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Eutanasia

L’Austria legalizza il suicidio assistito

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

A partire dal giorno di Capodanno il suicidio assistito è diventato legale in Austria. Una sentenza della Corte Suprema aveva dichiarato incostituzionale il precedente divieto perché violava il diritto all’autodeterminazione. Quindi doveva essere approvata una nuova legge per garantire che la pratica fosse regolamentata.

 

Come descritto da Deutsche Welle, la nuova legge è abbastanza convenzionale. Un paziente deve avere più di 18 anni e essere malato cronico o terminale. Ogni caso deve essere valutato da due medici, uno dei quali dovrebbe essere un esperto di medicina palliativa.

 

È previsto un periodo di «raffreddamento» obbligatorio di 12 settimane. Tuttavia, se un paziente è «terminale», il periodo può essere allungato a due settimane.

 

L’individuo poi redigerebbe il proprio «testamento di morte» (direttive anticipate) con un notaio o un difensore del paziente prima di poter ottenere un farmaco letale da un farmacista.

 

Tuttavia, c’è una differenza significativa, che è stata rilevata dall’Australian Care Alliance 

 

«Ciò rende l’Austria la prima giurisdizione a legalizzare l’eutanasia da parte di laici (non operatori sanitari), compresi i familiari, di una persona che non è in grado di autosomministrarsi il veleno letale o che ha perso la capacità decisionale»

«Il “testamento di morte” può specificare le persone che sono autorizzate ad aiutare la persona a porre fine alla sua vita ingerendo il veleno letale prescritto, anche somministrandolo attivamente, apparentemente anche se la persona perde la capacità decisionale».

«Ciò rende l’Austria la prima giurisdizione a legalizzare l’eutanasia da parte di laici (non operatori sanitari), compresi i familiari, di una persona che non è in grado di autosomministrarsi il veleno letale o che ha perso la capacità decisionale».

 

Il Partito popolare austriaco (ÖVP) conservatore al governo austriaco si è unito ai Verdi, ai socialdemocratici dell’opposizione e al partito liberale Neos. Solo il Partito della Libertà d’Austria (FPÖ) di destra si è opposto.

 

Il suicidio assistito e/o l’eutanasia si stanno diffondendo in Europa.

 

I Paesi in cui l’uno o l’altro o entrambi sono attualmente legali sono: Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svizzera e Spagna.

 

In Germania è stato legalizzato con sentenza del tribunale ma non esiste una legge.

 

In Portogallo è stata approvata una legge, ma finora il presidente si è rifiutato di firmarla.

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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Eutanasia

«È diventato tutto blu». Il vero significato del sacrificio umano di Archie Battersbee

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Archie Battersbee è stato assassinato dal sistema sanitario e giudiziario britannico lo scorso 6 agosto.

 

Come riportato da Renovatio 21, i medici hanno staccato le macchine che lo tenevano in vita dopo le sentenze di tutti i gradi di giudizio dei tribunali britannici e la pilatesca decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo di «non interferire» con gli omicidi sanitari in Albione.

 

L’uccisione del bambino è stata portata avanti contro la disperata difesa dei genitori, che hanno lottato fino all’ultimo.  Essi sono stati quindi anche testimoni oculari della morte del figlio per mano della Cultura della Morte ospedaliera e dello Stato malvagio.

 

Le macchine sono state staccate alle 10 di quel giorno, ora di Greenwich. Alle 12:15 Archie è spirato.

 

Ella Carter, un’amica di famiglia, era presente. Ha raccontato l’orrore infinito a cui ha assistito.

 

«Gli sono stati tolti tutti i farmaci alle 10 e i suoi valori sono rimasti completamente stabili per due ore» ha detto la ragazza.

 

Poi «è diventato completamente blu».

 

Difficile scrollarsi dalla mente questa immagine: un bambino che cambia colore. E muore.

 

«Non c’è assolutamente nulla di dignitoso nel guardare un membro della famiglia o un bambino soffocare» ha dichiarato la Carter. «Nessuna famiglia dovrebbe mai passare quello che abbiamo passato noi, è barbaro».

 

 

La giovane sconvolta dice il vero. Dice esattamente quello che sta accadendo – e a livello storico, metastorico, metafisico.

 

Casi comi quelli di Archie servono esattamente a questo, ad abituarci alla fine della dignità umana: così, le persone ritenute inservibili potranno essere terminate, scartate, cancellate – se ci pensate è quello che succede già nei Paesi nordici, Islanda in testa, dove non nascono più feti con la sindrome di Down, perché uccisi subito.

 

Forzarci a vedere lo Stato che uccide un nostro parente, ancorché bambino innocente, è un esercizio che, a quanto pare, ritengono dobbiamo fare. Il popolo deve abituarsi: uccideremo i vostri cari, se lo riteniamo, dice il potere. Non c’è Ippocrate, non c’è giudice parruccone, non c’è forza che vi possa salvare. Siete senza scampo.

 

L’amica di famiglia, in lacrime, parla di «barbarie». Anche qui, coglie nel segno.

 

Una società che uccide i propri figli non fa più parte della Civiltà. Il contrario della Civiltà è, appunto, la barbarie – il quadro in cui regna la violenza priva di legge e di morale, una violenza totalmente arbitraria, che può decidere di ferire, violentare, ammazzare chiunque, anche i bambini.

 

La fine della Civiltà è necessaria, perché con la restaurazione della barbarie potrà tornare il sacrificio umano.

 

Il moltiplicarsi di questi casi rivoltanti indica esattamente questo: la celebrazione di sacrifici umani, consumati pubblicamente, a cui dobbiamo assistere tutti, senza fiatare.

 

Fino a che, reimmessa la giusta dose di tributi a Moloch, ciò diverrà normale, diverrà legge – in effetti, legge lo è già.

 

L’assassinio del bambino inglese, diventato tutto blu, è solo «gestione della barbarie». Come da titolo del libro fondamentale dell’ISIS: e infatti, questo ci stanno preparando, un mondo di terrore.

 

Eccoci a guardare attonite le anteprime atroci del crollo della Civiltà, piccole anticipazioni di quello che sarà il futuro del pianeta dominato dalla Necrocultura.

 

Tuttavia non è finita.

 

È possibile fermare questo processo? Sì.

 

E ponetevi anche la domanda successiva: sarà possibile punire i responsabili?

 

Un uomo che non se lo chiede almeno una volta al giorno non è un uomo, è un complice dell’Impero della Morte che ci divora i figli.

 

Una uomo, una donna, che davanti a tale scempio non pensa di reagire ha già abdicato alla sua umanità, entrando già moralmente nel transumano, nel post-umano, nel dis-umano.

 

Guardando questo panorama di devastazione, un essere umano che vuole rimanere tale una cosa sola ha nel cuore: la lotta per la Vita e la Civiltà.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

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Essere genitori

Hanno ammazzato anche Archie: lo Stato utilitarista uccide il ragazzo «nel suo miglior interesse».

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Archie Battersbee, 12 anni, è morto ieri alle 12.15, ora del meridiano di Greenwich, al London Royal Hospital.

 

È morto soffocato: alle 10 le macchine che gli consentivano di respirare sono state spente, come da decisione dei medici e della magistratura britannica – con l’aggiunta della pilatesca Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, il cui pronunciamento era atteso con fiducia, ma che invece non si è opposta per «non interferire» con la giustizia di Albione.

 

A nulla sono valsi i ricorsi legali della famiglia, l’eco della protesta per mantenere in vita il figlio che ha varcato i confini nazionali. Non è mancata, al solito, l’offerta di spostare il bambino in Italia. Come era successo per Alfie, abbiamo visto quanto serve.

 

Tutti i gradi della magistratura parruccona hanno decretato che non era la famiglia a poter decidere se tenere vivo il bambino (concetto di per sé aberrante, ci rendiamo conto), ma i medici, che hanno agito nel suo «best interest».

 

Lo hanno ammazzato nel suo «miglior interesse». Lo hanno trucidato a suo vantaggio. Uccidere un bambino per «tutelarlo» Questa è l’irrazionalità assassina a cui è arrivato il mondo moderno, che si nutre oramai di oscene contraddizioni che provocano ondate di morte.

 

Il bambino era stato trovato privo di sensi nella sua casa del Sussex  lo scorso 7 aprile. Il lettore può notare, quindi, come i tempi nei quali si svolgono questo tipo di fenomeni – famiglie di comatosi contro medici e magistratura – si stiano accorciando. Non è escluso che a breve vedremo processi eutanatici per direttissima: vere e proprie sentenze di morte, comminate nel giro di poche ore.

 

Ricordiamo che erano stati i medici a chiedere alla magistratura di giudicare se fosse giusto proseguire a tener vivo il ragazzino con la ventilazione artificiale. I dottori infatti erano certi che il bambino non avesse possibilità di guarire.

 

Sappiamo cosa ha ucciso Archie. Non sono solo i medici e i giudici. È ciò che li contiene, li giustifica, li aizza nel loro lavoro di morte.

 

È lo Stato utilitarista. Per la filosofia utilitarista – che nasce proprio a Londra nel Settecento con l’inquietante filosofo Jeremy Bentham – il più debole può essere sacrificato al più forte, qualora quest’ultimo tragga dal sacrificio del primo un grande godimento. È la teoria per cui una minoranza della società è giusto che vada schiacciata a vantaggio del «piacere» (Bentham parla proprio di questo, con calcoli matematici) della maggioranza.  Chi ricorda i discorsi su vaccini, green pass e lockdown può capire di cosa stiamo parlando – perché l’utilitarismo è oramai il sistema operativo di ogni Stato moderno, che odia l’umanità e vuole umiliarla e ridurla.

 

Il più debole sacrificato al più forte. Il minore al maggiore. Tale sistema era perfetto per l’impero genocida che sterminava irlandesi e indiani, con carestie programmate, portandone vie le risorse, per il maggior godimento della società londinese.

 

Ecco quindi che l’utilitarismo diventa eugenetica, e chiama all’assassinio massivo degli stessi bambini britannici (Charlie, Alfie, Archie…): le loro vite sono divenute quelle che nella Germania di Hitler – grande discepolo delle teorie antropologiche angloamericane – veniva chiamata lebensunwerten leben, «vita indegna di essere vissuta».

 

Lo Stato utilitarista è quindi lo Stato della Necrocultura. L’utilitarismo è in fondo solo una elaborazione della Cultura della Morte.

 

Quindi, lo Stato utilitarista neonazista ha ucciso un altro bambino, sì: ma ne ammazza decine di migliaia ogni giorno con aborti, riproduzione in provetta, espianto di organi.

 

Perché è grazie agli orrori permessi dalla Necrocultura che lo Stato moderno può nutrirsi e prosperare.

 

 

 

 

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Eutanasia

Eutanasia, il Canada nel 2021 ha superato i 10.000 morti su assistenza medica

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

 

Ci sono stati zero decessi per vaiolo delle scimmie in Canada, ma la malattia ha ricevuto molta più attenzione da parte dei media rispetto alle 10.064 persone morte nel Paese l’anno scorso sotto assistenza medica [MAiD, ndr].

 

Il terzo rapporto annuale sul MAiD per il 2021 è stato appena riportato dai media. Health Canada non ha pubblicato un comunicato stampa e ne ha twittato solo una volta. Le cifre sono sorprendenti per chiunque si interessi a loro, che non include i media canadesi.

 

 


 

I punti principali sono:

 

  • Nel 2021 ci sono stati 10.064 decessi MAiD, che rappresentano il 3,3% di tutti i decessi in Canada.

 

  • Si tratta di un aumento del 32,4% rispetto al 2020.

 

  • Il totale dei decessi MAiD dalla legislazione canadese del 2016 è 31.664.

 

I motivi principali per richiedere MAiD non includevano il dolore. Erano la perdita della capacità di impegnarsi in attività significative (86,3%) e la perdita della capacità di svolgere le attività della vita quotidiana (83,4%).

 

Il terzo motivo era il controllo inadeguato del dolore (o la preoccupazione per il dolore), citato dal 57,6% delle persone. Le statistiche non distinguono tra persone che hanno effettivamente provato dolore e persone che hanno solo temuto il dolore.

 

Quasi uno su cinque dei canadesi morti per eutanasia nel 2021 lo ha fatto perché si sentiva solo. Per essere precisi, il 17,3% ha citato «l’isolamento o la solitudine» come motivo per voler morire.

 

Nel 35,7% dei casi, i pazienti ritenevano di essere un «peso per la famiglia, gli amici o gli operatori sanitari».

 

Anche se il rapporto annuale del MAiD è sfuggito al radar, i media non hanno ignorato la questione. CTV News Toronto ha recentemente intervistato una donna di Toronto sulla cinquantina che soffre da tempo di COVID e ha presentato domanda per MAiD.

 

«[MAiD] è esclusivamente una considerazione finanziaria», ha detto. «Le mie scelte sono fondamentalmente di morire lentamente e dolorosamente, o rapidamente. Queste sono le opzioni che sono rimaste».

 

Al momento, il governo canadese sta studiando se estendere l’ammissibilità al MAiD estendendolo alle persone con malattie mentali. Un medico che è il presidente del team medico di un ospedale MAiD ha espresso il suo allarme.

 

Scrivendo sul National Observer, il dottor Sonu Gaind ha dichiarato:

 

«È un mito che il MAiD ampliato riguardi solo l’autonomia. L’espansione può aumentare l’autonomia privilegiata per alcuni di morire con dignità, ma lo fa sacrificando altri canadesi emarginati a morti premature per sfuggire a vite dolorose che non abbiamo permesso loro di vivere con dignità».

 

 

Michael Cook

 

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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