Spirito
Il cardinale Fernandez dice che il papa sapeva del suo libro orgasmologico
Papa Francesco conosceva il libro di teologia vietato ai minori del cardinale Fernandez prima di nominarlo al Dicastero per la Dottrina della Fede.
In un’intervista al quotidiano online in lingua spagnola Religión Digital pubblicata oggi, il cardinale argentino Victor Manuel «Tucho» Fernandez ha affermato di aver avvertito il connazionale che ci sarebbero stati problemi riguardo a questa sua opera del 1998 la seconda volta che gli fosse stata offerta la il posto di capo della Dottrina cattolica.
«Quando il Papa mi ha offerto questo posto per la seconda volta, gli ho detto che sarebbe successo, ma lui era già chiaro e conosceva anche il libro», ha dichiarato il cardinale. «Succede che in un caso anni fa ero già accusato a causa di questo libro, e per questo non sono stato sanzionato da Roma. E mi hanno indagato in lungo e in largo».
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Fernandez ha suggerito che i critici, di cui non ha fatto il nome, stavano solo aspettando che emergesse una questione difficile, in modo da poter ripescare «vecchie cose come questo libro» da usare contro di lui.
«Lo avevo previsto e sapevo che negli argomenti controversi avrebbero usato cose vecchie come quel libro. Avevano solo aspettato l’occasione giusta».
Il cardinale ha poi insistito nell’aggiungere che il lavoro era nato da uno studio sull’orgasmo maschile e femminile che aveva realizzato con un gruppo di coppie sposate. Affermò che sia Papa San Giovanni Paolo II che Santa Ildegarda di Bingen (1098 – 1179) avevano fatto qualcosa di simile.
«Questo libro richiama l’attenzione a causa della ricerca sull’orgasmo maschile e femminile, che avevo condotto in un gruppo di coppie sposate», ha detto. «Ma qualcosa di simile era stato fatto da persone più grandi e più sagge di me: san Giovanni Paolo II e la santa badessa e dottore della Chiesa Ildegarda di Bingen».
Monsignor Tucho ha poi affermato di citare Santa Ildegarda sulla risposta sessuale maschile e femminile.
«La verità è che questa santa era più attenta e concreta di me», ha esclamato il porporato. «Il fatto è che la mia ricerca con le coppie sposate mirava a scoprire se le differenze avevano qualche influenza sul loro rapporto con Dio. Perché la santa badessa lo abbia fatto, non ne ho idea».
L’attuale prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF, già Congregazione per la Dottrina della Fede o CDF) ha detto di aver discusso con il pontefice le critiche ricevute di recente e che Francesco «le vede come purificazioni da Dio per permetterci di svolgere meglio e con più umiltà il compito che il Signore ci affida».
Durante l’intervista, il cardinale Fernandez ha dichiarato che non farà notizia «in futuro».
«Stiamo preparando un documento molto importante sulla dignità umana che comprende non solo questioni sociali, ma anche una forte critica alle questioni morali come il cambiamento di sesso, la maternità surrogata, le ideologie di genere, ecc. In questo senso, le persone più preoccupate potranno stare tranquille», ha affermato il prelato latinoamericano.
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Come scrive LifeSite, il furore causato dalla pubblicazione il 18 dicembre 2023 della Dichiarazione del Dicastero della Dottrina della Fede presieduto dal cardinale – la già tristemente famosa Fiducia Supplicans, che consente la benedizione «non liturgica» delle coppie irregolari e dello stesso sesso, secondo alcuni una vera e propria «eresia manifesta» – è stato esacerbato all’inizio di questa settimana quando è venuta alla luce l’esistenza dell’opera richiamata di Fernandez.
La parte più controversa del libro sembra essere il capitolo 6, dove Fernandez pretende di descrivere la fantasia sessuale di un sedicenne che coinvolge Nostro Signore Gesù Cristo e l’acquiescenza della Sua Beata Madre.
Anche i capitoli 7, 8 e 9 sono stati selezionati perché contengono materiale particolarmente offensivo e sono intitolati rispettivamente: «Orgasmi maschili e femminili», «La strada verso l’orgasmo» e «Dio nell’orgasmo di coppia».
Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi giorni il Tucho aveva tuttavia cercato di prendere le distanze dal suo libro orgasmologico, dicendo che aveva chiesto che non fosse ripubblicato, e togliendolo dalle sue bibliografie.
Monsignor Viganò ha risposto alla scoperta del libro «erotico» del cardinale chiedendo l’arresto e la cacciata dal Vaticano del porporato e dello stesso papa Francesco da parte delle Guardie Svizzere.
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Leone vuole santificare Bergoglio?
«Nel primo anniversario della nascita al cielo del nostro caro #PapaFrancesco, le sue parole e i suoi gesti rimangono impressi nei nostri cuori. Raccogliamo la sua eredità proclamando sempre la gioia del Vangelo, annunciando la misericordia di Dio e promuovendo la fratellanza tra tutti gli uomini e le donne». Il messaggio non dice «che riposi in pace». Non dice, come si fa di abitudine, «preghiamo per la sua anima». A molti è parsa una dichiarazione di santità, senza canonizzazione, senza causa, senza il processo secolare che la Chiesa ha sempre richiesto. La Chiesa cattolica non si era mai espressa riguardo a un pontefice defunto. La tradizione impone la preghiera per i defunti, non la presunzione di santità senza una formale canonizzazione. Alcuni sostengono che si tratti di una dichiarazione informale di processo di canonizzazione, sull’onda del «Santo Subito» che si udiva anche nel 2005 quando morì papa Wojtyla.Nel primo anniversario della nascita al cielo del nostro caro #PapaFrancesco, le sue parole e i suoi gesti rimangono impressi nei nostri cuori. Raccogliamo la sua eredità proclamando sempre la gioia del Vangelo, annunciando la misericordia di Dio e promuovendo la fratellanza tra…
— Papa Leone XIV (@Pontifex_it) April 21, 2026
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La sharia in Vaticano?
Se i musulmani vivessero in Vaticano e chiedessero di applicare la legge della Sharia, la loro richiesta dovrebbe essere accolta?
C’è qualcosa di ripugnante in tutto ciò… Eppure la Dichiarazione Dignitatis humanae, una delle più famose del Concilio Vaticano II, sembra confermarlo:
«La libertà religiosa richiede che ai gruppi religiosi non sia impedito di manifestare l’efficacia unica della loro dottrina nell’organizzare la società e nel vivificare ogni attività umana». (1)
Come si giunge a questa conclusione?
La Dichiarazione afferma che gli esseri umani devono essere liberi da ogni forma di costrizione in materia religiosa, imposta da qualsiasi potere umano. Questa immunità è presentata come un diritto inalienabile derivante dalla natura umana e deve essere sancito dal diritto civile (DH n. 2). Da questo diritto deriva il diritto di manifestare nella sfera pubblica tutto ciò che la pratica religiosa comporta in termini di aspetti sociali (DH n. 4). L’unica restrizione imposta è quella dei «limiti giusti» (DH n. 2) basati sulle «giuste esigenze dell’ordine pubblico» (DH n. 4).
È difficile comprendere come possano esistere «limiti giusti» all’esercizio di questo diritto se i bisogni dell’individuo sono così vasti e inalienabili. Questa è l’ambiguità dei diritti umani, che stabiliscono requisiti assoluti per la persona umana, prima di rendersi conto che la realtà esige leggi ancora più assolute! Si può sempre proclamare il diritto a un’alimentazione sufficiente, ma cosa significa se, dopo un naufragio, dieci persone si ritrovano su una zattera con una sola scatoletta di sardine e senza apriscatole?
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Eppure sembra giusto condannare la coercizione in materia religiosa: non si dovrebbe costringere qualcuno a compiere un atto di fede, ed è comprensibile che uno Stato cristiano non impedisca a una famiglia di educare i propri figli nella propria religione, anche falsa, perché ciò violerebbe l’autorità naturale dei genitori (2). Come possiamo spiegare queste considerazioni?
San Tommaso d’Aquino osserva che nell’umanità esistono inclinazioni naturali, come la conservazione della propria vita, la perpetuazione della propria discendenza, la vita in società e la ricerca di Dio (3). Sarebbe sbagliato opporsi a tali inclinazioni naturali (4). Ma coloro che si discostano dall’ordine della ragione potrebbero subire tale frustrazione.
In altre parole, a una persona dovrebbe essere concessa la libertà di movimento, ma un criminale può essere incarcerato (5). Pertanto, la religiosità degli individui dovrebbe normalmente godere di piena libertà; ma se è deviata, può essere legittimo limitarla. Poiché lo Stato è garante del bene comune, quest’ultimo deve essere minacciato per giustificare la limitazione della pratica delle false religioni (6).
La Dichiarazione conciliare preferisce basarsi sulla moderna dottrina dei diritti umani, fondata unicamente sullo status della persona umana come soggetto di diritti inalienabili. L’esercizio di questi diritti è indifferente alla verità e alla menzogna, così come al bene e al male, poiché afferma che «il diritto a questa immunità [in materia religiosa] persiste anche in coloro che non adempiono all’obbligo di ricercare la verità e di aderirvi» (DH n. 2).
Di conseguenza, la Dichiarazione stessa stabilisce il principio di un’errata interpretazione. Infatti, non permette di spiegare quali tipi di limiti lo Stato possa imporre alla religiosità dei suoi cittadini. Ecco un esempio di un concetto il cui «uso… è sempre inappropriato», perché «richiede numerose e continue spiegazioni per evitare che si discosti dal suo corretto significato»7 e «non serve la fede del popolo di Dio» (8).
Don Nicolas Cadiet
NOTE
1) Dignitatis Humanae, n. 4
2) Summa Theologica, IIa IIae q.10 a.12; Pio XI, enciclica Divini illius Magistri.
3) ST, Ia IIae q.94 a.2.
4) ST, IIa IIae q.133 a.1. Così San Tommaso spiega la natura immorale della schiavitù (Ia q.96 a.4), della diffamazione (IIa IIae q.72 a.2) e dell’omicidio (IIa IIae q.64 a.1 c. e ad 2).
5) Cfr. ST IIa IIae q.65 a.3 ad 1; ma anche IIa IIae q.64 a.2 ad 3 sulla pena di morte.
6) Le encicliche di Leone XIII, Libertas e Immortale Dei, affermano ampiamente l’importanza di proteggere i cittadini dagli errori e dall’immoralità associati alle false religioni. Del resto, la loro falsità dovrebbe essere riconosciuta oggi come un male, a giudicare dalla dura repressione delle cosiddette fake news!
7) Per rendersene conto, è sufficiente esaminare la letteratura pubblicata per giustificare la conformità della Dichiarazione Dignitatis humanae alla Tradizione, in particolare al Sillabo degli Errori di Pio IX. Come afferma padre Congar, la Dignitatis humanae dice «sostanzialmente qualcosa di diverso dal Sillabo del 1864, e persino quasi l’opposto delle proposizioni 15, 77-79 di quel documento», in La crise dans l’Église et Mgr Lefebvre, Cerf, 1977, pp. 54-55.
8) Cfr. Dicastero per la Dottrina della Fede, Note Mater populi fididelis, 4 novembre 2025, n°22
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Bishop Bruno Forte BERATES three people for receiving Communion on the tongue He claims that Communion should only be received in the hands and that it is ‘pride’ that makes people do otherwise What are your thoughts? pic.twitter.com/bWqXm0UiSr — Catholic Arena (@CatholicArena) April 24, 2025
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