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Lo stragista scolastico diceva di voler uccidere i bambini delle elementari per problematiche transgender?
Colt Gray, il quattordicenne che ha ucciso due insegnanti e due compagni di scuola nella sua scuola superiore in Georgia, ha utilizzato la piattaforma Discord per esprimere il suo desiderio di commettere una sparatoria a scuola, citando le problematiche delle persone transgender.
Venerdì la CNN ha riferito che i post su Discord del 2023 mostravano che Gray stava pianificando di attaccare una scuola elementare.
«Sto per fare una sparatoria di massa», si legge in uno dei post di Gray, secondo la CNN. «Sto per fare una sparatoria di massa e aspetto almeno due o tre anni, poi sono pronto».
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Gray ha condiviso una foto dell’arma che intendeva usare e ha anche parlato delle sue motivazioni che, secondo la CNN, erano legate alla frustrazione per l’accettazione delle persone transgender nella società.
Come nota il Post Millenial, il reportage iniziale della CNN suggeriva che Gray fosse adirato perché le persone transgender non venivano accettate dalla società, ma in seguito la notizia è stata modificata affermando che Gray era arrabbiato perché le persone transgender venivano accettate.
Il giornalista CNN affermava inizialmente che il post, attribuito a Gray, «esprimeva il desiderio di prendere di mira una scuola elementare, esprimendo frustrazioni per l’accettazione delle persone transgender».
CNN’s Isabel Rosales reports to Anderson Cooper about the Winder, Ga. school mass shooter’s alleged Discord posts in 2023 expressing a desire to kill and frustrations over transgender issues. A transcript of Colt Grey’s father’s interview with law enforcement last year reveals… pic.twitter.com/PzJnAHW2n1
— Andy Ngo 🏳️🌈 (@MrAndyNgo) September 6, 2024
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«L’account faceva riferimento ad Adam Lanza, l’assassino stragista della scuola elementare Sandy Hook, e in post separati condivideva il desiderio di prendere di mira una scuola elementare ed esprimeva frustrazione per l’accettazione delle persone transgender», si leggeva nel servizio della CNN.
La CNN ha successivamente corretto l’articolo, affermando che «l’account faceva riferimento ad Adam Lanza, l’assassino della scuola elementare Sandy Hook, e in post separati condivideva il desiderio di prendere di mira una scuola elementare ed esprimeva frustrazione per il fatto che le persone transgender fossero accettate nella società».
Mentre la rete si interroga sulle foto del ragazzo con i capelli lunghi e ossigenati, il balletto sulle presunte motivazioni trans sta ancora continuando, con fact-checker che scrivono che non vi sarebbe alcuna prova del fatto che il transessualismo c’entri qualcosa con il caso, né che il ragazzo stesse facendo una transizione di genere.
Gray ha espresso il desiderio di suicidarsi, ma disse che non avrebbe potuto farlo finché non avesse fatto qualcosa per contribuire «alla cultura». «Non posso ancora suicidarmi, perché non sto contribuendo in alcun modo alla cultura. Devo andarmene sapendo di averlo fatto», ha scritto.
La polizia ha anche dichiarato di aver trovato un diario nella camera da letto di Gray in cui racconta le passate sparatorie a scuola.
Finora, le speculazioni sulle circostanze della sparatoria si sono concentrate sulla «tumultuosa vita familiare» di Gray, inclusa la possibilità di abusi domestici da parte del padre, che è stato arrestato in relazione alla sparatoria, e di bullismo a scuola.
Il padre, Colin Gray, è stato accusato di quattro capi di imputazione per omicidio colposo, due capi di imputazione per omicidio di secondo grado e otto capi di imputazione per crudeltà verso i minori per il suo ruolo nella sparatoria nella scuola e, in particolare, per aver acquistato per suo figlio l’arma utilizzata.
La madre e il nonno materno di Colt Gray accusano da anni Colin Gray di aver abusato della sua famiglia.
«Era solo un bravo ragazzo, ma viveva in un ambiente ostile», ha detto di suo nipote alla CNN il nonno materno. «Suo padre lo picchiava, non parlo di violenza fisica, ma di urla e schiamazzi, e ha fatto la stessa cosa a mia figlia». I genitori di Colt Gray si sono separati nel 2022 e da allora vivono separati.
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Colt Gray era già stato indagato dalle forze dell’ordine nel 2023 in relazione a una minaccia di sparatoria a scuola. Gli investigatori avevano interrogato il ragazzo e suo padre sui post sulla piattaforma Discord.
Colin Gray ha raccontato agli inquirenti che suo figlio aveva a disposizione fucili da caccia in casa e che a scuola era vittima di bullismo.
Le trascrizioni rivelano che Colin Gray ha detto che suo figlio «veniva preso di mira a scuola». Altri studenti «lo stuzzicavano e lo toccavano… lo prendevano in giro giorno dopo giorno». Colin Gray ha anche detto che stava «cercando di insegnare le armi da fuoco e la sicurezza e come fare tutto questo e farlo… interessare alla vita all’aria aperta», in parte perché suo figlio passava troppo tempo a giocare ai videogiochi. «Lui conosce la serietà delle armi, sa cosa possono fare e come usarle e non usarle», ha detto Colin Gray.
La possibile aderenza del sospettato all’ideologia trans potrebbe non essere un dettaglio trascurabile.
Qualche commentatore americano, ai tempi della strage di Nashville ad opera della transessuale Audrey Hale, aveva lanciato, confortato da qualche numero, la provocazione sui social media: c’è un nuovo gruppo demografico da identificare come ceto in rapida crescita di tiratori di massa pro capite: la comunità transgender. «La demografia pro capite di sparatori di massa in più rapida crescita nella storia umana è la comunità trans» aveva scritto un utente su Twitter.
I numeri dei casi recenti non mentono: il tiratore di Colorado Springs si identificava come «non binario». Il tiratore di Denver si identificava come trans. Il tiratore di Aberdeen si identificava come trans. L’assassino di Nashville si identificava come trans. «Una cosa è MOLTO chiara: il moderno movimento trans sta trasformando gli attivisti in terroristi» aveva scritto su Twitter Benny Johnson.
Gli squilibri psichici che possono portare l’uso di ormoni transessualizzanti e magari di psicofarmaci SSRI o simili sono noti, ma qualcuno suggerisce anche di possibili ramificazioni psicotraumatiche della chirurgia.
Come riportato da Renovatio 21, poco dopo la sparatoria di Nashville, era stato indetto negli USA un Trans Day of Vengeance, un «giorno della vendetta trans», poi annullato. La comunità trans è percorsa di appelli degli attivisti ad armarsi.
I transgender ad oggi costituiscono la minoranza che ha visto la crescita maggiore tra le sue fila di active shooter, ossia assassini che colpiscono a caso le persone nelle scuole, negli uffici, nei centri commerciali, etc.
Nel 2023 si è registrato un periodo di crescente tensione con numerose occupazioni di campidogli degli Stati USA per protestare le leggi che proibiscono le mutilazioni sessuali pediatriche della chirurgia gender.
Da allora abbiamo assistito ad una crescita di episodi di violenza transgender con risse, botte pubbliche e pure omicidi efferati.
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Immagine screenshot da YouTube
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I trans stravincono pure i tornei femminili di golf
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I legislatori di Nuova York cercano di rilanciare i bagni pubblici gay: nessuno teme più l’AIDS?
Una nuova proposta lanciata nello Stato di Nuova Yorklegalizzerebbe il sesso nelle saune e nei bagni pubblici di tutta la città, abrogando una legge degli anni Ottanta che accusava questi incontri sessuali sfrenati di diffondere l’AIDS tra gli omosessuali. Lo riporta il New York Post.
Il senatore statale Erik Bottcher e il deputato Tony Simone, che rappresentano il West Side di Manhattan, zona considerata aperta alla comunità LGBT, hanno affermato che è giunto il momento di sostituire il vecchio e polveroso divieto sulle «saune per adulti».
«Dovremmo farli uscire allo scoperto», ha dichiarato Simone durante un’intervista la scorsa settimana, sostenendo che i bagni pubblici sarebbero più sani e sicuri se fossero regolamentati. «Faceva parte della cultura gay. Queste persone sono adulte. Il sesso è consensuale», ha affermato il Simone, che è il primo membro dell’assemblea apertamente gay a rappresentare il 75° distretto dell’Assemblea statale di Nuova York. Pure il Bottcherro, 47enne, è dichiaratamente omosessuale e che ha raccontato a favor di stampa di aver avuto pensieri suicidi quando al liceo era omosessuale non dichiarato.
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La legge vigente stabilisce: «Nessun locale può mettere a disposizione strutture per attività sessuali in cui si pratichino rapporti anali, vaginali o fellatio. Tali strutture costituiscono una minaccia per la salute pubblica». Tuttavia la nuova legge che la abroga riconosce che le saune sono state per decenni importanti luoghi di ritrovo per le persone omosessuali, prima di essere chiuse durante il picco dell’epidemia di HIV/AIDS per contenere i contagi e i decessi.
«Siamo nel 2026, non nel 1986: le pratiche basate su dati concreti, frutto degli ultimi 30 anni di ricerca nel campo della salute pubblica, dimostrano chiaramente che dovremmo abrogare il divieto di accesso a bagni pubblici e saune per adulti», ha dichiarato il deputato Simone in un comunicato stampa che annunciava il disegno di legge. «Le persone queer di Nuova York sono costrette a vivere nell’ombra… sappiamo tutti che questi posti esistono», ha affermato.
In effetti, diverse spa e stabilimenti termali nella Grande Mela sono già noti per essere luoghi frequentati da coppie senza scrupoli, con segnalazioni di incontri sessuali in pubblico allo Spa Castle nel Queens e all’East Side Club, una sauna aperta 24 ore su 24 a Midtown.
Allen Roskoff, veterano attivista LGBT che ha perso persone care a causa dell’AIDS, ha affermato che il divieto delle saune gay è stato un tema controverso nella comunità gay negli anni Ottanta, con molti omosessuali favorevoli e contrari alla chiusura. Tuttavia ha affermato che è giunto il momento del ritorno dei bagni pubblici. «Per decenni, le saune gay di Nuova York sono state parte integrante della vita omosessuale», ha affermato Roskoff, presidente del Jim Owles Liberal LGBT Democratic Club.
Il decano dell’attivismo omotransessualista neoeboraceno ha detto al NY Post che i bagni pubblici erano luoghi di socializzazione e di sesso, ma che erano molto di più. «Erano simboli della nostra comunità, della nostra cultura e della nostra lotta per i diritti civili e la liberazione sessuale. Ho trascorso gran parte della mia giovinezza in quei luoghi», ha detto il Roskoffo, raccontando che i leader politici hanno fatto campagna elettorale in quei locali e che artisti come Bette Midler e Barry Manilow vi si sono esibiti.
Roskoff sosteneva che si trattava di attrazioni turistiche, frequentate da omosessuali provenienti da tutto il mondo. «Uomini gay provenienti da tutto il mondo si recavano in questo luogo simbolo di Nuova York. È ora di scrollarsi di dosso la paura e lo stigma del passato e permettere la sua riapertura», ha affermato.
Il Bottcher e il Simone hanno inoltre sottolineato che ora esistono trattamenti efficaci per l’HIV/AIDS, come la PrEP, la PEP, i test di routine per l’HIV e altre strategie di prevenzione. «Le misure di emergenza di un’altra epoca non dovrebbero diventare politiche pubbliche permanenti», ha affermato Bottcher, presidente della Commissione Città del Senato statale, nella dichiarazione congiunta.
«Le misure adottate al culmine della crisi dell’AIDS sono anacronistiche rispetto alla realtà moderna. La scienza è cambiata. La prevenzione è cambiata. Le cure sono cambiate. È ora che cambino anche le nostre leggi». Dall’inizio dell’epidemia di AIDS, oltre 100.000 cittadini neoboraceni sono morti a causa di malattie correlate all’AIDS.
I due politici, al pari di tanti attivisti omotransessualisti in tutto il mondo, tanno parlando di forme di cura della malattia che taluni ritengono inevitabile – qualora non si voglia rinunciare allo stile di vita di promiscuità assoluta (con saune e club gay, assieme ai cespugli e alle piazzole di sosta in autostrada a rappresentarne il teatro d’elezione) e di sesso perverso come nelle dark room et similia – se non addirittura desiderabile, come dimostra il fenomeno dei bugchaser e dei giftgiver: esistono omosessuali che vogliono apertamente prendere il virus e altri che vogliono darlo.
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Per quanto allucinante – il programma scandalistico-progressita Le Iene ci fece un servizio anni fa andando in cortocircuito – il fenomeno di epidemizzazione volontaria dell’HIV esiste e ci interroga sulle radici stesse dell’omosessualismo. Da una parte c’è chi tenta di giustificare razionalmente la scelta di ammalarsi dicendo che vuole farlo per non pensarci più e vivere con le cure (in Europa garantite dallo Stato) che adesso permettono di vivere a lungo – una malattia più trattabile del diabete, dice il luogo comune diffuso tra i gay; dall’altra è visibile un impulso di morte di tipo sadomasochista sia in chi riceve il male sia in che lo dà volontariamente.
Grande frequentatore delle saune gay a San Francisco, capitale globale LGBT, fu il filosofo francese Michel Foucault, che contrasse l’AIDS e ne morì. La voce secondo cui egli sarebbe divenuto per ragioni filosofiche un untore volontario del virus sono raccolte del libro di James Miller La passione di Michel Foucault (1983), dove però si dice di non averne trovato prove. Foucault era omosessuale e sadomasochista, frequeantore nella città nordcaliforniana dei club di perversione. Secondo la biografia di Miller, il Foucalto omprò l’attrezzatura tipica (giacca e cappello di pelle, manette, fruste, pinze per capezzoli, ecc.) e partecipò a pratiche che includevano bondage, fist-fucking e altri giochi di potere e dolore consensuali.
Il filosofo di Sorvegliare e punire non lo nascondeva. In interviste degli anni Ottanta (per esempio quella pubblicata su The Advocate, storica rivista dell’omosessualismo statunitense) ne parlò in modo esplicito e positivo: non lo vedeva come liberazione di una violenza nascosta, ma come invenzione di nuovi piaceri, lo definiva un’«impresa creativa» che erotizza parti del corpo normalmente ignorate e «desessualizza» il piacere (lo stacca dal solo sesso genitale), lo interpretava come un gioco strategico di potere in cui i ruoli (padrone e schiavo) sono reversibili e sempre negoziati, quindi come continuazione del suo pensiero filosofico sul potere.
Foucault è idoltrato oggidì anche in Italia da impiegati della greppia dell’Istruzione di Stato e da laureati di filosofia perditempo da essa sfornati.
Ulteriore frequentatore delle saune gay era, per motivi di studio, il dottor Anthony Fauci, che all’epoca si era lanciato nella ricerca del morbo che decimava gli omosessuali. Gli errori ascritti a Fauci sono di portata mostruosa: promuovendo come cura il farmaco anticancro AZT avrebbe cagionato la morte di migliaia di omosessuali. La storia è in parte raccontata nel film Texas Buyers Club (2013).
Come riportato da Renovatio 21, Fauci anche a quel tempo pontificava beato sui media sparando bufale a tavoletta, come quando disse che l’HIV poteva trasmettersi in casa senza contatto.
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Fauci era divenuto quindi una sorta di nemico pubblico del movimento omosessuale, con un attivista che arrivò a scrivergli una storica lettera pubblica in cui lo definiva «idiota e incompetente».
Secondo il libro di John F. Kennedy jr. The Real Anthony Fauci, il dottore avrebbe eseguito studi di crudeltà indicibili su bambini orfani a Nuova York, usati impunemente come cavie umane.
Fauci, che è come lo definisce Robert Kennedy jr. il tessitore della narrazione pandemica era anche il socio di Robert Gallo, l’altro virologo connesso alla scoperta dell’AIDS. Montagnier e Gallo si disputarono la scoperta e la scienza dell’AIDS per anni. Anche in un ambiente non prono alle scenate, come quello dell’alta medicina, fu uno spettacolo poco edificante, tenuto in piedi anche da Fauci, che secondo alcuni ha favorito come ha potuto – con il potere sanitario che già accumulava – il socio Gallo. Alla fine, a risolvere furono, addirittura, i presidenti di USA e Francia, che siglarono una pace per le pretese scientifiche e soprattutto le questioni di brevetti e proprietà intellettuale.
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Mons. Strickland: perché i leader della Chiesa continuano a sostenere l’agenda LGBT?
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