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Linee cellulari

Vaccini e feti abortiti, il peccato di scandalo (e una domanda)

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«Ai fedeli e ai cittadini di retta coscienza (padri famiglia, medici, ecc.) spetta di opporsi, anche con l’obiezione di coscienza, ai sempre più diffusi attentati contro la vita e alla “Cultura della Morte” che li sostiene. E da questo punto di vista, l’uso di vaccini la cui produzione è collegata all’aborto provocato costituisce almeno una cooperazione materiale passiva mediata remota all’aborto, e una cooperazione materiale passiva immediata alla loro commercializzazione. Inoltre, sul piano culturale, l’uso di tali vaccini contribuisce a creare un consenso sociale generalizzato all’operato delle industrie farmaceutiche che li producono in modo immorale».

 

Con queste parole si avviava alla conclusione il documento emesso nel 2005 dalla Pontificia Accademia per la Vita, uno fra i più citati, in ambiente cattolico, per tirare da una parte all’altra della giacca la Chiesa sulla questione morale legata ai vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti.

«Ai fedeli e ai cittadini di retta coscienza (padri famiglia, medici, ecc.) spetta di opporsi, anche con l’obiezione di coscienza, ai sempre più diffusi attentati contro la vita e alla “Cultura della Morte” che li sostiene. E da questo punto di vista, l’uso di vaccini la cui produzione è collegata all’aborto provocato costituisce almeno una cooperazione materiale passiva mediata remota all’aborto»

 

Questo è possibile per il semplice fatto che, come più volte abbiamo avuto modo di dire dalle colonne di Renovatio 21, il documento è per sua stessa natura ambiguo. Come ambigui sono praticamente tutti i pronunciamenti della chiesa conciliare anche se molti, specie in ambiente cattolico tradizionalista, paiono averlo dimenticato per avere qualcosa al quale appellarsi per rendere virtù alla posizione «iper-vaccinista» dell’ora presente.

 

Passando oltre, senza considerare il penoso pronunciamento della PAV nel 2017 — pronunciamento avvenuto precisamente il 31 luglio 2017, guarda caso lo stesso giorno dell’approvazione della cosiddetta Legge Lorenzin in materia di vaccinazioni — arriviamo al dicembre del 2020, con il documento emesso questa volta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. 

 

All’interno di esso leggiamo un interessante passaggio: 

 

«Infatti, l’uso lecito di tali vaccini non comporta e non deve comportare in alcun modo un’approvazione morale dell’utilizzo di linee cellulari procedenti da feti abortiti. Si chiede, quindi, sia alle aziende farmaceutiche che alle agenzie sanitarie governative, di produrre, approvare, distribuire e offrire vaccini eticamente accettabili che non creino problemi di coscienza, né agli operatori sanitari, né ai vaccinandi stessi»

 

Dai due passaggi sopracitati — 2005, PAV; 2020, CDF — emerge un evidente sentire comune, di per sé assolutamente giusto: la condanna alla produzione di vaccini eticamente inaccettabili. 

 

Cos’ha fatto, cosa sta facendo o cosa ha intenzione di fare chi condanna la produzione di tali vaccini per far sì che essa cessi? Quali azioni concrete di protesta, di ostracismi vari o di boicottaggio sono messe in atto per fermare un tale crimine che tutti sembrerebbero voler condannare all’unanimità?

Questo sentire comune, allo stesso tempo, sembra essere espresso anche da quegli ambienti cattolici che da un anno a questa parte circa hanno preso una posizione più che favorevole all’utilizzo dei vaccini, specie quelli anti-COVID per arginare una presunta quanto poco realistica «pandemia». 

 

La domanda, perciò,  è di vitale importanza per analizzare e conseguente comprendere la questione che si pone nella sua completezza: cos’ha fatto, cosa sta facendo o cosa ha intenzione di fare chi condanna la produzione di tali vaccini per far sì che essa cessi? Quali azioni concrete di protesta, di ostracismi vari o di boicottaggio sono messe in atto per fermare un tale crimine che tutti sembrerebbero voler condannare all’unanimità? Anche chi ritiene il vaccino di origine fetale «lecito» in casi particolari (ricordiamo che nemmeno la lettera dei documenti vaticani lo ritiene sempre e comunque lecito), una volta affermata questa sua posizione, dovrebbe spendersi quantomeno in favore di rimedi alternativi, impegnandosi in campagne contro tale genere di produzione.

 

Sembra invece che l’unica campagna che interessi i cattolici «ultravax» sia quella per convincere i recalcitranti alla vaccinazione.

 

La risposta è molto semplice: nessuno, quantomeno in Italia, dagli apici della Chiesa ai circoli e circoletti intellettuali ha mai preso qualche decisione concreta per contrastare questo fenomeno di Morte. 

 

Predicano e fingono anzi di condannare l’abominio dell’aborto, ma sono parte della stessa filiera di Morte.

Sembra invece che l’unica campagna che interessi i cattolici «ultravax» sia quella per convincere i recalcitranti alla vaccinazione.

 

Prendiamo dall’Enciclopedia Treccani la definizione precisa di «filiera»:

 

«Filiera – Sequenza delle lavorazioni, effettuate in successione, al fine di trasformare le materie prime in un prodotto finito (…). Una f. si riferisce normalmente a uno specifico prodotto, ossia al sistema delle attività economiche legate tra loro lungo tutte le fasi di trasformazione, realizzazione e distribuzione di un particolare bene».

 

Già la definizione della Treccani ci sembra delineare palesi analogie con la catena infernale di produzione dei vaccini derivanti da aborti procurati ma, essendo gli autori del presente articolo particolarmente distanti da un certo mondo «intellettuale», per spiegare e far comprendere il concetto di filiera a coloro che in malafede o per ignoranza voltano lo sguardo dall’altra parte a dispetto dell’evidenza, preferiremmo rifarci ad un esempio decisamente più «terra a terra», comprensibile persino all’animo puro e ingenuo di un bambino: un grandissimo cantante italiano — che preferiamo all’italo-spagnolo Miguel Bosé — Sergio Endrigo, con il suo intramontabile pezzo «Ci vuole un fiore», pubblicato nell’ottobre del 1974.

«Per fare un vaccinato (magari “cattolico” e “prolife”) ci vuole un vaccino / Per farsi un vaccino ci vuole chi lo inocula / Per fare chi lo inocula ci vuole chi lo vende / Per fare chi lo vende ci vuole chi lo produce /  Per fare chi lo produce ci vuole il tessuto umano da cui ricavare le linee cellulari / Per avere i tessuti umani ci vogliono molti aborti volontari “utili” alla causa / Per fare un vaccinato, quindi, ci vogliono molti aborti…»

 

Il motivo della famosissima canzone è semplice ed orecchiabile: «Le cose d’ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare / Per fare un tavolo ci vuole il legno /Per fare il legno ci vuole l’albero / Per fare l’albero ci vuole il seme / Per fare il seme ci vuole il frutto / Per fare il frutto ci vuole il fiore / Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore / Per fare un tavolo ci vuole un fiore»

 

È proprio così, bisogna saper guardare ed ascoltare ciò che sta dietro alle cose, non accontentandosi di accettarne passivamente il significato che il canto delle sirene del mondo vuol farci credere.

 

Se in modo quasi irriverente sostituissimo le parole della canzone con altre, caratterizzanti la cosiddetta filiera di Necrocultura che sorregge il castello di carta dei vaccini, ne ricaveremmo un altrettanto illuminante racconto:

 

«Per fare un vaccinato (magari “cattolico” e “prolife”) ci vuole un vaccino / Per farsi un vaccino ci vuole chi lo inocula / Per fare chi lo inocula ci vuole chi lo vende / Per fare chi lo vende ci vuole chi lo produce /  Per fare chi lo produce ci vuole il tessuto umano da cui ricavare le linee cellulari / Per avere i tessuti umani ci vogliono molti aborti volontari “utili” alla causa / Per fare un vaccinato, quindi, ci vogliono molti aborti…»

 

A molti potrebbe sembrare un discorso semplicistico, ma riteniamo che i fatti siano in effetti molto semplici ed evidenti: se non volessi veramente gli aborti all’origine della catena, se non volessi la dannazione eterna di molte persone all’interno della filiera a causa della loro complicità a questo orrendo crimine, l’unica arma nelle mie mani, nel mio piccolo, per combattere con i fatti questo sistema sarebbe senza ombra di dubbio il rifiuto categorico e la resistenza — anche eroica, se il Signore me lo dovesse chiedere.

 

I nostri «cattoliconi» benpensanti, infatti, da una parte li condannano perché «produttori» di vaccini insanguinati da un crimine gravissimo, dall’altra risultano essere il primo motore delle loro azioni efferate, incentivandone la produzione stessa, diventando i veri e propri consumatori

In caso contrario, evidentemente, oltre ad essere complice e, in fin dei conti, la causa vera dell’aborto procurato originario, sarei, secondo la morale cristiana, fonte di evidente scandalo nei confronti di molti miei fratelli coinvolti nella filiera. I nostri «cattoliconi» benpensanti, infatti, da una parte li condannano perché «produttori» di vaccini insanguinati da un crimine gravissimo, dall’altra risultano essere il primo motore delle loro azioni efferate, incentivandone la produzione stessa, diventando i veri e propri consumatori.

 

Chiedere qualcosa che non può essere fatto senza peccato da parte di chi dà non può essere mai lecito, quando il peccato viene dalla cosa stessa che è richiesta, e non dalla cattiveria personale di chi dà. 

 

Questo è lo scandalo in senso stretto: non tanto e non solo, come popolarmente si intende, un cattivo esempio pubblico, ma anche semplicemente indurre un altro a peccare o a restare nel suo peccato. I prodotti provenienti da aborti esistono solo grazie agli aborti compiuti: non possono essere realizzati senza questo crimine iniziale. Quindi non possono essere richiesti senza approvare quel peccato iniziale. 

 

L’illiceità della produzione da linee fetali non viene da una malizia del produttore, nel qual caso una causa proporzionata mi scuserebbe dal peccato di scandalo (se io compro il caffè da uno sfruttatore, la malizia è di chi produce in quel modo, non dal prodotto che in sé può essere realizzato altrimenti): viene dal prodotto come tale, intrinsecamente cattivo, e quindi inaccettabile. Richiederlo quindi è sempre illecito. 

Questo è lo scandalo in senso stretto: non tanto e non solo, come popolarmente si intende, un cattivo esempio pubblico, ma anche semplicemente indurre un altro a peccare o a restare nel suo peccato

 

Non si capisce per quale passaggio logico possa essere illecito e peccaminoso produrre da linee cellulari umane (come ammette lo stesso Vaticano, lo abbiamo visto), e invece lecito consumare tali prodotti, almeno in alcuni casi. Il discorso della causa proporzionata e della cooperazione materiale non regge in questo caso, perché è indiscutibile principio morale che non sia mai lecito chiedere ciò che non può essere dato senza peccato da chi dà, quando l’opera richiesta è intrinsecamente cattiva. Quel discorso della causa sufficiente vale solo quando la cattiveria di ciò che è richiesto viene dalla malizia di chi dà, non dalla cosa richiesta.

 

Del resto lo scandalo (nel senso che abbiamo visto) non sta solo nel consumare il prodotto proveniente da aborti, ma anche nel favorire il perpetuarsi di tale pratica.

 

Non si capisce come si avrebbe il dovere (a detta del Vaticano stesso) di lottare attivamente contro tali produzioni, senza dover prendere anche il principale e fondamentale strumento per farlo, cioè il rifiutarne la somministrazione.

Non si capisce come si avrebbe il dovere (a detta del Vaticano stesso) di lottare attivamente contro tali produzioni, senza dover prendere anche il principale e fondamentale strumento per farlo, cioè il rifiutarne la somministrazione

 

Aspettiamo con ansia che tutti gli strenui «difensori della vita» non solo comprendano questo tutto sommato semplicissimo concetto, ma diano anche esempio di coerenza — facta, non verba — opponendosi concretamente alla produzione di simili vaccini. 

 

Tuttavia siamo certi che non lo faranno mai, poiché farlo significherebbe rifiutare totalmente i vaccini stessi, opponendosi all’offerta — e quindi alla produzione — attraverso  il rifiuto dell’inoculazione e della stessa loro funzione sul mercato farmaceutico. 

 

 

Cristiano Lugli 

Alessandro Corsini 

 

 

 

 

 

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Bioetica

Ricerche sui feti: università americana assume un investigatore indipendente

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

Per mesi l’Università di Pittsburgh è stata messa sotto pressione da gruppi pro-vita per i suoi programmi di ricerca sui tessuti fetali. Ci sono state accuse secondo cui gli scienziati di UPitt hanno prelevato i reni di bambini non ancora nati mentre i loro cuori stavano ancora battendo.

 

L’Università ha negato con fermezza ogni addebito.

 

Ci sono state accuse secondo cui gli scienziati di UPitt hanno prelevato i reni di bambini non ancora nati mentre i loro cuori stavano ancora battendo

«Come abbiamo ripetutamente notato, l’Università di Pittsburgh non esegue procedure mediche e non fa parte del processo di raccolta dei tessuti», ha detto a Fox News ad agosto David Seldin, vice cancelliere di Pitt per la stampa.

 

«Tutta la ricerca dell’Università è strettamente controllata per garantire il rispetto di leggi e regolamenti federali e statali rigorosi e rigorosi».

 

All’inizio di questo mese l’Università ha compiuto l’insolita iniziativa di assumere un investigatore esterno per dimostrare che le sue pratiche di ricerca rientrano nei limiti della legge. Ha assunto  uno studio legale rispettato di Washington DC, Hyman Phelps & McNamara.

 

«La ricerca sui tessuti fetali è soggetta a solidi controlli interni a Pitt e altamente regolamentata a livello statale e federale», ha affermato una dichiarazione dell’UPitt.

 

«L’Università conduce regolarmente revisioni per garantire che le sue attività di ricerca – in tutte le aree di ricerca — siano conformi alle politiche interne e a tutte le leggi federali e statali pertinenti».

Un deputato statale repubblicano ha dichiarato di non voler spendere i soldi dei contribuenti per un’università che commette atrocità «deplorevoli, grottesche e moralmente offensive» in nome della ricerca sui bambini abortiti

 

La ricerca sui tessuti fetali è diventata un parafulmine per le controversie politiche.

 

Secondo il Pittsburgh Post-Gazette, un deputato statale repubblicano ha dichiarato di non voler spendere i soldi dei contribuenti per un’università che commette atrocità «deplorevoli, grottesche e moralmente offensive» in nome della ricerca sui bambini abortiti. La sua reazione ha ricalcato le accuse mosse contro l’Università.

 

«Di fronte a un’implacabile raffica di attacchi senza fondamento, l’Università di Pittsburgh sta combattendo le bugie in malafede con apertura e onestà», ha affermato Dan Frankel, rappresentante del governatore dello stato nel consiglio di amministrazione di UPitt.

 

«Ho piena fiducia che la scuola si dimostrerà ciò che è sempre stata: un campione per la scienza e la ricerca».

 

 

Michael Cook

Direttore di Bioedge

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Linee cellulari

Slide «satanica» nel Powepoint dell’esercito USA per promuovere il vaccino

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Il giornalista di Fox News Tucker Carlson ha rivelato lunedì una bizzarra slide di un Power Point presentato ai membri del servizio dell’esercito degli Stati Uniti per farsi vaccinare.

 

La slide chiede, supponiamo con ironia, «quanti bambini sono stati sacrificati a Satana per il vaccino?» prima di affermare che solo tre persone sono morte per effetti collaterali, e poi elencare i «principi del satanismo» presi direttamente dal sito web del «tempio del satanismo».

 

Sulla diapositiva hanno messo pure il dipinto del Sabba di Francesco Goya, spesso usato anche in articoli sul tema da Renovatio 21.

 

L’esercito ha ammesso che la diapositiva è stata mostrata ai membri del servizio, ma afferma che non è stata approvata dalla leadership.

 

 

«Quindi qui abbiamo l’esercito degli Stati Uniti che fa le pubbliche relazioni per il satanismo», ha osservato Carlson, aggiungendo che «il resto della presentazione è meno scioccante ma assolutamente scadente e disonesto», per esempio essa «afferma falsamente che solo tre persone sono morte per aver preso il vaccino COVID. I rapporti raccolti dall’amministrazione Biden indicano che il numero è in realtà nell’ordine delle migliaia».

 

Dobbiamo aggiungere qualcosa.

 

Renovatio 21 è da sempre in prima linea nell’affermare che il sacrificio umano – esattamente come quello previsto dai paganesimi satanici – sia curiosamente alla base dell’industria vaccinale. Parliamo, ovviamente, delle linee cellulari da feto abortito sulle quali (e in alcuni casi, con le quali) vengono progettati e prodotti molti vaccini – nel caso dei supposti vaccini anti-COVID, la totalità di essi è derivata da linee cellulari provenienti da un bambino innocente estratto dal grembo materno e squartato vivo. Ripetiamo: squartato vivo.

 

Il tema della relazione tra i vaccini e la stregoneria è meno tenue di quello che si immagina.

 

Prendete, per esempio,  il Malleus Maleficarum, manuale degli inquisitori, pubblicato nel 1486.

 

«L’inquisitore di Como, di cui si fa menzione altrove – scrive il libro – ci ha raccontato che per questo motivo era stato chiamato a fare l’inquisitore tra gli abitanti della contea di Burbia. Infatti, un tale, cui era stato rapito un bambino dalla culla, mentre spiava un convegno notturno di donne, aveva visto e constatato che il bambino veniva ucciso e divorato, dopo che ne era stato bevuto il sangue».

 

In vari altri punti del Malleus le streghe sono considerate, per riassumere, come grandi mammane, che provocano aborti per poi farne pozioni. Considerando l’interesse cresciuto negli ultimi trenta anni sulle staminali embrionali, potrebbero aver avuto le loro ragioni, le stesse che la scienza moderna – che infine mostra di essere immorale, diabolica, stregonesca – espleta nei suoi laboratori di morte.

 

È significativo che, sia pur scherzando (si spera…) anche l’esercito USA, oramai ridotto a riserva bidenista LGBTQ friendly e anti-uomo bianco, lo riconosca.

 

 

 

 

PER APPROFONDIRE

Abbiamo parlato di

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Immagine screenshot da Twitter

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«Ecco il prezzo della verità sul vaccino contro il COVID-19»: Lettera di Mons. Schneider ai lavoratori obbligati al vaccino

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Renovatio 21 pubblica questa lettera di Monsignor Athanasius Schneider apparsa sulla testata americana The Remnant.

 

 

 

 

Oggi saluto tutti quei lavoratori che proprio in quest’ora sono costretti a scegliere tra mantenere il proprio posto di lavoro e farsi vaccinare contro il COVID-19 o essere licenziati per non aver fatto il vaccino.

 

Con questa breve lettera metto un po’ di incoraggiamento nelle vostre prove. La Confraternita di Nostra Signora di Fatima può offrire anche un’esenzione religiosa.

 

Alcuni di voi hanno già pagato il prezzo della verità sul vaccino contro il COVID-19 e sul suo nesso causale con l’aborto.

 

Sono profondamente toccato dalla testimonianza di una signora negli Stati Uniti che scrive:

 

«Oggi è stato il mio ultimo giorno per impacchettare il resto delle mie cose. Dato che non avrei fatto il vaccino, mi è stato detto di partire venerdì scorso. Hanno chiamato e mi hanno chiesto di riordinare la mia scrivania e hanno detto che oggi sarebbe stato il mio ultimo giorno. Il mio capo spera che cederò, mi farò vaccinare e tornerò. Sono estremamente triste».

 

«Oggi fai le valigie dal tuo posto di lavoro, e mentre fai le valigie, il tuo tesoro viene trasferito nella stanza che Gesù ti ha già preparato nel Regno dei Cieli»

Sono commosso dalla testimonianza di questa donna. Le direi: «Oggi fai le valigie dal tuo posto di lavoro, e mentre fai le valigie, il tuo tesoro viene trasferito nella stanza che Gesù ti ha già preparato nel Regno dei Cieli».

 

Ci sono migliaia e migliaia di cattolici come lei che hanno il coraggio di scegliere Cristo e che non getteranno un pizzico di incenso a Cesare, proprio come i primissimi cattolici dell’antichità.

 

Incoraggio tutti voi ad attenervi alla vostra convinzione e alla vostra fedeltà a Cristo.

 

Le sofferenze e le perdite che dovrete sopportare sono minuscole se paragonate alla ricompensa che Dio ha preparato per voi in cielo.

 

Ci sono migliaia e migliaia di cattolici che hanno il coraggio di scegliere Cristo e che non getteranno un pizzico di incenso a Cesare, proprio come i primissimi cattolici dell’antichità

«Ritengo infatti che le sofferenze di questo tempo non siano degne di essere paragonate alla gloria futura, che sarà rivelata in noi». (Lettera ai Romani 8, 18)

 

Vi esorto a continuare su questa strada che avete scelto di testimoniare la verità che la vita non ancora nata è sacra e che il traffico di parti del corpo fetale è un’industria malvagia che invoca Dio Onnipotente per la Sua giustizia!

 

Mentre cercate il Suo Regno, prima e soprattutto, credete che esso vi sarà dato.

 

Gesù e Maria apriranno nuove strade per provvedere alle vostre famiglie.

 

Miei cari fratelli e sorelle, questi sono i prezzi che sapevamo di dover sempre pagare per essere fedeli a Gesù Cristo

Esorto e incoraggio anche i fedeli laici dotati di mezzi a intervenire e ad aiutare i vostri confratelli cattolici a trovare un nuovo lavoro significativo.

 

Miei cari fratelli e sorelle, questi sono i prezzi che sapevamo di dover sempre pagare per essere fedeli a Gesù Cristo.

 

E ora proprio a quest’ora viene richiesto il pagamento e quindi dobbiamo pregare per superare la prova ed essere fedeli al Signore Gesù.

 

Do a tutti voi l’abbondante benedizione di Dio!

 

 

+ Athanasius Schneider
Vescovo ausiliare di Astana, Kazakistan

 

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