Occulto
Leader del «culto dell’orgasmo», condanna a nove anni di carcere (no, non è chi pensate voi)
La carismatica leader di un famigerato presunto «culto dell’orgasmo» OneTaste è stata condannata la scorsa settimana a nove anni di carcere per aver costretto i dipendenti ad atti sessuali, mentre il giudice l’ha duramente criticata per il piano «scandaloso e insidioso». Lo riporta il New York Post.
Nicole Daedone, 58 anni, si è presentata in piedi con indosso una tuta beige da detenuta per conoscere il suo destino dopo che una giuria federale di Brooklyn l’ha condannata per aver adescato dipendenti e membri della sua azienda di benessere al fine di avere rapporti sessuali con clienti e investitori.
«La signora Daedone ha compiuto azioni che hanno privato le vittime della loro dignità», ha dichiarato il giudice Diane Gujarati alla corte, aggiungendo che «non sembra provare alcun rimorso».
La sentenza è arrivata dopo che nove ex dipendenti di OneTaste hanno testimoniato su come Daedone e l’ex responsabile vendite dell’azienda, Rachel Cherwitz, gestissero l’attività come una setta e li manipolassero per costringerli a compiere una serie di atti sessuali. Cherwitz è stata condannata lunedì pomeriggio a 6 anni e mezzo di carcere, scrive il tabloide neoeboraceno.
L’esito ha segnato la caduta in disgrazia dell’azienda con sede a San Francisco, che un tempo aveva riscosso successo – e persino l’approvazione del sito web Goop di Gwyneth Paltrow – per aver promosso controverse sessioni di piacere di gruppo che lei aveva soprannominato «meditazione orgasmica». Tuttavia la guru «non era alla ricerca dell’illuminazione né operava su una dimensione diversa», ha dichiarato la Gujarati lunedì.
«Non era un gioco né uno spettacolo. Non era Harry Potter né Matrix. Era un crimine», ha affermato il giudice. La Daedone è stata inoltre condannata dal giudice Gujarati a confiscare 12 milioni di dollari, la somma per cui ha venduto la sua azienda a sfondo sessuale, e a versare quasi 900.000 dollari a ex dipendenti che hanno dichiarato di essere state costrette a compiere atti sessuali e obbligate a lavorare per oltre un decennio con una retribuzione minima o nulla.
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Una ex dipendente, Michal, ha dichiarato lunedì in tribunale che le sue esperienze traumatiche presso OneTaste l’hanno lasciata in rovina finanziaria e le hanno causato un disturbo da stress post-traumatico. «Mi fidavo di Nicole… in realtà, sono caduta nella sua trappola», ha detto Michal, che ha chiesto di non pubblicare il suo cognome. «Ero un bersaglio perfetto perché ero una donna vulnerabile che cercava di migliorare la propria vita».
I procuratori federali avevano chiesto al giudice di condannare Daedone a ben 20 anni di carcere, accusandola di aver reclutato vittime che avevano subito traumi in passato, promettendo loro di aiutarle a superare le sofferenze causate da abusi sessuali. Secondo l’accusa, l’azienda ha ingaggiato una dipendente, vittima di stupro, per «ricostruire» l’incidente davanti a un pubblico nell’ambito di un corso tabù: praticare sesso orale a un partner mentre le veniva detto «Ti amo», proprio come aveva fatto il suo vero stupratore.
«Il suo è stato un crimine di sfruttamento mascherato da emancipazione», hanno scritto gli agenti federali al tribunale. Nonostante la condanna di giugno, contro la quale si prevede che presenterà ricorso, Daedone ha mantenuto un seguito fedele. Più di 200 persone hanno inviato lettere al tribunale prima della sentenza, tra cui Van Jones, corrispondente della CNN ed ex consigliere del presidente Barack Obama, che l’ha definita «una donna di straordinaria saggezza, grazia e coraggio morale».
L’avvocato di Daedone, Jennifer Bonjean, ha sottolineato lunedì che nessuna delle accusatrici ha descritto di essere stata vittima di violenza fisica e che la sua cliente è stata accusata e condannata solo per cospirazione finalizzata al lavoro forzato, e non per tratta di esseri umani a scopo sessuale o violenza sessuale.
«Ancora oggi molte persone considerano Nicole Daedone una figura dirompente», ha dichiarato Bonjean in tribunale. Più di venti membri di OneTaste, che ora ha cambiato nome in Institute of OM, hanno assistito all’affollata udienza di condanna presso il tribunale federale di Brooklyn, tra cui Anjuli Ayer, l’attuale CEO dell’azienda.
«Questo è un giorno terribile per la libertà», ha detto Ayer ai giornalisti fuori dal tribunale. «Una volta che la persuasione diventa un crimine, chiunque può essere un imputato e chiunque può essere una vittima. Dobbiamo correggere questa ingiustizia o ne soffriranno tutti.»
La Daedone ha rifiutato di rivolgersi alla corte, chinandosi verso il microfono e dicendo «no, grazie» quando le è stato chiesto se desiderasse parlare prima di conoscere la sua sentenza.
È possibile che il lettore, leggendo un titolo che contiene la semantica del «culto» e dell’«orgasmo» abbia pensato ad un cardinale noto per libri sul piacere sessuale e la religione. Tuttavia non si tratta di lui.
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Occulto
«Tempio delle streghe» demolito vicino a Mosca
‘Satanic Temple’ torn down near Moscow (VIDEO) Now Israel and America will CRY https://t.co/ZF2uGYe9Mi pic.twitter.com/h91ZTS2Wue
— Mark Brewer (@theapril29th) May 21, 2026
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Animali
Nuovo scontro legale nella massoneria italiana. Ex gran maestro scrive ad un cane
Si prospetterebbe un ennesimo scontro legale per il Grande Oriente d’Italia. Il GOI, la maggiore organizzazione massonica italiana non trova stabilità in vista dell’appuntamento del 31 maggio per l’elezione del gran maestro. Lo riporta Il Fatto quotidiano.
Il decreto siglato dall’attuale leader, Antonio Seminario, avrebbe formalizzato la presenza della sua sola compagine elettorale: una condizione quasi inevitabile, data l’assenza di sfidanti ufficiali. L’ex gran maestro Leo Taroni, impegnato da un biennio in una dura opposizione giudiziaria contro l’attuale dirigenza, ha già sollecitato il Tribunale di Roma affinché revochi anche questi ultimi provvedimenti. Il Taroni ha dichiarato che non parteciperà quindi alla tornata.
La frattura interna risale alle elezioni del 2024, quando la sfida tra Taroni e Seminario divise profondamente i membri. Inizialmente, Taroni risultava in vantaggio con un margine di soli 34 voti (6.493 complessivi) rispetto al Seminario, sostenuto dal Gran Maestro uscente Stefano Bisi. Tuttavia, la commissione elettorale interna invalidò 248 preferenze poiché il talloncino antifrode era rimasto attaccato alle schede.
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«La mia sfortuna è che sulla maggior parte di quelle schede annullate c’era il mio nome» avrebbe dichiarato il Taroni, secondo Il Fatto. Grazie a quel ricalcolo, Seminario ottenne la vittoria, innescando però un violento conflitto fratricida all’interno dell’ordine.
Sebbene nell’ottobre 2024 un magistrato avesse inizialmente sospeso la nomina di Seminario accogliendo le ragioni di Taroni, a gennaio la giustizia civile ha nuovamente ribaltato l’orientamento del caso.
In segno di protesta, Taroni ha scritto una lettera aperta indirizzata a un cane di nome Thor. Il riferimento riguarda un caso curioso avvenuto a Porto Viro, dove il nome di un Jack Russell era stato scritto su alcune schede elettorali; i giudici amministrativi stabilirono che quei voti andassero attribuiti al padrone dell’animale, Mario Mantovan, permettendogli di diventare sindaco.
«Non so se fra voi cani esiste qualcosa di simile alla massoneria» scrive la lettera del maestro massone al quadrupede rodigino. «Noi umani tramite la massoneria ci prefiggiamo di migliorare noi stessi per poi migliorare la società di cui facciamo parte. Amiamo affermare che quello che delineiamo nella Massoneria è un “percorso interiore”, di affinamento etico e morale», spiega il libero muratore alla bestiola.
Il Taroni ha depositato un nuovo ricorso per fermare le prossime elezioni. L’azione legale poggia su una precedente ordinanza del Tribunale di Roma. Il 29 gennaio, i giudici avevano infatti invalidato la decisione della Gran Loggia di annullare le votazioni del 2024, sottolineando come tale organo non possieda «alcun potere in materia elettorale». «Ne riparleremo insieme, un giorno, se il destino ci darà l’occasione di incontrarci caninamente», aggiunge oscuramente il già sovrano gran commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato di Piazza del Gesù .
Non è dato di sapere come la lettera sia stata consegnata al cane del sindaco di Rovigo, né come l’animale possa aver risposto.
Dal canto loro, i vertici del GOI replicano sostenendo di non aver annullato i precedenti risultati (sui quali si attende ancora un verdetto definitivo), ma di essersi limitati a indire una nuova tornata elettorale.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa si era parlato di un vero terremoto nella massoneria italiana, con 4 mila membri che potevano venire espulsi e la scissione che pareva in vista.ù
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Come riportato da Renovatio 21, nel 2024 scorsi si era parlato di un ritorno del GOI a Palazzo Giustiniani, la vecchia sede nel cuore di Roma, che era divenuta poi luogo di uffici, aule e residenze del Senato della Repubblica.
Rammentiamo pure che il GOI, rappresentato da Stefano Bisi aveva partecipato ad un grande vertice – a porte chiuse – con cardinali della Chiesa cattolica (che in teoria è considerata acerrimo nemico nel corso della Storia) fa a febbraio 2024 a Milano.
Le barriere tra Loggia e Chiesa sembravano già piuttosto abbassate quando nel 2022 si è assistito all’inaugurazione di un tempio massonico in Umbria alla presenza del Vescovo di Terni-Narni-Amelia.
Ai lettori di Renovatio 21 ricordiamo, en passant, che, come riportato dall’agenzia Adnkronos, sia il Grande Oriente d’Italia che la Gran Loggia d’Italia – che sono due anime scisse della massoneria nazionale – si sono espressi molto favorevolmente all’attuazione del passaporto vaccinale.
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Civiltà
Valpurga e oltre: le origini esoteriche del 1° maggio
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