Connettiti con Renovato 21

Oligarcato

Weinstein rinviato a giudizio per una nuova sentenza nell’ambito dell’appello contro la condanna per stupro

Pubblicato

il

Una corte d’appello californiana ha ordinato una nuova udienza di condanna per l’ex produttore cinematografico statunitense Harvey Weinstein, confermando al contempo le condanne per stupro e violenza sessuale nei confronti della modella e attrice di origine russa Evgeniya Chernyshova. La condanna originale a 16 anni si basava «esclusivamente su una circostanza aggravante che non sussiste più», ha affermato la corte in una sentenza emessa venerdì.

 

Il magnate del cinema hollywoodiano caduto in disgrazia, accusato di molestie sessuali da decine di donne, è stato condannato nel 2023 per «copulazione orale forzata, penetrazione sessuale con oggetto estraneo e stupro» ai danni di un’attrice durante un festival cinematografico a Los Angeles nel 2013.

 

Durante l’udienza di condanna, Weinstein ha continuato a dichiararsi innocente, definendo la testimonianza dell’attrice di origini siberiane una «storia inventata» e affermando che lei «si era messa a piangere» quando ha pianto in aula.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

La sentenza di venerdì afferma che, sebbene Weinstein abbia sollevato «numerose contestazioni in appello, tra cui errori probatori, istruttori, processuali e di condanna», la corte ha respinto i suoi «tentativi di invalidare i verdetti di colpevolezza della giuria», pur concordando sul fatto che abbia diritto a una nuova sentenza «poiché la corte ha imposto una pena massima sulla base di una circostanza aggravante ora non più valida».

 

L’aggravante è stata la condanna di Weinstein nel 2020 a Nuova York, per la quale è stato condannato a 23 anni di carcere dopo essere stato riconosciuto colpevole di stupro ai danni dell’ex aspirante attrice Jessica Mann e di aver commesso un atto sessuale criminale ai danni dell’ex assistente di produzione Miriam Haley. Il giudice del processo si è basato su tale condanna per imporre la pena massima nel caso di Los Angeles nel 2023.

 

Tuttavia, nel 2024 la Corte Suprema di Nuova York ha ribaltato la sentenza del 2020, stabilendo che la testimonianza di donne le cui accuse non erano incluse nel procedimento penale aveva ingiustamente influenzato negativamente la giuria. I pubblici ministeri hanno quindi processato nuovamente Weinstein, ma i due successivi processi si sono conclusi con una giuria non unanime sull’accusa di stupro che coinvolgeva Mann.

 

In particolare, giovedì i procuratori di Nuova York hanno abbandonato l’intenzione di processarlo una quarta volta dopo che Mann ha dichiarato di non poter sopportare di testimoniare di nuovo. Weinstein è ancora in attesa della sentenza per la condanna per violenza sessuale nei confronti di Haley, con i procuratori che chiedono una pena detentiva di 20 anni.

 

La condanna originaria di Weinstein a 16 anni di carcere in California avrebbe dovuto aggiungersi immediatamente alla pena di 23 anni che stava già scontando a Nuova York. Tuttavia, con l’annullamento di tale condanna e la revoca della sentenza californiana, la sua pena detentiva complessiva non è ancora stata definita. Weinstein rimane detenuto a Riker’s Island, a Nuova York.

 

Il Weinstein, ebreo, durante le prime fasi dell’attacco si era servito esplicitamente di Black Cube, una nota agenzia di intelligence privata israeliana composta in larga parte da ex agenti del Mossad e delle forze di difesa israeliane (IDF). Il legame tra il produttore cinematografico e l’agenzia investigativa è emerso pubblicamente grazie alle storiche inchieste giornalistiche del 2017 firmate da Ronan Farrow sul The New Yorker ed è stato poi confermato da documenti legali presentati durante i suoi processi penali.

Iscriviti al canale Telegram

Il Farrow è figlio dell’attrice Mia Farrow e (anche se è emersa una possibile paternità dell’ex marito di quest’ultima, Frank Sinatra) del controverso comico ebreo Woody Allen, che Ronan odia appassionatamente, e alcuni dicono che non è escluso che l’inchiesta del Farrow non avesse come fine quello di arrivare proprio alle malefatte padre.

 

Ingranaggio fondamentale dell’inchiesta di Farrow fu la modella italiana Ambra Battilana Gutierrez, già testimone, anni prima, nel caso delle cene di Silvio Berlusconi a Villa San Martino ad Arcore, conosciute anche con l’espressione, divenuta internazionale, di «Bunga-bunga». Secondo quanto riportato nel 2015 lo Weinstein molestò la modella nel suo ufficio nel quartiere neoeboraceno Tribeca. A differenza di altre vittime, la Battilana andò subito alla polizia e accettò di indossare un microfono  per incastrare il produttore in un’operazione sotto copertura.

 

Sostieni Renovatio 21

Durante l’incontro registrato dalla Battilana, Weinstein ammise esplicitamente di averle toccato il seno il giorno prima. Nonostante questa prova schiacciante, il procuratore distrettuale di Manhattan, Cyrus Vance jr. (figlio dell’ex segretario di Stato USA Cyrus Vance sr.), decise incredibilmente di non incriminare il produttore, e la modella fu costretta a firmare un accordo di riservatezza (Nda) da un milione di dollari per non parlare

 

La commentatrice politica statunitense Candace Owens sostiene fermamente che Weinstein sia stato ingiustamente condannato e ha avviato una campagna mediatica per scagionarlo davanti all’opinione pubblica. Attraverso una serie di inchieste e interviste esclusive realizzate direttamente con il produttore in carcere, la Owens ha strutturato la sua difesa basandosi su tesi ben precise.

 

Per la Owens, il comportamento del produttore, già grande fiancheggiatore hollywoodiano del Partito Democratico, era immorale ma non criminale: bisogna distinguere nettamente tra l’abuso di potere o l’infedeltà coniugale e il reato di stupro. Candace definisce Weinstein un «uomo immorale», ma nega che sia un violentatore.

 

La podcaster riconosce quindi la natura transazionale dei rapporti tra lo Weinstein è le attrici, aspiranti o affermate che fossero: secondo la sua analisi, i rapporti tra il produttore e le attrici erano di tipo transazionale e consensuale, finalizzati a ottenere favori in cambio di avanzamenti di carriera a Hollywood – si tratterebbe quindi del grande classico del «divano del produttore», un tropo non solo di Hollywooddo.

 

Vi è poi, secondo la commentatreice, il fattore estetico: in talune dichiarazioni provocatorie rilasciate alla stampa, la Owens ha affermato che molte donne si sarebbero rivoltate contro di lui solo a posteriori perché Weinstein «non è un uomo attraente come Brad Pitt», trasformando rapporti consensuali in accuse di violenza.

Aiuta Renovatio 21

Si sarebbe trattato, quindi, di un processo mediatico e politicizzato: la Owens accusa il movimento #MeToo di aver creato un clima da «tribunale del popolo», dove il desiderio di giustizia sociale ha soffocato le prove fattuali, portando a processi fortemente politicizzati, in cui è stata vista l’incoerenza delle accusatrici –  analizzando i documenti processuali e i messaggi privati, come le email tra Weinstein e un’accusatrice, la Candazza ha evidenziato come molte presunte vittime abbiano continuato a cercare affettuosamente il produttore, richiedendo favori lavorativi e biglietti aerei anche dopo i presunti abusi.

 

Si sarebbe avuta quindi una violazione del giusto processo: la Owens ha criticato aspramente la condotta dei giudici (esultando quando la prima condanna di Nuova York è stata ribaltata per vizi di forma), sostenendo che i processi si siano trasformati in «character assasination» piuttosto che in verifiche oggettive dei fatti contestati.

 

Alla base delle teorie della Owens – che ha intervistato il Weinstein dal carcere – vi è un’originale teoria, quella secondo cui a Hollywood opererebbe una cricca, di una certa estrazione socio-religiosa, che lavorerebbe alacremente per il controllo delle IP, la proprietà intellettuale, cioè i diritti sui film. Secondo questa suggestione, lo Weinstein sarebbe stato semplicemente «sacrificato» così da ottenerne poi i poteri.

 

La stessa cosa, sussurra la Owens, sarebbe successa a Michael Jackson: i grandi scandali che lo hanno colpito hanno reso aggredibili i diritti commerciali del catalogo di cui disponeva, che dal 1985 comprendeva anche quelli della società editoriale ATV Music Publishing, acquistata per 47.5 milioni di dollari e che deteneva i diritti di pubblicazione di circa 4.000 canzoni, tra cui oltre 250 brani storici dei Beatles scritti dal duo Lennon-McCartney.

 

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di David Shankbone via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported

 

Continua a leggere

Oligarcato

Sondaggio: il sostegno alla monarchia britannica raggiunge il minimo storico

Pubblicato

il

Da

Secondo un recente sondaggio, il sostegno pubblico alla monarchia britannica è sceso al livello più basso degli ultimi trent’anni. Poco meno della metà dei britannici è ancora favorevole all’abolizione della monarchia, con un sostegno particolarmente debole tra i giovani.   Secondo i dati pubblicati venerdì da IPSOS, il sostegno alla monarchia è calato costantemente da quando ha raggiunto il picco dell’80% nel 2012, scendendo al 55% nel 2026. Questa cifra rappresenta il dato più basso registrato dalla società di ricerche di mercato e sondaggi da quando ha iniziato a monitorare la questione nel 1993 ed è ben al di sotto della media di lungo periodo del 71%.   Il sostegno alla monarchia è diminuito in tutte le fasce d’età, ma è particolarmente basso tra i britannici di età compresa tra i 18 e i 34 anni, dove solo un terzo degli intervistati si è dichiarato favorevole alla monarchia, circa la metà del livello registrato nel 2013. Secondo Ipsos, il 45% delle persone in quella fascia d’età preferirebbe che il Regno Unito diventasse una repubblica.   Secondo il sondaggio, il gradimento nei confronti di re Carlo e del suo erede, il principe Guglielmo, rimane elevato, con il 60% e il 71% degli intervistati rispettivamente che si sono detti soddisfatti del modo in cui il re e il principe svolgono il loro ruolo.   La popolarità della monarchia ha subito un duro colpo a causa del lungo legame tra il fratello di re Carlo, Andrea Mountbatten-Windsor duca di York, e il defunto Goffredo Epstein, condannato per reati sessuali. L’ormai ex principe Andrea fu inizialmente accusato nel 2014 di essere una delle persone a cui il finanziere, caduto in disgrazia, inviava donne vittime di tratta a scopo sessuale.   Nel 2022, Andrea raggiunse un accordo extragiudiziale in una causa civile con una delle vittime di traffico sessuale, Virginia Giuffre, pur continuando a negare tutte le accuse. Nel 2026, la polizia britannica ha aperto un procedimento penale contro di lui dopo che la pubblicazione di ulteriori documenti relativi al caso Epstein suggeriva che avesse presumibilmente fornito informazioni governative riservate al condannato per reati sessuali. Il principe è stato persino arrestato. La Giuffre fu trovata morta suicida in Australìa pochi mesi fa.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

A febbraio, Buckingham Palace ha commentato il caso, affermando che la famiglia reale era pronta a sostenere le indagini «qualora la polizia della Thames Valley ci contattasse» e aggiungendo che i pensieri e la solidarietà del re «sono stati, e rimangono, rivolti alle vittime di ogni forma di abuso».   Secondo un sondaggio condotto da YouGov ad aprile, Andrea rimane di gran lunga il membro della famiglia meno apprezzato, con oltre il 90% dei britannici che ha un’opinione «negativa» o «molto negativa» nei suoi confronti. Due serie TV, forse di spin opposto, sono state prodotte e distrivuite in Gran Bretagna mostrando le disavventure del duca eboraceno.   Come scritto da Renovatio 21, l’Andrea è divenuto di fatto un caporo espiatorio regale, quando tanta dell’élite britannica, incluso il potente ambasciatore negli USA Pieter Mandelson e diversi membri del gabinetto Starmer, erano implicati con l’oscuro finanziere pedofilo.   Negli ultimi anni, anche l’influenza della monarchia britannica all’estero è diminuita, tanto che alcune ex colonie britanniche hanno preso in considerazione l’idea di recidere i legami rimanenti con la Corona. Barbados è diventata l’ultima nazione caraibica a trasformarsi in repubblica nel 2021, pur rimanendo parte del Commonwealth britannico.   Un sondaggio condotto nel 2023 dall’ex vicepresidente del Partito Conservatore Michael Ashcroft ha suggerito che sei dei 14 Paesi d’oltremare del Commonwealth, tra cui Canada e Australia, preferirebbero abolire la monarchia.   Andrea aveva ad un certo punto fatto la battuta corretta: lo hanno accusato per una frequentazione saltuaria dell’Epstein, quando per anni egli è stato amico, come quantità di figure rilevanti in Gran Bretagna, di Jimmy Savile (1926-2011), presentatore e DJ della BBC accusato di essere uno stupratore pedofilo seriale con almeno 300 presunte vittime che si sono fatte avanti per denunciarlo alla fine della sua carriera.   Il popolarissimo Savile, coperto dalla BBC per decadi, era molto amico anche dell’attuale re.   Come riportato da Renovatio 21, la BBC sembra essere continuamente toccata da scandali pedofili.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Katie Chan via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
 
Continua a leggere

Oligarcato

Bill Gates dice che Epstein ha tentato di ricattarlo

Pubblicato

il

Da

Stando a una testimonianza resa pubblica di recente davanti al Congresso, il miliardario Bill Gates ha affermato che il defunto pedofilo e finanziere Jeffrey Epstein avrebbe tentato di ricattarlo a causa delle sue relazioni con donne russe.

 

Il co-fondatore di Microsoft è comparso davanti alla Commissione di vigilanza della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti il 10 giugno, nell’ambito di un’indagine sulle attività del condannato per reati sessuali e sui suoi legami con personaggi influenti. La trascrizione dell’interrogatorio a porte chiuse è stata resa pubblica martedì, in un contesto di crescente attenzione nei confronti di Gates da quando, lo scorso anno, il dipartimento di Giustizia statunitense ha reso pubbliche le rivelazioni contenute nei cosiddetti «Epstein Files».

 

I documenti includono accuse riguardanti le relazioni extraconiugali di Gates, richieste di farmaci, una presunta infezione a trasmissione sessuale e «rapporti sessuali con ragazze russe». Descrivono inoltre dettagliatamente le sue discussioni con Epstein su iniziative globali in materia di salute, eradicazione della poliomielite, sistemi di dati sanitari e una simulazione di pandemia proposta anni prima dello scoppio del COVID-19.

 

Nella sua testimonianza, Gates ha ammesso che, pur essendo a conoscenza della condanna di Epstein per reati sessuali, lo aveva contattato nel 2011 nella speranza di ottenere l’accesso a ricchi donatori per i suoi progetti di salute globale. Tuttavia, Gates ha affermato di aver interrotto i rapporti con il finanziere nel 2014, quando Epstein non mantenne le promesse.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Secondo il miliardario, Epstein avrebbe poi ottenuto «informazioni sensibili» sulla sua vita privata e avrebbe cercato di usarle per ricattarlo e riportarlo nella sua orbita.

 

«Epstein stava cercando di usare le informazioni sulle mie infedeltà, oltre alle numerose bugie che ha aggiunto, per farmi pressione affinché riprendessi i rapporti con lui», ha detto Gates ai legislatori. «Non è riuscito nel suo intento».

 

Il magnete di Microsoft ha ammesso di aver avuto relazioni con due donne russe adulte, ma ha sottolineato che non avevano alcun legame con la rete criminale di Epstein, negando quindi con veemenza le accuse di malattie sessualmente trasmissibili e di uso di droghe, insistendo sul fatto che Epstein non lo ha mai presentato a donne per rapporti sessuali, non gli ha mai organizzato massaggi né lo ha mai coinvolto in attività criminali.

 

Il centimiliardario anche affermato di non aver mai visitato l’isola, il ranch o la casa in Florida di Epstein.

 

I legami tra Gates ed Epstein hanno a lungo sollevato interrogativi, dato che quest’ultimo non possedeva alcuna competenza nota in materia di sanità pubblica, nonostante avesse partecipato a discussioni su progetti di salute globale e sistemi di dati. Il co-fondatore di Microsoft afferma che gli incontri erano finalizzati unicamente a ottenere finanziamenti per la Fondazione Gates e non hanno portato ad alcuna donazione benefica.

 

Gates si è scusato ripetutamente per i suoi rapporti con Epstein, affermando che non avrebbe mai dovuto incontrarlo.

 

Come riportato da Renovatio 21, dai carteggi degli Epstein files sta emergendo che Epstein si stava adoperando per un piano che avrebbe fatto ottenere «più soldi» per i vaccini di Gates. Del coinvolgimento dei due in progetti di vaccinazione universale si era già parlato anni fa.

 

È parimenti emerso che Gates ed Epstein hanno finanziato un portale di ricerca nel tentativo di controllare il dibattito scientifico. Un’altra figura centrale nel controllo del discorso pandemico, l’architetto della lista nera della disinformazione Tim Allan, si è dimesso dal governo britannico a seguito dei legami saltati fuori con lo Epsteino.

 

Gli incontri tra i due inoltre potrebbero aver concorso a creare, a partire dal 2013, le basi per programmi di vaccinazione globale, poi realizzatasi drammaticamente durante la cosiddetta pandemia COVID-19 Come riportato da Renovatio 21, dai file desecretati sono uscite manovre di Epstein per far ottenere a Gates «più soldi per i vaccini» e sistemi per controllare il dibattito scientifico.

 

La bizzarra amicizia emerse grazie ad un exposé del New York Times e riemerse con il divorzio dei Gates, ha suggerito la risposta alla domanda che nemmeno il giornalista più coraggioso ha provato a rivolgere al primo donatore mondiale dell’OMS: cosa univa in realtà, nel profondo, Epstein e Gates? Nessuno dei due aveva bisogno di danaro. Né di donne, riteniamo. E quindi? La risposta che abbiamo provato a dare è: l’eugenetica.

 

Epstein era una sorta di transumanista apocalittico: aveva avuto l’idea di mettere il suo seme «superiore» e quello di geni accademici nel grembo delle ragazzine che sfruttava. Da lì si sarebbe potuto ripopolare il pianeta con una razza eletta di superuomini cervelloni. «È possibile che Gates vedesse in Epstein – con le sue isole, i suoi ranch, i suoi progetti di fanciulle ingravidate con il seme suo e di supergeni scienziati – qualcuno che comprendesse la sua visione del mondo e la sua rara capacità di renderla reale?» si chiedeva Renovatio 21 un anno fa.

 

L’argomento dell’eugenetica era discusso apertamente da Bill e la moglie Melinda dentro e fuori della loro Fondazione; era il tema preferito prima di quello delle Pandemie e dei vaccini, che del controllo della popolazione è diretta conseguenza.

 

Renovatio 21 ha altresì riportato di altre cene che in quegli anni Gates faceva con i Soros, i Rockefeller, i Buffet, etc. L’argomento, trapelò, era proprio quello: il controllo della popolazione mondiale, la sua riduzione.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di © European Union, 1998 – 2026 via Wikimedia pubblicata secondo indicazioni

Continua a leggere

Oligarcato

Il premier canadese Carney afferma: sta arrivando un «nuovo ordine mondiale», inizierà dall’Europa

Pubblicato

il

Da

Il premier canadese Mark Carney, intervenendo prima dell’avvio del vertice del G7, ha suggerito che nessun Paese o istituzione potrebbe essere escluso o opporsi a un «nuovo ordine mondiale».   «Ciò che non si può fare in questo momento, in un ordine mondiale in rapida evoluzione, è affidarsi a un unico insieme di istituzioni, a un unico gruppo, a un unico Paese per ottenere le risposte», ha dichiarato Carney ai giornalisti il 14 giugno, mentre si trovava nella contea di Mayo, in Irlanda, diretto verso il vertice del G7 in Francia, previsto dal 15 al 17 giugno.   Mentre era a Dublino, il giorno precedente al suo intervento nella contea di Mayo, Carney ha sostenuto che il G7 rappresenta il punto di partenza del «Nuovo Ordine Mondiale».   «Il nuovo ordine mondiale si costruirà a partire dall’Europa», ha affermato il Carney. «Il Canada è il più europeo dei Paesi non europei. Stiamo trasformando la nostra cooperazione con l’Europa». «È il riconoscimento che il G7, se mai ha governato il mondo, ora non lo governa più, né pretende di farlo», ha affermato Carney.

Sostieni Renovatio 21

Carney ha legami con tutte le istituzioni del mondialismo ed è stato definito il «golden boy» del World Economic Forum. L’uomo, messo ad un certo punto a capo della Banca d’Inghilterra (la banca centrale britannica), ha pure ammesso di essere un «elitario» e un «globalista».   Non gli è mai stato estraneo commentare il «Nuovo Ordine Mondiale», sia prima che dopo essere diventato primo ministro. In effetti, all’inizio dell’anno, durante un viaggio nella Cina comunista, aveva affermato di essere «incoraggiato dalla leadership» del leader cinese Xi Jinping e che la collaborazione tra le due nazioni avrebbe gettato le basi per un «Nuovo Ordine Mondiale».   All’inizio del 2026, Carney ha inoltre ribadito la sua intenzione di spingere ulteriormente il Canada verso la globalizzazione, dichiarando ai delegati di Davos che il «vecchio ordine» sostenuto dagli Stati Uniti «non tornerà». Carney, come il governo liberale guidato dall’ex primo ministro Justin Trudeau, ha presentato numerosi progetti di legge di stampo globalista che riguardano restrizioni alle libertà personali e online.   Ad esempio, i giganti della tecnologia Google e Apple hanno avvertito che il disegno di legge C-22 del Partito Liberale canadese, definito «distopico» e volto a imporre la conservazione dei dati personali per un’eventuale revisione da parte della polizia, porterebbe alla creazione di un’«infrastruttura di sorveglianza».   Il disegno di legge C-9 è stato recentemente approvato dal Senato e abrogherà le tutele religiose, criminalizzando di fatto la citazione di passi della Bibbia, compresi quelli sull’omosessualità. È stato modificato all’ultimo minuto per vietare le immagini di un cappio, poiché un senatore ha affermato che si tratta di un simbolo di «supremazia bianca».   Come riportato da Renovatio 21, un tentativo di istituire un ID digitale fu fatto due anni fa proprio dall’unione delle banche del Canada, che, dicevano senza pudore, agivano in armonia con il governo di Ottawa. Il video mandato online dall’associazione bancaria canadese citava direttamente il World Economic Forum. Si trattava proprio del periodo in cui il governo Trudeau congelava i conti correnti dei camionisti che protestavano contro l’obbligo vaccinale.  

Iscriviti al canale Telegram

Il Carney, sedicente cattolico, l’anno scorso aveva dichiarato che «dobbiamo unirci tutti» ai valori musulmani.   Come riportato da Renovatio 21, quando Carney è stato nel fulcro finanziario statale di Londra, la Bank of England, è stato pioniere della questione della CBDC, la moneta elettronica emessa da banca centrale. Nel 2019, prima di pandemia, dedollarizzazione superinflazione e crash bancari che stiamo vedendo, l’allora governatore della Banca d’Inghilterra Carney ne aveva parlato all’annuale incontro dei banchieri centrali di Jackson Hole, nel Wyoming nel 2019.   Appena eletto lo scorso anno, il Carney ha sostenuto che Ottawa avrebbe vinto la guerra commerciale con Trump, che ha più volte suggerito una possibile annessione.   A Davos lo scorso gennaio il Carney aveva tenuto un discorso di tenore antitrumpiano sostenendo che, se mai è esistito, l’«ordine basato sulle regole» è finito e ci troviamo ora in un era di fantasia geopolitica imperiale. Trump aveva risposto attaccando il recente abboccamento di Ottawa con Pechino, preconizzando che la Cina «divorerà» il Canada., e rivendicando le sue mire sulla Groenlandia.   Come riportato da Renovatio 21, solo cinque mesi fa Carney aveva menzionato ancora una volta il «nuovo ordine mondiale» durante un viaggio nella Repubblica Popolare Cinese, la cui partnership con il Canada egli ha elogiato.   Molti politici hanno pronunciato la locuzione «Nuovo Ordine Mondiale» («New World Order») nei loro discorsi, quasi sempre in senso geopolitico e non cospirativo.   Il caso più celebre resta George H.W. Bush (1990-91), che la usò ripetutamente per descrivere la cooperazione internazionale post-Guerra Fredda e la risposta all’invasione del Kuwait: «un mondo in cui le nazioni si riuniscono per difendere la legge».   In epoca recente l’ex segretario di Stato USA Henry Kissinger (1923-2023) ha dedicato libri e interventi proprio al tema del Nuovo Ordine mondiale, inteso come riorganizzazione degli equilibri tra grandi potenze.   Tra i leader europei e italiani l’espressione è apparsa sporadicamente, spesso legata a crisi globali o assetti post-1989. I primi ministri italiani Giuseppe Conte e Mario Draghi hanno parlato di «Nuovo Ordine Mondiale» in chiave economica-finanziaria durante la pandemia e la guerra in Ucraina, evocando la necessità di riformare governance globale e multilateralismo.

Aiuta Renovatio 21

Anche il premier magiaro Viktor Orbán ha usato l’espressione in chiave critica, attaccando élite globaliste. In Italia la formula resta rara tra i big (Berlusconi, Renzi, Meloni, Prodi non risultano averla usata in modo centrale), ma circola nei dibattiti di politica estera.   Come riportato da Renovatio 21, di Nuovo Ordine Mondiale parlarono apertis verbis, usando proprio questa espressione in accezione chiaramente positiva, l’esponente del PD di origine ebraica Emanuele Fiano e pure il capo sindacalista Landini.     L’espressione fu usata, forse con significati opposti, anche da Joseph Ratzinger, sia quando era cardinale che quando poi divenne romano pontefice.   Di «Nuovo Ordine Mondiale» ha parlato di recente anche il servizio segreto estero tedesco (BND) per descrivere i piani della Russia «nostro nemico».   L’argomento è stato trattato in vari discorsi ed omelie dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che condanna il diabolico progetto arrivando poi a parlare di una chiesa di Roma «concubina del Nuovo Ordine Mondiale» e con una gerarchia divenuta sua serva per l’instaurazione di una Religione dell’Umanità massonica. Per il monsignore, la «sinodalità» della nuova chiesa è una menzogna al servizio del piano ordinovista.   «Opponiamo il Vangelo all’ideologia di morte del Nuovo Ordine Mondiale. Rifondiamo gli Stati sulla roccia che è Cristo Signore» ha detto due anni fa al al Secondo Congresso del Movimento Russofilo Internazionale. In altre occasione ha accusato «la Sinarchia massonica del Nuovo Ordine Mondiale» e la storica infiltrazione del Vaticano».   Viganò ha definito la vittoria elettorale di Trump come una «battuta d’arresto per il piano criminale del Nuovo Ordine Mondiale», una vera «controrivoluzione» contro la tirannide ordinovista, mentre l’Europa delirante e guerrafondai si muove verso il Nuovo Ordine.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Bank of England via Flickr pubblicata su licenza CC BY-ND 2.0
Continua a leggere

Più popolari