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Immigrazione

Un sondaggio rivela: i francesi temono la «Grande Sostituzione»

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Secondo un sondaggio del 20 ottobre realizzato da Harris International  sulle intenzioni di voto alle elezioni presidenziali del 2022 due terzi dei francesi temono e vedono come plausibile il «Grand Remplacement» (la «Grande Sostituzione») ossia la sostituzione di gran parte della popolazione francese ed europea con individui provenienti dal Maghreb e dall’Africa subsahariana come teorizzato anche dalle stesse Nazioni Unite nel documento ST/ESA/SER.A/206  intitolato «Replacement Migration» (Migrazione di Sostituzione).

 

Renovatio 21 aveva sottolineato come questa situazione riguardi anche l’Italia che vede continuamente aumentare il numero di sbarchi sulle nostre coste con la connivenza o meglio con la responsabilità della dittatura biotica del governo Draghi.

La Francia è però uno dei paesi in cui la situazione sta completamente sfuggendo di mano tanto che la maggior parte delle banlieues d’Oltralpe sono diventate no-go zones

 

La Francia è però uno dei paesi in cui la situazione sta completamente sfuggendo di mano tanto che la maggior parte delle banlieues d’Oltralpe sono diventate no-go zones.

 

Ciò avviene anche in aree che un tempo sarebbero state definite come provincia sonnacchiosa e in cui criminali ed islamisti tirano colpi di mortaio contro la polizia

 

I militari francesi avevano avvertito che in Francia si sta preparando una guerra civile ma potremmo tranquillamente dire che la guerra è già in corso e civile non è.

 

Ora il Grand Remplacement, da teoria bollata da molti media come «complottista», è considerata plausibile e veritiera dalla maggioranza dei francesi

È una guerra nuova che lo stato sta combattendo contro i cittadini, su più livelli, tra cui quello dellla Grande Sostituzione, processo iniziato ormai da anni, e quello biotico iniziato con l’operazione COVID-19 e ormai in fase avanzata.

 

Ciò che è interessante notare è come ora il Grand Remplacement, da teoria bollata da molti media come «complottista» (nonostante i documenti ufficiali e i fatti ci dicano esattamente il contrario), sia considerata plausibile e veritiera dalla maggioranza dei francesi, ossia stia diventando mainstream. 

 

Infatti, secondo il sondaggio di Harris Interactive oltre sei francesi su dieci ritengono che il fenomeno della Grande Sostituzione si verificherà sicuramente e due terzi dei francesi sono molto inquieti e spaventati all’idea che ciò possa avvenire. 

 

Zemmour si candida ad essere la proiezione di quell’«uomo comune» che sta iniziando, forse un po’ tardi, a fare i conti con la realtà

Del resto lo stesso Eric Zemmour, istrionico e peculiare personaggio televisivo e giornalista, divenuto il simbolo di coloro che si oppongono alla «Grande Sostituzione» e possibile candidato della destra radicale alle elezioni del 2022, proviene anch’egli dal mainstream. 

 

Lungi dall’essere un residuo dell’ambiente delle teste rasate o dei «fascisti» poi approdati alla politica ufficiale, Monsieur Zemmour è stato per anni giornalista di Le Figaro e Le Figaro Magazine. Sarebbe dunque il perfetto simbolo di una Francia, delle «persone normali» non di nostalgici del generale Pétain o di militanti della croce celtica.

 

Zemmour si candida ad essere la proiezione di quell’«uomo comune» che sta iniziando, forse un po’ tardi, a fare i conti con la realtà.

 

Nicolò Volpe

 

 

 

 

Immagine di Mikael Marguerie via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

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Immigrazione

500 bancomat distrutti dalle bande di immigrati: record in Germania

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Bande criminali organizzate attive nei Paesi Bassi e in Francia, composte principalmente da migranti marocchini, stanno facendo saltare in aria bancomat in Germania a un ritmo record in operazioni di rapina altamente professionali. Lo riporta RMX news.

 

Nel 2022, le statistiche del governo indicano che hanno fatto saltare in aria 500 sportelli automatici, con statisticamente più di una macchina fatta esplodere ogni giorno.

 

Il contante rimane popolare tra i tedeschi e, per soddisfare questa domanda, le banche gestiscono quasi 100.000 sportelli bancomat dislocati in tutto il paese, con le macchine che normalmente contengono tra 50.000 e 100.000 euro. Le bande criminali ne stanno approfittando e sono disposte a utilizzare metodi estremi per ottenere l’accesso a questo denaro.

 

Infatti, queste bande di migranti stanno facendo saltare in aria banche con esplosivi così potenti da distruggere interi edifici. In alcuni casi, hanno fatto saltare le porte del caveau di una banca fino a 30 metri di distanza, sottolineando quanto possano essere potenti queste esplosioni.

 

«La polizia afferma che il pericolo che devono affrontare i tedeschi non ha precedenti, poiché molte di queste banche si trovano in edifici residenziali» scrive RMX News.

 

 

Sebbene il numero definitivo di tali rapine in banca non sia ancora stato rilasciato per il 2022, secondo fonti della polizia della testata tedesca Welt Am Sonntag, ci sono stati 500 attacchi di questo tipo, raggiungendo un livello record.

 

Il ministero dell’Interno tedesco sta ora tenendo riunioni ad alto livello sulla questione, ma sembra che le squadre di rapina non mostrino segni di rallentamento. Nel 2021, la Polizia criminale federale ha riferito che ci sono stati 414 casi di demolizioni tentate o riuscite, mentre il 2020 ha visto numeri simili.

 

Le autorità descrivono come le bande siano più attive nell’ovest della Germania, con lo stato più popoloso, la Renania settentrionale-Vestfalia, insieme alla Bassa Sassonia, gli obiettivi più popolari. Per prima cosa, queste regioni sono gli stati più vicini ai Paesi Bassi, dove le bande sono più attive, sebbene alcune bande operino anche fuori dalla Francia, anch’essa vicina.

 

 

Il criminologo olandese Cyrille Fijnaut, professore emerito, osserva queste squadre di rapinatori di bancomat da 20 anni e fornisce consulenza attiva al governo olandese. Ha detto che la rete di criminali è composta da circa 200-400 giovani e che “molti di loro hanno radici marocchine”. Ha detto che spesso seguono le orme dei ragazzi più grandi nei loro quartieri, che sfoggiano orologi costosi e auto sportive.

 

Alcuni anni fa, uno dei capi di una banda di spicco ha creato il proprio centro di formazione per le squadre di demolizione di bancomat. Ha semplicemente affittato un edificio industriale, ordinato online bancomat scartati e ha iniziato ad addestrare i membri in quella che fungeva da scuola per membri di gang.

 

Tuttavia, queste reti criminali sono attive anche in città come Amsterdam e Alkmaar.

 

 

Un famoso avvocato difensore olandese, Vito Shukrula, ha anche affermato che questi tipi di rapine sono effettivamente usati come «seme» per entrare nel commercio di cocaina olandese. Lo ha descritto come “soldi facili” per queste ghenghe.

 

Alcuni autori sono stati arrestati, spesso a causa di errori piccoli ma legalmente devastanti. Ad esempio, alcuni hanno lasciato impronte sulla scena, altri sono stati catturati da autovelox mentre cercavano di allontanarsi di corsa dalla scena, e talvolta vengono fermati con i loro smartphone, che forniscono dati di movimento. Tuttavia, un arresto sulla scena del crimine è molto raro, poiché le squadre si muovono così velocemente e, nonostante alcuni arresti, ci sono abbastanza squadre attive che le demolizioni continuano ad aumentare.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’Olanda vive sotto il terrore di una spietata, spudorata mafia marocchina che chiamano «Mocro Mafia» e che si occupa, tra una violenza e l’altra, precipuamente di traffico di droga, con bande che agiscono con un’impunità da rendere l’Olanda, come dice il presidente del sindacato di polizia nazionale Jan Struijs, un «narco-Stato 2.0».

 

 

 

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Immigrazione

Sospetto capo ISIS viveva come rifugiato in Olanda

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Un uomo siriano che si ritiene abbia prestato servizio come «funzionario» di alto rango in gruppi terroristici islamici è stato arrestato questa settimana dopo aver vissuto per anni come «rifugiato» nei Paesi Bassi. Lo riportano vari media locali.

 

Il sospetto, un uomo di 37 anni, è stato arrestato martedì in una residenza nel villaggio di Arkel, dove è stato sistemato dal governo olandese nel 2020.

 

Secondo quanto riferito, le autorità hanno avviato un’indagine dopo aver ricevuto informazioni preoccupanti sul passato dell’uomo, che apparentemente non erano state scoperte quando ha presentato domanda di asilo nel 2019.

 

«Si dice che abbia ricoperto una posizione dirigenziale presso IS [lo Stato Islamico, ndr] tra il 2015 e il 2018. Prima di allora, avrebbe ricoperto la stessa posizione presso Jabhat al-Nusra per due anni», riferisce il quotidiano neerlandese De Telegraaf. «Era capo della sicurezza nel campo profughi di Yarmouk, vicino alla capitale siriana Damasco».

 

Alcuni articoli della stampa indicano che anche la famiglia del presunto terrorista è stata portata nei Paesi Bassi dopo che gli è stato concesso lo status di rifugiato.

 

L’arresto ha fatto seguito a una soffiata sul precedente presunto coinvolgimento del sospettato con i gruppi terroristici alla squadra speciale della polizia olandese per i crimini di guerra. A seguito di un’indagine, le autorità avrebbero scoperto prove che suggerivano che avesse guidato il servizio di sicurezza dello Stato islamico dal 2015 al 2018, quando ha lasciato l’organizzazione ed è fuggito in Europa in cerca di rifugio.

 

«I Paesi Bassi sono stati spesso un obiettivo per numerosi ex estremisti islamici in fuga dalla Siria dopo la fine dello Stato islamico» scrive Remix NewsDe Telegraaf ha evidenziato altri «due esempi di leader jihadisti che si sono infiltrati nel Paese tra le molte migliaia di rifugiati siriani, evidenziando i processi di screening incredibilmente lassisti dell’Europa sopraffatti dai numeri che sono arrivati ​​e stanno ancora arrivando dal Medio Oriente».

 

Un esempio citato dal giornale è quello di A. al-H., noto come «Balie jihadi» che è entrato in Olanda nel settembre 2017 con documenti falsi e ha vissuto ad Amsterdam per oltre un anno. I compagni siriani lo hanno riconosciuto come un capobanda terrorista una volta che ha iniziato a presentarsi in un centro di dibattito ad Amsterdam, dove è stato successivamente arrestato dalle autorità. Il migrante jihadista è stato condannato a 16 anni di carcere.

 

Un altro esempio riguardava un cittadino siriano arrestato a Kapelle, in Zelanda, nel 2019, il quale conduceva una vita poco appariscente come autista di autobus. Sono state presentate prove alle autorità a dimostrazione che dimostravano il suo coinvolgimento personale nell’esecuzione di un colonnello siriano sulle rive del fiume Eufrate. Quest’altro migrante della jihad è stato condannato a 20 anni di reclusione.

 

Tali casi mettono in luce la pazzesca mancanza di controlli condotti dalle autorità responsabili dello screening di milioni di «rifugiati» arrivati ​​in Europa negli ultimi anni.

 

I gruppi terroristici islamici hanno apertamente promesso di inviare agenti che si atteggiano a rifugiati in Europa. «Abbiamo inviato molti agenti in Europa con i rifugiati”, si era vantato in precedenza sempre secondo De Telegraaf un comandante dell’ISIS.  «Alcuni dei nostri fratelli hanno completato la loro missione, ma altri attendono ancora di essere attivati».

 

 

 

 

 

 

Immagine di Jan dijkstra via Wikimedia pubblicata su licenza Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

 

 

 

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Immigrazione

Quasi 8 milioni di ucraini sono rifugiati o emigranti. Potrebbero diventare molti di più

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Un totale di 7.915.287 rifugiati ucraini sono arrivati ​​nei paesi europei dall’inizio della guerra, secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in una dichiarazione del 4 gennaio.

 

Il numero è aumentato di 18.462 nell’ultima settimana.

 

Il maggior numero, 2.852.395, è fuggito in Russia, mentre 1.553.707 sono fuggiti in Polonia; seguita dalla Germania, 1.021.667; e Repubblica Ceca, 476.025, tra gli altri Paesi.

 

Tali numeri sono da considerarsi come l’effetto di una guerra che non ha ancora cominciato a fare stragi di civili sistematiche massive, come, ad esempio, l’invasione dell’Iraq da parte degli angloamericani.

 

L’ultima fase dell’operazione di Mosca prevede infatti la distruzione di sistemi di distribuzione dell’energia. Gli oltre 80 missili lanciati su tutta l’Ucraina nel primo giorno della fase 2 ad ottobre, all’indomani del bombardamento del ponte di Crimea, hanno prodotto una decina di morti. Numeri assai lontani dalle stragi ai matrimoni afghani, dove un drone Raptor poteva sparare un singolo missiletto Hellfire per uccidere magari qualche centinaio di persone (donne, vecchi, bambini), sperando che l’obbiettivo avesse accettato l’invito alle nozze del cugino di terzo grado.

 

È chiaro tuttavia che il flusso in uscita dall’Ucraina aumenterà grandemente una volta che la guerra si incrudelirà.

 

Come noto, ai maschi ucraina tra i 18 anni e l’età pensionabile è proibito ora l’espatrio – alla faccia dell’obiezione di coscienza militare, tanto cara alle sinistre dei «diritti» e della «pace» che ora però, chissà perché tifano ed armano i nazisti del battaglione Azov.

 

Come scritto da Renovatio 21, l’afflusso in Europa dei veterani alla fine del conflitto potrebbe aprire a situazioni di violenza persistente. Secondo l’Europol, le armi mandate al fronte dall’Occidente (che ha pericolosamente svuotato i suoi magazzini) stanno già filtrando nella criminalità organizzata europea.

 

Armi «ucraine» sarebbero state già trovate anche in Siria a Idlib (zona dove ancora operano sigle del fondamentalismo terrorista) e persino in Africa, secondo quanto lamentato dal presidente della Nigeria Muhammadu Buhari.

 

È stato calcolato che solo il 30% della armi inviate a Kiev raggiunge i combattimenti, il resto sparisce nel mercato nero e sul dark web.

 

 

 

 

 

Immagine di Silar via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0); immagine modificata

 

 

 

 

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