Oligarcato
Tenta il suicidio l’ex premier norvegese legato ad Epstein
L’ex primo ministro norvegese Thorbjørn Jagland è stato ricoverato in ospedale la scorsa settimana in seguito a un tentativo di suicidio, pochi giorni dopo essere stato accusato di grave corruzione per i suoi legami con il condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein, ha riferito il quotidiano norvegese iNyheter.
Citando una «fonte attendibile», la testata di Oslo ha scritto che le condizioni di Jagland sono gravi. La struttura che cura lo statista 75enne non è stata resa nota.
Lo Jagland è una delle figure politiche più importanti della Norvegia, avendo ricoperto la carica di primo ministro, Presidente del Parlamento, ministro degli Esteri e Segretario Generale del Consiglio d’Europa. Ha inoltre presieduto – cosa forse rilevante nella vicenda delle influenze di Epstein – il Comitato Norvegese per il Nobel dal 2009 al 2015.
All’inizio di questo mese, Jagland è stato accusato di corruzione grave in seguito alla pubblicazione dell’ultima serie di documenti su Epstein da parte del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. L’agenzia anticorruzione norvegese ha effettuato ampie perquisizioni nelle proprietà di Jagland a Oslo e Risor.
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Secondo la lettera dell’agenzia al Consiglio d’Europa, in cui si chiedeva di revocare la sua immunità, Jagland e i suoi familiari più stretti hanno utilizzato più volte gli appartamenti privati di Epstein a Parigi e New York tra il 2011 e il 2018, e hanno soggiornato nella sua villa a Palm Beach, in Florida. Jagland avrebbe anche chiesto a Epstein di aiutarlo con un prestito bancario.
Se condannato, lo Jaglando rischia fino a 10 anni di carcere. Ha negato ogni addebito.
Lo scandalo rientra nelle più ampie conseguenze della pubblicazione del documento di Epstein, che ha innescato indagini e dimissioni in ambito politico, imprenditoriale e accademico.
I documenti menzionano anche diversi altri norvegesi di alto profilo, tra cui la principessa ereditaria Mette-Marit, che compare ampiamente in documenti che descrivono anni di contatti con il famigerato molestatore sessuale. Le rivelazioni aumentano l’attenzione sulla famiglia reale norvegese nel contesto del processo per stupro di suo figlio, Marius Borg Høiby.
Nel Regno Unito, l’ex principe Andrea d’Inghilterra è stato arrestato la scorsa settimana con l’accusa di «cattiva condotta nell’esercizio delle funzioni pubbliche» in seguito alle accuse di aver condiviso informazioni governative riservate con Epstein mentre era in carica come inviato commerciale. Successivamente è stato rilasciato e rimane sotto inchiesta, negando anche lui qualsiasi illecito. Una soffiata anonima presente negli archivi avrebbe sostenuto che l’ex reale avrebbe partecipato alla tortura di un bambino di sei anni.
Anche l’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Peter Mandelson, è stato arrestato con accuse simili, mentre tre alti funzionari del governo del primo ministro Keir Starmer si sono dimessi negli ultimi dieci giorni. Sono dimessi inoltre il capo di gabinetto del governo Starmer Morgan McSweeney (implicato anche nel grande di lavoro di censura globale durante la pandemia) nonché il direttore delle comunicazioni Tim Allan.
I collegamenti di un membro della Commisione Nobel con Epstein rimandano alla mente le giustificazioni addotte ancora anni fa dal miliardario Bill Gates per la frequentazione con il satrapo neoeboraceno. Gates, che lo ha frequentato dopo la condanna per reati sessuali di Epstein, diceva che quest’ultimo gli aveva lasciato intendere che il filantropo vaccinaro avrebbe potuto vincere il Nobel per la Pace.
Il risultato a quanto pare fu diverso: ora, con i nuovi documenti usciti, Gates ha dovuto negare i contenuti di una mail autospeditasi da Epstein in cui parla di malattie veneree contratte da «ragazze russe» e di richiesti di suggerimenti su come dare di nascosto antibiotici alla moglie Melinda.
Come riportato da Renovatio 21, dai file desecretati sono uscite manovre di Epstein per far ottenere a Gates «più soldi per i vaccini» e sistemi per controllare il dibattito scientifico.
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Immagine di Chatham House via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Oligarcato
Gola profonda del caso Epstein trovato morto in Tailandia
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I am the British whistleblower who reported evidence concerning Howard Lutnick, his links to Jeffrey Epstein, and Cantor Fitzgerald and BGC to the FBI in 2020–21.
Listen to the BBC File on 4 documentary about my whistleblower story: https://t.co/rLRDnZA4Dv BBC News: https://t.co/DdNNOosnKL I later shared evidence with the House Oversight Committee, which subsequently questioned Lutnick behind closed doors. My disclosures also contributed to regulatory action in the US and UK, including a £96m HMRC tax assessment relating to BGC’s partnership scheme. I believe the true tax exposure is substantially higher. I also reported to the FBI and financial regulators matters involving Cantor Fitzgerald’s Relief Fund and BGC/Cantor’s annual 9/11 Charity Day. The personal consequences of whistleblowing, and the retaliation I say followed, have been devastating for my family and me. Mother Jones previously reported that documents I uncovered revealed a years-long business tie between Howard Lutnick, Cantor Fitzgerald and Jeffrey Epstein through AdFin, including a 2018 exchange in which Lutnick and Epstein discussed the company directly: https://t.co/aRdn302v4i https://t.co/aRdn302v4i Follow me here on X and on LinkedIn. I intend to share more of the evidence and the story behind what happened. — Simon Andriesz (@SAndriesz) August 9, 2026
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Oligarcato
La Norvegia indaga sui legami tra la sua élite ed Epstein
Il Parlamento norvegese ha aperto un’inchiesta pubblica sui legami tra l’élite politica e diplomatica del Paese e il finanziere statunitense Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali su minori. Saranno sentiti undici ministri degli Esteri e dello Sviluppo, tra cui l’attuale e l’ex titolare degli Esteri, e il primo ministro Jonas Gahr Stoere, che ricoprì quella carica dal 2005 al 2012.
I documenti su Epstein, resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia statunitense all’inizio di quest’anno, hanno messo in luce i suoi rapporti spesso tossici con politici, membri di famiglie reali e altre figure di spicco, per i quali si ritiene abbia procurato ragazze minorenni a scopo sessuale. Quelle rivelazioni hanno innescato indagini parlamentari e di polizia in Norvegia.
La Commissione permanente per il controllo e gli affari costituzionali del Parlamento sta esaminando la gestione dei fondi per gli aiuti internazionali da parte del ministero degli Esteri, i controlli interni e se i rapporti personali con Epstein possano aver inciso sulle decisioni del governo. Il membro della commissione Jonas Andersen Sayed ha detto che l’esecutivo deve spiegare che cosa sta facendo per ricostruire la fiducia nel servizio diplomatico.
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Restano aperti anche interrogativi sui finanziamenti norvegesi all’International Peace Institute (IPI), che tra il 1997 e il 2018 ha ricevuto dal Ministero degli Esteri circa 130 milioni di corone (12 milioni di euro). Il think tank internazionale è stato guidato dal diplomatico norvegese Terje Roed-Larsen dal 2005 al 2020.
La Norvegia, sede del Premio Nobel per la Pace e da tempo attore centrale della diplomazia internazionale, è finita sotto una luce sempre più intensa per i legami di Epstein con i suoi ambienti politici e diplomatici.
Roed-Larsen, figura chiave dei negoziati di pace in Medio Oriente negli anni Novanta e tra i principali artefici degli Accordi di Oslo del 1993, è uno dei norvegesi di spicco indagati dall’Oekokrim, l’autorità per i crimini economici, dopo la pubblicazione dei documenti del caso Epstein.
Sotto inchiesta ci sono anche l’ex primo ministro Thorbjoern Jagland e l’ex diplomatica Mona Juul. La Juul e lo Jagland sono sospettati di corruzione aggravata, Roed-Larsen di complicità nello stesso reato. Tutti e tre hanno respinto gli addebiti.
Edward Juul Rod-Larsen, 25 anni, è stato trovato morto a Oslo pochi giorni dopo che le polizie francese e norvegese avrebbero avviato un’indagine congiunta sui suoi genitori, Mona Juul e Terje Rod-Larsen; si è sospettato il suicidio. Anche lo Jagland avrebbe cercato di suicidarsi, finendo all’ospedale.
Come riportato da Renovatio 21 ex ministro degli Esteri Boerge Brende ha intanto testimoniato davanti alla commissione, dopo essersi dimesso a febbraio da presidente e amministratore delegato del World Economic Forum in seguito alle indagini sui suoi contatti con Epstein.
In parallelo il parlamento ha nominato una commissione indipendente di accademici ed esperti legali per esaminare le questioni sollevate dai dossier Epstein. Le conclusioni dovranno arrivare entro il 31 gennaio 2028.
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Come riportato da Renovatio 21, i contatti norvegesi dell’Epstein comprendono anche quella che, dopo la recentissima morte di re Aroldo, è ora la regina di Norvegia Mette-Marit.
Secondo i documenti relativi al caso Epstein, la principessa ereditaria si scambiò centinaia di email con l’oscuro oligarca molestatore sessuale tra il 2011 e il 2014 e soggiornò persino nella sua casa in Florida per quattro giorni. Questi scambi sono avvenuti anni dopo che Epstein aveva ammesso di aver sollecitato una minorenne alla prostituzione.
La corrispondenza, personale e a tratti civettuola, ha dimostrato che la loro relazione è durata molto più a lungo di quanto il palazzo avesse pubblicamente affermato. Mette-Marit si è poi scusata per quello che ha definito un errore di valutazione, dicendo che avrebbe dovuto indagare più a fondo sul passato di Epstein.
Come riportato da Renovatio 21, a giugno il figlio di primo letto della regina è stato condannato a 4 anni di reclusione per stupro.
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Immagine di Torbjørn Kjosvold/SMK via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Bill Gates ha usato i fondi destinati ai vaccini per fare pressione sui governi: parla Angela Merkel
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