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Controllo delle nascite

Il piano per il controllo della popolazione globale

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Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di HLI – Vita umana internazionale.

 

 

 

La nascita della politica demografica del Governo degli Stati Uniti

Il Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti è il più alto organismo decisionale riguardo la politica estera negli Stati Uniti. Il 10 dicembre 1974 ha promulgato un documento segreto intitolato Memorandum di uno Studio sulla Sicurezza Nazionale – 200 (NSSM-200), detto anche Il rapporto Kissinger, dal momento che Henry Kissinger era il Segretario di Stato quando è stato redatto.

 

Il suo oggetto era «Conseguenze della crescita della popolazione mondiale per la sicurezza degli Stati Uniti e interessi esteri».

 

Questo documento, pubblicato subito dopo la prima grande conferenza sulla popolazione mondiale a Bucarest, è stato il risultato della collaborazione tra la Central Intelligence Agency o CIA (Agenzia Centrale dei Servizi Segreti), la United States Agency for International Developmento USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale) ed i Dipartimenti di Stato, Difesa e Agricoltura.

 

Il NSSM-200 è stato reso pubblico quando è stato desegretato ed è stato trasferito negli Archivi Nazionali degli Stati Uniti nel 1990.

 

Sebbene il governo degli Stati Uniti abbia pubblicato centinaia di prese di posizione riguardo i vari aspetti della sicurezza nazionale dal 1974, il Rapporto Kissinger continua ad essere il documento fondamentale sul controllo demografico pubblicato dal governo degli Stati Uniti. Esso continua a rappresentare la politica ufficiale degli Stati Uniti sul controllo demografico e, di fatto, è ancora disponibile nel sito dell’USAID.

 

Il NSSM-200 è di cruciale importanza per chi difende la vita in tutto il mondo, perché espone in maniera esaustiva le disgustose e immorali motivazioni ed i metodi del movimento per il controllo demografico.

 

Possiamo usare questo prezioso documento per mettere a nudo le strategie usate da governi senza scrupoli e da agenzie di «aiuto» che sono usate per piegare le nazioni in via di sviluppo ai loro desideri. Le loro ripetute smentite saranno inutili di fronte a questa prova.

 

 

Scopo del Rapporto Kissinger (NSSM-200)

Il principale scopo degli sforzi per il controllo demografico finanziato dagli Stati Uniti è mantenere l’accesso alle risorse minerarie dei Paesi sottosviluppati.

 

Il Rapporto Kissinger afferma:

 

«L’economia degli Stati Uniti richiederà un’enorme e sempre maggiore importazione di minerali dall’estero, specialmente dai Paesi sottosviluppati. Questo dato conferisce agli Stati Uniti un maggior interesse per la stabilità politica, economica e sociale dei Paesi esportatori. Dovunque una diminuzione della pressione della popolazione ottenuta attraverso una diminuzione dell’incremento demografico possa consolidare le prospettive di detta stabilità, le politiche demografiche diventano importanti per il reperimento delle risorse e per gli interessi economici degli Stati Uniti».

 

Il NSSM-200, allo scopo di tutelare gli interessi commerciali degli Stati Uniti, riporta un numero di fattori che possono interrompere il flusso regolare di materie prime dai Paesi meno sviluppati agli Stati Uniti, inclusi numerosi gruppi di giovani antimperialisti, il numero dei quali deve essere limitato dal controllo delle nascite.

 

Il documento nomina 13 nazioni che dovrebbero essere gli obbiettivi principali degli sforzi del controllo demografico finanziato dal Governo degli Stati Uniti.

 

Alla voce «Concentrarsi sui Paesi chiave» leggiamo:

 

«Gli aiuti per la diminuzione della popolazione dovrebbero essere innanzi tutto diretti ai Paesi in via di sviluppo più grandi e in più rapida crescita, dove c’è uno speciale interesse politico e strategico degli Stati Uniti. Questi Paesi sono: India, Bangladesh, Pakistan, Nigeria, Messico, Indonesia, Brasile, Filippine, Thailandia, Egitto, Turchia, Etiopia e Colombia [sic] …. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti guarderanno alle agenzie multilaterali, specialmente al Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione che ha già progetti in oltre 80 Paesi per incrementare gli aiuti alla popolazione su una base più ampia con maggiori contributi degli Stati Uniti. Questo è auspicabile per gli interessi degli Stati Uniti ed è necessario per la politica delle Nazioni Unite.

 

Secondo il Rapporto Kissinger, gli elementi per lo sviluppo dei programmi del controllo demografico possono includere la legalizzazione dell’aborto, incentivi economici per i Paesi affinché essi aumentino il loro tasso di aborto, sterilizzazione e uso degli anticoncezionali, indottrinamento dei giovani, e obbligo del controllo demografico e altre forme di coercizione, come negare gli aiuti in caso di calamità e gli aiuti alimentari a quei Paesi sottosviluppati che non abbiano elaborato programmi per il controllo demografico.

 

Quest’ultima strategia – la forza e la coercizione applicate ai paesi in via di sviluppo – è attualmente usata dal cartello del controllo demografico per incrementare non solo l’aborto, la sterilizzazione e il controllo delle nascite, ma altri mali come l’omosessualità e il transessualismo.

 

Ci sono decine di esempi di questo tipo di palese ingiustizia, tra i quali:

 

  • Quando la Nigeria si è rifiutata di legalizzare la contraccezione e l’omosessualità, gli Stati Uniti hanno ritirato gli aiuti finanziari e militari che le avrebbero permesso di combattere il gruppo terroristico islamico Boko Harem, che ha ucciso e rapito decine di migliaia di persone in quella Nazione. (1)

 

  • Quando l’Ecuador si è rifiutato di legalizzare l’aborto, le Nazioni Unite hanno negato ogni aiuto per combattere il COVID-19, condannando a morte molti altri Ecuadoriani. (2)

 

  • Quando i pro-vita Kenioti hanno raccolto prove inconfutabili che Marie Stopes International, una delle più grandi agenzie abortiste del mondo, stava praticando aborti illegali e pericolosi su vasta scala, Marie Stopes International ha chiesto che fossero messi a tacere o incarcerati. (3)

 

  • Il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione ha interrotto gli aiuti alimentari e di altro tipo a milioni di yemeniti affamati perché la nazione si è rifiutata di legalizzare l’aborto. (4)

 

  • Quando lo Zambia ha rifiutato di legalizzare la sodomia, gli Stati Uniti hanno ritirato gli aiuti esteri tanto necessari per aiutare ad alleviare il tasso nazionale di infezione da HIV all’11% e per prendersi cura dei 250.000 orfani causati dall’AIDS. (5)

 

  • Il Programma Congiunto delle Nazioni Unite per l’AIDS (UNAIDS) ha minacciato di ritirare tutti i suoi aiuti dall’isola caraibica di Santa Lucia a meno che non approvasse un linguaggio a sostegno dell’aborto e dell’omosessualità in una dichiarazione politica sull’HIV/AIDS. (6)

 

Il potente cartello del controllo della popolazione non si impegna affatto nella carità – invece, impiega liberamente la violenza e la prepotenza per imporre la sua volontà.

 

Il Rapporto Kissinger dichiara apertamente che gli Stati Uniti devono occultare le proprie attività di controllo demografico ed evitare accuse di imperialismo, spingendo le Nazioni Unite e varie organizzazioni non governative o ONG – in particolare Pathfinder Fund, International Planned Parenthood Foundation (IPPF) e il Population Council – a svolgere il loro lavoro sporco.

 

Il dottor Alan Guttmacher, uno dei più noti e attivi esperti di eliminazione della popolazione di tutti i tempi, ha descritto questa strategia:

 

«La mia sensazione è che dobbiamo fare tutto il possibile e coinvolgere le Nazioni Unite…. Se hai intenzione di contenere la popolazione, è di fondamentale importante non farlo fare dallo “yankee maledetto”, ma dall’ONU. Perché il fatto è che allora non è considerato genocidio. Se gli Stati Uniti vanno dall’uomo nero o dall’uomo giallo e gli dicono “diminuisci il tuo tasso di riproduzione”, veniamo immediatamente sospettati di avere secondi fini per mantenere l’uomo bianco a dominare il mondo. Se si può inviare una forza con i colori dell’ONU, è una leva molto migliore». (7)

 

 

Violazioni di massa dei diritti umani

Il NSSM-200 ha direttamente e inevitabilmente incoraggiato atrocità su vasta scala in decine di Nazioni del mondo. Di seguito sono riportati solo quattro tra gli innumerevoli esempi.

 

Cina

Per molti anni, il governo degli Stati Uniti ha finanziato il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA). Nell’aprile 2017, l’amministrazione Trump ha finalmente messo fine al finanziamento dell’UNFPA.

 

Perché?

 

Uno dei principali obiettivi del denaro dell’UNFPA è la Repubblica Popolare Cinese (RPC). Il Dipartimento di Stato ha motivato il cambiamento di politica con il fatto che l’agenzia «sostiene, o partecipa alla gestione di un programma di aborto forzato o di sterilizzazione non volontaria» in Cina.

 

Mentre l’UNFPA lo nega, secondo i suoi stessi documenti, l’UNFPA ha donato più di 100 milioni di dollari al programma cinese di controllo demografico, ha finanziato un complesso informatico da 12 milioni di dollari specificamente per monitorarlo, ha fornito le competenze tecniche e il personale che ha addestrato migliaia di funzionari cinesi per il controllo demografico, e ha riconosciuto alla Cina un premio delle Nazioni Unite per il «più eccellente programma di controllo demografico».

 

Chi non ha familiarità con gli innumerevoli crimini perpetrati nell’ambito di questo programma potrebbe leggere il materiale dal 2015 ad oggi disponibile ai link dell’U.S. Congressional Hearing on China e del Population Research Institute come prova.

 

Come afferma l’articolo del Population Research Institute, «sono stati abortiti più bambini con la politica del figlio unico che l’intera popolazione degli Stati Uniti».

 

 

Perù

Nel periodo compreso tra il 1995 e il 1997, quasi un quarto di milione di donne peruviane sono state sterilizzate, come parte del programma per raggiungere gli obbiettivi di pianificazione familiare del presidente Alberto Fujimori.

 

Sebbene questa campagna sia stata chiamata «Campagna di Contraccezione Chirurgica Volontaria» molti di questi procedimenti sono stati evidentemente forzati.

 

Infatti, le donne che avevano figli malnutriti, inseriti nei programmi governativi per l’alimentazione, sono state minacciate della privazione degli aiuti alimentari se si fossero rifiutate di farsi sterilizzare, e altre sono state rapite dalle loro famiglie e sterilizzate contro la loro volontà.

 

 

Uganda

L’Uganda è divenuto il primo paese africano a far diminuire il tasso di adulti sieropositivi dal 21% nel 1991 a circa il 6% nel 2004 con una diminuzione del 70%.

 

Il Paese ha portato a termine questa stupefacente azione scoraggiando l’uso del preservativo e cambiando le abitudini della popolazione.

 

I gruppi che promuovono il controllo demografico non possono permettere che questo successo interferisca con la loro inflessibile linea politica, così hanno attaccato violentemente il programma del Presidente Yoweri Museveni.

 

Timothy Wirth, presidente della United Nations Foundation (Fondazione delle Nazioni Unite), ha definito questo programma, così efficace, una «palese negligenza verso l’umanità».

 

La United States Agency for International Development o USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale), il Population Services International (Servizi Internazionali per la Popolazione), CARE International (CURA Internazionale), e altri stanno promuovendo massicciamente l’uso del preservativo in Uganda.

 

Il tasso di infezione da HIV è aumentato di oltre il 7%, cosa che Edward Greene, già ricercatore alla Harvard School of Public Health, attribuisce a comportamenti più a rischio e a una minore paura dell’HIV non più visto come una condanna a morte.

 

Recentemente, il tasso di infezione da HIV degli adulti Ugandesi è sceso al 6,2%.

 

Tuttavia, il tasso iniziale dell’Uganda molto positivo è forse l’esempio più eclatante di come l’ideologia del controllo demografico prevalga sui programmi scientifici di prevenzione dell’HIV provati sul campo.

 

 

India

Nel 2014 c’è stata una rinnovata attenzione internazionale sulla prosecuzione del programma dell’India di sterilizzazione forzata dopo che decine di donne sono state uccise e molte altre hanno subito danni a causa di interventi eseguiti con modalità da catena di montaggio in condizioni grottescamente non igieniche.

 

Come ha osservato il ginecologo Josas Koninoor:

 

«Il 95% delle nostre clienti appartengono alla classe molto povera. Sono colpevoli di aver partorito quattro o cinque volte. Dato che non possono ricordarsi di prendere la pillola ogni giorno, i contraccettivi a lunga durata per loro sono molto meglio … Per ottenere un buon risultato c’è sempre un prezzo da pagare. Se due o tre donne muoiono – qual è il problema? La popolazione si ridurrà». (8)

 

La sterilizzazione femminile è ancora il principale metodo di «contraccezione» in India. Secondo il New York Times, come nel 2016, ogni anno sono ancora effettuate quattro milioni di legature delle tube.

 

Questo programma continua ad essere finanziato dagli Stati Uniti e da altri governi e fondazioni occidentali. Attualmente non ci sono piani per fermare le sterilizzazioni, ma il governo indiano sta introducendo contraccettivi iniettabili gratuiti, che avranno anch’essi importanti conseguenze negative sulla salute delle donne.

 

 

Il profilo della strategia del controllo demografico nel NSSM-200

Il NSSM-200 traccia esplicitamente la strategia dettagliata attraverso la quale il governo degli Stati Uniti promuove prepotentemente il controllo demografico nelle Nazioni in via di sviluppo per poter regolare (o aver un miglior accesso a) le risorse naturali di questi Paesi.

 

Il seguente schema mostra gli elementi di questo piano, documentato con citazioni autentiche tratte dal NSSM-200:

 

1. Gli Stati Uniti hanno bisogno di un ampio accesso alle risorse minerarie delle Nazioni sottosviluppate (si veda la citazione sopra).

 

2. Il regolare flusso di risorse verso gli Stati Uniti potrebbe essere messo a repentaglio dall’iniziativa dei governi dei Paesi più sottosviluppati, dagli scioperi, dal sabotaggio, da disordini civili, che sono molto più probabili se è presente la pressione demografica: «questi tipi di frustrazioni sono molto meno probabili in condizioni di crescita della popolazione lenta o nulla».

 

3. I giovani sono molto più propensi a lottare contro l’imperialismo e le altre strutture di potere mondiale, così il loro numero dovrebbe essere tenuto il più basso possibile: «questi giovani possono essere più facilmente persuasi ad attaccare le istituzioni legali del governo o i beni immobili delle multinazionali “appartenenti al sistema” e “imperialiste”, o altre organizzazioni, spesso straniere, accusate di influire sui propri problemi».

 

4. Pertanto, gli Stati Uniti devono impegnarsi nel controllo demografico insieme ai capi più importanti dei Paesi sottosviluppati, anche aggirando la volontà delle loro popolazioni: «gli Stati Uniti dovrebbero incoraggiare i capi dei Paesi sottosviluppati a prendere l’iniziativa per far progredire la pianificazione familiare e la stabilità della popolazione entrambe all’interno di organizzazioni multilaterali e attraverso contatti bilaterali con altri Paesi sottosviluppati».

 

5.  I punti cruciali per l’aumento del controllo demografico includono:

  • L’identificazione dei principali obbiettivi: «questi Paesi sono: India, Bangladesh, Pakistan, Nigeria, Messico, Indonesia, Brasile, Filippine, Tailandia, Egitto, Turchia, Etiopia e Colombia».

 

  • Dare appoggio e aiuto al maggior numero possibile di organizzazioni per il controllo demografico in questo progetto mondiale, per deviare le critiche e le accuse di imperialismo: «gli Stati Uniti guarderanno alle agenzie multilaterali, in particolar modo al Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione che ha già progetti in oltre 80 Paesi per incrementare l’assistenza alle popolazioni su una base più ampia con gli accresciuti contributi degli Stati Uniti».

 

  • Il riconoscimento che «nessun paese ha ridotto la crescita della sua popolazione senza ricorrere all’aborto».

 

  • Ideare programmi con incentivi finanziari rivolti ai Paesi affinché incrementino le loro percentuali di aborti, sterilizzazioni e uso di anticoncezionali: «pagare le donne nei Paesi sottosviluppati affinché abortiscano come metodo di pianificazione familiare (…) Analogamente, ci sono stati in India alcuni esperimenti, controversi ma di notevole successo, nei quali gli incentivi finanziari, insieme ad altre motivazioni indotte, sono stati usati per far accettare a un grande numero di uomini la vasectomia».

 

  • Concentrare l’attenzione sull’«indottrinamento» (espressione del NSSM-200) dei bambini dei Paesi sottosviluppati attraverso la propaganda antinatalista: «senza diminuire in nessun modo gli sforzi per raggiungere gli adulti, l’evidente maggior punto di interesse dovrebbe essere quello di cambiare i comportamenti della prossima generazione, o ragazzi che ora frequentano la scuola elementare o sono più giovani».

 

  • Ideare e promuovere programmi di propaganda e corsi scolastici di educazione sessuale mirati a convincere le coppie ad avere famiglie meno numerose, senza riguardo per considerazioni sociali e culturali: «i campi seguenti sembrano contenere promettenti possibilità nel far diminuire la fertilità e sono discussi nelle seguenti sezioni (…) concentrandosi sull’educazione e l’indottrinamento delle prossime generazioni di ragazzi sul fatto che sia preferibile una famiglia composta da poche persone».

 

  • Indagare sull’opportunità dell’«obbligatorietà» (espressione del NSSM-200) dei programmi del controllo demografico: «la conclusione di questa panoramica è che l’obbligatorietà dei programmi può essere necessaria e che ora dovremmo considerare questa possibilità».

 

  • Considerare altre forme di coercizione, come negare le sovvenzioni in caso di catastrofe e gli aiuti alimentari qualora i Paesi sottosviluppati non abbiano realizzato programmi mirati per il controllo demografico: «su quali basi questi aiuti alimentari dovrebbero essere elargiti? Il cibo dovrebbe essere considerato come uno strumento di potere nazionale? Saremo costretti a scegliere chi possiamo ragionevolmente aiutare, e se così fosse, gli sforzi di un popolo potrebbero essere un criterio per questi aiuti?»

 

Durante il processo di attuazione di questi progetti, gli Stati Uniti devono nascondere i propri scopi e camuffare i loro programmi come filantropici, usando gli eufemismi tanto amati da tutti gli attivisti della cultura della morte:

 

«Esiste anche il pericolo che alcuni capi dei Paesi sottosviluppati percepiscano le pressioni dei Paesi sviluppati per la pianificazione familiare come una forma di imperialismo economico o razziale; ciò potrebbe creare un serio contraccolpo (…) Gli Stati Uniti possono cercare di minimizzare le accuse di motivazioni imperialiste dietro il loro appoggio alle attività di controllo demografico, affermando ripetutamente che tale appoggio deriva da alcune preoccupazioni che riguardano:

 

  • Il diritto della singola coppia di scegliere liberamente e responsabilmente il numero e l’intervallo temporale tra i figli e di avere le informazioni, la possibilità e i mezzi per farlo; e

 

  • Lo sviluppo fondamentale sociale ed economico dei Paesi poveri nei quali la rapida crescita della popolazione è sia la causa concorrente che la conseguenza della povertà diffusa».

 

 

È necessario un controllo demografico governativo?

C’è una crescente consapevolezza che «l’esplosione demografica» sia finita o, in realtà, che non ci sia mai stata.

 

Quando il terrore demografico cominciò, alla fine degli anni Sessanta, la popolazione mondiale stava crescendo ad un tasso di più del 2% all’anno. Ora sta crescendo a meno dell’1% all’anno, e questo tasso dovrebbe continuare a diminuire a causa delle continue attività di controllo demografico.

 

Il Rapporto Kissinger ha predetto che la popolazione mondiale si sarebbe assestata da circa 10 fino a 13 miliardi di persone, mentre alcuni demografi hanno predetto che la popolazione mondiale si sarebbe gonfiata fino a 22 miliardi di persone. Ora si stima che entro il 2100 la popolazione si stabilizzerà a circa 11 miliardi, anche se molte stime affidabili individuano il picco della popolazione a un numero molto inferiore.

 

L’applicazione mondiale delle strategie raccomandate nel Rapporto Kissinger ha prodotto una diminuzione così veloce nei tassi di crescita demografica da causare già gravi problemi economici e sociali in Europa, nell’ex Unione Sovietica, in Giappone, a Singapore e ad Hong Kong.

 

Molte Nazioni in via di sviluppo stanno invecchiando anche più rapidamente di quelle del mondo industrializzato, cosa che è presagio di problemi anche più gravi per le loro economie relativamente sottosviluppate. I Paesi sviluppati hanno avuto l’opportunità di diventare ricchi prima di diventare vecchi; se una Nazione invecchia prima non diventerà mai ricca.

 

Fin dall’inizio, l’idea di una «bomba demografica» è stato un falso allarme indotto da motivi ideologici e costruito su misura per autorizzare le Nazioni ricche a rapinare le risorse delle Nazioni povere. La reazione causata dal controllo demografico nei Paesi sottosviluppati ha prodotto frutti assolutamente non positivi nei suoi decenni di sviluppo.

 

Infatti, le ideologie e i piani di controllo demografico rendono sempre più difficile la risposta all’incipiente grave crisi che si sta delineando sotto forma di una disastrosa «implosione demografica» mondiale. È tempo di cominciare ad esortare le famiglie ad avere più bambini, non meno, se vogliamo evitare una catastrofe demografica mondiale.

 

Il primo passo per un così radicale cambiamento nella politica consiste, senza dubbio, nel cambiare la nostra visione del mondo e i nostri valori. Per poter fare ciò, dobbiamo rifiutare i vecchi modi di pensare e i mezzi superati di ottenere i nostri obbiettivi.

 

Il NSSM-200 rappresenta il peggior aspetto dell’ingerenza delle Nazioni «avanzate» nei più delicati affari delle Nazioni meno sviluppate. Esso è il simbolo, come nessun altro documento, del volto degli «americani cattivi». Esso si arroga il diritto di violare le più preziose libertà e l’autonomia della persona attraverso programmi coercitivi di pianificazione familiare.

 

Il Rapporto Kissinger sostiene di preoccuparsi per i diritti o il benessere degli individui o delle Nazioni, ma è stato concepito a partire dal concetto imperialista che gli Stati Uniti hanno il «diritto» ad avere accesso illimitato alle risorse naturali delle Nazioni in via di sviluppo.

 

Gli Stati Uniti e le altre Nazioni del mondo sviluppato, come anche le ONG ideologicamente orientate al controllo demografico, dovrebbero sostenere e guidare l’autentico sviluppo economico che permetterebbe alla popolazione di ogni singola Nazione di impiegare le proprie risorse a proprio vantaggio, quindi tendendo verso uno sviluppo dei diritti umani mondiali e di economie più prospere per tutti.

 

Nessuna relazione umana è più stretta e più intima di quella che c’è all’interno della famiglia.

 

Il mondo «sviluppato» ha speso più di 160 miliardi di dollari dal 1990 per cercare di controllare il numero dei figli nati nelle famiglie nei Paesi in via di sviluppo attraverso la generale imposizione di aborto, sterilizzazione e controllo delle nascite, dissimulati dietro espressioni come «servizi di pianificazione familiare» e «salute riproduttiva».

 

Purtroppo, possiamo solo immaginare cosa sarebbe potuto succedere se queste risorse fossero state investite in infrastrutture sanitarie ed educative, e nella ricerca dedicata a trovare strategie pacifiche per il passaggio da Nazioni con un governo corrotto a tribunali e settori di servizi pubblici veramente rappresentativi e responsabili.

 

I bambini non sono un ostacolo allo sviluppo, sono la speranza per il futuro di qualsiasi società. Le persone non sono il problema – sono la soluzione.

 

 

Brian Clowes

 

 

NOTE

1) Diane Montagna, «US Won’t Help Fight Boko Haram Until Nigeria Accepts Homosexuality, Birth Control, Bishop Says», Aleteia, 17 febbraio, 2015.

2) Micaiah Bilger, «UN Refuses to Send Coronavirus Funds to Pro-Life Nation Unless It Legalizes Abortions», LifeNews.com, 18 maggio, 2020.

3) Dorothy Cummings McLean, «Global Abortion Business Wants Kenyan Court to Ban Pro-Lifer from Mentioning Its Name», LifeSite Daily News, 17 marzo, 2021.

4) Micaiah Bilger, «Feminists Block Program to Send Food to Starving People Because Abortion Isn’t Included», LifeNews.com, 13 luglio, 2020.

5) Stefano Gennarini, J.D., «US Ambassador Threatens to Pull Foreign Aid Unless Zambia Embraces Sodomy», LifeSite Daily News, 13 dicembre, 2019.

6) Pete Baklinski, «UNAIDS Threatened to End Aid if We Fought Abortion and Gay Language in Document: Former St. Lucia Delegate», LifeSite Daily News, 21 maggio, 2015.

6) William Stump, «Dr. Guttmacher — Still Optimistic about the Population Problem», Baltimore Magazine, febbraio 1970 (volume 63, numero 2), pagg. 25 e da 50 a 53. Il dottor Alan Guttmacher parla a un simposio all’University of California Medical Center. «Doctor Blames His Profession for Delays on Family Planning» The New York Times, 16 gennaio, 1966.

8) Il ginecologo del Bangladesh dott. Josas Koninoor, citato in «Norplant, The Five-Year Needle», Issues in Reproductive Engineering, volume 3, numero 3, pagg. da 221 a 228.

 

 

 

Articolo previamente apparso su HLI.org e tradotto su Vita Umana Internazionale, ripubblicato per gentile concessione.

 

 

 

Cina

La popolazione cinese continua a diminuire

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

La popolazione cinese è diminuita per il secondo anno consecutivo, nonostante i disperati incentivi statali alle donne per avere figli. Nel 2023 il numero di persone è sceso di 2,08 milioni a 1,410 miliardi. Il numero delle nascite è diminuito di 500.000.

 

Quest’anno, il 2024, potrebbe vedere una ripresa temporanea, anche se i demografi concordano sul fatto che il declino della popolazione è inevitabile. Un demografo ha osservato sul quotidiano ufficiale Global Times che questo è l’Anno del Drago, l’anno in cui tradizionalmente le coppie cercano di concepire un bambino.

 

Un rapporto del Centro di ricerca e sviluppo del governo attribuisce il declino a quattro problemi irrisolvibili: «età ritardata del matrimonio, diminuzione della volontà tra i giovani di avere figli, riduzione del numero di donne in età fertile e maggiore prevalenza di infertilità e subfertilità».

 

In un commento video, l’editorialista del Global Times Hu Xijin ha coraggiosamente dichiarato che non c’è motivo di pessimismo. «La nazione cinese oggi non subirà un declino nel processo di modernizzazione a causa della pigrizia nel tramandare la linea familiare. Ci saranno sicuramente molti fattori che aumenteranno e fermeranno la tendenza al ribasso del declino della popolazione».

 

Tuttavia, i media occidentali hanno paragonato gli sforzi del governo cinese per arrestare il declino con quelli di altri Paesi come Ungheria, Svezia e Giappone. Da nessuna parte gli incentivi finanziari hanno avuto un effetto sostanziale.

 

 

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Il New York Times ha sottolineato che «la storia suggerisce che una volta che un paese supera la soglia di crescita demografica negativa, c’è poco che il suo governo possa fare per invertire tale tendenza. E man mano che la popolazione di un paese aumenta, una generazione più piccola e più giovane sostiene i costi crescenti della cura di una generazione più grande e più anziana».

 

Il problema della Cina è particolarmente acuto. Altri paesi avanzati come l’Australia, la Germania o gli Stati Uniti hanno compensato i bassi tassi di natalità con l’immigrazione. Ma l’immigrazione in Cina è trascurabile.

 

Lo scorso novembre il presidente Xi Jinping aveva dichiarato al Congresso nazionale delle donne che il Partito Comunista doveva promuovere una cultura pro-famiglia. «Dovremmo promuovere attivamente un nuovo tipo di matrimonio e di cultura della maternità», ha affermato. I funzionari del partito dovrebbero educare le persone su «amore e matrimonio, fertilità e famiglia».

 

Tuttavia, dopo decenni di promozione aggressiva della cultura del figlio unico, sembra che le donne cinesi non aspirino più a essere madri di famiglie numerose. Dall’abolizione della politica del figlio unico, il tasso di natalità è sceso a 1,2 figli per donna, uno dei più bassi al mondo.

 

Il successo economico della Cina, paradossalmente, potrebbe non aver aiutato. L’economista dell’Università di Sydney Lauren A. Johnston ha dichiarato al NYT che l’alto costo degli alloggi e dell’istruzione è un grosso ostacolo per avere più di un figlio. «Le persone non possono permettersi di comprare spazio per se stesse, figuriamoci per due bambini», ha detto.

 

Michael Cook

 

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Controllo delle nascite

Tasso di natalità, in Francia siamo ai minimi dalla Seconda Guerra Mondiale. E il nuovo premier è gay, e gli immigrati continuano ad arrivare

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Lo scorso anno, in Francia, le nascite sono scese al livello più basso dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ha rivelato l’ufficio nazionale di statistica del Paese. Come in gran parte dell’Europa, i tassi di fertilità in Francia sono in calo, mentre l’immigrazione di massa mantiene alto il numero della popolazione.   Circa 678.000 bambini sono nati in Francia nel 2023, ha annunciato martedì in un rapporto l’Istituto Nazionale di Statistica e di Studi Economici (INSEE). Questa cifra rappresenta un calo del 6% rispetto al 2022 e il numero più basso mai registrato dal 1946, quando gran parte del Paese era in rovina e più di mezzo milione di persone erano state uccise nella guerra.   Dopo il baby boom iniziato all’inizio del nuovo millennio, le nascite in Francia sono diminuite ogni anno dal 2010. Il tasso di fertilità del paese – o il numero medio di figli per ogni donna – è sceso da 1,99 nel 2013 a 1,68 l’anno scorso, ampiamente sotto la soglia di sostituzione che è di 2,1 figli per donna.   Nonostante più di un decennio di calo delle nascite, la popolazione francese ha continuato a crescere, aumentando dello 0,3% lo scorso anno a 68,4 milioni. L’INSEE ha citato il calo dei decessi, l’aumento dell’aspettativa di vita e l’afflusso di 183.000 immigrati entro la fine dell’anno.

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I tassi di natalità sono diminuiti in tutta l’UE dal 2008, secondo i dati dell’ufficio statistico del blocco, Eurostat. Nonostante i suoi problemi demografici, la Francia ha registrato il tasso di fertilità più alto dell’Unione nel 2021, seguita da Repubblica Ceca, Romania e Irlanda.   Nel 2020, secondo i dati ISTAT l’Italia ha registrato 1,24 nascite per donna: una cifra persino inferiore a quella della Cina comunista quando era in vigore la legge sul figlio unico.   Come riportato da Renovatio 21, in Russia lo Stato si muove in altra direzione: un deputato il mese scorso ha proposto di tassare le persone senza figli, mentre il presidente Putin ha annunciato che il 2024 sarò «l’anno della famiglia».   In Francia i vertici dello Stato oggi non sono esattamente raffigurazioni della fertilità e della famiglia numerosa: il nuovo premier è gay dichiarato, era unito con un PACS con il ministro degli Esteri che ha appena nominato, ma dicono che la loro coppia gay è scoppiata anni fa. Un gradino più sopra, troviamo il presidente Macron, la cui complessa situazione famigliare – ha sposato la sua insegnante molto più anziana di lui, madre di figli che erano a scuola con lui – è nota a tutti.   Macron faceva parte di un allineamento di presidenti, primi ministri e cancellieri europei – Emmanuel Macron (presidente francese), Angela Merkel (cancelliere tedesco), Theresa May (premier britannico), Paolo Gentiloni Silveri (primo ministro italiano), Mark Rutte (premier olandese), Stefan Löfven (primo ministro svedese), Xavier Bette (premier del Lussemburgo), Nicola Sturgeon (premier scozzese) –che qualche anno fa fece discutere, perché si trattava di un quadro in cui i supposti decisori del vecchio continente erano tutti senza prole.   Il risultato del tasso di natalità sotto la soglia di sostituzione è utilizzato dai vertici UE per giustificare, talvolta anche apertamente, la sostituzione etnica attraverso l’immigrazione massiva dall’Africa e dai Paesi islamici, fenomeno che poi si manifesta in Francia (ma oramai anche in Italia) nei disordini urbani visti nel corso degli scorsi mesi.   Intervenendo ad Atene all’inizio di questo mese, la commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson ha affermato che «l’immigrazione legale dovrebbe crescere di più o meno 1 milione all’anno».   Con circa 3,5 milioni di immigrati che entrano legalmente nell’UE ogni anno e numeri record che entrano illegalmente, la proposta della Johannsson può risultare impopolare, ma tradisce la vera direzione di Bruxelles.   L’aumento dell’immigrazione ha rafforzato il sostegno ai partiti politici di destra in Germania e nei Paesi Bassi, ha innescato rivolte e incendi dolosi in Irlanda e ha spinto il governo francese ad approvare un disegno di legge che introduce quote di migrazione e taglia i benefici per gli stranieri, nel tentativo di arginare la crescente popolarità dei partiti politici di destra.   Un sondaggio Kantar condotto in Francia a dicembre ha rilevato che il 45% della popolazione ritiene che «ci siano troppi immigrati» nel Paese.   La deportazione di tali immigrati, oramai arrivati senza la minima assimilazione alla seconda o terza generazione, diventa ardua per Parigi, che adopera da tempo uno ius soli temperato.

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Bioetica

Non avere mai più bambini è una scelta razionale e compassionevole: parola di bioeticista

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

Alla fine degli anni ’60 Paul Ehrlich avvertì dell’imminente bomba demografica e sostenne la crescita zero della popolazione. Ciò divenne quasi un articolo di fede religiosa in alcuni ambienti. Sessant’anni dopo l’attenzione si è spostata dal limitare la popolazione all’eliminarla.

 

Uno dei principali teorici dell’estinzione umana è il filosofo finlandese Matti Häyry. Sono almeno 20 anni che riflette sui pro e contro del permettere all’umanità di prosperare sul Pianeta Terra.

 

La sua recente retrospettiva nel Cambridge Quarterly of Healthcare Ethics è un’interessante visione di una teoria controversa, per non dire incendiaria.

 

Egli spiega:

 

«L’antinatalismo è una filosofia emergente e io sono un filosofo antinatalista, o almeno penso di esserlo. Essere antinatalista significa, per me, che non ho figli, non intendo averne, e mi farebbe piacere se tutti si comportassero come me in questo senso».

 

«Mi farebbe piacere vedere che nessuno abbia figli, perché sarebbe una cosa razionale da fare. La riproduzione comporta rischi per i possibili individui futuri. Tutte le vite sono occasionalmente infelici, alcune vite sono prevalentemente infelici e gli individui possono pensare, giustamente, che le loro vite non abbiano significato. La mia ragione suggerisce che sarebbe poco saggio e scortese far nascere nuove persone ed esporle quindi a questi rischi. Arthur Schopenhauer era d’accordo con me, molti altri non sono d’accordo».

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Häyry non è un re filosofo, è semplicemente un filosofo. Non ha alcun desiderio di imporre le sue opinioni agli altri. Descrive il suo approccio come «utilitarismo negativo basato sui bisogni e in risposta ai conflitti» e dice che vuole «essere gentile e non essere scortese».

 

Meritano di essere citate alcune sue considerazioni:

 

  • Poiché la riproduzione infliggerebbe sofferenze ai futuri individui e alla loro prole, è più gentile non metterli al mondo.

 

  • Sebbene la riproduzione possa portare gioia ai genitori, bilanciare la gioia con la sofferenza inflitta fa pendere la bilancia a favore dell’astinenza.

 

  • Dal momento che incolpare e vergognare i genitori li fa soffrire, usare questa tattica non è gentile e dovrebbe essere bilanciato con altri fattori.

 

  • Quando gli allevatori festeggiano i loro figli, sarebbe scortese e probabilmente controproducente frenare la loro gioia.

 

  • Sarebbe poco gentile costringere chi vuole riprodursi ad astenersi. Non è gentile manipolare nuovi esseri affinché accettino la moralità dei chi vuole essere genitore

 

Michael Cook

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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