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CEO Pfizer: le persone che diffondono «disinformazione» sui vaccini COVID-19 sono «criminali»

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Le persone che diffondono «disinformazione» riguardo ai vaccini COVID-19 sono «criminali»: lo ha dichiarato l’amministatore delegato di Pfizer. Il commento è stato riportato da una varietà di testate internazionali.

 

Il pensiero di equiparazione tra fuorilegge e «disinformatori» è stata reso pubblico dal CEO Pfizer Alberto Bourla ad un evento dell’Atlantic Council, un think tank globalista di Washington.

 

Nel suo discorso, il Bourla ha fatto presente che un gruppo «molto piccolo» di persone è colpevole della la circolazione di informazioni che portano le persone ad essere vaccine-hesitant, cioè resistenti all’idea di vaccinarsi.

 

«Quelle persone sono criminali», ha detto il numero uno di Pfizer al presidente dell’Atlantic Council Frederick Kempe. «Non sono cattive persone. Sono criminali perché sono letteralmente costati milioni di vite»

 

 


«Quelle persone sono criminali», ha detto il numero uno di Pfizer al presidente dell’Atlantic Council Frederick Kempe. «Non sono cattive persone. Sono criminali perché sono letteralmente costati milioni di vite».

 

Non si tratterebbe, quindi, di «criminali» in potenza: no, costoro avrebbero già sulla coscienza milioni di morti – farabutti già di livello hitleriano, stalinesco, polpottistico.

 

Il Bourla avrebbe continuato suggerendo che la vita sarebbe «tornata alla normalità» solo una volta che i non vaccinati fossero stati vaccinati.

«L’unica cosa che si frappone tra il nuovo stile di vita e l’attuale stile di vita è, francamente, l’esitazione verso le vaccinazioni»

 

«L’unica cosa che si frappone tra il nuovo stile di vita e l’attuale stile di vita è, francamente, l’esitazione verso le vaccinazioni», ha detto. Non una grinza: del resto è il CEO del vaccino che non protegge da infezione e trasmissione e che ora ci ha bisogno della terza dose – in attesa della quarta, quinta, sesta, stagionale, bimensile, ebdomadaria, giornaliera.

 

Stiamo assistendo ad uno slittamento piuttosto significativo: coloro che rifiutano i vaccini, magari pure permettendosi di criticare Big Pharma, Bill Gates e Klaus Schwab, non sono più solo squinternati boccaloni «complottisti» che credono alle scie chimiche. No, sono dei criminali veri e propri, già respondabili di un vero e proprio genocidio: quindi persone da arrestare fisicamente, processare, incarcerare, magari giustiziare – è la Norimberga rovesciata di Big Pharma.

 

 

 

 

 

Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

 

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Mutazioni del virus COVID, Pfizer risponde a Project Veritas

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Il colosso farmaceutico Pfizer, produttore del vaccino mRNA con cui sono inoculati miliardi di individui, risponde al servizio di Project Veritas, dove, dinanzi ad una telecamera nascosta, un dipendente parlava di un possibile coinvolgimento dell’azienda in esperimenti di mutazione del virus (chiamati «evoluzione diretta») e di altri fatti rilevanti, come il ruolo delle «porte girevoli» per cui il personale dell’ente regolatore viene poi assunto dalle stesse aziende da regolare.

 

Il comunicato intitolato «Pfizer Responds to Research Claims», datato 27 gennaio e uscito sul sito in lingua inglese di Pfizer, non fa il nome di Project Veritas, ma parla di «recenti accuse relative al Gain of Function e alla ricerca sull’evoluzione diretta presso Pfizer». «La società vorrebbe mettere le cose in chiaro», scrive la nota.

 

«Nello sviluppo in corso del vaccino Pfizer-BioNTech COVID-19, Pfizer non ha condotto ricerche sul guadagno di funzione o diretto sull’evoluzione. Lavorando con i collaboratori, abbiamo condotto una ricerca in cui il virus SARS-CoV-2 originale è stato utilizzato per esprimere la proteina spike da nuove varianti preoccupanti. Questo lavoro viene intrapreso una volta che una nuova variante di preoccupazione è stata identificata dalle autorità sanitarie pubbliche».

 

«Questa ricerca ci fornisce un modo per valutare rapidamente la capacità di un vaccino esistente di indurre anticorpi che neutralizzano una variante di preoccupazione appena identificata. Quindi rendiamo disponibili questi dati attraverso riviste scientifiche sottoposte a revisione paritaria e li utilizziamo come uno dei passaggi per determinare se è necessario un aggiornamento del vaccino» afferma Pfizer.

 

Il comunicato prosegue parlando, per qualche ragione, del Paxlovid il farmaco anti-COVID targato sempre Pfizer, che non ci sembrava nominato nel servizio di Project Veritas, ma sul quale il colosso di Big Pharma vuole fare delle precisazioni.

 

«Inoltre, per soddisfare i requisiti normativi statunitensi e globali per il nostro trattamento orale, PAXLOVID™ – continua la nota, mettendo il simbolo di marchio registrato dopo il nome del suo prodotto – Pfizer intraprende un lavoro in vitro (ad esempio, in un vetrino di coltura da laboratorio) per identificare potenziali mutazioni di resistenza a nirmatrelvir, uno dei due componenti di PAXLOVID».

 

«Con un virus in evoluzione naturale, è importante valutare regolarmente l’attività di un antivirale. La maggior parte di questo lavoro viene condotta utilizzando simulazioni al computer o mutazioni della proteasi principale, una parte non infettiva del virus».

 

Poi la precisazione:

 

«In un numero limitato di casi in cui un virus completo non contiene alcuna mutazione con Gain of Function noto, tale virus può essere ingegnerizzato per consentire la valutazione dell’attività antivirale nelle cellule. Inoltre, vengono condotti esperimenti di selezione della resistenza in vitro in cellule incubate con SARS-CoV-2 e nirmatrelvir nel nostro laboratorio sicuro di livello di biosicurezza 3 (BSL3) per valutare se la proteasi principale può mutare per produrre ceppi resistenti del virus».

 

«È importante notare che questi studi sono richiesti dalle autorità di regolamentazione statunitensi e globali per tutti i prodotti antivirali e sono condotti da molte aziende e istituzioni accademiche negli Stati Uniti e in tutto il mondo» sottolinea Pfizer.

 

La paginata prosegue, per qualche ragione con una sfilza di dati «indicazioni per gli USA e uso autorizzato», dove non mancano gli effetti collaterali possibili del vaccino Comirnaty, anche quello scritto con la ® di marchio registrato: «gravi reazioni allergiche, reazioni allergiche non gravi come eruzione cutanea, prurito, orticaria o gonfiore del viso, miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco), pericardite (infiammazione del rivestimento esterno del cuore), dolore al sito di iniezione, stanchezza, male alla testa, dolore muscolare, brividi, dolori articolari, febbre, gonfiore al sito di iniezione, arrossamento al sito di iniezione, nausea , Sentirsi poco bene, Linfonodi ingrossati (linfoadenopatia), diminuzione dell’appetito, diarrea, vomito, dolore al braccio, svenimento associato all’iniezione del vaccino, irritabilità insolita e persistente, cattiva alimentazione insolita e persistente, fatica insolita e persistente o mancanza di energia, insolita e persistente pelle fredda e pallida, vertigini». Ma è solo il nostro occhio che cade lì: sono segnate molte altre informazioni che non sembrano pertenere all’argomento.

 

Su Twitter sono già iniziate le reazioni al comunicato.

 

Robert Malone, scienziato pioniere dei vaccini mRNA dà un’analisi per cui «1) Gli avvocati Pfizer non hanno scaricato il loro direttore delle operazioni di ricerca e sviluppo e della pianificazione scientifica. 2) Non c’è smentita di quanto ha detto. 3) Nessuna smentita che non sia nello staff di Pfizer. 4) Lo scambio di nuove sequenze di picchi nel Wuhan-1 originale è tecnicamente un Gain of Function funzionale.

 

 

Un altro utente Twitter osserva che «il comunicato stampa di Pfizer affronta solo le azioni e le dichiarazioni dell’azienda in merito al Gain of Function e alla ricerca sull’evoluzione diretta. Non menziona specificamente appaltatori o partner con cui l’azienda potrebbe lavorare».

 

 

«Rapida analisi di Pfizer dichiarazione di in risposta a Project Veritas segnalazione di virus mutanti a scopo di lucro» twitta Kimdotcom. «Pfizer ammette che sta esternalizzando il lavoro ad appaltatori per progettare virus per valutare l’attività antivirale. I dettagli di questo devono essere studiati. Oh!»

 

 

«La risposta di Pfizer non contiene l’ammissione che effettivamente fanno ciò che viene rivelato da Project Veritas?» scrive il dottor Eli David sottolineando una parte del comunicato.

 

 

Non si ha ancora notizia di una risposta di Albert Bourla, CEO del colosso farmaceutico, alla lettura preoccupata del senatore Marco Rubio.

 

Nella missiva del senatore della Florida si facevano al vertice Pfizer sei domande precise:

 

«1. In quali sforzi Pfizer si sta attualmente impegnando, o sta pianificando, per mutare il virus SARS-CoV-2?

 

2. Pfizer intende continuare a mutare il virus SARS-CoV-2 attraverso la ricerca sul guadagno di funzione o sull’evoluzione diretta, allo scopo di creare nuovi vaccini prima che la variante sia presente nella popolazione più ampia?

 

3. Pfizer si è impegnata con i funzionari federali coinvolti in merito ai loro piani per supervisionare questa ricerca? Si prega di fornire i nomi e le agenzie di queste persone.

 

4. Quali misure ha adottato Pfizer per garantire che il virus mutato non fuoriesca dal laboratorio e infetti la popolazione più ampia?

 

5. Pfizer si è impegnata con altre aziende biofarmaceutiche per collaborare a questo sforzo di ricerca? Elenca le entità con cui sei stato in contatto.

 

6. Vi impegnerete a fermare qualsiasi ricerca futura che muti il ​​vaccino SARS-CoV-2 poiché prove sostanziali hanno indicato che simili ricerche pericolose presso l’Istituto di virologia di Wuhan molto probabilmente hanno portato all’emergenza iniziale e alla diffusione globale del virus?»

 

 

Nel frattempo, YouTube ha rimosso il video di Project Veritas per «una violazione delle linee guida della comunità». Al canale è stato assegnato un cosiddetto strike: con tre strike verrà chiuso permanentemente. Ad ogni modo, con lo strike assegnato non sarà possibile per Project Veritas pubblicare alcunché.

 

 

 

 

 

 

Immagine di János Korom via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

 

 

 

 

 

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Esperimenti di Pfizer sulle varianti del virus COVID? Le accuse in un video a telecamera nascosta

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Un dipendente Pfizer di alto livello è stato ripreso da una telecamera nascosta da Project Veritas – un progetto giornalistico votato alla trasparenza, che conduce indagini sotto copertura – fare dichiarazioni di grande peso riguardo al suo datore di lavoro così come al sistema sanitario di Washington.

 

Il protagonista del video è tale Jordon Trishton Walker, il quale secondo Project Veritas, che mostra qualche documento interno, sarebbe  Direttore della Ricerca e Sviluppo e delle Operazioni strategiche di Pfizer e pianificatore scientifico mRNA.

 

Lo Walker è filmato mentre afferma  che la grande società farmaceutica sta esplorando un modo per «mutare» il virus COVID tramite un processo che chiama «directed evolution», cioè «evoluzione diretta» al fine di anticipare nuovi ceppi per il loro vaccino COVID-19.

 

«Una delle cose che stiamo esplorando è come, perché non lo mutiamo noi stessi in modo da poter creare, sviluppare preventivamente nuovi vaccini, giusto? Quindi, dobbiamo farlo (…) Tuttavia, c’è il rischio che, come puoi immaginare, nessuno voglia che ci sia un’azienda farmaceutica che muti fottuti virus», dice Walker nel video, aggiungendo che crede che lo si stia facendo lentamente «perché ovviamente non vuoi pubblicizzare che stai scoprendo mutazioni future».

 

 

Nel suo racconto al giornalista di Project Veritas, che lo ascoltava fingendosi un «date» – c’è una persona con cui si esce allo scopo di avere poi magari una relazione – Walker afferma che questa «evoluzione diretta» è diversa dalla ricerca sul Gain of Function, ossia la tecnica di manipolazione genetica dalla quale si sospetta provenga il virus di Wuhan.

 

«Non dirlo a nessuno. Promettimi che non lo dirai a nessuno. Il modo in cui funzionerebbe è che mettiamo il virus nelle scimmie, e successivamente facciamo in modo che continuino a infettarsi a vicenda, e raccogliamo campioni seriali», dice il Walker, prima di definire la teoria delle origini naturali del COVID-19 «una stronzata»:

 

«Devi essere molto controllato per assicurarti che questo virus che muta non crei qualcosa che vada ovunque. Che, sospetto, è il modo in cui il virus è iniziato a Wuhan, ad essere onesti. (…) Non ha senso che questo virus sia saltato fuori dal nulla. È una stronzata».

 

«Non dovresti fare ricerche Gain of Function con i virus (…) Possiamo fare queste mutazioni di strutture selezionate per cercare di vedere se possiamo renderle più potenti. C’è una ricerca in corso su questo. Non so come funzionerà. È meglio che non ci siano più epidemie» continua Walker.

 

 

L’uomo prosegue quindi a definire la questione delle mutazioni del virus come una cash-cow («mucca da mungere»), termine dell’inglese americano che indica un affare che dà guadagni costanti e facili.

 

«Parte di ciò che vogliono fare è, in una certa misura, cercare di capire, sai, come ci sono tutti questi nuovi ceppi e varianti che saltano fuori. Quindi, è come cercare di catturarli prima che compaiano e possiamo sviluppare un vaccino profilattico, tipo, per nuove varianti. Quindi, è così che la pensano, se lo fai in modo controllato in un laboratorio, dove dicono che questo è un nuovo epitopo [in immunologia, la parte di antigene che lega l’anticorpo specifico, ndr], e quindi se in seguito viene fuori nella popolazione, abbiamo già un vaccino che funziona».

 

Il giornalista di Project Veritas gli chiede se questo non sia il miglior modello di business. «Basta controllare la natura prima ancora che la natura stessa accada? Giusto?», domanda il reporter con telecamera nascosta.

 

«Sì. Se funziona» risponde lo Walker. «Alcune volte ci sono mutazioni che compaiono per le quali non siamo preparati. Come con Delta e Omicron. E cose così. Chissà? In ogni caso, sarà una cash-cow. COVID sarà una vacca da mungere per noi per un po’ di tempo in futuro».

 

Ulteriori rivelazioni vengono fatte riguardo al sistema delle «porte girevoli» che uniscono il personale degli enti regolatori e le grandi aziende farmaceutiche.

 

Big Pharma, viene detto nella conversazione ripresa all’insaputa di Walker, «è una porta girevole per tutti i funzionari governativi».

 

«Nell’industria farmaceutica, tutte le persone che revisionano i nostri farmaci, alla fine la maggior parte di loro verrà a lavorare per le aziende farmaceutiche».

 

Alla domanda su cosa pensi di questa «porta girevole», Walker risponde che «a essere onesti, è abbastanza buono per l’industria. È un male per tutti gli altri in America (…) Perché quando le autorità di regolamentazione che esaminano i nostri farmaci sanno che una volta che smetteranno di regolamentare, lavoreranno per l’azienda, non saranno così dure nei confronti dell’azienda che darà loro un lavoro».

 

Come ha notato il giornalista TV Tucker Carlson, unico a parlare di questo sconvolgente video, si tratta di una meccanica che a Washington funziona anche in altri ambiti, come per l’industria militare con generali che poi salgono sul board dei produttori di armi, o nella finanza, con i dipendenti degli enti di controllo che poi vanno a lavorare proprio per le banche che prima, in teoria, controllavano.

 

 

Al termine dell’incontro il fondatore di Project Veritas James O’Keefe si palesa nel ristorante per fare domande dirette a Walker, che ha una reazione isterica e financo violenta: spinge O’Keefe e i cameraman, chiama la polizia (dicendo di essere in presenza di «persone bianche»), filma con il telefonino urlando (riprendendo, per qualche motivo, anche i gestori del locale), va dietro il bancone, distrugge un iPad, pretende che nessuno esca dal locale, infine cerca perfino di fermare una macchina in mezzo alla strada credendo che si tratti della troupe di Project Veritas.

 

 

Soprattutto, una volta vistosi scoperto, dichiara di essere «letteralmente un bugiardo», dice che stava mentendo al «terzo appuntamento», «come un uomo normale».

 

Sui media mainstream, americani e internazionali, c’è un silenzio assoluto. A parlarne, nel suo programma televisivo su Fox News – il più seguito della TV via cavo degli USA – è stato Tucker Carlson, che ha invitato a commentare il pioniere delle tecnologie vaccinali mRNA Robert Malone.

 

Il Daily Mail, testata britannica che mai pare tirarsi indietro negli scandali, secondo Paul Joseph Watson avrebbe cancellato l’articolo.

 

 

In Italia, al momento in cui scriviamo, la notizia delle accuse al colosso farmaceutico è stata data solo dall’Agenzia NOVA.

 

Qualche dubbio viene comunicato da O’Keefe anche riguardo alla copertura sul motore di ricerca Google.

 

 

Il Google italiano, poche ore fa, dava questa schermata se si faceva una richiesta per “Pfizer directed evolution”. Notate l’appello a «controllare la fonte», perché forse, per questa particolare chiave di ricerca, potrebbe non essere «attendibile».

 

 

 

Di fronte all’enormità del tema, tuttavia qualcosa si muove. Il senatore repubblicano della Florida Marco Rubio ha immediatamente scritto una lettera al CEO di Pfizer Albert Bourla, che di recente ha subito un’altra débacle giornalistica a Davos.

 

«Caro dottor Bourla», dice la lettera del senatore Rubio «scrivo in risposta a resoconti preoccupanti sull’intenzione di Pfizer di mutare il virus SARS-CoV-2 (COVID) attraverso il guadagno di funzione, o “evoluzione diretta”, come dettagliato dal direttore della ricerca e dello sviluppo di Pfizer, Jordan Walker. Come è stato dimostrato più e più volte, i tentativi di mutare un virus, in particolare uno potente come COVID, sono pericolosi. Se le affermazioni dettagliate nel video sono vere, Pfizer ha anteposto il suo desiderio di profitto alla preoccupazione della salute nazionale e globale e deve ritenersi responsabile».

 

La lettera del senatore al capo di Pfizer prosegue con domande molto franche, alle quali esige risposta. «In qualità di leader nella salute pubblica globale e nello sviluppo del vaccino COVID, con i dollari dei contribuenti americani, è fondamentale che Pfizer sia responsabile delle proprie azioni e sia trasparente con il pubblico sulla sostanza e sull’intento della propria ricerca».

 

La rete, nel frattempo è scatenata, in una tempesta di indignazione e meme irresistibili.

 

 

 

L’investitore e podcaster scientifico Eric Weinstein scrive su Twitter: «Hai perso qualcuno insostituibile a causa del COVID? Alla miocardite? Hai il Brain Fog? Hai perso un anno o due della tua vita? Non riesci a partecipare a un funerale? Ti chiedi come siano apparsi i vaccini così in fretta? La tua reputazione è stata distrutta per complottismo? Essere chiamato razzista sinofobo? Guarda».

 

 

Il popolarissimo imprenditore tedesco-finnico Kimdotcom ha promesso di raddoppiare ogni donazione verrà fatta a Project Veritas e parla iperbolicamente di «Gain of Function come Business model».

 

 

Qualcuno ringrazia Grindr, l’applicazione per incontri gay, che, presumono i commentatori, potrebbe essere alla base del contatto tra lo Walker e il giornalista sotto copertura di Project Veritas. A quanto sembra, Grindr non mette nei guai solo preti e funzionari vaticani vari.

 

 

Qualcuno si chiede come sia possibile: com’è possibile che un alto funzionario di una grande farmaceutica parli così in libertà, facendo ammissioni sconvolgenti?

 

In realtà, se ci pensiamo, c’è un precedente: la responsabile per i mercati internazionali di Pfizer Janine Small che ammette che il vaccino Pfizer non era testato per fermare la trasmissione del virus.

 

 

Quanto emerso da Project Veritas è talmente grande da non essere di primo acchito credibile. Si tratta di una storia che smuove un colosso economico e pure la politica internazionale. Sono necessarie ulteriori verifiche, approfondimenti di sorta. Per esempio, questi supposti esperimenti sulle varianti, dove verrebbero fatti? Il dottor Robert Malone, ospite di Tucker Carlson, dice che il trattato sulla guerra biologica è «pieno di buchi», e che ad ogni modo, Israele – Paese che ha risaputamente una forte relazione con Pfizer, dice Malone – non è firmatario.

 

 

Immaginate quali finestrelle possono aprirsi da qui: finestrelle che divengono voragini.

 

Il problema è che non sappiamo se i giornali, i giudici, i politici vorranno davvero seguire questa traccia, e vederci più chiaro.

 

È possibile ignorare il tutto, e lasciare che passi.

 

Lo abbiamo visto tante volte, tante che, purtroppo, ora ci siamo praticamente assuefatti.

 

 

 

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Davos, il capo di Pfizer Bourla non risponde alle domande dei giornalisti

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Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer, è stato intercettato a Davos, mentre camminava verso un evento del World Economic Forum, da una coppia di giornalisti che ha posto delle domande rimaste senza risposta.

 

Il video è particolarmente impietoso. Per la coppia di intervistatori, si tratta di un colpaccio. Bourla, come noto, ha più volte rifiutato l’invito di presentarsi al Parlamento Europeo (pur mantenendo un rapporto via SMS, ora spariti con la presidente della Commissione UE Ursula Von der Leyen ), tuttavia trova il tempo di andare in Svizzera al festival oligarchico di Klaus Schwab.

 

I due giornalisti che, chissà come, sono riusciti a raggiungere il Bourla e a fargli una serie di domande sono il canadese Ezra Levant di Rebel News (testata che si è fatta valere durante la protesta dei camionisti di inizio 2022) e l’israelo-australiano Avi Yemini, noto per i suoi indomiti reportage da Melbourne, dove più volte ha preso le botte.

 

 

 

Le domande fatte deambulando nel nevischio al CEO Pfizer, in realtà, sono piuttosto corrette.

 

«Signor Bourla, quando ha saputo che il vaccino non ferma il contagio? Per quanto lo ha saputo senza dirlo pubblicamente?».

 

«Noi ora sappiamo che il vaccino non ferma la trasmissione, ma perché tenerlo segreto?»

 

«È arrivato il momento di chiedere scusa al mondo, signore? Ridare indietro ai Paesi tutti i soldi per il vaccino che non funziona?»

 

«Non ha vergogna per quello che ha fatto negli ultimi due anni?»

 

«Ne è orgoglioso? Ha fatto milioni alle spalle della sussistenza delle persone… come si sente a camminare per strada come milionario sulle spalle delle persone comuni»

 

«Cosa pensa quando è sul suo yacht, signore? Cosa pensa quando è sul suo jet privato?»

 

«Teme la responsabilità per il prodotto? Teme per le miocarditi?»

 

«E riguardo alle morti improvvise?»

 

«Cosa ha da dire riguardo ai giovani che crollano con attacchi cardiaci ogni giorno? Perché non risponde a queste domande semplici»

 

«Quanti soldi ha fatto personalmente dal vaccino?»

 

«Quanti booster pensa dovremmo prendere perché siate soddisfatti con i vostri guadagni?»

 

«Chi incontra qui [a Davos] in segreto? Può rivelare con chi si è incontrato?»

 

«A chi paga le commissioni? Nel passato Pfizer ha pagato multe per 2,3 miliardi per marketing ingannevole; è coinvolto nello stesso comportamento un’altra volta?»

 

«Siete sotto indagine, come lo siete stati per il marketing ingannevole?»

 

«Ogni altro prodotto nel mondo, se non funziona come promesso, consente un rimborso. Non dovreste rimborsare Paesi che hanno dato miliardi per vostro vaccino non efficace?»

 

«Lei è abituato solo a media favorevoli? Così da non saper rispondere a nessuna domanda?»

 

Il Bourla non risponde ad alcuna domanda, non proferisce verbo, a parte, alla prima domanda, un «buona giornata» bofonchiato forse sperando di togliersi di dosso i due giornalisti e le loro domande.

 

Il video si conclude con i due cronisti che gli gridano «Vergogna», e poi parlottano fra loro, cercando di controllare l’adrenalina e forse la realizzazione di aver fatto un colpaccio giornalistico: il CEO del grande produttore di vaccini mRNA non dice una parola, neanche di circostanza, neanche di ironia. Semplicemente, tira dritto, e, significativamente a testa bassa – fino a che non raggiunge un luogo dove può essere protetto, possibilmente un altro nido oligarchico protetto da buttafuori e soldati.

 

Come riportato da Renovatio 21, in passato il Bourla ha parlato degli antivaccinisti come «criminali» che guadagnano «con la disinformazione».

 

Riguardo a notizie non favorevoli alla vaccinazione considerate fake, è notevole la confessione fatta nel 2021 in cui Bourla si è vantato pubblicamente di essere informato da CIA e FBI inerentemente alla «diffusione della disinformazione».

 

In fatto di rapporti con la stampa è emerso l’anno passato che uno dei vertici dell’agenzia notizia Reuters è membro del consiglio di amministrazione di Pfizer.

 

È inoltre noto che vi sia un rapporto diretto tra il Vaticano e la Big Pharma del siero mRNA, realizzato in incontri multipli, fino ad un certo punto segreti, tra il papa e il CEO del colosso.

 

Cinque mesi fa si è appreso che il quadridosato Bourla è risultato positivo al COVID-19.

 

A Davos, dove è un habitué, l’anno scorso il Bourla aveva parlato di «microchip biologici dentro ai farmaci».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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