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Vaccini

Intorno al papa c’è il COVID. E tanto vaccino Pfizer

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Due alti papaveri vaticani dell’entourage del papa sono risultati positivi al COVID-19 nonostante entrambi abbiano fatto tre dosi del vaccino.

 

«Il cardinale Pietro Parolin e l’arcivescovo Edgar Peña Parra sono entrambi risultati positivi al COVID-19, hanno confermato fonti vaticane, con il cardinale Parolin che mostra sintomi. Il Segretario di Stato vaticano e il suo vice hanno entrambi fatto due dosi di vaccino e il vaccino di richiamo», cioè sono ambedue trivaccinati. Lo ha scritto ieri su Twitter l’imbattibile vaticanista Edward Pentin sul National Catholic Register.

 

Immediatamente dopo la notizia, i cattolici si sono rivolti ai social media per esprimere «l’ironia» della situazione, in particolare alla luce dei commenti del Bergoglio che sembravano prendere in giro il cardinale Raymond Leo Burke quando ha contratto il virus, e la misura del Vaticano di licenziare coloro che si trovavano all’interno della città-Stato che rifiutano di farsi iniettare.

 

«Il cardinale Pietro Parolin e l’arcivescovo Edgar Peña Parra sono entrambi risultati positivi al COVID-19, hanno confermato fonti vaticane, con il cardinale Parolin che mostra sintomi. Il Segretario di Stato vaticano e il suo vice hanno entrambi fatto due dosi di vaccino e il vaccino di richiamo», cioè sono ambedue trivaccinati

Il caso del Bergoglio che attaccava Burke, un malato in ospedale, fu particolarmente triste, e visto oggi sprigiona tutta l’imprevidenza dell’argentino. «Anche nel collegio cardinalizio ci sono negazionisti e uno di questi è ricoverato con il virus, ironia della vita». Già, bella ironia. A dire il vero, l’umorismo massimo è pensare che dei casi di prelati malati non stanno parlando in pubblico, la notizia è un leak, e questo ci fa pensare quindi che nel caso ad ammalarsi fosse l’uomo vestito di bianco, vaccinato pubblicamente, promotore globale del siero genico, tenterebbero di non far uscire nessuno spiffero.

 

Avremmo, cioè, la situazione in cui il papa vaccinatore si ammala del morbo cinese contro il quale è vaccinato. La farsa vaticana, a quel punto, raggiungerebbe nuove vette di impresentabilità; tuttavia, ribadiamo, è difficile pensare che la notizia scapperà.

 

In settimana è emersa la notizia, di per sé grave assai, degli incontri segreti di Bergoglio con Albert Bourla, il CEO di Pfizer.

 

Quando Renovatio 21 ha intervistato la guardia svizzera costretta a lasciare il Vaticano per il suo rifiuto di sottoporsi alla siringa mRNA, abbiamo appreso che in effetti la Santa Sede faceva appunto iniezioni di Pfizer.

 

La spirale di riserbo sull’incontro tra Bergoglio e il capo di Pfizer potrebbe essere derivata da un accordo segreto. Come ha riportato il Washington Post che «Pfizer ha formalizzato 73 accordi per il suo vaccino contro il coronavirus. Secondo Transparency International, un gruppo di difesa con sede a Londra, solo cinque contratti sono stati formalmente pubblicati dai governi e questi con “censure significative”».

 

«Il contratto stipulato con il Brasile vieta al governo di fare “qualsiasi annuncio pubblico riguardante l’esistenza, l’oggetto o i termini dell'[accordo]” o di commentare il suo rapporto con Pfizer senza il previo consenso scritto della società».

 

Ora, non sappiamo se l’incredibile silenzio sugli incontri sia stato dettato da un accordo (segreto) di segretezza. Tuttavia, i giornali hanno tirato fuori un altro dato piuttosto pazzesco dai contratti segreti Pfizer emersi.

 

Il Washington Post scrive che alcuni Paesi sono «tenuti a rinunciare all’immunità contro il sequestro “precauzionale” dei loro beni».  La testata peruviana Ojo pubblico, citando l’indagine del Bureau of Investigative Journalism, scrive che «Pfizer è stato accusata di aver “bullizzato” i governi latinoamericani nelle negoziazioni per il vaccino COVID e ha chiesto ad alcuni Paesi di mettere asset sovrani, come edifici di ambasciate e basi militari, a garanzia del costo di eventuali future cause legali».

 

Abbiamo capito che non è stato un grande affare: tre dosi e ti ammali ancora. Non esattamente un farmaco miracoloso. Ma del resto, nel Vaticano bergogliano, chi ci crede ancora ai miracoli?

E lo Stato del Vaticano? Quali asset potrebbe aver ipotecato? La Cappella Sistina? L’obelisco? La pietà di Michelangelo? I giardini? I libri della biblioteca? La cripta dove sono sepolti i papi, molti dei quali si stanno rivoltando al punto da poter immaginare una produzione di energia elettrica rinnovabile, tanto cara al pontefice della spazzatura differenziata?

 

Non lo sappiamo.

 

Tuttavia abbiamo capito che non è stato un grande affare: tre dosi e ti ammali ancora.

 

Non esattamente un farmaco miracoloso. Ma del resto, nel Vaticano bergogliano, chi ci crede ancora ai miracoli?

 

 

 

 

 

 

 

Reazioni avverse

I vaccinati COVID hanno un rischio maggiore di malattie neurologiche: studio

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Uno studio di big data condotto su 99 milioni di persone in otto paesi ha mostrato un’incidenza degli effetti collaterali di vari vaccini Covid-19 maggiore del previsto, ha affermato lunedì il Global Vaccine Data Network (GVDN).

 

Lo studio, originariamente pubblicato sulla rivista medica Vaccine il 12 febbraio, ha esaminato 13 condizioni neurologiche, ematiche e cardiache, chiamate «eventi avversi di particolare interesse». I ricercatori hanno esaminato 99.068.901 individui vaccinati provenienti da dieci siti in otto Paesi.

 

«La dimensione della popolazione in questo studio ha aumentato la possibilità di identificare rari potenziali segnali di sicurezza del vaccino», ha affermato Kristyna Faksova, l’autrice principale dello studio dello Statens Serum Institut di Copenhagen, Danimarca.

 

Secondo il GVDN, lo studio ha osservato una maggiore incidenza di miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco) e pericardite (infiammazione della sacca cardiaca) del previsto tra coloro che hanno assunto le iniezioni Pfizer/BioNTech (BNT162b2) e Moderna (mRNA-1273).

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Il vaccino di Moderna ha avuto anche un tasso più elevato di encefalomielite acuta disseminata (ADEM, infiammazione e gonfiore del cervello e del midollo spinale), con sette eventi osservati rispetto ai due attesi entro 42 giorni dalla prima vaccinazione.

 

I segnali di sicurezza per la miocardite sono stati «coerentemente identificati» dopo le prime tre dosi di entrambi i vaccini di mRNA, con il rapporto più alto dopo la seconda dose. Segnali di pericardite sono comparsi anche dopo la prima e la quarta dose di mRNA-1273 e sono stati osservati anche dopo una terza dose del vaccino vettoriale virale Oxford/Astra Zeneca (ChAdOx1).

 

Tra i destinatari di ChAdOx1 sono stati osservati 190 eventi di sindrome di Guillain-Barré (GBS) rispetto ai 76 attesi e 69 casi osservati di trombosi del seno venoso cerebrale (CVST, un tipo di coagulo di sangue nel cervello) rispetto ai 21 attesi, secondo lo studio. ha mostrato.

 

Il GVDN ha reso i risultati disponibili al pubblico sui suoi dashboard interattivi di dati, insieme all’avvertimento di non leggere troppo nelle correlazioni e che i vaccini sono sicuri ed efficaci.

 

«Rendendo i dashboard dei dati disponibili al pubblico, siamo in grado di supportare una maggiore trasparenza e comunicazioni più forti al settore sanitario e al pubblico», ha affermato la co-direttrice di GVDN, la dottoressa Helen Petousis-Harris.

 

Lo studio faceva parte del Global COVID Vaccine Safety Project del GVDN ed è stato finanziato interamente da una sovvenzione di 10 milioni di dollari da parte dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC).

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Spirito

Il papa nomina l’inventrice del vaccino mRNA alla Pontificia Accademia per la Vita. Mons. Viganò: scandalo, i sieri utilizzano feti abortivi

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Il 10 febbraio papa Francesco ha nominato membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita la professoressa Katalin Kariko, docente presso l’Università di Szeged in Ungheria. Lo riporta Agensir. La Kariko, come noto, è considerata l’inventrice del siero COVID mRNA. Per il suo lavoro con il farmaco genico sperimentale imposto a miliardi di persone la Kariko ha vinto l’anno passato il premio Nobel.   Su Twitter sono scattati subito i complimenti dell’istituzione vaticana, compresi quelli del capo della Pontificia Accademia per la Vita monsignor Paglia, il quale va ricordato per la sua passione vaccinale, prima con i sieri pediatrici (legge Lorenzin, 1997), poi per l’accorata richiesta della quinta dose.  

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La Kariko a sua volta ha ringraziato commossa: «Sono profondamente onorata che papa Francesco mi abbia nominato membro della Pontificia Accademia per la Vita. L’anno scorso ho tenuto una conferenza in Vaticano sulle biotecnologie emergenti. È stato emozionante incontrare papa Francesco in udienza privata con la mia famiglia, ha benedetto i miei nipoti».     La nomina ha suscitato lo scandalo di monsignor Carlo Maria Viganò:     «È assolutamente scandalosa la nomina di Katalin Karikó alla Pontificia Accademia per la Vita, considerando il suo coinvolgimento nello sviluppo della terapia genica mRNA, che come ormai sappiamo prevede l’utilizzo di feti abortivi per la produzione dei sieri sperimentali».   «Non sfuggirà la coerenza con la nomina di un’altra atea abortista proveniente dal WEF, Mariana Mazzuccato, sempre ad opera di Bergoglio».   «L’azione devastatrice di questo Gesuita va oltre la dottrina e costituisce un vergognoso asservimento della Chiesa alle politiche criminali dell’élite globalista e conferma il ruolo eversivo dell’Argentino».   «Sconcerta che alcuni sedicenti conservatori si limitino a dichiarare che gli atti di Bergoglio non impegnano l’infallibilità pontificia, e che questo sia per loro sufficiente».

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Come riportato da Renovatio 21, il Vaticano è stato lo Stato dove il vertice ha istituito il più draconiano obbligo vaccinale, al punto che chi ha rifiutato ha dovuto lasciare la città-Stato. Il papato ha imposto il vaccino ai giornalisti dell’aereo dei viaggi apostolici e in generale a chiunque volesse accompagnare il papa. Sono diventati noti negli anni gli incontri segreti tra il papa e l’amministratore delegato Pfizer Albert Bourla.   Il tema dell’uso di feti abortiti per la produzione dei farmaci, già dismesso nell’era Lorenzin da Bergoglio e Paglia, sembra ora neanche lontanamente considerato da parte cattolica.   Si tratta, per inciso, del tema su cui Renovatio 21 aveva, ancora più di un lustro fa, investito per creare i presupposti di un’obiezione di coscienza ai vaccini, che poco più tardi, allo scoppio della catastrofe pandemica, avrebbe potuto salvare milioni di persone dal macello della siringa mRNA.

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Epidemie

Il primo ministro slovacco Fico ordina un’indagine sulla risposta al COVID-19 e sui vaccini: oltre 21.000 morti in eccesso dal 2020

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Il primo ministro slovacco Robert Fico, in un discorso davanti al Parlamento europeo questa settimana, ha annunciato che la Slovacchia avvierà un’indagine sul «circo COVID» relativo al lancio sperimentale del vaccino e alle misure di risposta alla pandemia.

 

«Non capiremo mai la verità sul ruolo svolto dalle aziende farmaceutiche e su chi abbia effettivamente organizzato l’intero circo del COVID-19», ha affermato Fico. «Con questo in mente, signore e signori, il governo della Repubblica slovacca ha deciso di includere negli annunci ufficiali la promessa di risolvere questo problema».

 

«Il popolo slovacco ha semplicemente bisogno di una risposta. Ha bisogno di risposte sulla vaccinazione, su cosa sia realmente», ha continuato. «Cos’era veramente? Perché vari vaccini sperimentali sono stati somministrati alle persone senza alcun test? Perché venivano spacciati alla gente tutti i tipi di droghe? Perché sono stati effettuati test in tutto lo stato? Chi ha comprato questi? Perché sono stati acquistati? Quanta quantità è stata acquistata? Quanti soldi sono stati spesi per questo? Alla fine ci siamo ritrovati con miliardi, miliardi!»

 

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Il Fico ha continuato spiegando che l’indagine è particolarmente giustificata dato che la Slovacchia ha registrato 21.000 morti in eccesso dal 2020, cosa che ha attribuito all’«incompetenza del governo».

 

«Abbiamo 21.000 morti, cosa che colleghiamo al fatto che i governi che erano qui dal 2020 non erano in grado di gestire (la pandemia) e si preoccupavano solo dei guadagni economici e, naturalmente, si sono assicurati di piegarsi alle aziende farmaceutiche da cui hanno acquistato enormi quantità di attrezzature mediche inutili e spesso anche di vaccini», ha affermato.

 

Il premier di Bratislava ha affermato che la Slovacchia creerà un nuovo ufficio governativo appositamente per indagare sulla questione e nominerà un suo deputato dell’Assemblea Nazionale per guidare l’indagine e pubblicarne i risultati.

 

«Sulla base di ciò che abbiamo a disposizione, vogliamo sapere cosa è realmente accaduto. Penso che il dottor Kotlar, deputato dell’Assemblea nazionale, sia dotato di informazioni sufficienti», ha detto il primo ministro. «Vedo che è preparato, anche quando si tratta di tenere unita la squadra. Gli ho chiesto di discutere tutto nel gabinetto prima di fare qualsiasi dichiarazione pubblica. E sono assolutamente, ripeto, assolutamente fiducioso che il suo lavoro darà dei risultati, che pubblicheremo e diremo al pubblico slovacco cosa è realmente accaduto durante questo periodo COVID».

 

«Oggi sappiamo una cosa: i governi precedenti non sono riusciti assolutamente a gestire il COVID e hanno lasciato 21.000 persone a se stesse. E, come tutti sappiamo, hanno guadagnato un sacco di soldi con acquisti non necessari di varie forniture mediche e vaccini».

 

A dicembre, il Fico aveva respinto il cosiddetto Trattato sulla pandemia dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), definendolo «una sciocchezza inventata da avide aziende farmaceutiche».

 


Come riportato da Renovatio 21, i politici slovacchi avevano accusato il Trattato pandemico OMS di essere uno sforzo «globalista» per indebolire le sovranità nazionali.

 

Il governo Fico si sta facendo notare anche per la sua opposizione all’armamento dell’Ucraina e al suo ingresso nella NATO. Il ministro della Cultura Martina Simkovicova ha revocato l’ordinanza che vietava la cooperazione culturale con Russia e Bielorussia, introdotta dal suo predecessore nel marzo 2022 in seguito allo scoppio del conflitto ucraino.

 

La Simkovicova ha inoltre dichiarato lo scorso mese di «rifiutare la normalizzazione progressiva» e ha annunciato la sua decisione di smettere di finanziare vari progetti LGBTQ,

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Immagine di European Council via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic

 

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