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Intelligenza Artificiale

L’UNESCO emana linee guida sull’intelligenza artificiale

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

 

L’UNESCO ha adottato un accordo che definisce i valori ei principi comuni necessari per garantire il sano sviluppo dell’Intelligenza Artificiale.

 

L’Intelligenza Artificiale è presente nella vita di tutti i giorni, dalla prenotazione di voli e dalla richiesta di prestiti allo sterzo di auto senza conducente. Viene anche utilizzata in settori specializzati come lo screening per il cancro o la creazione di ambienti inclusivi per i disabili.

 

Tuttavia, l’UNESCO avverte che la tecnologia «sta portando sfide senza precedenti».

 

L’UNESCO avverte che la tecnologia «sta portando sfide senza precedenti»

«Vediamo un aumento del pregiudizio di genere ed etnico, minacce significative alla privacy, alla dignità e all’agenzia, pericoli della sorveglianza di massa e un maggiore uso di  tecnologie di Intelligenza Artificiale inaffidabili  nelle forze dell’ordine, solo per citarne alcuni. Finora non esistevano standard universali per dare una risposta a questi problemi», ha spiegato l’UNESCO in una nota.

 

Il capo dell’UNESCO Audrey Azoulay spiega che:

 

«Il mondo ha bisogno di regole per l’intelligenza artificiale a beneficio dell’umanità. La Raccomandazione sull’etica dell’IA è una risposta importante. Stabilisce il primo quadro normativo globale dando agli Stati la responsabilità di applicarlo al loro livello».

 

Uno dei suoi principali appelli è la protezione dei dati, andando oltre ciò che le aziende tecnologiche e i governi stanno facendo per garantire agli individui una maggiore protezione garantendo trasparenza, agenzia e controllo sui loro dati personali.

 

La raccomandazione vieta inoltre esplicitamente l’uso di sistemi di Intelligenza Artificiale per il punteggio sociale e la sorveglianza di massa

La raccomandazione vieta inoltre esplicitamente l’uso di sistemi di Intelligenza Artificiale per il punteggio sociale e la sorveglianza di massa.

 

Vahid Razavi, fondatore del gruppo di sostegno Ethics in Tech (EIT), ha accolto con favore le linee guida.

 

«Siamo in un momento critico della storia», ha detto al sito Common Dreams . “È come se avessimo inventato la ruota ma non sappiamo cosa trasportarci sopra. Si tratta di guidare il futuro dell’Intelligenza Artificiale per assicurarci di non creare uno Stato di sorveglianza, di non creare uno stato pieno di tecnologia Amazon Ring, di limitare l’uso della tecnologia di riconoscimento facciale».

 

«Dobbiamo assicurarci di non creare un mondo in cui disponiamo di armi autonome», ha aggiunto Razavi.

 

«C’è molto danno che può essere fatto con l’Intelligenza Artificiale e quindi abbiamo bisogno di un quadro etico e abbiamo bisogno come esseri umani di riunirsi e decidere quale sia la migliore linea d’azione da intraprendere con queste tecnologie prima che ci superino nelle loro capacità».

 

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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Ambiente

Robocani in Umbria

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Ebbene si, anche nel Belpaese, più precisamente  nel cuore verde d’Italia, fanno la loro comparsa i robot a quattro zampe.

 

Proprio così: robocani in Umbria.

 

Come riportato oggi dal giornale locale, il Corriere dell’Umbria, in Valsorda sono apparsi questi quadrupedi robotizzati.

 

La comparsa dei quadrupedi automatici fa parte «del progetto Horizon 2020 “Natural Intelligence for Robotic Monitoring of Habitats” finanziato dall’Unione Europea con un budget totale di tre milioni di euro, sotto la responsabilità del professore Manolo Garabini del centro ricerca “Enrico Piaggio”», riporta la testata perugina.

 

Apprendiamo che l’obiettivo di questi robot sarebbe quello di riuscire a muoversi liberamente in mezzo alla natura cercando di camminare liberamente in tutti i tipi di terreno (sabbiosi,  rocciosi, sentieri scoscesi) con il compito di vigilare l’ambiente dal pericolo «del surriscaldamento globale e dall’inquinamento».

 

«Si tratta di un progetto finanziato dall’Unione Europea iniziato nel 2021 e che finirà nel 2024. Progetto che si prefigge», spiega il professor Garabini «di portare la robotica al servizio del Green deal europeo per combattere il cambiamento climatico, attraverso un monitoraggio ambientale sempre più efficace ed accurato».

 

Tali cani cibernetici «possono aiutare i ricercatori a fare un monitoraggio più efficace e più accurato, grazie anche alla grande quantità di dati che possono raccogliere in tempi relativamente brevi in modo efficiente», conclude il professore. 

 

Vale la pena ricordare la versatilità di queste creature meccanizzate: in America hanno montato un arma sulla schiena del robot la quale «consente un fuoco di precisione fino a 1200 metri».

 

Inoltre, alcuni di questi esemplari vengono utilizzati per pattugliare i confini USA-Messico.

 

Altre specie robotiche cinoidi non ben identificate, come sanno i lettori di Renovatio 21, sono già state applicate per controllare gli spostamenti di onesti cittadini durante i lockdown e per fargli mantenere il cosiddetto «distanziamento sociale» in nome del pericolo pandemico. 

 

Si sono visti pattugliare robocani anche presso Nuova York (uso poliziesco), a Singapore (uso pandremico-repressivo), sull’Himalaya (uso militare).

 

La piccola Umbria si aggiunge alla lista, e chi lo avrebbe mai detto, per un uso ambientale.

 

Intanto tutti i cacciatori, i tartufai, i raccoglitori di asparagi e di funghi stiano attenti perché potrebbero trovarselo davanti nelle loro battute di caccia.

 

 

Francesco Rondolini

 

 

 

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Intelligenza Artificiale

Davos, Soros ammette: il COVID ha «legittimato strumenti di controllo» di «regimi repressivi»

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Lo speculatore finanziario globale George Soros ha dichiarato ieri a Davos che il COVID-19 ha aiutato a «legittimare» i metodi di controllo abilitati dall’Intelligenza Artificiale (AI).

 

Il grande finanziatore della dissoluzione degli Stati ha fatto questi commenti durante al al vertice annuale di Davos del World Economic Forum (WEF) del 2022. Sorprendentemente, il miliardario mondialista ha toccato un tema per lui piuttosto nuovo come il pericolo che l’IA rappresenta per le società libere.

 

Soros ha dichiarato che «i regimi repressivi sono ora in ascesa e le società aperte sono sotto assedio» e ha indicato i Paesi che secondo lui rappresentano «la più grande minaccia per la società aperta» oggi: Cina e Russia.

 

«Ho riflettuto a lungo e duramente sul perché sarebbe dovuto accadere. Ho trovato parte della risposta nel rapido sviluppo della tecnologia digitale, in particolare dell’Intelligenza Artificiale» ha detto il Soros.

 

 

«In teoria, l’IA dovrebbe essere politicamente neutrale: può essere usata nel bene o nel male. Ma in pratica l’effetto è asimmetrico. L’IA è particolarmente brava a produrre strumenti di controllo che aiutano i regimi repressivi e mettono in pericolo le società aperte», ha proseguito, aggiungendo oscuramente che «il COVID-19 ha anche aiutato a legittimare gli strumenti di controllo perché sono davvero utili per affrontare il virus».

 

Tali commenti di Soros arrivano dopo gli attacchi che negli anni scorsi ha portato a piattaforme come Facebook, che di fatto rappresentano nuovi complessi di potere che sfuggono ai suoi schemi abituali, quelli per cui si può far collassare un Paese con uso di agenti che diffondano la cultura liberale e l’aperta ribellione al governo per poi vendere gli asset della Nazione in uno spezzatino finanziario a Wall Street o a Londra.

 

I commenti di Soros sul COVID come booster dei «regimi repressivi» non è da credere neanche per un secondo: lo stesso Soros ha promosso la restrizione delle libertà in nome del COVID-19 e di altre cause sociali attraverso la sua rete Open Society Foundations. Lo scorso settembre, l’American Civil Liberties Union (ACLU), che ha ricevuto oltre 37 milioni di dollari da Soros solo tra il 2000 e il 2014, ha affermato che le iniezioni obbligatorie di COVID «aumenteranno le libertà civili».

 

L’obbiettivo qui è decisamente un altro.

 

Come riportato da Renovatio 21, di recente un Soros oramai vecchio e stanco si è fatto riprendere in video in una minaccia a Xi Jinping: il suo obbiettivo è ora la Cina, la seconda economia mondiale, di cui vuole decapitare l’attuale dirigenza. Il vecchio anche a Davos torna ad attaccare Xi per la politica zero-COVID e per il lockdown di Shanghai.

 

Della faida cinese in cui è coinvolto Soros con il mega-fondo trilionario Blackrock abbiamo pure scritto.

 

Il finanzierie oramai anzianissimo tenta quindi di contrapporre all’occidente l’intero blocco cinese e russo: e sappiamo come Vladimir Putin sia sempre stato considerato da lui l’«avversario geopolitico dell’Europa», nonché probabilmente l’uomo che ha impedito ai suoi progetti di mettere radici in Russia.

 

Ecco quindi il commento apocalittico sulla guerra in corso, per cui: «l’invasione potrebbe essere stata l’inizio della terza guerra mondiale e la nostra civiltà potrebbe non sopravvivere».

 

In questo momento, le fondazioni di Soros stanno finanziando direttamente gli ucraini. Durante le rivolte BLM negli USA del 2020 il Soros però ammise di non essere lui il responsabile.

 

La realtà è che il vecchio George oramai non riconosce più la scacchiera della quale, un tempo, era maestro: come disse qualcuno, era «l’unica persona al mondo con una sua politica estera».

 

Il mondo è cambiato: computer, reti, virus, pandemie, Intelligenze Artificiali. Il mondo di Soros, fatto di miliardi e di golpe, è decisamene antico, analogico.

 

La vera figura di potere, oggi, è quella di un suo amico, Bill Gates.

 

Sulla sostanziale differenza tra Gates e Soros, Renovatio 21 ha scritto qualcosa di dettagliato due anni fa.

 

Ricordiamo infine come Soros nel suo atteso speech abbia citato non solo Draghi, lodandolo, ma anche Enrico Letta e la sua riforma per un’Europa «parzialmente federata».

 

Nel caso vi potesse sfuggire da che parte sta Giorgio anche nel nostro Paese (sempre ricordando che egli fu uno dei primi tesserati di un Partito Italiano, la Rosa nel Pugno).

 

 

 

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Intelligenza Artificiale

Kawasaki crea la capra robotica

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Tutto il gran proliferare di auto elettriche in questi ultimi anni potrebbe essere spazzato via se prendessero piede come metodo di trasporto le capre robotiche lanciata dalla Kawasaki.

 

L’azienda motoristica nipponica ha svelato al mondo questa sua nuovo prodigio della robotica all’International Robot Exhibition –  la capra robot.

 

L’animale è soprannominato «Bex». Il quadrupede è stato modellato su una specie di stambecco e progettata in collaborazione con l’Università di Tokyo. 

 

 

La creatura si muove appunto su quattro zampe, anche se lentamente. Tuttavia, «Bex» è in grado di trasformarsi in un veicolo a ruote.

 

Kawasaki ci dice che «Bex» è predisposto per trasportare passeggeri fino a 100 chilogrammi e può essere controllato tramite il manubrio.

 

La società afferma anche che il robot è destinato al trasporto di merci per fabbriche e magazzini.

 

La capra è stata creata anche come parte del programma Kaleido di Kawasaki, che mira a creare robot umanoidi per scopi industriali.

 

Il robostambecco fa anche parte di una tendenza più ampia di aziende alla ricerca di modi più innovativi per affrontare la massiccia carenza di manodopera che colpisce l’industria globale. 

 

Come riportato da Renovatio 21, Tesla a questo scopo sta progettando robot umanoidi.

 

Il «Bex» si inserisce altresì nel trend dei quadrupedi robotici che stiamo vedendo prodotti in questi anni in ispecie in ambito militare.

 

Come riportato da Renovatio 21, robocani sono ora implementati al confine meridionale degli USA come nella repressione di Shanghai durante il grande lockdown del 2022.

 

Oltre ai robocani, di cui sviluppa anche il coordinamento in branchi, la Cina ha creato un altro quadrupede meccanico, il roboyak, da schierare nel complesso e violento confine cino-indiano sulle alture dell’Himalaya.

 

In ambito militare gli USA hanno già provveduto a piazzare armi sui quadrupedi robotici. Robocani sono usati già da pompieri e polizia americani.

 

Alcuni osservatori cominciano a domandarsi la liceità dell’uso di queste bestie meccaniche, che possono diventare robot killer in brevissimo tempo.

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

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