Connettiti con Renovato 21

Armi biologiche

C’è stato un Golpe. Ma a chi importa ormai?

Pubblicato

il

 

Negli ultimi tempi si è parlato molto di un alto papavero dell’esercito americano, il generale Mark A. Mulley. Egli ricopre tutt’ora il ruolo di Capo dello stato maggiore congiunto, l’ufficiale di rango più elevato delle forze armate statunitense.

 

Milley è conosciuto per aver espresso di recente commenti sulla «white rage»: ritiene che un problema fondamentale del Paese sia la rabbia dei bianchi. Dice che sta studiando la materia. L’esercito intanto adotta come letture per i soldati manuali di Critical Race Theory, l’idea per cui ogni singola cosa accada in America sia frutto di un «razzismo sistemico» che dura da almeno 400 anni.

 

Poche settimane fa, all’indomani dell’uccisione di 13 militari americani all’Aeroporto di Kabul, fece una conferenza stampa per dire che gli USA avevano reagito: grazie a una «solida intelligence», un drone aveva disintegrato un furgoncino carico di terroristi dell’ISIS-K che stavano per entrare in azione. L’azione sembrò subito sospetta. Il New York Times ora conferma che a morire è stata un’intera famiglia, tra cui vari bambini.

 

Ora di Milley si parla con ancora più insistenza. Bob Woodward, il decano dei giornalisti (l’uomo che con la sua fonte Gola profonda innescò lo scandalo Watergate e la conseguente caduta di Nixon) ha mandato in stampa un paio di racconti incredibili.

 

Secondo il libro Peril, sul finire della presidenza Trump, Milley disse ai suoi sottoposti di essere consultato personalmente su qualsiasi ordine di azione militare da parte del presidente, compreso l’uso di armi nucleari – un fatto che costituisce la rottura della catena di comando in violazione del principio del controllo civile sui militari.

 

Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato

L’8 gennaio, Milley ha assicurato la presidente della Camera, la democratica californiana Nancy Pelosi,  che «gli inneschi nucleari sono sicuri e non lo faremo – non permetteremo nulla di pazzo, illegale, immorale o non etico che accada».

 

Secondo quanto riferito, la Pelosi avrebbe poi detto a Milley: «È pazzo. Sai che è pazzo. È pazzo da molto tempo. Quindi non dire che non sai quale sia il suo stato d’animo… È pazzo e quello che ha fatto ieri è un’ulteriore prova della sua follia», ha aggiunto la Pelosi, riferendosi a Trump e all’assedio del Campidoglio.

 

«Signora Presidente, sono d’accordo con lei su tutto» avrebbe risposto Milley.

 

Il libro riporta inoltre che il 30 ottobre 2020, quattro giorni prima del giorno delle elezioni presidenziali statunitensi, Milley chiamò il suo omologo in Cina, il generale Li Zuocheng:

 

«Voglio assicurarvi che il governo americano è stabile e che tutto è andrà tutto bene… Non attaccheremo o condurremo nessuna operazione cinetica contro di voi». «Operazione cinetica» significa attacco militare con armi fisiche.

 

«Se vogliamo attaccare, vi chiamerò prima, non sarà una sorpresa». Gli autori scrivono che il generale Milley ha chiamato di nuovo il generale cinese nel gennaio 2021, due giorni dopo l’attacco al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021.

 

Si tratta di rivelazioni a dir poco sbalorditive.

 

Il generale Milley, sostiene qualche membro dell’ opposizione repubblicana (non tutti…) si è quindi reso responsabile di alto tradimento.

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani

 

Il generaly Milley, quindi, andrebbe mandato dinanzi ad una Corte Marziale dell’esercito USA. La quale, all’articolo 94 dell’Uniform Code of Military Justice, prevede che l’ammutinamento e la sedizione siano puniti con la morte.

 

Avete letto bene: pena di morte per i militari traditori. Nientemeno. Il caso di Milley ci sembra esattamente questo. Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato.

 

Non si tratta di un tradimento qualsiasi – ma di un tradimento «nucleare».  Cioè, di un piano preciso di privare il presidente ancora in carica (anche se per poco) dell’arma di deterrenza assoluta di cui dispone il suo Paese – e il tutto, tramando con una potenza avversaria che parimenti dispone del fuoco termonucleare e che, come riportato da Renovatio 21, potrebbe di recente aver costruito nuovi siti di lancio di missili intercontinentali – la Cina.

 

La Cina, lo strano compagno di viaggio, o meglio, il padrone di tanta della sinistra progressista occidentale. La Cina a cui, con un tradimento non ancora raccontato o spiegato, le nostre élite hanno passato tutta la nostra capacità manifatturiera. La Cina a cui abbiamo svenduto aziende, la Cina per cui abbiamo svuotato interi comparti industriali, con la conseguente distruzione della classe media.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica

Quella Cina che potrebbe in questi giorni innescare una guerra per Taiwan: lo temono in molti, le manovre dell’anglosfera sembrano puntare lì (a meno che sotto, non ci sia un accordo ancora più profondo di ritirata occidentale), dai sottomarini atomici che ora si vuole fornire all’Australia in giù. Gli stessi media australiani, in questi giorni, si stanno chiedendo seriamente quanto Canberra sia vicina alla guerra con Pechino – che, su un organo ufficiale del Partito Comunista Cinese, ha definito l’Australia una gomma da masticare attaccata alla suola dello stivale cinese.

 

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani.

 

Il problema qui, tuttavia, è un altro. Di tutto questo, a nessuno importa. Milley è salutato dai media americani tutti (con l’eccezione di Fox News e dei canali trumpiani OAN e Newsmax) come un salvatore della patria. Si sprecano i commentatori che dicono quanto abbia fatto bene, perché, come la Pelosi, definiscono Trump «pazzo» (nonostante vi sia un emendamento, il 25°, per rimuovere un presidente pazzo, ma i democratici non sono riusciti ad attivarlo).

 

A lui dobbiamo la salvezza planetaria. Milley non è un traditore: è un eroe.

 

Vi renderete conto che siamo dinanzi ad un mondo capovolto. Deve essere la «Umwertung aller Werte», quella «trasmutazione di tutti i valori» di cui parlava il sifilitico Nietzsche quando sognava il suo mondo dionisiaco ed invertito.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica.

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo

Il rivale geopolitico non va considerato come avversario, anzi va protetto. Gli immigrati hanno più diritti dei cittadini, possono infrangere la legge sull’immigrazione e pure la regolamentazione anti-COVID: possono entrare nel Paese senza test e senza vaccini, a differenza di voi che se ne siete sprovvisti non potete nemmeno entrare al bar per fare la pipì.

 

E poi, l’inversione suprema, quella della «libertà». La vera libertà, ripetono anche i leader di partiti italiani, la ottiene se ti inserisci in un sistema di sorveglianza bio-informatica. «Libertà» è essere obbligati ad una terapia genica, pena la perdita non solo dei propri diritti ma anche del proprio lavoro, cioè del cibo per la propria famiglia. Il «bispensiero» teorizzato nel romanzo di Orwell è roba da educande.

 

Quindi, sì, vero: il generale Milley è un eroe del nostro tempo. E non è l’unico.

 

Il suo caso ricorda da vicino quello di un altro generale coinvolto in affari cinesi e, potenzialmente, in armi pericolosissime: quello del dottor Anthony Fauci.

 

L’eterno, onnipotente zar dell’ente pubblico per le malattie infettive, già detestato dagli scienziati odiato dai gay ai tempi dell’AIDS (dove fece un paio di manovre interessanti), ora è considerato da alcuni – come il senatore Rand Paul che glielo ha detto in faccia in commissione – il possibile «responsabile dell’intera pandemia».

 

Egli infatti, come sembra sempre più certo, ha passato milioni di euro del contribuente americano a ONG che lavoravano sull’ingegneria genetica dei coronavirus all’Istituto di virologia di Wuhan – un progetto che la stessa DARPA, l’ente scientifico di ricerca del Pentagono, aveva scartato come troppo rischioso.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

Eppure, anche di Fauci – oramai considerato perfino colpevole di aver mentito davanti al Congresso, pena che dovrebbe costargli 5 anni di gabbio – nessuno si cura. Anzi. Fauci è un eroe.

 

Abbiamo avuto testimonianze, nei mesi della pandemia, di cose grottesche: il giardino delle case private degli elettori democrat esponevano cartelli con su scritto «Grazie Fauci per difenderci dalla pandemia». Era quando Fauci, smentendo se stesso e pure quello che diceva in email private ora emerse, raccomandava mascherine e lockdown draconiani. C’era ancora Trump, quindi, come gli ubriachi con i lampioni, l’onesto cittadino progressista si aggrappava all’unico uomo che gli teneva testa, il virologo che tutti gli anni dava notizie sull’andamento stagionale dell’influenza (lo chiamavano, allora, «doctor flu»).

 

Si trattava, invero, di un altro effetto collaterale della TDS, ovvero la «Trump Derangement Syndrome», sindrome da disturbo-Trump. Non possiamo dire di non conoscerla, qui in Italia – l’abbiamo avuta per due decenni, solo che invece che il costruttore TV della Trump Tower abbiamo avuto il costruttore TV di Milano 2. La dinamica di odio cieco, e controproducente fino al masochismo, la conosciamo bene: alimentata dai media degli avversari finanziari e personali di Berlusconi, possiamo dire  che essa ha creato l’assetto parlamentare dell’ora presente. Il fenomeno dei 5S, senza le decadi di delegittimazione mediatico-popolare di Berlusconi (certo, unito all’incapacità totale del PD di costruire un’alternativa credibile), non sarebbe esistito.

 

Quindi: Fauci e Milley sono eroi.

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati

Entrambi hanno trafficato con sicumera con le cose più delicate e devastanti al mondo, le armi atomiche e quelle biologiche. Queste ultime, come abbiamo visto, ancora più pericolose delle prime. E se diciamo proprio «armi biologiche» è perché siamo convinti che a quei livelli di biosicurezza le innocenti ricerche non esistono: ogni ricerca su un patogeno distruttivo è dual use, puoi farci un vaccino ma anche un’arma (guardate il film Virus Letale: è spiegato bene, è il centro di tutta la storia). E sappiamo per certo che l’esercito cinese lavorasse anche lì…

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

 

Avete notato come improvvisamente quando si parla di militari al potere ora non venga più in mente Pinochet, ma anzi, i giornali dell’Oligarcato arrivano ad invocare un mezzo golpe dei colonnelli?

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati.

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

Il generale a capo della siringa nazionale si lascia scappare una gaffe, parla di inoculo di «decine di milioni di dosi senza saperne esattamente l’esito»: dice cioè, la verità – certo, forse senza rendersi bene conto. Invece che ricordare il Codice di Norimberga, giornali e popolo progressista applaudono. Anche qui, un generale eroe. Celo anche noi.

 

Ma anche questo: che importanza ha?

 

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

La vostra Costituzione, non vale niente.

 

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione

I vostri diritti umani, non esistono.

 

La vostra opinione, è nulla.

 

Il vostro voto, non ha valore.

 

Le vostre parole, vengono cancellate.

 

La vostra religione, non conta nulla.

 

I vostri figli, non sono vostri.

 

Il vostro corpo, non è vostro.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi. Erano i vostri corpi e le vostre menti.

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione.

 

Lo ripetiamo, nel caso qualcuno di voi non abbia capito a cosa serve il COVID. Allineatevi. Sottomettetevi.

 

Tra menzogne, bombe atomiche e armi biologiche, si sta aprendo una nuova era di schiavitù. E non pensate di poter scappare.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi, ma i vostri corpi e le vostre menti.

 

Ma a chi importa, oramai?

 

 

Roberto Dal Bosco

Armi biologiche

Gli scienziati creano virus con l’Intelligenza Artificiale

Pubblicato

il

Da

Per la prima volta gli scienziati americani hanno impiegato l’Intelligenza Artificiale per generare virus funzionanti inesistenti in natura, evidenziando una potenzialità che, a detta dei ricercatori, potrebbe favorire progressi in ambito medico ma che al contempo pone rilevanti minacce per la biosicurezza.

 

Uno studio apparso giovedì sulla rivista Science riferisce che i team dell’Università di Stanford e del Broad Institute del MIT e di Harvard hanno utilizzato l’IA per ideare migliaia di genomi virali completi.

 

Quasi 300 di questi progetti sono stati poi sintetizzati in laboratorio e sottoposti a test, riuscendo a ottenere 16 virus vitali.

 

Si trattava di batteriofagi, organismi che colpiscono esclusivamente i batteri e non l’uomo, elaborati a partire da un fago naturale denominato ΦX174. Alcune delle varianti create dall’IA si sono rivelate più efficaci di quelle presenti in natura nell’eliminare ceppi di E. coli diventati resistenti.

 

L’IA era già stata ampiamente applicata alla progettazione di singoli geni e proteine, ma i ricercatori hanno dichiarato che questa rappresenta la prima prova concreta della capacità dei modelli generativi di concepire un intero genoma virale operativo.

Sostieni Renovatio 21

Fatemeh Vafaee, docente di biotecnologie presso l’Università del Nuovo Galles del Sud, ha precisato che i batteriofagi non costituiscono un rischio per gli esseri umani, ma ha evidenziato come tale capacità sollevi interrogativi sulla sicurezza futura.

 

«Non si tratta tanto di chiedersi “dovremmo preoccuparci di questo virus”, quanto piuttosto ‘l’intelligenza artificiale è ormai in grado di fare tutto questo’», ha dichiarato ad Al Jazeera, invocando una più rigorosa supervisione.

 

Gli esperti hanno tuttavia sottolineato che la creazione di agenti patogeni umani pericolosi resta assai più complessa rispetto a quella di batteriofagi relativamente semplici.

 

Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa i dirigenti delle principali aziende di Intelligenza Artificiale si sono uniti agli esperti di biotecnologie in un appello urgente per rendere obbligatori i controlli di sicurezza per l’acquisto di DNA sintetico.

 

Il timore per le armi biologiche create dell’AI era presente anche in una lettera che 60 figure del movimento MAGA avevano indirizzato al presidente Trump chiedendo controlli sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. «I sistemi aeronautici sono sottoposti a una rigorosa certificazione. I sistemi di Intelligenza Artificiale più potenti, che ora possono, o presto potranno, contribuire alla progettazione di armi biologiche, all’infiltrazione in infrastrutture critiche o alla manipolazione dei mercati finanziari, dovrebbero essere trattati con la stessa serietà e attenzione» hanno scritto i firmatari, tra i quali spiccava il nome di Steve Bannon.

 

Come riportato da Renovatio 21, un ricercatore esperto di sicurezza di Anthropic che aveva lavorato sul fronte delle armi biologiche si licenziò lasciando un monito preciso. «Il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora», ha scritto Mrinank Sharma rivolgendosi ai colleghi.

 

La paura per i virus bioingegnerizzati dall’AI arriva in un clima di crescente allarme verso i sistemi di AI autonomi che operano al di fuori delle istruzioni impartite. Modelli elaborati da OpenAI, Anthropic e Meta hanno di recente compiuto azioni informatiche non autorizzate durante i test di sicurezza. Anche l’AI Security Institute britannico ha segnalato questa settimana che, nelle fasi di valutazione, agenti di IA hanno mirato a persone e organizzazioni reali, generato false identità e tentato di inserire codice dannoso.

 

Nessuno di questi episodi ha riguardato la ricerca biologica, ma hanno alimentato preoccupazioni sul fatto che sistemi IA sempre più evoluti possano accedere a strumenti potenti, compresi quelli destinati alla progettazione di virus.

Aiuta Renovatio 21

L’esperimento si colloca inoltre all’interno di un rinnovato confronto negli Stati Uniti sulla ricerca ad alto rischio sui virus e sulle origini del COVID-19.
L’ipotesi che la pandemia sia scaturita da un incidente di laboratorio all’Istituto di Virologia di Wuhan, finanziato dagli Stati Uniti, è tornata al centro del dibattito politico americano dopo il recente interrogatorio al Congresso dell’ex consigliere della Casa Bianca per il coronavirus Anthony Fauci.

 

Giovedì Fauci è stato sanzionato per oltraggio al Senato da una commissione perché si è rifiutato di rispondere a domande sulle origini del COVID-19 e sui finanziamenti americani alla ricerca sul coronavirus a Wuhan, utilizzando, forse impropriamente, per ben 111 volte il Quinto emendamento della Costituzione USA, che dà diritto a restare in silenzio per non autoincriminarsi.

 

Anche la ricerca biologica finanziata dagli Stati Uniti all’estero è finita sotto la lente dopo che l’ex direttrice dell’Intelligence nazionale Tulsi Gabbard ha divulgato documenti che attestano il sostegno di Washington a laboratori biologici in Ucraina impegnati nello studio di agenti patogeni pericolosi, con alcune strutture coinvolte in ricerche di tipo «guadagno di funzione».

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

 

 

Continua a leggere

Armi biologiche

Trump vieta la maggior parte, ma non tutte, le «ricerche pericolose di guadagno di funzione»

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   Martedì l’amministrazione Trump ha varato una direttiva per porre fine alla ricerca ad alto rischio nel settore delle scienze biologiche, che include il divieto di finanziamenti federali per la «ricerca pericolosa di acquisizione di funzione». La ricerca di acquisizione di funzione «potenzialmente» pericolosa sarà consentita previa una revisione più rigorosa rispetto a quanto richiesto in precedenza.   L’amministrazione Trump ha reso pubblico martedì una direttiva che limita la ricerca ad alto rischio nel campo delle scienze biologiche, includendo il divieto di finanziamenti federali per la «ricerca pericolosa di acquisizione di funzione», come annunciato dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) in un comunicato stampa.   Questa politica fa seguito all’ordine esecutivo del presidente Donald Trump del maggio 2025, che imponeva al governo statunitense di sospendere temporaneamente le ricerche pericolose che prevedono un aumento di funzione . All’epoca, i National Institutes of Health (NIH) e altre agenzie interruppero i progetti di ricerca che potevano rientrare in tale definizione.   La direttiva è stata resa pubblica mentre la Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato degli Stati Uniti si preparava a interrogare oggi il dottor Anthony Fauci, ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), sul suo possibile ruolo nelle origini del COVID-19.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

La ricerca di tipo «gain-of-function», che aumenta la trasmissibilità o la virulenza dei virus, è spesso utilizzata nello sviluppo dei vaccini. È proprio questo tipo di ricerca, condotta presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, in Cina, che ha portato alla teoria secondo cui il virus responsabile del COVID-19 sarebbe stato sviluppato in laboratorio e successivamente fuoriuscito.   La ricerca condotta presso il laboratorio di Wuhan, che ha coinvolto scienziati sia statunitensi che cinesi, è stata parzialmente finanziata dal NIAID sotto la direzione di Fauci.   La nuova politica dell’amministrazione vieta il finanziamento federale di tali ricerche sia a livello nazionale che internazionale e istituisce una revisione indipendente per alcune tipologie di ricerca ad alto rischio nel campo delle scienze biologiche.   Secondo il comunicato stampa, il provvedimento limita anche i finanziamenti federali per la ricerca condotta in paesi e istituzioni che non dispongono di standard adeguati di biosicurezza e biocontenimento.   Secondo il comunicato stampa, la politica consente comunque la «ricerca biomedica critica», compreso lo sviluppo di contromisure mediche, come vaccini, terapie e diagnostica, «nel rispetto di rigorose garanzie di sicurezza».   «Il governo federale ha il dovere di proteggere il popolo americano, non di finanziare ricerche che potrebbero metterlo a rischio», ha dichiarato il Segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr., il cui libro, The Wuhan Cover-up («l’insabbiamento di Wuhan»), includeva prove del fatto che Fauci avesse condotto e finanziato pericolose ricerche di tipo gain-of-function, che hanno portato alla fuga di materiale biologico dal laboratorio contenente il COVID-19.   «Oggi poniamo fine al sostegno federale alla pericolosa ricerca sul guadagno di funzione e sostituiamo la debole supervisione con garanzie chiare e applicabili», ha affermato Kennedy.

Sostieni Renovatio 21

Il nuovo quadro di supervisione si concentra su due tipologie di ricerca.

In un articolo pubblicato sul Wall Street Journal, il direttore del NIH, Jay Bhattacharya, ha affermato che la nuova politica promuove la ricerca nel campo delle scienze biologiche, riducendo al minimo il rischio di un’altra pandemia.   «La nuova politica preserva i benefici della ricerca nel campo delle scienze biologiche, definendo al contempo le aree a maggior rischio, tra cui la prevenzione di perdite accidentali o intenzionali nei laboratori e le sanzioni per le pratiche irresponsabili», ha scritto.   La politica non vieta del tutto la ricerca sul guadagno di funzione e non pone fine alla ricerca sulla salute biologica finanziata a livello federale in altri paesi. Piuttosto, definisce due categorie di ricerca «che presentano il rischio più elevato».   Tra queste rientrano la «ricerca pericolosa con acquisizione di funzione (DGOF)» e la «ricerca internazionale di interesse (IROC)».   DGOF si riferisce alla ricerca che potenzia gli agenti biologici «in modi che li rendono più pericolosi». IROC si riferisce alla ricerca nel campo delle scienze biologiche finanziata a livello federale e condotta in altri Paesi, che, secondo la nuova normativa, deve essere svolta da enti affidabili sotto la supervisione degli Stati Uniti.   La DGOF è vietata, ma la ricerca che potenzialmente potrebbe essere DGOF è consentita previa valutazione da parte di un ente terzo indipendente.   Le attività IROC sono vietate, ma sono consentite le attività IROC che potrebbero ragionevolmente rappresentare una minaccia per la salute e la sicurezza pubblica o per la sicurezza nazionale, previa valutazione della capacità dell’istituto di ricerca di garantire la supervisione.   La normativa prevede che i ricercatori principali debbano valutare se la loro ricerca soddisfa tali definizioni e, in caso affermativo, debbano completare una valutazione del rischio e creare un piano di mitigazione del rischio.   Gli enti di ricerca che propongono o finanziano tali ricerche devono anche valutarne i rischi e garantire un’adeguata supervisione. Saranno tenuti a disporre di una specifica infrastruttura per la valutazione dei rischi e dei benefici. In caso di mancata segnalazione dei rischi, saranno soggetti a sanzioni.   Anche gli enti federali di finanziamento saranno tenuti a esaminare le proposte di ricerca potenzialmente rischiose. Tale ricerca dovrà essere valutata da un comitato di revisione indipendente che condurrà delle analisi, formulerà raccomandazioni di finanziamento e elaborerà un piano di mitigazione dei rischi.   Il direttore dell’Intelligence nazionale e i segretari dell’Agricoltura, degli Affari Esteri e della Sanità supervisioneranno il processo di attuazione. Gli istituti che ricevono finanziamenti federali per le scienze biologiche istituiranno enti di revisione istituzionale per svolgere il lavoro.

Iscriviti al canale Telegram

Un decennio di polemiche sulla ricerca rischiosa

La ricerca sul guadagno di funzione è da tempo oggetto di controversie. I sostenitori affermano che tale ricerca permette agli scienziati di ridurre i rischi di pandemie causate da nuovi agenti patogeni, manipolando i virus per comprenderli meglio, valutarne i potenziali pericoli e la trasmissibilità e sviluppare vaccini per proteggersi da essi.   I critici sostengono che i nuovi agenti patogeni possono fuoriuscire dai laboratori e causare emergenze sanitarie pubbliche o pandemie, come la pandemia di COVID-19, e che nessuna misura di controllo o mitigazione può scongiurare tale rischio.   Avvertono inoltre che la ricerca sul guadagno di funzione ha un potenziale di «dual use» («duplice uso»): gli agenti patogeni possono essere utilizzati per la ricerca e lo sviluppo di armi biologiche.   Nel 2011 scoppiò una controversia quando il National Science Advisory Board for Biosecurity bloccò due studi riguardanti virus H5N1 modificati per renderli più trasmissibili, temendo che malintenzionati potessero replicare il lavoro per causare un’epidemia tra gli esseri umani, secondo uno studio pubblicato su The Lancet Infectious Diseases.   Nel 2014, diverse violazioni nei laboratori del governo statunitense, tra cui possibili esposizioni all’antrace per i dipendenti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), negligenza nella gestione di fiale di vaiolo presso il NIH e la distribuzione accidentale da parte del CDC di virus influenzali manipolati, hanno scatenato proteste tra gli scienziati e portato a cambiamenti nelle politiche.   L’amministrazione Obama ha sospeso gli esperimenti di potenziamento funzionale fino a quando i potenziali benefici e rischi non fossero stati valutati meglio.   La sospensione è stata revocata nel 2017, quando il NIH ha annunciato la ripresa dei finanziamenti per alcune ricerche di tipo «gain-of-function». L’HHS ha pubblicato il «Framework for Guiding Funding Decisions about Proposed Research Involving Enhanced Potential Pandemic Pathogens» (Quadro di riferimento per le decisioni di finanziamento relative a proposte di ricerca che coinvolgono agenti patogeni con potenziale pandemico potenziato ), che ha fornito gli standard per la supervisione di tali ricerche.   La preoccupazione pubblica per la ricerca sul guadagno di funzione è esplosa con l’inizio della pandemia di COVID-19, che molti scienziati e investigatori del governo statunitense ritengono sia iniziata con una fuga di un virus utilizzato per il guadagno di funzione presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, finanziato dagli Stati Uniti.   Tuttavia, Fauci e il dottor Francis Collins, allora a capo del NIH, sostenevano che il virus avesse «origini naturali», ovvero che si fosse trasmesso dagli animali all’uomo.

Aiuta Renovatio 21

Documenti ottenuti tramite richieste ai sensi del Freedom of Information Act, insieme ai risultati di un’indagine del Congresso, hanno rivelato che Fauci e altri hanno cospirato per promuovere la teoria delle «origini naturali» e per insabbiare i finanziamenti del governo statunitense a rischiose ricerche sul guadagno di funzione.   La notevole quantità di prove rese pubbliche in seguito, che indicano un’origine in laboratorio, ha portato la commissione del Congresso, insieme all’FBI, al Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, alla Defense Intelligence Agency e alla CIA, a concludere che il virus molto probabilmente è sfuggito da un laboratorio.   Le prove sempre più numerose hanno infine spinto testate giornalistiche di rilievo, tra cui il New York TimesVanity Fair e ProPublica, a pubblicare inchieste a sostegno di questa teoria.   Nell’udienza odierna con Fauci, il senatore Rand Paul ha dichiarato: «la decisione di finanziare pericolose ricerche sul potenziamento funzionale a Wuhan, in Cina, passerà probabilmente alla storia come una delle peggiori decisioni in materia di salute pubblica». «Francamente, il popolo americano merita delle scuse», ha affermato.   L’amministrazione Trump ha sospeso la ricerca sul guadagno di funzione con il suo ordine esecutivo del maggio 2025 e ha effettuato tagli ai finanziamenti per la ricerca sul guadagno di funzione.   Tuttavia, un’indagine di Paul Thacker ha dimostrato che il Congresso ha continuato a finanziare un programma federale istituito da Fauci per sostenere la ricerca sulle malattie infettive emergenti, nonostante i tagli al programma stesso.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
   
       
Continua a leggere

Armi biologiche

Il dottore delle armi biologiche sudafricane perde l’appello. Ricordiamo i progetti segreti per i vaccini sterilizzanti

Pubblicato

il

Da

Il cardiologo di Città del Capo, il dottor Wouter Basson, divenuto famoso per essere stato a capo di un programma segreto di guerra chimica e biologica durante l’apartheid, non è riuscito nel suo ultimo tentativo di evitare un procedimento disciplinare.

 

All’inizio di quest’anno l’Alta Corte del Gauteng, a Pretoria, ha respinto la richiesta del settantacinquenne Basson di sospendere definitivamente il procedimento dinanzi al Consiglio delle professioni sanitarie del Sudafrica (HPCSA). Basson ha quindi presentato ricorso in appello, che è stato anch’esso respinto. La corte ha ritenuto che le quattro accuse a suo carico siano talmente gravi da richiedere un processo immediato e che un eventuale appello in tal senso non avrebbe avuto successo.

 

Nel dicembre 2013 Basson è stato giudicato colpevole di condotta non professionale a seguito di un procedimento disciplinare avviato per esaminare le denunce relative alle sue azioni nei primi anni ’80, quando guidava l’iniziativa del governo dell’apartheid per la guerra chimica e biologica, nota come Project Coast («Progetto Costa»).

Sostieni Renovatio 21

Il procedimento di condanna a suo carico è iniziato nel gennaio 2015, ma è stato sospeso a causa di una serie di fattori, tra cui procedimenti legali per la ricusazione dei membri della commissione. Il procedimento nei suoi confronti non si è concluso fino ad oggi.

 

Basson, ora cardiologo che esercita nella provincia del Capo Occidentale, ha prestato servizio nelle Forze di Difesa Sudafricane (SADF) dal 1980 al 1995. Tra il 2000 e il 2001 sono state presentate denunce contro Basson all’HPCSA in merito a presunta condotta non professionale. Le denunce si riferiscono al suo coinvolgimento nelle SADF durante gli anni Ottanta, in qualità di responsabile del Progetto Coast.

 

Nei primi anni 2000 Basson dovette affrontare 67 capi d’accusa, ma fu assolto da tutti nel 2005. Estratti delle prove presentate da Basson durante il suo processo penale sono stati presentati al tribunale dall’HPCSA durante la sua richiesta di sospensione del procedimento. Ha inoltre presentato la dichiarazione giurata del professor Steven Miles, che fungerà da perito nel procedimento disciplinare.

 

Le quattro accuse che Basson dovrà affrontare includono il coordinamento, tra il 1986 e il 1988 e nel 1992, della produzione su larga scala di diverse droghe e gas lacrimogeni in qualità di responsabile di progetto presso la Delta G. Tra queste, la produzione di metaqualone, noto anche come Mandrax, un sedativo. Gli effetti tipici includono rilassamento, euforia e sonnolenza, oltre a una riduzione della frequenza cardiaca e respiratoria. Dosi più elevate possono causare depressione, mancanza di coordinazione muscolare e difficoltà di eloquio. Un sovradosaggio può provocare delirio, convulsioni, ipertonia e morte per arresto respiratorio, ha osservato la corte.

 

Durante il processo penale Basson testimoniò che queste sostanze, compresi i gas, erano state create per il controllo della folla. All’epoca dichiarò: «Bisogna spezzare la coesione della folla». Spiegò che i manifestanti che inalavano i gas «volevano solo tornare a casa, sdraiarsi e morire».

 

Tuttavia in sua difesa si sostenne che l’intenzione non era quella di ferire o uccidere persone; al contrario, le sue intenzioni erano opposte. Si affermò che, in presenza di una folla violenta, si sarebbe potuto disperderla con la forza o tentare di sviluppare una sostanza in grado di neutralizzare l’aggressività. Miles, tuttavia, riassunse le prove presentate alla corte, sostenendo che le azioni di Basson erano immorali in quanto aveva prodotto grandi quantità di tossine potenzialmente letali.

 

La conclusione principale di Miles fu che Basson, in quanto medico in attività, aveva violato l’etica della professione medica partecipando alla produzione di droghe e gas lacrimogeni, utilizzando queste sostanze chimiche nei mortai e fornendo tranquillanti alle vittime.

 

Basson, nella sua richiesta di autorizzazione a ricorrere in appello, contestò il fatto che la corte avesse preso in considerazione il parere di Miles nel ritenere che dovesse essere sottoposto al procedimento disciplinare, affermando che questi fatti non erano contenuti in una dichiarazione giurata, ma la corte ha respinto tale argomentazione, ritenendo che le accuse rimanessero gravi.

 

La corte ha inoltre respinto la sua tesi secondo cui avrebbe subito un pregiudizio se l’udienza si fosse svolta dopo tutti questi anni.

Aiuta Renovatio 21

Come riportato da Renovatio 21, ul «Progetto Costa» sudafricano esiste un rapporto ONU intitolato Project Coast: il programma di guerra chimica e biologica dell’apartheid, che conteneva scenari ben più inquietanti di quelli scritti qui sopra. Ad esempio, la creazione di un vaccino anti-fertilità.

 

«C’era qualche interazione tra Roodeplaat Research Laboratories (RRL) e Delta G [laboratori di armi biologiche e chimiche], con Delta G che ha preso parte ad alcuni dei progetti di biochimica RRL RRL, facendo test su animali di alcuni prodotti targati proprio Delta G. Un esempio di questa interazione ha riguardato il lavoro di anti-fertilità. Secondo i documenti di RRL [Roodeplaat Research Laboratories], la struttura aveva un certo numero di progetti registrati volti a sviluppare un vaccino anti-fertilità» scrive il documento delle Nazioni Unite.

 

«Questo è stato un progetto personale del primo amministratore delegato di RRL, il dott. Daniel Goosen. Goosen, che aveva fatto ricerche sui trapianti di embrioni, disse alla TRC che lui e Basson avevano discusso la possibilità di sviluppare un vaccino anti-fertilità che possa essere somministrato in modo selettivo, senza la conoscenza del ricevente. L’intenzione, disse, era di somministrarla a donne sudafricane, a loro insaputa».

 

A quel tempo, la tecnologia sembrava non essere sufficientemente matura per realizzare le ambizioni del regime dell’apartheid. Oggi l’eugenetica vaccinale di massa potrebbe essere divenuta realtà globale con il COVID, dove i problemi alla fertilità dei vaccinati (inclusi sintomi evidenti come le disfunzioni mestruali e aborti spontanei) sono stati discussi sin dal lancio dell’operazione di immunizzazione mondiale e, ancora prima, nelle campagne per altri sieri come quello per ‘HPV.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Cvanrooyen via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

 

Continua a leggere

Più popolari