Vaccini
Cellule fetali nei vaccini, casca Lopalco
Renovatio 21 ha letto l’articolo pubblicato sul sito di Cattivi Scienziati, diretto dal Prof. Enrico Bucci – un prof. sulla cui cattedra il Fatto ha avanzato alcuni dubb titolato «Di vaccini, feti e nanoparticelle di wolframio e di Tungsteno». Firmano in tre: il prof. Luigi Lopalco, il Prof. Pellegrino Conte e lo stesso Prof. Enrico Bucci,
L’articolo s’incentra su di un forte attacco diretto ai ricercatori Gatti e Montanari. Fino a qui nulla di strano, visto che chi sta scomodo, solitamente, viene attaccato. Niente di strano anche ripensando al fatto che, dopo il notevole scivolone finito sui quotidiani nazionali (avrebbe dichiarato che in una conferenza pubblica che «i vaccini vengono sperimentati per anni su bambini volontari»), il Prof. Lopalco potrebbe avere ancora voglia, scusate il giuoco di parole, di continuare a stare sul palco.
C’è da capirlo. Il Dott. Montanari, in effetti, si è burlato parecchio dello scivolone del Lopalco, che nel cuore dei vaccinisti italici è secondo solo a Sua Maestà Burioni. Detto questo, l’articolo vergato dai Tre sembrava effettivamente esser qualcosa di più mirato rispetto al solito. Parrebbe, per usare un termine entrato nei giornali di prepotenza negli ultimi anni, una sorta di dossieraggio (gli anglofoni dicono doxing) atto a gettare fango. Conoscete il ruolino di marcia: ecco che appare una foto che dimostra l’incoerenza del «dossierato», ecco un documento che potrebbe indicare uno scheletro nell’armadio…
Il fine, se non lo avete capito, non è solo attaccare Montanari, ma mettere in discussione l’evento che Renovatio 21 organizzerà il prossimo 13 marzo a Roma
Il fine, se non lo avete capito, non è solo attaccare Montanari, ma mettere in discussione l’evento che Renovatio 21 organizzerà il prossimo 13 marzo a Roma, dove interveranno, tra gli altri, S.E. il cardinale Raymond Leo Burke e la ricercatrice americana – unica al mondo per la sua conoscenza sull’uso di linee cellulari di aborto nei vaccini – Theresa Deisher.
Per chi ha avuto dubbi, diciamo subito che ci è bastato poco rimettere le cose al proprio posto e per capire che le carte servite in tavola dal «Trio vaccino» sono state mescolate non solo poco, ma anche male. Questo lo vedremo direttamente nell’intervista che abbiamo voluto fare qui al Dott. Montanari, (e non nascondiamo che, di primo acchito, anche noi siamo stati colpiti dalle accuse avanzate ai due ricercatori).
Intanto, però, vorremmo precisare noi qualche inesattezza venuta fuori nell’articolo a firma di Lopalco, Bucci e Conte.
Perché, se è vero che loro si intendono di scienza, è altrettanto vero che nel cercare di affrontare il tema etico e morale delle cose, o tanto più della religione cattolica più specificamente, potrebbero rimediare una figura paragonabile a quella dei concorrenti del gioco televisivo che, puntualmente, cascano sulla domanda di religione venendo eliminati o perdendo il fatidico montepremi. (un classico della TV generalista, la stessa per cui i vaccini sono il massimo…)
Rimandando ad un passato articolo del Lopalco, il Trio vorrebbero far presente che non c’è nessuna implicazione morale circa l’utilizzo di vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti. Questo è falso perché, a prescindere dal feto nella sua unità e integrità, l’utilizzo di una linea cellulare ricavata da un feto sano, selezionato (perché il materiale deve essere «di qualità») , è parimenti grave.
È proprio qui che i professori dimostrano di non avere la ben che minima competenza per parlare di bioetica e morale in campo biomedico e e nell’ambito della ricerca. Infatti, ci sono diversi gradi di responsabilità per un atto moralmente illecito; così come non vuol dire che se non si utilizzi un feto integralmente per uno scopo, allora l’utilizzo delle sue cellule sia lecito: se quel feto lo si ritiene un bambino, una vita, allora le sue cellule sono parte integrante di un’unità inviolabile, in quel caso scarnificata e cannibalizzata biologicamente per produrre un farmaco. Fosse anche per un utilizzo infinitesimale del tessuto fetale, le cose non cambiano. Questione di intenzioni.
Fosse anche una linea cellulare che dura da anni, moralmente la gravità e la cooperazione al male, attraverso i suoi diversi gradi di responsabilità, non cambia di una virgola.
Fosse anche una linea cellulare che dura da anni, moralmente la gravità e la cooperazione al male, attraverso i suoi diversi gradi di responsabilità, non cambia di una virgola.
A questo punto non si capisce come mai, tutto d’un tratto, i tre luminari della scienza rigorosamente laica si arrampicano su questioni etiche rimediando la figura appena descritta – verrebbe da dire, che qui casca Lopalco.
In effetti basta poi andare a spulciare nei commenti all’articolo per comprendere che della morale, ai tre, poco interessa. Si legge che un commentatore, il Dr. Adriano Aguzzi, solleva una piccola critica all’articolo troppo poco laico secondo lui:
«D’accordo su tutto, tranne sul “presunto uso di feti umani, assolutamente condannabile sotto l’aspetto etico generale”. L’uso di feti umani derivati da aborti p.es. terapeutici, previo consenso informato dei genitori e autorizzazione del comitato etico responsabile, non è per niente condannabile sotto l’aspetto etico generale. Per esempio vennero usati neuroni mesencefalici fetali umani per curare il Parkinson, e non c’è niente di male in questo. Anche se oggi, con l’avvento delle cellule pluripotenti indotte, questo metodo non sarà più necessario».
Prontamente, il Prof. Enrico Bucci, così risponde:
«Naturalmente. Qui ci si riferisce al presunto uso dei feti umani come “ingrediente” per la preparazione industriale dei vaccini, adombrato da taluni ciarlatani».
Come no: leggere sui bugiardini «cellule diploidi umane MRC-5» oppure «prodotto su fibroblasti di polmone diploidi umani WI–38» cosa starebbe a significare?
Basta leggere Wikipedia. La storia della linea cellulare di feto abortito WI-38, poi, è pure grottesca, con i campioni conservati per mesi in un garage…
Lasciamo al lettore le dovute considerazioni e conclusioni del caso, soffermandoci ancora un momento sull’altra falsità presente nell’articolo di rimando a cui i Tre si rifanno. Lopalco, ci tiene a farci sapere che basta un solo feto sacrificato per produrre milioni di dosi di vaccino:
«Immaginate quanti feti debbano servire per produrre le centinaia di milioni di dosi di vaccino distribuite in tutto il mondo? La risposta è semplice: uno».
Ora, anche in questo caso, figuraccia.
Il Dr. Stanley Plotkin ha recentemente dichiarato che per progettare vaccini al Wistar Institute di Philadelphia, da cui prende il nome la linea cellulare WI-38, sono stati utilizzati 76 feti sani abortiti volontariamente
Il Dr. Stanley Plotkin, medico e consulente per la Sanofi-Pasteur, davanti al quale, non ce ne vogliano, Lopalco, Bucci e Conte shanno ben altro impatto scientifico, ha recentemente dichiarato, senza reticenze e da vero scienziato laico e ateo, fedele alla dea Scienza ma soprattutto alla dea Siringa, che per progettare vaccini al Wistar Institute di Philadelphia, da cui prende il nome la linea cellulare WI-38, sono stati utilizzati 76 feti sani abortiti volontariamente.
Da parte nostra c’è poco da aggiungere, dal momento che le falsità storiche, morali ed etiche sono smentite non da noi, ma dagli stessi che hanno fatto la storia delle vaccinazioni, dagli stessi, appunto, padri dei vaccini.
Lasciamo ora la parola al Dott. Stefano Montanari per permettere lui di ribattere alle gravi accuse che gli sono state rivolte, con la speranza di fare chiarezza ma con l’altrettanta speranza – utopistica, certo – che chi muove accuse fuori dal proprio campo di conoscenza, la prossima volta abbia quantomeno l’accortezza (in fondo sono uomini di studio, e gentiluomini: no?) di aprire due o tre libri di teologia morale, o di ascoltare ciò che ha da dirgli un collega che i vaccini, a differenza di loro, li ha prodotti davvero.
In ultima analisi, ci teniamo a precisare che il nostro rapporto e la nostra collaborazione con il Dott. Stefano Montanari non verte sull’interesse morale della questione vaccini, quanto piuttosto su quello scientifico e legato alle analisi dei vaccini di Gatti e Montanari. La stima poi che Renovatio 21 nutre nei suoi riguardi e in quelli della Dott.ssa Antonietta Gatti, è mossa dal riconoscimento di tutto ciò che loro, gratuitamente, rimettendoci in carriera e in danaro, hanno fatto per il prossimo. Cosa, questa, che i bulletti da salotto para-scientifico e para-universitario non si sognano di fare, preferendo vaccinare tutti a tappeto e infischiandosene di quel primum non nocere sopra al quale dovrebbero aver fatto (forse) giuramento.
Da parte nostra c’è poco da aggiungere, dal momento che le falsità storiche, morali ed etiche sono smentite non da noi, ma dagli stessi che hanno fatto la storia delle vaccinazioni, dagli stessi, appunto, padri dei vaccini.
L’invito di partecipazione che Renovatio 21 ha rivolto al Dott. Montanari per il convegno del 13 marzo a Roma, attaccato puerilmente dai tre lenocini da tastiera, è proprio finalizzato a dare lui la possibilità di approfondire un tema di carattere morale e scientifico affrontato dalla dott.ssa Debra Vinnedge, presidente di un’associazione pro-life americana che si occupa proprio di combattere per far cessare la produzione di vaccini con linee cellulari di feti abortiti, e dalla dott.ssa Theresa Deisher, Direttrice del Sound of Choice Pharmaceutical Institute, un laboratorio di ricerca che da anni si occupa delle complicanze dovute alla presenza di tracce di DNA esterno presente nei vaccini inoculati a milioni di bambini, probabile causa dell’aumento delle malattie autoimmuni.
In questa circostanza, Montanari potrà presentare il proprio lavoro di ricerca portato avanti da anni e apporre alcune osservazioni su quanto emerso all’importante convegno che, a quanto pare, inizia a dare molto, molto fastidio anche per la presenza di un’autorità ecclesiastica molto importante, e che i tre luminari hanno cercato di tirare per la talare, con un po’ di irriverenza e gran poche argomentazioni.
Ora, come promesso, nel prossimo articolo la parola al Dott. Stefano Montanari.
Cristiano Lugli
Vaccini
«Propaganda ingannevole»: scienziata afferma che il vaccino contro l’HPV non previene il cancro
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
La scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D., ha dichiarato a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, che Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e che i suoi rischi «superano nettamente» i benefici. Ha inoltre messo in dubbio le prove che suggeriscono che il vaccino prevenga il cancro cervicale e ha sollevato preoccupazioni sui possibili legami con la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e altre patologie.
Il vaccino Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e i suoi rischi «superano nettamente» i benefici, ha dichiarato questa settimana a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD) , la scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D. , durante la trasmissione CHD.TV.
Tomljenović ha affermato che Gardasil, l’unico vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) attualmente disponibile negli Stati Uniti, non previene il cancro cervicale, ma lo screening di routine per il cancro cervicale previene i decessi.
Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il cancro, ha affermato, non è stato dimostrato che migliori i risultati ottenuti dai programmi di screening.
«È solo uno scenario di fantasia», ha detto Tomljenović riguardo all’idea che Gardasil offra benefici reali.
Ciononostante, i funzionari sanitari statunitensi continuano a raccomandare la vaccinazione contro l’HPV, nonostante le crescenti revisioni sulla sicurezza che alimentano il dibattito sul vaccino.
Merck, l’azienda produttrice di Gardasil, ha recentemente accettato di pagare 50 milioni di dollari per risolvere oltre 200 cause legali relative a presunti danni causati dal vaccino. L’azienda sta inoltre sviluppando un vaccino sperimentale contro l’HPV, progettato per colpire ulteriori ceppi virali ad alto rischio.
Tomljenović, che ha prestato servizio come perito nel contenzioso relativo al Gardasil , ha affermato che gli ultimi sviluppi hanno fatto ben poco per risolvere le preoccupazioni di lunga data.
«È sempre la solita storia, che viene solo ribadita», ha detto. «Il problema principale del Gardasil è che non è efficace come affermato, né sicuro».
Holland ha condiviso le sue preoccupazioni. «Fino all’arrivo sul mercato dei vaccini contro il COVID, il vaccino contro l’HPV era di gran lunga il più pericoloso», ha affermato.
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«Tutta questa propaganda fa semplicemente schifo»
Gardasil agisce su sette dei 14 tipi di HPV classificati ad alto rischio di cancro.
Tuttavia, «i dati degli studi clinici, e persino quelli epidemiologici, non dimostrano che prevenga effettivamente il cancro cervicale», ha affermato Tomljenović.
Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il rischio di cancro, «la domanda chiave è: può migliorare quanto già ottenuto con i programmi di screening regolari?», ha chiesto. «La risposta è no».
Tomljenović ha indicato diverse ragioni per cui il vaccino non è vantaggioso per le donne che si sottopongono già a screening di routine:
- Copertura limitata : Gardasil non è efficace contro tutti i tipi di HPV ad alto rischio associati al cancro cervicale.
- Nessun trattamento per la malattia già in atto : il vaccino non può curare un’infezione da HPV già presente, lesioni precancerose o il cancro.
- Nessuna protezione contro i tumori HPV-negativi : il vaccino non può prevenire i tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene o della vulva che non sono correlati all’HPV.
- Preoccupazioni sull’uso dei contraccettivi : Tomljenović ha citato una ricerca che suggerisce che la vaccinazione contro l’HPV potrebbe aumentare il rischio di cancro cervicale nelle donne che assumono contraccettivi orali a lungo termine.
I Pap test di routine rilevano le alterazioni delle cellule cervicali che possono essere monitorate o trattate prima che si trasformino in cancro. Lo screening e le visite ginecologiche regolari hanno contribuito a mantenere bassa la mortalità per cancro cervicale nei paesi sviluppati, ha affermato Tomljenović. Ha citato un tasso di mortalità annuale negli Stati Uniti di circa due decessi ogni 100.000 donne.
Tomljenović sostenne che, affinché la vaccinazione eliminasse tali decessi, Gardasil avrebbe dovuto proteggere da tutti i tumori rilevanti, compresi quelli non causati dall’HPV.
«Non c’è bisogno di essere uno scienziato con un dottorato di ricerca per capire che tutta questa propaganda è semplicemente disgustosa», ha detto.
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Holland: Merck «aveva i dati» da analizzare, ma «ha scelto di non farlo»
Durante il contenzioso relativo al Gardasil, Tomljenović ha affermato di aver analizzato le segnalazioni di eventi avversi e di aver identificato segnali di sicurezza significativi per patologie quali la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), un disturbo che colpisce il sistema nervoso autonomo, e la sindrome da stanchezza cronica.
Ha affermato che gli esperti di farmacovigilanza della Merck, specialisti che monitorano e analizzano i potenziali problemi di sicurezza di farmaci e vaccini, hanno confermato alcuni di questi segnali.
«Avevano dei dati che hanno analizzato e che mostravano segnali estremamente significativi di segnalazioni sproporzionate per patologie come la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e una serie di altre condizioni», ha affermato Tomljenović. «Ma, sapete, queste cose non vengono rese pubbliche. È solo grazie a questa azione legale che siamo riusciti a ottenere questi dati».
Holland ha messo in dubbio che i produttori di vaccini e le agenzie sanitarie abbiano indagato a sufficienza su tali segnali, paragonando la situazione al monitoraggio della sicurezza del vaccino contro il COVID-19.
«La loro farmacovigilanza… era discutibile», ha affermato. «Proprio come abbiamo visto durante la pandemia di COVID, avevano a disposizione dati che avrebbero potuto analizzare, ma hanno scelto di non farlo».
Tomljenović ha affermato che altri effetti collaterali segnalati associati al Gardasil includono artrite, lupus e altre malattie autoimmuni, sclerosi multipla e problemi ginecologici, tra cui disturbi mestruali e infertilità.
«Questi sono anche gli eventi avversi che osserviamo con i vaccini contro il COVID», ha affermato.
Ha fatto notare che le persone con COVID lungo possono manifestare sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica e alla POTS. «Quindi, ancora una volta, si tratta di reazioni avverse simili a quelle che osserviamo con Gardasil».
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«Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale»
Tomljenović ha criticato l’ordine esecutivo del 10 agosto del presidente Donald Trump che ha rivisto le raccomandazioni federali sui vaccini infantili . Sebbene le modifiche abbiano ridotto il numero di vaccini raccomandati di routine, la vaccinazione contro l’HPV è rimasta nell’elenco.
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha invitato il pubblico a presentare osservazioni sulle raccomandazioni riviste. Tomljenović ha affermato che lei e altri critici hanno presentato obiezioni al mantenimento della vaccinazione contro l’HPV come raccomandazione di routine.
«I rischi superano chiaramente i benefici», ha affermato. «Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale… Ma ci sono stati diversi casi di adolescenti decedute a seguito della vaccinazione contro l’HPV».
Tomljenović ha citato il caso di Christina Tarsell, morta nel 2008 dopo aver ricevuto il vaccino Gardasil. La famiglia di Tarsell ha ricevuto un risarcimento tramite il Programma nazionale di risarcimento per danni da vaccino.
Nel frattempo, Merck sta testando un vaccino sperimentale, V540B, progettato per estendere la copertura ad altri tipi di HPV ad alto rischio.
Tomljenović ha promesso di continuare a contestare l’uso del vaccino. «Il mio motto è che si perde solo quando ci si arrende», ha affermato. «Io non mi arrendo».
Jill Erzen
© 15 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Vaccini
Vaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»
«Ponga su hombro, pues que todos ustedes se vacunen porque es de verdad un servicio muy grande. Y como dijo el Papa Francisco: “es un acto de amor”».
Robert Prevost (Este vídeo ha sido eliminado del FB de Cáritas Chiclayo. Yo lo encontrado aquí:https://t.co/y2iA8hYmQw https://t.co/TgGEE60LAS pic.twitter.com/u4bCxbZ4u6 — María ن (@EMariaDV) October 14, 2026
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Vaccini
Segnali contrastanti sulle esenzioni religiose dall’obbligo vaccinale contro il COVID dalla Corte Suprema USA
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Lunedì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di esaminare due casi relativi all’obbligo vaccinale contro il COVID-19, inviando segnali contrastanti sulla posizione della Corte in materia di esenzioni per motivi religiosi. La Corte non esaminerà una class action contro la United Airlines per aver messo in congedo non retribuito i dipendenti non vaccinati, mantenendo così aperto il procedimento. Tuttavia, la Corte ha anche deciso di non esaminare un caso contro un dipartimento dei vigili del fuoco dello Stato di Washington che ha negato l’esenzione per motivi religiosi a otto pompieri, il che significa che anche questo caso è giunto a un punto morto.
Lunedì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di esaminare due casi relativi all’obbligo vaccinale contro il COVID-19 , inviando segnali contrastanti sulla posizione della Corte in merito alle esenzioni per motivi religiosi.
La decisione di non esaminare una class action contro la United Airlines per aver messo in congedo non retribuito dipendenti non vaccinati favorisce coloro che sostengono le esenzioni per motivi religiosi.
La decisione relativa alla causa contro la United Airlines conferma la sentenza di marzo della Corte d’Appello del Quinto Circuito degli Stati Uniti, secondo cui i dipendenti della compagnia aerea hanno il diritto di intentare un’azione collettiva per discriminazione religiosa.
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Il caso torna ora alla Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto settentrionale del Texas, che ieri ha ordinato la riapertura del procedimento.
Tuttavia, in una seconda decisione emessa lunedì, la Corte Suprema ha segnalato una mancanza di sostegno alle esenzioni per motivi religiosi, rifiutandosi di esaminare il caso presentato da otto vigili del fuoco contro il dipartimento dei vigili del fuoco di Snohomish, nello Stato di Washington.
I vigili del fuoco hanno fatto causa al dipartimento dopo che questo aveva negato loro l’esenzione per motivi religiosi e li aveva messi in congedo. Decidendo di non esaminare il caso, la Corte Suprema ha di fatto posto fine alla causa intentata dai vigili del fuoco.
«Siamo stati onorati di rappresentare gli otto vigili del fuoco di Snohomish, che sono stati trattati ingiustamente dal governo e meritano di avere giustizia in tribunale», ha dichiarato a The Defender Stephanie Taub, avvocato principale dei vigili del fuoco.
Negli ultimi anni, la Corte Suprema ha rifiutato di esaminare diversi casi relativi all’obbligo vaccinale contro il COVID-19, tra cui le cause intentate da operatori sanitari di New York , insegnanti delle scuole pubbliche di New York e infermieri del New Jersey.
Taub ha affermato che, quando i tribunali confermano le decisioni contrarie alle agevolazioni per motivi religiosi relative alle normative anti -COVID-19 , «ciò potrebbe avere un impatto negativo non solo sulle persone con convinzioni religiose sui vaccini, ma anche sulle persone di fede che necessitano di altri tipi di agevolazioni per motivi religiosi».
«Temiamo che i casi negativi o quelli che abbiano indebolito lo standard di accomodamento religioso possano avere conseguenze negative durature», ha aggiunto.
Il rifiuto di esaminare un caso non costituisce una sentenza nel merito e non crea un precedente. Kim Mack Rosenberg, consulente legale generale di Children’s Health Defense, ha affermato che non è sorprendente che la corte non abbia preso in esame i casi, poiché esamina pochissimi appelli.
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I dipendenti della United possono intentare causa collettivamente, ma il caso potrebbe protrarsi per anni.
La controversia con United risale all’agosto 2021, quando la compagnia impose ai propri dipendenti con sede negli Stati Uniti di sottoporsi alla vaccinazione contro il COVID-19.
United è stata la prima grande compagnia aerea statunitense a imporre l’obbligo vaccinale contro il COVID-19. L’obbligo è entrato in vigore tre mesi prima che l’amministrazione Biden, nel novembre 2021, imponesse la vaccinazione obbligatoria a tutte le aziende private con 100 o più dipendenti.
Secondo la sentenza della Corte d’Appello del Quinto Circuito , 5.885 dipendenti della United avevano richiesto un’esenzione per motivi religiosi. La compagnia aerea ne ha concesse 4.070, mentre gli altri sono stati messi in congedo non retribuito.
Un gruppo di dipendenti a cui non erano state concesse esenzioni ha intentato causa ai sensi del Titolo VII del Civil Rights Act , sostenendo che il congedo non retribuito non costituiva un ragionevole accomodamento per le loro convinzioni religiose. Il tribunale distrettuale del Texas ha riconosciuto la class action dei dipendenti che avevano ottenuto agevolazioni per motivi religiosi ma erano stati comunque posti in congedo non retribuito.
La United ha presentato ricorso, sostenendo in parte che le rivendicazioni dei dipendenti non potevano essere risolte collettivamente perché stabilire se ciascun lavoratore nutrisse sinceramente un’obiezione religiosa alla vaccinazione richiede un’indagine individuale.
A marzo, la Corte d’Appello del Quinto Circuito ha respinto tale argomentazione e ha confermato la certificazione della class action. La corte d’appello ha concluso che importanti questioni potevano essere risolte per l’intera classe, tra cui se il congedo non retribuito costituisse un ragionevole accomodamento religioso e se soluzioni alternative avrebbero imposto un onere eccessivo a United.
La corte d’appello ha inoltre riscontrato prove comuni sostanziali in merito alla sincerità religiosa, poiché i membri della class action avevano presentato richieste di esenzione per motivi religiosi, fornito documentazione a supporto, ottenuto l’approvazione di United e accettato le conseguenze finanziarie del congedo non retribuito anziché sottoporsi alla vaccinazione.
Il giudice associato Brett M. Kavanaugh ha indicato di voler esaminare l’appello di United, ma è stato messo in minoranza.
L’avvocato Ray Flores, che non è stato coinvolto nel caso, ha dichiarato: «il lavoro più difficile è appena iniziato, dato che la ‘classe’ è composta da quasi 1.000 individui con fatti diversi da considerare».
«Dopo che il tribunale distrettuale si sarà pronunciato su ciascuna di queste questioni individuali, la corte d’appello e, eventualmente, la Corte Suprema dovranno esaminare il caso. Se non si raggiungerà un accordo, la vicenda si protrarrà per diversi anni».
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Washington può «festeggiare» di aver «sottratto i diritti di libertà religiosa ai nostri clienti»
Nel 2021, il governatore dello Stato di Washington, Jay Inslee, ha ordinato che i vigili del fuoco e gli altri dipendenti statali si vaccinassero contro il COVID-19 entro ottobre 2021.
Otto vigili del fuoco del Snohomish Regional Fire & Rescue (SRFR) hanno richiesto un’esenzione per motivi religiosi, affermando che la vaccinazione è in contrasto con le loro convinzioni religiose profondamente radicate. Hanno proposto di continuare ad adottare misure come l’uso di mascherine, i test, i dispositivi di protezione individuale e altre precauzioni contro il COVID-19 già in uso presso il dipartimento.
La SRFR ha negato le agevolazioni richieste e ha messo i vigili del fuoco in congedo retribuito, seguito da un congedo non retribuito «allo scadere del primo». Molti sono stati costretti a cercare un altro lavoro.
SRFR ha affermato che consentire loro di rimanere non vaccinati causerebbe al dipartimento «difficoltà eccessive», tra cui un aumento dei rischi di trasmissione del COVID-19, difficoltà di personale e operative, possibili responsabilità e possibili problemi con un contratto da 400.000 dollari per la fornitura di servizi di emergenza presso una struttura penitenziaria statale.
Nel 2022, i vigili del fuoco hanno intentato causa, sostenendo che il loro datore di lavoro aveva violato le leggi federali e statali in materia di discriminazione sul lavoro, non concedendo loro gli adattamenti necessari. Hanno richiesto il pagamento degli stipendi arretrati e un risarcimento danni di importo non specificato.
Poiché la Corte Suprema ha rifiutato di esaminare il caso, la sentenza della Corte d’Appello del Nono Circuito, che ha stabilito che l’agenzia aveva il diritto di negare la richiesta di alloggio, rimane in vigore.
«Oggi Washington può festeggiare di aver tolto ai nostri clienti il diritto alla libertà religiosa», ha dichiarato in un comunicato stampa Cliff Martin, avvocato senior di First Liberty. «Ma i funzionari governativi dovrebbero tenere presente che noi lotteremo sempre affinché i dipendenti di fede abbiano pari opportunità sul posto di lavoro».
Taub ha affermato che, quando i casi implicano controversie di fatto, la questione dovrebbe essere sottoposta a una giuria per decidere se l’alloggio avrebbe causato un onere eccessivo.
«La Corte Suprema avrebbe dovuto occuparsi del caso per ripristinare l’uniformità e proteggere il diritto di tutti gli americani ad avere accomodamenti religiosi sul posto di lavoro», ha affermato Taub.
Mack Rosenberg ha affermato che esiste un contrasto tra le corti d’appello su cosa un datore di lavoro debba dimostrare per provare un onere eccessivo, a seguito di una sentenza della Corte Suprema del 2023 nel caso Groff contro DeJoy che ha innalzato l’asticella per i datori di lavoro. Il caso Snohomish è stato un esempio importante di questa problematica.
«Sarà interessante vedere se il tribunale si occuperà di un altro caso, creando così l’opportunità di appianare la divergenza e fare chiarezza sulla vicenda Groff».
Brenda Baletti
Ph.D.
© 7 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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