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Necrocultura

Noi e la guerra nucleare della Necrocultura

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La notizia più sconvolgente della settimana: gli USA ammettono di aver aiutato a uccidere generali russi in Ucraina. Così, nero su bianco, sul New York Times. In pratica, si vantano.

 

Che sia vero o no (e sarà vero), non è nemmeno quello che conta: conta la volontà di renderlo pubblico, e su quello non abbiamo dubbi. Perché non si tratta di un leak: il NYT, il Washington Post e tutti gli altri giornali sono oramai ridotti a meri ripetitori di ciò che passano loro i servizi segreti – cioè il vero scheletro che sorregge il Paese, esattamente come il KGB lo è stato per la Russia durante le annate di caos eltsiniano e dopo.

 

Non si sono fermati lì. Ore dopo, sul canale NBC, hanno ostentato anche il fatto, se possibile ancora più allucinante, di aver passato l’Intelligence necessaria ad abbattere un cargo russo con a bordo centinaia di soldati.

 

Non è tutto: poco dopo hanno rincarato la dose, e fatto sapere di aver partecipato all’affondamento dell’incrociatore Moskva, 520 persone a bordo, l’imbarcazione militare russa più importante nel Mar Nero – lo schiaffo più plateale e doloroso subito dalla Russia in questa guerra. Poco dopo, gli americani mostrano un video dei test di una nuova torpedine che cola a picco una nave in un colpo solo.

 

C’è di che rimanere sbalorditi. C’è di che rimanere senza parole. Non è il danno bellico e umano: è l’intenzione che vi è dietro. È la mente in cui nasce, e il quadro verso cui tutto ciò conduce.

 

Non dovete aver dubbi: gli USA vogliono lo scontro diretto con la Russia. Gli americani vogliono la Terza Guerra Mondiale.

 

Un’altra spiegazione non può esserci. In realtà, non è possibile spiegare l’Ucraina di questi ultimi 8 anni in altro modo: una lunga, martellante, sanguinaria provocazione dell’orso atomico. Il quale, ricordiamolo en passant, è la più grande potenza nucleare del pianeta.

 

Qualcuno sta invocando la pioggia di fuoco termonucleare sulla terra – sull’Europa, subito. Vi prego di capire che non c’è altra analisi da fare. Il pupazzo Zelens’kyj, e prima di lui Poroshenko, e tutta la truppa infinita di ultras nazisti, a quello servono, e a nient’altro. Micce per la bomba atomica. Per le bombe atomiche: perché ce ne sono a migliaia e migliaia, e, come ha ricordato qualcuno, sono come le ciliegie: inizi con una e finisci per consumarle tutte.

 

Non è nemmeno esatto dire così, ci rendiamo conto. Putin ha parlato e riparlato di «strumenti» che possiede solo la Russia. Ci sono i missili ipersonici. C’è il drone subacqueo  termonucleare Poseidon, in grado di generare uno tsunami radioattivo che spazzerebbe via la Gran Bretagna e chissà cos’altro (le città USA più popolose, sono sulle coste dei due oceani).

 

Ma non è solo il Cremlino il problema. A quel punto, cosa tireranno fuori gli americani? Bombe a neutroni? Un’arma EMP, un impulso elettromagnetico che frigge ogni circuito elettrico della Russia e dell’Europa? Un’arma biologica di nuovo tipo? Un’invasione di insetti militarizzati? Armi a microonde? Milioni di sciami di microdroni assassini? Oppure un’alterazione genetica massiva con spargimento di gene drive sulla popolazione nemica, di cui per anni, come rivelato dallo stesso Putin, avrebbe raccolto il genoma?

 

Non lo sappiamo, non sappiamo immaginarlo: e nessuno può farlo. Perché in una situazione come questa il pianeta non si è trovato mai.

 

È bene che lo ripetiamo. È bene che lo capiamo: non c’è mai stato, nella storia della Terra, un momento come questo. Ci hanno portato, sul serio sull’orlo dell’abisso. Qualcuno ci ha accompagnati tenendoci per mano. Ora, ci vogliono spingere dentro.

 

Quante cose, capiamo a questo punto. Che cos’era il comunismo? Cos’era la lotta al comunismo? Era una scusa idiota, una foglia di fico. Il comunismo è finito, eppure la lotta contro la Russia si è fatta infinitamente più feroce.

 

Pensateci: al Paese invece, per lo meno nominalmente, il comunismo ancora c’è – la Repubblica Popolare Cinese – non ci chiedono di fare la guerra, anzi, dimentichiamoci dei campi di concentramento degli uiguri, dei martiri cattolici, delle centinaia di milioni di feti massacrati, facciamo affari con il Partito Comunista Cinese.

 

Quindi, cos’era l’anticomunismo? Cos’era la NATO?

 

La risposta più semplice che abbiamo in questo momento incredibile, è che essi erano solo copertura per la lotta alla Russia. Se guardiamo dentro all’ora presente, sappiamo che ciò è vero.

 

Perché? Perché la guerra totale alla Russia? Possiamo dare una risposta politica: la Russia, con il nuovo millennio, ha invertito il suo processo di assimilizzazione nella formula mondialista. Non riuscendo a globalizzarla, i padroni del vapore vogliono cancellarla. Una volta decapitata, la sua infinita superficie di risorse sarà annessa al mercato. Se volete, è la dottrina dell’ammiraglio americano Cebrowski: la guerra per ottenere risorse naturali per gli Stati globalizzati, per mantenere e potenziare la massa finanziaria che permetta la continuazione del neoliberismo e del Washington consensus.

 

Oppure: la guerra alla Russia come semplice continuazione del Grande Gioco ottocentesco, l’impero britannico contro la Russia, per il dominio dell’Asia, il ruolo poi passato all’Impero americano, la talassocrazia angloide contro la forza tellurica degli Zar, e bla bla bla.

 

Forse queste risposte possono bastarvi.

 

A me, francamente no. Da credente, non posso non pensare a Fatima. Non mi riesce di non tornare con la mente alla più grande apparizione di Nostra Signora, dove la Russia era citata esplicitamente. Ne abbiamo scritto.

 

Eppure, si può andare ancora più a fondo.

 

Perché chi sta spingendo questa follia, non sta prevedendo solo la distruzione della Russia, ma dell’intera umanità. Chi sta portando gli USA alla guerra diretta con Mosca non può non prevedere che il risultato potrebbe essere la devastazione atomica del globo.

 

Ergo, gli apprendisti stregoni hanno in mente la cancellazione della vita umano, o quantomeno la sua riduzione – il suo reset. Sappiamo infatti che la dottrina atomica circolante prevede che, alla fine, la guerra atomica possa essere sopravvissuta. Resterà un piccolo gruppo di umani, una società semplificata dove vigeranno le regole dell’utilitarismo più mortifero (per esempio, l’esclusione degli anziani e dei malati dalle riserve del cibo, etc.).

 

Sapete che negli USA esistono diversi complessi sotterranei che consentirebbero all’élite di sopravvivere. Robert Kennedy jr. in un’intervista recente ha raccontato che nei giorni della crisi missilistica di Cuba lui e suo cugino John John dovevano andare lì, ma alla fine il padre e lo zio hanno rinunciato per il segnale che questo poteva inviare alla popolazione. Oggi, ogni vero miliardario statunitense ha il suo bunker survivalista. Qualcuno, insomma, resterà. Questo lo hanno calcolato.

 

Tutto il resto, invece, potrebbe essere spazzato via. Il punto di tutto potrebbe essere proprio questo: il reset termonucleare del pianeta. Indiscutibile, inappellabile. Una (piccola) nuova società che riemerge, e l’orrido brulicare dell’umanità che viene curato per sempre. È il sogno dell’élite fatto realtà.

 

Ciò ci porta a fare una considerazione. Questa è una guerra per l’instaurazione della Necrocultura – a suon di atomiche. È la Cultura della Morte a guidare la mano sanguinaria che trascina il mondo nell’abisso della guerra.

 

La Necrocultura ucciderà milioni. Ma ancora di più, quando avrà finito il suo lavoro, sul poco che resterà, la Necrocultura imporrà la sua legge. La violenza diverrà l’unica regola. La crudeltà diverrà l’unica virtù. Il cannibalismo sarà una forma di alimentazione normale, forse dominante. La perversione non troverà più alcun argine. La bontà diverrà un disvalore. Cristo si ridurrà a un pallido miraggio nel cuore di pochissimi.

 

Capite cosa c’è dietro alle armi a Zelens’kyj, ai generali morti, alle navi affondate, alle bombe che seguiranno. Capite qual è il quadro: è la guerra termonucleare della Necrocultura.

 

A questo punto, ho pochi dubbi che si farà. Hanno messo lì un presidente demente, una marionetta che lancia minaccia dalla fabbrica del complesso militare-industriale: sul serio, genialmente, parla di armi agli ucraini dagli stabilimenti della Lockheed-Martin, nel caso vi servisse più chiarezza.

 

Biden è in totale assenza di cervello. Non è più nemmeno in grado di leggere i teleprompter. Nessuno oramai dice il contrario. Era così anche prima di essere eletto. Anzi, lo hanno eletto proprio per quello: un’altra marionetta, più vuota ancora di quella di Kiev, se possibile, per condurci all’inferno.

 

Sì, hanno truccato le elezioni per fare la guerra alla Russia, impedita dai quattro anni di Trump: ci è impossibile pensare il contrario, e non ci importa se dirlo ci costerà un altro ban, un’altra lista di proscrizione, un altro virus hacker a polverizzare il traffico su questo sito.

 

E quindi?

 

Tante persone ci chiedono se stiamo facendo provviste, come ci stiamo preparando, etc. Qualcosa abbiamo scritto. Un minimo siamo pronti, ma sappiamo perfettamente che non è vero, è una percezione fasulla: nessuno è pronto a quello che può succedere. Perché mai era accaduto prima, mai, nell’era dell’atomo, la Guerra Fredda è divenuta calda.

 

Amici mi chiedono se ho pensato di fuggire da mia sorella, nell’Africa nera. Lì, in effetti, potrebbe essere addirittura che si verrà risparmiati. Forse: il caldo è talmente insopportabile che nemmeno l’inverno nucleare (il  cambiamento materiale del clima indotto dalla guerra atomica teorizzato negli anni Sessanta) potrebbe cambiare le cose, verrebbe da scherzare. E l’abbondanza della natura non richiede nemmeno una vera filiera alimentare. Un bel paradosso: in teoria, in Africa la fame non può arrivare, almeno non da quelle parti.

 

No, non ho pensato di scappare. Nonostante i bambini. Nonostante il rischio che percepisco lucidamente. Sento, come i tantissimi che sentono quello che sento io, di di non dover cedere al ricatto dell’ansia atomica. È vero che abbiamo tutti i motivi per temere: viviamo a pochi metri da basi americane. Abbiamo un primo ministro che parrebbe aver imbastito con i vertici europei e americani la guerra economica contro la Russia, la prima della storia. Siamo tutti in pericolo, sì.

 

Eppure, per qualche motivo il pensiero non ci assilla come dovrebbe.

 

Forse, perché sentiamo anche qualcos’altro. Sentiamo che, se per qualche ragione, il Signore ci risparmiasse l’olocausto nucleare, ci sarebbe tanto, tantissimo da fare qui. Coloro che ci hanno portato dove siamo non possono restare dove sono, devono essere sostituiti – pena il reiterato pericolo dell’estinzione. Chi ha permesso che l’umanità fosse spinta verso il precipizio, deve essere ritenuto responsabile. Si tratta delle stesse forze che ci hanno imprigionato indefinitamente, per procedere alla nostra sottomissione e alla modifica genetica della popolazione umana.

 

La sete di giustizia che in tanti provano è immane. È più forte della paura dell’apocalisse.

 

È la voglia di restare per combattere con i pochi strumenti che ci sono rimasti. La preghiera. La volontà. L’energia della propria carne. La forza vitale di essere padri, madri, sposi. La potenza della Vita contro la Morte.

 

Se non disinstalleremo la Necrocultura dal vertice del mondo, saremo tutti gettati nella fornace della distruzione finale.

 

Se non cancelleremo le élite della Morte, esse cancelleranno noi.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

 

 

Immagine di FireKDragon via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-NC-ND 3.0)

 

 

 

 

Necrocultura

Le predazioni di organi aumentano durante i raduni motociclistici

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I principali raduni motociclistici sono associati ad un aumento delle predazioni di organi di centauro coinvolti in incidenti, secondo uno studio pubblicato questa settimana su JAMA Internal Medicine.

 

Gli autori di JAMA hanno teorizzato che ciò potrebbe essere dovuto al numero di motociclisti attratti dagli eventi, strade pericolosamente congestionate progettate per molto meno traffico o comportamenti più rischiosi come guidare affaticati.

 

Per i ricercatori questo triste fenomeno può tradursi in una grande opportunità per la predazione degli organi. «Sebbene siano stati attenti a sottolineare che i responsabili politici dovrebbero concentrarsi sulla riduzione delle morti per incidenti stradali, i ricercatori hanno scritto che dovrebbero anche “anticipare e tradurre le morti ammissibili da questi eventi in donazioni di organi”» riporta il New York Times.

 

I ricercatori hanno confrontato il numero di persone coinvolte in incidenti automobilistici che hanno donato organi la settimana di un raduno in una di quelle regioni con il numero di donatori coinvolti in incidenti in periodi di quattro settimane prima e dopo il raduno.

 

Precedenti ricerche avevano collegato tali raduni all’aumento di incidenti e vittime, ma il nuovo studio ha rilevato che c’erano il 21% in più di donatori di organi durante i principali raduni rispetto ai periodi di tempo circostanti, pari a un donatore in più ogni due grandi raduni motociclistici.

 

In particolare, l’articolo del giornale americano parla del raduno nella cittadina di Sturgis, South Dakota, evento di ritrovo nazionale – ed internazionale – dove si ritrovano principalmente gruppi biker e possessori di Harley Davidson.

 

La logica mors tua vita mea sottointesa è semplicemente agghiacciante, è da Necrocultura slatentizzata completamente.

 

Del resto, come riportato da Renovatio 21, abbiamo visto che la filiera di morte dei trapianti – che ricordiamolo, ingrassa ospedali e dottori, e crea clienti ad vitam delle farmaceutiche per i medicinali anti-rigetto – non si ferma davanti a nulla, e si nutre dei cadaveri giovani e meno giovani delle overdosi da epidemia degli oppioidi e perfino dei malati di COVID, di cui vengono asportati e trapiantati perfino i polmoni. Per non parlare dei casi di espianto dopo eutanasia: 7 casi solo in Spagna nel 2021 e grandi numeri in Canada, un trend che chiaramente andrà impennandosi, tra teorizzazioni del suicidio come atto altruistico ed altre zozzerie bioetiche.

 

Tuttavia, abbiamo visto che c’è una cosa che pare bloccare il traffico: il vaccino. Se il destinatario dell’organo non è vaccinato, l’organo va ad altri, o va sprecato, secondo la logica «premiale» installatasi con pandemia e green pass. Parimenti, è stato notato un altro strano effetto del vaccino COVID: si hanno avuti casi di rigetto acuto entro pochi giorni dall’iniezione di siero genico.

 

Sia la prestigiosa rivista medico-scientifica che il New York Times che riporta la notizia chiamano ovviamente il fenomeno «donanzione di organi». Tuttavia è chiaro che, potendo avvenire solo a cuor battente (con l’esclusione delle cornee), la «donazione» in verità è una «predazione» degli organi, dove persone vengono squartate – magari dopo dosi di curaro, medicinale paralizzante – sul pretesto di una convenzione chiamata «morte cerebrale».

 

Viviamo in un mondo del genere, sì. E se credete che la Cultura della Morte non vi riguardi, sappiate che essa è pronta ad uccidervi per squartamento stasera stessa, se per caso, tornando a casa da lavoro, doveste avere un’incidente che vi lascia incoscienti, ma con il cuore che batte ancora: cioè quando siete ancora vivi. Quando siete – esattamente come il feto – nel momento della vostra vita in cui siete più indifesi, e dove quindi il forte può sacrificare e sfruttare il più debole.

 

Il vostro omicidio può essere perpetrato da una classe medica oramai completamente fuori da ogni etica, che può arrivare a proporre addirittura la vostra «resurrezione parziale» con il solo fine di portarvi via gli organi.

 

 

 

 

 

Immagine di Idawriter via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0)

 

 

 

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Contraccezione

Ecco il Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria

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Il massimo quotidiano del pianeta, il New York Times, ha dedicato un lungo articolo alla figura di Les Knight, 75 anni, il fondatore del movimento Voluntary Human Extinction («Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria»), che è meno un movimento che un libero consorzio di persone che credono che la cosa migliore che gli esseri umani possano fare per aiutare la Terra sia smettere di avere figli.

 

Il Knight ha aggiunto la parola «volontaria» decenni fa per chiarire che gli aderenti non supportano l’omicidio di massa o il controllo delle nascite forzato, né incoraggiano il suicidio. Il loro ethos è ripreso nel loro motto, «Possiamo vivere a lungo e morire», e in un altro dei loro slogan, che Knight appende a vari convegni e fiere di strada: «Grazie per non aver fatto figli».

 

L’articolo è scattato quando lo scorso 15 novembre il pianeta avrebbe raggiunto, otto miliardi di esseri umani. Tuttavia, come riportato da Renovatio 21, il trend è comunque di implosione demografica, visto il rapporto numerico tra vecchiaia e gioventù.

 

Il tizio è ovviamente tra coloro che credono che la sovrappopolazione sia un fattore principale nella crisi climatica.

 

«L’idea che la popolazione debba essere controllata ha portato anche a sterilizzazioni forzate e misure che si sono dimostrate disumane o sono state collegate a teorie razziste come l’eugenetica» si ricorda improvvisamente il New York Times.

 

Il Knight a sterilizzarsi ci ha pensato da sé nel 1973, all’età di 25 anni. Non ha quindi avuto figli. Oltre a sostenere l’accesso universale al controllo delle nascite – che significa, nel gergo angloide, contraccezione e aborto – e opporsi a quello che chiama fascismo riproduttivo, «la mancanza di libertà di non procreare», il personaggi  afferma che, nonostante i nostri numerosi successi, gli esseri umani costituiscono nettamente un danno per la Terra.

 

«Guarda cosa abbiamo fatto a questo pianeta», ha detto il Knight durante una chiacchierata con l’inviato del NYT nel suo cortile. «Non siamo una buona specie».

 

Non è chiaro quanti aderenti ci siano nel gruppo del signor Knight, o quale sia l’estensione della sua portata. Dopo essere stato in gran parte clandestino, il gruppo è diventato popolare quando Mr. Knight ha creato un sito web nel 1996. Ricco di testi ma disinvolto, il sito include citazioni del filosofo pessimista Schopenhauer e vignette varie, nonché argomenti contro la procreazione e per adozione. È stato tradotto in circa 30 lingue, tra cui spicca la presenza, che sa di utopismo stantio ed impenitente quasi commovente, di lingue artificiali come l’Esperanto, l’Interlingua, l’Ido e perfino la «lingua franca».

 

Insegnante in pensione, arruolato durante la Guerra del Vietnam ma non andato al fronte, al College il Knight ha trovato un gruppo chiamato Zero Population Growth, il quale «ha cementato la sua determinazione a non avere figli». «È sempre stato a causa dell’ecologia, a causa del danno che gli umani fanno all’ambiente», racconta ora il vecchio.

 

È l’idea, oramai mainstream, dell’uomo come cancro del pianeta. «Le sue convinzioni sarebbero radicate nell’ecologia profonda, che sfida i presupposti del dominio umano e sostiene che altre specie sono altrettanto significative. Il signor Knight è arrivato a vedere gli umani come la più distruttiva delle specie invasive e come super predatori».

 

L’articolo scrive che «gli Stati Uniti hanno registrato un aumento delle nascite durante la pandemia di coronavirus , invertendo il calo del tasso di natalità del Paese, un sondaggio del 2020 ha rilevato che un americano su quattro che non aveva avuto figli ha citato il cambiamento climatico come motivo», una questione di cui tempo fa ha dato conto Renovatio 21.

 

Il New York Times tuttavia ci tiene a sottolineare  che «la ricerca ha dimostrato che avere un figlio in meno è forse il modo più significativo per ridurre la propria impronta di carbonio». Questa puntualizzazione, in linea con gli ESG ONU e lo stakeholder capitalism promosso dal Grande Reset del World Economic Forum (che, come riportato da Renovatio 21, ha origine negli ambienti che proponevano e propongono il controllo della popolazione), mica poteva mancare.

 

I pensieri mostruosi non si fermano qui. «Al signor Knight non piace spingere le sue convinzioni sulle persone, tuttavia gli piace pensare che ci siano alcuni esseri umani che non esistono perché dei suoi sforzi».

 

Se ci si fa un giro sul sito del Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria (VHEMT), si resta basiti. Innanzitutto, per la forma: se diciamo che pare un sito internet del 1995 non scherziamo, anzi, può fungere tranquillamente come macchina del tempo per chi per ragioni anagrafiche non può ricordare come era fatto il web una volta.

 

Il sito è una grande serie di FAQ, di domande con risposte. Alcuni esempi interessanti.

 

Domanda: «È possibile l’estinzione umana volontaria?» Risposta: «La nostra estinzione non è solo possibile, è inevitabile: miliardi di specie sono già andate e venute».

 

Domanda: «Cosa c’è che non va nei bambini? Non vi piacciono i bambini?» Risposta: «La scelta di astenersi dal produrre un’altra persona dimostra un profondo amore per tutta la vita»

 

Domanda: «Staremmo meglio se non fossimo mai nati?» Risposta: «La filosofia dell’antinatalismo è una delle vie principali verso l’estinzione umana volontaria. L’idea è che non abbiamo il diritto di far esistere qualcuno dove sicuramente soffrirà. Non stanno soffrendo nella non esistenza».

Domanda: «Essere genitori fa male all’ecologia della Terra?» Risposta: «La scelta di astenersi dall’aggiungere un altro di noi riduce notevolmente le nostre potenziali emissioni di gas serra»

 

E via così. Menzione speciale ai discorsi su nuovi virus, guerre, fame e rifiuti tossici che potrebbero aiutare l’estinzione umana: in realtà nemmeno questi sono sufficienti, anzi potrebbero in alcuni casi addirittura fortificare la specie.

 

Da notare come la morte, chiamata Grim Reaper («il tristo mietitore») e  rappresentata nelle vignette  del sito come il classico scheletro con mantello, cappuccio e falce, è qui considerata come un «supereroe».

 

Quella del Knight non è l’unica spaventosa iniziativa di terminazione della specie: anzi, è la più borghese, presentabile – e per questo finisce sui giornali. Maggiormente preoccupante è la Chiesa dell’Eutanasia fondata negli anni Novanta a Boston, una sedicente «fondazione educativa senza scopo di lucro dedicata al ripristino dell’equilibrio tra gli esseri umani e le restanti specie sulla Terra». Ciò sarebbe possibile, dicono i membri del culto, solo tramite una riduzione massiva volontaria della popolazione terrestre

 

Si tratterebbe, secondo il suo fondatore Chris Korda (musicista e sviluppatore di software nato in una famiglia di importanti scrittori e registi), forse dell’unica religione completamente e programmaticamente antiumana del mondo.

 

Uno degli slogan per cui il gruppo è noto è «Save the Planet, Kill Yourself», cioè «Salva il pianeta, ucciditi». Ma c’è anche «Eat a Queer Fetus for Jesus», «Mangia un feto strano per Gesù».

 

Il gruppo si è inevitabilmente scontrato con i gruppi antiabortisti cristiani d’America, per poi generare scandalo quando, dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, la Chiesa dell’Eutanasia ha pubblicato sul suo sito web un video musicale di quattro minuti intitolato Mi piace guardare, che combinava pornografia hardcore con filmati del crollo del World Trade Center, inclusa musica elettronica in sottofondo mentre erano scandite le parole «La gente si tuffa in strada / mentre io gioco con la mia carne». Il riferimento era con probabilità alle povere persone imprigionate nell’incendio delle Torri Gemelle che tragicamente si buttarono dai piani alti del palazzo. La clip mostrava anche un uomo che si masturbava e poi si puliva con una bandiera americana.

 

Secondo Wikipedia, le istruzioni della Chiesa dell’Eutanasia su «come uccidersi» per asfissia con l’elio sono state rimosse dal suo sito web nel 2003 dopo che una donna di 52 anni le aveva usate per suicidarsi in Missouri, con conseguenti minacce legali contro l’organizzazione.

 

C’è da considerare che, sia i moderati del VHEMT che gli estremisti della Chiesa dell’Eutanasia, sono sinceri nel portare avanti (solo in modo «teatrale», certo: perché quelli seri là fuori fanno ben altro) il programma della Cultura della Morte, che è il sistema operativo del mondo moderno. Un mondo dove l’essere umano è visto come nemico, e quindi la sua riproduzione va impedite, e i numeri della popolazione vanno ridotti.

 

Tuttavia, costoro non capiscono che il programma è un altro. È leggermente diverso, più complesso, più sottile.

 

Il vero manovratore della Necrocultura non vuole solo l’assassinio della massa umana. No. Vuole che sia l’uomo stesso a implementarla: vuole cioè, la perversione. Non vuole eliminare del tutto gli uomini: deve conservarne una parte, per offenderli ed umiliarli, perché essi sono a immagine del vero avversario del manovratore della morte.

 

Una parte degli uomini, secondo questo disegno, sarà poi necessaria affinché si adori il manovratore nei tempi ultimi. Come sa il lettore di Renovatio 21, non è improbabile che quantomeno una parte di tali adoratori possano essere creature prodotte in laboratorio, figli della provetta, cioè coloro, dice l’Apocalisse di San Giovanni, « il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo» (Ap 13, 8)

 

Quindi: la riduzione della popolazione terrestre è realtà. Tuttavia, la sua completa estinzione, non è nei piani del Male.

 

Nei piani del Male c’è molto di peggio.

 

 

 

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Immigrazione

L’omicidio di Lola Daviet: dietro l’orrore un sacrificio rituale?

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Lo scorso venerdì 14 ottobre a Parigi, nel 19° arrondissement, la polizia trovava in una valigia il corpo di Lola Daviet, 12 anni, violentata, torturata e uccisa. La segnalazione sarebbe arrivata da un senzatetto.

 

In breve tempo, gli inquirenti identificavano il principale indiziato ed autore dell’omicidio, la ventiquattrenne algerina Dahbia Benkired, ufficialmente senza fissa dimora, presente illegalmente in Francia e titolare di un visto da studente scaduto già nel 2018.

 

Sulla base delle dichiarazioni fornite dalla presunta assassina e delle riprese delle telecamere presenti all’entrata dell’edificio in cui ambedue abitavano, la Benkired avrebbe costretto Lola a seguirla nell’appartamento della sorella Friha Benkired, dove l’avrebbe obbligata a fare una doccia, quindi violentata.

 

In seguito, dopo averla torturata, l’avrebbe  sgozzata. Secondo quanto dichiarato da lei stessa, l’algerina avrebbe anche bevuto il sangue della vittima da un flacone poi scomparso. 

 

 

Successivamente la Benkired avrebbe messo il corpo di Lola in una valigia e con l’aiuto di un tassista algerino di 43 anni avrebbe cercato di sbarazzarsene. Sarebbe quindi tornata sui suoi passi cercando aiuto da alcuni passanti, dicendosi trafficante di organi e promettendo denaro  finché il già menzionato senzatetto, visto un arto spuntare dalla valigia, allertava la polizia.

 

L’assassina avrebbe dichiarato alla polizia che all’origine del gesto vi era uno screzio avuto con la madre di Lola, custode dell’edificio in cui la piccola viveva con la famiglia. 

 

La signora avrebbe rifiutato alla Benkired un badge per accedere all’edificio, concesso solo ai residenti e così la giovane avrebbe deciso di vendicarsi.

 

Nel frattempo altri tre algerini, tra cui il tassista e la sorella dell’assassina sarebbero stati arrestati e interrogati dalla polizia

 

La Benkired, nominata per diversi giorni sui giornali come Dahbia B. e descritta come una SDF (sans domicile fixe, «senza fissa dimora») o addirittura come una clocharde («barbona») con problemi mentali, restava una figura nebulosa fino a qualche giorno fa.

 

Ora invece sappiamo che si tratta di tutto fuorché di una clocharde. La Benkired è una TikToker incline alla megalomania, dall’aspetto tutt’altro che barbonesco come mostrano le sue foto e i suoi video ormai presenti dappertutto online

 

 

L’assassina, dall’aspetto tanto avvenente quanto inquietante, avrebbe anche dichiarato che «le storie migliori sono sul mio conto in banca: pazzie» ammettendo dunque di essere una «senzatetto» non solo con un conto in banca ma pure ben fornito. Davvero strano se si pensa che era senza fissa dimora. Oltretutto il 21 agosto 2022 era stata arrestata all’aeroporto di Orly e raggiunta da un decreto di espulsione dato che era illegalmente presente sul suolo francese dal 2018.

 

Ciò detto, pensiamo di poter ritenere che non ci sia un’ipotetico screzio con la madre di Lola all’origine dell’orribile omicidio della bambina. Oltretutto la mamma della piccola, commentando in un post di Facebook le riprese della telecamera in cui Lola appariva con la Benkired dichiarava che la bambina era stata vista per l’ultima volta alle 15.20 con una ragazza che non conoscevano.

 

L’articolo sul caso pubblicato dal Corriere della Sera termina scrivendo che «restano da chiarire aspetti come le scritte “1” e “0” trovate in rosso sulla pianta dei piedi della bambina, che suggeriscono rituali per adesso ancora oscuri».

 

Ed è proprio su questo punto che ci vogliamo soffermare. Perché il magistrato francese George Fenech ha fatto durante una trasmissione televisiva una dichiarazione ben precisa. E sconvolgente.

 

«Ciò mi ricorda la storia dei bambini Zouhri, dei biondi con occhi azzurri, considerati come depositari di poteri in Algeria (…). Vengono rapiti, sacrificati e il loro sangue viene bevuto (…). Su questa povera ragazzina c’era la cifra 1 sulla pianta del suo piede sinistro e la cifra 0, è esattamente il rito satanico degli Zouhri del Nord Africa».

 

 

 

Ma di cosa si tratta? Una pista importante ce la fornisce un video che menziona la scarsità di testi storici sul tema ma ancor di più il giornale online canadese Maghreb Observateur. In un recente articolo del giugno 2022  parla di «una vera ecatombe» di bambini in Algeria e in Marocco. Degli stregoni rapiscono i bambini biondi e con gli occhi azzurri e li sacrificano al demonio e ai djinn (i demoni del mondo islamico) custodi di tesori nascosti su cui gli stregoni e il loro entourage sarebbero poi liberi di mettere le mani.

 

Una volta, sgozzata la vittima ed estratto il sangue per scopi rituali, gli organi verrebbero poi estratti e trafficati a livello internazionale.

 

Questo sembra essere esattamente quello che è successo nel caso di Lola. Un omicidio rituale, in cui la vittima viene sgozzata e il suo sangue viene bevuto. 

 

Oltretutto forse la Benkired, secondo questa prospettiva, potrebbe non essere quindi proprio una millantatrice quando diceva di essere una trafficante di organi. Ciò potrebbe spiegare quindi quel conto in banca vantato pubblicamente dalla «senzatetto».

 

Le domande che sorgono sono anche altre. Siamo sicuri che abbia agito da sola e che non ci fosse nessun altro nell’appartamento degli orrori? Forse la Benkired è solo una pedina, anch’essa sacrificabile, di una rete ben più estesa e potente di quello che appare a prima vista? Forse ha già ucciso e Lola è solo l’ultima delle sue vittime?

 

Forse le affermazioni sconclusionate dell’algerina, da cui trapela l’interesse per il satanismo e l’assoluta freddezza nel commentare il suo gesto «che non le avrebbe fatto né caldo né freddo» visto che, a suo dire, aveva assistito all’uccisione dei genitori ed era stata violentata possono far pensare al suo coinvolgimento in un qualche programma di controllo mentale?

 

Non lo sappiamo, ciò che sappiamo è invece che questa vicenda è l’ennesimo «arricchimento» culturale collegato all’immigrazione di sostituzione postulata ed attuata dalle Nazioni Unite ed altre centrali mondialiste

 

Fa parte di  «quell’arricchimento culturale, sociale e religioso» proveniente dall’Africa sahariana e subsahariana che la Necrocultura ha in serbo per tutti noi e che fa tanto pensare e alla omicidio di Pamela Mastropietro, che vide coinvolti criminali nigeriani, tra cui tale Innocent Oseghale, poi condannato all’ergastolo. Anche Pamela era stata ritrovata a pezzi in una valigia. Anche per lei si parlò di possibile omicidio rituale, con annesso squartamento a fini magico-religiosi.

 

Si tratta di fatto di una «religione» nuova, un culto di sangue disconosciuto dal nostro continente degli ultimi millenni, che ci porta ad un pensiero: in corso non c’è solo una sostituzione etnica, c’è in corso una vera e propria sostituzione religiosa, con la quale vi sarà in Europa il pieno ritorno del sacrificio umano.

 

Pertanto c’è da fare attenzione e di vegliare sui nostri figli e su noi stessi. Perché non sappiamo quante Dahbia Benkired e quanti Innocent Oseghale si possono nascondere nelle nostre città.

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

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