Oligarcato
La Polonia avvia un’indagine sul traffico di esseri umani della rete di Epstein
I procuratori polacchi hanno aperto un’indagine sul sospetto traffico di esseri umani collegato al defunto miliardario pedofilo statunitense Jeffrey Epstein, in seguito alla pubblicazione di documenti da parte del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che indicano il reclutamento di vittime nel Paese.
La procura nazionale di Varsavia ha annunciato mercoledì di aver avviato un’inchiesta per verificare se donne, comprese minorenni e cittadine polacche, siano state reclutate in Polonia «ingannandole sulla vera natura del potenziale impiego all’estero», prima di essere trasferite oltre confine e consegnate ad altri per essere sfruttate sessualmente. Il presunto traffico avrebbe avuto luogo tra il 2009 e il 2019.
Varsavia inoltrerà richieste di informazioni e prove a due paesi europei nell’ambito di un ordine europeo di indagine, hanno precisato i procuratori, come riportato dai media locali. Una fonte vicina alla vicenda ha dichiarato a Reuters che le richieste saranno indirizzate a Francia e Svezia.
L’inchiesta polacca si inserisce in un contesto di crescenti conseguenze internazionali legate all’ultima pubblicazione di milioni di documenti su Epstein, che hanno dato avvio a indagini penali, arresti e dimissioni in ambito politico, imprenditoriale e reale.
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In Gran Bretagna, l’ex ambasciatore Peter Mandelson è stato arrestato con l’accusa di cattiva condotta in pubblico ufficio in seguito a presunte fughe di notizie verso Epstein. Si sono dimessi poi altri due membri del gabinetto Starmer.
Anche il principe Andrea d’Inghilterra è stato brevemente arrestato con sospetti analoghi e successivamente rilasciato in attesa di ulteriori accertamenti. L’anno scorso era stato privato dei suoi titoli reali a causa della sua precedente amicizia con Epstein. Un’accusa anonima contenuta nei fascicoli di Epstein recentemente pubblicati sosteneva che Andrea avrebbe partecipato alla tortura di una bambina di sei anni.
Come riportato da Renovatio 21, l’ex primo ministro norvegese Thorbjorn Jagland è stato ricoverato in ospedale il mese scorso dopo un presunto tentativo di suicidio, pochi giorni dopo essere stato accusato di grave corruzione per aver accettato l’ospitalità di Epstein.
Si è dimesso anche il capo del colosso della logistica mondiale DP World, Sultan Ahmed bin Sulayem, di Dubai. Vi è stato contestualmente il licenziamento da parte di Goldman Sachs di Kathy Roemmler, potentissima avvocatessa già al soldo di Clinton, Bush, Obama e famiglia Rotschild. Si è dimesso per legami coll’Epstein anche l’eterno grand-commis della cultura francese Jack Lang.
Il CEO del World Economic Forum, Borge Brende, si è dimesso a causa delle cene e delle comunicazioni intrattenute con il pedofilo.
Negli Stati Uniti, i dossier Epstein hanno riportato l’attenzione sull’ex presidente Bill Clinton – che viaggiava regolarmente sul jet privato di Epstein – e su sua moglie, l’ex Segretario di Stato Hillary Clinton. Entrambi sono stati interrogati sui loro rapporti con Epstein, ma hanno negato di essere a conoscenza delle sue attività di traffico di esseri umani.
Nel frattempo si moltiplicano i misteri sulla morte di Epstein, con le rivelazioni sugli strani depositi finanziari di una delle guardie carcerarie, e si allargano gli orrori con indagini ordinate nel ranch nel Nuovo Messico, dove si parla di corpi interrati e traffico di organi.
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Immagine di Geoff Livingston via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Oligarcato
I figli di Trump rivendicano una quota in un gruppo minerario sostenuto dal governo USA
Una società di comodo sostenuta da Donald Trump Jr. ed Eric Trump ha raggiunto un accordo per la fusione con un gruppo minerario che si è assicurato fino a 1,6 miliardi di dollari dal governo statunitense nel 2025 per agevolare l’estrazione di tungsteno in Kazakistan. Lo riporta il Financial Times.
L’accordo tra il gruppo Skyline Builders, in cui i figli del presidente statunitense Donald Trump detengono una partecipazione, e il gruppo Cove Kaz Capital è stato firmato giovedì. La nuova entità sarà quotata al Nasdaq con il nome di Kaz Resources, secondo quanto riportato in un comunicato.
Attualmente Cove Kaz controlla il 70% dei giacimenti di tungsteno di Katpar settentrionale e Kairakty superiore, situati nel Kazakistan centrale, ritenuti tra i più grandi al mondo. Lo scorso anno, la US Export-Import Bank, finanziata dal governo federale, e la Development Finance Corporation si sono impegnate a investire ingenti somme nello sviluppo di entrambi i progetti.
Il comunicato non menzionava i figli di Trump, ma il Financial Times ha riportato venerdì, citando fonti attendibili, che questi avrebbero investito in Skyline lo scorso agosto tramite una società veicolo gestita da una controllata di Dominari Securities. L’entità del loro investimento non è stata resa nota, ma lo hanno incrementato di 24 milioni di dollari a ottobre.
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L’articolo sottolineava che «non vi è alcun indizio che Donald Trump Jr. ed Eric Trump sapessero che Cove era sul punto di aggiudicarsi un contratto dall’amministrazione statunitense del padre quando effettuarono i loro investimenti iniziali in Skyline… o che abbiano influenzato l’assegnazione del contratto».
American Ventures, di cui Dominari è membro, ha dichiarato che Donald Trump Jr. «non ha alcun coinvolgimento operativo nell’azienda» e «non interagisce con il governo federale per conto di alcuna società in cui investe». Eric Trump non ha risposto alla richiesta di commento del Financial Times.
I Democratici hanno ripetutamente lanciato l’allarme sui potenziali conflitti di interesse derivanti dagli investimenti dei familiari di Trump in aziende che si sono aggiudicate lucrosi contratti governativi. Secondo il Financial Times, i parenti del presidente hanno realizzato oltre un miliardo di dollari di profitti ante imposte lo scorso anno grazie al loro coinvolgimento in progetti nel settore delle criptovalute, dell’Intelligenza Artificiale, dei droni e dei minerali critici.
Grazie alla sua elevata resistenza al calore e alla sua durezza, il tungsteno è essenziale nella produzione di attrezzature aerospaziali e per la difesa. Attualmente gli Stati Uniti non dispongono di miniere attive che producano questo metallo e dipendono fortemente dalla Cina per le forniture.
Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi mesi Trump ha continuato la corsa alle terre rare con una serie di accordi con i Paesi centrasiatici.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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L’erede di Epstein si suicida
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