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Pandemia e libertà tra Occidente e Oriente slavo: osservazioni

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Renovatio 21 pubblica l’intervento del nostro collaboratore Nicolò Ghigi al convegno della commissione Dubbio e Precauzione (DuPre) del 24 maggio «Viva le catene? L’autoritarismo del presente e il futuro della “libertà”»

 

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Nel 1890 un giovane sacerdote cattolico intransigente, don Giacomo Pastori, pubblicava a Genova ne Il Canzoniere di un clericale sotto lo pseudonimo di Leonzio Piper una spiritosa lirica, fortemente critica nei confronti dell’Unità d’Italia di cui il cattolicesimo radicale e ultramontano era stato fermo oppositore.

 

Il tema principale della poesia è sostanzialmente così riassumibile: l’Italia, nazione artefatta dalle logge massoniche, a confronto della fierezza delle molte nazioni preunitarie, è qualcosa di smorto, che non ha identità, non ha spirito, non ha valore, è come fatta di sasso, immobile a subire ogni angheria da parte delle altre nazioni che l’hanno costruita, soprattutto gl’Inglesi.

 

Leggiamone alcuni versi:

 

1)
La Squadra e’l Compasso
Che fecer l’Italia
L’han fatta di sasso.
La diedero a balia
Ma quando ai redenti
Poi crebbero i denti,
Temendo lo strame
(Già messo da parte)
Per subita fame perduto
N’andasse, con arte,
Con birba retorica
La Squadra e’l Compasso
Li fecer di sasso.

 

2)
Oh comoda sorte!
Oh bella una gente
Di sasso! Essa e’forte,
Né soffre di niente;
Non mangia, non beve,
Gl’insulti riceve,
Con tutti sta’n pace,
Non urta i partiti;
Si tosi, essa tace,
Non suscita liti;
Si batta, e’ impossibile
Si mova d’un passo,
Un popol di sasso.

 

3)
E poi (oltr’a questo)
Un popolo tale
È un popolo onesto:
Dà bene per male;
Per chi lo strapazza,
Fatica e s’ammazza.
Il proprio padrone
(Menassegli ancora
Su’l capo un bastone)
Pur l’ama, l’adora;
Non pensa a rivincite,
Non fa lo smargiasso
Un popol di sasso.

4)
È smunto, rimunto,
Pur soffre e sta zitto,
Di dentro è consunto,
Pur serbasi ritto,
Pur mostra allegria
Di fuori, ed oblia
La fame e gli stenti,
L’ingiurie, i dolori;
Tien l’alma coi denti,
Pur sbracia.. a’l di fuori!
Non scopre’l suo debole,
Non segna ribasso
Un popol di sasso.

 

5)
Se latte mai chiede
De’ geni a la balia,
L’estrano, e poi vede
Il popol d’Italia
Un popolo «fuso»,
S’arresta confuso,
Ripensa e fra sé
Intanto domanda:
L’Italia! Oh, dov’è
La terra ammiranda?
– È questa – risposegli
La Squadra e’l Compasso –
L’Italia. – Di sasso?! -.

 

6)
– Di sasso, sicuro-.
– E i grandi ove sono,
I grandi che fûro
Si largo suo dono?-.
– Oh Dio! Non avete
Voi gli occhi? Vedete
Quei marmi ammirandi
Che s’ergono intorno?
Son essi quei grandi,
I grandi d’un giorno.
Li ammira ‘n statua,
Li imita ne’l masso
Il popol di sasso.

 

7)
E poi, se non sempre
Riesce a imitarli
(Ché ha deboli tempre,
Né spera arrivarli),
Di sasso una gente
Rossore non sente;
Va’nnanzi ignorante,
Non tira a gonfiare,
Per lei è bastante
Che s’abbia a mangiare…
Insomma l’iIalia
Devota e’a’ l Compasso…
L’Italia è di Sasso!

 

 

Il titolo del convegno odierno si richiama alle note considerazioni sulla servitù volontaria espresse quasi cinquecento anni or sono da Etienne de la Boétie, che lucidamente individuò il consenso dei dominati come la principale fonte di legittimazione del tiranno.

 

Credo che la realtà dei due anni trascorsi abbia mostrato in modo evidente la fondatezza di tali discorsi, i cui presupposti tuttavia andrebbero non soltanto limitati alle questioni di sorveglianza sanitaria ora discusse, ma ampliati a una più generale critica della società moderna, della società della sorveglianza e della tecnica, critica che analisti migliori di me potranno più convenientemente condurre; dal canto mio, voglio portare la riflessione su un altro aspetto. Mi par difatti evidente che, nel momento in cui approcciamo globalmente l’aspetto dell’autoritarismo sanitario durante la pandemia di COVID-19, non ci si possa esimere dal considerare come in alcuni luoghi la tirannide tecnico-sanitaria abbia trovato appiglio, consenso, e finanche volontaria dedizione da parte degli zelanti cittadini, laddove in altri la generale critica o inosservanza alle norme restrittive abbia fatto sì che queste avessero un impatto, anzitutto sociale e psicologico, molto meno devastante che in Italia.

 

Parlo di alcuni luoghi poiché non sarebbe inopportuno introdurre una distinzione tra gli spazî urbani e quelli agresti, una distinzione che non ha nulla di romantico o di oraziano, ma è pienamente provata, a una massimale analisi empirica, della maggiore osservanza dei precetti sanitari nelle aree densamente urbanizzate; e tuttavia in questo mio breve intervento mi premerebbe concentrarmi prevalentemente sulla distinzione che si può istituire tra alcune nazioni, e dunque tra alcuni popoli.

 

A tale scopo, è d’uopo riprendere il concetto di nationalgeist introdotto sul finire del Settecento da Herder nel suo saggio sulla Filosofia della Storia, forse meglio conosciuto col nome di volksgeist con cui Hegel lo ribattezzò pochi decenni dopo.

 

Nicolò Ghigi al Convegno Dupre di Venezia

 

Detto concetto ha purtroppo conosciuto un inesorabile declino nella seconda metà del Novecento, in conseguenza della globalizzazione e in ossequio al malcostume di rifiutare quelle teorie i cui esiti storici contingenti, segnatamente quelli nazionalisti, siano sgraditi all’opinione pubblica. Esso nondimeno sembra oggi trovare una più forte prova empirica nell’osservazione dei fatti pandemici, e pertanto necessita di essere riconsiderato.

 

Anzitutto, occorre precisare che il volksgeist, in una definizione puramente herderiana e dunque purgata dagli accenti nazionalisti tedeschi di Savigny e Fichte, consiste nel fatto che «tutte le nazioni (meglio, con Hegel, “tutti i popoli”) della terra possiedono ciascuna un modo peculiare di esistere e di evolversi che le rende uniche e dotate di caratteristiche diverse dalle altre», ovvero di modi diversi di relazionarsi con dei fenomeni universali.

 

Mi sembra che la manifestazione di ciò nel regime pandemico sia sotto gli occhi di tutti: tralasciando i casi estremamente peculiari di alcune nazioni che non introdotto restrizione veruna, può colpire il fatto che alcuni governi siano stati costretti a rimuovere dopo pochi giorni dalla loro introduzione le restrizioni più pesanti, in quanto pressati da un’opinione pubblica non supinamente prona; o la tendenza in alcune nazioni, che posso confermare con erodotea autopsia, a non osservare in modo sistematico le disposizioni governative, rendendole di fatto vane (sendoché è l’osservanza della legge, sia essa frutto del consensus legis o della forza, che la rende effettiva).

 

Potrei continuare a lungo, ma come esempio finale basti una considerazione molto banale e immediatamente verificabile: ossia constatare, guardando all’interno di un supermercato veneziano, che coloro che continuano a portare la mascherina al chiuso (e taluni financo all’aperto), dimostrandosi più realisti del re ovvero compiutamente persuasi della propaganda terroristica degli ultimi due anni, sono pressoché solamente italiani, e tra gli stranieri prevalentemente gli asiatici, laddove cittadini di altre nazionalità tendenzialmente non lo fanno. 

 

Torniamo dunque alle iniziali considerazioni del nostro Piper, e vediamo quanto calzanti siano per la situazione descritta: il popolo italiano può essere bastonato, insultato, ma non si muove d’un passo a reagire, «dà bene per male», oggi continua a credere all’impero della menzogna pur essendo palese la natura della sua falsità, e via dicendo.

 

Piper certo ha le sue ipotesi sull’origine di questo carattere: l’insussistenza di una nazione italiana e la sua artificiale creazione ad opera della massoneria. Lasciamole per un istante da parte.

 

Proviamo invece d’altra parte a considerare un popolo diverso, oggetto in questi giorni di molte narrative, ma di cui posso vantare una conoscenza autoptica, e cioè il popolo russo, e per estensione i popoli slavi orientali.

 

È cosa nota che in questi paesi le misure restrittive siano state notevolmente inferiori rispetto ai corrispettivi occidentali: anche tralasciando l’isola felice della Bielorussia, esente da qualsiasi restrizione, dobbiamo osservare come – ad esempio – nella Federazione Russa i cittadini, benché sottoposti alla medesima propaganda governativa, abbiano dimostrato una generale sfiducia nella campagna vaccinale e nell’uso dei dispositivi di protezione (non sono mai sussistiti obblighi all’aperto, e quelli al chiuso non erano generalmente rispettati, come ampia documentazione fotografica può testimoniare); il certificato verde, introdotto da 4 soggetti federali ad experimentum, non è di fatto mai stato applicato, finché la Duma di Stato non lo ha completamente bocciato; il governo e i media hanno dovuto rivedere, e quasi cancellare, la propaganda a favore della vaccinazione dopo aver considerato il notevole calo di affezione che questa aveva provocato, e – nota di colore – gli attori e le modelle, lungi dall’essere araldi governativi come nel caso italiano, erano i primi a manifestare i proprî dubbi sulla narrazione pandemica e la propria contrarietà alle misure.

 

Per quale motivo, però, il popolo russo ha reagito in modo così diverso da quello italiano?

 

Nikolaj Berdjaev affermava a buon diritto che «l’anarchismo è in buona sostanza una creazione dei Russi» (Русская идея, Parigi 1946, p. 142); la frase non deve essere oggetto di semplici considerazioni storico-politiche sulla condizione della Russia ottocentesca e delle reazioni a essa, come si tende oggi a fare, ma si deve leggere all’interno del quadro slavofilo e sostanzialmente libertario dell’autore, che individua nell’anarchismo (in senso mistico, alla Solovёv, in un certo senso tradizionalista e ruralista, quindi all’opposto di un Bakunin) come un elemento chiave del geist slavo; non a caso una leggenda assai diffusa in Russia vorrebbe che i Variaghi fossero giunti nei territori della Rus’ come giudici esterni chiamati dalle varie tribù slave, in quanto il loro spirito ribelle e indomabile impediva loro di costituirsi in delle forme politiche organizzate.

 

Similmente, un proverbio sovietico dice che «l’asprezza delle leggi russe è mitigata dal fatto che non è necessario osservarle».

 

Non v’è in questo frangente il tempo e il modo di condurre un’analisi approfondita di questo fenomeno, e tuttavia, fuor da ogni determinismo, vorrei brevemente prendere in considerazione alcuni elementi che differenziano sensibilmente la cultura slava orientale da quella occidentale e italiana in particolare.

 

Il primo è l’abitudine a una teoria politica sostanzialmente diversa, quella dell’auto-crazia (самодержавие), tanto naturale per i popoli della Rus’ (pur cambiando l’ideologia di base, il medesimo sistema autocratico è permanso paritariamente nella Rus’ imperiale, nell’Unione Sovietica e nell’attuale Federazione Russa) da avervi escogitato un naturale antidoto nella resistenza alle leggi percepite ingiuste, sistema che in fondo bilancia ottimamente la struttura formalmente autoritaria del governo.

 

Osserviamo che gli analisti politici occidentali, leggendo la Russia come una «dittatura» o un «Paese illiberale» tendono purtroppo a proiettare modelli occidentali su popoli che non sono occidentali, ma hanno un carattere intrinseco diverso, e in questo modo – concentrandosi sulla forma politica e non sulla sostanza dei rapporti civili – tali analisti finiscono per percepire come nemica della libertà naturale la forma autocratica, che invece trova perfetto bilanciamento dallo spirito di resistenza, e invece elogiare come sistema protettore delle medesime libertà la forma democratica, che è purtroppo priva nella sua applicazione pratica di qualsiasi forma di bilanciamento, e di fatto si concretizza come dittatura della maggioranza, la quale poi, essendo massa, conclude per essere eterodiretta dalle élites politiche stesse.

 

Una disamina più cruda e completa della pericolosità intrinseca della forma democratica quand’essa nasconde una sostanza profondamente illiberale e anti-libertaria si può trovare nei magistrali articoli del teorico politico ed economico tedesco-americano Hans Hermann Hoppe.

 

Egli individua con lucidità che nelle democrazie liberali (più correttamente il Nostro le definirebbe utilitarie, cioè benthamiane) l’illusione del popolo di avere nelle proprie mani il potere politico lo conduce sostanzialmente a fidarsi ciecamente dei propri governanti, come si fiderebbe di se stesso.

 

La differenza sostanziale tra lo spirito occidentale di chi è assuefatto alle forme democratiche e quello anarchico di chi vive nell’autocrazia orientale (senza concedere più del necessario alle tesi orientaliste di Said) è che i popoli pervasi dal primo sono radicalmente convinti che chi li governa lo faccia per il loro bene, e i cui precetti pertanto appaiono da seguirsi senza discussione veruna; viceversa, lo spirito anarchico orientale, abituato a confrontarsi con l’autocrate, sa che questi tenderebbe a governarlo per tornaconto personale, e non certo per il bene generale, ed è abituato a sottrarsi alle sue decisioni quando gli parvano ingiuste, finché a un certo punto l’autocrate stesso è costretto a muoversi e ad agire nell’interesse del popolo.

 

Un secondo elemento che vale la pena di considerare è quello religioso. Anche senza dar troppo credito alle letture anarchico-religiose di Solovёv, Berdjaev e Florenskij, la struttura dell’Ortodossia è segnatamente diversa da quella del Cattolicesimo nel rifiutarsi di individuare un principio univoco di autorità terrena, e nel rifiutarsi di riconoscere all’autorità «mediata» comunque costituita (l’episcopato conciliare) una qualsiasi forma di infallibilità.

 

Il «diritto di resistenza» è piena parte della mens ortodossa, laddove il pliroma della Chiesa (ovvero, l’insieme di tutti i fedeli che professano la fede autentica) è deputato a essere custode della Tradizione e dell’Ortodossia, e il pliroma stesso è il metro di approvazione delle decisioni conciliari, della sanzione dell’ortoprassi, e persino il garante dell’episcopato, che può essere ricusato, mediante l’interruzione della commemorazione da parte del clero, o con l’anaxios del popolo.

 

Quella che Romanidis definirebbe la confusione tra pliroma e atomon tipica del cattolicesimo, ha portato lo stesso – soprattutto dall’Ottocento – a individuare nel Papa e nella gerarchia ecclesiastica l’unica fonte (positiva, infallibile e indiscutibile) di ogni norma e costume.

 

L’argomento ex auctoritate è il più forte nella logica cattolica post-ultramontana, l’obbedienza perinde ac cadavere di gesuitica memoria il valore più grande, e questo si riflette anche nell’atteggiamento politico dello spazio cattolico; non c’è viceversa posto per il diritto di resistenza, o almeno lo si è gradualmente eliminato.

 

Se ancora sul principiare del XVI secolo – c’informa il Righetti – il popolo di Saragozza poté prendere a pietrate i canonici della cattedrale poiché avevano sostituito l’ufficio romano tradizionale con il più conciso Breviarium de S. Cruce artefatto dal card. Quiñonez, ottenendo la restituzione delle forme antiche, le parimenti artefatte e ben più devastanti riforme liturgiche del secolo scorso – nonché sovversive della concezione teologica stessa della liturgia cristiana – hanno incontrato una resistenza decisamente inferiore, e anzi più in generale una prona accettazione, in ossequio al principio dell’Autorità che «governa la chiesa per il bene», o anzi – nella definizione neo-catechetica – «si occupa di individuare il bene della chiesa»; con lo stesso spirito, allora, si accetta l’autorità laica che «governa il popolo per il bene» e «ne individua il bene».

 

Questi sono ovviamente solo spunti per un discorso che meriterebbe di essere ripreso e trattato in modo più ampio ed esaustivo, pur nella consapevolezza – e qui una considerazione un po’ pessimistica sul «futuro delle libertà» su cui c’invita a riflettere il titolo del convegno – che resteranno sempre considerazioni di una nicchia intellettuale, mentre la società precipita sempre più nell’abisso autoritario, in quanto «Di sasso una gente / Rossore non sente; / Va’nnanzi ignorante, / Non tira a gonfiare, / Per lei è bastante / Che s’abbia a mangiare».

 

 

Nicolo Ghigi

 

 

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Controllo delle nascite

Maternità e lavoro: le parole di un grande imprenditore

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Un grande imprenditore veneto, Roberto Brazzale, dice la sua riguardo al tema della maternità e del lavoro.

 

Brazzale, attivo nel settore caseario con impianti in Italia e in Repubblica Ceca, parla di come in quest’ultimo Paese la maternità sia stata «messa al centro».

 

Per Praga, la mamma o eventualmente il papà possono rimanere a casa fino a quattro anni. Fino a tre anni hanno la certezza di mantenere il posto di lavoro.

 

Parimenti, il governo ceco offre alle madri (comprese le studentesse, comprese le madri non-lavoratrici) un contributo di 500 euro. L’ottimo sistema di asili cechi, dice Brazzale, costa 60 euro al mese inclusa la mensa.

 

«Fare figli ritorna ad essere bello. Ritorna ad essere un momento aureo della vita. E tutta la società gode di questa bellezza, perché le strade, le piazze, sono piene di mamme, di papà che hanno il tempo di stare con i bambini».

 

Brazzale, anni fa, ha quindi cominciato autonomamente un programma per aiutare le sue dipendenti che diventano madri, «perché è inaccetabile che una lavoratrice abbia il terrore di comunicare al datore di lavoro che aspetta un bambino… ma dove siamo finiti?»

 

«Con i denari del PNRR noi dovremo finanziare 25 anni di congedo parentale triennale» dice Brazzale, di cui Renovatio 21 ha pubblicato l’appello agli industriali nella giornate della vita l’anno passato.

 

Il lettore di Renovatio 21 può rendersi conto di che cosa stiamo parlando: in un momento in cui le aziende USA si affrettano a dire che gli aborti delle loro dipendenti li pagheranno loro (così da tenersele strette a lavorare evitando il periodo a casa col pancione e col bambino, notoriamente nemici del capitale globale), noi abbiamo qui un imprenditore del genere.

 

Che dire: avercene. Avercene.

 

 

 

 

 

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Genetica

Siamo nella fase finale: ora i tiranni «distruggeranno la democrazia»

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Joseph Mercola pubblicato da LifesitenewsLe opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

 

Secondo Naomi Wolf, ex consigliere dell’amministrazione Clinton, ci sono 10 passi che ogni governo tirannico ha seguito. Siamo ora al passaggio 10 e una volta che si blocca in posizione 10, non ci sarà più ritorno. Scopri come puoi aiutare a evitare che ciò accada.

 

L’ospite ricorrente Naomi Wolf è l’autrice di The End of America, pubblicato nel 2007, e The Bodies of Others: The New Authoritarians, COVID-19 and the War Against the Human, uscito alla fine di maggio 2022.

 

Nella nostra precedente intervista, abbiamo discusso di come The End of America ​​si è intrecciato con gli attuali eventi pandemici. (Puoi scaricare gratuitamente il primo e l’ultimo capitolo dal sito web dell’editore, chelseagreen.com)

 

Qui, esaminiamo ciò che ci aspetta se non sfidiamo e resistiamo all’agenda di controllo globale. È davvero importante rendersi conto che la progressione verso la tirannia e la perdita della libertà non è né nuova né accidentale e non ha davvero nulla a che fare con il COVID o la biosicurezza di per sé.

 

Queste sono solo comode giustificazioni per l’ingiustificabile. No, questo è un piano completo per un’acquisizione globale che è in lavorazione da molti decenni. Quello che stiamo vedendo ora è solo l’implementazione finale.

 

«Ho scritto The End of America quando ho visto che le questioni relative al terrorismo e alla minaccia terroristica dopo l’11 settembre venivano utilizzate in modo tale da esaltare la paura e privarci delle nostre libertà civili», dice Wolf.

Ci sono 10 passi verso il fascismo che i leader che vogliono schiacciare una democrazia faranno sempre. Bene, eccoci al passaggio 10

 

«Ci sono 10 passi verso il fascismo che i leader che vogliono schiacciare una democrazia faranno sempre. Sono gli stessi 10 passi indipendentemente dal fatto che i leader siano a sinistra o a destra. Non importa davvero».

 

«Quindi, ho osservato la storia in momenti e luoghi diversi in cui una solida democrazia è stata schiacciata. Inizi invocando una minaccia terrificante. Può essere una vera minaccia, ma è pubblicizzata. Si continua a sorvegliare i cittadini. Crei gruppi di milizie non responsabili dello stato di diritto».

 

«Crei un Gulag. Inizi a demonizzare informatori e critici. Inizi a chiamare dissenso, tradimento o spionaggio o sovversione. E poi arrivi al punto 10, che è la legge marziale, dichiarando la legge di emergenza. Bene, eccoci al passaggio 10».

 

 

La corsa verso un mondo post-umano

Nell’estate del 2020, il governatore di New York Andrew Cuomo ha dichiarato che i residenti non potevano avere più di sei persone nelle loro case. Come notato da Wolf, si tratta di una violazione massiccia e molto chiara del Primo e del Quarto Emendamento: il diritto alla privacy e il diritto di riunione.

 

Quello è stato il momento in cui Wolf sapeva per certo che i blocchi non avevano nulla a che fare con un’emergenza sanitaria. Fu allora che capì che eravamo proprio nel bel mezzo del passaggio 10.

 

«Stavamo assistendo a una corsa all’ingrosso per sfruttare quella che era stata annunciata come una pandemia globale in modo tale da spogliarci delle nostre restanti libertà e trasformare l’America, concettualmente, in essere pronta ad accettare un post pandemia guidato dal World Economic Forum in stile Partito Comunista Cinese  – un mondo post-umano e post-costituzionale», dice.

 

«Quindi, [in The Bodies of Others] guido il lettore attraverso il flusso di denaro. Mostro come i cattivi attori che vanno dal World Economic Forum, al Partito Comunista Cinese, alla Bill & Melinda Gates Foundation e, naturalmente, alle grandi aziende tecnologiche, abbiano manipolato la politica pandemica in vari modi per soddisfare i loro fini».

Ciò da cui sono guidate le aziende tecnologiche è che gli esseri umani nello spazio umano, avendo conversazioni umane con sorrisi e tocchi umani, sono una competizione con cui non possono competere

 

«Mostro come milioni affluiscono soprattutto alle grandi aziende tecnologiche, a seguito di politiche pandemiche completamente inutili dal punto di vista medico. E infine spiego – parlando da CEO di tecnologia, che sono ora – che ciò da cui sono guidate le aziende tecnologiche è che gli esseri umani nello spazio umano, avendo conversazioni umane con sorrisi e tocchi umani, sono una competizione con cui non possono competere».

 

Quindi, molte delle politiche che sono state implementate, in relazione a un’emergenza sanitaria pubblica, servono davvero a eliminare quel vantaggio umano e trasferire risorse alle grandi aziende tecnologiche.

 

 

Sì, siamo in guerra

Parte del passaggio 10 è la proposta di Trattato sulla pandemia dell’Organizzazione mondiale della sanità, che darebbe all’OMS il privilegio sfrenato di dichiarare un’emergenza e quindi avere l’autorità totale di dettare la risposta globale, anche se tale risposta contraddice i diritti costituzionali di uno Stato membro.

 

E, anche se potrebbe non colpire la maggior parte delle persone come un atto di guerra, in realtà fa parte dello sforzo bellico globale contro il pubblico, i cittadini del mondo.

 

«In effetti, è quello che sta succedendo», dice Wolf. «E il fatto che gli americani non siano stati in grado di vedere questo trattato facilmente per fare pressione sui loro rappresentanti … questo è solo un esempio del perché questi trattati metanazionali sono così straordinariamente pericolosi».

 

«Vorrei che le persone si svegliassero prima, onestamente. Ho avvertito le persone per circa sei mesi che una guerra è stata condotta contro di noi qui negli Stati Uniti. Siamo in guerra, anche se pensiamo di no. Non vediamo proiettili in volo».

 

«Questo è un nuovo tipo di guerra, ed è una guerra che il Partito Comunista Cinese (PCC) ha sviluppato molto abilmente. Anche gli stalinisti la svilupparono abilmente. Non ci è mai stato fatto in questo modo prima, ma guarda il quadro generale per favore. Il nostro confine meridionale è aperto. Centinaia di migliaia di persone si stanno riversando».

Stanno arrivando uomini in età da combattimento provenienti da Ucraina e Afghanistan (…) Milioni di dollari in attrezzature all’avanguardia (…) questi sono uomini che stanno andando in giro per il Paese, non vengono identificati (…) Potrebbero essere messi in azione

 

«Sono favorevole all’immigrazione legale. Sono figlia di immigrati. Tuttavia, quello che sta succedendo, secondo le mie fonti, è che stanno arrivando uomini in età da combattimento provenienti da Ucraina e Afghanistan. Milioni di dollari in attrezzature all’avanguardia – occhiali per la visione notturna, equipaggiamento militare – sono scomparsi in Afghanistan. Non la abbiamo recuperata».

 

«Dov’è? Chi lo sa? Ma questi sono uomini che stanno andando in giro per il Paese, non vengono identificati. Le loro destinazioni non sono identificate. Potrebbero essere messi in azione. Siamo molto vulnerabili. E poi, a nord di noi, il nostro vicino storicamente pacifico, il Canada, il loro burattino del World Economic Forum, Justin Trudeau, ha dichiarato la legge marziale per circa 24 ore quando i camionisti stavano protestando in Ontario».

 

«Quello che hai visto non era identificato, dall’aspetto molto mercenario – erano poliziotti? Erano soldati? Molto difficile da dire perché non sono stati identificati, caratteristica di un mercenario irresponsabile. Ed erano molto violenti verso i manifestanti canadesi pacifici e legali».

 

Hai visto gli stessi mercenari vestiti di nero, non identificabili e dall’aspetto super in forma… in Francia

«Hai visto gli stessi mercenari vestiti di nero, non identificabili e dall’aspetto super in forma… in Francia. Quando ci sono state proteste contro il Green Pass, ci sono state violenze drammatiche, scene scioccanti, da parte di questi mercenari non identificabili».

 

 

I poteri emergenziali sono usati come arma da guerra

Come notato dalla Wolf, anche tutti i pezzi dell’«emergenza» puntano in una direzione ovvia. Nell’aprile 2022, il presidente Biden ha esteso per l’ottava volta la legge sull’emergenza, e questa volta non ha nemmeno preteso che fosse collegata a un’emergenza di salute pubblica. Ha detto che era dovuto all’instabilità in Iraq. Estendendo i suoi poteri di emergenza, può incanalare milioni di dollari, senza responsabilità, nel Dipartimento della salute e dei servizi umani (DHHS).

 

 «In pratica sta armando l’HHS, fino alle commissioni sanitarie, che sono state armate durante la pandemia», afferma la Wolf. «Quindi, siamo al passaggio 10. Questo è il passaggio 10».

Il presidente Biden ha esteso per l’ottava volta la legge sull’emergenza, e questa volta non ha nemmeno preteso che fosse collegata a un’emergenza di salute pubblica. Ha detto che era dovuto all’instabilità in Iraq

 

«Niente impedisce legalmente, in questo momento, qui nello stato di New York, al governatore di fare ciò che sta cercando di fare, ovvero creare strutture per la quarantena e avere un regolamento per trascinare le persone in quarantena a tempo indeterminato se sono esposte a un patogeno».

 

«Abbiamo respinto per un soffio una proposta di regolamento simile nello stato di Washington. Ma con il trattato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, avranno questo diritto. Niente impedirà loro di avere mercenari che non riesco a identificare si presentino alla fine del mio vialetto e dicano: “Naomi Wolf, sei una minaccia per la salute pubblica”. E il motivo per cui possono farlo, inoltre, è che questo la messaggistica si concentra anche sulla salute mentale».

 

«Quindi, se pieghi la salute mentale in salute pubblica, allora ottieni una motivazione per dire: “Oh, il dissenso è una forma di follia”, il modo in cui è inquadrato, ad esempio, nella Cina comunista. Quindi, stiamo dissolvendo la sovranità in tutto il mondo se il trattato dell’OMS viene firmato. È assolutamente terrificante. Dobbiamo svegliarci e renderci conto che questa guerra viene condotta contro di noi. I traditori stanno dissolvendo i confini della nostra nazione».

 

 

Chi sono gli autori?

Sospetto che gli autori di questa guerra siano la cabala globale che abbraccia la tecnocrazia e il transumanesimo. Wolf crede che gli autori cadano in diversi campi.

 

«Vedo che stanno vagamente operando di concerto. Certo, tecnocrati. Big Tech è un’alleanza di tecnocrati. Certamente, il World Economic Forum».

Big Pharma non è nemmeno il motore principale. Penso che stiano usando il settore farmaceutico come arma globale

 

«Big Pharma non è nemmeno il motore principale, a mio giudizio, così potente e spaventoso come è. Penso che stiano usando il settore farmaceutico come arma globale».

 

«Quindi, queste entità – e la Bill & Melinda Gates Foundation e altre cattive organizzazioni non profit come l’EcoHealth Alliance, che è al centro di tutto, e altre cattive organizzazioni non profit allineate come il Committee for State and Territorial Epidemiologists – queste organizzazioni non profit di terze parti consentono al governo agenzie come il CDC per delocalizzare la loro criminalità».

 

«Ad esempio, il CDC ha stipulato un contratto con queste terze parti per gestire i loro dati. Il mio libro mostra come c’è stata una cattiva gestione o manipolazione dei dati intorno alla pandemia al punto che uno dei miei capitoli si chiama “La pandemia non verificabile”».

 

«Tutti questi cattivi attori sono vagamente allineati. Stanno parlando tra loro. Amazon, Google e Microsoft traggono vantaggio dalla pandemia. Google possiede Baseline, a cui devi accedere per ottenere un test PCR CVS».

Tutte le grandi aziende tecnologiche investono nei vaccini

 

«Microsoft crea i passaporti per i vaccini. Bill Gates ha investito nei vaccini. Ho fatto un’intervista bomba con RFK Jr. in cui ha detto che tutte le grandi aziende tecnologiche investono nei vaccini».

 

«È una metodologia abbastanza completa che coinvolge Big Tech, il PCC, il World Economic Forum e ora l’OMS come metodo di consegna, per creare una matrice mondiale in cui gli stati nazione non hanno significato, i parlamenti e i congressi sono privi di significato e tutto noi siamo sorvegliati, rintracciati e regolarmente iniettati o costretti a prendere qualsiasi pillola o trattamento che vogliono che prendiamo in modo tale da rendere la libertà un ricordo del passato».

 

«E anche in modo tale da raccogliere continuamente tutti i nostri dati, che è l’oro per le aziende tecnologiche».

 

 

Nessun rispetto per la vita umana

In definitiva, gli autori di questa guerra globale vedono gli esseri umani come una risorsa adatta al raccolto. Tutto di noi è in palio, compreso il nostro DNA.

 

Il marito di Wolf, Brian O’Shea, un investigatore altamente qualificato che ha trascorso 12 anni nell’Intelligence militare e nelle forze speciali, ha prove che dimostrano che entro il 2049 la Cina vuole essere il depositario di tutto il DNA del mondo, il DNA di ogni essere umano su il pianeta.

…Prove che dimostrano che entro il 2049 la Cina vuole essere il depositario di tutto il DNA del mondo, il DNA di ogni essere umano su il pianeta

 

Si dice che i tamponi nasali COVID possano essere rispediti a un repository di DNA in Cina. Nessuno sa dove vanno, davvero

 

Se questo è vero, qual è il pericolo? Bene, per cominciare, il traffico di organi è un affare redditizio in Cina e ora le startup stanno spuntando ovunque per valutare la salute dei tuoi organi. È inconcepibile pensare che stiano compilando banche dati su potenziali fonti di organi?

 

«Queste persone non hanno rispetto per la vita umana», dice Wolf. «Penso che queste persone non si fermeranno davanti a nulla… Voglio dire che sono state approvate nuove leggi che consentono l’eutanasia di un neonato entro un mese dalla nascita».

 

 

Viviamo in tempi senza precedenti

Secondo il professor Mattias Desmet, i regimi totalitari inevitabilmente si autodistruggono sempre. Per questo motivo, si potrebbe essere tentati di pensare che le future previsioni del «giorno del giudizio» non si concretizzeranno, poiché il sistema non può sopravvivere a lungo termine. 

 

Tuttavia, dobbiamo anche ricordare che quando i regimi totalitari sono crollati, hanno già ucciso decine di milioni di persone e nessuno dei precedenti aveva i vantaggi tecnologici del sistema attuale.

 

Il regime totalitario che viene eretto ora potrebbe facilmente spazzare via la maggior parte dell’umanità prima della sua fine definitiva

Il regime totalitario che viene eretto ora potrebbe facilmente spazzare via la maggior parte dell’umanità prima della sua fine definitiva. La Wolf si chiede anche se alcuni dei precedenti regimi totalitari siano effettivamente crollati e si siano estinti. Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum, per esempio, è un erede diretto degli eugenetici nazisti, e Bill e Melinda Gates stanno ancora portando avanti approcci eugenetici nazisti.

 

Ovunque guardiamo oggi, vediamo la mentalità nazista all’opera dietro le quinte. Quindi, l’ideologia che guidava il regime nazista non è svanita. È semplicemente andata sottoterra. 

 

Commenta la Wolf:

 

«Il modo in cui il World Economic Forum sta cercando di gestire gli esseri umani discende dal nazismo. E, come ho detto altrove, sono la nipote di una donna che ha perso nove fratelli e sorelle a causa dei nazisti. Quindi, non lo dico leggermente, e non lo prendo fuori contesto, ma il nazismo era un’idea troppo buona per essere ucciso nel 1945, il che significa che era troppo efficace».

«Stiamo [ora] vedendo approcci nazisti alla vita umana. La creazione di una società a due livelli, vaccinati contro non vaccinati, vita degna contro  vita “indegna”»

 

«Stiamo [ora] vedendo approcci nazisti alla vita umana. La creazione di una società a due livelli, vaccinati contro non vaccinati, vita degna contro  vita “indegna”. Ho una sezione nel mio libro che esamina la storia delle restrizioni e come, sempre, le restrizioni sugli assembramenti, le restrizioni sul commercio, le restrizioni su dove i nativi americani potrebbero viaggiare, come potrebbero commerciare, quelli procedono sempre al furto di beni».

 

«Questo è ciò che sta accadendo ora al mondo intero con i blocchi. Tutta l’umanità è stata limitata prima di un massiccio furto dei loro beni. E questo continuerà a meno che non resistiamo. Ma no, non sono d’accordo sul fatto che i regimi totalitari si autodistruggano. Nel 20° secolo, sono crollati dopo una massiccia quantità di morti, fame, sconvolgimenti e sofferenze».

 

«In Palestina ai tempi di Gesù, sotto l’occupazione dei Romani, è durato per secoli. Quindi, certo, se guardiamo 500 o 800 anni nel futuro, forse il totalitarismo globale che si sta erigendo in questo momento sarà crollato, ma non credo che dovremmo rilassarci per questo».

 

«C’è un altro fattore distintivo che dobbiamo tenere in considerazione con questa costruzione del  totalitarismo a livello globale rispetto a quelli del passato, ed è il ruolo dell’Intelligenza Artificiale. L’IA ora ha la capacità di raccontare la stessa storia allo stesso tempo, in tutto il mondo, a una scala che nessun propagandista umano potrebbe mai eguagliare.

 

L’IA può ricevere input dall’India su come le persone ricevono un messaggio di propaganda e modificarlo. Oppure può prendere input dal comportamento delle persone in tempo reale o dalle reazioni sui social media e modificarlo. E le persone non sono nemmeno state informate sulla misura in cui l’IA può persino modificare il giornalismo esistente.

 

«Ad esempio, ogni volta che leggi la parola «Variante Delta», potresti vedere di fronte le parole “altamente trasmissibile”. Questa è l’IA, e sta accadendo in tutto il mondo con praticamente tutti i flussi di comunicazioni».

 

Quindi, le persone possono essere esposte alla propaganda… Possono essere ipnotizzate e ingannate e una realtà artificiale potrebbe essere creata per loro, concettualmente, a un livello molto più sofisticato di quello che gli esseri umani hanno mai realizzato».

 

 

L’unica cosa con cui i tecnocrati non possono competere

Anche se la situazione può sembrare senza speranza, non dobbiamo rinunciare alla speranza, perché la mancanza di speranza porta all’inazione e quindi è garantito che perderemo tutto. L’unica cosa con cui la tecnologia dei tecnocrati non può competere è il mondo analogico umano, quindi è qui che risiede la nostra più grande forza.

 

Ad esempio, nessuno può hackerare o sorvegliare un’assemblea di persona, a condizione che tu non abbia i tuoi telefoni cellulari con te. Quindi, prendi l’abitudine di portare il telefono in una borsa di Faraday o di lasciarlo a casa.

 

Librerie fisiche, biblioteche fisiche, luoghi di culto fisici, denaro fisico: nessuno di questi può essere sorvegliato o rintracciato.

 

Anche le auto con motore a combustione, al contrario delle auto elettriche, non possono essere tracciate con la stessa facilità o precisione.

 

 

«Dico alle persone di abbandonare la tecnologia digitale», dice Wolf. «La maggior parte delle narrazioni su ciò che COVID stava facendo ci è stata comunicata dalla tecnologia digitale, da Google, Facebook e Twitter, che stanno “depiattaformando” persone come te e me e mettendo segnali di allarme ovunque».

 

Ma se conti solo sulla tua esperienza vissuta, i morti non si accumulavano. Non sto dicendo che fosse un banale problema di salute pubblica.

 

Ma se avessimo vissuto dal 2020 al 2022, facendo affidamento sull’esperienza di vita umana, sulle storie che i nostri vicini ci raccontavano e su ciò che sentivamo dai nostri amici, avremmo vissuto un periodo in cui c’era una brutta malattia respiratoria in giro, ma non in cui tutta l’attività umana doveva concludersi.

 

 

Le predizioni di Wolf per il prossimo futuro

Quasi universalmente, coloro che sono a conoscenza dei fatti e che sono informati in questo campo concordano sul fatto che le cose stanno per peggiorare molto. La pandemia di COVID è stata solo il riscaldamento e in questo momento sembra che ci troviamo in una pausa ingannevole prima della tempesta.

 

Non sappiamo quando peggiorerà. Potrebbe essere la prossima settimana. Potrebbero essere due o tre anni. Non lo so, ma penso che accadrà prima piuttosto che dopo, quindi prepararsi è una necessità urgente. Molti si chiedono anche per cosa dovrebbero prepararsi.

Queste persone non si fermeranno davanti a nulla e ho letteralmente paura di un attacco nucleare. Temo che la guerra in Ucraina sarà la motivazione per un attacco all’intero Paese

 

Carenza di cibo? Carestia? Interruzioni di corrente? Carenza di gas? La rottura del trasporto e della distribuzione delle merci? Il crollo di una o più valute? Il crollo dell’intero sistema finanziario? Attacchi informatici? Guerra nucleare? Tutti questi scenari sono sul tavolo.

 

«Ecco il mio senso della linea temporale immediata e, sfortunatamente, ho avuto ragione con ogni proiezione da quando ho iniziato a realizzarle, quando è iniziata questa pandemia», afferma Wolf.

 

«La cronologia non è buona. Novembre [2022] sarà un mese molto pericoloso in America. Voglio dire, queste persone non si fermeranno davanti a nulla e ho letteralmente paura di un attacco nucleare. Temo che la guerra in Ucraina sarà la motivazione per un attacco all’intero Paese».

 

«Sarà incolpata la Russia, ma potrebbe essere [fatto da] chiunque».

Se guardi ai danni nei documenti Pfizer… questo è un attacco biologico. L’interruzione delle nostre forniture alimentari è un attacco. Siamo occupati ora

 

«Penso che in questo momento in America siamo persino oltre un false flag perché credo fermamente che la nostra Casa Bianca sia stata catturata dalla Cina, che abbiamo un governo fantoccio… Ho votato per l’amministrazione Biden, il che è imbarazzante dato che stanno commettendo tradimento — ma non possono resistere a ciò che la Cina e il World Economic Forum vogliono che facciano».

 

«Se guardi ai danni nei documenti Pfizer… questo è un attacco biologico. L’interruzione delle nostre forniture alimentari è un attacco. Siamo occupati ora. Non accadrà in futuro. Dobbiamo notare che siamo già occupati».

 

«Ero un consulente politico. Ogni singola cosa che l’amministrazione Biden ha fatto in termini di messaggio e simbolismo è servita ad abbassare lo status degli Stati Uniti a livello internazionale. Anche piccole cose come controllare l’orologio tre volte a un funerale militare. Non è un incidente. Queste cose sono altamente sceneggiate».

 

«Più e più volte, puoi vedere una mano esterna che riduce il prestigio e l’autorità degli Stati Uniti. Il ritiro dall’Afghanistan non ha fatto altro che rovinare la nostra posizione a livello internazionale. Il punto è che abbiamo una Casa Bianca catturata ed è molto pericoloso, perché significa che la FDA può o meno lasciare che il cibo velenoso raggiunga i nostri scaffali».

Immagino che vedremo sempre più bande… milizie

 

«La FDA ha chiuso un occhio o si è unita a danni incredibili rivelati nei documenti Pfizer, quindi non ci si può fidare della FDA. Non ci si può fidare del CDC. Fondamentalmente, puoi aspettarti narrazioni sempre più disorientanti di eventi pubblici confusi, sempre più “È vaiolo delle scimmie, è vaiolo, è tubercolosi” per farti sentire fuori di testa e nel panico fino a novembre».

 

A novembre prevedo una crisi gigantesca, che avrà l’effetto di “Non è sicuro lasciare le proprie case”. Tutto è radioattivo, o c’è il vaiolo ovunque, o ci sono sparatorie di massa a piede libero. Questo spingerà gli elettori a votare per posta invece che di persona.

 

«Lo dico come consulente politico: non è possibile che queste persone si comportino come se ci fossero elezioni di medio termine. Si comportano come se non ci fosse mai una responsabilità. Non ci saranno mai indagini. Non verranno mai messi sotto accusa. Quindi non ci saranno midterm. Se dovessi scommettere, scommetterei che le midterm saranno drammaticamente compromessi, se non tolti del tutto dal tavolo, o resi superficiali».

Ci saranno parti del Paese che saranno al buio o incapaci di comunicare a intermittenza e questo si aggiungerà alla nostra paura. Tutto questo si svolgerà in tutto il mondo e non si fermeranno

 

«Immagino che vedremo sempre più bande… milizie, e non sai chi sono. 

 

«Vedremo sempre più gang devastare i centri urbani, devastare le imprese… Non sappiamo chi siano e il loro compito sarà terrorizzare tutti… e creare il completo allentamento dei legami sociali e del contratto civile».

 

«Il definanziamento della polizia contribuisce direttamente a questo. Fa parte di questo processo e ha funzionato… Insieme a questo, continueranno a verificarsi interruzioni nell’approvvigionamento alimentare, sicuramente interruzioni nella rete energetica e probabilmente attacchi informatici».

 

«Ci saranno parti del Paese che saranno al buio o incapaci di comunicare a intermittenza e questo si aggiungerà alla nostra paura. Tutto questo si svolgerà in tutto il mondo e non si fermeranno».

ci sarà un degrado nel mondo del diritto di assemblea. Ai Parlamenti verrà detto che non è sicuro riunirsi. Non sarai in grado di vedere cosa sta facendo il Parlamento

 

«Molto si svolgerà quest’anno, ma non abbastanza drammaticamente da suscitare un’efficace contro reazione. E questo è il loro obiettivo».

 

«Detto questo, ci sono molte cose che puoi fare. Quindi, ci sarà un degrado nel mondo del diritto di assemblea. Ai Parlamenti verrà detto che non è sicuro riunirsi. Non sarai in grado di vedere cosa sta facendo il Parlamento. Non sarai in grado di vedere cosa sta facendo il Congresso».

 

 

Il passo successivo, storicamente

Seguendo la cronologia storica di come un regime tirannico prende il sopravvento, il prossimo passo comporterà un periodo in cui leader dell’opposizione, leader dei diritti civili, giornalisti ed editori schietti verranno arrestati e portati in un luogo sconosciuto. Molti saranno semplicemente «scomparsi».

 

Questo è il punto in cui la società civile si chiude, anche senza un colpo di Stato, perché tutti hanno troppa paura

Questo è il punto in cui la società civile si chiude, anche senza un colpo di Stato, perché tutti hanno troppa paura.

 

Dopodiché, i mercenari si presenteranno per ristabilire l’ordine, ma non saranno i nostri mercenari. Lavoreranno per conto del regime nemico. A quel punto, gli Stati Uniti cesseranno formalmente di esistere. L’acquisizione sarà completa.

 

Come notato dalla Wolf, in questo momento «siamo in un periodo di prova radicale del nostro libero arbitrio».

 

Se non ci svegliamo in numero sufficiente, il risultato finale è già determinato. Senza rivolte, non può finire in nessun altro modo. Fortunatamente, «c’è una solida resistenza di base a questo negli Stati Uniti», afferma Wolf. «E non posso credere che lo stia dicendo, ma il Secondo Emendamento è la chiave per far sperare negli Stati Uniti più che in altri Paesi».

 

 

Raccomandazioni per andare avanti

Allora, cosa possiamo fare per prepararci? Come reagiamo? Indipendentemente da dove ti trovi nel mondo, puoi fare molto. La chiave del successo è concentrare la lotta a livello locale e statale. Ci sono anche preparazioni che puoi (e devi) fare a livello personale.

 

«Sto imparando a sparare. Odio dirlo, ma è qui che siamo», dice Wolf. «Sono una persona pacifica. Spero che nessuno lo prenda fuori contesto, ma devi essere in grado di difendere la tua famiglia. Devi essere in grado di cacciare. Stiamo arrivando a quel punto. Anche se odi le pistole, ora è il momento di imparare il tiro e di sentirti a tuo agio con un’arma perché potresti aver bisogno di uccidere per il cibo».

 

C’è una curva educativa quando si tratta di armi da fuoco – come conservarle, trasportarle e pulirle, ad esempio – e devi davvero impegnarti in quella se non hai mai avuto alcuna formazione in quell’area.

 

In secondo luogo, sapere da dove viene il tuo cibo. Fai amicizia con gli agricoltori. Crea o unisciti a una CSA con i tuoi vicini. Impara a coltivare del cibo. C’è anche una curva di apprendimento ripida. Quindi, prepara un piano su cosa fare se non ci sono elettricità e/o comunicazioni digitali.

 

«Dico alle persone di stampare i loro estratti conto bancari e patrimoniali perché nel Great Reset, dovresti aspettarti che ci sarà un blitz gigantesco e tutto svanirà», dice Wolf. Assicurati di avere copie cartacee di documenti importanti, come l’atto per la tua casa. Se non puoi produrlo, aspettati che il nuovo regime rivendichi la proprietà.

 

Molto si può fare anche a livello statale. Ad esempio, in Florida, il governatore Ron DeSantis ha dichiarato che non farà valere la volontà del World Economic Forum. Il legislatore del New Hampshire ha anche approvato un disegno di legge davvero buono che dichiara che se il governo federale approva una legge incostituzionale, non verrà applicata nel New Hampshire.

 

«Abbiamo avuto molto successo al DailyClout, Stato per Stato, mobilitando le persone a fare pressioni sui loro rappresentanti statali. Ma devono approvare le leggi in fretta e mostrare un massiccio movimento di base per non far rispettare i diktat del World Economic Forum a livello statale. E i nostri fondatori erano dei geni, perché hanno creato il nostro sistema in modo che gli stati potessero farlo», afferma Wolf.

 

È importante sottolineare che gli stati devono accettare ed essere preparati a rinunciare ai finanziamenti e ai sussidi federali per mantenere la loro sovranità.

 

Abbiamo bisogno di un nuovo movimento in cui le istituzioni e la leadership locale rinuncino pubblicamente a qualsiasi finanziamento corruttibile, sia dal PCC, dal governo federale, dal WEF o da qualsiasi altra cosa.

 

Questi individui e istituzioni devono essere disposti a rivelare la fonte di tutti i finanziamenti e rifiutare qualsiasi finanziamento che potrebbe renderli legati a una potenza nemica.

 

 

Dobbiamo costruire una società alternativa

L’obiettivo finale in questo momento è iniziare a creare un’intera società civile alternativa. Un «reset», sì, ma non il reset tecnocratico e transumanista immaginato dai globalisti. Abbiamo bisogno di creare scienza non corrotta, giornalismo non corrotto, medicina non corrotta. Abbiamo bisogno di governatori, dirigenti d’azienda, capi di università e così via che si impegnino a creare istituzioni incorrotte che rispondano alle persone.

 

«Mostrando alle persone come il processo legislativo è stato corrotto e fornendo, sul mio sito, DailyClout, il modo per redigere le proprie leggi e approvare le proprie leggi, sto anche fornendo alle persone modi molto concreti per proteggere le proprie libertà e sapere cosa fare in futuro», dice Wolf.

 

«E, mi sento negligente se non aggiungo questo: ho dovuto rinunciare personalmente al mio status di amante dei media a sinistra, ai miei amici e alle mie reti… quando ho iniziato a fare dei veri reportage su questa pandemia e sui vaccini mRNA». 

Sappi che se ti aggrappi alle bugie e ti aggrappi al tuo status professionale, i tuoi figli vivranno come schiavi e anche tu lo farai

 

«Siamo in un momento in cui le persone dovranno decidere: “Perché sono qui su questo pianeta?” Sappi che se ti aggrappi alle bugie e ti aggrappi al tuo status professionale, i tuoi figli vivranno come schiavi e anche tu lo farai».

 

«È tempo di essere coraggiosi, perché se siamo un po’ coraggiosi ora, non dobbiamo essere orribilmente coraggiosi nel prossimo futuro… Penso anche che siamo in un enorme momento spirituale, che siamo in un momento biblico, e che c’è un livello di metafisica al di là del materiale e dell’assalto politico su di noi nella nostra reazione».

 

«Sto solo parlando per me stessa, ma sento che questo fa parte del quadro, la natura del male che si sviluppa intorno a noi… Il modo in cui i vaccini mRNA prendono di mira il feto, prendono di mira la membrana amniotica, prendono di mira l’allattamento, questo è un male al di là di ciò che i nazisti potrebbero compiere. Questo è un male di scala miltoniana».

Il modo in cui i vaccini mRNA prendono di mira il feto, prendono di mira la membrana amniotica, prendono di mira l’allattamento, questo è un male al di là di ciò che i nazisti potrebbero compiere

 

L’ho guardato d1a tutte le parti, e sto solo per dire questo, non posso spiegarlo con processi materiali puramente umani. Ha un elemento di raffinatezza, scala e grandezza che mi sembra davvero al di là dell’umano e avere un elemento di enorme male esistenziale.

 

Sono ebrea, quindi non abbiamo una nozione molto sviluppata di Satana, ma queste sembrano essere forze malevole che possono realizzare cose al di là di ciò che gli esseri umani possono realizzare.

 

Di conseguenza, ho iniziato a credere in Dio in un modo più letterale di prima, perché queste forze malevole sembrano essere dirette a ciò che è buono. Cos’è divino? Il volto umano, che secondo la mia tradizione è un’immagine di Dio. Il corpo umano, che è fatto a immagine di Dio. Amore, che è manifestazione del divino secondo molte tradizioni religiose. La famiglia.

Il modo in cui i vaccini mRNA prendono di mira il feto, prendono di mira la membrana amniotica, prendono di mira l’allattamento, questo è un male al di là di ciò che i nazisti potrebbero compiere

 

È come se tutte le cose che vengono prese di mira fossero ciò che è divino nel nostro viaggio umano su questo pianeta.

 

Non so dove andare, tranne che sembra che siamo in un momento in cui – oltre a tutte le altre cose che possiamo fare, e parlo solo per me stessa – penso che possiamo pregare.

 

Non abbiamo la capacità, proprio come esseri umani, di uscirne. È troppo grande.

 

Credo che per uscirne venga richiesto un risveglio imponente. E, comunque per me, chiedere l’aiuto divino ha funzionato prima.

 

 

Pubblicato originariamente da Mercola .

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

Immagine di Len1 via Deviantart pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial 3.0 Unported (CC BY-NC 3.0)

 

 

 

 

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Pensiero

La canzone della madrepatria interiore

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Capitò sull’autostrada Kiev-Odessa.

 

Venivamo da due giornate in auto sperduti per le strade di campagna dell’Ucraina occidentale. Chiamarle «strade» è altamente inesatto. Anche se sono segnate dalle mappe come vie principali, sono piuttosto «piste», appena buone per i carretti con l’asino e sopra le babushke con il velo – una di esse con probabilità ci maledì, e di fatto avevamo perso uno pneumatico, nel mezzo del nulla ucraino.

 

Le strade non esistevano perché, nonostante l’Ucraina fosse partita non troppi anni prima (1992) con zero debito – 100 miliardi se li era accollati Mosca! – nessuno sviluppo sembrava essere arrivato, probabilmente a causa dell’idrovora oligarchica: i fondi internazionali, i danari del e per il popolo ucraino se li erano pappati quegli stessi oligarchi di merda di cui ora Zelens’kyj è il pupazzo di morte.

 

Eravamo stanchi, stremati – sfiniti soprattutto dal pensiero che non sapevamo dove eravamo, e se mai fossimo usciti da quel dedalo stupendo di campagne dorate infinite. Noi volevamo andare ad Odessa, ma era chiaro che avevamo miscalcolato tante cose.

 

L’apparizione di un’autostrada quasi di livello europeo, quella che collega la capitale alla prima città del Mar Nero, fu una sorta di momento celestiale. Corrado, il mio compagno di viaggio, decise di addormirsi immantinente, guidavo io.

 

Sentivo con ogni membra la meraviglia della strada dritta, la mente che non deve prepararsi alle buche… ricordo quel senso di conforto, come se stessimo percorrendo, senza sforzo, a velocità costante, una discesa distesa dolcemente su centinaia di chilometri.

 

Ricordo il senso di pace. Ricordo la dolcezza di quegli attimi. E anche, il senso di introversione che mi prese.

 

Quello era stato per me un anno tremendo, con alcuni mesi passati a rovistare dentro me stesso. Shiftare la mente in una modalità di introspezione allora veniva automatico, perché la mia psiche era ancora magnetizzata dai giorni bui.

 

Decisi allora di ascoltare musica. Abbandonato dal mio primo iPod, da dei cinesi di Paolo Sarpi a Milano avevo comperato il lettore mp3 più osceno mai visto, era a forma di croce, con un microschermo sul braccio orizzontale. Lo avevo riempito, come sempre, di musica che non conosco, lanciata in shuffle, in riproduzione casuale. Mi infilai le cuffiette.

 

Capitò quindi di incappare in questa canzone mai sentita, di cui lessi fugacemente il titolo: Motherland. Cioè, «madrepatria».

 

 

«Tanto, tanto tempo fa /ho raccolto fiori e cantato su una collina lontana / Sto ancora cantando / Tanto, tanto tempo fa / ho sentito l’amore per la prima volta / è ancora con me adesso»

 

Il gruppo si chiama Single Gun Theory, faceva elettronica a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta. Australiani, forse il nome è un riferimento all’omicidio di Kennedy. Erano noti nella cerchia degli appassionati del genere perché, oltre ai pezzi di dance elettronica dura, mischiavano il sound del genere downtempo con la voce eterea della cantante Jacqui Hunt.

 

Tutto questo lo avrei appreso dopo, e non ha nessuna importanza. Conta solo il paesaggio interiore in cui quella canzone mi stava sprofondando.

 

«Attraverso gli anni, attraverso gli anni / ho portato con me dolore e perdita assieme al mio amore»

 

La musica mi stava gettando in uno stato in cui affioravano memorie profonde. Antiche. Enormi. Importanti. Cose dalle quali la mente si tiene ad una certa distanza: essa sa che esistono, ma la loro contemplazione richiede sforzo, e rischio – il rischio di dover aprire il cuore, il rischio di dover riconsiderare segmenti immensi dell’esistenza.

 

Il rischio di dover sconvolgere la propria configurazione intima: è il costo dell’illuminazione, quando arriva.

 

Pensavo a tante cose che avevo passato. A cose orribili. A cose meravigliose. A cose irrisolte. A cose finite. Al dolore. Alla gioia. Alla tenebra. Alla voglia di vivere.

 

(Avevo nella mente anche una persona, ma quello che vorrei dire qui non è personale: è una funzione cosmica, oggettiva, e di vitale importanza in questo momento)

 

Compresi che tutte quelle cose, piccole e grandi, ridicole e grandiose, buie e luminose, erano mie. Ne sentivo il possesso totale, pacifico – anche se in verità esse non mi appartenevano davvero, perché riguardavano altre anime.

 

Eppure, sentivo, ciò che era irrisolto si era già rovesciato in qualcosa di risolto, senza per questo cambiare natura. Cioè che era irrisolto, cioè, pareva non irradiare più afflizione, pur rimanendo tale. È difficile spiegarlo.

 

Stavo accettando, nella pace del cuore, quello che mi aveva servito l’esistenza: la sofferenza come la felicità, che avevo avuto in abbondanza. Perché esse erano ciò che mi legavano ad altri, e definivano l’intero mio mondo – restando per sempre mie, destinate alla fibra più profonda del mio essere.

 

Sentii immediatamente dentro di me un bisogno: quelle cose andavano conservate, andavano non solo custodite, ma protette con ogni mia forza. Non c’ero solo io, in quei ricordi. In essi esistevano le storie di altre persone: e anche a questi segmenti del creato andava offerta protezione, perché erano anche quelli miei, erano nostri. Erano quello che erano: immutabilmente giusti e necessari. Più di così, non riesco a descrivere.

 

Quella cosa tirata fuori da una canzone nel mezzo di un’autostrada ucraina era un pezzo intero della vita, e nemmeno solo della mia.

 

Era l’importanza di essere vivi, di esserlo stati, non importa in che condizioni – e non rimpiangerlo mai.

 

Era la vittoria sul Niente e sulla sua seduzione.

 

Era il primato dell’Essere.

 

Motherland si traduce come «patria», o forse meglio con «madrepatria». È strana questa parola italiana, madrepatria: un termine androgino, per significare… che cosa? Un territorio? Un Paese? Uno Stato con la sua burocrazia e i suoi soldati? Un’idea geografica? Storica? Linguistica? Un drappo con colori decisi da qualche assassino secoli fa?

 

La madrepatria, forse, è invece questa cosa qui che sto cercando di descrivere. Un blocco di esistenza, un intreccio di anime, di dolore e di gioia, iscritto dentro di noi, legato a noi come il nostro stesso destino.

 

La madrepatria, come un padre e una madre, ci genera, attraverso gli anni, attraverso il ricordo e il destino, in ogni istante.

 

La madrepatria è l’insieme delle storie umane, delle persone dove siamo capitati – e che vanno protette ad ogni costo.

 

La madrepatria è l’accettazione dell’immensità e dell’unicità dell’esistenza umana.

 

La madrepatria è la continuazione dell’Essere.

 

La madrepatria è la vita.

 

È con questo pensiero che voglio ricordarmi da chi è necessario difenderla oggi.

 

Se mi seguite, sapete perfettamente che, da secoli, vi sono forze che desiderano distruggere la vita umana. Tuttavia, è bene pensare che esse quindi vogliono cancellare anche la vostra madrepatria interiore. Vogliono resettarla.

 

Il padrone del mondo sposta ogni giorno sempre di più il suo desiderio di controllo sul foro interno dell’umanità. Su questo sito ne abbiamo dato tanti esempi.

 

Alla fine, non sarà nemmeno la sovranità biologica l’ultimo fronte che il Male vorrà infrangere. Vi hanno tolto la sovranità politica, economica, famigliare, e poi – da prima dell’era mRNA – la biologica.

 

Vorranno togliervi i ricordi, vorranno riformularveli – o meglio, vorranno fare in modo che non vi ci affezionate, perché sono blocchi di marmo bianco che riluce nella notte in un mondo che vogliono liquefatto, perché potrebbe servire al potere di uccidere i protagonisti delle vostre memorie (magari, con l’eutanasia, o con un bell’omicidio del consenziente legalizzato, o con una guerra, che è la Cultura della Morte portata a livello nazionale) e magari anche i loro figli, con i metodi che conosciamo, più quelli nuovi.

 

Ebbene, tutto questo non è la fine. Perché l’obbiettivo finale è oltre le vostre cellule e le vostre molecole: è la vostra anima immortale.

 

«Prendi un pezzo di bellezza / e moltiplicalo / prendi un po’ di dolore/ e sommergilo finché non muore/ cavalca un’anima irrequieta fino alla pace del rifugio / e moltiplica l’amore»

 

Dobbiamo combattere chiunque voglia impedirci di moltiplicare la bellezza, e affogare il nostro dolore più intimo per correre con l’anima fino alla pace.

 

Dobbiamo combattere i signori della guerra moderna, la guerra contro le nostre anime – e i nostri corpi.

 

Quanto alla nostra madrepatria interiore, essa è l’unica patria per cui oggi abbia senso combattere. So con certezza che milioni di persone in tutto il mondo, guardando alle fiamme della guerra attuale, concordano con me.

 

Possiamo solo dire ai nemici della nostra madrepatria interiore, a coloro che la vogliono rubare, rovinare, interrompere: provate a venire a prenderla.

 

Non avete idea di cosa possiamo fare per difenderla. Non avete idea.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

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