Misteri
«La banca JP Morgan ha gestito un miliardo di dollari per Epstein»: causa in corso
La banca JP Morgan ha gestito più di un miliardo di dollari del denaro di Jeffery Epstein per un periodo di 16 anni, mentre la direzione della banca ha ignorato le richieste di recidere i legami con il condannato per reati sessuali, hanno affermato giovedì gli avvocati delle Isole Vergini americane.
Le transazioni hanno avuto luogo tra il 1998 e il 2013, ha detto l’avvocato Mimi Liu in un’udienza a Manhattan, secondo Reuters.
Le Isole Vergini americane, dove si trova l’isola privata di Little Saint James del defunto Epstein, hanno intentato una causa contro JP Morgan l’anno scorso. Secondo l’accusa, i massimi dirigenti della banca avrebbero spesso scherzato sul finanziere e sulla sua passione per le ragazze giovani. Ciononostante, il personale addetto alla conformità abbia ripetutamente tentato di classificare l’account di Epstein come «ad alto rischio» e abbia esortato la direzione a tagliare i legami con il pedofilo, che è stato condannato per aver procurato un bambino alla prostituzione nel 2008.
Le Isole Vergini hanno sostenuto che il governo avrebbe potuto essere informato prima dei crimini di Epstein se JP Morgan avesse adeguatamente segnalato le transazioni sospette sul suo conto. Questi includevano un pagamento di 600.000 dollari per trasportare una ragazza di 14 anni dall’Europa negli Stati Uniti, che i dirigenti descrissero come la sua «assistente o giovane donna che aveva portato da Praga (o da qualche posto del genere)».
L’udienza di giovedì ha segnato la prima volta in cui è stata resa pubblica la somma di denaro che JP Morgan ha gestito per Epstein. «JP Morgan era una banca a servizio completo per il traffico sessuale di Jeffrey Epstein», ha sostenuto l’avvocato Liu in tribunale.
Le Isole Vergini chiedono alla banca un minimo di 190 milioni di dollari.
JP Morgan nega di aver dato rifugio a Epstein. Gli avvocati della banca hanno sostenuto che diversi dipendenti hanno segnalato transazioni sospette dal conto di Epstein al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti già nel 2002 e hanno chiesto alle autorità federali di indagare sulla sua condotta. Inoltre, il team legale di JP Morgan ha accusato le Isole Vergini di chiudere un occhio sui presunti crimini sessuali avvenuti nell’isola Little Saint James.
All’inizio di questa estate, JP Morgan ha affermato di aver reciso i suoi legami con Epstein nel 2013. Tuttavia, l’avvocato Liu ha accusato la banca di aver elaborato più di 1,1 milioni di dollari in pagamenti da Epstein a «ragazze o donne» dopo quella data.
Epstein è stato arrestato nel 2019 e accusato del traffico di dozzine di ragazze minorenni, ma è stato trovato morto nella sua cella di prigione di Manhattan prima che potesse essere processato.
La sua morte fu considerata un suicidio, anche se questa spiegazione ufficiale fu accolta con scetticismo da alcuni a causa dei suoi legami con figure ricche e potenti, tra cui l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, l’attuale direttore della CIA William Burns e il principe Andrea della Gran Bretagna.
La banca JP Morgan aveva risolto una causa separata relativa a Epstein a giugno, pagando 290 milioni di dollari a un gruppo di donne che hanno affermato di aver subito abusi sessuali da parte del miliardario mentre era cliente della banca.
Nelle Isole Vergini, tuttavia, Epstein non aveva solo un traffico di minorenni: più si va avanti più il caso Epstein diviene oscuro, financo abissale.
Come riportato da Renovatio 21, presso l’arcipelago americano Epstein aveva messo in piedi un programma di andava alla ricerca di bambini autistici da impiegare per la sua società di DNA e Intelligenza Artificiale.
JP Morgan è una delle prime quattro banche degli Stati Uniti, con un fatturato nel 2020 di circa 120 miliardi di dollari. Fondata nel 1799, nel corso del XX secolo si fuse con la Chase Manhattan Bank dei Rockefeller. Negli anni Settanta e Ottanta fu guidata direttamente dalla famiglia Rockefeller, nella persona di David Rockefeller. È possibile dire che storicamente i Rockefeller, con Epstein, possono condividere la passione per l’eugenetica.
Jamie Dimon, il capo attuale della banca, è tra coloro che un anno fa avevano dichiarato che il mondo era diretto verso una catastrofe finanziaria. JP Morgan ha ammesso in questi mesi che la guerra economica alla Russia non sta funzionando.
Intanto continuano i misteri intorno ad Epstein, ance ad anni dalla sua morte.
Due anni fa Jean-Luc Brunel, socio parigino di Epstein esperto in modelle, fu trovato pure lui impiccato in cella.
Un anno fa Steven Hoffenberg, finanziere considerato mentore di Epstein, è stato trovato morto nel suo appartamento.
Il caso più inquietante è tuttavia quello di Mark Middleton, ex consigliere di Bill Clinton considerato filo conduttore tra l’ex presidente e il miliardario pedofilo, trovato appeso a un albero con un colpo di fucile al petto all’inizio di maggio 2022 fuori da un ranch in Arkansas.
L’anno scorso è emerso anche che il giudice che ha firmato il mandato di perquisizione contro Trump nella sua magione di Mar-a-Lago era un difensore dell’entourage di Epstein.
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UFO avvistato sopra Teheran
Filmati girati a Teheran, capitale iraniana, mostrerebbero un oggetto volante non identificato fermo in cielo sopra la città, dopo le minacce del presidente americano Donald Trump di far esplodere l’intero Paese.
Alcuni video diffusi in rete riprendono un velivolo dalla sagoma simile a un pallone da calcio che sorvola l’abitato ad alta quota, con luci colorate intermittenti nella parte inferiore. I filmati condivisi su X hanno superato i milioni di visualizzazioni.
Teheran letzte Nacht – was vielleicht aussieht wie ein UFO könnte meiner Meinung nach eine chinesische Chengdu J-36 sein – ein Stealth-Bomber der neuesten Generation zu dem es so gut wie keine Angaben gibt. Die Frage ist nur was die Chinesen da machen und die Flugeigenschaften… pic.twitter.com/kZhvaBaBsV
— Michael 🇩🇪 (@Bundeskanz50246) September 21, 2026
Another angle Of the UAP over Tehran 🇮🇷 🛸
pic.twitter.com/7GEq0xP61R https://t.co/4MD7rLxOq1— UAP 𓂀 Luigi 👁️⃤ 🇺🇸 κρυπτός W.👽MJ12 SOM1-01 (@UAPLuigi) September 21, 2026
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«Non c’è stata alcuna conferma da parte di fonti ufficiali circa la velocità, l’altitudine, la distanza o le dimensioni dell’oggetto», riferisce IndianExpress.com.
Sui social si è speculato che gli Stati Uniti abbiano mandato in volo un aereo militare di ultima generazione come operazione psicologica per intimidire Teheran, dopo le parole di Trump del fine settimana: «La mia domanda è: se e quando farò saltare in aria l’intera nazione?».
Il presidente ha aggiunto che le alternative sul tavolo sono: «annientare l’Iran, lasciarlo marcire economicamente o raggiungere un accordo».
Altri hanno archiviato le ipotesi con un gesto di sufficienza, sostenendo che potrebbe trattarsi di un aquilone, di un drone militare o di più droni insieme.
Il filmato arriva a quasi cinquant’anni esatti da un altro avvistamento aereo registrato a Teheran nel settembre 1976. Allora l’Iran, ancora sotto lo scià, fece decollare due F-4 per verificare; uno dei due perse strumentazione e radio quando si trovò a circa 40 chilometri dall’oggetto.
Mentre il secondo caccia indagava, un piccolo corpo sferico si sarebbe staccato dall’oggetto principale e si sarebbe diretto verso l’aereo. Quando l’F-4 tentò di fare fuoco, armi e strumenti di bordo smisero di funzionare. Entrambi i velivoli rientrarono illesi alla base.
Le luci ricordano quelli dell’ondata di avvistamenti nel Nuovo Jersey dell’autunno 2024, in piena stagione elettorale, quando enormi oggetti furono registrati dai civili.
All’epoca le ipotesi si sprecarono: una di esse insisteva sulla possibilità che le macchine volanti fossero droni avanzati americani, forse alla cerca di materiale radioattivo (una bomba sporca?) che sarebbe stato fatto detonare possibilmente da una potenza straniera per manipolare le elezioni americane.
Un’altra teoria sosteneva che fossero mezzi iraniani partiti da una nave-madre al largo della costa atlantica.
Trump promise che una volta eletto avrebbe risolto il mistero, della cui verità celata, ammiccava, era a conoscenza.
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Storie misconosciute dell’11 settembre
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Multa se guidi con le ciabatte: leggenda metropolitana? Ecco la verità
È estate e si ripropone il più antico degli enigmi dell’italico cittadino della modernità: se le autorità mi fermano mentre guido con le ciabatte, sono passibile di multa, o perfino di denunzia?
Per anni in molti vi hanno creduto. Poi si è sparsa la voce opposto: ma no, si tratta solo di una leggenda metropolitana.,
Renovatio 21 cerca di far luce anche su codesto mistero. Diciamo che si tratta di un mito urbano in parte, ma in parte no — insomma è una via di mezzo.
Non esiste un divieto specifico sulle ciabatte. Il Codice della Strada non contiene nessun articolo che imponga scarpe chiuse o che proibisca infradito, sandali o calzature aperte: un divieto del genere esisteva nel vecchio regolamento, ma è stato abrogato nel 1993. Nel vecchio codice era scritto che le scarpe dovevano essere consone alla guida.
Il vecchio testo del 1959 – il «Testo Unico delle norme sulla circolazione stradale, D.P.R. 393/1959, che fu sostituito dal Codice del 1992 – non parlava esplicitamente di «ciabatte» in questi termini colloquiali, ma imponeva l’obbligo di indossare calzature idonee alla guida. Da quando è entrato in vigore l’attuale Codice, questa prescrizione specifica sul tipo di calzatura è stata eliminata.
Quindi, in teoria, oggidì non puoi essere fermato e multato «per aver indossato le ciabatte» come tale.
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Tuttavia gli articoli 141, 141 e 169 del Codice della Strada attuale (D.Lgs. 285/1992) obbligano a mantenere sempre il pieno controllo del veicolo e la massima libertà di movimento per manovre d’emergenza in sicurezza. Quindi se un agente ritiene che la calzatura abbia effettivamente compromesso la guida — ad esempio se accerta che una guida indecisa o una frenata tardiva sono state causate da una calzatura inappropriata — può comunque contestare l’infrazione, non per «ciabatte» ma per mancato controllo del veicolo. La sanzione prevista in questi casi va da 42 a 173 euro (29,40 se paghi entro 5 giorni).
E quindi «multa per le ciabatte» in sé è leggenda metropolitana, ma la «multa per guida non sicura causata dalle ciabatte» è reale, anche se rara in pratica (bisogna che sia dimostrato un nesso concreto). Lo stesso vale per guidare scalzi o con infradito.
Un dato interessante è che le polizze RC Auto standard coprono l’imprudenza e generalmente non contengono una clausola specifica di rivalsa per le calzature, quindi anche il tanto citato «rischio assicurativo» legato alle ciabatte è più teorico che documentato nella pratica.
Guidare in ciabatte, dunque, purtroppo, si può , ma resta rilevante ai fini di eventuale responsabilità in caso di incidente, in base agli articoli 140 («Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale») e 141 del Codice attuale («il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza») e 169 («in tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida»).
Ci chiediamo, a questo punto, quante multe hanno preso le signore con tacco 12. E quanti incidenti hanno causato?
E ancora: non sarebbe il caso di reinstaurare la legge anti-ciabatta, ora che siamo tutti minacciati dalla bruta violenza anarco-tirannica degli immigrati ciabattoni?
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