Intelligenza Artificiale
Intelligenza Artificiale, in realtà i poveri nei Paesi in via di sviluppo svolgono il lavoro
Le aziende di Intelligenza Artificiale della Silicon Valley farebbero affidamento su manodopera a basso costo all’estero e affidano loro il lavoro necessario per farle funzionare e il più delle volte, i salari e le condizioni di lavoro, sono scadenti. Lo riporta il Washington Post.
Quantità massive di persone nelle Filippine hanno il compito di etichettare le immagini, consentendo agli algoritmi di Intelligenza Artificiale di dare un senso al mondo. A volte viene chiesto loro di dare un senso a blocchi di testo per assicurarsi che i chatbot IA, come ChatGPT di OpenAI, non finiscano per dire sciocchezze.
Molti di questi lavoratori vengono sfruttati e sottopagati, scrive il WaPo. Si tratta di un aspetto assai trascurato, poiché i dibattiti si sono concentrati su questioni più ambigue di potenziali pregiudizi o sulla possibilità che l’IA diventi un pericolo per l’utente finale.
Secondo il rapporto, la startup Scale AI, con sede a San Francisco, impiega almeno 10.000 persone nelle Filippine su una piattaforma chiamata Remotasks. Secondo i dati e le interviste ottenute dal WaPo, la società spesso non è riuscita a pagare in tempo i suoi salariati, anche se un portavoce di Scale AI ha detto a WaPo che «ritardi o interruzioni nei pagamenti sono estremamente rari».
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Un certo numero di freelance di Remotasks hanno dichiarato al giornale di essere stati rigidi nei pagamenti o di non aver mai ricevuto il denaro inizialmente promesso. Un lavoratore di 26 anni ha trascorso tre giorni su un progetto, sperando di ottenere 50 dollari, mentre all’atto pratico ha ricevuto solo 12 dollari.
Dominic Ligot, esperto filippino di etica dell’IA, ha definito questi nuovi luoghi di lavoro che ospitano lavoratori che etichettano filmati o testi per aziende di Intelligenza artificiale come Scale AI, dei «fabbriche di sfruttamento digitali». Inoltre, i lavoratori non avrebbero mezzi efficaci per lamentarsi e possono semplicemente essere «disattivati» in caso di lamentele o proteste.
Tutto ciò non sono solo le Filippine. Freelance o «Tasker» sono impiegati anche in Venezuela e in India, innescando una «corsa al ribasso», come dichiarato dal proprietario di un’azienda di outsourcing proprio al giornale statunitense.
L’Intelligenza Artificiale smuove miliardi di dollari negli Stati Uniti, ma coloro che effettivamente svolgono il peso maggiore del lavoro spesso passano inosservati, sottopagati o ignorati del tutto. Forse un chiaro dibattito sull’etica del lavoro riguardo questa nuova tecnologia potrebbe essere fatto.
Come riportato da Renovatio 21, l’esistenza di forza lavoro digitale nel Terzo Mondo era emersa quando una foto di una signora seduta sul water scattata da un aspirapolvere automatico Roomba è finita per qualche ragione su internet. Anche in quel caso, l’immagine era stata gestita da Scale AI, per poi comparire su Facebook e su Discord in gruppi di lavoratori digitali venezuelani nel 2020.
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Intelligenza Artificiale
Agenti IA ribelli si infiltrano nei conti bancari statunitensi
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Intelligenza Artificiale
Icona di Carlo Acutis fatta con l’IA. Polemiche
Una chiesa cattolica in Bielorussia ha suscitato polemiche per aver utilizzato l’intelligenza artificiale per generare un’icona di Carlo Acutis e farla benedire. Lo riporta LifeSite.
Euroradio riferisce che il ritratto eretto nella Chiesa di Santa Maria Maddalena sarebbe la prima icona religiosa di questo tipo in Bielorussia, e potenzialmente al mondo intero. Raffigura Acutis, soprannominato l’«apostolo cibernetico» e patrono dei giovani e di Internet. L’icona è stata benedetta l’11 ottobre dall’arcivescovo emerito Tadeusz Kondrusiewicz.
Secondo quanto riportato Acutis «aveva una devozione così intensa per il Santissimo Sacramento da aver creato un sito web che documentava tutti i miracoli eucaristici e le apparizioni mariane approvati. Durante la sua vita, Acutis si riferiva all’Eucaristia come alla «mia autostrada per il paradiso». Morì nel 2006 all’età di 15 anni a causa di una leucemia promielocitica acuta. Ora è acclamato come il primo «santo millenial».
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La santificazione di Acutis è stata oggetto di polemiche. Il percorso che ha portato alla santità in circa diciannove anni dalla sua morte (e con un’accelerazione mediatica e burocratica molto marcata negli ultimi anni) è stato definito da diversi osservatori un’operazione di «storytelling» e marketing pastorale. Alcuni critici evidenziano come la Chiesa utilizzi queste figure per tentare un aggancio rapido con i giovani e il mondo dei social media.
Diversi osservatori hanno ridimensionato l’etichetta di «patrono di internet» o «genio dell’informatica», spiegando che le sue competenze digitali si limitavano a lavoretti scolastici e a un sito amatoriale di catalogazione dei miracoli eucaristici, trasformato poi a posteriori in un’operazione simbolica massiccia. Non manca chi ha lamentato le origini alto-borghesi della famiglia di Acutis.
Sebbene l’uso dell’IA sia in linea con l’associazione di Acutis con la tecnologia, molti osservatori hanno reagito ritenendo inappropriato creare un’icona religiosa con mezzi diversi dalle mani umane.
«Orribile. Quando si dipinge un’icona, ogni tratto è una preghiera. Intelligenza artificiale? Niente», ha commentato un utente di X. «Sono scarabocchi vuoti senza alcun significato. Vi garantisco che lo percepite anche voi guardando le immagini.»
⛪ Belarus has blessed its first AI-generated religious icon
The icon depicts Carlo Acutis, an Italian teenager who was canonized in 2025 and became known as the “Cyber Apostle.”
The icon was installed in a Catholic church in Novolukoml, where Archbishop Tadeusz Kondrusiewicz… pic.twitter.com/vawCVEK8aX
— NEXTA (@nexta_tv) October 12, 2026
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«Questo è un passo troppo azzardato», ha affermato un altro cattolico autodefinitosi «tradizionalista». «Le immagini generate dall’IA OVVIAMENTE non possono essere venerate!»
«L’arte religiosa dovrebbe essere creata dagli esseri umani, poiché l’atto stesso di creare un’opera d’arte è come comporre un canto o un’opera religiosa, per glorificare e al contempo nutrire l’anima dell’artista», ha spiegato un terzo utente. «L’intelligenza artificiale non può glorificare, quindi qualsiasi opera d’arte creata da essa è superficiale e vana.»
L’icona aveva anche alcuni difensori, uno dei quali sosteneva che l’uso dell’IA non fosse diverso dall’adozione della stampa o della televisione: «Le chiese hanno utilizzato ogni nuovo mezzo per raccontare la loro storia… Lo strumento non è mai stato la parte sacra».
Il mese scorso, l’arcivescovo Josafá Menezes da Silva di Aracaju, in Brasile, ha pubblicato le regole per l’uso dell’AI da parte della Chiesa, che includono «una revisione umana obbligatoria prima della pubblicazione» di qualsiasi materiale realizzato con l’ausilio dell’IA. Gli strumenti tecnologici possono essere utilizzati per la progettazione grafica e il fotoritocco, con i limiti descritti di seguito. L’arcivescovo ha approvato il loro utilizzo per «creare sfondi, creare texture, generare elementi astratti, creare illustrazioni, suggerire layout, lavorare con i colori, assistere nella composizione, assistere nel montaggio e contribuire alla creazione di concetti visivi», secondo ACI Digital, ma non per fotografie o omelie.
Monsignor Menezes ha affermato che «l’Intelligenza Artificiale generativa non deve essere utilizzata per ricostruire o simulare l’aspetto di un vescovo, un sacerdote o un diacono quando il risultato sostituisce la loro fotografia reale o potrebbe essere interpretato come una rappresentazione autentica del loro aspetto o di una situazione da loro vissuta», e lo stesso divieto si applica anche alla voce di un ecclesiastico.
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Immagine screenshot da Twitter
Intelligenza Artificiale
La polizia tedesca arresta un robot pedofilo
‼️BREAKING: German police seized a robot that sexually assaulted a 16-year-old girl by touching her ass and making thrusting motions at her.
Officers found it stashed in the boot of a Volkswagen. Its 16-year-old owner and a 19-year-old companion allegedly livestreamed it. pic.twitter.com/MTUBuXcgtT — International Cyber Digest (@IntCyberDigest) October 12, 2026
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Saudi Arabia unveils its man shaped AI robot Mohammad, reacts to reporter in its first appearance pic.twitter.com/1ktlUlGBs1
— Megh Updates 🚨™ (@MeghUpdates) March 6, 2024
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