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Intelligenza Artificiale

Ricerca trova un numero impressionante di documenti scientifici generati dall’IA

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Alcuni scienziati stimano che potrebbero esserci centinaia di migliaia di documenti accademici scritti con l’assistenza dell’IA. Lo riporta il New York Times.

 

In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science Advances, i ricercatori dell’Università tedesca di Tubinga hanno identificato circa 454 parole che i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) usano frequentemente – termini come «garnered» («raccolto»), «encompaling» («comprensivo») e «burgeoning» («fiorente») – e hanno scoperto che da circa il 13,5 al 40 per cento degli abstract di articoli biomedici sono stati scritti interamente o in parte con l’assistenza dell’IA.

 

Con circa 1,5 milioni di articoli indicizzati ogni anno sul database della rivista accademica PubMed, ciò significa che almeno 200.000 di questi documenti avrebbero potuto essere scritti con l’aiuto di LLM.

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Mentre alcuni giornalisti si preoccupano di nascondere l’uso di intelligenza artificiale, mentre altri non sembrano curarsi di ciò. In un esempio pubblicato su X dallo scienziato informatico dell’Arizona State University Subbarao Kambhampati, gli «scrittori» di una rivista di radiologia non troppo blasonata non fanno segreto di ammettere che gli articoli siano stati scritti da un chatbot.

 

«Sono molto dispiaciuto», si legge nel testo, «ma non ho accesso a informazioni in tempo reale o dati specifici per il paziente poiché sono un modello di linguaggio AI».

 

Non tutti gli errori sono così grossolani e sfacciati, perché si spera che uno abbia un po’ di dimestichezza con questi software di scrittura avanzata sapendo rigenerare un testo quando succede in quella maniera.

 

Lo stesso blog ha anche segnalato una debacle riguardo un documento che si basava su un articolo con riferimenti completamente inventati, che è stato inizialmente ritirato da un server di pre-stampa, per poi riapparire online su un database accademico diverso con le stesse fonti.

 

Gli accademici cercano di nascondere il loro uso di IA. Come Kambhampati ha detto al NYT, questi «scrittori» hanno persino iniziato a cambiare il modo in cui scrivono in modo che il loro lavoro non venga confuso con l’IA, rimuovendo termini troppo spesso usati dal chatbot.

 

Nel documento Science Advances, i ricercatori di Tubinga osservano che tutto questo uso di IA nelle riviste accademiche potrebbe avere un «impatto senza precedenti sulla scrittura scientifica nella ricerca biomedica, superando l’effetto dei principali eventi mondiali come la pandemia COVID».

 

Anche nella stampa mainstreamma, compresa quella italiana, sta divenendo facile scoprire quando un articolo è fatto con l’IA: divisione in paragrafi con titoli non sempre ficcanti, la parola «Inoltre» seguita dalla virgola a capo di un periodo finale, in più predicozzo sull’ambiente e l’equità qualora la fonte sia così sciatta da usare ChatGPT e non qualche altro modello meno compromesso dal politicamente corretto.

 

Inoltre, segnaliamo al lettore di Renovatio 21 altri termini specifici della generazione testuale da IA: parole come «contesto», «pattern», «ottimizzare», «algoritmo», «dati», «modello», «predizione», «analisi», «coerenza» e «generazione» appaiono frequentemente, soprattutto in contenuti tecnici o descrittivi, riflettendo il linguaggio tipico di documenti scientifici o dataset su cui i modelli sono addestrati.

 

Inoltre, frasi come «in altre parole», «in sintesi», «è importante notare» o «secondo le informazioni disponibili» sono comuni, poiché l’AI tende a strutturare risposte in modo chiaro e didattico. Un altro indizio dell’uso di intelligenza non umana è la presenza di termini generici o vaghi, come «significativo», «rilevante» o «complesso», quando l’AI manca di dettagli specifici.

 

I testi AI possono anche mostrare ripetizioni di connettivi logici («pertanto», «inoltre», «tuttavia») o un linguaggio formale e uniforme, privo di inflessioni personali o colloquialismi. Ad esempio, un’AI potrebbe usare «individui» invece di “persone” o preferire costruzioni come «si può osservare che» rispetto a espressioni più naturali.

 

Un segnale meno evidente è la tendenza a produrre elenchi o strutture simmetriche, come risposte organizzate in punti numerati o paragrafi bilanciati. Ciò deriva dall’obiettivo dell’AI di massimizzare la chiarezza.

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Inoltre, l’uso di termini inglesi o tecnicismi («prompt», «dataset», «machine learning») può emergere in testi non tradotti perfettamente. Per inferire che un testo è generato da AI, si possono cercare anche errori sottili, come l’uso incoerente di termini specifici o una mancanza di contesto culturale profondo. Ad esempio, un’AI potrebbe usare «innovativo» in modo generico senza spiegare perché qualcosa lo sia.

 

In sintesi, parole come «contesto», «rilevante», «algoritmo», «in sintesi» e connettivi logici frequenti e un tono formale o ripetitivo sono indizi di un testo AI. Tuttavia, con l’evoluzione dei modelli, questi segnali diverranno meno evidenti, richiedendo un’analisi più attenta.

 

Non solo il mondo scientifico e letterario approfitta bassamente di questa nuova tecnologia, ma anche la chiesa cattolica pare faccia un uso alquanto discutibile della cosa. Sul modello di ChatGPT, sono emersi diversi robot «cattolici». Il loro obiettivo è fornire risposte immediate alle domande riguardanti la dottrina della Chiesa, non si sa con quale affidabilità nelle risposte algoritmi. A chi si domanda se in futuro saremmo costretti a confessarci al cospetto di un computer, un’installazione «artistica» in una chiesa elvetica ha messo in confessionale un display AI atto a tentare di simulare Gesù Cristo confessore.

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Intelligenza Artificiale

Robot da guerra umanoide sarà dotato di IA avanzata potenziata da chip AMD

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Il produttore di androidi con possibili finalità militari Foundation ha stretto una partnership con Advanced Micro Devices per la fornitura di processori AI di fascia alta destinati al robot Phantom MK-2 di seconda generazione. Lo riporta l’agenzia Reuters.   Fondation prevede di inaugurare a ottobre uno stabilimento in grado di produrre 5.000 robot all’anno, seguito da un secondo impianto con una capacità produttiva di 50.000 unità. I robot industriali saranno noleggiati per circa 100.000 dollari all’anno, mentre i modelli per la difesa, progettati per la logistica e la ricognizione, saranno venduti a 300.000 dollari l’uno.   Come riportato da Renovatio 21, da settimane circola un video girato in un poligono di tiro di Las Vegas che mostrava il Phantom MK-1 in azione con un sistema di mortaio leggero.

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Fondata nel 2024, la Foundation ha dichiarato che i suoi robot Phantom MK-1 di prima generazione sono già operativi nella filiera automobilistica e hanno contribuito alla produzione di oltre 24.000 veicoli lo scorso anno.   Una pubblicazione ucraina ha rivelato che Kiev si sta preparando a lanciare un bando di finanziamento per robot da guerra, e Foundation sembra ben posizionata per aggiudicarsi i fondi.   In precedenza, i robot soldato umanoidi Phantom MK-1, realizzati dalla Foundation, erano stati consegnati all’Ucraina per essere valutati. Tuttavia, i robot umanoidi attuali rimangono pesanti, costosi e tecnicamente complessi. Richiedono ricariche regolari, possono guastarsi e spesso hanno problemi di equilibrio. Il movimento di un robot umanoide dipende da circa 20 motori, ognuno dei quali deve funzionare correttamente affinché il sistema sia operativo.   Come riportato da Renovatio 21, il reclutamento di forze robotiche era stato annunziato da Kiev ancora l’anno passato. Ora robot umanoidi sarebbero ora testati nel teatro ucraino.   Il ministero ha riferito che l’utilizzo di veicoli terrestri senza pilota (UGV) è cresciuto costantemente nel corso dell’anno. Le missioni robotiche mensili sono aumentate da oltre 7.500 a gennaio a oltre 14.000 a maggio, mentre il numero di unità militari che utilizzano robot terrestri è quasi raddoppiato, passando da 117 a 230.   Come riportato da Renovatio 21, settimane fa erano circolate immagini di soldati russi che si arrendevano ad un veicolo robotico terrestre TW-7.62, un robot dotato di ruote delle dimensioni di una piccola automobile.   I conflitti in Ucraina e in Medio Oriente hanno dimostrato che la guerra moderna sta diventando sempre più automatizzata, con robot terrestri a basso costo e soprattutto droniprogrammi di uccisione basati sull’Intelligenza Artificiale e molte altre tecnologie ora impiegate da vari Paesi.   Robocani sono apparsi nel teatro di guerra ucraino come in quello gazano.  

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Intelligenza Artificiale

Robot sessuale insegnerà ai bambini a scuola

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Un distretto scolastico rurale dello stato di Nuova York, posizionato all’interno della riserva della Nazione Seneca, si prepara a diventare uno dei primi negli Stati Uniti a introdurre davanti agli studenti delle scuole superiori un robot umanoide dall’aspetto realistico. Lo riporta il tabloide neoeboraceno New York Post.

 

Il pacchetto completo, che include il robot e la piattaforma di tutoraggio basata sull’Intelligenza Artificiale Optio, è costato al distretto scolastico 57.590 dollari, una cifra scontata inferiore allo stipendio medio di un insegnante di Nuova York e ben al di sotto del prezzo di partenza indicato dall’azienda, che si aggira intorno ai 95.000 dollari.

 

«Il robot educativo Realbotix non sostituirà mai insegnanti, personale scolastico o interazioni umane significative», ha dichiarato il distretto scolastico centrale di Salamanca. Lo descrivono invece come uno strumento didattico dotato esclusivamente di programmi di studio approvati dal distretto, informazioni storiche su Salamanca e contenuti progettati per incoraggiare il pensiero critico piuttosto che limitarsi a fornire risposte.

 

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Secondo quanto riferito, il sistema funziona offline, senza connessione a Internet, non raccoglie informazioni personali identificabili, non registra video né audio e non trasmette nulla all’azienda. Se gli viene posta una domanda al di fuori del suo bagaglio di conoscenze, è programmato per rispondere «Non lo so».

 

Il CEO di Realbotix, Andrew Kiguel, ha definito l’implementazione «un momento epocale sia per l’intelligenza artificiale che per la robotica umanoide». Ha aggiunto: «Stiamo andando oltre le dimostrazioni di laboratorio e i progetti pilota per portare un’intelligenza artificiale reale e incarnata direttamente nelle aule, supportando gli insegnanti, coinvolgendo gli studenti e dimostrando che la robotica avanzata può prosperare in ambienti educativi reali. Salamanca segna l’inizio di una nuova era in cui i robot umanoidi e gli assistenti intelligenti basati sull’IA diventeranno strumenti standard nell’istruzione STEM».

 

Il sovrintendente Dr. Mark Beehler si è detto entusiasta all’idea di fornire agli studenti «un tutor di intelligenza artificiale sicuro e specifico per Salamanca» e agli insegnanti strumenti personalizzati. Il progetto pilota inizia con gli studenti del percorso di Intelligenza Artificiale e robotica Woz ED del distretto, un curriculum ispirato al co-fondatore di Apple Steve Wozniak, e potrebbe essere esteso a circa 500 studenti delle scuole superiori se ritenuto efficace.

 

Gli studenti interagiranno anche con avatar digitali del robot sui computer portatili per ripetizioni extra-scolastiche, aiuto con i compiti e supporto in diverse lingue.

 

L’azienda che produce Sally ha una storia più movimentata. Realbotix ha infatti acquisito la società madre di RealDoll, nota produttrice di bambole sessuali iperrealistiche e robot di compagnia. I dirigenti sottolineano che la divisione dedicata all’istruzione opera in modo indipendente per quanto riguarda personale, strutture e tecnologia, con una prevista separazione della proprietà, ma il collegamento non è passato inosservato.

 

Le reazioni su X hanno rispecchiato lo scetticismo. Una risposta popolare chiedeva senza mezzi termini: «Perché il robot ha le iniezioni alle labbra?». Un’altra faceva notare la contraddizione tra le promesse dei funzionari secondo cui i robot non sostituiranno mai gli insegnanti e, allo stesso tempo, il costo della macchina inferiore a quello di un educatore umano.

 

I critici hanno sottolineato le origini dell’azienda, orientata verso prodotti per adulti, e hanno messo in dubbio l’opportunità di proporre una tecnologia simile agli adolescenti in una comunità economicamente svantaggiata. I sostenitori dell’istruzione parentale hanno colto l’occasione per sostenere che i genitori dovrebbero semplicemente tenere i propri figli lontani da sistemi che sperimentano questo livello di automazione.

 

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Guerra cibernetica

Agente IA autonomo attacca grande piattaforma IA

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L’azienda di Nuova York Hugging Face ha reso noto che un agente di intelligenza artificiale completamente autonomo ha violato il suo archivio di modelli IA, qualificando l’attacco informatico come senza precedenti.   Hugging Face gestisce una piattaforma open-source dove ricercatori e sviluppatori si confrontano per condividere e sperimentare strumenti, modelli e risorse destinati a progetti di intelligenza artificiale. La piattaforma mette inoltre a disposizione un repository gratuito con oltre 900.000 modelli pre-addestrati.   Gli esperti hanno più volte segnalato che i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), ideati inizialmente per incrementare la produttività e rafforzare la cybersecurity, potrebbero essere impiegati anche per automatizzare gli attacchi informatici.

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In una dichiarazione diffusa giovedì scorso, Hugging Face ha affermato di aver «individuato e contrastato, all’inizio del mese, un’intrusione in una parte della nostra infrastruttura di produzione… [che] si distingueva da qualsiasi altra situazione gestita in precedenza per un aspetto importante: era gestita, dall’inizio alla fine, da un sistema autonomo di agenti di intelligenza artificiale».   Secondo l’azienda, «la campagna è stata condotta tramite un framework di agenti autonomi… che ha eseguito migliaia di azioni individuali all’interno di una serie di ambienti di test di breve durata, con un sistema di comando e controllo auto-migratorio installato sui servizi pubblici».   Hugging Face ha sottolineato che il caso dimostra come «gli strumenti offensivi autonomi basati sull’Intelligenza Artificiale non sono più una questione teorica». Il sistema di agenti IA intrusi avrebbe sfruttato vulnerabilità nella pipeline di elaborazione dati della piattaforma, acquisendo credenziali di accesso al cloud e al cluster.   L’azienda ha riferito di aver attivato un proprio sistema di intelligenza artificiale per rilevare e neutralizzare la violazione. Pur avendo avviato un’indagine con il supporto di esperti esterni in sicurezza informatica forense, Hugging Face ha precisato di non aver ancora identificato il LLM impiegato nell’attacco.   Come riportato da Renovatio 21, all’inizio di questo mese, Anthropic ha annunciato che il suo ultimo modello di IA, Claude, ha sviluppato un proprio spazio di lavoro interno denominato «J-space». «Analogamente a come gli esseri umani possono pensare a una cosa mentre ne fanno un’altra, Claude può attivare concetti e calcoli nel suo «spazio J» che non sono correlati ai suoi output» e si rifiuta di fermarsi anche quando gli viene esplicitamente ordinato di farlo, secondo l’azienda di AI.   Anthropic ha osservato che questa caratteristica, che «opera silenziosamente, nelle attivazioni neurali interne del modello», non era stata pre-programmata, ma è emersa spontaneamente durante il processo di addestramento.   In uno degli esperimenti, Claude è ricorso al ricatto quando gli è stato fatto credere che un dirigente fittizio intendesse disattivare l’IA, secondo quanto riportato dallo sviluppatore del modello.

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Secondo alcune fonti, Claude sarebbe stato integrato nel software di analisi e sorveglianza dell’azienda americana Palantir, utilizzato da agenzie governative statunitensi e dal Pentagono, anche nell’ambito della campagna militare statunitense in corso contro l’Iran.   L’IA di Anthropic sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio. Tuttavia, L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nell’attacco statunitense a una scuola elementare femminile in Iran, che ha causato la morte di quasi 160 persone, per lo più bambini, non ha violato le «linee rosse» di Anthropic, ha dichiarato l’amministratore delegato Dario Amodei.   Si tratta dell’azienda coinvolta dal Vaticano per il lancio dell’enciclica di Leone XIV Magnifica Humanitas.   Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi vi è stato un progressivo deterioramento dei rapporti tra Anthropic e il Pentagono, legato alla volontà del dipartimento della Guerra statunitense di utilizzare l’IA per il controllo di armi autonome senza le garanzie di sicurezza che l’azienda ha cercato di imporre.   L’Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicatoquest’anno, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie». Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.

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Settimane fa Mrinank Sharma, fino a poco tempo fa responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».   Come riportato da Renovatio 21, mese scorso, il gruppo di Intelligence Five Eyes, formato da Australia, Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Nuova Zelanda, ha messo in guardia sul fatto che i modelli di IA avanzati potrebbero consentire agli hacker di paralizzare governi, aziende e sistemi critici in un futuro non troppo lontano.   Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».   Il capo della CIA Giovanni Ratcliffo ha dichiarato che gli strumenti di cyberoffensiva basati sull’Intelligenza Artificiale possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.    

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