Misteri
La guardia Epstein lo ha cercato googolato pochi minuti prima della sua morte e ha effettuato un grande transazione
Una delle guardie carcerarie della struttura in cui è morto Jeffrey Epstein ha cercato il suo nome su Google pochi minuti prima che il suo corpo venisse ritrovato e ha effettuato un misterioso deposito di 5.000 dollari qualche giorno prima.
Nuovi documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia aggiungono ulteriore peso ai dubbi sulla versione ufficiale della morte del finanziere caduto in disgrazia.
Tova Noel era una delle due guardie del Metropolitan Correctional Center accusate di aver falsificato i registri per affermare di aver controllato Epstein prima della sua morte, avvenuta il 10 agosto 2019. Entrambi furono licenziati, ma le accuse penali furono ritirate.
Il New York Post riporta che «Noel ha cercato su Google “ultime notizie su Epstein in carcere” alle 5:42 e poi di nuovo alle 5:52, meno di 40 minuti prima che il suo collega, l’agente penitenziario Michael Thomas, trovasse il finanziere caduto in disgrazia morto nella sua cella, impiccato alle 6:30, secondo un registro dell’FBI sulla cronologia delle ricerche su Internet di Noel quella notte».
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«Prima di quel turno, Noel, 37 anni, ha fatto acquisti di mobili online e si è appisolata sul lavoro invece di effettuare i controlli obbligatori su Epstein ogni 30 minuti, mentre Thomas esaminava le motociclette, hanno detto i pubblici ministeri L’FBI ha evidenziato l’inquietante ricerca su Internet nel suo esame forense di 66 pagine sui computer desktop del Bureau of Prisons di Noel e Thomas. È stata l’unica ricerca evidenziata».
Durante l’interrogatorio, la Noel ha negato di aver effettuato la ricerca online, affermando inoltre di non essere la sola a falsificare i registri per affermare che erano state effettuate delle pattuglie. «Non ho mai lavorato nell’Unità di Alloggi Speciali e in realtà facevo i controlli ogni 30 minuti», ha detto agli investigatori.
Vi è poi la questioni dei misteriosi depositi bancari effettuati dalla donna. La Chase Bank ha infatti segnalato all’FBI i depositi di contanti sul suo conto bancario per attività sospette. A partire dal 2018 sono stati segnalati 12 depositi, il più consistente dei quali, pari a 5.000 dollari, è avvenuto dieci giorni prima della morte di Epstein.
Un briefing interno dell’FBI mostra che gli agenti ritengono che Noel sia la strana sagoma arancione che si muoveva verso la cella di Epstein, ripresa dalle telecamere di sicurezza recentemente diffuse la notte della sua morte. «Verso le 22:40, un agente penitenziario, presumibilmente Tova Noel, ha trasportato biancheria o indumenti di un detenuto fino al livello L, l’ultima volta che un agente penitenziario si è avvicinato all’unico ingresso del livello SHU», ha scritto l’agenzia.
La Noel ha anche negato di aver fornito biancheria a Epstein. Quando, durante la sua deposizione giurata, le è stato chiesto se avesse avuto qualche ruolo nella morte di Epstein, Noel ha risposto «no».
Come riportato da Renovatio 21, l’amministrazione Trump ha dichiarato che mai pubblicherà i video degli abusi di Epstein. Lo stesso presidente si è dimostrato riguardo a domande sull’argomento all’ultima riunione di gabinetto.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia; modificata
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Storie misconosciute dell’11 settembre
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Misteri
Multa se guidi con le ciabatte: leggenda metropolitana? Ecco la verità
È estate e si ripropone il più antico degli enigmi dell’italico cittadino della modernità: se le autorità mi fermano mentre guido con le ciabatte, sono passibile di multa, o perfino di denunzia?
Per anni in molti vi hanno creduto. Poi si è sparsa la voce opposto: ma no, si tratta solo di una leggenda metropolitana.,
Renovatio 21 cerca di far luce anche su codesto mistero. Diciamo che si tratta di un mito urbano in parte, ma in parte no — insomma è una via di mezzo.
Non esiste un divieto specifico sulle ciabatte. Il Codice della Strada non contiene nessun articolo che imponga scarpe chiuse o che proibisca infradito, sandali o calzature aperte: un divieto del genere esisteva nel vecchio regolamento, ma è stato abrogato nel 1993. Nel vecchio codice era scritto che le scarpe dovevano essere consone alla guida.
Il vecchio testo del 1959 – il «Testo Unico delle norme sulla circolazione stradale, D.P.R. 393/1959, che fu sostituito dal Codice del 1992 – non parlava esplicitamente di «ciabatte» in questi termini colloquiali, ma imponeva l’obbligo di indossare calzature idonee alla guida. Da quando è entrato in vigore l’attuale Codice, questa prescrizione specifica sul tipo di calzatura è stata eliminata.
Quindi, in teoria, oggidì non puoi essere fermato e multato «per aver indossato le ciabatte» come tale.
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Tuttavia gli articoli 141, 141 e 169 del Codice della Strada attuale (D.Lgs. 285/1992) obbligano a mantenere sempre il pieno controllo del veicolo e la massima libertà di movimento per manovre d’emergenza in sicurezza. Quindi se un agente ritiene che la calzatura abbia effettivamente compromesso la guida — ad esempio se accerta che una guida indecisa o una frenata tardiva sono state causate da una calzatura inappropriata — può comunque contestare l’infrazione, non per «ciabatte» ma per mancato controllo del veicolo. La sanzione prevista in questi casi va da 42 a 173 euro (29,40 se paghi entro 5 giorni).
E quindi «multa per le ciabatte» in sé è leggenda metropolitana, ma la «multa per guida non sicura causata dalle ciabatte» è reale, anche se rara in pratica (bisogna che sia dimostrato un nesso concreto). Lo stesso vale per guidare scalzi o con infradito.
Un dato interessante è che le polizze RC Auto standard coprono l’imprudenza e generalmente non contengono una clausola specifica di rivalsa per le calzature, quindi anche il tanto citato «rischio assicurativo» legato alle ciabatte è più teorico che documentato nella pratica.
Guidare in ciabatte, dunque, purtroppo, si può , ma resta rilevante ai fini di eventuale responsabilità in caso di incidente, in base agli articoli 140 («Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale») e 141 del Codice attuale («il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza») e 169 («in tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida»).
Ci chiediamo, a questo punto, quante multe hanno preso le signore con tacco 12. E quanti incidenti hanno causato?
E ancora: non sarebbe il caso di reinstaurare la legge anti-ciabatta, ora che siamo tutti minacciati dalla bruta violenza anarco-tirannica degli immigrati ciabattoni?
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Misteri
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