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Massoneria e vaccinismo

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In settimana la massoneria italiana ha espresso il suo pieno appoggio al green pass.

 

Come riportato dall’agenzia Adnkronos, sia il Grande Oriente d’Italia che la Gran Loggia d’Italia – che sono due anime scisse della massoneria nazionale – si sono espressi molto favorevolmente all’attuazione del passaporto vaccinale.

 

Anzi, parrebbe che i grembiulini abbiano subito recepito e implementato materialmente l’ordinanza:

 

«Si entra in loggia solo con il green pass, che noi abbiamo stabilito come obbligatorio; la stessa prescrizione varrà ovviamente per l’evento che terremo nei giorni 1 e 2 ottobre al Palacongressi di Rimini per il tradizionale raduno annuale della gran loggia, cui parteciperanno circa 2.500 persone». ha dichiarato il gran maestro del Grande Oriente d’Italia (GOI) Stefano Bisi.

 

«Per cui da noi si entra solo se si è vaccinati, o con il tampone nelle 48 ore precedenti o se si è guariti dal Covid. E per entrare si dovranno superare tre passaggi per tre controlli: fuori dalla sede per mostrare il green pass con il documento di identità personale, all’ingresso per la misurazione della temperatura corporea, al varco con la lettura ottica del QR Code specifico per l’evento. E l’intero staff addetto all’organizzazione e all’accoglienza degli accreditati è vaccinato con doppia dose».

 

«Io io sono vaccinato e come me lo è la gran parte dei miei fratelli massonici» dichiara il gran maestro Bisi.

 

In settimana la massoneria italiana ha espresso il suo pieno appoggio al green pass

Identica posizione della concorrente Gran Loggia d’Italia, nata da una scissione dal GOI nel 1908.

 

«Il vaccino è l’unica arma che possa riuscire, se non a debellare, quanto meno a contenere il Covid e la diffusione di eventuali e successive varianti del virus: non vedo altre strade percorribili, almeno al momento, per poter tornare a quella che ora possiamo definire come vita normale» dice sempre a Adnkronos Luciano Romoli, il gran maestro venerabile della Gran Loggia d’Italia.

 

«La Gran Loggia si muove nel perimetro della norma, che tutti noi presumiamo nasca da considerazioni di carattere medico e scientifico. Tutte le nostre riunioni e cerimonie vengono fatte con obbligo di green pass o di tampone e nel pieno e convinto rispetto di ogni prescrizione», dichiara sempre ad Adnkronos il gran maestro Romoli.

 

Le cerimonie ufficiali in ambito regionale della Gran Loggia saranno tenute «nel totale rispetto di tutte le leggi e anche dei consigli dei bravi medici» continua il gran maestro venerabile. Che, come il collega maestro Bisi, ricorda che «fra i nostri affiliati prevalgono di gran lunga i vaccinati, nella convinzione che più ci si vaccina più si restringe l’area di rischio».

 

La Storia mostra come massoneria e vaccinazioni abbiano una storia intrecciate. E che molti famosi dottori che negli ultimi due secoli hanno propalato la vaccinazione siano stati affiliati a logge, spesso in modo aperto.

Chi in questi anni ha seguito Renovatio 21 non proverà alcuna sorpresa nello scoprire che il grembiule è super-vaccinista. Abbiamo accennato alla cosa molteplici volte, anche se non vi è letteratura specifica sulla questione. Se si tratta di una disposizione interna, deve essere molto importante, perché tenuta per quanto possibile in segretezza.

 

Bisogna capire che non si tratta solo di l’opinione razionale dei massoni di oggi fronte alla storia del giorno, cioè la pandemia covidica. Si tratta, invece, di un fenomeno storico. di un pattern che vediamo ripetersi nei secoli.

 

La Storia mostra come massoneria e vaccinazioni abbiano una storia intrecciate. E che molti famosi dottori che negli ultimi due secoli hanno propalato la vaccinazione siano stati affiliati a logge, spesso in modo aperto.

 

Michele Francesco Buniva (1761-1834), fu veterinario, botanico, «patriota» (con periodi di esilio in Francia), ma è ricordato soprattutto come il medico responsabile dell’introduzione della vaccinazione in Piemonte. Buniva aderì alla loggia Des Sincères Amis l’8 ottobre 1806. Nel 1799 Buniva fu nominato capo della loggia massonica di Pinerolo. Il Buniva certo aveva agganci internazionali: nel 1800 divenne nominato membro del «Comitato parigino del vaccino», viaggiando in Inghilterra per apprendere la tecnica di Edward Jenner, il medico di campagna che appena tre anni prima – nel 1797 – aveva cominciato a diffondere la sua vaccinazione antivaiolosa.

 

Lo stesso Jenner – ma questo è risaputo – era massone

Lo stesso Jenner – ma questo è risaputo – era massone. Divenne libero muratore il 30 dicembre 1802, nella Loggia Faith and Friendship #449. Dal 1812 al 1813 prestò servizio come maestro venerabile della Royal Berkeley Lodge. Secondo alcune fonti, fino quasi alla sua morte egli presenziò a varie cerimonie massoniche. Non solo Edward: per la famiglia squadra e compasso sono state una costante – il nipote di Edward, Henry Jenner, fu Maestro per i primi due anni della Loggia e in seguito Gran Maestro Provinciale per Bristol. Robert F. Jenner, figlio di Edward, fu Maestro di Loggia nel 1827, 1828, 1847 e 1848, mentre un altro nipote, il Rev. G.C. Jenner, fu Segretario di Loggia e Gran Cappellano Provinciale per Bristol.

 

Vincenzo Comi (1765-1830), medico e chimico, anche lui considerato «patriota» dalla storia nazionale (fondò la Società Patriottica di Teramo) fu invece colui che introdusse la vaccinazione antivaiolo in Abruzzo. Qualificato come «medico e chimico teramano, membro della Loggia del 1775». Comi fu amico del teramano Melchiorre Delfico, personaggio a cui sono intestate varie logge massoniche.

 

Il 22 dicembre 1888 venne vara la legge 5849 «Sulla tutela della igiene e della sanità pubblica», detta più comunemente legge Crispi-Pagliani. Si tratta della prima grande riforma sanitaria del Paese sorto con il (massonicissimo) Risorgimento. La legge creava dentro al Ministero dell’Interno una Direzione sanitaria quasi a suggerire come la Sanità costituisse per il potere un problema di ordine pubblico,  oggetto di informazione e repressione. Di fatto, la Crispi-Pagliani ordinava i Comuni la denuncia obbligatoria delle malattie contagiose, e quindi l’obbligo vaccinale. Guarda caso, ambedue i firmatari risultano massoni. Francesco Crispi (1818-1901) fu gran Maestro della loggia massonica del GOI a Palermo «I Rigeneratori del 12 gennaio 1848 al 1860 Garibaldini». Si dice quindi che nel 1862 fu lo stesso Crispi a ordire la cerimonia per iniziare Garibaldi alla Massoneria. Lugi Pagliani (1847-1932), medico igienista, fu iniziato nel 1888 nella loggia massonica della capitale «Cola di Rienzi» (affiliata al GOI). Negli anni 1890 divenne Consigliere dell’Ordine e membro della Commissione di solidarietà massonica.  Rieletto nel Consiglio dell’Ordine del Grande Oriente d’Italia, fu nominato nel 1908 membro effettivo del Supremo Consiglio del Rito scozzese antico ed accettato. Pagliani era un mangiapreti: si ricorda di quando nel 1907 tuonò contro il catechismo alle elementari.

 

Il caso più eclatante di Luigi Sacco (1769-1836) , altro personaggio che, ascritto alla massoneria, fece della vaccinazione della popolazione, specie quella più renitente per questioni spirituali (a quei tempi la vaccinazione era considerata dal volgo una sorta di bestialità contronatura). Sacco arrivò a confezionare e far circolare una falsa omelia (pubblicata in un opuscolo intitolato Omelia sopra il Vangelo della XIII domenica dopo la Pentecoste) da parte di un’inesistente prelato di un’esistente citta tedesca (il «vescovo di Goldstat») che spingeva i fedeli cattolici alla vaccinazione, dissolvendo gli scrupoli. La lettera fu recapitata a molti parroci affinché la inserissero nelle loro stesse omelie. Difficile non vedere anche qui, oltre che la frode turlupinante, anche il disprezzo per il popolo cattolico e i suoi pastori. Sacco fu un anticipatore anche del green pass: egli fornì al governo i nomi di 130 mila persone che aveva vaccinato in Alta Italia più circa 120 mila nelle province venete. Come dire. Vaccinazioni e database andavano a braccetto anche 200 anni fa – il tutto, allora come oggi, condito da menzogne e fake news. A fine carriera si vantò di aver inoculato un milione e mezzo di persone, di cui 500 mila trattati personalmente. Vero Terminator vaccinale del primo ottocento, vaccinator senza scrupoli che oggi dà il nome ad un importante ospedale e a chissà quante vie nelle città italiane.

 

La lista dei massoni vaccinatori potrebbe andare avanti, forse fino ai giorni nostri.

 

Tanti medici, tanti scienziati, farmacisti, etc., tutti a ridosso dell’invenzione di Jenner (alcuni, perfino, sembrano anticiparne le mosse!), tutti convinti, nonostante le resistenze della popolazione, della missione di vaccinare il maggior numero di persone possibili. Tutti in contatto, tutti in grado di stipulare programmi di inoculazione massivi in pochissimo tempo

Era massone – fu iniziato nella Loggia Fidelity n. 3 l’11 febbraio 1885 – Henry Solomon Wellcome (1853-1936), fondatore della grande industria farmaceutica Wellcome, che nel 1995 si fuse con la Glaxo. Il gruppo, dopo ulteriori fusioni, divenne l’odierna GSK, Big Pharma di punta dell’industria della vaccinazione. Nell’aprile 2014, Novartis e Glaxo stipularono un accordo da oltre 20 miliardi di dollari USA, dove Novartis cedeva  la sua attività di vaccini a GSK e di contro acquisiva le attività di quest’ultima in materia di cancro. In anni recenti GSK ha comprato altre aziende produttrici di vaccino, consolidando il suo ruolo di potenza vaccinale globale. I suoi impianti e laboratori sono in tutto il mondo. Come dice orgogliosamente il suo sito, «è l’unica azienda biotecnologica che ricerca, sviluppa, produce e distribuisce vaccini in Italia».

 

Et si parva licet: un noto virologo vaccinista, reso famoso dai social media, finì anni fa in una lista di massoni italiani uscita su un sito. Lui negò. Non essendo noi in grado di corroborare la veridicità di quell’elenco, crediamo al dottore. Tuttavia dobbiamo pure notare come in quel documento sarebbero comparsi anche i nomi di medici che, ci dicono, si sarebbero poi visti in seguito in circuiti no-vax. Chissà se è vero; e se è vero, chissà perché…

 

Insomma: tanti medici, tanti scienziati, farmacisti, etc., tutti a ridosso dell’invenzione di Jenner (alcuni, perfino, sembrano anticiparne le mosse!), tutti convinti, nonostante le resistenze della popolazione, della missione di vaccinare il maggior numero di persone possibili. Tutti in contatto, tutti in grado di stipulare programmi di inoculazione massivi in pochissimo tempo.

 

Vi starete chiedendo: perché? Perché la massoneria avrebbe questo interesse per la vaccinazione e il suo processo?

Vi starete chiedendo: perché? Perché la massoneria avrebbe questo interesse per la vaccinazione e il suo processo?

 

Possiamo tentare una risposta.  Come scritto varie volte da Renovatio 21, circola da anni questa idea del vaccino come «battesimo laico», parola alla quale bisogna sempre drizzare le antenne, perché «laico», nel contesto di una nazione come l’Italia fondata dai grembiulini, significa spesse volte «massonico».

 

A scriverlo nero su bianco fu lo strano scrittore britannico Samuel Butler «La vaccinazione è il sacramento medico corrispondente al battesimo» annotava lo scrittore britannico Samuel Butler (1835-1902). Tuttavia, tale formula riemerge ciclicamente sul discorso pubblico dei progressisti italiani in decenni diversi, ad esempio nel 2009, oppure 8 anni più tardi quando con la legge Lorenzin alcuni cominciarono a diffondere l’idea di un «battesimo laico».

 

«La vaccinazione è un battesimo laico. Accoglie i bambini nella società proteggendoli e proteggendo gli altri dalle gravi malattie. Mi pare che in fondo non manchino le similitudini con il battesimo religioso».

 

Il fine è una sostituzione religiosa. Il cristianesimo, o il fetido rottame che ne resta, deve essere rimpiazzato in via definitiva come la religione laica, la religione del progresso, della scienza, etc. Cioè, con il credo massonico, più o meno evidentemente esibito

Siamo quindi dinanzi ad una bella confessione: il fine è una sostituzione religiosa. Il cristianesimo, o il fetido rottame che ne resta, deve essere rimpiazzato in via definitiva come la religione laica, la religione del progresso, della scienza, etc. Cioè, con il credo massonico, più o meno evidentemente esibito.

 

La Trascendenza, il divino, devono essere sostituiti con il razionalismo e la materia. Il Dio della Vita va ucciso per intronare al suo posto il Grande Architetto, un programmatore a cui la Vita deve sottomettersi.

 

Così come milioni di esseri umani oggi sottomettono le loro cellule al piano di vaccinazione mondiale; così come la vita è sottomessa al programmatore per la riproduzione (con ormoni sterilizzanti, aborti, bambini sintetici prodotti in laboratorio).

 

La distruzione della Chiesa e della sua influenza sulla popolazione sono da sempre la raison d’être della Massoneria. Ora l’obbiettivo è vicino. Ha dato una mano la follia mondiale del COVID, sì. Ma, soprattutto, ha dato una mano la Chiesa cattolica di questi anni.

La Trascendenza, il divino, devono essere sostituiti con il razionalismo e la materia. Il Dio della Vita va ucciso per intronare al suo posto il Grande Architetto, un programmatore a cui la Vita deve sottomettersi

 

Perché, scriveva quasi due secoli fa un intelligentissimo manuale massonico per la conquista della società:

 

««Quello che noi dobbiamo cercare ed aspettare, come gli ebrei aspettano il Messia, si è un Papa secondo i nostri bisogni (…) con questo solo, per istritolare lo scoglio sopra cui Dio ha fabbricato la sua Chiesa (…) Noi abbiamo il dito mignolo del successore di Pietro ingaggiato nel complotto, e questo dito mignolo val per questa crociata tutti gli Urbani II e tutti i S. Bernardi della Cristianità. (…) Or dunque, per assicurarci un Papa secondo il nostro cuore, si tratta prima di tutto, di formare, a questo Papa, una generazione degna del regno che noi desideriamo (…)  Volete voi rivoluzionare l’Italia? Cercate il Papa di cui noi vi abbiamo fatto il ritratto» (Istruzione segreta dell’Alta Vendita, citata in Delassus, Il problema dell’ora presente)

 

 

Sì. Un papa secondo il loro  cuore. Un papa vaccinatore.

 

Celo.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

 

Pensiero

FSSPX e vaccini: non schierandosi ci hanno detto (finalmente!) da che parte sta il vertice

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Recentemente — precisamente l’11 dicembre scorso — don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, è intervenuto all’Angelus Press Conference for Catholic Tradition, tenutosi a Kansas City, nello Stato del Missouri.

 

Il titolo dell’intervento del superiore della FFSPX, dedicato al tema della vaccinazione COVID-19,era «La Missione della Fraternità San Pio X».

 

Il primo estratto di questo intervento fatto notare in Italia dal sito di Gloria.tv., riportava però solo quattro minuti del discorso di don Pagliarani. 

 

La versione integrale dell’intervento, invece, è stata pubblicata dal canale YouTube in  inglese della San Pio X lo scorso 5 gennaio. 

 

 

 

Possiamo dunque dire, a rigor di logica, che non vi siano più dubbi: attraverso questo intervento, il Superiore della FSSPX pare esprimersi ufficialmente a nome di tutta la Fraternità stessa, e non più attraverso singoli sacerdoti o distretti quali, pur avendo già parlato di questo tema ricoprendo cariche importanti, potevano lasciare il velato dubbio che non rappresentassero il pensiero ufficiale e generale della Fraternità. 

 

Renovatio 21, avendo risposto a quasi tutti i passati pronunciamenti dei singoli sacerdoti e distretti della San Pio X, ad onor del vero anche con voci discordanti provenienti da sacerdoti della Fraternità stessa, sulla scorta di tutto quello che è già stato detto, chiarito e criticato nel commento ai singoli passaggi degli anzidetti pronunciamenti, non può fare a meno di soffermarsi un’ultima volta su quello che, finalmente, potremmo definire il pronunciamento finale. 

 

In realtà, basterebbe andarsi a leggere i commenti che i fedeli anglofoni (e non solo) hanno lasciato sotto al video di don Davide pubblicato, appunto, dal distretto inglese: in essi si respira tutto lo sgomento e lo scandalo arrecato ai fedeli, increduli dinanzi ad un discorso che pci appare privo di ogni dimensione verticale, privo di ogni considerazione morale la quale, per un cattolico — e a maggior ragione per un sacerdote che dovrebbe tutelare della salute delle anime —, dovrebbe valere come argomentazione primaria per orientare le proprie azioni verso un cammino di perfezione che porti a quella santità che ci viene chiesta da Dio stesso: «Sancti estote, quia ego sanctus sum Dominus Deus vester» (Lv. 19, 2).

 

«Padre Pagliarani — recita una dei tantissimi commenti al video — è una questione morale! Non solo una questione medico/politica!! La FSSPX dovrebbe dare risposte morali/etiche alla fede cattolica e opporsi a ciò che va contro la legge di Dio»

«Padre Pagliarani — recita una dei tantissimi commenti al video — è una questione morale! Non solo una questione medico/politica!! La FSSPX dovrebbe dare risposte morali/etiche alla fede cattolica e opporsi a ciò che va contro la legge di Dio».

 

La commentatrice si riferisce, ovviamente, alla questione morale legata alla produzione dei vaccini COVID-19 testati e sperimentati ricorrendo all’utilizzo di linee cellulari di feti abortiti, precisamente a HEK-293 (Human Embryonic Kidney, linea embrionale risalente al 1973 e dove «293» sta a «293» esperimento utile al raggiungimento della linea cellulare funzionale e completa, raggiungimento per il quale, è fuori da ogni dubbio, sono sicuramente stati utilizzate moltitudini di feti abortiti e squartati volontariamente).

 

La cosa che stupisce particolarmente, è che questo argomento morale, avente a che fare con il crimine dell’aborto, non viene giammai trattato dal Superiore italiano durante il suo discorso, ma esce solo quando, al termine di esso, nella parte dedicata alle domande, viene lui posto il quesito specifico. Quesito al quale — chiunque potrà poi udire con le proprie orecchie — non viene data una vera e propria risposta, se non un sommario invito alla prudenza nel giudizio, facendo di fatto riferimento ai singoli casi — ma da quando la morale cattolica può essere riferita esclusivamente al singolo caso senza avere una traccia che indichi la liceità o meno di una determinata azione o, in questo specifico caso, cooperazione? 

 

Don Pagliarani poi, a proposito della questione legata ai vaccini testati attraverso l’utilizzo di linee cellulari di feti abortiti che viene spolverata giusto nel finale, offre alcuni esempi che ci lasciano ancor più spiazzanti.

 

Uno di essi si riferisce alla possibilità di ricevere un trapianto di cornea proveniente da un uomo che è stato ucciso. È lecito o non è lecito? Don Pagliarani risponde che sì, è lecito.

 

A nostro avviso, invece, no: non è lecito, poiché ciò che è stato contaminato dall’omicidio non può lasciarci tranquilli moralmente ed eticamente, nemmeno se ciò non rappresentasse una cooperazione diretta con quella cattiva azione — oltre al fatto che trapiantare qualcosa facente parte del corpo di qualcun altro potrebbe non essere essere cosa gradita a Dio, che ordina tutto per un preciso motivo.

 

Il secondo esempio si riferisce ad uno Stato che, con i soldi altresì provenienti dalle tasse di un cattolico, costruisce successivamente una moschea. In questo caso, addirittura, il riferimento è ad una azione che: 1. non abbiamo la certezza che avvenga nello specifico con i nostri soldi; 2. è comunque un’azione che viene dopo, successiva, e per la quale non può esistere alcun grado di responsabilità poiché la precisa azione cattiva dello Stato non era dato conoscerla.

 

Il terzo esempio si riferisce alla possibilità o meno di mangiare carne di un animale che è stato offerto in sacrificio agli dèi pagani. Anche in questo caso, il reverendo risponde che sì, è lecito mangiarla. A nostro parere invece, oltre al fatto che risulta essere una possibilità e quindi un esempio quantomeno anacronistico se riferito ai giorni nostri, anche in questo caso, diciamo fermamente che no: se la cosa è risaputa, non è lecito mangiare di quella carne, che potrà peraltro essere facilmente sostituita da altra carne non sacrificata agli dèi o da altri alimenti non contaminati da un’azione cattiva. 

 

Tutto questo senza dimenticare che fino a quando qualcosa non è imposto con la forza, privandoci dunque della nostra libertà e della nostra responsabilità, nulla è obbligatorio e per tutto vi è una scelta, anche se essa, a maggior gloria di Dio, dovesse costarci la vita — e la vita dell’umile contadino austriaco Franz Jägerstätter, primo obiettore della storia militare, potrebbe fungere da esempio per tutti noi e per tanti sacerdoti del tempo presente. 

 

Non partire dal presupposto morale che alimenta e nutre la barbarie di questo vero e proprio cannibalismo biologico, o trattarlo con sufficienza, basterebbe già come elemento necessario per capire che qualsiasi discorso risulta inutile

Non partire dal presupposto morale che alimenta e nutre la barbarie di questo vero e proprio cannibalismo biologico, o trattarlo con sufficienza, basterebbe già come elemento necessario per capire che qualsiasi discorso risulta inutile, specie se la suddetta superficialità proviene dagli ambiti teoricamente più fedeli alla tradizione e, quindi — sempre teoricamente — alla morale cattolica. 

 

«Mons. Lefebvre si è espresso contro i mali minori ma lei non sta predicando contro i mali più gravi!» scrive ancora una fedele nella parte dedicata ai commenti del video della conferenza di don Pagliarani.

 

Tornando proprio alla conferenza del Superiore Generale della Fraternità San Pio X, e tralasciando la parte dedicata alle domande nella quale come già detto è stata solo sfiorato il tema morale della questione, si può facilmente intuire come di fatto il Superiore FSSPX incentri il discorso tutto sulla volontà di non prendere una precisa posizione su questo dibattito legato ai vaccini e a ciò che fa da contorno ad essi.

 

Tutti più o meno — a favore o contrari al vaccino — vengono messi sullo stesso piano motivando che tutte e due le controparti alla fine lottano per due obiettivi finali diversi, ma attraverso gli stessi presupposti e modalità che portano ai differenti scopi: la libertà individuale, i diritti umani in senso moderno  e l’autodeterminazione. 

 

Ciò che anche qui rimane inspiegabile, è come la FSSPX non riesca a capire che chi sta lottando contro questo sistema è invece totalmente disposto a rinunciare ad ogni tipo di libertà sociale e personale come intesa oggi, a costo di mantenere la propria dignità.

 

Padri e madri di famiglia, nonni e nonne, universitari, docenti, sanitari, lavoratori, gente comune e sicuramente di eterogenea estrazione (ma d’altronde, come si potrebbe mai pretendere o stupirsi che una cosa di portata mondiale non coinvolga l’eterogeneità dei diversi soggetti coinvolti? Come non rammentare di quando la Fraternità Sacerdotale San Pio X marciava contro l’aborto alla Marcia per la Vita di Roma insieme a mussulmani, buddisti, ebrei e cattolici delle più varie estrazioni moderniste?) che si sta opponendo all’imposizione di un marchio — quello del vaccino ma ancor più quello del green pass — privandosi di ogni finta «libertà» sociale individuale per difendere la vera Libertà, ovvero quella che appartiene ai figli di Dio e che viene dalla Verità. 

 

Ciò che anche qui rimane inspiegabile, è come la FSSPX non riesca a capire che chi sta lottando contro questo sistema è invece totalmente disposto a rinunciare ad ogni tipo di libertà sociale e personale come intesa oggi, a costo di mantenere la propria dignità

E come si può supporre che la Verità non sia dalla parte di coloro che si sporcano le mani resistendo a ciò che ci è inflitto nell’ora presente?

 

Ebbene, ai sacerdoti della Fraternità e a tutti coloro i quali pensano che la propria missione sia quella di non schierarsi né da una parte né dall’altra, basterebbe guardare ad un fatto teologico tanto evidente quanto semplice da capire: da circa un anno e mezzo siamo davanti ad uno dei più grandi peccati di idolatria che la storia recente abbia mai conosciuto.

 

Dio, il concetto di Salvezza e di salute sia in senso corporale che in senso spirituale, sono stati cancellati ovunque per lasciare spazio alla «nuova religione sanitaria» a cui tutti devono essere sottomessi per adorare il novello «salvatore»: il dio Vaccino che, non a caso, fu presentato in Italia proprio, osannato e paragonato anche in tante chiese al Bambino Gesù che viene a salvare il mondo. 

 

Dio, il concetto di Salvezza e di salute sia in senso corporale che in senso spirituale, sono stati cancellati ovunque per lasciare spazio alla «nuova religione sanitaria» a cui tutti devono essere sottomessi per adorare il novello «salvatore»: il dio Vaccino che, non a caso, fu presentato in Italia proprio, osannato e paragonato anche in tante chiese al Bambino Gesù che viene a salvare il mondo

Bene fa don Davide Pagliarani, durante il suo discorso in Missouri, a dire che da due anni non si parla di altro se non di COVID-19 e di vaccini, ma proprio a motivo di questo risulta inspiegabile come non riesca a vedere in questo il peccato di idolatria che getta grave scandalo sulle genti, sempre più dimentiche delle cose di Dio.

 

Chi poi, schierandosi contro tutto questo, ne parla e continua a parlarne, bisogna tenere presente che è costretto a trattarne a motivo di ciò che la sua resistenza gli costa a livello sociale, umano, professionale, economico e financo familiare. 

 

Deve difendersi da tutto questo, e quindi deve per forza parlarne organizzando la sua resistenza, anche a favore della collettività da una parte oppressa e da una parte totalmente obnubilata. Costui non può però essere paragonato a chi, in nome di — quelle sì — false libertà, con già tre dosi di vaccino in corpo e tutti i marchi verdi di questo mondo, continua a schiumare dalla bocca rabbia, odio, paure, follia. 

 

Il peccato di idolatria è fra i peccati più gravi insieme a quello dello scandalo che si arreca ai piccoli laddove un prodotto ed un’azione collegata al tremendo crimine dell’aborto diventa, appunto, di coinvolgimento pubblico mondiale. 

 

Ma a nessuno a quanto pare sembrerebbe importare nulla. 

 

Così come quasi nessuno, all’interno della Fraternità San Pio X — fatta eccezione di non pochi sacerdoti che si rendono conto, capiscono, ci danno ragione ma dovrebbero oramai schierarsi al di là di ciò che dicono le loro gerarchie — sembra aver capito che non è il vaccino che è nato per far fronte al COVID, quanto piuttosto il COVID che è nato per idolatrare mondialmente il vaccino — il «dio Vaccino».

 

Non prendere posizione in questo preciso momento storico equivale, invece, a prenderla

In conclusione: non prendere posizione in questo preciso momento storico equivale, invece, a prenderla.

 

Cercare di stare sopra le righe, facendo quelli superiori che stanno fra i «terzi» senza sporcarsi le mani come fanno i puristi, è ciò che di più sbagliato si possa compiere oggi, mentre i piccoli resistono soffrendo e pagando le sofferenze di un sistema ingiusto ed evidentemente contrario ad ogni Legge di Dio. 

 

«Scrivo con le mani legate, ma preferisco questa condizione al sapere incatenata la mia volontà. Non sono il carcere, le catene e nemmeno una condanna che possono far perdere la fede a qualcuno o privarlo della libertà. Perché Dio avrebbe dato a ciascuno di noi la ragione ed il libero arbitrio se bastava soltanto ubbidire ciecamente? O, ancora, se ciò che dicono alcuni è vero, e cioè che non tocca a Pietro e Paolo affermare se la guerra è giusta o ingiusta, che importa saper distinguere tra il bene ed il male?».

 

Queste parole sono state scritte da Franz Jägerstätter nel 1943, durante la sua prigionia che poi si trasformò in martirio. 

 

Nei suoi Esercizi spirituali, Sant’Ignazio di Loyola offre una delle meditazioni più importanti: quella detta dei «Due stendardi», che riassume la lotta nella storia fra Cristo e Satana, fra il Bene ed il Male, richiamando l’uomo all’ineludibile combattimento spirituale ed alla scelta fra lo stendardo di Cristo, «sommo capitano e Signore Nostro», e quello di Lucifero, «mortale nemico della natura umana», uno contro l’altro in un enorme campo di battaglia. 

 

Oggi più che mai è necessario schierarsi, capire da quale parte stare senza fingere di non sapere da quale parte debbono stare i figli di Dio, e da quale parte rischiano di incanalarsi tutti coloro i quali, idolatrando tutto ciò che vuole sostituirsi a Dio, finiscono per rendersi schiavi delle élite globaliste, dei voleri della massoneria e di tutti i poteri anticristiani aventi come unico e finale obiettivo la distruzione dell’essere umano in ogni sua forma — sociale, umana, etica, biologica e, soprattutto, spirituale in qualità di essere creato ad immagine e somiglianza di Dio stesso. 

 

Franz Jägerstätter decise da quale parte stare dall’inizio alla fine della sua obiezione di coscienza, pagata con il sacrificio della vita in odio alla sua Fede. Decise di non cooperare in alcun modo — né diretto né remotamente indiretto — con il Terzo Reich, che l’umile terziario francescano austriaco riteneva un male assoluto in quanto ingiusto, anticristiano e pagano. 

 

Tutti — a parte la sua amata moglie e il suo parroco, ma solo alla fine — sacerdoti e vescovi compresi, gli dissero che sarebbe bastata una sua adesione esterna ad arruolarsi anche senza combattere, solamente indossando la divisa e senza andare al fronte, continuando a rifiutare e a condannare comunque l’origine, la natura e la missione della Germania nazionalsocialista. 

 

«D’altronde è soltanto un “sì” esterno, caro Franz, che potrebbe salvare la tua vita risparmiando sofferenze e indigenze alla tua famiglia. Non è una cooperazione diretta a questo male» gli dicevano. 

 

Il contadino austriaco, conscio della salita alla santità alla quale tutti, nessuno escluso, siamo chiamati, mirò a quella perfezione che piace e che vuole Dio da noi. 

 

«Poiché nessuno può garantirmi che nell’esercito non metterei in pericolo la mia anima, non posso cambiare la mia decisione, che Lei già conosce…», scrisse al suo parroco uno degli ultimi giorni della sua vita terrena. 

 

A noi la scelta: se vivere come farisei che ogni volta si chiedono cosa sia lecito o meno fare quando si ha a che fare con qualcosa che si è servito di un Male per giungere all’obiettivo finale o se, come Franz, seguendo la retta coscienza volta a Dio, decidere di rimanere fermi e intransigenti quando non esserlo vorrebbe dire ledere Verità, Giustizia e Carità. 

 

 

Cristiano Lugli 

 

 

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Chi sta aggredendo gli studenti della Bocconi al parco?

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Una notizia davvero disturbante è stata diffusa dai giornali negli ultimi giorni.

 

L’Università Bocconi, ateneo privato tra i più prestigiosi d’Europa, ha deciso di istituire un servizio di accompagnamento per gli studenti dalle aule alle residenze universitarie.

 

L’inedita decisione è stata presa a seguito di un crescente numero di aggressioni verificatesi al vicino parco Ravizza.

 

«Nonostante le segnalazioni e le denunce di questi episodi, anche di recente, non sono arrivate risposte efficaci dal Comune di Milano, per cui abbiamo chiesto all’ateneo di intervenire e per fortuna ci è venuto incontro» ha dichiarato il capogruppo di B.Lab-Unilab Network, realtà studentesca interna alla Bocconi.

 

Il servizio di scorta è già attivo da questi giorni, da lunedì al sabato dalle 18 alle 00:30, con partenza ogni 30 minuti dalla panchina rossa di via Gobbi 5. Vi è impegnato personale dell’Università, che scorterà studenti e studentesse ai loro alloggi nelle residenze Spadolini, Dubini e Isonzo.

 

L’idea, il linguaggio in cui è espressa (scorte, coordinate pedonali espresse in panchina) è piuttosto allarmante. Che razza di situazione si è creata?

 

Si tratta certamente di un fenomeno in completa controtendenza con la narrazione della Milano del sindaco Sala, appena rieletto: una città sicura, accogliente, avanzatissima, di cui i sinceri democratici (ma anche i residui dei centri sociali finiti a fare i pubblicitari, a meno che non avessero già dietro i soldi del papi) sono fieri fino a scoppiare – e questo nonostante la tragedia delle ragazze violentate dal branco di capodanno in piazza Duomo.

 

Tuttavia, riteniamo che la notizia, data un po’ ovunque, sia, come dire, monca. Sia manchevole di qualcosa.

 

Leggiamo i titoli.

 

«Milano, Bocconi: troppe aggressioni (di sera) al parco Ravizza, studenti accompagnati a casa» (Il Corriere della Sera)

 

«Milano, gli studenti della Bocconi denunciano aggressioni al parco Ravizza» (Il Fatto Quotidiano)

 

«Troppe aggressioni al Parco Ravizza: 6 denunce in due mesi. Servizio di accompagnamento per gli studenti Bocconi» (La Repubblica)

 

«Milano, il parco Ravizza è pericoloso: universitarie sotto scorta dalle 18» (Il Giorno)

 

Manca qualcosa, ribadiamo: manca il chi. Da chi sono aggrediti gli studenti e (magari soprattutto) le studentesse?

 

Manca qualcosa, ribadiamo: manca il chi. Da chi sono aggrediti gli studenti e (magari soprattutto) le studentesse?

Invano potete leggere tutti questi articoli e trovare questa fondamentale informazione. Insomma: se questo è un fenomeno reiterato nei mesi, gli aggressori dovrebbero essere, per lo meno tipologicamente, identificabili. Chi si nasconde nel vicino parco Ravizza – un tempo tranquillo paradiso della socializzazione via cane o via jogging – al punto dal renderlo invivibile, minaccioso, violento?

 

Leggendo i giornali nazionali questa informazione non salta fuori. Così come non è chiaro un altro punto che per il giornalismo dovrebbe essere fondamentale: perché. Perché le continue aggressioni agli studenti della Bocconi? Qual è il movente? Si tratta di un gruppo di bocciati di Economia? Studenti rivali di un altro grande ateneo privato meneghino? Ex elettori del partito Scelta Civica delusi dal presidente dell’Università Mario Monti? Uno non sa davvero cosa pensare.

 

Non ti dicono il soggetto del presunto crimine, figurati se giornaloni e giornalini ti raccontano il motivo delle sue azioni.

 

Così come non è chiaro un altro punto che per il giornalismo dovrebbe essere fondamentale: perché. Perché le continue aggressioni agli studenti della Bocconi? Qual è il movente?

Del resto, ci possono dire, la notizia mica è sulle aggressioni, ma sul servizio di scorta «pedibus» (sic) per gli studenti, descritto da tutti i giornali nello stesso orario, come sopra: orari, luoghi, etc. In pratica, vi stanno dicendo: guardate il dito, mica la luna. Come all’idiota nel proverbio cinese.

 

Così, tocca di vedere che Il Giornale osa invece titolare in altro modo: «La Bocconi costretta a “scortare” i suoi studenti: troppe aggressioni nel parco degli extracomunitari».

 

Qui il soggetto c’è. Il chi è bello evidente.

 

In pratica, vi stanno dicendo: guardate il dito, mica la luna. Come all’idiota nel proverbio cinese

Il quotidiano della famiglia Berlusconi riporta quindi il commento di Silvia Sardone, consigliere comunale della Lega:

 

«I fallimenti della sinistra buonista e accogliente solo a parole sono più evidenti che mai. Parco Ravizza è diventato negli ultimi anni l’ennesimo fortino d’illegalità, un’area verde requisita da extracomunitari e balordi così come tante altre in città. Gli studenti avevano più volte segnalato aggressioni e criticità ma da Palazzo Marino nessuna risposta».

 

Nell’articolo sul sito de Il Giornale la parola «extracomunitari» è messa in neretto.

 

Non siamo sicuri che il titolo del quotidiano che fu di Indro Montanelli sia a prova di Carta di Roma – cioè sia lecito giornalisticamente.

 

Per chi non lo sapesse, la Carta di Roma, è il «Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti» oggi parte integrante del «Testo unico dei doveri del giornalista», e implementata sulla popolazione dei gazzettieri con corsi deontologici obbligatori.

 

In tali corsi è spiegato, ad esempio che, come scrivono le linee guida della Carta di Roma bisogna «evitare l’utilizzo di parole stigmatizzanti. La parola “clandestino” è tornata sui titoli di prima pagina. Opportunamente Carta di Roma ha osservato che “Il termine clandestino è una delle colonne portanti dei discorsi di odio, dell’hate speech; è uno strumento della cattiva politica, un termine usato dalla propaganda della paura per dare un nome al “nemico”, e quindi per questo va cancellato dal linguaggio giornalistico, perché produce una percezione distorta del fenomeno migratorio”».

 

Ancora un’esempio tratto dalle linee guida consultabili sul sito della Carta di Roma: «titolare un articolo “Boom di reati degli stranieri”, omettendo di dire che i dati riportati si riferiscono ai reati denunciati (e non a quelli commessi che sono molti di più), di cui si conoscono gli autori (che costituiscono una percentuale minima dei reati denunciati e commessi), non è corretto. L’utilizzo di un lessico enfatico (boom) e una narrazione non corretta dei dati disponibili hanno l’effetto di produrre e alimentare stigmatizzazioni».

 

Quindi, «è necessario ribadire che la provenienza o l’appartenenza culturale di una persona vanno specificate solo quando è strettamente necessario al fine della comprensione della notizia». Titolare scrivendo la provenienza etnica di un aggressore, in quest’ottica, è sbagliato.

 

L’associazione Carta di Roma è un ente nato nel 2011 per attuale tale «protocollo deontologico per una informazione corretta sull’immigrazioni». La pagina internet «Chi siamo» nel 2018 riportava il supporto del UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), dell’Otto per Mille Chiesa Valdese e di Open Society Foundation, il sistema di fondazioni di George Soros. La stessa pagina oggi non vede più inserito il logo dell’ente di Soros, sostituito da quello dell’UNAR.

 

«Evitare di “etnicizzare” le notizie non significa censurare certe informazioni?» si domandano le linee guida della Carta. «Non si chiede di censurare informazioni, ma di selezionare, tra le varie caratteristiche proprie di una persona, solo quelle veramente pertinenti a capire cosa è successo».

 

Ecco, nel caso del parco possiamo dire con certezza che, al di là dei censurabili virgolettati del consigliere leghista riportati dal Giornale berlusconiano, non abbiamo compressione di cosa sia successo. Davvero, non abbiamo capito niente.

 

Chi attacca gli studenti (e le studentesse) della Bocconi nel parco Ravizza?

 

Perché?

 

Mistero insondabile della Milano odierna. La Milano di Beppe Sala, del COVID che ha svuotato negozi e ristoranti, delle violenze di gruppo in Piazza Duomo, dei funerali in chiesa ai suicidi assistiti, del quartiere ipermoderno di Porta Nuova comprato dal Qatar, di Chiara Ferragni, delle proteste pandemiche cancellate da una repressione massiva.

 

Come sempre, Renovatio 21 chiede umilmente a chi ne sa di più di scriverci due righe per spiegarci. Ricordando che per i messaggi privati le linee guida deontologiche non valgono.

 

Per il momento.

 

 

 

 

Immagine di Marcuscalabresus via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

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Pensiero

Messaggio di Mons. Carlo Maria Viganò ai partecipanti della manifestazione del 15 Gennaio a Roma

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Renovatio 21 pubblica questo messaggio di Mons. Carlo Maria Viganò in occasione della manifestazione del 15 Gennaio a Roma.

 

 

Sia lodato Gesù Cristo.

 

Cari fratelli e sorelle,

 

permettetemi di rivolgermi a voi tutti come Pastore che ha a cuore anzitutto la salvezza delle anime.

 

Le mie parole sono per ciascuno di voi: per chi ha la grazia di essere Cristiano e per chi ancora è lontano da Dio; per chi ha compreso la dimensione spirituale di questa battaglia e per chi crede che si tratti solo di un attentato alle libertà civili; per chi è consapevole della matrice anticristica di quanto avviene e per chi è esasperato dalle assurde restrizioni imposte dai governi asserviti al Great Reset

 

Questa battaglia non può e non deve esaurirsi in una rivendicazione di diritti e di libertà, prescindendo dalla Verità e dalla Giustizia. Come ho già detto in altre occasioni, la libertà è tale solo se si compie nei limiti del Bene

La vostra protesta si unisce a quella di milioni di altre persone. Una protesta coraggiosa che parte dalla condivisione di alcuni principi fondamentali quali il diritto alle libertà naturali, alla scelta consapevole delle cure e al rispetto delle proprie convinzioni in materia sanitaria e civile. Se saprete manifestare con fermezza e pacificamente per difendere i vostri diritti inalienabili, questo giorno potrà essere ricordato quando tutto questo sarà finito. Vi esorto quindi a non cedere alle provocazioni di chi non aspetta che di reprimere il vostro dissenso con la forza. 

 

 

Questa battaglia non può e non deve esaurirsi in una rivendicazione di diritti e di libertà, prescindendo dalla Verità e dalla Giustizia. Come ho già detto in altre occasioni, la libertà è tale solo se si compie nei limiti del Bene.

 

Chi oggi vi discrimina, chi vi impedisce di lavorare, di andare  a scuola, di viaggiare e di entrare nei ristoranti e nei negozi è lo stesso che vi dice da decenni che siete «liberi» di offendere Dio, di infrangere i Suoi Comandamenti, di divorziare, di uccidere i bambini nel ventre materno, gli anziani e i malati nel letto d’ospedale; che siete «liberi» di decidere quando vivere e quando morire, di stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato; che potete rinnegare il vostro passato, la civiltà cristiana, la vostra identità di Cattolici e di Italiani. Purché tutto questo risponda all’ideologia di morte, di peccato e di vizio che ispira il loro agire. 

 

Se credete di potervi liberare dalle catene di questa tirannide con le vostre sole forze, vi sbagliate: perché è proprio nel mettere da parte il Signore che vi condannate al fallimento di ogni vostra azione, anche lodevole

Ma questa non è libertà! La libertà a cui dovete aspirare, cari fratelli e sorelle, si fonda in Nostro Signore Gesù Cristo, che ha detto: «La verità vi farà liberi» (Gv 8, 32), riferendosi a Sé stesso, « Via, Verità e Vita» (Gv 14, 6). 

 

Ritornate a Dio! FateLo regnare anzitutto nei vostri cuori, conservandovi nella Sua grazia tramite la preghiera e i Sacramenti.

 

FateLo regnare nelle vostre famiglie, dove la fedeltà degli sposi, l’educazione dei figli, la cura degli anziani e dei deboli costituisce una difesa formidabile contro chi vuole distruggere il tessuto sociale.

 

FateLo regnare nella società civile, conformando le leggi dello Stato alla Legge di Dio, ad iniziare dal rispetto della sacralità della vita e del bene comune.

 

FateLo regnare nelle aule dei tribunali, nella scuola, nell’università, nel posto di lavoro, nelle corsie degli ospedali.

 

Non sarà la Costituzione, né la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo a salvarvi, ma la Fede. Quella Fede che ha reso grande l’Europa, che ha edificato la civiltà cristiana, che ha fatto fiorire le arti e le scienze.

Se credete di potervi liberare dalle catene di questa tirannide con le vostre sole forze, vi sbagliate: perché è proprio nel mettere da parte il Signore che vi condannate al fallimento di ogni vostra azione, anche lodevole.

 

Abbiate invece il coraggio di rivendicare con fierezza la vostra identità, di testimoniare la vostra Fede, di far valere i vostri diritti di Cristiani.

 

E soprattutto, cari fratelli e sorelle, abbiate il coraggio di porvi sotto la protezione di Gesù Cristo: «Io ho vinto il mondo» (Gv 16, 33), ha detto il Signore. Se la vostra battaglia spirituale sarà sotto le insegne di Cristo Re, la vittoria è sicura, e i servi di questa dittatura infernale si ritireranno, perché Satana non può vincere Colui che con il Suo Sacrificio ha distrutto il suo potere, e Colei che per decreto divino gli schiaccerà il capo.

 

Vi prego, vi imploro: stringetevi sotto la Croce di Cristo, e ponetevi tutti sotto il manto della Vergine Santissima.

 

Non sarà la Costituzione, né la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo a salvarvi, ma la Fede. Quella Fede che ha reso grande l’Europa, che ha edificato la civiltà cristiana, che ha fatto fiorire le arti e le scienze. Quella Fede che ci porta a tendere la mano al povero, a dare conforto al malato e al moribondo, a rinsaldare nella Carità quei vincoli di fratellanza che oggi vediamo distrutti e negati da un’ideologia che tutto ammette, tutto tollera, fuorché il Bene. 

 

Rivolgo un appello anche a chi inizia a riconoscere gli inganni e le menzogne che da due anni denunciamo: abbiate un sussulto di orgoglio, un moto di onestà e di onore!

 

Quando l’autorità cospira contro la Nazione e abusa del proprio potere contro i cittadini, la disobbedienza civile e l’obiezione di coscienza sono doverose

Voi medici e paramedici, non rimanete in silenzio dinanzi a quanto accade negli ospedali, in violazione al giuramento che avete prestato.

 

Voi magistrati e forze dell’ordine, non rendetevi complici di traditori e corrotti che obbediscono all’oligarchia globalista per distruggere la Nazione e rendere schiavi i cittadini.

 

Voi politici e rappresentanti delle istituzioni, denunciate le intromissioni di poteri che nessuno ha eletto e che cospirano contro i popoli.

 

Voi giornalisti, difendete la verità e non siate conniventi con un potere che si fonda sulla menzogna e sul crimine.

 

Voi negozianti, ristoratori, esercenti: aprite i vostri negozi e le vostre botteghe e smettetela di assecondare il delirio di un’autorità che si legittima solo con l’uso della forza e dell’intimidazione.

 

Ciascuno di voi, oggi, in questa piazza e in tutta Italia, ritrovi quell’umanità che è stata compromessa da questi mesi di follia collettiva

E voi sacerdoti, parroci e Vescovi, sempre pronti ad accogliere immigrati e clandestini: ricordatevi che il Signore ha ordinato di amare il nostro prossimo, ossia colui che ci è più vicino: non assecondate la narrazione pandemica, non chiudete le vostre chiese ai fedeli, e soprattutto ricordatevi che è Nostro Signore Gesù Cristo che salva, non un siero sperimentale prodotto con feti abortivi! 

 

Ciascuno di voi, oggi, in questa piazza e in tutta Italia, ritrovi quell’umanità che è stata compromessa da questi mesi di follia collettiva.

 

Cessino le discriminazioni, e con esse l’odiosa emarginazione dei sani, la ghettizzazione dei dissenzienti, la criminalizzazione di chi fino a ieri era nostro fratello e che oggi si trova privato del lavoro e dei mezzi di sussistenza.

 

Usciamo da questo delirio, nel nome di Dio! 

 

Quando l’autorità cospira contro la Nazione e abusa del proprio potere contro i cittadini, la disobbedienza civile e l’obiezione di coscienza sono doverose.

 

I vostri figli vi ringrazieranno per quanto fate, a condizione che la vostra azione sia illuminata dalla Fede e infiammata dalla Carità

I vostri figli vi ringrazieranno per quanto fate, a condizione che la vostra azione sia illuminata dalla Fede e infiammata dalla Carità. Se volete solo tornare ad essere liberi di offendere Dio e di infrangere la Sua Legge, non uscirete mai da questa infernale distopia. 

 

Quando chiediamo al Signore «dacci oggi il nostro pane quotidiano», prima di queste richieste materiali diciamo: «venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà». Perché solo dove Cristo regna vi è la giustizia, la pace, la concordia, la prosperità. 

 

Ecco perché vi invito a recitare tutti insieme, con Fede e con filiale fiducia nell’aiuto di Dio, la preghiera che il Signore ci ha insegnato: Padre nostro…

 

 

 Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

15 Gennaio 2022

 

 

 

 

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