Eutanasia
Tribunale stabilisce che la «morte volontaria assistita» è un suicidio
Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.
Lo stigma che circonda il suicidio è tale che i sostenitori della «morte volontaria assistita» insistono con veemenza sul fatto che non si tratta affatto di suicidio.
Ad esempio, Go Gentle Australia , uno dei principali gruppi di lobby per VAD [voluntary assisted dying, morte volontaria assistita, ndt], spiega nelle FAQ del suo sito web che:
«Le persone che cercano la morte volontaria assistita non hanno tendenze suicide; non vogliono morire ma stanno morendo di una malattia terminale e vogliono semplicemente controllare come e quando ciò accade e quanto dovranno soffrire alla fine. Le leggi australiane affermano espressamente che la morte volontaria assistita non è un suicidio».
In Australia, questo è più di un cavillo sulle parole. Nel 2005 il governo federale ha modificato la legge sul codice penale del Commonwealth del 1995. Ha introdotto due sezioni che criminalizzavano la consulenza o l’istruzione delle persone sul suicidio tramite «servizi di trasporto», che includevano la comunicazione tramite telefono e Internet.
Aveva buone ragioni per farlo. L’accesso a Internet stava crescendo, i giovani venivano vittime di bullismo o costretti a suicidarsi nelle chat online. Presentando il disegno di legge all’epoca, il procuratore generale spiegò che «le discussioni nelle chat room su Internet hanno portato una persona a tentare il suicidio, e talvolta con successo. Questa ricerca evidenzia che gli individui vulnerabili sono stati costretti così fortemente dagli altri a togliersi la vita che hanno pensato che tirarsi indietro o cercare aiuto avrebbe significato perdere la faccia».
Le chat room in Giappone erano particolarmente raccapriccianti. Nel 2003, NBC News riferì che sconosciuti stavano organizzando patti suicidi su Internet. In un caso scioccante, quattro giovani si sono organizzati per darsi il gas in un’auto affacciata sul Monte Fuji.
Inoltre, il dottor Philip Nitschke, un promotore e facilitatore australiano del suicidio assistito, ha iniziato a fornire informazioni sulle tecniche di suicidio su Internet. All’epoca le modifiche furono addirittura soprannominate «l’emendamento Nitschke».
Tuttavia, dopo che tutti gli stati australiani hanno legalizzato i VAD, il codice penale federale è diventato, secondo le parole dei sostenitori, una barriera all’accesso, perché equipara i VAD al suicidio. Le persone che desiderano accedere al VAD nelle zone rurali potrebbero non riuscire a trovare un medico locale disposto a collaborare. Per altre consultazioni mediche, potranno parlare telefonicamente con uno specialista. Ma per il VAD tale consultazione sarebbe un reato. Presumibilmente causa «ritardi e difficoltà per i pazienti».
Così un medico di Victoria, Nicholas Carr, ha recentemente chiesto alla Corte Federale di stabilire che la «morte volontaria assistita» non è un suicidio. Il giudice, il giudice Abraham, ha rifiutato.
Dopo un lungo esame della legislazione in materia e dopo aver analizzato la parola «suicidio», ha concluso che «nella misura in cui la legge VAD intende autorizzare i medici a fornire informazioni su particolari metodi di suicidio tramite un servizio di trasporto, intende autorizzare indurli a tenere una condotta che il codice penale considera reato».
Adottando un approccio basato sul buon senso alla definizione, il giudice Abraham ha consultato il Macquarie Dictionary australiano e l’Oxford English Dictionary. Hanno sostenuto la sua posizione. Il suicidio è «il togliersi intenzionalmente la propria vita, e l’atto di farlo» e quindi il VAD è un suicidio.
Gli avvocati del dottor Carr avevano un’altra argomentazione, ingegnosa. La legislazione federale vieta l’incitamento «al suicidio». La parola «commettere», che è associata al commettere un peccato o alla commissione di un crimine, deve ovviamente significare che sono vietate solo le forme di suicidio stigmatizzate.
Il giudice Abraham ha respinto questa obiezione. «Non vi è alcuna base per dedurre, dal testo, dal contesto o dallo scopo delle disposizioni, che la parola “impegnarsi” sia stata scelta dal Parlamento per denotare che il termine “suicidio” si applica solo a determinate circostanze in cui ci si toglie la vita».
Quando in Australia c’è uno scontro tra la legge statale e quella federale, prevale la legge federale. Per il momento, nessuno in Australia può utilizzare il telefono o Internet per dare consigli sui VAD. Potrebbe essere difficile elaborare una legge che consenta ai medici di dare consigli sulla «morte volontaria assistita», ma impedirà alle persone di incoraggiare persone squilibrate e in difficoltà a porre fine alla propria vita.
Michael Cook
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine su licenza Envato
Bioetica
Morte a Venezia. E inferno sulla Terra senza soprannaturale
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Eutanasia
Il Veneto si appresta a votare ancora per il suicidio assistito
Nel gennaio 2024 si era sfiorata in Veneto l’approvazione di una legge regionale sul suicidio assistito. Sarebbe stato, molto bizzarramente, il primo caso in Italia, ben prima delle regioni «rosse» del Centro Italia, proprio nel territorio chiamato, un tempo, la «sacrestia d’Italia» per la sua intensa fede cattolica.
Il putsch della Necrocultura due anni fa fallì anche grazie all’attivismo inesausto di Alberto Zelger, già consigliere comunale e provinciale a Verona, città dove è stato candidato sindaco nel 2022, già noto agli addetti ai lavori per i decenni dedicati alle cause pro-life e poi per le sue battaglie su guerra ucraina e green pass. Nel 2024 la proposta era stata bocciata con un esito di parità (su 51 consiglieri c’erano 22 contrari e tre astenuti, con uno che è uscito dall’auto impedendo la maggioranza assoluta di 26 consiglieri), portando ad un rinvio in commissione.
Come l’altra volta, Zelger sta organizzando una resistenza alla Cultura della Morte che, imperterrita, torna a bussare a Venezia. Il voto in Consiglio regionale del Veneto sulla proposta di legge di iniziativa popolare sul fine vita detta orwellianamente «Liberi Subito» è fissato per martedì 1 settembre 2026. Anche in vista di questo voto, la maggioranza e i gruppi consiliari si trovano divisi e orientati verso la libertà di coscienza, con possibili spaccature analoghe a quelle registrate nel precedente esame consiliare.
Sostieni Renovatio 21
È importante, quindi, far sentire la voce del popolo, dice Zelger, che Renovatio 21 ha intervistato per capire al meglio la situazione.
Prof. Zelger, cosa sta accadendo in Veneto?
Per la seconda volta – la prima è stata il 16 gennaio 2024, quando la proposta di legge non ottenne la maggioranza assoluta dei presenti per essere approvata – l’Associazione Luca Coscioni cerca di far approvare la sua proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito anche in Veneto, dopo essere riuscita a farla approvare in Sardegna, Toscana e ultimamente anche in Emilia-Romagna. Poi il Governo fece ricorso alla Corte Costituzionale, ritenendo la materia di competenza nazionale e la Consulta cassò alcune parti di queste leggi regionali.
Come un progetto regionale di suicidio assistito già respinto è tornato fuori?
Devo constatare che il principale promotore di questa iniziativa è l’ex presidente Zaia, attuale presidente del Consiglio regionale, che purtroppo ha trovato l’appoggio del neopresidente Stefani. D’altra parte, in una recente intervista sul Corriere del Veneto dichiarò che, se fosse stato consigliere regionale nel 2024 – era europarlamentare – avrebbe votato a favore. Ora sembra che voglia stare con i piedi in due staffe, proponendo una mediazione impossibile – tra vita e morte non si può stare nel mezzo – con alcuni emendamenti mirati a convincere i contrari.
Quali forze lo hanno riproposto?
Si tratta sempre della proposta di legge d’iniziativa popolare dell’Associazione Luca Coscioni, presentata in Regione con 9000 firme il 30 giugno 2023 (per una proposta di legge d’iniziativa popolare bastano 5000 firme). Fu subito sponsorizzata dall’ex presidente Zaia, che cercò di convincere uno per uno i suoi consiglieri di maggioranza, ma perse la partita. Forse se l’è legata al dito.
Come era stato evitato il peggio la volta scorsa, nel 2024?
Con l’aiuto di qualche consigliere regionale, Valdegamberi in primis, ma anche Finco e Formaggio, che ora non siedono più in consiglio, fu presentata una proposta di legge alternativa sulle cure palliative, sui caregivers e sull’aiuto alle famiglie che si fanno carico di anziani ammalati, facendo anche risparmiare il SSN. Cercammo anche di fare pressione sui consiglieri facendoli riflettere sulle conseguenze di una legge simile, come già accaduto in Belgio, Olanda e Canada, dove ormai siamo vicini ai 100.000 morti per suicidio assistito da quando è stata approvata la legge nel 2016.
A una donna disabile canadese che chiedeva un contributo per un montascale, fu risposto che il contributo non potevano darglielo, ma che potevano garantirle un gratuito suicidio: un ritorno alla barbarie, come quello che accade in Belgio e Olanda, dove in certi casi è prevista anche l’uccisione di bambini. Si comincia con i soliti casi pietosi, montati ad arte dal movimento radicale, per poi arrivare ad una vera e propria cultura dell’abbandono, in cui una persona sola o malata si sente un peso per i propri cari e chiede di essere uccisa.
Aiuta Renovatio 21
I partiti della cosiddetta destra da che parte stanno?
Da mettersi le mani nei capelli. Ormai ci sono posizioni radicali in tutti i partiti sull’inizio e sul fine vita e persino sulle famiglie omosessuali. Pensi che un europarlamentare della Lega ha chiesto una legge per finanziare la crioconservazione degli ovociti, cioè per fare carriera o divertirsi fino a 50-60 anni e poi cercare di diventare mamma a quell’età. Aberrante. Il padre ovviamente sarà sostituito da una provetta di sperma acquistata online. Mi dicono che in Svezia è già così.
Quali forze politiche si oppongono ora?
Ci sono fronde favorevoli in tutti i partiti. Io credo che le nostre iniziative debbano far leva sulla coscienza e sul buon senso delle persone a prescindere dal partito di appartenenza. D’altra parte abbiamo visto che nel 2024 il progetto di legge non fu approvato grazie alla consigliera Anna Maria Bigon del PD.
Vi sono altri pericoli per la vita umana all’orizzonte in Regione?
Naturalmente sì. Si cerca di far passare queste iniziative anche per via amministrativa. Ricordo la delibera n. 1259 dell’11-07-2025 dell’ULSS3-Serenissima, che ha per oggetto «Istruzioni operative per la gestione delle richieste di suicidio medicalmente assistito», ma anche la delibera n. 557 del 28-06-2018 dell’ULSS6-Euganea con oggetto «Adozione del documento del Comitato Etico per la Pratica Clinica “Nutrizione ed idratazione artificiale nella persona affetta da demenza: riflessioni etiche per un corretto impiego”», che presenta diversi punti di chiara impostazione eutanasica.
Anche su altri temi sensibili la Regione Veneto si è dimostrata all’avanguardia in senso inverso. Si deve all’ex presidente Zaia l’istituzione di un centro regionale per il cambio di sesso a Padova, con qualche succursale anche altrove (a Verona per esempio), tutto finanziato dal bilancio regionale. Il primo tentativo di istituirlo ad Abano, in provincia di Padova nel 2017, stanziando 600.000 euro in 3 anni fu sventato dal consigliere Nicola Finco, capogruppo Lega, ora sindaco di Bassano. Poi nel 2023 Zaia disse che era una scelta di civiltà!?
Cosa consiglia di fare al cittadino Veneto?
Anzitutto informarsi dalle persone di cui si ha stima, perché la maggior parte dei cittadini non ha il tempo di leggere i documenti e di comprenderne la portata. Chi è in grado di farlo ha poi il dovere di parlare con la gente e spiegar loro di cosa si tratta e di quali conseguenze comportano certe scelte; altrimenti l’opinione dei più si basa sulle notizie riportate da stampa e tv, che sono per lo più controllati e finanziati dalla grande finanza, cui non interessa il bene dei cittadini, ma il loro massimo guadagno. Lo si è visto con i miliardi guadagnati da Big Pharma su farmaci spesso dannosi per la salute.
Vi sarà una manifestazione anche stavolta?
Sì. Abbiamo comunicato le nostre intenzioni alla Questura di Venezia di manifestare davanti a palazzo Ferro Fini prima dell’inizio del consiglio regionale, in cui si voterà la proposta di legge sul suicidio assistito. La Questura ha risposto che l’Associazione Coscioni aveva prenotato quello spazio, assai angusto, prima di noi, e che quindi dovevamo manifestare altrove. Ho chiesto al Questore di garantire le pari opportunità di rappresentanza delle opinioni radicali e di quelle pro-life davanti a palazzo Ferro Fini, non in una piazza dove non avevamo alcuna visibilità. Attendo una risposta.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Eutanasia
Eutanasia, nonna cristiana è stata uccisa in Canada contro la volontà della famiglia: il racconto
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Bioetica2 settimane faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Morte cerebrale2 settimane faMorte cerebrale: donatore o no, decidono loro quando sei morto
-



Pensiero2 settimane faDall’aborto alla strage figlicida, il ritorno della strega Medea
-



Spirito2 settimane faLeone XIV afferma che non dovremmo «chiuderci nelle nostre sicurezze religiose»
-



Pensiero1 settimana faLo Stato Moloch, l’italiano cattivo e i sanitari che ballano. La tragedia della bambina «no-vax» di Palermo
-



Oligarcato2 settimane faPapa Leone nomina consultori che sostengono l’«ordinazione» delle donne e l’agenda di Davos
-



Salute1 settimana faI malori della 35ª settimana 2026
-



Sport e Marzialistica2 settimane faParacadutista russo realizza il record saltando da 11 mila metri












