Pensiero
Vi stanno cacciando dalle vostre case. Per sostituirvi. Per sottomettervi
La scena è più o meno questa: arriva la bolletta di gas e luce. Si apre la busta. Si rimane basiti. Sconvolti. C’è chi impreca, c’è chi si dispera.
Qualche bontempone a San Valentino ci fece un video divertente: una coppia si regalava vicendevolmente il saldo della bolletta, il resto del ristorante guardava ammirato o invidioso, il cameriere chiedeva di farsi un selfie coi nababbi. Era San Valentino, ribadiamo: 10 giorni prima dell’inizio dell’Operazione Z – lo diciamo solo in caso a qualcuno salti in mente di dare la colpa a Putin e alla guerra.
Dicevamo: busta, sgomento, shock, improperi. Nessun utente in Italia, con un aumento che in alcuni casi arriva al 250%, può sottrarsi allo schema.
Tuttavia, non si tratta dell’unica reazione possibile. Né si considera quale può essere l’effetto a lungo termine.
Perché ho contezza di tanti casi in cui non è scattata la rabbia, ma qualcosa di ben peggiore: l’amarezza. E con essa, è partito quel calcolo che nessuno vorrebbe mai fare: posso permettermi davvero questa casa?
Non esiste ora uno studio statistico possibile su questo pensiero, tuttavia nel giro di qualche mese vi potrebbero essere dati immobiliari interessanti.
Immaginate, ad esempio, una vedova: vive in un appartamento, grande ma non grandissimo, dove ha cresciuto i figli, che ora hanno famiglia, ma che amano tornare con i bimbi nella casa dove sono nati, che ora è casa della nonna. La signora apre la busta: chiedono 1.100 euro, quasi il doppio della sua pensione. Il pensiero della persona onesta e mansueta non può che essere quello: posso permettermi davvero di vivere qui?
Immaginate un giovane. Sì è trasferito nella casetta che gli hanno lasciato i genitori. In questi anni si è indebitato per rimetterla a posto, perché ci va a vivere con la moglie incinta, la sua cameretta sta diventando la cameretta del suo futuro figlio. Il ragazzo apre la busta: vogliono 1.800 euro. Davvero posso permettermi di vivere in questa casa?
Immaginate un signore qualsiasi, con un lavoro un tempo tranquillo: insegnante, infermiere, etc. Da quasi un anno non percepisce lo stipendio, perché si è opposto al vaccino mRNA. Il governo ha stabilito che non dovesse prendere un euro, fino a che non si sottomettesse alla siringa genica. Mese dopo mese, i soldi da parte sono finiti – c’è il mutuo da pagare, c’è la spesa da fare. Ora arriva una busta: vogliono 900 euro. Il signore non li ha più. Forse li può chiedere ad un parente, ad un amico, ingoiandosi l’orgoglio; tuttavia quando ci pensa sa bene che non ha senso farlo, perché tra due mesi il problema ritorna, magari ancora una volta raddoppiato – a questo punto è lecito aspettarsi qualsiasi cosa. Guardando la busta, piange: come posso permettermi di vivere nella mia casa?
Le tipologie sono di più. Voi dovete moltiplicarle per centinaia di migliaia. Per milioni. Milioni di italiani in questo momento stanno pensando di cambiare casa. O meglio: stanno pensando di dover lasciare la propria casa.
In un Paese con una cifra di case di proprietà sopra il 70%, cambiare casa, fino a poco fa, significava quasi sempre farlo in favore di una casa più grande, o migliore. Ora non è più così: milioni di persone stanno pensando ad un downgrade della propria situazione abitativa.
Martellati dai debiti – perché questo sono le bollette 2022, debiti appioppati unilateralmente ed automaticamente alla popolazione – stanno pensando che in fondo possono vivere con molto meno, un monolocale, una stanza, un tugurio qualsiasi. La cosa triste è che la maggior parte ancora non ha nessuna idea di come fare. Non hanno mai pensato, ad esempio, di dover lasciare la casa di famiglia, la casa che fu di tuo padre, e di suo padre prima di lui, e forse ancora più in profondo nella continuazione umana, del bisnonno, del trisavolo…
Ci parlavano della prima generazione che sarebbe stata peggio di quella precedente. Ebbene, eccola qua, ma è molto, molto peggio di così: non solo la giovane generazione viene sfrattata, anche quella precedente. Tutti quanti, indiscriminatamente, vengono cacciati dalle proprie case. L’idea alla base non può che essere quella.
Molti lettori sanno già rispondere, tuttavia altri, a questo punto, si chiederanno con semplicità: perché?
Perché provocare una simile catastrofe?
Perché ferire la popolazione nell’unica certezza che ha, la casa?
Perché togliere a milioni di esseri umani il gradino più basso nella Piramide di Maslow, e cioè il bisogno di un tetto, di protezione?
Perché tutto questo? Come può uno Stato, l’ente creato dagli uomini per proteggersi, tollerare questo livello di danno e distruzione umana?
Ebbene, la risposta è semplicissima, ed è sempre la stessa: per sostituirvi.
La Grande Sostituzione, di cui parliamo spesso su Renovatio 21, è incontrovertibilmente in atto. Negli USA esponenti del Partito Democratico stanno chiedendo ai social di censurare l’espressione Great Replacement, perché dicono sia razzista. Esponenti di area repubblicana invece mostrano le clip di politici Dem (incluso Biden) che teorizzano e gioiscono per il rimpiazzo della popolazione in atto. A questo, del resto, servono le frontiere col Messico spalancate.
È innegabile che sia così.
La vedova, il giovane, il signore possono aprire la finestra di casa, e magari trovarsi, di fronte, un condominio occupato solo da «migranti africani». Il problema che non li fa dormire la notte – l’idea di non potersi più permettere la casa – non li tocca. Sono vestiti impeccabilmente, pantaloni, giacca e cappellino, sneakers coloratissime. Berciano tutto il giorno in cortile tra un barbecue e la bottiglietta di birra. Se non trascinano le ciabatte in mezzo alla strada mentre parlano a volumi impossibili in uno smartphone di ultimissima generazione, sfrecciano con un monopattino elettrico cinese. Non hanno davvero nulla da fare. Ecco, sì, fanno figli: qualcuno, c’è da scommetterci, deve avergli detto che è in arrivo una cosa che si chiama jus soli. La sera, dalle finestre compaiono bagliori fortissimi: sono televisori da 70 pollici, collegati con i canali dei Paesi d’origine, quelli da cui sono scappati «per la guerra» o la fame. Il giardino del condominio è incolto, inizia ad assomigliare, in effetti, a qualcosa di africano: da mesi un’auto vecchie con le ruote sgonfie ed arrugginite è ferma in mezzo, le erbacce sono ovunque, qua è là si ammassa spazzature, o oggetti incongrui. È chiaro che questo chiasso e questa sporcizia distruggano il valore delle case circostanti, quelle le cui bollette i residenti non riescono a pagare, e che quindi stanno pensando di vendere, ad un prezzo, causa ghetto incipiente, assai minore del naturale.
(Caro lettore, niente di tutto questo è inventato)
La vedova, il giovane, il signore non possono pensare che una cosa: chi comanda vuole gli africani, non i cittadini italiani. Agli africani, lo Stato paga le bollette – e mica solo quelle: tutto ciò che abbiamo nominato, giacca-sneakers-smartphone-monopattino-barbecue-TV-figli, è pagato dallo Stato, e cioè dal contribuente, e cioè da coloro che oggi, per darli allo Stato, non hanno più i danari per restare nella propria casa.
Non è, a rigor di logica, possibile pensarla in altro modo. La bolletta assassina altro non è che un ulteriore strumento della Grande Sostituzione.
Tuttavia dobbiamo rilevare che la Sostituzione non riguarda solo gli immigrati.
L’appartamento della vedova magari finirà a «richiedenti asilo» nigeriani, ma è facile che la casa paterna dove vive il giovane possa finire invece possa finire a qualcuno della nuova casta emersa con la pandemia: quelli che lavorano tamponi e vaccini, quelli che fanno consegne a domicilio, etc.
La casetta del signore no-vax invece, non può che finire ad un collega trasferito da un’altra regione, uno che invece il vaccino lo ha fatto, uno che ha obbedito senza fare tante storie.
La vedova, il giovane, il signore sono stati, in pratica, sostituti con qualcuno che il sistema vede meglio: qualcuno senza radici. Qualcuno che ha accettato il Reset, qualcuno che quindi ha dimostrato di essere resettabile. In fondo, nigeriano, ucraino, infermiere pro-vax o corriere Amazon, non ha importanza: rileva solo la possibilità di sottomissione, la plasmabilità della loro esistenza nel nuovo contesto.
Non è finita: lasciando le loro case, la vedova, il giovane, il signore si presteranno loro stessi alle regole del Reset. Rinunziando a ciò che hanno di più primario, la casa, essi sono già giocoforza entrati nel paradigma di Klaus Schwab e soci: «non avrai niente e sarai felice».
(In fondo, è stato detto, il Grande Reset è questo: l’accettazione massiva di ridotte aspettative)
Anni fa, accusarono un finanziere italiano «allievo» di Soros, fortemente legato ad un passato premier, di voler speculare sui Non Performing Loans (NPL), cioè i crediti in sofferenza, in pratica su coloro che non riescono a pagare il mutuo. Dobbiamo capire che ora siamo molto, molto oltre. Siamo ad un punto in cui nemmeno più le speculazioni dei raider di Borsa contano più qualcosa – perché, come vi ripetiamo, i padroni del sistema non lo stanno facendo per danaro.
C’è forse ancora in rete qualche intervista ai cittadini del Donbass durante gli 8 anni di guerra che hanno preceduto l’Operazione Z. È possibile vedere donne russofone piangere disperate, reiterando il discorso per cui non capivano perché dei loro concittadini – gli ucraini delle milizie naziste e soldataglia varia – sparassero loro con l’artiglieria, mirando proprio alle case. Qualcuno poi però racconta di qualche scambio verbale gli aggressori ucraini, che ammettevano senza tante cerimonie – della franchezza dei combattenti ucraini stiamo avendo una lugubre prova in questi mesi – che il loro obbiettivo era far sloggiare i russofoni. Non interessava vincere i loro cuori alla causa di Kiev, né propriamente combattere i soldati di Donetsk e Lugansk: l’obbiettivo era far scappare la popolazione, per rimpiazzarla. In quelle terre ricche di ogni ben di Dio industriale (acciaierie, etc.) e minerario (litio, nickel, terre rare, etc.) volevano starci loro – quelle case dei villaggi bombardati, dunque, una volta svuotate degli abitanti sarebbero state occupate dalla popolazione ucraina-ucraina, o da chiunque altro fosse necessario al nuovo ordine.
Comprendiamo che siamo nella medesima situazione del popolo del Donbass. Ci stanno cacciando dalle nostre case, per sostituirci.
Non hanno avuto bisogno nemmeno dei cannoni: stanno procedendo con le bollette e con le tasse – ricordandoci come il prototipo di queste armi, l’IMU, fosse stato testato dal governo-anteprima dell’attuale, la tecnocrazia di Mario Monti.
Sì, si tratta, se possiamo usare questa espressione, di un processo di «pulizia etnica». Solo il popolo sottomesso, solo la massa vaccina avrà diritto di continuare la sua vita.
Sopravvivrà solo chi accetterà la disintegrazione definitiva di ogni sua sovranità: politica, finanziaria, famigliare, biologica, a breve anche quella del foro interiore, dello spirito intimo dell’essere umano.
Sarà salvato solo colui che accetterà lo sradicamento come paradigma di vita. Non più la famiglia, e quindi non più la casa dove la sua continuazione si è consumata per 50, 100 anni. Non più proprietà. Non più figli. «Non possederai nulla e sarai felice». Nemmeno i tuoi sogni saranno tuoi. Nemmeno i tuoi pensieri saranno tuoi.
Questo è, in nuce, il vero senso della «crisi energetica», fatta ricadere interamente sulle spalle di cittadini come un infame debito impossibile da ripagare.
Vi stanno cacciando di casa. Per sostituirvi. Per sottomettervi.
Per devastare una volta per tutte la continuità dell’essere, la vostra tradizione, ciò che vi è stato tramandato e che volete tramandare, sia esso una casa o la credenza nel Dio della Vita e nella libertà umana.
Ci chiediamo: chi capisce ciò che sta accadendo, come può trattenere la rabbia?
Come potrà anche solo considerare non solo il voto, ma la convivenza con un potere che alle persone ha tolto tutto, perfino il tetto sotto cui si sono riparate per tutta la loro esistenza?
Roberto Dal Bosco
Immagine di kodem70 via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs 3.0 Unported (CC BY-ND 3.0)
Pensiero
Il manifesto di Palantir in sintesi
La società Palantir, da anni al centro di controversie per il peso che avrebbe nell’amministrazione, ha pubblicato online una summa delle idee contenute nel libro del suo CEO Alex Karp smartfono La repubblica tecnologica, uscito alla fine del 2025. Palantir produce un software di sorveglianza e predizione utilizzato dai servizi segreti e dalle forze di polizia non solo americane. I suoi prodotti principali sono Gotham (per intelligence e difesa), Foundry (per il settore commerciale) e AIP (Artificial Intelligence Platform), che collega AI sicura ai dati aziendali.
Nata per supportare operazioni antiterrorismo, oggi è leader nell’AI agentica e nell’automazione operativa, dal fronte militare alle catene di produzione. Con sede principale in Florida, Palantir è quotata in borsa (PLTR) e nel 2026 ha una capitalizzazione di circa 349 miliardi di dollari. La sua forza sta nel trasformare dati complessi in azioni concrete, mantenendo un forte focus sulla sicurezza – in passato è circolata l’idea che il software avesse contribuito ad individuare Bin Laden.
L’azienda è accusata di essere un bastione dell’apparato industriale di sorveglianza e AI in caricamento nello Stato americano e non solo. Alcuni sostengono che vi sia una grande influenza di Palantir sull’amministrazione Trump: Thiel fiancheggiò apertamente Trump nell’elezione presidenziale 2016 (mentre nel 2020, per qualche ragione, non lo fece…) e diede il primo lavoro in Silicon Valley al vicepresidente JD Vance, facendolo operare in un suo fondo venture capital.
Il Karp, nato nel 1967 da padre ebreo e madre afroamericana, è laureato in filosofia a Haverford e con un dottorato in teoria sociale neoclassica all’Università di Francoforte. Si tratta di un background insolito per un CEO della Silicon Valley: studia con il filosofo tedesco dell’ermeneutica Juergen Habermas, critica il gergo ideologico e mescola pensiero europeo con pragmatismo americano.
La sua filosofia, esposta nel libro, è un manifesto nazionalista americano che accusa la Silicon Valley di essersi smarrita inseguendo app frivole e ha dimenticato le sue radici nel complesso militare-industriale. Seguendo in parte il pensiero dello studioso dello «scontro delle civiltà» Samuel Huntigton, Karp sostiene che l’Occidente non prevale per superiorità morale astratta, ma per la capacità di applicare violenza organizzata attraverso la tecnologia. Perciò la produzione di software e l’AI devono tornare a servire l’«hard power» per mantenere la supremazia americana e occidentale contro avversari autoritari.
Per il Karpo il progresso tecnologico non è neutro: deve essere al servizio della nazione, della deterrenza e della sopravvivenza delle società libere. Critica il pacifismo di comodo della Valley e invita a un’alleanza tra Stato e industria tech per un nuovo «secolo americano». Il Karp è noto da anni per il suo essere eccentrico (avrebbe una strana passione per gli occhialini da piscina), diretto e controverso.
Sul principale finanziatore e fondatore di Palantir, Peter Thiel, assurto di recente agli onori delle cronache italiane per la sua conferenza a Roma sull’anticristo, Renovatio 21 ha scritto molto in passato.
In un post su X, l’account ufficiale di Palantir, sostenendo di aver ricevuto molte richieste in merito, pubblica una sintesi delle idee di CEO e quindi dell’azienda.
Because we get asked a lot.
The Technological Republic, in brief.
1. Silicon Valley owes a moral debt to the country that made its rise possible. The engineering elite of Silicon Valley has an affirmative obligation to participate in the defense of the nation.
2. We must rebel…
— Palantir (@PalantirTech) April 18, 2026
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1. La Silicon Valley ha un debito morale nei confronti del Paese che ha reso possibile la sua ascesa. L’élite ingegneristica della Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare attivamente alla difesa della nazione.
2. Dobbiamo ribellarci alla tirannia delle app. L’iPhone è forse la nostra più grande, se non la più grande, conquista creativa come civiltà? Questo oggetto ha cambiato le nostre vite, ma ora potrebbe anche limitare e vincolare la nostra percezione del possibile.
3. La posta elettronica gratuita non basta. La decadenza di una cultura o di una civiltà, e in effetti della sua classe dirigente, sarà perdonata solo se quella cultura sarà in grado di garantire crescita economica e sicurezza per la collettività.
4. I limiti del soft power, della sola retorica altisonante, sono stati smascherati. La capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più del semplice appello morale. Richiede hard power, e l’hard power in questo secolo si baserà sul software.
5. La questione non è se verranno costruite armi basate sull’Intelligenza Artificiale; è chi le costruirà e per quale scopo. I nostri avversari non si fermeranno a indulgere in dibattiti teatrali sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni critiche per la sicurezza nazionale e militare. Andranno avanti.
6. Il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale. Come società, dovremmo seriamente considerare l’abbandono di un esercito composto interamente da volontari e combattere la prossima guerra solo se tutti ne condividono il rischio e il costo.
7. Se un marine statunitense chiede un fucile migliore, dovremmo costruirglielo; e lo stesso vale per il software. Come Paese, dovremmo essere in grado di continuare un dibattito sull’opportunità di un’azione militare all’estero, rimanendo al contempo fermi nel nostro impegno verso coloro a cui abbiamo chiesto di esporsi al pericolo.
8. I dipendenti pubblici non devono essere i nostri sacerdoti. Qualsiasi azienda che retribuisse i propri dipendenti nello stesso modo in cui il governo federale retribuisce i dipendenti pubblici farebbe fatica a sopravvivere.
9. Dovremmo mostrare molta più clemenza verso coloro che si sono dedicati alla vita pubblica. L’eliminazione di qualsiasi spazio per il perdono – l’abbandono di ogni tolleranza per la complessità e le contraddizioni della psiche umana – potrebbe lasciarci con al potere personaggi di cui ci pentiremo in futuro.
10. La psicologizzazione della politica moderna ci sta sviando. Coloro che cercano nell’arena politica nutrimento per la propria anima e il proprio senso di identità, che si affidano eccessivamente all’espressione della propria vita interiore in persone che forse non incontreranno mai, rimarranno delusi.
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11. La nostra società è diventata troppo ansiosa di accelerare, e spesso si compiace, della caduta dei suoi nemici. La sconfitta di un avversario è un momento di riflessione, non di gioia.
12. L’era atomica sta finendo. Un’era di deterrenza, l’era atomica, sta per concludersi e una nuova era di deterrenza basata sull’Intelligenza Artificiale sta per iniziare.
13. Nessun altro Paese nella storia del mondo ha promosso valori progressisti più di questo. Gli Stati Uniti sono tutt’altro che perfetti. Ma è facile dimenticare quante più opportunità ci siano in questo Paese per coloro che non appartengono all’élite ereditaria rispetto a qualsiasi altra nazione del pianeta.
14. La potenza americana ha reso possibile una pace straordinariamente lunga. Troppi hanno dimenticato, o forse danno per scontato, che per quasi un secolo nel mondo sia prevalsa una qualche forma di pace, senza un conflitto militare tra grandi potenze. Almeno tre generazioni – miliardi di persone, i loro figli e ora i loro nipoti – non hanno mai conosciuto una guerra mondiale.
15. Bisogna annullare l’indebolimento postbellico di Germania e Giappone. Il disarmo della Germania è stata una reazione eccessiva, di cui l’Europa sta ora pagando un prezzo salato. Un impegno simile e altamente teatrale a favore del pacifismo giapponese, se mantenuto, minaccerà di alterare gli equilibri di potere in Asia.
16. Dovremmo applaudire coloro che tentano di costruire laddove il mercato ha fallito. La cultura dominante quasi deride l’interesse di Musk per le grandi narrazioni, come se i miliardari dovessero semplicemente rimanere nel loro ambito di arricchimento personale… Qualsiasi curiosità o interesse genuino per il valore di ciò che ha creato viene sostanzialmente ignorato, o forse si cela sotto un disprezzo appena velato.
17. La Silicon Valley deve svolgere un ruolo nell’affrontare la criminalità violenta. Molti politici negli Stati Uniti hanno sostanzialmente scrollato le spalle di fronte alla criminalità violenta, abbandonando qualsiasi serio tentativo di affrontare il problema o assumendosi qualsiasi rischio con i propri elettori o finanziatori nel proporre soluzioni e sperimentare in quello che dovrebbe essere un disperato tentativo di salvare vite umane.
18. La spietata esposizione della vita privata dei personaggi pubblici allontana troppi talenti dal servizio pubblico. La sfera pubblica – e gli attacchi superficiali e meschini contro coloro che osano fare qualcosa di diverso dall’arricchirsi – è diventata così spietata che la repubblica si ritrova con un nutrito gruppo di figure inefficaci e vuote, la cui ambizione sarebbe perdonabile se al loro interno si celasse un autentico fondamento di valori.
19. La cautela che involontariamente alimentiamo nella vita pubblica è corrosiva. Chi non dice nulla di sbagliato spesso non dice quasi nulla.
20. Bisogna contrastare la pervasiva intolleranza verso la fede religiosa in certi ambienti. L’intolleranza dell’élite verso la fede religiosa è forse uno dei segnali più eloquenti del fatto che il suo progetto politico costituisca un movimento intellettuale meno aperto di quanto molti al suo interno vorrebbero far credere.
21.Alcune culture hanno prodotto progressi fondamentali; altre rimangono disfunzionali e regressive. Tutte le culture sono ormai uguali. Critiche e giudizi di valore sono proibiti. Eppure questo nuovo dogma ignora il fatto che certe culture, e persino alcune sottoculture, abbiano compiuto meraviglie. Altri si sono rivelati mediocri, e peggio ancora, regressivi e dannosi.
22. Dobbiamo resistere alla tentazione superficiale di un pluralismo vuoto e privo di significato. Noi, in America e più in generale in Occidente, negli ultimi cinquant’anni abbiamo resistito alla definizione di culture nazionali in nome dell’inclusività. Ma inclusione in cosa?
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
Pensiero
La nuova religione civile dell’America è l’israelismo
Why Did Trump Alter The AI Trump-Jesus Image To Have A Luciferian/Ancient Sun God Behind Him?
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Quindi tutto questo in poco più di una settimana. Cosa significa? Perché certamente significa qualcosa. Non si tratta tanto di un paio di meme. Queste sono… Queste sono icone. Questi sono tentativi di inviare una dichiarazione sulla fede. Quale dichiarazione sta inviando il presidente? Beh, non una coerente. Non si tratta di una vera e propria teologia. È derisione. Sta deridendo Gesù. Sta prendendosi gioco del Cristianesimo. La figura centrale della religione viene sollevata. E la sua descrizione di come tutto ciò sia trapelato è di per sé una derisione. Una presa in giro dell’idea di verità. Un giorno dice: «sì, l’ho fatto». Il giorno dopo dice: «no, non l’ho fatto». Entrambe le affermazioni sono state registrate in video. Non si tratta di una bugia, è più di una bugia, è più di una semplice frase. È un attacco, non solo a una serie specifica di fatti. È un attacco all’idea stessa che esistano dei fatti. È un attacco alla verità, apertamente. Nessuno lo nasconde. La cosa è stata in qualche modo accantonata dopo un putiferio online durato qualche ora, con la gente indignata, poi placata, con la scusa di avere altre cose di cui preoccuparsi, e passata oltre. Ma per le persone sincere e religiose, per i cristiani che hanno a cuore Gesù e ciò che è vero e ciò che non lo è, molti si sono rivolti alla Bibbia per cercare di capire cosa stessero guardando, e molti hanno trovato un paio di versetti che sembravano adattarsi a ciò che stavano vedendo. Se sei un cristiano sincero o conosci qualcuno che lo è, forse hai ricevuto questi messaggi, ma li leggeremo comunque per farti sapere come molte persone di fede li interpretavano. Il primo è tratto dalla seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi. Capitolo 2,Un versetto molto noto in cui descrive ciò che accadrà al ritorno di Gesù, e dice che sentirete dire che Gesù sta tornando. Non credete a ciò che sentite. Una serie di cose devono accadere prima che ritorni sulla terra, redima il mondo e la storia finisca. E saprete che sta tornando da questi eventi e tra questi ci sarà la rivolta. La figura che descrive come l’uomo dell’iniquità, a volte descritto come l’anticristo, ma l’uomo dell’iniquità è l’espressione tratta dalla sua seconda lettera ai Tessalonicesi, e dice questo: ci sarà una grande ribellione contro Dio guidata da quell’uomo dell’iniquità. Quest’uomo, cito testualmente, si opporrà e si innalzerà al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato, tanto da insediarsi nel tempio di Dio, proclamandosi Dio. Si atteggerà a Dio. Si farà beffe degli altri dèi e si metterà al loro posto. Questo è tratto dalla seconda lettera ai Tessalonicesi. Ma questo non è il primo passo nella Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in cui viene descritto qualcosa del genere. Varianti di ciò si trovano in numerose profezie di quello che i cristiani chiamano Antico Testamento, comprese quelle contenute nel libro di Daniele. Il profeta Daniele descrive qualcosa di molto simile alla fine della storia, e descrive questo periodo, come spesso accade nei profeti, come una punizione. Una punizione per l’infedeltà e il peccato. Il popolo di Dio viene punito per non aver seguito Dio, e questa punizione, descritta in parte nel capitolo 11 del libro di Daniele, predice la venuta di un re, e stiamo citando, un re che farà ciò che gli piace. Si esalterà e si magnificherà al di sopra di ogni Dio e dirà cose inaudite contro il Dio degli Dei. Avrà successo finché non sarà compiuto il tempo dell’ira. Perché ciò che è stato stabilito deve accadere. È tutto ordinato, in altre parole, preordinato. Non mostrerà alcun riguardo per gli dèi dei suoi antenati, né alcun altro dio, ma si innalzerà al di sopra di tutti. Quindi, per molti cristiani o persone che conoscono bene la Bibbia e ci credono, queste profezie sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, e ce ne sono altre, sembrano adattarsi a ciò che stavamo osservando.Trump Posts AI Photo With Jesus—Days After He Was Slammed For ‘Blasphemy’https://t.co/1KDCpX1NXo pic.twitter.com/QZTIiik115
— Forbes (@Forbes) April 15, 2026
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Sen. Lindsey Graham:
“To the Pope: you’re a good, holy man. You don’t understand the evil of Iran, you’re miscalculating here. The Catholic Church, God bless it, in the 1930s didn’t really get Hitler. And to the Pope: you really don’t get this regime, the Ayatollah and his… pic.twitter.com/C3guM3N7IF — Open Source Intel (@Osint613) April 14, 2026
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I’ve never seen so much anti-Catholic bigotry from the Right. It’s as if Trump’s screed against the pope has given them all a green light to start attacking the Church and the Vicar of Christ.
Here’s podcaster Patrick Bet David (3 million followers) slandering Catholics and… pic.twitter.com/2FWpLLIZY4 — Christine Niles (@ChristineNiles1) April 15, 2026
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The Holocaust Museum for Holocaust Remembrance Day had young members of the US military light a menorah at the Capitol and declare, “I’m [insert name and title], and I remember.” https://t.co/pkTtiLQWVM pic.twitter.com/XPp4UXe7LL
— Chris Menahan 🇺🇸 (@infolibnews) April 15, 2026
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This has to be seen to be believed.
Hannity facts check the Pope’s anti-war message, says there’s conflict through975 the Bible, like the battle of David versus Goliath. pic.twitter.com/LbsSPF9uzo — Richard Hanania (@RichardHanania) April 17, 2026
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Immigrazione
La violenza immigrata contro le famiglie, il culmine di un processo
In tutta la penisola dilagano gli atti di violenza inenarrabile commessi da immigrati, rapine, stupri, accoltellamenti, uccisioni..la velocità e la foga sono tali da rendere impossibile seguirli tutti.
È un problema militare, come abbiamo scritto già diverse volte, ma ormai esistenziale, di vita. È la vostra stessa esistenza in gioco, in ogni momento della giornata.
Il recente crimine di Massa che ha visto un padre di famiglia soccombere sotto i colpi di una ghenga di giovinastri stranieri e di «seconda generazione» non è che uno dei tanti eventi che vedono papà e famiglie prese di mira all’improvviso e spesso senza motivo da soggetti che nell’attuale contesto anarcotirannico la faranno sempre e comunque franca.
Così, sempre più spesso, nelle grandi città e in quella che abbiamo definito diverse volte «provincia sonnacchiosa»aumentano gli attacchi, violenti e spudorati contro famiglie a passeggio, donne con passeggino, anziani.
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La rapina alle volte è soltanto l’ultimo degli obiettivi, il fine di questi individui è spesso divertirsi della sofferenza altrui, far del male e sancire il proprio dominio, culturale, razziale o di branco sulle persone, sul paese da cui tutto prendono ma che disprezzano, su tutti noi.
Siamo le vittime sacrificali di un sistema che già ci vuole annichilire in ogni momento della nostra esistenza, dal concepimento in avanti con tutti i mezzi possibili.
Tutto ciò non è abbastanza, siamo a rischio di essere umiliati, picchiati, torturati e financo uccisi anche quando siamo a prendere un gelato con i figli o nei momenti di cosiddetto relax. Pensateci, siete sempre le prede di qualcuno o di qualcosa, anche quando volete fuggire da città che di fatto non sono più le vostre.
Per qualcuno non dovete avere pace, in nessun momento della vostra esistenza, dovete essere gli schiavi dello stato e del sistema anarcotirannico che poi sono la stessa cosa.
È un sistema che ha truppe «regolari» per (tar)tassarvi, controllarvi e punirvi aspramente quando vi difendete dalle belve urbane che assalgono voi e i vostri cari, perché, ça va sans dire, quelle medesime belve non sono altro che le truppe «irregolari» dell’anarcotirannia, pronte a farvela pagare amaramente senza regole d’ingaggio se sgarrate, ossia se solo osate uscire di casa o passare per i loro parchi e le loro strade.
Sono truppe votate al male più completo, non arretrano davanti a nulla, non hanno remore di sorta nel commettere le violenze più efferate e sembrano non avere un’anima, sempre che l’anima non l’abbiano ceduta a potenze nemiche da sempre del genere umano.
Pensate alle implicazioni incredibili di tutto ciò per l’esistenza vostra e dei vostri figli e giudicate voi se non sia arrivato finalmente il momento di dire basta.
Victor García
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