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Davos, il capo di Pfizer Bourla non risponde alle domande dei giornalisti

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Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer, è stato intercettato a Davos, mentre camminava verso un evento del World Economic Forum, da una coppia di giornalisti che ha posto delle domande rimaste senza risposta.

 

Il video è particolarmente impietoso. Per la coppia di intervistatori, si tratta di un colpaccio. Bourla, come noto, ha più volte rifiutato l’invito di presentarsi al Parlamento Europeo (pur mantenendo un rapporto via SMS, ora spariti con la presidente della Commissione UE Ursula Von der Leyen ), tuttavia trova il tempo di andare in Svizzera al festival oligarchico di Klaus Schwab.

 

I due giornalisti che, chissà come, sono riusciti a raggiungere il Bourla e a fargli una serie di domande sono il canadese Ezra Levant di Rebel News (testata che si è fatta valere durante la protesta dei camionisti di inizio 2022) e l’israelo-australiano Avi Yemini, noto per i suoi indomiti reportage da Melbourne, dove più volte ha preso le botte.

 

 

 

Le domande fatte deambulando nel nevischio al CEO Pfizer, in realtà, sono piuttosto corrette.

 

«Signor Bourla, quando ha saputo che il vaccino non ferma il contagio? Per quanto lo ha saputo senza dirlo pubblicamente?».

 

«Noi ora sappiamo che il vaccino non ferma la trasmissione, ma perché tenerlo segreto?»

 

«È arrivato il momento di chiedere scusa al mondo, signore? Ridare indietro ai Paesi tutti i soldi per il vaccino che non funziona?»

 

«Non ha vergogna per quello che ha fatto negli ultimi due anni?»

 

«Ne è orgoglioso? Ha fatto milioni alle spalle della sussistenza delle persone… come si sente a camminare per strada come milionario sulle spalle delle persone comuni»

 

«Cosa pensa quando è sul suo yacht, signore? Cosa pensa quando è sul suo jet privato?»

 

«Teme la responsabilità per il prodotto? Teme per le miocarditi?»

 

«E riguardo alle morti improvvise?»

 

«Cosa ha da dire riguardo ai giovani che crollano con attacchi cardiaci ogni giorno? Perché non risponde a queste domande semplici»

 

«Quanti soldi ha fatto personalmente dal vaccino?»

 

«Quanti booster pensa dovremmo prendere perché siate soddisfatti con i vostri guadagni?»

 

«Chi incontra qui [a Davos] in segreto? Può rivelare con chi si è incontrato?»

 

«A chi paga le commissioni? Nel passato Pfizer ha pagato multe per 2,3 miliardi per marketing ingannevole; è coinvolto nello stesso comportamento un’altra volta?»

 

«Siete sotto indagine, come lo siete stati per il marketing ingannevole?»

 

«Ogni altro prodotto nel mondo, se non funziona come promesso, consente un rimborso. Non dovreste rimborsare Paesi che hanno dato miliardi per vostro vaccino non efficace?»

 

«Lei è abituato solo a media favorevoli? Così da non saper rispondere a nessuna domanda?»

 

Il Bourla non risponde ad alcuna domanda, non proferisce verbo, a parte, alla prima domanda, un «buona giornata» bofonchiato forse sperando di togliersi di dosso i due giornalisti e le loro domande.

 

Il video si conclude con i due cronisti che gli gridano «Vergogna», e poi parlottano fra loro, cercando di controllare l’adrenalina e forse la realizzazione di aver fatto un colpaccio giornalistico: il CEO del grande produttore di vaccini mRNA non dice una parola, neanche di circostanza, neanche di ironia. Semplicemente, tira dritto, e, significativamente a testa bassa – fino a che non raggiunge un luogo dove può essere protetto, possibilmente un altro nido oligarchico protetto da buttafuori e soldati.

 

Come riportato da Renovatio 21, in passato il Bourla ha parlato degli antivaccinisti come «criminali» che guadagnano «con la disinformazione».

 

Riguardo a notizie non favorevoli alla vaccinazione considerate fake, è notevole la confessione fatta nel 2021 in cui Bourla si è vantato pubblicamente di essere informato da CIA e FBI inerentemente alla «diffusione della disinformazione».

 

In fatto di rapporti con la stampa è emerso l’anno passato che uno dei vertici dell’agenzia notizia Reuters è membro del consiglio di amministrazione di Pfizer.

 

È inoltre noto che vi sia un rapporto diretto tra il Vaticano e la Big Pharma del siero mRNA, realizzato in incontri multipli, fino ad un certo punto segreti, tra il papa e il CEO del colosso.

 

Cinque mesi fa si è appreso che il quadridosato Bourla è risultato positivo al COVID-19.

 

A Davos, dove è un habitué, l’anno scorso il Bourla aveva parlato di «microchip biologici dentro ai farmaci».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Esperimenti di Pfizer sulle varianti del virus COVID? Le accuse in un video a telecamera nascosta

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Un dipendente Pfizer di alto livello è stato ripreso da una telecamera nascosta da Project Veritas – un progetto giornalistico votato alla trasparenza, che conduce indagini sotto copertura – fare dichiarazioni di grande peso riguardo al suo datore di lavoro così come al sistema sanitario di Washington.

 

Il protagonista del video è tale Jordon Trishton Walker, il quale secondo Project Veritas, che mostra qualche documento interno, sarebbe  Direttore della Ricerca e Sviluppo e delle Operazioni strategiche di Pfizer e pianificatore scientifico mRNA.

 

Lo Walker è filmato mentre afferma  che la grande società farmaceutica sta esplorando un modo per «mutare» il virus COVID tramite un processo che chiama «directed evolution», cioè «evoluzione diretta» al fine di anticipare nuovi ceppi per il loro vaccino COVID-19.

 

«Una delle cose che stiamo esplorando è come, perché non lo mutiamo noi stessi in modo da poter creare, sviluppare preventivamente nuovi vaccini, giusto? Quindi, dobbiamo farlo (…) Tuttavia, c’è il rischio che, come puoi immaginare, nessuno voglia che ci sia un’azienda farmaceutica che muti fottuti virus», dice Walker nel video, aggiungendo che crede che lo si stia facendo lentamente «perché ovviamente non vuoi pubblicizzare che stai scoprendo mutazioni future».

 

 

Nel suo racconto al giornalista di Project Veritas, che lo ascoltava fingendosi un «date» – c’è una persona con cui si esce allo scopo di avere poi magari una relazione – Walker afferma che questa «evoluzione diretta» è diversa dalla ricerca sul Gain of Function, ossia la tecnica di manipolazione genetica dalla quale si sospetta provenga il virus di Wuhan.

 

«Non dirlo a nessuno. Promettimi che non lo dirai a nessuno. Il modo in cui funzionerebbe è che mettiamo il virus nelle scimmie, e successivamente facciamo in modo che continuino a infettarsi a vicenda, e raccogliamo campioni seriali», dice il Walker, prima di definire la teoria delle origini naturali del COVID-19 «una stronzata»:

 

«Devi essere molto controllato per assicurarti che questo virus che muta non crei qualcosa che vada ovunque. Che, sospetto, è il modo in cui il virus è iniziato a Wuhan, ad essere onesti. (…) Non ha senso che questo virus sia saltato fuori dal nulla. È una stronzata».

 

«Non dovresti fare ricerche Gain of Function con i virus (…) Possiamo fare queste mutazioni di strutture selezionate per cercare di vedere se possiamo renderle più potenti. C’è una ricerca in corso su questo. Non so come funzionerà. È meglio che non ci siano più epidemie» continua Walker.

 

 

L’uomo prosegue quindi a definire la questione delle mutazioni del virus come una cash-cow («mucca da mungere»), termine dell’inglese americano che indica un affare che dà guadagni costanti e facili.

 

«Parte di ciò che vogliono fare è, in una certa misura, cercare di capire, sai, come ci sono tutti questi nuovi ceppi e varianti che saltano fuori. Quindi, è come cercare di catturarli prima che compaiano e possiamo sviluppare un vaccino profilattico, tipo, per nuove varianti. Quindi, è così che la pensano, se lo fai in modo controllato in un laboratorio, dove dicono che questo è un nuovo epitopo [in immunologia, la parte di antigene che lega l’anticorpo specifico, ndr], e quindi se in seguito viene fuori nella popolazione, abbiamo già un vaccino che funziona».

 

Il giornalista di Project Veritas gli chiede se questo non sia il miglior modello di business. «Basta controllare la natura prima ancora che la natura stessa accada? Giusto?», domanda il reporter con telecamera nascosta.

 

«Sì. Se funziona» risponde lo Walker. «Alcune volte ci sono mutazioni che compaiono per le quali non siamo preparati. Come con Delta e Omicron. E cose così. Chissà? In ogni caso, sarà una cash-cow. COVID sarà una vacca da mungere per noi per un po’ di tempo in futuro».

 

Ulteriori rivelazioni vengono fatte riguardo al sistema delle «porte girevoli» che uniscono il personale degli enti regolatori e le grandi aziende farmaceutiche.

 

Big Pharma, viene detto nella conversazione ripresa all’insaputa di Walker, «è una porta girevole per tutti i funzionari governativi».

 

«Nell’industria farmaceutica, tutte le persone che revisionano i nostri farmaci, alla fine la maggior parte di loro verrà a lavorare per le aziende farmaceutiche».

 

Alla domanda su cosa pensi di questa «porta girevole», Walker risponde che «a essere onesti, è abbastanza buono per l’industria. È un male per tutti gli altri in America (…) Perché quando le autorità di regolamentazione che esaminano i nostri farmaci sanno che una volta che smetteranno di regolamentare, lavoreranno per l’azienda, non saranno così dure nei confronti dell’azienda che darà loro un lavoro».

 

Come ha notato il giornalista TV Tucker Carlson, unico a parlare di questo sconvolgente video, si tratta di una meccanica che a Washington funziona anche in altri ambiti, come per l’industria militare con generali che poi salgono sul board dei produttori di armi, o nella finanza, con i dipendenti degli enti di controllo che poi vanno a lavorare proprio per le banche che prima, in teoria, controllavano.

 

 

Al termine dell’incontro il fondatore di Project Veritas James O’Keefe si palesa nel ristorante per fare domande dirette a Walker, che ha una reazione isterica e financo violenta: spinge O’Keefe e i cameraman, chiama la polizia (dicendo di essere in presenza di «persone bianche»), filma con il telefonino urlando (riprendendo, per qualche motivo, anche i gestori del locale), va dietro il bancone, distrugge un iPad, pretende che nessuno esca dal locale, infine cerca perfino di fermare una macchina in mezzo alla strada credendo che si tratti della troupe di Project Veritas.

 

 

Soprattutto, una volta vistosi scoperto, dichiara di essere «letteralmente un bugiardo», dice che stava mentendo al «terzo appuntamento», «come un uomo normale».

 

Sui media mainstream, americani e internazionali, c’è un silenzio assoluto. A parlarne, nel suo programma televisivo su Fox News – il più seguito della TV via cavo degli USA – è stato Tucker Carlson, che ha invitato a commentare il pioniere delle tecnologie vaccinali mRNA Robert Malone.

 

Il Daily Mail, testata britannica che mai pare tirarsi indietro negli scandali, secondo Paul Joseph Watson avrebbe cancellato l’articolo.

 

 

In Italia, al momento in cui scriviamo, la notizia delle accuse al colosso farmaceutico è stata data solo dall’Agenzia NOVA.

 

Qualche dubbio viene comunicato da O’Keefe anche riguardo alla copertura sul motore di ricerca Google.

 

 

Il Google italiano, poche ore fa, dava questa schermata se si faceva una richiesta per “Pfizer directed evolution”. Notate l’appello a «controllare la fonte», perché forse, per questa particolare chiave di ricerca, potrebbe non essere «attendibile».

 

 

 

Di fronte all’enormità del tema, tuttavia qualcosa si muove. Il senatore repubblicano della Florida Marco Rubio ha immediatamente scritto una lettera al CEO di Pfizer Albert Bourla, che di recente ha subito un’altra débacle giornalistica a Davos.

 

«Caro dottor Bourla», dice la lettera del senatore Rubio «scrivo in risposta a resoconti preoccupanti sull’intenzione di Pfizer di mutare il virus SARS-CoV-2 (COVID) attraverso il guadagno di funzione, o “evoluzione diretta”, come dettagliato dal direttore della ricerca e dello sviluppo di Pfizer, Jordan Walker. Come è stato dimostrato più e più volte, i tentativi di mutare un virus, in particolare uno potente come COVID, sono pericolosi. Se le affermazioni dettagliate nel video sono vere, Pfizer ha anteposto il suo desiderio di profitto alla preoccupazione della salute nazionale e globale e deve ritenersi responsabile».

 

La lettera del senatore al capo di Pfizer prosegue con domande molto franche, alle quali esige risposta. «In qualità di leader nella salute pubblica globale e nello sviluppo del vaccino COVID, con i dollari dei contribuenti americani, è fondamentale che Pfizer sia responsabile delle proprie azioni e sia trasparente con il pubblico sulla sostanza e sull’intento della propria ricerca».

 

La rete, nel frattempo è scatenata, in una tempesta di indignazione e meme irresistibili.

 

 

 

L’investitore e podcaster scientifico Eric Weinstein scrive su Twitter: «Hai perso qualcuno insostituibile a causa del COVID? Alla miocardite? Hai il Brain Fog? Hai perso un anno o due della tua vita? Non riesci a partecipare a un funerale? Ti chiedi come siano apparsi i vaccini così in fretta? La tua reputazione è stata distrutta per complottismo? Essere chiamato razzista sinofobo? Guarda».

 

 

Il popolarissimo imprenditore tedesco-finnico Kimdotcom ha promesso di raddoppiare ogni donazione verrà fatta a Project Veritas e parla iperbolicamente di «Gain of Function come Business model».

 

 

Qualcuno ringrazia Grindr, l’applicazione per incontri gay, che, presumono i commentatori, potrebbe essere alla base del contatto tra lo Walker e il giornalista sotto copertura di Project Veritas. A quanto sembra, Grindr non mette nei guai solo preti e funzionari vaticani vari.

 

 

Qualcuno si chiede come sia possibile: com’è possibile che un alto funzionario di una grande farmaceutica parli così in libertà, facendo ammissioni sconvolgenti?

 

In realtà, se ci pensiamo, c’è un precedente: la responsabile per i mercati internazionali di Pfizer Janine Small che ammette che il vaccino Pfizer non era testato per fermare la trasmissione del virus.

 

 

Quanto emerso da Project Veritas è talmente grande da non essere di primo acchito credibile. Si tratta di una storia che smuove un colosso economico e pure la politica internazionale. Sono necessarie ulteriori verifiche, approfondimenti di sorta. Per esempio, questi supposti esperimenti sulle varianti, dove verrebbero fatti? Il dottor Robert Malone, ospite di Tucker Carlson, dice che il trattato sulla guerra biologica è «pieno di buchi», e che ad ogni modo, Israele – Paese che ha risaputamente una forte relazione con Pfizer, dice Malone – non è firmatario.

 

 

Immaginate quali finestrelle possono aprirsi da qui: finestrelle che divengono voragini.

 

Il problema è che non sappiamo se i giornali, i giudici, i politici vorranno davvero seguire questa traccia, e vederci più chiaro.

 

È possibile ignorare il tutto, e lasciare che passi.

 

Lo abbiamo visto tante volte, tante che, purtroppo, ora ci siamo praticamente assuefatti.

 

 

 

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Big Pharma ha fatto pressioni sui social media per segnalare la «disinformazione» di COVID: rivelazione dai «Twitter files»

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

I produttori di vaccini COVID-19, tra cui Pfizer, BioNTech e Moderna, hanno fatto pressioni su Twitter e altre piattaforme di social media per stabilire regole di moderazione che contrassegnassero la presunta «disinformazione» correlata a COVID-19, secondo Lee Fang, che ha riferito sugli ultimi «Twitter files».

 

 

I produttori di vaccini COVID-19, tra cui Pfizer, BioNTech e Moderna, hanno fatto pressioni su Twitter e altre piattaforme di social media per stabilire regole di moderazione che contrassegnassero la presunta «disinformazione» correlata al COVID-19, secondo l’ultima puntata dei «Twitter files».

 

Pubblicati il ​​16 gennaio su Twitter e su The Intercept dal giornalista investigativo Lee Fang, i documenti hanno rivelato gli sforzi di gruppi di pressione, organizzazioni non profit e del governo tedesco per influenzare le politiche di moderazione dei contenuti di Twitter per limitare in modo più aggressivo la presunta «disinformazione» sul COVID-19.

 

Gli sforzi di lobbying si sono concentrati anche sulla limitazione dei post sui social media che esortavano le aziende farmaceutiche a rinunciare ai loro diritti di proprietà intellettuale su vaccini e terapie COVID-19 per facilitare lo sviluppo di equivalenti generici a basso costo, che potenzialmente sarebbero costati a queste aziende miliardi di dollari di profitti.

 

Nel rilasciare questa puntata dei «Twitter files», Fang ha osservato che «gli è stato concesso un certo accesso alle e-mail di Twitter» e che le ricerche di questi documenti «sono state effettuate da un avvocato di Twitter», limitando potenzialmente le informazioni messe a sua disposizione.

 

 

Big Pharma «ha esercitato pressioni sui social media per modellare i contenuti sulla politica dei vaccini»

Secondo Fang, «l’industria farmaceutica ha esercitato pressioni sui social media per modellare i contenuti sulla politica dei vaccini».

 

Un esempio è arrivato tramite il BIO (Biotechnology Innovation Organization), descritto da Fang come «il gruppo di pressione di Pfizer & Moderna». Fang ha scritto che il BIO «ha interamente finanziato una speciale campagna di moderazione dei contenuti progettata da un appaltatore chiamato Public Good Projects [PGP], che ha lavorato [con] Twitter per stabilire regole di moderazione dei contenuti sulla ‘disinformazione’ di COVID».

 

BIO, con sede a Washington, DC, gestisce siti web come «COVID Vaccine Facts» e afferma di promuovere la «ricerca e lo sviluppo di prodotti biotecnologici sanitari, agricoli, industriali e ambientali innovativi».

 

PGP si descrive come un’organizzazione no-profit per la salute pubblica specializzata in programmi di monitoraggio dei media su larga scala, interventi di cambiamento sociale e comportamentale e iniziative intersettoriali» che «è guidata da esperti di salute pubblica, marketing, giornalismo, media e affari» per «creare progetti audaci per la salute».

 

Il CEO di PGP Joe Smyser , Ph.D., ha precedentemente completato uno studio post-dottorato presso i Centers for Disease Control and Prevention e uno stage presso la Food and Drug Administration degli Stati Uniti.

 

Altri membri del consiglio di amministrazione di PGP hanno precedentemente ricoperto posizioni di leadership per il Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti, Discovery Channel, Levi Strauss & Co., Merck, Morgan Stanley, Pepsi-Cola, Sesame Workshop (produttori di Sesame Street), The Advertising Council, TikTok, Tumblr, l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, l’esercito americano e l’Organizzazione mondiale della sanità.

 

I «partner recenti»  di PGP includono Google, la Rockefeller Foundation, UNICEF e Yale Institute for Global Health. Come precedentemente riportato da The Defender, la Rockefeller Foundation ha collaborato con organizzazioni no profit per finanziare la ricerca sulla psicologia comportamentale intesa a «spingere» più persone a fare i vaccini COVID-19.

 

Secondo i moduli fiscali pubblicati da Fang, il BIO ha finanziato la campagna «nudge», intitolata «Stronger», per un importo di 1,275 milioni di dollari. La campagna «Stronger» “ha aiutato Twitter a creare bot di moderazione dei contenuti, selezionare quali account di sanità pubblica hanno ottenuto la verifica [e] ha aiutato la rimozione dei contenuti in crowdsourcing», ha scritto Fang su Twitter.

 

Fang ha scritto che PGP «comunicava regolarmente con Twitter sulla regolamentazione dei contenuti relativi alla pandemia» e aiutava «a sviluppare robot per censurare la disinformazione sui vaccini». PGP a volte «inviava anche richieste dirette a Twitter con elenchi di account da censurare e verificare».

 

Il finanziamento di BIO ha anche aiutato la campagna «Stronger» a sviluppare «strumenti per il pubblico per contrassegnare i contenuti su Twitter, Instagram e Facebook per la moderazione», secondo Fang.

 

Parte della «corrispondenza regolare» tra PGP e Twitter «per tutto il 2021 e il 2022» è stata incanalata a Todd O’Boyle, ex senior manager delle politiche pubbliche di Twitter. O’Boyle «è servito come punto di contatto con l’amministrazione Biden», ha riferito Fang.

 

Mentre Fang ha affermato che alcuni dei tweet su cui si è concentrata la campagna «Stronger» erano, nelle sue parole, «disinformazione davvero folle, come affermazioni secondo cui i vaccini includono microchip», molti altri «erano più di un’area grigia, come i passaporti vaccinali [e] gli obblighi vaccinali» e le «politiche che costringono alla vaccinazione».

 

Scrivendo su The Intercept, Fang ha affermato che uno di questi tweet contrassegnati affermava:

 

«Se una persona vaccinata e una non vaccinata hanno all’incirca la stessa capacità di trasportare, eliminare e trasmettere il virus, in particolare nella sua forma Delta, che differenza fa effettivamente l’implementazione di un passaporto vaccinale per la diffusione del virus?»

 

Secondo Fang, questa campagna ha inviato «e-mail regolari dirette» a Twitter, «con elenchi di tweet da eliminare [sic] e altri da verificare»”. Ha aggiunto che molte di queste richieste “si sono concentrate su @zerohedge, che è stato sospeso».

 

Uno screenshot di un’e-mail del 24 febbraio 2022 da PGP a O’Boyle e presumibilmente altri su Twitter conteneva «il rapporto di informazioni errate di questa settimana» e «la nostra richiesta di lotto di verifica».

 

Smyser, nelle osservazioni fornite a Fang, ha descritto la campagna «Stronger» come uno sforzo in buona fede per combattere la disinformazione, descrivendo il suo lavoro come «come fanno le persone a capire dove andare a farsi vaccinare? E come li incoraggio a fare il vaccino?”

 

Fang ha osservato che la campagna «Stronger» non si applicava alle aziende farmaceutiche, come quando «hanno esagerato selvaggiamente i rischi della creazione di vaccini COVID generici a basso costo»- un altro obiettivo del rilascio dei «Twitter files» di Fang.

 

«Le regole si applicavano solo ai critici dell’industria», ha scritto Fang.

 

Fang ha osservato che gli sforzi di lobbying da parte dei produttori di vaccini contro il COVID-19 contro la produzione di equivalenti generici a basso costo hanno offerto a queste società enormi entrate, poiché «hanno visto la crisi come un’opportunità per profitti senza precedenti».

 

Secondo Fang «l’assalto ampiamente riuscito contro la creazione di vaccini generici ha portato a un’esplosione senza precedenti di profitti per alcuni selezionati interessi di farmaci biofarmaceutici. Pfizer e BioNTech hanno generato l’incredibile cifra di 37 miliardi di dollari di entrate dal loro vaccino a mRNA condiviso solo nel 2021, rendendolo uno dei prodotti farmaceutici più redditizi di tutti i tempi».

 

«Moderna, che ha guadagnato 17,7 miliardi di dollari dalle vendite di vaccini nel 2021, ha recentemente annunciato il suo piano per aumentare il prezzo del suo vaccino COVID di circa il 400%».

 

Nell’ambito di questi sforzi di lobbying, il BIO ha contattato la neoeletta amministrazione Biden per sostenere le sanzioni statunitensi contro «qualsiasi Paese che tenti di violare i diritti di brevetto e creare farmaci o vaccini COVID generici a basso costo».

 

BioNTech, un’azienda farmaceutica tedesca che ha sviluppato congiuntamente un vaccino COVID-19 con Pfizer, avrebbe «contattato Twitter per chiedere a Twitter di censurare direttamente gli utenti che twittano contro di loro per chiedere vaccini generici a basso costo», ha scritto Fang, che ha aggiunto che questa richiesta «è stata sostenuta anche dal governo tedesco».

 

Fang ha condiviso uno screenshot di un’e-mail del 13 dicembre 2020 di Nina Morschhaeuser, responsabile delle politiche pubbliche, del governo e della filantropia per Twitter Germania, affermando di essere stata contattata da BioNTech con un avvertimento su un’imminente «campagna rivolta alle aziende farmaceutiche che sviluppano il vaccino contro il COVID-19».

 

BioNTech avrebbe chiesto a Twitter di «nascondere» tali tweet per un periodo di due giorni, ha scritto Fang, e di monitorare tali account, compresi i presunti «account falsi» che Fang ha rivelato appartenere a «persone reali», tra cui un «74enne in pensione muratore nel Regno Unito».

 

Un sito web affiliato alla CDU/CSU, un’alleanza dell’Unione cristiano-democratica tedesca e dell’Unione cristiano-sociale, ha promosso gli impegni di Morschhaeuser.

 

L’ex cancelliere tedesco Angela Merkel, membro della CDU, ha imposto alcune delle restrizioni più severe in Europa relative al COVID-19.

 

 

Il rilascio dei «file Fauci» è ancora in sospeso, poiché è stata avviata l’indagine della Camera sull’interferenza federale

Sebbene, in un tweet del 2 gennaio, il proprietario e CEO di Twitter Elon Musk abbia affermato che la pubblicazione dei «file Fauci», come parte del rilascio in corso dei «file Twitter», sarebbe arrivata «più tardi questa settimana», non sono ancora stati pubblicati al momento della stesura di questo documento.

 

Rispondendo a Musk in un’apparizione dell’8 gennaio su The Takeout della CBS, il dottor Anthony Fauci ha detto: «non ho idea di cosa [Musk] stia parlando. Voglio dire, c’è molta disinformazione, teorie del complotto e disinformazione in corso. Non ho niente da dirgli. Non capisco cosa sta facendo. È una disgrazia».

 

Altri rilasci di «file Twitter» nella scorsa settimana hanno comportato ulteriori richieste di censura da parte del rappresentante democratico della California Adam Schiff, inclusa una richiesta per la rimozione di un video parodia di Joe Biden ritwittato dall’allora presidente Donald Trump, e «bugie del Russiagate», rivelando la pressione su Twitter da parte di importanti funzionari del Partito Democratico per collegare i tweet con l’hashtag «#ReleaseTheMemo» ai «bot russi».

 

Il 10 gennaio, la Camera dei rappresentanti controllata dai repubblicani ha votato 221 contro 211 per creare un nuovo comitato ristretto sull’armamento del governo federale rispondendo in parte ad altri precedenti rilasci di «file Twitter» che hanno rivelato pressioni su Twitter da parte delle agenzie federali per censurare o depiattaformare utenti specifici sulla piattaforma.

 

Il rappresentante repubblicano dell’Ohio Jim Jordan, che guiderà il comitato, l’8 gennaio ha dichiarato a Fox News Sunday:

 

«Abbiamo il dovere di entrare in queste agenzie e vedere come sono state utilizzate come armi per andare contro le stesse persone che dovrebbero rappresentare, come hanno violato le libertà del Primo Emendamento del popolo americano. E lo faremo».

 

«Lo faremo in modo coerente con la Costituzione. Ma lo faremo con forza. Lo faremo in modo aggressivo. Perché questo è il nostro lavoro».

 

Separatamente dai «Twitter files», Revolver News ha rivelato, il 6 gennaio, dettagli su una «mini-rete» di falsi «medici» creata all’inizio della pandemia per «alimentare la paura per il COVID-19» che affermava di aver perso i propri cari a causa del COVID-19.

 

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

 

 

© 17 gennaio 2023, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

 

 

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Membro del CdA Pfizer, pressioni su Twitter per censurare le informazioni sul vaccino COVID?

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Il membro del consiglio di Pfizer, il dottor Scott Gottlieb, avrebbe fatto pressioni su Twitter per censurare le informazioni che mettevano in dubbio l’efficacia del vaccino COVID rispetto all’immunità naturale. Lo riporta Summit News, citando i cosiddetti Twitter Files, cioè documenti interni del colosso dei social media dati dal nuovo proprietario Elon Musk ad un pool di giornalisti indipendenti.

 

I Twitter files appena rilasciati mostrano che la piattaforma avrebbe censurato un tweet del dottor Brett Giroir, membro del consiglio della società biofarmaceutica Altesa Biosciences, che produce farmaci per combattere il COVID, dopo una segnalazione del Gottlieb.

 

Nell’agosto 2021, Gottlieb si è lamentato con Todd O’Boyle, un senior manager del team di politica pubblica di Twitter, dell’affermazione di Giroir secondo cui l’immunità naturale offriva una protezione maggiore rispetto al vaccino.

 

«Ora è chiaro che l’immunità naturale del #COVID19 è superiore all’immunità del #vaccino, di MOLTO. Non c’è alcuna giustificazione scientifica per la prova #vax se una persona aveva un’infezione precedente. @CDCDirector @POTUS deve seguire la scienza. Se nessuna precedente infezione? Fatti vaccinare!» aveva twittato il dottor Giroir citando uno studio comparso sulla piattaforma di paper non ancora peer-reviewd medRxiv.

 

 

Al momento in cui pubblichiamo questo articolo il bollino «misleading» («fuorviante», «ingannevole») è ancora presente sotto il tweet.

 

In una mail il Gottlieb aveva scritto che «questo è il tipo di roba che è corrosiva. Qui trae una conclusione radicale da un singolo studio retrospettivo in Israele che non è stato sottoposto a peer review. Ma questo tweet finirà per diventare virale e guidare la copertura delle notizie».

 

L’O’Boyle ha quindi inoltrato l’e-mail di Gottlieb al team di risposta strategica di Twitter per la revisione, ma non ha detto loro che Gottlieb era nel consiglio di amministrazione di Pfizer, riferendosi invece a lui semplicemente come «ex commissario della FDA».

 

Nonostante Twitter abbia stabilito che il tweet non ha violato le sue regole, ha comunque inserito il tag «fuorviante» sul post, il che significa che le sue risposte, condivisioni e Mi piace sono state disabilitate, facendo così in modo che il contenuto venisse affogato dall’algoritmo.

 

Una settimana dopo, Gottlieb si è lamentato di un altro tweet dello scettico dei lockdown Justin Hart che affermava: «Bastoni e pietre possono rompermi le ossa, ma un agente patogeno virale con un tasso di mortalità infantile di circa lo 0% è costato ai nostri figli quasi tre anni di scuola».

 

«La preoccupazione di Gottlieb era che il tweet potesse generare dubbi sulla somministrazione del vaccino COVID ai bambini, dato che “sarebbe stato presto approvato per i bambini dai 5 agli 11 anni”» scrive Summit News. Secondo il giornalista Alex Berenson, che era stata a sua volta censurato da Twitter e la cui causa in tribunale ha contribuito ad aprire questo vaso di pandora grazie ai documenti desecretati, in questo caso tuttavia Twitter avrebbe rifiutato di censurare il commento di Hart.

 

«Gottlieb ha risposto alle rivelazioni su di lui che segnalava il tweet di Giroir affermando che la pubblicazione di questa e-mail era una “divulgazione selettiva” delle sue “comunicazioni private con Twitter” e che aveva alimentato “l’ambiente di minaccia” e istigato “un dialogo più minaccioso, con conseguenze potenzialmente gravi”» scrive il sito Reclaim The Net.

 

Il dottor Giroir, invece «ha accusato Gottlieb di tramare con Twitter per “apparentemente mettere gli interessi aziendali al primo posto e non la salute pubblica”».

 

Ma la cosa si può allargare molto oltre Twitter: è stato rivelato in questi giorni di pressioni della Casa Bianca su Facebook al fine di censurare Tucker Carlson, giornalista TV di Fox contrario alla vaccinazione COVID sin dal primo momento.

 

Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa il nuovo padrone di Twitter Elon Musk ha pubblicamente dichiarato che «ogni società di social media è impegnata in una pesante censura, con un coinvolgimento significativo e, a volte, la direzione esplicita del governo».

 

L‘allineamento tra potere politico e potere corporativo, che un tempo si insegnava a chiamare fascismo, ora si chiama Grande Reset, e dovrebbe lasciare chiunque sbalordito: specie quando di mezzo c’è l’autonomia del proprio corpo, quella tanto sbandierata nel caso dell’aborto (dove evidentemente gli abortisti considerano i bambini come un’escrescenza personale della donna prontamente sacrificabile, tipo un’unghia, un foruncolo, un punto nero).

 

Come tutto questo complotto che ora viene alla luce negli USA possa riflettersi anche in Italia – dove, nel disinteresse totale della politica, in ispecie delle figure della destra cresciute proprio grazie ai social – non abbiamo idea. Sappiamo che migliaia, se non milioni, di account potrebbero essere stati censurati, shadowbannati, disattivati sulla scorta di qualche segnalazione (di chi? Di un dipendente delle farmaceutiche? Di una figura dell’amministrazione dello Stato? Italiana o americana?) o di chissà quale inspiegabile algoritmo.

 

Noi ne sappiamo qualcosa.

 

L’idea che ci siamo fatti, seguendo i Twitter Files, è che potrebbero essere circolate delle liste, anche di centinaia di migliaia di nomi, sui cui account e pagine intervenire. Chi abbia pubblicato quelle liste, per conto di chi, e perché ci rimane completamente ignoto. Così come se tutto questo possa essere legale in un sistema sedicente democratico.

 

Nell’era della trasparenza dichiarata dell’era elettronica e dello Stato moderno, è davvero difficile sapere se verremo mai a conoscenza della verità. Alla faccia del GDPR, dell’autorità per la privacy, della Costituzione, della decenza.

 

 

 

 

 

Immagine di Pubblico Dominio CC0 via Wikimedia

 

 

 

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