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Green Agenda: questa crisi energetica è diversa da tutte le altre

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Renovatio 21 traduce questo articolo di William F. Engdahl.

 

 

Il prezzo dell’energia da tutte le fonti convenzionali sta esplodendo a livello globale. Lungi dall’essere accidentale, è un piano ben orchestrato per far crollare l’economia mondiale industriale che è già stata indebolita drammaticamente da quasi due anni di ridicola quarantena COVID e relative misure. Quello che stiamo vedendo è un’esplosione dei prezzi nel petrolio, nel carbone e ora soprattutto, nell’energia del gas naturale. Ciò che lo rende diverso dagli shock energetici degli anni ’70 è che questa volta si sta sviluppando mentre il mondo degli investimenti aziendali, utilizzando il fraudolento modello di investimento verde ESG, sta disinvestendo in futuro petrolio, gas e carbone mentre i governi dell’OCSE abbracciano orrendamente inefficienti , solare ed eolico inaffidabili che assicureranno il crollo della società industriale forse già nei prossimi mesi. Salvo un drammatico ripensamento, l’UE e le altre economie industriali stanno deliberatamente commettendo un suicidio economico.

 

 

Quello che solo pochi anni fa era accettato come ovvio era che garantire un’energia abbondante, affidabile, efficiente e conveniente definisce l’economia. Senza energia efficiente non possiamo produrre acciaio, cemento, materie prime minerarie o qualsiasi altra cosa che sostenga le nostre economie moderne.

 

Negli ultimi mesi il prezzo mondiale del carbone per la produzione di energia è raddoppiato. Il prezzo del gas naturale è aumentato di quasi il 500%. Il petrolio è diretto a 90 dollari al barile, il più alto degli ultimi sette anni. Questa è una conseguenza pianificata di quello che a volte viene chiamato il Grande Reset di Davos o la follia «zero carbonio» dell’Agenda verde.

Il prezzo dell’energia da tutte le fonti convenzionali sta esplodendo a livello globale. Lungi dall’essere accidentale, è un piano ben orchestrato per far crollare l’economia mondiale industriale che è già stata indebolita drammaticamente da quasi due anni di ridicola quarantena COVID e relative misure

 

Circa due decenni fa l’Europa ha iniziato un importante passaggio alle fonti rinnovabili denominate erroneamente o Energia verde, principalmente solare ed eolica.

 

La Germania, il cuore dell’industria dell’UE, ha guidato la trasformazione con la mal concepita Energiewende dell’ex cancelliere Merkel, dove le ultime centrali nucleari della Germania chiuderanno nel 2022 e le centrali a carbone verranno gradualmente eliminate.

 

Tutto questo si è ora scontrato con la realtà che Green Energy non è affatto in grado di far fronte a gravi carenze di approvvigionamento. La crisi era del tutto prevedibile.

 

 

I polli verdi pagano le conseguenze

Con i diffusi blocchi per il COVID dell’industria e dei viaggi nel 2020, il consumo di gas naturale dell’UE è diminuito drasticamente.

 

Il più grande fornitore di gas dell’UE, la russa Gazprom, nell’interesse di un mercato ordinato a lungo termine, ha debitamente ridotto le sue consegne al mercato dell’UE anche in perdita. Un inverno 2019-2020 insolitamente mite ha consentito allo stoccaggio di gas dell’UE di raggiungere il massimo. Un inverno lungo e rigido lo ha quasi cancellato nel 2021.

 

Contrariamente alle affermazioni dei politici dell’UE, Gazprom non ha fatto politica con l’UE per forzare l’approvazione del suo nuovo gasdotto NordStream 2 in Germania. Con la ripresa della domanda dell’UE nei primi sei mesi del 2021, Gazprom si è affrettata a soddisfarla e ha persino superato i livelli record del 2019, e anche a spese del rifornimento dello stoccaggio di gas russo per il prossimo inverno.

 

Con l’UE ora fermamente impegnata in un’agenda per l’energia verde, Fit for 55, e il rifiuto esplicito del gas naturale come opzione a lungo termine, mentre allo stesso tempo uccide il carbone e il nucleare, l’incompetenza dei modelli climatici del gruppo di esperti che giustificavano una società elettrica priva di CO2 al 100% entro il 2050 è arrivata al pettine.

Quello che stiamo vedendo è un’esplosione dei prezzi nel petrolio, nel carbone e ora soprattutto, nell’energia del gas naturale. Ciò che lo rende diverso dagli shock energetici degli anni ’70 è che questa volta si sta sviluppando mentre il mondo degli investimenti aziendali, utilizzando il fraudolento modello di investimento verde ESG

 

Poiché gli investitori finanziari di Wall Street e Londra hanno visto il vantaggio di enormi profitti dall’agenda dell’energia verde, lavorando con il World Economic Forum di Davos per promuovere il ridicolo modello di investimento ESG, le compagnie petrolifere, del gas e del carbone convenzionali non stanno investendo i profitti nella produzione ampliata. Nel 2020 la spesa mondiale per petrolio, gas e carbone è diminuita di circa 1 trilione di dollari. Questo non tornerà.

 

Con BlackRock e altri investitori che hanno quasi boicottato ExxonMobil e altre società energetiche a favore dell’energia «sostenibile», un inverno eccezionalmente freddo e lungo in Europa e una mancanza record di vento nel nord della Germania, ha innescato un panico acquisto di gas sui mercati mondiali di gas naturale liquefatto (GNL) in primi di settembre.

 

Il problema è che il rifornimento è arrivato troppo tardi, poiché la maggior parte del GNL disponibile dagli Stati Uniti, dal Qatar e da altre fonti che normalmente sarebbero disponibili era già stata venduta alla Cina, dove una politica energetica altrettanto confusa, incluso un divieto politico sul carbone australiano, ha portato a chiusure di impianti e un recente ordine del governo per garantire gas e carbone «ad ogni costo».

 

Il Qatar, gli esportatori di GNL statunitensi e altri si sono riversati in Asia lasciando letteralmente l’UE al freddo.

Il Qatar, gli esportatori di GNL statunitensi e altri si sono riversati in Asia lasciando letteralmente l’UE al freddo.

 

 

Deregolamentazione dell’energia

Quello che pochi capiscono è come i mercati dell’energia verde di oggi siano truccati per avvantaggiare speculatori come hedge fund o investitori come BlackRock o Deutsche Bank e penalizzare i consumatori di energia.

 

Il prezzo principale del gas naturale scambiato in Europa, il contratto futures TTF olandese, è venduto dall’ICE Exchange con sede a Londra. Si ipotizza quali saranno i futuri prezzi all’ingrosso del gas naturale nell’UE tra uno, due o tre mesi. L’ICE è sostenuto, tra gli altri, da Goldman Sachs, Morgan Stanley, Deutsche Bank e Société Générale. Il mercato è in quelli che vengono chiamati contratti futures sul gas o derivati.

 

Le banche o altri possono speculare per pochi centesimi sul dollaro, e quando si è diffusa la notizia di quanto fosse basso lo stoccaggio di gas dell’UE per il prossimo inverno, gli squali finanziari sono andati in delirio. All’inizio di ottobre i prezzi dei futures per il gas TTF olandese erano esplosi di un 300% senza precedenti in pochi giorni. Da febbraio è molto peggio, poiché un carico standard di GNL da 3,4 trilioni di BTU (British Thermal Units) ora costa 100-120 milioni di dollari, mentre alla fine di febbraio il suo costo era inferiore a 20 milioni di dollari. È un aumento del 500-600% in sette mesi.

Quello che pochi capiscono è come i mercati dell’energia verde di oggi siano truccati per avvantaggiare speculatori come hedge fund o investitori come BlackRock o Deutsche Bank e penalizzare i consumatori di energia

 

Il problema di fondo è che, a differenza di quanto accaduto per la maggior parte del dopoguerra, dalla promozione politica di «rinnovabili» solari ed eoliche inaffidabili e ad alto costo nell’UE e altrove (es. Texas, febbraio 2021) i mercati delle utenze elettriche e i loro prezzi sono stati deliberatamente deregolamentati per promuovere alternative verdi e forzare l’uscita di gas e carbone sulla dubbia argomentazione che le loro emissioni di CO2 mettono in pericolo il futuro dell’umanità se non vengono ridotte a zero entro il 2050.

 

I prezzi a carico del consumatore finale sono fissati dai fornitori di energia che integrano i diversi costi a condizioni competitive. Il modo diabolico in cui vengono calcolati i costi dell’elettricità nell’UE, presumibilmente per incoraggiare solare ed eolico inefficienti e scoraggiare le fonti convenzionali, è che, come ha affermato l’analista energetico francese Antonio Haya, «l’impianto più costoso di quelli necessari per coprire la domanda (impianto marginale) stabilisce il prezzo per ogni ora di produzione per tutta la produzione abbinata all’asta».

 

Quindi il prezzo odierno del gas naturale stabilisce il prezzo per l’elettricità idroelettrica a costo sostanzialmente zero.

 

Data l’impennata del prezzo del gas naturale, questo sta definendo i costi dell’elettricità nell’UE. È un’architettura diabolica dei prezzi che avvantaggia gli speculatori e distrugge i consumatori, comprese le famiglie e l’industria.

 

I mercati delle utenze elettriche e i loro prezzi sono stati deliberatamente deregolamentati per promuovere alternative verdi e forzare l’uscita di gas e carbone sulla dubbia argomentazione che le loro emissioni di CO2 mettono in pericolo il futuro dell’umanità se non vengono ridotte a zero entro il 2050

Una causa aggravante fondamentale per la recente carenza di abbondante carbone, gas e petrolio è la decisione di BlackRock e di altri fondi monetari globali di allontanare gli investimenti dal petrolio, dal gas o dal carbone, tutte fonti energetiche perfettamente sicure e necessarie, per l’accumulo di fonti di energia gravemente inefficienti e solare o eolico inaffidabile.

 

Lo chiamano investimento ESG. È l’ultima moda a Wall Street e in altri mercati finanziari mondiali da quando il CEO di BlackRock Larry Fink è entrato a far parte del consiglio di amministrazione del Klaus Schwab World Economic Forum nel 2019. Hanno creato società di certificazione ESG che assegnano rating ESG «politicamente corretti» alle società di azioni , e punire coloro che non rispettano.

 

La corsa agli investimenti ESG ha fruttato miliardi a Wall Street e ai suoi amici. Ha anche frenato lo sviluppo futuro di petrolio, carbone o gas naturale per la maggior parte del mondo.

 

 

La «malattia tedesca»

Ora, dopo 20 anni di investimenti folli nel solare e nell’eolico, la Germania, un tempo fiore all’occhiello dell’industria dell’UE, è vittima di quella che possiamo chiamare la malattia tedesca.

 

Come l’economica malattia olandese, l’investimento forzato nell’energia verde ha portato alla mancanza di energia affidabile a prezzi accessibili. Tutto per un’affermazione non dimostrata di 1,5°C dell’IPCC che dovrebbe porre fine alla nostra civiltà entro il 2050 se non riusciamo a raggiungere lo Zero Carbonio.

 

È un’architettura diabolica dei prezzi che avvantaggia gli speculatori e distrugge i consumatori, comprese le famiglie e l’industria.

Per portare avanti l’agenda dell’UE per l’energia verde, paese dopo paese, con poche eccezioni, hanno iniziato a smantellare petrolio, gas e carbone e persino il nucleare. Le ultime centrali nucleari rimaste in Germania chiuderanno definitivamente il prossimo anno. Nuove centrali a carbone, con scrubber di ultima generazione, vengono demolite ancor prima di essere avviate.

 

Il caso tedesco diventa ancora più assurdo.

 

Nel 2011 il governo Merkel ha adottato un modello energetico sviluppato da Martin Faulstich e dal Consiglio consultivo statale per l’ambiente (SRU) che ha affermato che la Germania potrebbe raggiungere il 100% di produzione di elettricità rinnovabile entro il 2050. Hanno sostenuto che l’uso del nucleare non sarebbe stato necessario, né la costruzione di impianti a carbone con cattura e stoccaggio del carbonio (CCS).

 

Nasce così la catastrofica Energiewende della Merkel. Lo studio sosteneva che funzionerebbe perché la Germania potrebbe contrattare per acquistare energia idroelettrica in eccesso, priva di CO2, dalla Norvegia e dalla Svezia.

 

Tutto per un’affermazione non dimostrata di 1,5°C dell’IPCC che dovrebbe porre fine alla nostra civiltà entro il 2050 se non riusciamo a raggiungere lo Zero Carbonio

Ora con estrema siccità e un’estate calda, le riserve di energia idroelettrica di Svezia e Norvegia sono pericolosamente basse entrando in inverno, solo il 52% della capacità. Ciò significa che i cavi elettrici per la Danimarca, la Germania e ora il Regno Unito sono in pericolo. E come se non bastasse, la Svezia è divisa sulla chiusura delle proprie centrali nucleari che le forniscono il 40% dell’elettricità. E la Francia sta discutendo di tagliare fino a un terzo delle sue centrali nucleari libere, il che significa che anche la fonte per la Germania non sarà sicura.

 

Già il 1° gennaio 2021, a causa dell’eliminazione graduale del carbone da parte del governo tedesco, sono state chiuse 11 centrali elettriche a carbone con una capacità totale di 4,7 GW. È durato solo 8 giorni quando molte delle centrali a carbone hanno dovuto essere ricollegate alla rete a causa di un prolungato periodo di scarsità di vento.

 

Nel 2022 l’ultima centrale nucleare tedesca chiuderà e altre centrali a carbone chiuderanno definitivamente, tutto per il nirvana verde.

 

Se l’UE continua con quest’agenda suicida, si ritroverà in un deserto deindustrializzato in pochi anni

Nel 2002 l’energia nucleare tedesca era fonte per il 31% della potenza, energia elettrica senza emissioni di carbonio.

 

Per quanto riguarda l’energia eolica che costituisce il deficit in Germania, nel 2022 circa 6000 turbine eoliche con una capacità installata di 16 GW saranno smantellate a causa della scadenza dei sussidi di immissione in rete per le turbine più vecchie.

 

Il tasso di approvazione di nuovi parchi eolici è bloccato dalla crescente ribellione dei cittadini e dalle sfide legali all’inquinamento acustico e ad altri fattori. Si sta preparando una catastrofe evitabile.

 

Non ci vuole uno scienziato missilistico per rendersi conto che questa è una strada per la distruzione economica. Ma questo è in effetti l’obiettivo dell’energia «sostenibile» delle Nazioni Unite 2030 o del Grande Reset di Davos: riduzione della popolazione su vasta scala.

La risposta della Commissione UE a Bruxelles, piuttosto che ammettere i palesi difetti nella loro agenda per l’energia verde, è stata quella di raddoppiarla come se il problema fosse il gas naturale e il carbone.

 

Lo zar del clima dell’UE Frans Timmermans ha dichiarato assurdamente: «Se avessimo avuto il Green Deal cinque anni prima, non saremmo in questa posizione perché allora avremmo meno dipendenza dai combustibili fossili e dal gas naturale».

 

Se l’UE continua con quest’agenda suicida, si ritroverà in un deserto deindustrializzato in pochi anni. Il problema non è il gas, il carbone o il nucleare. È l’inefficiente energia verde proveniente dal solare e dall’eolico che non sarà mai in grado di offrire energia stabile e affidabile.

 

Noi umani siamo le rane che vengono bollite lentamente. E ora i poteri forti stanno davvero alzando il fuoco.

L’agenda per l’energia verde dell’UE, degli Stati Uniti e di altri governi, insieme agli investimenti ESG promossi da Davos, garantirà solo che mentre andiamo avanti ci sarà ancora meno gas o carbone o nucleare su cui ricorrere quando il vento si fermerà, c’è un siccità nelle dighe idroelettriche o mancanza di sole.

 

Non ci vuole uno scienziato missilistico per rendersi conto che questa è una strada per la distruzione economica. Ma questo è in effetti l’obiettivo dell’energia «sostenibile» delle Nazioni Unite 2030 o del Grande Reset di Davos: riduzione della popolazione su vasta scala.

 

Noi umani siamo le rane che vengono bollite lentamente. E ora i poteri forti stanno davvero alzando il fuoco.

 

 

William F. Engdahl

 

 

 

F. William Engdahl è consulente e docente di rischio strategico, ha conseguito una laurea in politica presso la Princeton University ed è un autore di best seller sulle tematiche del petrolio e della geopolitica. È autore, fra gli altri titoli, di Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation («Semi della distruzione, l’agenda nascosta della manipolazione genetica»), consultabile anche sul sito globalresearch.ca.

 

 

Questo articolo, tradotto e pubblicato da Renovatio 21 con il consenso dell’autore, è stato pubblicato in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook e ripubblicato secondo le specifiche richieste.

 

 

Renovatio 21 offre la traduzione di questo articolo per dare una informazione a 360º.  Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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Eruzione del vulcano Semeru in Indonesia, le immagini

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In Indonesia il monte Semeru è esploso in una massiccia eruzione vulcanica sabato 4 dicembre 2021.

 

Una colonna di fumo e cenere si è innalzata in cielo per più di 12 mila metri, per poi precipitare nelle aree circostanti, che sono densamente popolate.

 

 

 

Le aree colpite dalla cenere vulcaniche sarebbero andate al buio totale

 

 

 

Il Semeru aveva eruttato l’ultima volta nel dicembre 2020.

 

L’Indonesia è un arcipelago costituito da isole vulcaniche, piagato, oltre che dall’attività vulcanica, anche da attività tettonica: sta seduto su quello che è chiamato l’«anello di fuoco», ossia l’incontro di due placche continentali.

 

Le eruzioni vulcaniche hanno un immenso impatto ambientale perché liberali nell’aria immense quantità di anidride carbonica.

 

La massiccia eruzione del Monte Tambora del 1815 ad aprile nelle Indie orientali olandesi (ora Indonesia) potrebbe aver creato un cambiamento climatico tale da provocare quello che è noto come «Anno senza estate», «Anno della Povertà» o «Eighteen Hundred and Froze To Death» (milleottocento e morte di freddo): il tragico 1816 fu segnato da vere, gravi anomalie climatiche che causarono la diminuzione delle temperature medie globali di 0,4-0,7 ° C (0,72-1,26 ° F). Ciò comportò gravi carenze alimentari nell’emisfero settentrionale, con conseguenze politiche, in un’Europa che stava ancora riprendendosi dalla catastrofe delle guerre napoleoniche, non indifferenti, e carestie in Irlanda, Germania, Gran Bretagna, Isvizzera a cui si aggiunse anche un’epidemia di tifo dal 1816 e il 1819 in cui perirono almeno 100 mila irlandesi.

 

Dicono che i quadri del pittore inglese J.M.W Turner, con quel caratteristico cielo rosso o giallo, siano ispirati da quel nefasto evento.

 

Riguardo al potere dei vulcani di sconvolgere il mondo, i lettori possono ricordare gli aerei di tutta Europa a terra nel 2011 a causa del vulcano islandese Eyjafjöll, situato sotto l’ancora più impronunciabile il ghiacciaio Eyjafjallajökull.

 

 

 

 

 

Immagine screenshot da Twitter

 

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ONG femministe propongono l’aborto contro il cambiamento climatico

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Delle ONG femministe di pianificazione familiare stanno promuovendo l’uso della «pianificazione familiare volontaria» come «soluzione efficace» per arginare la crescita della popolazione e mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

 

 

Citando l’impatto del cambiamento climatico su donne e ragazze, Women and Gender Constituency ha invitato i governi che partecipano alla 26a Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sul Cambiamento climatico (COP26) a investire in «un’azione climatica giusta (…) per il genere e la salute», compresi i rapporti sessuali e diritti alla salute riproduttiva.

 

Dopo essere stati esclusi dal vertice delle Nazioni Unite sul clima del 2015 a Parigi, i sostenitori dell’aborto e le ONG per la pianificazione familiare sono desiderosi di influenzare la COP26 e ottenere la loro parte di miliardi di dollari che sperano.

 

La coalizione a favore dell’aborto Women Deliver e il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) hanno chiesto di promuovere i diritti alla salute sessuale e riproduttiva per garantire «resilienza e adattamento al clima» per donne e ragazze, sostenendo che le malattie legate al clima, lo stress da caldo e l’insicurezza alimentare non riguardano solo la salute materna, ma aumentano anche la vulnerabilità alla violenza di genere.

 

Le attiviste femministe sostengono che «la contraccezione non dovrebbe essere vista come una strategia di mitigazione del cambiamento climatico», ma piuttosto dovrebbe essere utilizzata come uno strumento per aumentare la «resilienza» delle donne. Ma cosa significa?

Il gruppo sostiene che «la pianificazione familiare volontaria volta a frenare la crescita della popolazione», che è «attuata in modo culturalmente appropriato, è una soluzione conveniente per ridurre i gas serra»

 

In vista della conferenza, Women Deliver ha affermato che esiste un legame “chiaro e quantificabile” tra la crescita della popolazione e il cambiamento climatico.

 

Il gruppo sostiene che «la pianificazione familiare volontaria volta a frenare la crescita della popolazione», che è «attuata in modo culturalmente appropriato, è una soluzione conveniente per ridurre i gas serra».

 

 

L’UNFPA entra in scena

L’UNFPA afferma che la siccità e il cambiamento climatico stanno sconvolgendo i mezzi di sussistenza, specialmente nelle comunità agricole, aumentando l’incertezza economica per gli individui e le famiglie già impoverite.

 

Tuttavia, invece di fornire fondi per migliorare l’accesso al cibo e all’acqua, nonché alle infrastrutture sanitarie, l’UNFPA propone di aumentare i fondi per la pianificazione familiare per combattere gli effetti del cambiamento climatico.

 

La strategia proposta dall’UNFPA e dalle ONG di pianificazione familiare si basa anche sull’idea che le donne nei Paesi in via di sviluppo hanno un «bisogno non soddisfatto» di pianificazione familiare: contraccezione e aborto.

 

Invece di fornire fondi per migliorare l’accesso al cibo e all’acqua, nonché alle infrastrutture sanitarie, l’UNFPA propone di aumentare i fondi per la pianificazione familiare per combattere gli effetti del cambiamento climatico

Tuttavia, solo il 5% dei «bisogni non soddisfatti» può essere attribuito a problemi di costo o di accesso.

 

Nonostante queste affermazioni, è improbabile che fornire semplicemente l’accesso alla pianificazione familiare in stile ONU alle donne, che in precedenza hanno rifiutato la contraccezione, limiterà intenzionalmente il numero di bambini che avranno al fine di aumentare la loro resilienza al cambiamento climatico.

 

Va notato che queste affermazioni dell’UNFPA si discostano dalle precedenti pubblicazioni delle Nazioni Unite, che hanno rilevato che le politiche demografiche hanno un impatto minimo sulle emissioni di carbonio, rispetto ad altre strategie, come i cambiamenti nella produzione e nel consumo, e una solida politica ambientale.

 

In effetti, John Wilmoth, direttore della Divisione Popolazione delle Nazioni Unite, ha criticato i sostenitori del cambiamento climatico che si affidano a una scienza imperfetta per collegare la popolazione al riscaldamento globale antropico.

 

 

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

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Ambiente

Wall Street, il piano diabolico per finanziarizzare tutta la natura

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Renovatio 21 traduce questo articolo di William F. Engdahl.

 

 

Si chiama Natural Asset Company. Con esso la Borsa di New York ha svelato il piano più radicale e potenzialmente più distruttivo finora per fare letteralmente trilioni di dollari su qualcosa che è il diritto naturale e l’eredità dell’intera razza umana: la natura stessa, tutta la natura, dall’aria, dall’acqua dolce alle foreste pluviali fino ai terreni agricoli. Viene promosso come un modo per incentivare la conservazione della natura. In effetti è uno schema diabolico per finanziarizzare potenzialmente trilioni di dollari della natura, consentendo in definitiva a un’élite finanziaria globalista di controllare anche questo. E la Fondazione Rockefeller è un partner fondatore. La combinazione del NYSE e di quella fondazione dovrebbe suonare un forte campanello d’allarme.

 

 

 

Il termine finanziarizzare si riferisce all’atto di convertire il valore immateriale in strumenti finanziari.

 

Ora nascondendosi dietro la falsa facciata dell’Agenda Verde che l’ONU e il WEF di Davos stanno promuovendo insieme ai principali governi dell’OCSE, Wall Street e le più grandi istituzioni finanziarie del mondo stanno promuovendo uno schema per finanziarizzare praticamente tutta la natura.

 

Nascondendosi dietro la falsa facciata dell’Agenda Verde che l’ONU e il WEF di Davos stanno promuovendo insieme ai principali governi dell’OCSE, Wall Street e le più grandi istituzioni finanziarie del mondo stanno promuovendo uno schema per finanziarizzare praticamente tutta la natura

Hanno persino assunto McKinsey e altri per valutarlo in dollari. Dicono che valga tutto 4 Quadrilioni di dollari o 4000 trilioni di dollari.

 

Ma come possiamo dare un prezzo in dollari a qualcosa dato dalla natura?

 

 

Anche qui dietro c’è la Fondazione Rockefeller

Il progetto NYSE per creare una nuova classe di azioni—NAC o Natural Asset Companies, da scambiare insieme ad azioni come Apple o Boeing o Chevron—è stato sviluppato in collaborazione dalla Fondazione Rockefeller e da qualcosa che hanno fondato conosciuto come il gruppo IEG o Intrinsic Exchange Group.

 

Cos’è l’IEG? Per citare dal loro sito web, IEG è stato creato dalla Fondazione Rockefeller insieme all’affiliata della Banca Mondiale IDB dell’America Latina. Due anni fa IEG ha iniziato a lavorare al progetto NYSE.

 

Il loro «consulente strategico», Robert Herz, è stato presidente del Financial Accounting Standards Board (FASB) dal 2002 al 2010. Questo la dice lunga sul pensiero alla base del progetto IEG. Herz oggi siede nei consigli di amministrazione di molte società tra cui la banca Morgan Stanley e l’impresa immobiliare sponsorizzata dal governo degli Stati Uniti, Fannie Mae.

 

Come affermano sul loro sito Web, IEG ha creato «una nuova classe di attività basata sulla natura e sui benefici che la natura fornisce (definiti servizi ecosistemici). Questi servizi includono, tra gli altri, la cattura del carbonio, la fertilità del suolo e la purificazione dell’acqua». Hanno in programma di realizzare questo con la creazione della «nuova forma di società riconosciuta dal NYSE chiamata “Natural Asset Company” (NAC)».

 

L’accordo NYSE servirà da loro «piattaforma per elencare queste società per il commercio, consentendo la conversione delle risorse naturali in capitale finanziario. L’equità del NAC cattura il valore intrinseco e produttivo della natura e fornisce una riserva di valore basata sui beni vitali che sono alla base della nostra intera economia e rendono possibile la vita sulla terra».

 

Si afferma inoltre: «IEG propone una soluzione di trasformazione in base alla quale gli ecosistemi naturali non sono semplicemente un costo da gestire, ma piuttosto, una fonte di ricchezza per i governi e i suoi cittadini». Notate la «fonte di ricchezza per i governi e i suoi cittadini».

 

Niente può andare storto qui, no?

 

Questa è la finanziarizzazione della natura e non sarà per carità o per motivi di buon cuore, ma piuttosto per il profitto degli investitori

Gli stessi Rockefeller che hanno creato il trust petrolifero e i micidiali semi brevettati OGM ora vogliono mettere un prezzo a tutta la natura.

 

Questa è la finanziarizzazione della natura e non sarà per carità o per motivi di buon cuore, ma piuttosto per il profitto degli investitori, in gran parte.

 

La chiave di tutto è chi definisce l’«agenda della natura» e puoi star certo che sono gli obiettivi «sostenibili» dell’Agenda 2030 dell’ONU corrotta e di suo cugino il Grande Reset dell’economia mondiale del WEF di Davos. L’agenda è imposta dall’alto e non va bene.

 

 

Come funziona

Il NAC deve essere creato attraverso un’IPO come qualsiasi nuova quotazione di azioni. Il NAC vende quindi pubblicamente azioni a investitori che potrebbero includere investitori istituzionali come BlackRock, il gestore patrimoniale da 9,5 trilioni di dollari, il più grande gruppo al mondo, o Vanguard Group o, ad esempio, i fondi sovrani norvegesi o cinesi.

 

Il CEO di BlackRock Larry Fink siede convenientemente nel consiglio di amministrazione del World Economic Forum di Klaus Schwab, promotori dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e del Great Reset del sistema finanziario globale a uno «sostenibile».

 

L’IEG descrive le possibilità: «…mentre la risorsa naturale prospera, fornendo un flusso costante o crescente di servizi ecosistemici, il capitale dell’azienda dovrebbe apprezzarsi di conseguenza fornendo ritorni di investimento. Gli azionisti e gli investitori della società attraverso offerte secondarie, possono trarre profitto dalla vendita di azioni. Queste vendite possono essere valutate per riflettere l’aumento del valore del capitale del titolo, approssimativamente in linea con la sua redditività, creando un flusso di cassa basato sulla salute dell’azienda e dei suoi beni».

 

 

Dove vanno i soldi

Le azioni del NAC possono essere acquistate da altri, ma sarà chiaramente dominato da grandi attori finanziari come lo sono tutti i titoli importanti.

 

La nuova società, ad esempio quella che rivendica la proprietà di una parte della foresta pluviale amazzonica, sarà quindi soggetta a standard contabili tra cui una nuova «Dichiarazione di performance ecologica: il valore finanziario del flusso di servizi ecosistemici e le risorse che li producono».

 

Il valore attribuito al flusso dei servizi ecosistemici è la chiave, e questo viene controllato da persone come Robert Herz di IEG, membro del consiglio di amministrazione della banca Morgan Stanley.

 

Come afferma IEG, tramite la piattaforma NYSE, «IEG converte il valore delle risorse naturali in capitale finanziario al fine di fornire ai proprietari un modo per beneficiare finanziariamente del valore delle loro risorse naturali». Ma i premi andrebbero anche agli azionisti come BlackRock o altri creando «transazioni finanziarie che valutano le risorse naturali che consentono agli investitori istituzionali di riconoscere, partecipare e preservare il valore della natura». Ciò significa realizzare un profitto sulle proprie azioni.

 

Qui la porta si palanca alla manipolazione.

 

Secondo la dichiarazione dell’IEG, i proventi dell’offerta di azioni NAC o dell’IPO possono essere utilizzati dal governo sponsor per investire come desidera.

 

Il fatto che questa truffa NAC sia orchestrata dalla Fondazione Rockefeller è più che rivelatore. Questa Fondazione  è stato dietro ogni grande trasformazione dell’economia globale da più di un secolo per portare il controllo nelle mani di un’oligarchia globale impegnata nella riduzione della popolazione

Ciò significa che un regime corrotto, ad esempio Ucraina, Messico o Libano, potrebbe usarlo per acquistare armi o altro. Le opportunità di abuso sono sbalorditive.

 

Il fatto che questa truffa NAC sia orchestrata dalla Fondazione Rockefeller è più che rivelatore. Questa Fondazione  è stato dietro ogni grande trasformazione dell’economia globale da più di un secolo per portare il controllo nelle mani di un’oligarchia globale impegnata nella riduzione della popolazione.

 

La Fondazione Rockefeller ha creato le piante distruttive brevettate OGM insieme ai diserbanti tossici glifosati che stanno rovinando le scorte di cibo e avvelenando le nostre acque.

 

La fondazione sta svolgendo un ruolo chiave nella strategia di lockdown della pandemia di COVID, nonché nella riorganizzazione della produzione alimentare mondiale per distruggere l’agricoltura autosufficiente a favore di un’agricoltura «sostenibile» priva di carbonio.

 

La Borsa di New York e il suo progetto con la Fondazione Rockefeller non promettono benefici per l’umanità o la natura, solo per il cartello finanziario.

 

 

 

William F. Engdahl

 

 

 

F. William Engdahl è consulente e docente di rischio strategico, ha conseguito una laurea in politica presso la Princeton University ed è un autore di best seller sulle tematiche del petrolio e della geopolitica. È autore, fra gli altri titoli, di Seeds of Destruction: The Hidden Agenda of Genetic Manipulation («Semi della distruzione, l’agenda nascosta della manipolazione genetica»), consultabile anche sul sito globalresearch.ca.

 

 

Questo articolo, tradotto e pubblicato da Renovatio 21 con il consenso dell’autore, è stato pubblicato in esclusiva per la rivista online New Eastern Outlook e ripubblicato secondo le specifiche richieste.

 

 

Renovatio 21 offre la traduzione di questo articolo per dare una informazione a 360º.  Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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