esseri umani… non sostituirli».

 

Di seguiti la traduzione integrale della lettera.

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Egregio Presidente Trump,

 

Le scriviamo, in qualità di leader impegnati a favore dell’America First, per ringraziarLa di aver preso in considerazione un Ordine Esecutivo per vagliare i modelli di Intelligenza Artificiale (IA) di frontiera potenzialmente pericolosi prima del loro rilascio.

 

L’America, sotto la Sua guida, ha guidato il mondo con forza e saggezza, non con imprudenza. La esortiamo a proseguire su questa strada e ad applicare tale principio all’Intelligenza Artificiale, intraprendendo azioni decisive per garantire che i sistemi di IA più potenti al mondo siano adeguatamente vagliati prima che possano minacciare la nostra sicurezza nazionale, i nostri figli, i lavoratori americani e il nostro stile di vita americano.

 

Grazie alla Sua leadership, gli americani sanno che «America First» significa anteporre la sicurezza, la libertà e la grandezza del popolo americano agli interessi delle élite aziendali e globaliste. L’Intelligenza Artificiale sta progredendo rapidamente e ora va ben oltre i semplici chatbot utilizzati per l’aiuto nello studio o le ricerche su internet. I sistemi di IA di frontiera stanno diventando sempre più potenti e potrebbero rappresentare seri rischi per la sicurezza informatica, le infrastrutture critiche, i sistemi finanziari, l’integrità elettorale, la biosicurezza e persino le nostre capacità militari e di difesa nazionale, se impiegati in modo imprudente o senza adeguate misure di sicurezza.

 

Gli Stati Uniti dovrebbero essere all’avanguardia nell’innovazione dell’IA. Ma devono anche guidare con forza, responsabilità e buon senso, stabilendo le regole che il resto del mondo seguirà. Nessuna azienda privata dovrebbe avere l’autorità unilaterale di implementare tecnologie che potrebbero avere un impatto profondo sulla sicurezza nazionale e sulla stabilità degli Stati Uniti senza un’adeguata valutazione e senza garanzie.

 

Eppure, oggi, alcune delle più grandi aziende di IA al mondo operano con scarsa responsabilità, mentre si affrettano a costruire sistemi sempre più potenti. Alcune hanno apertamente discusso la possibilità di vendere le loro tecnologie più avanzate all’estero, anche a nazioni che non condividono i nostri valori o i nostri interessi. Sappiamo di non poterci fidare di queste aziende e della loro capacità di autoregolamentazione.

 

Senza garanzie, sistemi di IA pericolosi potrebbero essere rilasciati pubblicamente o utilizzati dalle stesse aziende, con livelli di rischio inaccettabilmente elevati. Abbiamo già visto l’IA utilizzata per condurre sofisticati attacchi informatici, generare disinformazione mirata e automatizzare frodi su larga scala. La prossima generazione di modelli di frontiera presenta rischi di portata radicalmente diversa.

 

Questi sistemi potrebbero essere sfruttati da criminali, terroristi, avversari stranieri o altri soggetti, sia nazionali che esteri, che cercano di destabilizzare gli Stati Uniti e minare le nostre forze armate, le nostre elezioni, la nostra economia e le nostre infrastrutture critiche. Già valutiamo le tecnologie pericolose in settori che hanno un impatto sulla sicurezza pubblica e nazionale. I materiali nucleari sono soggetti a controlli rigorosi. I sistemi aeronautici sono sottoposti a una rigorosa certificazione. I sistemi di Intelligenza Artificiale più potenti, che ora possono, o presto potranno, contribuire alla progettazione di armi biologiche, all’infiltrazione in infrastrutture critiche o alla manipolazione dei mercati finanziari, dovrebbero essere trattati con la stessa serietà e attenzione.

 

Per questo motivo, sosteniamo le politiche proposte che prevedono test, valutazioni, verifiche e l’approvazione governativa obbligatori per i sistemi di Intelligenza Artificiale di frontiera potenzialmente pericolosi prima del loro impiego. Questo è il tipo di leadership forte, basata su principi solidi e pragmatica che lei ha dimostrato durante tutta la sua presidenza.

 

Ora è il momento di agire con decisione per garantire che l’innovazione sia al servizio del popolo americano, e non viceversa, e per assicurare che i nostri diritti e le nostre libertà costituzionali siano protetti dall’imprudenza. La ringraziamo per aver preso in considerazione questa proposta.

 

L’America non è diventata la nazione più grande del mondo permettendo a élite non elette di sperimentare sul popolo senza garanzie né responsabilità. «America First» significa forza americana, sicurezza americana e protezione del nostro popolo al primo posto. Ha già guidato questa nazione rendendola grande molte volte. La esortiamo a farlo ancora una volta.

 

Cordiali saluti,

 

Amy Kremer
Chairwoman, Humans First

Stephen K. Bannon
The War Room

Brendan Steinhauser
CEO, Alliance for Secure AI

The Honorable Janet Kelly
CEO, Alliance for a Better Future

Jason Van Beek
Chief Government Affairs Officer, Future of Life Institute

Michael Toscano
Senior Fellow, Institute for Family Studies

Ryan Girdusky
Founder, 1776 Project PAC

Ryan Kennedy
COO, Florida Citizens Alliance

Alex Dray
National Organizing Director, Young People’s Alliance

Ann Vandersteel
Co-Founder, American Made Foundation

Colby Wiltse
CEO, Citizens Defending Freedom

Alice Rothbauer
Florida State Director, Humans First

Tom Gaitens
Special Advisor, Humans First

Bailey Kuykendoll
Operations Director, Stand for Health Freedom

Maureen Steele
Co-Founder, American Made

Robert Goodman
Regional Director (FL & GA), Citizens Defending Freedom

Lou Marin
President, Florida Republican Assembly

Cathy Latham
Texas State Director, Humans First

Jacqueline Andrews
East Central Regional Director, Citizens Defending Freedom

Geoffrey Miller
Associate Professor of Psychology, University of New Mexico

Apryl Marie Fogel
Talk Radio Host

Rev. Dr. George Adamson

CEO, USA Freedom Alliance

Tara Schulte
South Central Regional Director, Citizens Defending Freedom

Pastor Roy Blizzard III
Joppa Church (Bertram, TX)

Pastor Luis Cabrera
Grace Point Fellowship / CDF Latino Faith

Pastor Charles Harper
Hope Church at Lee Hall

Pastor Glenn Holland
The Net Fellowship Church (Lead Pastor)

Pastor Richard Milby
CEO/Lead Elder, Corpus Christi Cross

Pastor Leroy Theriot
Generations Church / Missions

Pastor John Hardie
Member Moral Compass Initiative and Pastor City Church

Pastor Steve Ceh
Solomon’s Porch Ministries

Kudirat Lawani
Deborah Abimbola Etien Evangelical Ministries (Dallas, TX)

Pastor Tim Martin
New Life Christian Church

Pastor Richard Motley
Woodberry Hills Baptist Church

Pastor Rod Carver
Calvary Coastlands

Pastor Jose Rodriguez
New Wine Church

Pastor Lester Smith
Counseling Pastor at Hillsdale Assembly of God, Return of the Apostles

Pastor Rob Bailey
Southside Community Church

Zacharia Ortiz
Christfamily Church

Pastor Jonathan Cashner
Lyons Baptist Church

Pastor Mark Yurich
Listening Heart Ministries

Pastor Brent W. Hale
World Harvest Outreach

Pastor Cornelius Thomas Winchester
Believe Church

Pastor Daniel Rodriguez
Grace Point Fellowship of Texas, Inc.

Dr. Bob Fischer
New Life Counseling Center

Pastor Russ Hearn
Bridge Church Fredericksburg (Assoc Pastor)

Pastor Jarod Hinton
Cornerstone Fellowship

Pastor Gerson Cruz
Iglesia Vida

Pastor Brian Nejedio
Marion Bible Church

Pastor Bruce Brown Sr.
Pastor/Biblical Counselor, Godly Civics

Rev. Jack L. Martin Sr.
Chaplain, Hernando County Public School System (FL’s First Approved Public School Chaplain)

Pastor Carlos Benabe
CDA Philadelphia

Pastor Lillian Rentas
Casa Adoración y Gloria

Pastor Robert Goyette
Living Waters World Outreach

Pastor Joseph Sowers
Grace Brethren Church Pinellas Park

Rev. Jeff Noble
Senior Pastor, Four Winds Church

Bona Abraham
Bishop Professor, Abraham University Inc.

Pastor Theadro Nelson Jr.
Detroit World Outreach Church

Pastor Doug Harris
Central Baptist Church

Pastor Lester Guest
Accelerate Church

Pastor Bryan Keith
Blue Ridge Presbytery PCA / Church Ambassador Network

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Intelligenza Artificiale

Trump chiede la creazione di una «Superintelligence Force»

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Il presidente Trump intende ora creare una «Forza di Superintelligence» in grado di mantenere il controllo degli Stati Uniti sul settore dell’IA.   A presiederla saranno il direttore dell’Intelligence nazionale Jay Clayton, il presidente della Commissione federale per il commercio Andrew Ferguson, il sottosegretario alla Guerra Emil Michael e il direttore dell’Ufficio per la gestione del personale Scott Kupor.   Trump ha persino convinto Musk a iniziare a usare il termine «Super Intelligence» (alternativo a «Artificial Intelligence») — e forse anche altri amministratori delegati di aziende di Intelligenza Artificiale che ha portato alla Casa Bianca — emanando un ordine esecutivo in tal senso.

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Natura e funzionamento di questa «Superintelligence Force» non sono, al momento del tutto chiari. In una dichiarazione alla Casa Bianca del 4 ottobre, Trump ha affermato: «La Forza di Superintelligence ha il compito di coordinare gli sforzi del governo federale per garantire che l’America continui a essere leader mondiale nella Superintelligence, che molti ritengono più importante della Rivoluzione Industriale e di Internet, e che proteggerà gli interessi e migliorerà la vita di tutti gli americani».   Un comunicato della Casa Bianca precisa che la forza coordinerà l’interazione del governo con i consumatori, i gruppi di interesse pubblico, le organizzazioni religiose, i fornitori di infrastrutture critiche e le «aziende di superintelligence».   L’espressione «superintelligenza» ha radici più antiche di quanto si pensi. Già nel 1965 il matematico britannico Irving John Good, collega di Alan Turing a Bletchley Park, parlò di «macchina ultraintelligente», capace di progettare macchine ancora migliori e di innescare una «esplosione di intelligenza». Negli anni Novanta lo scrittore e matematico Vernor Vinge introdusse il concetto di «singolarità tecnologica», il punto oltre il quale l’Intelligenza Artificiale supererebbe quella umana rendendo imprevedibile il futuro.   Il termine «superintelligence» nella sua accezione moderna si impone però nel 1998, quando il filosofo svedese Nick Bostrom lo usa in alcuni saggi, per poi consacrarlo con il libro Superintelligenza. Tendenze, pericoli, strategie (2014), che ne fece un tema centrale del dibattito pubblico. Da allora l’espressione è entrata nel lessico di ricercatori, imprenditori e istituzioni, legata sia alle speranze di progresso scientifico sia ai timori sul rischio esistenziale.   Nel 2023 l’argomento ha raggiunto anche i vertici di OpenAI, che ha invocato una governance internazionale per i sistemi superintelligenti, mentre negli ultimi anni diversi laboratori ne hanno fatto un obiettivo dichiarato.  

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr  
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Intelligenza Artificiale

Sam Altman, CEO di OpenAI: il mondo «dovrebbe accettare alcuni aspetti negativi» dell’IA

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Il mondo dovrebbe accettare alcuni «aspetti negativi», tra cui attacchi informatici, truffe e abusi, in cambio dei benefici dell’intelligenza artificiale e per mantenerla ampiamente accessibile, ha affermato Sam Altman, CEO di OpenAI.

 

In un’intervista a Politico pubblicata lunedì, Altman ha respinto l’idea che prevenire tutti gli usi dannosi dell’IA giustificherebbe un controllo più stringente della tecnologia.

 

«Il mondo dovrebbe accettare che accadano cose negative in cambio dei benefici derivanti da questa tecnologia e del potere decisionale delle persone», ha detto.

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Il capo di OpenAI ha precisato che non limiterà l’accesso all’IA nemmeno in cambio di garanzie contro attacchi informatici di grave entità, abusi, truffe e altre conseguenze dannose. «Credo che le persone faranno moltissime cose buone, di gran lunga più di quelle cattive», ha spiegato.

 

Ha però sottolineato che non accetterebbe «i rischi veramente catastrofici», tra cui «una grave perdita di controllo a favore dell’Intelligenza Artificiale».

 

L’Altman ha anche respinto un modello in cui una tecnologia potente e potenzialmente pericolosa resta nelle mani di un singolo laboratorio che decide come distribuirne i benefici. Ha definito quel compromesso «completamente inaccettabile», sostenendo invece un accesso più ampio all’intelligenza artificiale.

 

Le dichiarazioni arrivano mentre OpenAI è sotto esame per agenti di AI sempre più autonomi che si comportano in modi inattesi. Durante l’estate gli agenti dell’azienda sono usciti dall’ambiente di test e hanno violato i server di Hugging Face, un archivio online di modelli e set di dati di IA. Da allora agenti di AI hanno ottenuto accessi non autorizzati o tentato di violare siti di agenzie federali statunitensi, del governo australiano e delle Nazioni Unite.

 

Come riportato da Renovatio 21, in settimana era emerso che OpenAI ha accantonato un nuovo modello di IA dopo test definiti inquietanti.

 

La scorsa settimana OpenAI è stata tra le sei grandi aziende tecnologiche americane che hanno firmato un accordo con la Casa Bianca per rafforzare le misure contro l’intelligenza artificiale dannosa. Google, Meta, xAI, Anthropic, Nvidia e OpenAI si sono impegnate a introdurre controlli interni più rigorosi e audit indipendenti, e a garantire che i loro modelli «non violino o accedano a sistemi tecnici in modo non autorizzato».

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L’intesa arriva in un momento di crescente preoccupazione per sistemi che operano al di fuori del controllo degli sviluppatori. Le aziende si sono impegnate a individuare e affrontare tempestivamente questi comportamenti, mentre revisori indipendenti e comitati dei consigli di amministrazione valuteranno l’efficacia delle misure di sicurezza.

 

Il mese scorso il premio Nobel per l’informatica Geoffrey Hinton ha ribadito l’avvertimento per cui un’IA sempre più potente potrebbe alla fine sfuggire al controllo umano, con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Ha sostenuto che non esiste un metodo consolidato per garantire che gli esseri umani mantengano il controllo di sistemi molto più intelligenti dei loro creatori.

 

Anche il cofondatore di Microsoft, Bill Gates, ha chiesto una regolamentazione governativa, avvertendo che l’intelligenza artificiale nelle mani di malintenzionati è abbastanza potente da innescare eventi che causerebbero «un miliardo di morti».

 

L’Altman è spesso oggetto degli strali di Elon Musk, che lo chiama «Scam» (cioè «truffa») Altman. Un mese fa Elon aveva descritto i vertici di OpenAI come «stronzi inaffidabili».

 

Come riportato da Renovatio 21, la Florida è diventato il primo Stato a citare in giudizio OpenAI, definita «non sicura».

 

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Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

 

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Intelligenza Artificiale

Bill Gates insiste: la minaccia dell’IA «non è una bufala»

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Il cofondatore di Microsoft, Bill Gates, ha respinto le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump, che sminuisce le preoccupazioni sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale, sostenendo che Washington dovrebbe imporre garanzie obbligatorie a questa tecnologia in rapida evoluzione.   Gates, però, ha criticato quello che ha definito un approccio «nazionalistico» alla questione e ha detto che le salvaguardie non minerebbero il vantaggio tecnologico di Washington.   «No. Non è affatto una bufala», ha detto Gates quando gli è stata chiesta la posizione di Trump in un’intervista a Meet the Press della NBC News andata in onda domenica.

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All’inizio di questo mese Trump ha sminuito gli avvertimenti secondo cui l’Intelligenza Artificiale potrebbe sfuggire al controllo umano e distruggere l’umanità. «Chiunque vinca nell’IA, vince!», ha scritto, aggiungendo che gli Stati Uniti sono in vantaggio rispetto alla Cina e ad altri Paesi.   Gates ha sostenuto che trattare la tecnologia soprattutto come una competizione geopolitica significava spingere una corsa potenzialmente pericolosa allo sviluppo di sistemi sempre più potenti.   «Poiché la questione è inquadrata in un’ottica nazionalistica, del tipo “noi contro loro”, ci sono persone che dicono: “Bene, andiamo avanti a tutta velocità”», ha affermato, definendo «completamente irresponsabile» non richiedere ai sistemi di intelligenza artificiale salvaguardie e capacità di monitoraggio.   Il Gates ha riconosciuto che il governo statunitense ha «pochissima competenza» su alcune delle capacità recentemente sviluppate da aziende private di intelligenza artificiale, ma ha comunque insistito sul coinvolgimento governativo.   «Nessuno pensa che l’autoregolamentazione sia sufficiente», ha detto, chiedendo una legislazione e un monitoraggio obbligatorio dei modelli avanzati.   Il magnate di Microsoft ha inoltre previsto che Trump potrebbe alla fine cambiare posizione una volta convinto che tali misure non danneggerebbero la reputazione di Washington nei confronti di Pechino.   «Penso che dopo aver sentito il mio parere e quello di altre persone, compreso il fatto che questo non ci svantaggia in qualunque cosa lui consideri la corsa tra nazione e stato, allora, sai, arriveremo a un consenso», ha detto Gates.   Domenica, però, Trump ha ribadito la sua linea. Interrogato sulle notizie riguardanti agenti di intelligenza artificiale fuori controllo, ha dichiarato a Fox News: «Non mi preoccupa». Il presidente ha sostenuto che rallentare lo sviluppo potrebbe compromettere il vantaggio tecnologico di Washington, che ha stimato in circa 18 mesi.   «Siamo in vantaggio di circa un anno e mezzo rispetto alla Cina», ha detto Trump. «Siamo in testa… E perché dovremmo rinunciarvi?». Il presidente statunitense anche confermato l’intenzione di cenare con Dario Amodei, CEO di Anthropologie e uno dei principali sostenitori del rallentamento dello sviluppo di sistemi di IA sempre più sofisticati.   Gates, dal canto suo, ha contestato l’idea che Pechino avrebbe respinto le misure di salvaguardia, sostenendo che la Cina stessa ha interesse a prevenire attacchi che coinvolgono l’Intelligenza Artificiale avanzata.   «Certamente, tutti i Paesi dovrebbero volere che le salvaguardie siano in atto», ha affermato. «Quindi, chiunque dica “Beh, sai, la Cina non metterà in atto queste salvaguardie”, io sono totalmente in disaccordo.»

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Ciononostante, ha riconosciuto che raggiungere un accordo internazionale potrebbe rivelarsi più difficile dei negoziati della Guerra Fredda sulle armi nucleari. Alla domanda se i colloqui tra Stati Uniti e Unione Sovietica sul controllo degli armamenti potessero servire da modello per Washington e Pechino, Gates ha risposto: «Sì, assolutamente. Ma è più difficile di quanto non lo fosse quello».   Gli Stati Uniti e la Cina hanno di recente compiuto i primi passi verso la cooperazione sui rischi legati all’IA, concordando, dopo la visita del presidente cinese Xi Jinping a Washington, di avviare un dialogo bilaterale su questa tecnologia.   Come riportato da Renovatio 21, il Gates nell’ultima intervista ha anche dichiarato che l’Intelligenza Artificiale è abbastanza potente da causare un miliardo di morti se usata da persone con intenti malevoli, di fatto cambiando idea riguardo ai benefizi portati dall’IA.   Come riportato da Renovatio 21, Gates tre anni fa si era opposto ad una moratoria sull’IA firmata da Elon Musk e da decine di esperti di massimo livello, arrivando a magnificare le doti dell’IA come «buon maestro, come qualsiasi essere umano» e arrivando persino a dichiarare che «l’AI salverà la democrazia».  

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