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Vaccini e feti abortiti, il peccato di scandalo (e una domanda)

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«Ai fedeli e ai cittadini di retta coscienza (padri famiglia, medici, ecc.) spetta di opporsi, anche con l’obiezione di coscienza, ai sempre più diffusi attentati contro la vita e alla “Cultura della Morte” che li sostiene. E da questo punto di vista, l’uso di vaccini la cui produzione è collegata all’aborto provocato costituisce almeno una cooperazione materiale passiva mediata remota all’aborto, e una cooperazione materiale passiva immediata alla loro commercializzazione. Inoltre, sul piano culturale, l’uso di tali vaccini contribuisce a creare un consenso sociale generalizzato all’operato delle industrie farmaceutiche che li producono in modo immorale».

 

Con queste parole si avviava alla conclusione il documento emesso nel 2005 dalla Pontificia Accademia per la Vita, uno fra i più citati, in ambiente cattolico, per tirare da una parte all’altra della giacca la Chiesa sulla questione morale legata ai vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti.

«Ai fedeli e ai cittadini di retta coscienza (padri famiglia, medici, ecc.) spetta di opporsi, anche con l’obiezione di coscienza, ai sempre più diffusi attentati contro la vita e alla “Cultura della Morte” che li sostiene. E da questo punto di vista, l’uso di vaccini la cui produzione è collegata all’aborto provocato costituisce almeno una cooperazione materiale passiva mediata remota all’aborto»

 

Questo è possibile per il semplice fatto che, come più volte abbiamo avuto modo di dire dalle colonne di Renovatio 21, il documento è per sua stessa natura ambiguo. Come ambigui sono praticamente tutti i pronunciamenti della chiesa conciliare anche se molti, specie in ambiente cattolico tradizionalista, paiono averlo dimenticato per avere qualcosa al quale appellarsi per rendere virtù alla posizione «iper-vaccinista» dell’ora presente.

 

Passando oltre, senza considerare il penoso pronunciamento della PAV nel 2017 — pronunciamento avvenuto precisamente il 31 luglio 2017, guarda caso lo stesso giorno dell’approvazione della cosiddetta Legge Lorenzin in materia di vaccinazioni — arriviamo al dicembre del 2020, con il documento emesso questa volta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. 

 

All’interno di esso leggiamo un interessante passaggio: 

 

«Infatti, l’uso lecito di tali vaccini non comporta e non deve comportare in alcun modo un’approvazione morale dell’utilizzo di linee cellulari procedenti da feti abortiti. Si chiede, quindi, sia alle aziende farmaceutiche che alle agenzie sanitarie governative, di produrre, approvare, distribuire e offrire vaccini eticamente accettabili che non creino problemi di coscienza, né agli operatori sanitari, né ai vaccinandi stessi»

 

Dai due passaggi sopracitati — 2005, PAV; 2020, CDF — emerge un evidente sentire comune, di per sé assolutamente giusto: la condanna alla produzione di vaccini eticamente inaccettabili. 

 

Cos’ha fatto, cosa sta facendo o cosa ha intenzione di fare chi condanna la produzione di tali vaccini per far sì che essa cessi? Quali azioni concrete di protesta, di ostracismi vari o di boicottaggio sono messe in atto per fermare un tale crimine che tutti sembrerebbero voler condannare all’unanimità?

Questo sentire comune, allo stesso tempo, sembra essere espresso anche da quegli ambienti cattolici che da un anno a questa parte circa hanno preso una posizione più che favorevole all’utilizzo dei vaccini, specie quelli anti-COVID per arginare una presunta quanto poco realistica «pandemia». 

 

La domanda, perciò,  è di vitale importanza per analizzare e conseguente comprendere la questione che si pone nella sua completezza: cos’ha fatto, cosa sta facendo o cosa ha intenzione di fare chi condanna la produzione di tali vaccini per far sì che essa cessi? Quali azioni concrete di protesta, di ostracismi vari o di boicottaggio sono messe in atto per fermare un tale crimine che tutti sembrerebbero voler condannare all’unanimità? Anche chi ritiene il vaccino di origine fetale «lecito» in casi particolari (ricordiamo che nemmeno la lettera dei documenti vaticani lo ritiene sempre e comunque lecito), una volta affermata questa sua posizione, dovrebbe spendersi quantomeno in favore di rimedi alternativi, impegnandosi in campagne contro tale genere di produzione.

 

Sembra invece che l’unica campagna che interessi i cattolici «ultravax» sia quella per convincere i recalcitranti alla vaccinazione.

 

La risposta è molto semplice: nessuno, quantomeno in Italia, dagli apici della Chiesa ai circoli e circoletti intellettuali ha mai preso qualche decisione concreta per contrastare questo fenomeno di Morte. 

 

Predicano e fingono anzi di condannare l’abominio dell’aborto, ma sono parte della stessa filiera di Morte.

Sembra invece che l’unica campagna che interessi i cattolici «ultravax» sia quella per convincere i recalcitranti alla vaccinazione.

 

Prendiamo dall’Enciclopedia Treccani la definizione precisa di «filiera»:

 

«Filiera – Sequenza delle lavorazioni, effettuate in successione, al fine di trasformare le materie prime in un prodotto finito (…). Una f. si riferisce normalmente a uno specifico prodotto, ossia al sistema delle attività economiche legate tra loro lungo tutte le fasi di trasformazione, realizzazione e distribuzione di un particolare bene».

 

Già la definizione della Treccani ci sembra delineare palesi analogie con la catena infernale di produzione dei vaccini derivanti da aborti procurati ma, essendo gli autori del presente articolo particolarmente distanti da un certo mondo «intellettuale», per spiegare e far comprendere il concetto di filiera a coloro che in malafede o per ignoranza voltano lo sguardo dall’altra parte a dispetto dell’evidenza, preferiremmo rifarci ad un esempio decisamente più «terra a terra», comprensibile persino all’animo puro e ingenuo di un bambino: un grandissimo cantante italiano — che preferiamo all’italo-spagnolo Miguel Bosé — Sergio Endrigo, con il suo intramontabile pezzo «Ci vuole un fiore», pubblicato nell’ottobre del 1974.

«Per fare un vaccinato (magari “cattolico” e “prolife”) ci vuole un vaccino / Per farsi un vaccino ci vuole chi lo inocula / Per fare chi lo inocula ci vuole chi lo vende / Per fare chi lo vende ci vuole chi lo produce /  Per fare chi lo produce ci vuole il tessuto umano da cui ricavare le linee cellulari / Per avere i tessuti umani ci vogliono molti aborti volontari “utili” alla causa / Per fare un vaccinato, quindi, ci vogliono molti aborti…»

 

Il motivo della famosissima canzone è semplice ed orecchiabile: «Le cose d’ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare / Per fare un tavolo ci vuole il legno /Per fare il legno ci vuole l’albero / Per fare l’albero ci vuole il seme / Per fare il seme ci vuole il frutto / Per fare il frutto ci vuole il fiore / Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore / Per fare un tavolo ci vuole un fiore»

 

È proprio così, bisogna saper guardare ed ascoltare ciò che sta dietro alle cose, non accontentandosi di accettarne passivamente il significato che il canto delle sirene del mondo vuol farci credere.

 

Se in modo quasi irriverente sostituissimo le parole della canzone con altre, caratterizzanti la cosiddetta filiera di Necrocultura che sorregge il castello di carta dei vaccini, ne ricaveremmo un altrettanto illuminante racconto:

 

«Per fare un vaccinato (magari “cattolico” e “prolife”) ci vuole un vaccino / Per farsi un vaccino ci vuole chi lo inocula / Per fare chi lo inocula ci vuole chi lo vende / Per fare chi lo vende ci vuole chi lo produce /  Per fare chi lo produce ci vuole il tessuto umano da cui ricavare le linee cellulari / Per avere i tessuti umani ci vogliono molti aborti volontari “utili” alla causa / Per fare un vaccinato, quindi, ci vogliono molti aborti…»

 

A molti potrebbe sembrare un discorso semplicistico, ma riteniamo che i fatti siano in effetti molto semplici ed evidenti: se non volessi veramente gli aborti all’origine della catena, se non volessi la dannazione eterna di molte persone all’interno della filiera a causa della loro complicità a questo orrendo crimine, l’unica arma nelle mie mani, nel mio piccolo, per combattere con i fatti questo sistema sarebbe senza ombra di dubbio il rifiuto categorico e la resistenza — anche eroica, se il Signore me lo dovesse chiedere.

 

I nostri «cattoliconi» benpensanti, infatti, da una parte li condannano perché «produttori» di vaccini insanguinati da un crimine gravissimo, dall’altra risultano essere il primo motore delle loro azioni efferate, incentivandone la produzione stessa, diventando i veri e propri consumatori

In caso contrario, evidentemente, oltre ad essere complice e, in fin dei conti, la causa vera dell’aborto procurato originario, sarei, secondo la morale cristiana, fonte di evidente scandalo nei confronti di molti miei fratelli coinvolti nella filiera. I nostri «cattoliconi» benpensanti, infatti, da una parte li condannano perché «produttori» di vaccini insanguinati da un crimine gravissimo, dall’altra risultano essere il primo motore delle loro azioni efferate, incentivandone la produzione stessa, diventando i veri e propri consumatori.

 

Chiedere qualcosa che non può essere fatto senza peccato da parte di chi dà non può essere mai lecito, quando il peccato viene dalla cosa stessa che è richiesta, e non dalla cattiveria personale di chi dà. 

 

Questo è lo scandalo in senso stretto: non tanto e non solo, come popolarmente si intende, un cattivo esempio pubblico, ma anche semplicemente indurre un altro a peccare o a restare nel suo peccato. I prodotti provenienti da aborti esistono solo grazie agli aborti compiuti: non possono essere realizzati senza questo crimine iniziale. Quindi non possono essere richiesti senza approvare quel peccato iniziale. 

 

L’illiceità della produzione da linee fetali non viene da una malizia del produttore, nel qual caso una causa proporzionata mi scuserebbe dal peccato di scandalo (se io compro il caffè da uno sfruttatore, la malizia è di chi produce in quel modo, non dal prodotto che in sé può essere realizzato altrimenti): viene dal prodotto come tale, intrinsecamente cattivo, e quindi inaccettabile. Richiederlo quindi è sempre illecito. 

Questo è lo scandalo in senso stretto: non tanto e non solo, come popolarmente si intende, un cattivo esempio pubblico, ma anche semplicemente indurre un altro a peccare o a restare nel suo peccato

 

Non si capisce per quale passaggio logico possa essere illecito e peccaminoso produrre da linee cellulari umane (come ammette lo stesso Vaticano, lo abbiamo visto), e invece lecito consumare tali prodotti, almeno in alcuni casi. Il discorso della causa proporzionata e della cooperazione materiale non regge in questo caso, perché è indiscutibile principio morale che non sia mai lecito chiedere ciò che non può essere dato senza peccato da chi dà, quando l’opera richiesta è intrinsecamente cattiva. Quel discorso della causa sufficiente vale solo quando la cattiveria di ciò che è richiesto viene dalla malizia di chi dà, non dalla cosa richiesta.

 

Del resto lo scandalo (nel senso che abbiamo visto) non sta solo nel consumare il prodotto proveniente da aborti, ma anche nel favorire il perpetuarsi di tale pratica.

 

Non si capisce come si avrebbe il dovere (a detta del Vaticano stesso) di lottare attivamente contro tali produzioni, senza dover prendere anche il principale e fondamentale strumento per farlo, cioè il rifiutarne la somministrazione.

Non si capisce come si avrebbe il dovere (a detta del Vaticano stesso) di lottare attivamente contro tali produzioni, senza dover prendere anche il principale e fondamentale strumento per farlo, cioè il rifiutarne la somministrazione

 

Aspettiamo con ansia che tutti gli strenui «difensori della vita» non solo comprendano questo tutto sommato semplicissimo concetto, ma diano anche esempio di coerenza — facta, non verba — opponendosi concretamente alla produzione di simili vaccini. 

 

Tuttavia siamo certi che non lo faranno mai, poiché farlo significherebbe rifiutare totalmente i vaccini stessi, opponendosi all’offerta — e quindi alla produzione — attraverso  il rifiuto dell’inoculazione e della stessa loro funzione sul mercato farmaceutico. 

 

 

Cristiano Lugli 

Alessandro Corsini 

 

 

 

 

 

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Il giudice Thomas ricorda che i vaccini utilizzano linee cellulari di feto abortito

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Giovedì, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di ascoltare un caso sulla libertà religiosa e all’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari di New York.

 

Due dei giudici incaricati dell’ex presidente Donald Trump alla Corte Suprema sembrano aver concordato con i giudici progressisti nel respingere il caso, consentendo all’obbligo neoeboraceno di rimanere in piedi, mentre Clarence Thomas e gli altri giudici conservatori Samuel Alito e Neil Gorsuch sono indicati come dissenzienti dalla decisione.

 

Nel suo dissenso, Thomas ha riassunto la controversia in quanto i firmatari «si opponevano per motivi religiosi a tutti i vaccini COVID-19 disponibili perché sono stati sviluppati utilizzando linee cellulari derivate da bambini abortiti».

 

Thomas sostiene nel parere che la corte avrebbe dovuto accogliere una petizione per aprire alla piena deliberazione la questione se un mandato come quello di New York possa mai essere neutrale o generalmente applicabile se non esenta la condotta religiosa ma consente una condotta secolare, come esenzioni mediche.

 

Lo Stato consente una stretta esenzione medica per coloro che sono altamente allergici al vaccino COVID-19.

 

«Poiché affronterei questo problema ora nel corso ordinario, prima che la prossima crisi ci costringa di nuovo a decidere complesse questioni legali in una posizione di emergenza, dissento rispettosamente», scrive Thomas nel suo dissenso.

 

È impressionante notare come le parole di Thomas siano state considerate dai media mainstream come delle fandonie degne di essere canzonate.

Quella linea è diventata un punto focale per la presa in giro da parte di diversi media. Alcune testate come  Politico, Business Insider e NBC News , hanno suggerito che Thomas stesse promuovendo disinformazione o affermazioni «fuorvianti».

 

La NBC è arrivata ad affermare che Thomas «ha espresso sostegno giovedì per un’affermazione smentita secondo cui tutti i vaccini COVID sono prodotti con cellule di “bambini abortiti”». Da chi sia stata smentita quest’affermazione, vorremmo saperlo – i bugiardini dicono altro…

 

Come noto, anche dalla tabella pubblicata da Renovatio 21, i vaccini Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson hanno utilizzato tutti cellule fetali abortite durante la fase di test dei loro vaccini; e Johnson & Johnson hanno utilizzato le celle anche durante le fasi di progettazione, sviluppo e produzione.

 

 

La questione dell’uso di cellule di feto abortito nella produzione dei vaccini non è disputabile – e quindi tutte le grandi testate che affermano il contrario diffondo loro le fake news.

 

Notiamo, in un raro e inaspettato caso di obiettività, che anche il famoso fact-checker di sinistra Snopes ha riconosciutoe che il giudice «Thomas non ha affermato che i vaccini COVID-19 contengono cellule fetali abortite» e «la sua affermazione che tali linee cellulari sono state utilizzate nello sviluppo di COVID- 19 vaccini è accurata».

 

Ricordiamo infine che, qualora l’obiezione sia che questi vaccini abbiano utilizzato cellule di feto abortito solo in fase di progetto e di test e quindi non contegano il materiale umano, la questione morale non cambia di una virgola: se un vaccino ha utilizzato le linee cellulari di un feto abortito «solo» nella ricerca e nello sviluppo o nelle fasi di post-produzione, senza quindi inserire la linea cellulare nel prodotto finito rimane ugualmente immorale.

 

Tanto più che, invece, già da molto prima del COVID sono esistiti vaccini che contengono le cellule di feto umano abortito.

 

Riguardo all’uso delle line cellulari nei vaccini non-COVID (quindi, anche i vaccini pediatrici obbligatori per mandare a scuola i vostri bambini), ecco la lista compilata da Renovatio 21 con l’associazione CORVELVA.

 

 

Potete scaricare queste due liste nel documento pdf che carichiamo sul sito.

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Gli anticorpi monoclonali Bebtelovimab e le linee cellulari di feto abortito

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Renovatio 21 traduce questo articolo su gentile concessione del sito di Children of God for Life.

 

La nostra pagina delle domande frequenti è stata aggiornata con le informazioni su un anticorpo monoclonale recentemente autorizzato, sviluppato da Eli Lilly.

 

Come tanti altri, questo anticorpo monoclonale deve la sua esistenza al continuo sfruttamento dei bambini abortiti.

 

Quello che segue è il testo delle FAQ e un collegamento alla pubblicazione che descrive il processo di sviluppo associato a Bebtelovimab:

 

 

Bebtelovimab – Il codice biologico è LY-CoV1404.

 

Questo anticorpo monoclonale recentemente autorizzato si basava su una serie di adattamenti della linea cellulare HEK-293 durante tutto il processo di sviluppo.

 

Sono state utilizzate linee cellulari Expi293, HEK-293T, 293T-ACE2 e 293 flpin-TMPRSS2-ACE2, insieme a linee cellulari di insetti, CHO (ovaia di criceto cinese) e diversi adattamenti di cellule di primati non umani Vero-6.

 

Questa pubblicazione in ScienceDirect descrive in dettaglio l’uso delle varie linee cellulari.

 

 

Jose Trasancos

CEO Children of God for Life

 

 

 

Renovatio 21 pubblica questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

 

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Corbevax, Covaxin e Novavax usano linee cellulari di feto abortito?

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Renovatio 21 traduce questo articolo su gentile concessione del sito di Children of God for Life. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Questi candidati al vaccino sono stati sui giornali di recente e abbiamo ricevuto una serie di richieste in merito alla loro etica e alla potenziale disponibilità. Affrontiamo queste domande.

 

 

Corbevax

Corbevax ha fatto notizia alla fine di dicembre dello scorso anno, dopo la sua approvazione per l’uso in India.

 

Questo candidato al vaccino è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori del Texas Children’s Hospital e del Baylor College of Medicine, applicando tecnologie più tradizionali a base di proteine ​​e ponendo l’accento sulla produzione e lo stoccaggio semplici ed economici.

 

In particolare, questo vaccino è l’equivalente medicinale di «open source», consentendo a qualsiasi produttore di produrre il vaccino senza alcun brevetto o limitazione di licenza. Leggi il comunicato stampa del Texas Children’s Hospital qui

.

Le prime indicazioni erano che Corbevax fosse ricercato, sviluppato e testato eticamente, senza alcun collegamento con l’aborto. Il team di ricerca non ha utilizzato direttamente linee cellulari fetali abortite nei processi di sviluppo e test; tuttavia, un’approfondita revisione della letteratura ha rivelato l’uso di due prodotti biologici che sono prodotti in linee cellulari fetali abortite.

 

La proteina ACE-2 umana di LakePharma (riferimento n. 46672) è stata utilizzata in un test funzionale in vitro , descritto nella Sezione 2.8, Materiali e metodi, in questa pubblicazione ScienceDirect. Questo prodotto biologico è fatto in linee cellulari HEK-293 o in linee cellulari CHO (ovaio di criceto cinese).

 

Nella sezione 2.3, Materiali e metodi, il documento descrive anche la valutazione di tre diversi domini di legame del recettore (RBD) e la loro interazione con il recettore ACE-2. In questa valutazione è stato utilizzato un anticorpo monoclonale di SinoBiological. Questo anticorpo è espresso nelle linee cellulari HEK-293.

 

È giunto il momento di applicare il «se non» i test in quanto si riferisce all’etica di Corbevax.

 

La prima procedura menzionata era essenziale per lo sviluppo di questo vaccino. Lo scopo di un test funzionale è determinare se il materiale funziona o meno, in modo simile a garantire che una riga di codice del computer esegua l’operazione desiderata.

 

La seconda procedura è meno chiara in termini di necessità, in quanto diversi vaccini, compresi i due che sono autorizzati e approvati per l’uso negli Stati Uniti, sono stati sviluppati senza utilizzare tale procedura, ma resta il fatto che il gruppo di ricerca ha progettato ed eseguito il procedura come parte dello sviluppo del vaccino.

 

Si noti che le caratteristiche dei materiali utilizzati in questi test sono ben comprese dalle persone che li utilizzano e l’importanza di queste caratteristiche è sottolineata dalle informazioni di supporto messe a disposizione dai fornitori, «Se non» trova una risposta definitiva da queste procedure descritte in letteratura e viene stabilito un grado di compromesso etico.

 

Il vaccino non sarebbe qui «se non» per la dipendenza dall’aborto.

 

 

Novavax

Novavax si ritrova al centro di alcune polemiche.

 

Un articolo pubblicato su Science nell’ottobre del 2020 descrive chiaramente una valutazione della glicosilazione, confrontando le proteine ​​spike prodotte nelle linee cellulari di insetti Sf9 e quelle prodotte nelle linee cellulari fetali abortite, ovvero le cellule HEK-293F.

 

I metodi impiegati fanno riferimento a questa pubblicazione del National Center for Biotechnology Information che descrive in dettaglio il processo di valutazione della glicosilazione, sebbene l’applicazione specifica non fosse il vaccino Novavax SARS-CoV-2.

 

L’uso di linee cellulari fetali abortite è chiaro e non ambiguo in questa pubblicazione.

 

Novavax, tuttavia, ha affermato che la loro valutazione della glicosilazione non ha fatto uso di linee cellulari fetali abortite, né in alcun altro modo nello sviluppo e/o nella sperimentazione del loro candidato al vaccino. La confusione abbonda.

 

La letteratura descrive chiaramente una valutazione eseguita dal team di sviluppo Novavax e la descrizione si riferisce alle linee cellulari HEK-293. I metodi specifici impiegati sono citati in una pubblicazione citata e l’uso di linee cellulari fetali abortite è descritto in dettaglio in questo documento.

 

Diventa ancora meglio. Abbiamo riscontrato argomentazioni provenienti da diverse fonti, ciascuna delle quali affermava che il documento pubblicato su Science rifletteva il prodotto del lavoro di una terza parte indipendente, lo Scripps Research Institute, con sede a La Jolla, in California, senza affiliazione o coinvolgimento con Novavax.

 

Questo punto di contesa viene facilmente messo a tacere. Sei degli autori del documento sono impiegati da Novavax e Novavax è stato elencato tra le organizzazioni di finanziamento della ricerca, insieme al NIAID e alla Bill and Melinda Gates Foundation. Quindi, Novavax ha fornito finanziamenti e i loro cuochi erano in cucina. Fatto.

 

Ecco a che punto siamo con Novavax: ciò che è stato pubblicato sembra chiaro, in quanto le linee cellulari fetali abortite sono state utilizzate per valutare la glicosilazione delle proteine ​​​​spike prodotte da Sf9 rispetto alle proteine ​​​​prodotte in HEK-293.

 

Novavax dice il contrario. Spetta a loro portare chiarezza cristallina su questo, e fino a quando ciò non sarà fatto, ci rimetteremo a ciò che è stato pubblicato su riviste sottoposte a revisione paritaria. Dopotutto, questo è ciò che gli scienziati hanno scritto.

 

 

Covaxin

Ora, per Covaxin. Abbiamo esaminato Covaxin molto da vicino e non abbiamo trovato alcuna associazione diretta o indiretta con l’aborto.

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha concesso l’autorizzazione di emergenza a questo vaccino il 3 novembre 2021.

 

Ora è disponibile in 17 paesi, incluso il Messico. Covaxin ha presentato una domanda investigativa per nuovi farmaci per la piena approvazione (non EUA) nell’ottobre del 2021 e tale domanda è pendente dinanzi alla FDA.

 

Quando possiamo aspettarci l’approvazione? Forse possiamo dedurre una risposta da quanto segue:

 

  • La FDA ha respinto la domanda originale di Bharat BioTech per l’autorizzazione all’uso di emergenza nel giugno del 2021 indicando, in parte, che sarebbero necessari dati di studi clinici più solidi. La FDA ha suggerito una domanda di approvazione completa in un secondo momento.

 

  • Il dottor Anthony Fauci ha detto quanto segue durante un’intervista al programma Morning in America ​​di NewsNation, quando gli è stato chiesto dell’INDA di Covaxin: «Abbiamo abbastanza vaccini, i migliori vaccini disponibili, negli Stati Uniti». . . «Sono perplesso da questa domanda. Abbiamo più vaccini di quelli di cui abbiamo bisogno in questo momento. Abbiamo solo bisogno che le persone vengano vaccinate con i vaccini che abbiamo. I vaccini mRNA sono vaccini desiderati da tutti gli altri nel mondo. Quindi, abbiamo ciò di cui abbiamo bisogno; dobbiamo usarlo». Il dottor Fauci ha chiuso l’intervista con questo: «Non abbiamo bisogno di un altro vaccino».

 

  • Bharat BioTech ha presentato una domanda investigativa per nuovi farmaci (non una domanda per l’uso di emergenza) per Covaxin il 27 ottobre 2021. Il 26 novembre 2021 la FDA ha emesso una sospensione clinica, citando carenze nei dati presentati a sostegno della domanda.

 

  • La sospensione clinica della FDA è stata revocata il 18 febbraio 2022. Ciò significa che il processo di revisione può riprendere.

 

  • Ci sono due vaccini approvati in questo momento: Comirnaty di Pfizer e Spikevax di Moderna. L’autorizzazione di emergenza non è più possibile dal punto di vista legale.

 

Se dovessi valutare, direi che l’applicazione di Covaxin languirà per un bel po’ di tempo. Ora che le nuove infezioni sono diminuite in modo significativo e i cicli di notizie si stanno notevolmente allontanando da COVID-19 tutto il giorno/ogni giorno, non mi piacciono le possibilità di Covaxin se considero la politica di tutto questo.

 

Ne abbiamo discusso con altre organizzazioni e questa sembra essere la conclusione prevalente. Vedi il secondo punto elenco sopra. Ciò potrebbe essere più significativo dell’osservazione legale fatta nell’ultimo punto elenco.

 

 

Jose Trasancos

CEO Children of God for Life

 

 

 

Renovatio 21 pubblica questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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