Oligarcato
Arrestato Andrea d’Inghilterra, il capro espiatorio ideale del caso Epstein
Andrea Mountbatten-Windsor, precedentemente noto come principe Andrea, sarebbe stato arrestato con l’accusa di cattiva condotta nell’esercizio della sua carica pubblica in relazione ai fascicoli Epstein. Lo riporta il giornale britannico Guardian.
Andrea, che è stato già privato dei titoli e sfrattato dalla residenza reale, è stato arrestato nella tenuta di Sandringham il 19 febbraio, giorno del suo compleanno, secondo quanto riportato. Il quotidiano ha riferito che auto della polizia senza contrassegni e agenti in borghese sono stati avvistati nella tenuta poco dopo le 8:00. «A seguito di un’attenta valutazione, abbiamo avviato un’indagine su questa accusa di cattiva condotta nell’esercizio di una funzione pubblica», ha affermato il vice capo della polizia Oliver Wright in una dichiarazione, secondo quanto riportato dal Guardian.
Non è chiaro dove sia trattenuto l’ex membro della famiglia reale. «È importante proteggere l’integrità e l’obiettività della nostra indagine mentre lavoriamo con i nostri partner per indagare su questo presunto reato. Comprendiamo il notevole interesse pubblico in questo caso e forniremo aggiornamenti al momento opportuno», ha affermato Wright. Si tratta della prima volta che un membro della famiglia reale viene arrestato con accuse di questa natura e la famiglia reale potrebbe ora essere coinvolta in un’indagine.
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In precedenza la polizia stava indagando sulle accuse secondo cui l’ex duca di York avrebbe condiviso informazioni sensibili con Jeffrey Epstein mentre era in servizio come inviato commerciale nel Regno Unito.
Un’immagine dell’ex membro della famiglia reale apparentemente chino su una donna è stata pubblicata come parte degli archivi di Epstein e ha attirato l’attenzione di tutto il mondo. Le foto mostrano l’ex membro della famiglia reale inginocchiato su una femmina non identificata sdraiata a terra, senza fornire alcun contesto su quando o dove siano state scattate. Le email mostrano anche Epstein che propone ad Andrea di cenare con una «bellissima e affidabile» donna russa di 26 anni.
L’ex membro della famiglia reale, travolto dagli scandali, ha dovuto affrontare anche accuse di violenza sessuale e stupro da parte di Virginia Giuffre, che ha affermato di essere stata condotta all’Andrea da Epstein. La Giuffre sarebbe morta suicida l’anno passato, anche se molti, compresi i famigli, dubitano che potesse togliersi la vita.
Nel 2022 l’ex principe ha transato una causa civile con la Giuffre che lo accusava di averla violentata tre volte nel 2001, quando lei aveva 17 anni, sostenendo che il misterioso miliardario e la sua compagna, la socialite britannica Ghislaine Maxwell, l’avessero trafficata anche alla famiglia reale. Andrea ha sempre negato che gli episodi «siano mai avvenuti» e giura di ignorare i crimini di Epstein quando, nel 2006, ospitò lui e Maxwell alla Royal Lodge.
Il fratello di re Carlo III ha ripetutamente negato ogni illecito e in precedenza aveva affermato di aver interrotto la sua relazione con Epstein dopo la prima condanna del finanziere per aver indotto una minorenne alla prostituzione nel 2008.
Come riportato da Renovatio 21, Andrea aveva rinunziato ai titoli reali. Si era già ritirato dai suoi doveri reali dopo che sua madre, la defunta Regina Elisabetta II, lo aveva privato dei suoi titoli militari e patronati allo scoppio dello scandalo. Ora rinuncerà al titolo di Duca di York, al cavalierato e al ruolo di Cavaliere Reale Compagno dell’Ordine della Giarrettiera. Tuttavia, conserverà il titolo di principe come figlio di Elisabetta II (della quale si dice fosse il preferito), e le sue figlie, le principesse Beatrice ed Eugenia, manterranno i loro titoli.
Come riportato da Renovatio 21, ancora sei anni fa il dipartimento di Giustizia USA vuole interrogare il Principe Andrea d’Inghilterra, ma lui aveva rifiutato. Pochi giorni fa il direttore della Pubblica Accusa Stephen Parkinson in merito ai reali britannici aveva dichiarato che essi non sono «al di sopra della legge».
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Si sostiene che Epstein si sia vantato in un’email di aver ricevuto informazioni da Mountbatten-Windsor e da Peter Mandelson, l’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti caduto in disgrazia, scrivendo: «Ho il Regno Unito in pugno». Come riportato da Renovatio 21, il Mandelson pare abbia scritto quella che è stata definita come una «lettera d’amore» all’Epstein.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa il premier Keir Starmer ha invitato Andrea a testimoniare per i suoi legali con l’Epstein. Lo stesso Starmer, tuttavia, è ora sotto pressione, perché vari membri del suo gabinetto, incluso il Mandelson, si sono dimessi a catena quando è emerso che il loro nome è presente nei file sul banchiere satrapo desecretati da Washington: si sono dimessi il direttore delle comunicazioni Tim Allan e il capo di gabinetto Morgano McSweeney.
Non è difficile pensare, in estrema sintesi, che Andrea – di grande peso mediatico, perché principe, ma di poco peso politico – sia il capro espiatorio ideale per il caso Epstein, con grandi nomi che continuano a rimanere celati e altri che vengono centellinati al pubblico senza comunque che vi sia nessuna conseguenza legale e pure mediatica.
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Immagine di Secretary of Defense via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic; immagine tagliata
Oligarcato
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Intelligenza Artificiale
La moglie del CEO di Anthropic aveva proposto a Epstein un’azienda di «pornografia di lusso»
Mentre Anthropic si prepara a quella che potrebbe diventare la più grande IPO (offerta pubblica iniziale di borsa) della storia, con una valutazione stimata oltre i 2.000 miliardi di dollari, un’inchiesta del Wall Street Journal pubblicata giovedì punta i riflettori su una figura che, pur non comparendo in alcun organigramma né documento societario, avrebbe esercitato una notevole influenza sull’amministratore delegato Dario Amodei: sua moglie, Cami Clark.
Secondo la ricostruzione del giornale, la Clark avrebbe affiancato Amodei per cinque anni come consulente strategica informale, senza percepire uno stipendio né ricoprire un titolo ufficiale. Il WSJ segnala inoltre come i riferimenti pubblici al matrimonio siano stati progressivamente rimossi dal web: la voce Wikipedia di Amodei non menzionava l’unione fino a questa estate e tuttora non riporta il nome della moglie, mentre persino Claude, interrogato sullo stato civile del suo creatore, risponderebbe in modo evasivo.
L’inchiesta ricostruisce anche il percorso personale della Clark: un primo matrimonio nel 1999, a vent’anni, con l’architetto di Reno Waldemar Eklof III, poi finito dopo tre anni. Attorno al 2010, insieme a Michelle Capocefalo, avrebbe fondato Eddice, startup nel settore della produzione pornografica pensata per un pubblico femminile.
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Documenti giudiziari resi pubblici dal dipartimento di Giustizia americano nell’ambito del caso Epstein mostrano che, nel 2011 — meno di due anni dopo la scarcerazione del finanziere per reati legati alla prostituzione minorile — l’agente letterario John Brockman mise in contatto la Clark ed Epstein per discutere di un possibile finanziamento del progetto.
Le email agli atti, riportate dal giornale economico neoeboraceno, mostrano un primo scambio cordiale e un secondo contatto l’anno successivo, in cui Epstein — che secondo quanto riferito disse di non ricordarsi di lei — avrebbe comunque risposto con interesse, salvo poi declinare l’investimento specifico spiegando: «Non posso fare televisione a sfondo sessuale». I contatti tra i due sarebbero proseguiti per circa due anni su altri progetti imprenditoriali della Clark.
Secondo fonti citate dal WSJ, pur senza un ruolo formale, la Clark parteciperebbe agli eventi pubblici di Amodei e curerebbe le relazioni con investitori a Davos e Sun Valley. Sarebbe stata inoltre lei a presentare ad Amodei l’ex CEO di Google Eric Schmidt — con cui aveva avuto una relazione tra il 2011 e il 2014 — che in seguito avrebbe partecipato al round di finanziamento Serie A di Anthropic da 124 milioni di dollari nel 2021.
Nello stesso periodo, la Clark avrebbe proposto a Schmidt un veicolo d’investimento per formalizzare il proprio coinvolgimento nell’azienda, proposta poi respinta dai co-fondatori, tra cui Daniela Amodei.
Più di recente, riporta ancora il giornale, la Clark si sarebbe fatta portavoce di posizioni politiche dell’azienda presso alcuni interlocutori, in un momento in cui Anthropic è in contenzioso con l’amministrazione Trump riguardo alle restrizioni sull’uso di Claude da parte del Pentagono.
Il WSJ sottolinea che nessuna delle condotte descritte risulta illegale. Tuttavia, con la documentazione riservata già depositata presso la SEC il 1° giugno e una quotazione attesa per ottobre, le norme sulla trasparenza richiedono la divulgazione di eventuali soggetti con influenza significativa sulla governance, anche in assenza di un ruolo formale — un elemento che, secondo l’inchiesta, renderebbe rilevante la posizione di Clark agli occhi dei futuri investitori istituzionali.
Secondo alcune fonti, Claude sarebbe stato incorporato nel software di analisi e sorveglianza dell’azienda americana Palantir, impiegato dalle agenzie governative statunitensi nell’ambito dell’iniziativa di Washington per integrare l’IA nei suoi sistemi militari, politici e di Intelligence.
Durante la guerra contro l’Iran, il software avrebbe identificato la scuola elementare iraniana di Minab come bersaglio. Un attacco statunitense ha ucciso quasi 160 persone nell’edificio, la maggior parte delle quali bambini.
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Secondo l’Amodei, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda. In seguito vi è stato uno scontro con il Pentagono, di cui l’azienda è fornitrice, mentre sui giornali sono apparse accuse secondo cui il modello di Intelligenza Artificiale dell’azienda sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi vi era stato un progressivo deterioramento dei rapporti tra Anthropic e il Pentagono, legato alla volontà del dipartimento della Guerra statunitense di utilizzare l’IA per il controllo di armi autonome senza le garanzie di sicurezza che l’azienda ha cercato di imporre.
Come riportato da Renovatio 21, settimane fa Anthropic ha dichiarato di aver disabilitato l’accesso ai suoi modelli di IA più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, in seguito a un ordine governativo di sospendere l’accesso ai cittadini stranieri. Secondo quanto comunicato in precedenza, Mythos sarebbe in grado di penetrare i sistemi informatici con una facilità mai vista.
Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicato il mese scorso, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie».
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.
Mesi fa Mrinank Sharma, fino a poco prima responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».
Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».
Anthropic è l’azienda di IA coinvolta direttamente dal Vaticano nel lancio della nuova Enciclica Magnifica Humanitas.
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Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Internet
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