Internet
La Turchia e la Russia vietano Discord
Le autorità turche hanno bloccato l’accesso alla popolare piattaforma di messaggistica istantanea Discord dopo che sono state sollevate preoccupazioni sul fatto che l’app venisse utilizzata per prendere di mira i bambini a fini di adescamento, ricatto e cyberbullismo. La mossa arriva dopo che la piattaforma statunitense si è trovata bandita anche in Russia questa settimana.
L’Autorità per le tecnologie dell’informazione e la comunicazione (BTK) della Turchia ha pubblicato ufficialmente mercoledì sul suo sito web la decisione di vietare l’accesso, in seguito alla sentenza della Prima corte penale di pace di Ankara.
Il ministro della Giustizia Yilmaz Tunc ha spiegato che il tribunale ha ordinato la rimozione di tutte le pubblicazioni sulla piattaforma di social media e la limitazione dell’accesso al sito web nel Paese, a causa, ha spiegato, di «sospetti sufficienti che i crimini di ‘abuso sessuale su minori e oscenità» siano stati commessi tramite Discord.
«Siamo determinati a proteggere i nostri giovani e bambini, la garanzia del nostro futuro, dalle pubblicazioni dannose dei social media e di Internet che costituiscono reati. Non permetteremo mai che i tentativi scuotano le fondamenta della nostra struttura sociale». Tunc ha scritto in un post su X.
Ankara Cumhuriyet Başsavcılığının talebi üzerine Ankara 1. Sulh Ceza Hakimliği’nce Discord isimli sosyal medya platformuna 5651 Sayılı ‘İnternet Ortamında Yapılan Yayınların Düzenlenmesi ve Bu Yayınlar Yoluyla İşlenen Suçlarla Mücadele Edilmesi Hakkında Kanun’un 8/1 maddesinde…
— Yılmaz TUNÇ (@yilmaztunc) October 8, 2024
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Discord si è ritrovata nel mirino dei regolatori turchi dopo che un diciannovenne ha assassinato due donne la scorsa settimana. Dopo l’incidente, i media turchi hanno riferito che alcuni utenti su Discord stavano elogiando il duplice omicidio, il che ha successivamente portato all’indignazione pubblica contro alcune comunità sulla piattaforma.
Le richieste di regolamentarlo erano state sollecitate anche dalle segnalazioni dei media secondo cui alcuni utenti di Discord avevano formato gruppi destinati a prendere di mira bambini e adolescenti per adescarli, ricattarli e bullizzarli.
Il divieto della Turchia della piattaforma americana arriva dopo che anche l’ente di controllo dei media russo Roskomnadzor ha emesso un divieto sulla piattaforma, martedì. Secondo la sentenza, l’accesso a Discord è stato limitato a causa della sua «violazione dei requisiti della legislazione russa» e del suo rifiuto di rimuovere «informazioni illegali».
Il Roskomnadzor ha chiesto alla piattaforma di rimuovere circa 950 post che si dice contengano contenuti illegali come inviti al suicidio, estremismo, abusi sessuali su minori e «propaganda LGBT». Le richieste di rimozione di tali contenuti mirerebbero a «impedire l’uso del messenger per scopi terroristici ed estremisti, il reclutamento di cittadini per commettere atti terroristici ed estremisti e lo spaccio di droga».
Quello di Discord è un universo giovanile a parte dove a quanto pare si può trovare davvero di tutto.
Postava su Discord Colt Gray, l’ultimo ragazzo che ha perpetrato una strage alle elementari, forse per problematiche transgender. Aveva un account su Discord anche Thomas Crooks, il primo attentatore di Donald Trump, ucciso dopo aver sfiorato con un colpo l’ex presidente durante il comizio elettorale di Butler, in Pennsylvania.
Documenti segreti USA che suggerivano tra le altre cose che il Mossad guidava la rivolta contro Netanyahu due anni fa finirono su Discord, caricati da un 21enne membro dell’aviazione statunitense che frequentava una chat della piattaforma popolare tra giovani videogiocatori. Tra i file trapelati, anche alcuni che suggerivano che gli USA avevano, all’epoca, dissuaso l’Ucraina dall’attaccare la Russia in profondità.
Discord era emersa anche come una delle piattaforme possibilmente infiltrate da appaltatore di sorveglianza dell’FBI in cerca di informazioni sui gruppi no-vax.
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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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Intelligenza Artificiale
Instagram rende i post pubblici disponibili a Meta AI per impostazione predefinita
L’ultimo aggiornamento di Instagram rende i reel, i video e le foto dei profili pubblici disponibili per impostazione predefinita a Meta AI, permettendo agli strumenti di intelligenza artificiale dell’azienda di generare contenuti a partire da essi, a meno che i creatori non decidano di disattivare questa opzione.
Martedì, Meta ha introdotto il suo nuovo modello Muse Image, entrando in un settore dominato da generatori di immagini come GPT Image di OpenAI, Google Gemini e Midjourney. Lo strumento è stato reso disponibile integrato in Instagram, con gli utenti iscritti automaticamente alle sue funzionalità basate sull’iIA.
«Se il tuo account è pubblico, chiunque su Instagram può riutilizzare in tutto o in parte i tuoi reel, i video del feed e le foto condivise dopo che la funzionalità di riutilizzo è diventata disponibile», afferma Instagram nella pagina del suo Centro assistenza. «Inoltre, è possibile che altri utenti creino contenuti utilizzando i tuoi contenuti Instagram grazie alle funzionalità di intelligenza artificiale di Meta».
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Secondo Instagram, i contenuti dei minorenni con account pubblici saranno resi disponibili in questo modo solo alle persone che seguono. Inoltre, gli utenti non riceveranno alcuna notifica se qualcuno crea contenuti utilizzando Meta AI con le loro foto o i loro video pubblici.
Queste impostazioni predefinite possono essere disattivate nella sezione Condivisione e riutilizzo del profilo Instagram.
Tuttavia, anche se un utente sceglie di non condividere o elimina le foto pubbliche già utilizzate per generare contenuti tramite intelligenza artificiale, le immagini create in precedenza da altri utenti non verranno rimosse, secondo quanto dichiarato da Instagram.
L’approccio di Meta, che prevede la possibilità di disattivare alcune funzionalità, rispecchia le pratiche adottate da altre aziende tecnologiche, tra cui Google, Microsoft e OpenAI, che abilitano determinate funzioni di intelligenza artificiale per impostazione predefinita, consentendo al contempo agli utenti di disattivarle.
Ciò avviene mentre i contenuti generati dall’intelligenza artificiale, inclusi i deepfake, sono alla base di una quota crescente di truffe che costano agli americani decine di miliardi di dollari ogni anno, secondo una nuova ricerca di Gallup.
Secondo un sondaggio pubblicato la scorsa settimana da Gallup, gli americani hanno perso circa 68 miliardi di dollari a causa di truffe lo scorso anno, ovvero circa 186 milioni di dollari al giorno. Circa il 12% delle vittime ha dichiarato che i propri casi coinvolgevano intelligenza artificiale o deepfake, sebbene la cifra reale potrebbe essere significativamente più alta.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa erano emerse polemiche in merito agli aggiornamenti di Instagram, tra cui una nuova «Friend Map»: si tratta un sistema di tracciamento in tempo reale che ti consente di condividere la tua posizione esatta con i contatti scelti e di vedere a tua volta la loro. In molti hanno accusato gli update del software di costituire una grande minaccia per la privacy dell’utente.
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In passato inchieste giornalistiche hanno mostrato la presenza su Instagram di network pedofili, che paiono aver goduto più libertà di coloro che si sono opposti alle restrizioni pandemiche o al vaccino – anche se è un candidato presidente come Robert Kennedy jr.. Secondo il Wall Street Journal, Meta avrebbe lottato «per allontanare i pedofili da Facebook e Instagram», cosa di cui poi sarebbe stata chiesto conto da senatori americani durante una tesa udienza a Washington con il CEO Marco Zuckerberg.
Come riportato da Renovatio 21, a marzo Meta è stata condannata a pagare 375 milioni di dollari per aver consapevolmente danneggiato la salute mentale dei bambini e per aver occultato prove di sfruttamento sessuale minorile sulle proprie piattaforme di social media.
Considerato il comportamento dimostrato da Facebook, con la censura che si è abbattuta su dissidenti o anche semplici conservatori (ma non sui pedofili di Instagram o i donatori di sperma su Facebook, né sui neonazisti dell’Azov), la collusione con lo Stato profondo americano e le sue agenzie, la volontà di chiudere gli account di organizzazioni, partiti premier e presidenti, la raccolta massiva di dati anche biometrici (con il riconoscimento facciale che ha generato denunce di Stati come il Texas) nonché la possibilità di agire sul vostro telefono perfino scaricandone la batteria, c’è da domandarsi cosa la potente Intelligenza Artificiale su cui Meta sta lavorando possa fare alla vostra vita.
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Immagine generata artificialmente
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Gli Stati americani chiedono 1,4 trilioni di dollari a Meta
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