Oligarcato
L’ex avvocato di Obama si dimette da Goldman Sachs per «zio Jeffrey» Epstein
Bill Clinton, Barack Obama, Susan Rice, Jeffrey Epstein, i Rothschild e la grande banca d’affari neoeboracena Goldman Sachs hanno in comune la cooperazione con l’avvocato Kathy Ruemmler, figura centrale emersa dalle recenti rivelazioni legate al caso Epstein, chiamato dall’avvocatessa «Uncle Jeffrey», cioè «Zio Goffredo».
Kathryn Ruemmler, ex avvocato di punta di Goldman Sachs , ha visto la sua carriera sconvolta dopo la pubblicazione di documenti da parte del Congresso e del Dipartimento di Giustizia statunitense, che hanno evidenziato i suoi stretti rapporti con Jeffrey Epstein. La Ruemmler ha raggiunto i vertici di Wall Street diventando consulente chiave del CEO di Goldman Sachs, David Solomon, dopo aver servito come consigliere alla Casa Bianca sotto l’ex presidente Barack Obama.
Sebbene avesse assicurato alla banca che il suo legame con Epstein era limitato e «puramente professionale», le prove emerse hanno dimostrato il contrario: è divenuto pubblico che non solo aveva incontrato Epstein decine di volte e intrattenuto scambi email amichevoli per anni, ma era stata nominata esecutrice testamentaria da Epstein il 18 gennaio 2019 – data in cui lui era stato rimosso prima della sua morte in carcere il 10 agosto dello stesso anno.
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Inoltre, secondo quanto riportato dal Washington Free Beacon alla fine del mese scorso, Epstein le aveva fatto doni di lusso, tra cui una borsa Hermès da 9.400 dollari, un Apple Watch con marchio Hermès e un pacchetto di trattamenti spa al Four Seasons Hotel di Washington.
La Ruemmler aveva negato di aver mai aiutato Epstein con le pubbliche relazioni, dichiarando al giornale: «Non ho mai sostenuto la sua causa presso terzi, né presso un tribunale, né presso la stampa, né presso il governo». Si è poi scoperto che si trattava di una smentita del tutto infondata.
Venerdì, il Dipartimento di Giustizia ha reso pubblici oltre 3 milioni di pagine di documenti su Epstein, tra cui uno in cui la Ruemmlerra aiutava a redigere dichiarazioni per contrastare le accuse secondo cui Epstein avrebbe ottenuto un «accordo vantaggioso» nel patteggiamento del 2007-2008 per accuse di traffico sessuale minorile coinvolgenti decine di ragazze minorenni.
Poco più di tre settimane fa, Goldman Sachs aveva smentito categoricamente qualsiasi piano per licenziare la Ruemmler. Evidentemente non era così.
Giovedì il Financial Times ha riportato che la Ruemmler si dimetterà il 30 giugno, ossia è stata licenziata ma le è stato concesso di annunciarlo come dimissioni volontarie), affermando in una dichiarazione al quotidiano: «Ho deciso che l’attenzione dei media su di me, in relazione al mio precedente lavoro come avvocato difensore, stava diventando una distrazione».
La sua uscita segue la dimostrazione, tramite documenti, di lunghe discussioni con Epstein tra il 2014 e il 2019, ben dopo la sua condanna del 2008 per favoreggiamento della prostituzione minorile. La Ruemmler era entrata in Goldman nel 2020.
L’amministratore delegato di Goldman, David Solomon, l’aveva difesa fin dall’emergere dei legami con Epstein nel 2023. In una dichiarazione rilasciata giovedì ha detto che «ci mancherà», secondo il FT.
La Ruemmler ha affermato di pentirsi di aver conosciuto Epstein e di non essere stata a conoscenza delle sue attività criminali – affermazione a cui a questo punto è dato di non credere.
È interessante notare che Ruemmler, in passato, negoziò un accordo vantaggioso per la famiglia Rothschild con il dipartimento di Giustizia durante l’amministrazione Obama: un patteggiamento in cui lei avrebbe ricevuto circa 10 milioni di dollari in onorari e Epstein 25 milioni di dollari per il suo ruolo di intermediario nel rappresentare la banca Edmond de Rothschild in un’indagine sulle violazioni bancarie svizzere.
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Legami tra Epstein e i Rothschild – di cui sembra si dichiarasse agente – sono emersi nell’ultimo batch di file desecretati. Secondo quanto reso noto, lo stesso Epsteino aveva proposta a Ariane Rothschild «molte opportunità» nell’Ucraina post-Maidan.
Goldman Sachs è una delle banche d’investimento più potenti al mondo, con un’influenza enorme su mercati finanziari, governi e politiche economiche globali. Fondata nel 1869, domina operazioni di M&A, collocamenti e consulenza strategica, spesso al centro di crisi e scandali per il suo ruolo nel plasmare l’economia.
In Italia il suo potere si manifesta attraverso una sorta di «porta girevole» con Palazzo Chigi: numerosi leader hanno lavorato o collaborato con la banca. Romano Prodi, due volte premier e presidente della Commissione Europea, è stato consulente Goldman Sachs negli anni Novanta e oltre. Mario Monti, premier tecnico 2011-2013, è stato international advisor dal 2005 al 2011, anno in cui divenne. Mario Draghi, governatore di Bankitalia, BCE e poi premier, ha ricoperto il ruolo di vice chairman e managing director di Goldman Sachs International dal 2002 al 2005. Anche Gianni Letta e Massimo Tononi hanno avuto legami con la banca in fasi chiave della loro carriera.
Questa rete ha alimentato dibattiti su conflitti d’interesse e influenza della finanza sulla sovranità politica italiana ed europea.
Matt Taibbi su Rolling Stone all’altezza della grandi crisi finanziaria di fine anni 2000 definì Goldman Sachs «una grande piovra vampiro che succhia il sangue da tutto ciò che odora di denaro».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Intelligenza Artificiale
La moglie del CEO di Anthropic aveva proposto a Epstein un’azienda di «pornografia di lusso»
Mentre Anthropic si prepara a quella che potrebbe diventare la più grande IPO (offerta pubblica iniziale di borsa) della storia, con una valutazione stimata oltre i 2.000 miliardi di dollari, un’inchiesta del Wall Street Journal pubblicata giovedì punta i riflettori su una figura che, pur non comparendo in alcun organigramma né documento societario, avrebbe esercitato una notevole influenza sull’amministratore delegato Dario Amodei: sua moglie, Cami Clark.
Secondo la ricostruzione del giornale, la Clark avrebbe affiancato Amodei per cinque anni come consulente strategica informale, senza percepire uno stipendio né ricoprire un titolo ufficiale. Il WSJ segnala inoltre come i riferimenti pubblici al matrimonio siano stati progressivamente rimossi dal web: la voce Wikipedia di Amodei non menzionava l’unione fino a questa estate e tuttora non riporta il nome della moglie, mentre persino Claude, interrogato sullo stato civile del suo creatore, risponderebbe in modo evasivo.
L’inchiesta ricostruisce anche il percorso personale della Clark: un primo matrimonio nel 1999, a vent’anni, con l’architetto di Reno Waldemar Eklof III, poi finito dopo tre anni. Attorno al 2010, insieme a Michelle Capocefalo, avrebbe fondato Eddice, startup nel settore della produzione pornografica pensata per un pubblico femminile.
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Documenti giudiziari resi pubblici dal dipartimento di Giustizia americano nell’ambito del caso Epstein mostrano che, nel 2011 — meno di due anni dopo la scarcerazione del finanziere per reati legati alla prostituzione minorile — l’agente letterario John Brockman mise in contatto la Clark ed Epstein per discutere di un possibile finanziamento del progetto.
Le email agli atti, riportate dal giornale economico neoeboraceno, mostrano un primo scambio cordiale e un secondo contatto l’anno successivo, in cui Epstein — che secondo quanto riferito disse di non ricordarsi di lei — avrebbe comunque risposto con interesse, salvo poi declinare l’investimento specifico spiegando: «Non posso fare televisione a sfondo sessuale». I contatti tra i due sarebbero proseguiti per circa due anni su altri progetti imprenditoriali della Clark.
Secondo fonti citate dal WSJ, pur senza un ruolo formale, la Clark parteciperebbe agli eventi pubblici di Amodei e curerebbe le relazioni con investitori a Davos e Sun Valley. Sarebbe stata inoltre lei a presentare ad Amodei l’ex CEO di Google Eric Schmidt — con cui aveva avuto una relazione tra il 2011 e il 2014 — che in seguito avrebbe partecipato al round di finanziamento Serie A di Anthropic da 124 milioni di dollari nel 2021.
Nello stesso periodo, la Clark avrebbe proposto a Schmidt un veicolo d’investimento per formalizzare il proprio coinvolgimento nell’azienda, proposta poi respinta dai co-fondatori, tra cui Daniela Amodei.
Più di recente, riporta ancora il giornale, la Clark si sarebbe fatta portavoce di posizioni politiche dell’azienda presso alcuni interlocutori, in un momento in cui Anthropic è in contenzioso con l’amministrazione Trump riguardo alle restrizioni sull’uso di Claude da parte del Pentagono.
Il WSJ sottolinea che nessuna delle condotte descritte risulta illegale. Tuttavia, con la documentazione riservata già depositata presso la SEC il 1° giugno e una quotazione attesa per ottobre, le norme sulla trasparenza richiedono la divulgazione di eventuali soggetti con influenza significativa sulla governance, anche in assenza di un ruolo formale — un elemento che, secondo l’inchiesta, renderebbe rilevante la posizione di Clark agli occhi dei futuri investitori istituzionali.
Secondo alcune fonti, Claude sarebbe stato incorporato nel software di analisi e sorveglianza dell’azienda americana Palantir, impiegato dalle agenzie governative statunitensi nell’ambito dell’iniziativa di Washington per integrare l’IA nei suoi sistemi militari, politici e di Intelligence.
Durante la guerra contro l’Iran, il software avrebbe identificato la scuola elementare iraniana di Minab come bersaglio. Un attacco statunitense ha ucciso quasi 160 persone nell’edificio, la maggior parte delle quali bambini.
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Secondo l’Amodei, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda. In seguito vi è stato uno scontro con il Pentagono, di cui l’azienda è fornitrice, mentre sui giornali sono apparse accuse secondo cui il modello di Intelligenza Artificiale dell’azienda sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi vi era stato un progressivo deterioramento dei rapporti tra Anthropic e il Pentagono, legato alla volontà del dipartimento della Guerra statunitense di utilizzare l’IA per il controllo di armi autonome senza le garanzie di sicurezza che l’azienda ha cercato di imporre.
Come riportato da Renovatio 21, settimane fa Anthropic ha dichiarato di aver disabilitato l’accesso ai suoi modelli di IA più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, in seguito a un ordine governativo di sospendere l’accesso ai cittadini stranieri. Secondo quanto comunicato in precedenza, Mythos sarebbe in grado di penetrare i sistemi informatici con una facilità mai vista.
Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicato il mese scorso, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie».
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.
Mesi fa Mrinank Sharma, fino a poco prima responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».
Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».
Anthropic è l’azienda di IA coinvolta direttamente dal Vaticano nel lancio della nuova Enciclica Magnifica Humanitas.
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Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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