Dio salvi le «chiacchiere da bar»

 

 

 

Oggi mi sono tolto uno sfizio che non mi gustavo da un discreto periodo di tempo: sono andato al bar del paese, da solo, appena dopo pranzo per bermi un buon caffè.

 

Chi fa la vita di paese o abita in un paese sa cosa rappresenti per il sentire comune il «bar di paese»: esso è una sorta cassa di risonanza collettiva, dove passano e crescono generazioni.

 

Alcuni fanno del bar di paese la loro vita: ci vanno da ragazzini, crescono, mettono su famiglia ma alla fine rimangono sempre lì, seduti al tavolino o quantomeno ad assolvere un quotidiano rito di passaggio quotidiano al quale non riescono a rinunziare; altri superano il complesso, crescono e la smettono di andare al bar. 

Io nutro un certo rispetto per le «chiacchiere da bar»

 

Poi vi è la categoria degli anziani, che si tramanda la lettura del giornale al tavolo con le annesse discussioni. Ecco, oggi le mie orecchie hanno riassaporato le cosiddette classiche «chiacchiere da bar», espressione utilizzata anche nel gergo comune per indicare qualcosa di poco approfondito, di buttato lì senza alcuna base culturale o sostanziale. 

 

Per quanto questo sia vero, io nutro un certo rispetto per le «chiacchiere da bar». Sarà perché forse difendo la categoria del «paese»; sarà perché quelle chiacchiere da bar le ho fatte anche io per un lungo periodo della mia vita adolescenziale. 

Ho capito che gli argomenti, anche lì, sono drasticamente cambiati: il calcio e la politica hanno lasciato il trono al COVID-19. Sacrilegio. Profanazione

 

Diciamo che però oggi qualcosa è cambiato. Un bar di paese che si rispetti, infatti, ha due principali argomenti con cui alimentare le «chiacchiere da bar»: il calcio e la politica. Queste sono le due vacche sacre, intoccabili, che in un vero bar non possono mancare — spesso trattate con chirurgica superficialità. 

 

Oggi, mentre mi gustavo quel caffè macchiato e facevo gioire le mie orecchie intente ad ascoltare le chiacchiere da bar di qualche paesano ivi presente, ho capito che gli argomenti, anche lì, sono drasticamente cambiati: il calcio e la politica hanno lasciato il trono al COVID-19. Sacrilegio. Profanazione. Soppressione illegittima delle chiacchiere da bar secondo tradizione. Parole pandemizzate e argomenti infettati di ciò che, a confronto del calcio e della politica trattati come si trattano in bar, è il nulla più assoluto. 

 

Soppressione illegittima delle chiacchiere da bar secondo tradizione

Eppure, continuo nonostante tutto a nutrire un sommo rispetto per le chiacchiere da bar, anche se esse sono divenute monoargomentali, laddove l’argomento — e ci mancherebbe! — è il COVID-19 con annessi e connessi.

 

E sapete perché nutro ancora quel sommo rispetto? Perché il bar di paese è, in fondo, il megafono del cittadino medio che rappresenta almeno il 75% della popolazione italiana (arrotondando per difetto, come si fa appunto al bar). E per venire al punto, quei discorsi che oggi mi sono finiti nelle mie orecchie mi hanno rivelato una cosa davvero stupefacente, importantissima, un concetto altissimo: i non vaccinati, per le chiacchiere da bar, sono paragonabili agli evasori di tasse. 

I non vaccinati, per le chiacchiere da bar, sono paragonabili agli evasori di tasse

 

Pensateci: questa è una rivelazione incredibile effettivamente. E la motivazione che le chiacchiere da bar davano a questo finissimo concetto, è che l’evasore, evadendo, fa danno agli altri chiedendo poi di essere aiutato con i servizi che lo Stato offre grazie alle tasse pagate quindi dagli altri e non da lui; parimenti, sempre secondo le chiacchiere da bar, il vaccinato fa danno agli altri non vaccinandosi, e fa male allo Stato perché, se si ammala e fa ammalare, arreca danno al Sistema Sanitario Nazionale, rifiutando il vaccino ma chiedendo le cure per sé una volta ammalatosi. 

Dio salvi quindi le chiacchiere da bar, poiché esse sono fondamentali per capire meglio quale sia la direzione verso la quale stiamo andando a schiantarci

 

Capite? Il discorso non fa una grinza!

 

Dio salvi quindi le chiacchiere da bar, poiché esse sono fondamentali per capire meglio quale sia la direzione verso la quale stiamo andando a schiantarci.

 

Cristiano Lugli