Oligarcato
Il capo del World Economic Forum di Davos indagato per presunti legami con Epstein
Il World Economic Forum ha avviato un’indagine interna su Børge Brende, amministratore delegato del Forum di Davos, per fare chiarezza sui suoi rapporti con il finanziere statunitense Jeffrey Epstein, ormai noto per i suoi reati sessuali, hanno riferito giovedì diverse agenzie di stampa citando l’organizzazione stessa.
La scorsa settimana il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso pubblica l’ultima tranche di documenti legati al caso Epstein, inclusi i suoi scambi di posta elettronica personali. La mole di materiale – oltre 3 milioni di pagine, 2.000 video e 180.000 immagini – ha riportato al centro dell’attenzione i legami del finanziere con figure di spicco del mondo politico, imprenditoriale e tecnologico.
Molti dei nomi emersi dai dossier erano habitué del forum annuale di Davos, a conferma di come la rete di Epstein si intrecciasse con alcuni degli ambienti più potenti e influenti a livello globale. Tra questi figurano l’ex primo ministro israeliano Ehud Barak, l’ex segretario al Tesoro statunitense Larry Summers, i magnati della tecnologia Elon Musk, Reid Hoffman e Peter Thiel, oltre a Bill Gates, l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, l’imprenditore Richard Branson e personalità del settore bancario come Ariane de Rothschild.
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Il consiglio del World Economic Forum, con sede a Ginevra, ha annunciato di aver deciso di avviare un’indagine indipendente sui rapporti tra Brende e il finanziere, alla luce delle rivelazioni emerse su «tre cene di lavoro» a cui ha partecipato l’amministratore delegato insieme a Epstein, oltre a scambi di e-mail e messaggi di testo.
«Questa scelta riflette l’impegno del Forum verso la massima trasparenza e la salvaguardia della propria integrità», ha dichiarato il WEF, secondo quanto riportato da Bloomberg, precisando che Brende «sostiene pienamente l’inchiesta e collabora attivamente, avendola del resto richiesta in prima persona».
Brende, alla guida del WEF dal 2017, continuerà a ricoprire il suo incarico, ma non sarà coinvolto nel processo di revisione, ha specificato l’organizzazione. Citato dall’agenzia, ha affermato di «essere stato completamente all’oscuro del passato e delle attività criminali di Epstein» e che, in caso contrario, avrebbe rifiutato ogni invito.
«Riconosco di non aver svolto un’indagine sufficientemente approfondita sul suo background e mi rammarico profondamente di non averlo fatto», ha aggiunto Brende.
Epstein, che nel 2008 si era dichiarato colpevole di favoreggiamento della prostituzione ed era stato condannato a 18 mesi di carcere per lo stupro di una minorenne, era stato nuovamente arrestato nel 2019 con l’accusa di traffico di esseri umani e sfruttamento sessuale di vittime minorenni. È morto in carcere prima di essere processato.
Il dipartimento di Giustizia ha progressivamente divulgato il materiale relativo al caso Epstein in ottemperanza all’Epstein Files Transparency Act, la legge firmata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
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Oligarcato
Epstein donava «fondi essenziali» alle organizzazioni caritatevoli cattoliche delle Isole Vergini
Un comunicato stampa rinvenuto negli archivi di Jeffrey Epstein e reso pubblico lo scorso fine settimana ha rivelato che il finanziere aveva fornito un sostegno economico alle Catholic Charities delle Isole Vergini americane.
«La Jeffrey Epstein VI Foundation ha appena donato fondi essenziali alle Catholic Charities delle Isole Vergini americane», si legge nel testo privo di data, che descrive l’organizzazione come la più grande realtà cattolica presente nell’arcipelago. «Siamo onorati di sostenere le CCVI [Catholic Charities of the Virgin Island, ndr]», avrebbe dichiarato all’epoca Epstein. «Si tratta di una delle organizzazioni più efficaci nei Caraibi nel contrasto alla povertà oggi».
La scoperta è stata resa nota lunedì dal gruppo statunitense Lepanto Institute, che ha sottolineato il carattere inquietante della notizia, alla luce del passato di Epstein – condannato per traffico sessuale e abusi su minori – e della controversa storia della stessa Catholic Charities.
Epstein fu arrestato nel 2019 con l’accusa di aver abusato sessualmente di minorenni e di aver gestito una rete internazionale di sfruttamento sessuale. All’epoca il procuratore federale Geoffrey Berman dichiarò che il miliardario aveva «creato una vasta rete di vittime minorenni da sfruttare sessualmente, spesso quotidianamente».
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Mentre era in attesa di processo in un carcere di New York, Epstein fu trovato morto, ufficialmente per suicidio mediante impiccagione. Suo fratello ha successivamente sostenuto che Jeffrey fosse stato assassinato in cella e che il governo statunitense ne fosse a conoscenza.
Negli Stati Uniti le organizzazioni caritative cattoliche, tra cui Catholic Charities, sono state al centro di aspre critiche per il modo in cui hanno gestito l’assistenza a minori immigrati non accompagnati: in diversi casi è emerso che bambini erano stati affidati a sponsor non adeguatamente verificati, finendo in situazioni di lavoro forzato, sfruttamento sessuale o altre forme di abuso, scrive LifeSite.
Come indicato nel comunicato, l’organizzazione fornisce cibo, alloggio temporaneo, abbigliamento e sostegno a lungo termine – tra cui assistenza legale e sanitaria – a famiglie e individui in condizioni di vulnerabilità, inclusi senzatetto, persone con problemi di salute mentale, tossicodipendenti e anziani costretti a rimanere a casa.
Il Lepanto Institute ha posto l’accento sui programmi specifici per i giovani offerti da Catholic Charities nelle Isole Vergini americane, tra cui Camp Shriver e Kids Learn and Emergency Help, descritti come «campi sportivi e di apprendimento intensivi di più settimane per bambini svantaggiati, con un coinvolgimento continuativo nella loro vita».
Il comunicato stampa che annunciava i contributi di Epstein sottolineava inoltre il suo profilo di rilievo: ex membro del Council on Foreign Relations e della Trilateral Commission – due influenti organismi internazionali che riuniscono leader politici, imprenditori, accademici e rappresentanti dei media per orientare la politica globale sia pubblica che privata –, nonché membro della New York Academy of Sciences ed ex componente del consiglio di amministrazione della Rockefeller University.
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