Spirito
Il vescovo Strickland difende Miss California
Renovatio 21 pubblica il messaggio apparso sul social network X del vescovo emerito di Tyler, Texas, monsignor Joseph Strickland in sostegno dell’ex Miss California Carrie Prejean Boller, espulsa dalla Commissione per la libertà religiosa dell’amministrazione Trump per essersi rifituata di sottomettere la sua fede cattolica alla dottrina sionista. La Prejean Boller dice che, alle prime avvisaglie di censura da parte della leader de facto della commissione, la «pastora» protestante fondamentalista e ultrasionista Paula White, il vescovo Barron e il cardinale neoeboraceno Dolan avevano in privato espresso solidarietà nei suoi confronti. Negli ultimi giorni invece sia i due alti membri della gerarchia cattolica americana avevano preso le distanze dalla Miss, criticandola aspramente. Monsignor Strickland aveva ancora due settimane fa pubblicato un accorato appello contro la montante forza anti-cattolica in USA, dove soprattutto i tradizionalisti sono ora accusati di antisemitismo.
Nei giorni scorsi sono venuto a conoscenza della rimozione della signora Carrie Prejean Boller dalla Commissione presidenziale per la libertà religiosa, insieme alle accuse pubbliche che ne sono seguite. Dopo aver esaminato la sua versione dei fatti e le circostanze che circondano questa vicenda, ritengo necessario esprimermi con chiarezza.
La signora Boller è stata trattata ingiustamente. Una donna cattolica, parlando in coscienza e in fedeltà agli insegnamenti della Chiesa, è stata pubblicamente criticata e rimossa dal suo incarico, senza che sia stata fornita alcuna motivazione chiara e fondata. Tale mancanza di trasparenza non rende giustizia. Danneggia la reputazione e mina la fiducia.
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Ancor più preoccupante è la causa apparente: il fatto che abbia sollevato legittimi interrogativi sul sionismo e difeso la semplice verità che i cattolici non sono vincolati ad alcuna ideologia politica.
Vorrei essere chiaro. La Chiesa cattolica non insegna che il moderno Stato di Israele detenga un mandato divino che debba essere sostenuto da tutti i credenti. Né la Chiesa insegna che l’opposizione al sionismo politico sia intrinsecamente antisemita. Queste non sono dottrine della fede cattolica.
Allo stesso tempo, la Chiesa respinge inequivocabilmente ogni forma di odio verso il popolo ebraico. Ogni persona umana deve essere amata, difesa e trattata con dignità. Ma questa verità non deve essere distorta. Mettere in discussione le politiche o le azioni di una nazione moderna – qualsiasi nazione – non è odio. È una responsabilità morale quando è in gioco la vita di un innocente. Stiamo assistendo a grandi sofferenze in Terra Santa. Uomini, donne e bambini innocenti – soprattutto a Gaza – hanno subito immense devastazioni. Parlare a nome della vita umana, ovunque essa sia minacciata, non è estremismo politico. È fedeltà al Vangelo di Gesù Cristo.
La signora Boller ha fatto ciò che molti oggi hanno paura di fare: ha parlato. Ha parlato a nome dei cattolici, sempre più pressati a conformarsi a narrazioni politiche che non rispecchiano la pienezza della nostra fede. Ha parlato per garantire che l’antisemitismo non venga erroneamente confuso con una legittima preoccupazione morale. Ha parlato a nome della dignità di ogni vita umana, sia ebraica che palestinese.
Per questo motivo, è stata descritta in modo errato.
Statement regarding Mrs. Carrie Prejean Boller
In recent days, I have become aware of the removal of Mrs. Carrie Prejean Boller from the Presidential Religious Liberty Commission, along with the public accusations that have followed. After reviewing her account and the… pic.twitter.com/l1BYHseYI5
— Bishop Joseph Strickland @ Pillars of Faith (@BishStrick) March 28, 2026
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È particolarmente scoraggiante quando un simile trattamento sembra provenire, in parte, da coloro che all’interno della Chiesa dovrebbero essere i primi a difendere i fedeli quando parlano con sincerità e in buona coscienza. I pastori sono chiamati a proteggere, non ad abbandonare; a chiarire, non a confondere; a stare con le pecore, specialmente quando sono sotto attacco.
Il silenzio di fronte all’ingiustizia non è prudenza. È una mancanza di carità e di verità. Pertanto, esprimo il mio sostegno alla signora Carrie Prejean Boller.
Ribadisco il suo diritto, in quanto cattolica e in quanto americana, di esprimersi con chiarezza su questioni di fede, moralità e vita pubblica senza essere ingiustamente etichettata o allontanata senza spiegazioni. Chiedo inoltre maggiore chiarezza ed equità da parte dei responsabili del suo allontanamento, affinché prevalga la verità e non le speculazioni.
Questo momento richiede coraggio. Non coraggio politico, ma coraggio cristiano: quel tipo di coraggio che si fonda saldamente sulla verità pur rimanendo radicato nella carità. Dobbiamo respingere l’odio in tutte le sue forme, ma dobbiamo anche respingere l’abuso di questa accusa per mettere a tacere coloro che parlano in difesa della vita e della verità morale.
Preghiamo per la pace in Terra Santa: per gli ebrei, per i palestinesi e per tutti coloro che soffrono. E preghiamo per la Chiesa, affinché parli sempre con chiarezza, carità e incrollabile fedeltà a Gesù Cristo, che è la Verità.
In Cristo,
Joseph E. Strickland
Vescovo
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Immagine screenshot da YouTube
Spirito
Il Cardinale Fernandez denuncia le «classificazioni», ma scomunica la Fraternità Sacerdotale San Pio X
Omelia del 5 marzo 2023, Cattedrale di La Plata (estratto)
«Perché se non impariamo a vedere gli altri in modo diverso, nulla cambia. Se non imparo a vedere la loro bellezza al di là del loro aspetto, delle loro capacità, del loro orientamento sessuale o di qualsiasi altra cosa; se non imparo a guardare oltre tutto questo, non sarò mai in grado di amarli per come sono, così come vengono, che mi piacciano o no». «Pertanto, ogni fratello e sorella vale più di qualsiasi altra cosa su questa terra. Sapete che, per molti secoli, la Chiesa ha preso una direzione diversa. Senza rendersene conto, ha sviluppato un’intera filosofia e morale piena di classificazioni, concepite per categorizzare le persone, per etichettarle: “Questo è così, quello è cosà; questo può ricevere la comunione, quello no; questo può essere perdonato, quello no”». «È terribile che questo sia accaduto nella Chiesa. Grazie a Dio, Papa Francesco ci sta aiutando a liberarci da questi schemi». Articolo previamente apparso su FSSPX.NewsIscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
La fede cieca non basta
Molti cristiani, soprattutto quelli di una certa età, vorrebbero poter vivere la propria fede in pace. Respingono sia i «polemisti» che considerano estremisti, a prescindere dalla loro posizione.
Si convincono facilmente che la maggior parte delle Messe celebrate in Francia siano normali, che la cosa migliore sia adattarsi alle nuove pratiche ignorando gli eccentrici e coloro che pretendono spiegazioni.
Dal momento che i vescovi non sembrano voler escludere nulla e nessuno (almeno non a sinistra), perché loro, buoni laici, dovrebbero prendersi la briga di studiare attentamente chi ha ragione e chi ha torto? L’approccio migliore, quindi, sarebbe quello di praticare la tolleranza universale, in breve, l’amore senza dispute dogmatiche. Una fede semplice e incondizionata: ecco il rifugio in cui si rifugiano oggi molti buoni cristiani.
Una fede semplice, ingenua e non esaminata, quella ereditata dai genitori: punto e basta.
Questo atteggiamento è comprensibile per la gente comune, ma quando si è un medico, un notaio o un professore universitario, questa abdicazione di responsabilità è rovinosa, a breve o a lungo termine.
Innanzitutto, rovina se stessi, perché una religione che non nutre più l’intelletto e non è altro che una vaga ostentazione di benevolenza, accompagnata da pratiche routinarie, non corrisponde all’insegnamento di Cristo, che vuole che amiamo Dio «con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra forza e con tutta la nostra mente». E la fuga da ogni riflessione dottrinale da parte di coloro che ne sono capaci e più istruiti della gente comune è rovinosa anche per l’intera comunità cristiana.
I nostri cristiani pacifisti, disgustati, dicono, dalla discordia, sono giustamente preoccupati per l’assenza di sacerdoti, e quindi di Messe, in aree sempre più vaste. Non ne vedono la causa? Una religione indifferente al contenuto della Fede non può produrre seminaristi o sacerdoti. Se si tratta semplicemente di essere generosi e accettare qualsiasi cosa o chiunque, le prostitute farebbero un lavoro molto migliore.
Questa interpretazione del Vangelo, che si concentra unicamente sull’amore, è davvero strana, soprattutto perché molti versetti ci insegnano la Fede e in nessun luogo si parla di carità senza fede!
La nostra epoca non è poi così diversa da quella di San Paolo; egli si impegnò in vigorose polemiche (Atti 18,28), combatté contro i lupi rapaci che non risparmiavano nessuno, contro coloro che, all’interno della Chiesa stessa, sviavano i discepoli con i loro insegnamenti perversi (Atti 20-30). Le sue due lettere a Timoteo sono quasi interamente scritti polemici contro i falsi maestri.
Ah! «Pace, pace soprattutto», è facile dirlo, ma il Signore non ci ha promesso questo tipo di pace qui sulla terra. «Lo Spirito Santo vi insegnerà e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. Io vi do la pace, ma non la pace del mondo» (Giovanni 14,26-27).
Padre Philippe Sulmont,
Parroco di Domqueur, † 2010
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Immagine di MarenHumburg via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Spirito
L’Europa civilizzata ed evangelizzata dai figli di san Benedetto
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