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CRISPR

Primo trapianto di cuore da maiale geneticamente modificato con geni umani

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Un americano di 57 anni con una condizione cardiaca pericolosa per la vita è diventato la prima persona al mondo a ricevere con successo un cuore trapiantato da un maiale geneticamente modificato con geni umani.

 

Il paziente  ha ricevuto il cuore venerdì presso l’Università del Maryland Medical Center di Baltimora. Lo riporta il Washington Post.

 

L’ente regolatore americano Food and Drug Administration (FDA) ha concesso l’autorizzazione d’urgenza per lo xenotrapianto attraverso il suo provvedimento di «uso compassionevole» che consente di utilizzare prodotti sperimentali al di fuori della sperimentazione clinica nei casi in cui il paziente presenta una condizione grave o pericolosa per la vita.

 

Venerdì mattina, i chirurghi hanno rimosso il cuore dal maiale – che è stato fornito da Revivicor, un’azienda di medicina rigenerativa con sede a Blacksburg, in Virginia – e lo hanno inserito in un dispositivo per preservarlo fino a quando non è stato trapiantato al paziente.

 

Il video diffuso dall’ospedale mostrava il dispositivo, un contenitore delle dimensioni di un microonde, portato in sala operatoria su un carrello.

 

 

La pelle e le valvole cardiache dei maiali – che sono per certi versi biologicamente simili agli esseri umani e ai primati, il che li rende candidati ideali per i trapianti – sono state trapiantate con successo nell’uomo in passato.

 

Un tipo di virus trasportato nelle cellule dei suini in grado di infettare le cellule umane aveva impedito a lungo i trapianti di organi completi, ma nel 2015 i ricercatori hanno utilizzato con successo una tecnica di modifica genetica chiamata CRISPR per rimuovere il virus dal DNA delle cellule dei suini.

 

Il «donatore» suino era un OGM, una creatura modificata nella genetica, persino con l’inserti genetici umani.

 

Il maiale il cui cuore è stato trapiantato aveva tre geni «eliminati» che avrebbero causato il rigetto dell’organo, oltre a un altro gene per prevenire la crescita eccessiva del tessuto cardiaco del maiale. Sono quindi stati inseriti sei geni umani che inducono l’organo ad essere accettato dal sistema immunitario del ricevente.

 

Come riportato da Renovatio 21, a novembre i chirurghi della NYU Langone Health hanno trapiantato un rene da un maiale geneticamente modificato della stessa azienda di quello utilizzato venerdì nel corpo di una persona morta ma «mantenuta» in vita, qualsiasi cosa questo voglia dire. Avevano inoltre eseguito la medesima procedura a settembre e il mese scorso avevano affermato che entrambe le procedure avevano avuto successo.

 

Mentre lo xenotrapianto tradizionale, il processo di trapianto di organi o tessuti animali nell’uomo, ha una storia lunga e spesso infruttuosa, le nuove tecnologie di modifica genetica lo stanno rendendo più praticabile.

 

Il maiale geneticamente modificato nell’operazione della scorsa settimana è stato fornito da Revivicor, una delle numerose aziende biotecnologiche che lavorano per sviluppare organi di maiale da trapiantare nell’uomo.

 

Oltre a Revivicor, nel settore sta operando anche l’onnipresente scienziato harvardiano George Church, già noto come pioniere della tecnica di editing genetico CRISPR, per il progetto di «de-estinguere» il mammuth e anche per la sua proposta di una app di incontri stile Tinder basata però sulla compatibilità genetica (cioè, eugenetica) delle persone.

 

Come riporta Technology Review, Church ha cofondato una società, eGensisis , che sta lavorando sull’utilizzo dell’editing genetico CRISPR per rendere gli organi animali praticabili per il trapianto umano, sebbene «la sua ambiziosa scala temporale proposta sia in ritardo».

 

Il maiale «umanizzato» geneticamente usato nel trapianto è definibile come una creatura transgenica.

 

Come emerso settimane fa, la Cina sta utilizzando «maiali umanizzati» nella ricerca sul COVID.

 

Grazie al semaforo verde assicurato dalle istituzioni (per esempio, la Casa Bianca di Biden, o la stessa FDA), la scienza biomedica sta facendo un grande uso anche di «topi umanizzati», ossia roditori nei quali sono stati inseriti geni umani o direttamente trapiantati tessuti di feto abortito. Topi umanizzati sarebbero stati usati anche nel laboratorio di Wuhan, di modo da renderli contagiabili da malattie umane.

 

Come riportato da Renovatio 21, il tema della crescita di organi umani negli animali è un tema di ricerca che usa come giustificazione la carenza di organi umani per i trapianti.

 

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CRISPR

Con il CRISPR i bambini avranno più di due genitori biologici: parola di esperto

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Amy Webb, sedicente futurologa membro dell’Atlantic Council, ha annunciato che la genitorialità così come la conosciamo – padre, madre, figlio – sta per essere resa obsoleta. L’esser genitori sta cioè per subire, con la parola del gergo della Silicon Valley, una disruption: verrà disintermediata, sostituita.

 

Tali predizioni riecheggiano in un’ampia intervista che la Webb ha concesso al potente quotidiano del patron di Amazon Jeff Bezos, il Washington Post. La futurologa ha predetto che la scienza della procreazione cambierà in modo significativo il modo in cui avremo i bambini e potrebbe persino cambiare il numero massimo di genitori biologici che una persona può avere.

 

«Quello di cui stiamo parlando qui è una tecnologia che sblocca la nostra capacità di essere più selettivi e di progettare intenzionalmente la vita», ha detto la Webb, discutendo del suo nuovo libro The Genesis Machine, scritto in collaborazione con il genetista Andrew Hessel.

 

«Forse significherà che una persona userà il proprio materiale genetico per portare a termine un embrione; forse sbloccherà opportunità per selezionare tratti da più di due genitori».

 

«Tutte le strade su questo sentiero portano all’eugenetica»

C’è un termine per definire sinteticamente quanto dice: «Eugenetica». Idea nata e praticata in ambito anglosassone un secolo e mezzo fa, poi copiata da Adolf Hitler. Da lì l’eugenetica non ha più goduto di buone pubbliche relazioni.

 

Nell’intervista, la Webb ride a nominarla, ma ammette che la direzione è quella.  «Tutte le strade su questo sentiero portano all’eugenetica» dice la Webb ridendo.

 

«I timori che sarà Gattaca [dal titolo di un film distopico del 1999 su una società interamente basata sulla selezione genetica ndr]: le nazioni possono progettare intenzionalmente le popolazioni».

 

Da qui, si passa a parlare anche di una «geopolitica eugenetica» di cui francamente si ha sempre un certo pudore a nominare.

 

«Senti, dobbiamo riconoscere i vantaggi geopolitici che alcuni paesi potrebbero provare aumentando l’intelligenza e le caratteristiche fisiche della loro popolazione».

«Senti, dobbiamo riconoscere i vantaggi geopolitici che alcuni paesi potrebbero provare aumentando l’intelligenza e le caratteristiche fisiche della loro popolazione».

 

Come riportato da Renovatio 21, l’idea che alcuni Paesi stiano progettando grazie a tecnologie di ingegneria genetica come il CRISPR dei «supersoldati» è una realtà possibile: il direttore dell’Intelligence USA John Ratcliffe denunciò nel 2019 i tentativi cinesi in questo senso.

 

In altre occasioni sono emerse ipotesi sul fatto che Pechino, forte degli esperimenti di bioingegneria umana già avvenuti su suolo cinese (e fintamente condannati da autorità e comunità scientifica internazionale) stia lavorando seriamente ad un programma di eugenetica militare.

 

«Quarant’anni nel futuro, penso che potrebbe essere il caso che ci siano molti genitori per un figlio, o che un 70enne e il loro coniuge di 60 anni decidano di avere un bambino. Perché dovremmo chiuderci a queste possibilità?» si chiede la Webb, che non sembra calcolare minimamente il concetto di legge naturale.

 

«Quarant’anni nel futuro, penso che potrebbe essere il caso che ci siano molti genitori per un figlio, o che un 70enne e il loro coniuge di 60 anni decidano di avere un bambino. Perché dovremmo chiuderci a queste possibilità?»

La legge naturale è l’ordine delle cose così come sono state create – ma il concetto di creazione, di disegno, di autore intelligente della Vita non sono contemplati dagli scientisti che con la pandemia hanno di fatto effettuato un golpe sul pensiero umano e sulla politica mondiale.

 

Tuttavia, bisognerebbe informare la Webb che i bambini con più di un genitore genetico già esistono. La chiamano Three Parents IVF, ossia la fecondazione in provetta con donazione di mitocondri da soggetto terzo rispetto alla coppia. In pratica, l’ovulo fecondato avrà il nucleo di una donna e i mitocondri di un’altra: tre DNA per una creatura. In teoria, serve per prevenire le malattie mitocondriali che la madre (cioè, quella che mette il nucleo dell’oocita) potrebbe passare al figlio.

 

I primi bambini con tre genitori sono nati negli anni ’90 e all’inizio degli anni 2000, i prodotti di una nuova tecnica basata sulla fecondazione in vitro nota come trasferimento ooplasmatico (trasferimento citoplasmatico). Nel 2015, sulla scorta di nuove tecnologie, la Gran Bretagna approvò la creazione di «three person babies», bambini con tre genitori genetici.

 

L’Australia, in pieno lockdown draconiano, trovò il tempo di votare sui bambini prodotti in provetta con triplice genoma ad inizio 2021. La discussione agli antipodi, spesso desiderosi di seguire Londra, andava avanti da anni.

 

Credete forse che oggi, nel 2002, non viviamo in un mondo dove la bioingegnerizzazione in provetta  – con vostri geni selezionati, o geni manipolati, sintetici, o di gatto, cane, coccodrillo, anemone di mare, scimpanzé; con uno, due, tre «genitori» genetici – non possa essere resa obbligatoria?

Anche Singapore e l’Ucraina – quest’ultima divenuta una sorta di Eldorado per fecondazione in vitro e maternità surrogatahanno aperto alla tecnica.

 

Gli effetti a lungo termine sono ovviamente sconosciuti, ma chi siamo noi per giudicare la scienza e il progresso.

 

Anche da noi, vi sono stati ospedali cattolici che hanno cominciato a parlare di studio delle malattie mitocondriali.

 

Credete forse che oggi, nel 2002, non viviamo in un mondo dove la bioingegnerizzazione in provetta  – con vostri geni selezionati, o geni manipolati, sintetici, o di gatto, cane, coccodrillo, anemone di mare, scimpanzé; con uno, due, tre «genitori» genetici – non possa essere resa obbligatoria?

 

 

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CRISPR

Jeff Bezos assume i migliori scienziati per sconfiggere la morte

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Il fondatore di Amazon Jeff Bezos, sta radunando un team di scienziati di spicco per assistere nel suo sogno di sviluppare la tecnologia dell’immortalità. 

 

Il miliardario sta elargendo cospicui fondi ad una startup anti-invecchiamento soprannominata Alto Labs.

 

Il progetto ha recentemente reclutato Hal Barron, ex direttore scientifico del colosso farmaceutico GlaxoSmithKline. Barron è stato scelto come CEO di Alto Lab. Un segno chiaro e tangibilissimo che Bezos, come nelle sue mire spaziali, sta facendo sul serio.

 

Il miliardario sta elargendo cospicui fondi ad una startup anti-invecchiamento soprannominata Alto Labs

«Sono profondamente onorato di aver ricevuto questa opportunità irripetibile di guidare un’azienda così unica con una missione trasformativa per invertire la malattia», ha affermato Barron in un comunicato stampa della neonata startup Altos Labs.

 

Barron non è l’unico nome pesante del team dell’azienda votata alla ricerca anti-aging.

 

Nel pool di scienziati assunti c’è il dottor Shinya Yamanaka, vincitore del premio Nobel 2012 per la medicina per il suo lavoro nella ricerca sulle cellule staminali, e Jennifer Doudna, co-vincitrice del premio Nobel 2020 in chimica per il suo ruolo nello sviluppo dello strumento di editing genetico CRISPR, la principale tecnologia di ingegneria genetica che sta richiamando l’attenzione – e i tanti danari – di un altro degli uomini più ricchi della storia, Bill Gates

 

Come noto, il CRISPR è stato utilizzato per la produzione in laboratorio delle famose supergemelle cinesi, pubblicamente note come i primi esseri umani ad essere venuti al mondo con un processo di bioingegneria CRISPR.

 

L’utilizzo del CRISPR, è stato ipotizzato, potrebbe essere correlato ad una aumentata possibilità di sviluppare il cancro.

 

Tuttavia la tecnica CRISPR si candida ad essere il processo attraverso passerà tutta la vita «ammessa» sul pianeta, umana e non: dalle piante agli animali domestici, a – ovviamente – i bambini, programmati geneticamente per la perfezione.

 

I finanziamenti ottenuti dalla startup di Bezos che vuole allungare la vita sarebbero per oltre 3 miliardi di dollari. E siamo solo a poco tempo dal lancio.

 

Nel pool di scienziati assunti c’è il dottor Shinya Yamanaka, vincitore del premio Nobel 2012 per la medicina per il suo lavoro nella ricerca sulle cellule staminali, e Jennifer Doudna, co-vincitrice del premio Nobel 2020 in chimica per il suo ruolo nello sviluppo dello strumento di editing genetico CRISPR

Bezos non è nemmeno l’unico investitore super ricco che aiuta a finanziare Alto Labs. Anche il miliardario russo-israeliano Yuri Milner si sta impegnando per aiutare a sviluppare la tecnologia anti-invecchiamento.

 

La missione di Altos Labs è raggiungere la riprogrammazione biologica. Questo è un metodo per ringiovanire essenzialmente le cellule dopo che sono maturate. In teoria, le cellule potrebbero quindi essere indotte a «riparare» il corpo mentre invecchia e persino curare malattie legate all’età come la demenza. 

 

Come riportato da Renovatio 21, gli imprenditori tecnologici della Silicon Valley a più riprese hanno dato prova del loro desiderio di vivere per sempre.

 

Ultimamente si è tornati a parlare della parabiosi, cioè della trasfusione di sangue giovane, che è, letteralmente, una forma di vampirismo, ma che gode del favore di diversi investitori e CEO di aziende tecnologiche.

 

I finanziamenti ottenuti dalla startup che vuole allungare la vita sarebbero per oltre 3 miliardi di dollari

In Italia abbiamo avuto il caso non dissimile di un miliardario alla cerca dell’estensione della vita: Silvio Berlusconi.

 

Nel 2010 uscì la notizia che l’allora patron del San Raffaele Don Verzè stava lavorando ad un centro di ricerca sulla life extension.

 

Lo dichiarò lo stesso  Silvio, secondo i giornali «Al progetto Berlusconi crede fermamente: “Guardate che i 120 anni sono l’età media che tutti potranno raggiungere”» scrisse Il Tempo.

 

In Italia abbiamo avuto il caso non dissimile di un miliardario alla cerca dell’estensione della vita: Silvio Berlusconi

L’idea, discussa varie volte da Berlusconi in pubblico, fu ufficializzata durante la festa del compleanno di Don Verzè, nel periodo in cui il San Raffaele non era ancora finito nel disastroso crash economico che portò l’ospedale ad essere venduto ad un altro gruppo sanitario.

 

Berlusconi, scrive Blitz, ne avrebbe parlato anche durante un viaggio in Russia, intrecciando il tema con quello della democrazia: «da noi in Italia c’è un sacerdote magico di 90 anni che ha messo in piedi la più grande organizzazione sanitaria con l’obiettivo di aumentare la vita media a 120 anni. Per arrivare a questa ulteriore permanenza di ciascuno di noi su questa terra, lo sforzo che dobbiamo fare è che su questa terra ci sia democrazia».

 

Vi furono quindi le rivelazioni dello stesso Don Verzè in una intervista del 2010: «Silvio Berlusconi mi ha chiesto di farlo campare fino a 150 anni e lui pensa che arrivando a 150 anni metterà a posto l’Italia». Anche Don Verzè insisteva sulla genetica, e andava oltre parlando di microchip sotto cutanei: «Si predice quale sarà la patologia di ogni persona leggendo il genoma con un microchip sottopelle che avverte se c’è qualcosa che non va».

 

Tornando a Berlusconi, pensa che la candidatura al Quirinale del cavaliere sia l’ultima, potrebbe sbagliarsi di grosso.

 

 

 

 

 

 

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CRISPR

Bill Gates vi consiglia i regali di Natale. Compresa la bioingegneria CRISPR

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Non basta che, grazie al movimento di miliardi di euro, egli possa influenzare la stampa, i governi, l’industria farmaceutica, i social media, la rete elettrica, il clima, le telecomunicazioni, l’agricoltura, l’ecosistema delle zanzare, l’energia nucleare, la politica sanitaria mondiale.

 

Bill Gates vuole iniettarsi anche nel vostro Natale. Dopo avervi consigliato i vaccini COVID – da lui stesso finanziati e creati da case farmaceutiche di cui lui stesso è socio con le sue Fondazioni – ora vuole consigliarvi anche quali libri regalare a Natale.

 

Non fa una grinza: seguendo la concezione secondo cui le idee sono virus (che si comportano in modo concepibile secondo l’evoluzionismo genetico, come nel caso del significato originario della parola meme spiegato nel libro dell’ateo Richard Dawkins nel suo libro Il gene egoista), egli vuole controllare anche questo contagio, l’epidemia ideologica.

 

Bill Gates vuole iniettarsi anche nel vostro Natale

Gates ha ripetute volte spinto sui media – che, come sappiamo, foraggia – il fatto di essere un avido lettore che consuma almeno un libro a settimana. Continui articoli sul New York Times tornano a ripetercelo ossessivamente: il Billo legge tantissimo, il Billo vi consiglia questo libro, etc.

 

Ecco quindi che nel suo canale YouTube, Gate Notes, compare questo incredibile spottone librario natalizio.

 

 

Colpisce, innanzitutto, la vasta ricchezza della produzione, che può sfuggire se l’attenzione si ferma sul giaccone a quadri, stile sempliciotto dell’America profonda, sfoggiato da Bill (di per sé, giù questo è un messaggio…)

 

Il prezzo di una produzione del genere non sappiamo immaginarlo, ma nel caso non abbiano lavorato tutti gratis perché convinti della bontà del progetto planetario dell’uomo di Seattle, forse non parliamo nemmeno più di decine di migliaia di dollari

Il lettore osservi bene: hanno ricreato scenograficamente un’intera via di un classico Paesino della provincia statunitense.

 

Multicamera, la presenza un dolly – cioè di una gru munita di macchina da presa – ben percepibile.

 

Hanno assunto attori, registi, comparse, aiuto registi, segretari di produzione, costumisti: un tizio è vestito da astronauta (un costume facile da trovare, no?), un altro tizio è vestito da Shakespeare, con incunabolo in mano. Eserciti di Babbi Natale che schettinano giù per la via come ad un Santacon alcolico.

 

Le vetrine dei negozi allestite con una cura che Luchino Visconti lèvati – in un negozio, ad un certo punto, vediamo in esposizione dei cervelli (!), un’altra vetrina contiene un essere umano, ma si tratta di un umanoide protagonista di un libro che vuole raccomandare.

 

Tutto intorno, gli alberelli illuminati, luci soffuse, mobilio d’epoca, vecchi robot giocattolo, teschi, piatti d’epoca, trenini elettrici, perfino un kinetoscopio. Hanno piazzato perfino una macchina che sparasse la neve finta –  tutto, chiaramente, ricreato in uno studio di produzione, con un saporate artifciale delle immagini che non si capisce neppure quanto sia involontario.

 

Ci sono animazioni grafiche, effetti speciali, immagini girate e postprodotte in modo leccatissimo.

 

Il prezzo di una produzione del genere non sappiamo immaginarlo, ma nel caso non abbiano lavorato tutti gratis perché convinti della bontà del progetto planetario dell’uomo di Seattle, forse non parliamo nemmeno più di decine di migliaia di dollari, sborsati invece di fare un video magari con telefono e maglioncino in cui parla a braccio – quello che oggi fa chiunque, perché chiunque capisce che oggi vince, più che il danaro e la produzione kolossal, l’autenticità della propria persona e del proprio messaggio.

 

«Autenticità» è una parola ovviamente sconosciuta a William Henry Gates III.

 

Per la seconda volta in un mese, torna a fare propaganda al processo in cui la vita perde la sua autenticità: la bioingegneria CRISPR.

Il quale, di fatto, per la seconda volta in un mese, torna a fare propaganda di quanto di più inautentico vi sia al mondo, cioè il processo stesso in cui la vita perde la sua autenticità: la bioingegneria CRISPR.

 

Ovviamente, tra i cinque libri che Billo consiglia per il Natale 2021, non può mancare Code Breakers, la storia della ricercatrice scopritrice del CRISPR Jennifer Doudna e degli altri scienziati che «hanno scoperto un nuovo modo di modificare il DNA, chiamato CRISPR». Notate che il libro è presentato come una grande, decoratissima e pannosa torta di compleanno; la parola CRISPR è immersa tra i canditi, i volti dei rivoluzionari bioingegneri sono piazzati sopra morbide, innocenti, inoffensive tortine cupcake attorniate da spirali del DNA.

 

 

Se qualcuno ha già detto detto che modificare geneticamente i bambini «sarà come vaccinarli», qui si va molto oltre: il sottotesto è che la modifica genetica sarà bella e piacevole come l’atto di mangiare un dolce – «piece of cake» è l’espressione americana per dire quando una cosa risulta davvero facile da farsi.

 

«Verrà solo utilizzato per curare le malattie, o per fare bambini più intelligenti ed attraenti? Cosa faremo con questo strumento straordinario?»

«Verrà solo utilizzato per curare le malattie, o per fare bambini più intelligenti ed attraenti? Cosa faremo con questo strumento straordinario?» si domanda Gates nella sua réclame libraria natalizia, ma non si risponde.

 

La sua risposta, in realtà, l’aveva già consegnata alle nostre meditazioni  qualche settimana fa quando Gates lanciò il video che specificatamente parlava del libro su Doudna e il CRISPR, attaccandoci – lestamente – l’annuncio che le sue Fondazioni ci stanno investendo da tempo tanto danaro.

 

 

Anche gli altri libri consigliati da Gates hanno un loro perché inquietante. Si parla degli studi sulla mente umana e sull’implementazione di robot umanoidi in società – il contenuto dell’ultimo romanzo (che deve essergli piaciuto tantissimo) di Kazuo Ishiguro, Klara e il sole. Il Nobel anglo-giapponese Ishiguro è peraltro l’autore dello struggente, e sommamente distopico, Never et me go (in italiano, Non lasciarmi; divenuto anche un film) che narra di un mondo dove alcuni bambini vengono clonati e cresciuti in collegio solo per divenire poi «donatori» dei trapianti di organi.

 

Tuttavia, è sul CRISPR che bisogna restare concentrati.

 

La nuova era dell’umanità sintetica ha come personaggio catalizzatore l’uomo Microsoft. Il Babbo Natale onnipotente del mondo trasformato fin dentro al codice della vita.

Bill Gates-Santa Claus sotto l’albero di Natale dell’umanità vuole farci trovare impachettata la bioingeneria di ogni creatura terrestre. Per comunicarcelo, non ci fa uno, ma due spot, pure costosissimi.

 

Metà del mondo lo detesta e vorrebbe vederlo arrestato. Lui, forte dei suoi miliardi e del suo potere politico infinito, tira dritto con la sua slitta di renne-Frankestein con quei suoi «regali» genetici che vuole distribuire ad ogni famiglia del mondo.

 

Del resto lo sapevamo: la nuova era dell’umanità sintetica ha come personaggio catalizzatore l’uomo Microsoft. Il Babbo Natale onnipotente del mondo trasformato fin dentro al codice della vita.

 

«Oh oh oh».

 

 

Immagini screenshot da YouTube

 

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