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Armi biologiche

Ciò che ha ucciso George Floyd e che sta uccidendo l’America tutta

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In settimana si è consumato il processo a Derek Chavin, il capro espiatorio supremo degli USA in preda ad all’isteria razziale programmata.

 

Chauvin, preso a simbolo del «razzismo sistemico» della Polizia e del Paese tutto in tutta la sua storia ed in ogni suo angolo, non poteva che essere condannato. Questo nonostante il «razzista» Chauvin avesse una moglie asiatica, e soprattutto nonostante l’incontrovertibile filmato, visto per la prima volta in tribunale, dove pare chiaro che lo stesse immobilizzando con il ginocchio puntato sulla spalla, e non sulla gola come invece credono di aver visto tutti.

 

Chauvin andava sacrificato per un bene più grande: evitare l’ennesima rivolta razziale negli USA

Erano già emerse prove filmate che il Floyd aveva cominciato a proferire le sue ultime parole famose, «I can’t breath» molto prima che fosse schiacciato a terra

 

Chauvin andava sacrificato per un bene più grande: evitare l’ennesima rivolta razziale negli USA. La filosofia politica che guida il mondo ora è, a qualunque latitudine, l’utilitarismo: cioè la possibilità di sacrificare una parte al fine di assicurare il maggior godimento alla maggiore porzione della collettività. Questo principio disumano, come è evidente oggi nel caso dei vaccini e dei loro danni «tollerati» per il bene più grande della società, non è oramai neppure dissimulato.

 

Del resto, la prospettiva dello scoppio della violenza nera nelle strade era evidente.

 

Se qualcuno si è perso le indegne violenze scatenate dalla torma razzista di Black Lives Matter (una formazione, come abbiamo dettagliato, legata a Soros ma anche alla campagna Biden con il dubbio che prendano danaro pure dalla Cina) può tranquillamente rovistare nella memoria storica del 1992, quando vennero assolti i poliziotti filmati mentre pestavano il nero Rodney King. Fuoco fiamme, zone di Los Angeles fuori controllo, negozi saccheggiati (soprattutto quelli di televisori , notava lo scrittore William Gibson: quelli che vendevano Mac e PC rimasero intonsi).

Secondo l’autopsia, nel suo cuore, Floyd aveva nel suo corpo mentanfetamine, THC (marijuana) e fentanyl

 

Qualcuno ipotizzò pure che l’assoluzione di O.J. Simpson, campione di football ed attore hollywodiano accusato di aver trucidato la bionda moglie e il suo amante, potesse essere dettata dal ricatto di una probabile ulteriore rivolta razziale – questo nonostante anche una vasta parte della popolazione nera può ritenere O.J. colpevole.

 

Quindi, Chauvin andava immolato per placare il Moloch razziale, un demone che si fa ogni settimana più famelico ed irrazionale. Qualsiasi prova avessero portato i difensori, probabilmente non sarebbe servito a niente.

 

Gli esperti hanno convenuto che la quantità di fentanyl trovata nel sangue di Floyd era molto alta, a 11 nanogrammi per millilitro

Di fatto, erano già emerse prove filmate che il Floyd, peraltro pregiudicato per crimini assai odiosi (entrò in casa di una donna incinta e le puntò una pistola sul ventre per rapinarla) aveva cominciato a proferire le sue ultime parole famose (è il caso di dirlo) «I can’t breath», io non respiro, molto prima che fosse schiacciato a terra.

 

Nei video in cui venne estratto dalla macchina diviene chiaro che il Floyd era in istato di alterazione totale, e proprio l’assunzione di droga probabilmente lo faceva urlare, da subito, che gli mancava il respiro – non il ginocchio di Chauvin, peraltro posato sulla spalla, non sulla trachea.

 

 

Il fentanyl, che in italiano chiamano anche fentanil o fentaile, è una droga potentissima. Esso è 100 (cento) volte più potente della morfina. La quantità necessaria per avere effetti, di sballo o di morte, sul corpo di una creatura è esprimibile in microgrammi

 

Secondo l’autopsia, nel suo cuore, Floyd aveva nel suo corpo mentanfetamine, THC (marijuana) e fentanyl – parrebbe essere risultato positivo anche al SARS-CoV-2, ma in questa vicenda non è stato considerato come causa di morte, probabilmente unico caso al mondo.

 

Tuttavia è del fentanyl che bisogna parlare. Gli esperti hanno convenuto che la quantità di fentanyl trovata nel sangue di Floyd era molto alta, a 11 nanogrammi per millilitro. Secondo la Divisione di Tossicologia Medica della Rutgers Medical School del New Jersey, tale quantità è sufficiente da causare una overdose fatale in qualcuno che assume il farmaco per la prima volta.

 

«In combinazione con il tratto falciforme e le sue condizioni cardiache preesistenti, l’uso del signor Floyd di fentanil e metanfetamina molto probabilmente lo ha ucciso», ha scritto Eric J. Nelson, l’avvocato dell’agente Chavin, in una dichiarazione depositata in  tribunale del 28 agosto chiedendo senza successo l’archiviazione delle accuse contro il suo assitito.

 

«Aggiungere fentanil e metanfetamina ai problemi di salute esistenti del signor Floyd equivaleva ad accendere una miccia su una bomba».

 

Questa versione, che per rasoio di Occam sembra la più semplice e veritiera, è stata rigettata, prima che dai tribunali, dalla stampa americana.

Negli ultimi 30 anni le prescrizioni di antidolorifici a base di oppioidi, in particolare, il farmaco analgesico a rilascio lento Oxycontin, sono aumentate esponenzialmente, facendo diventare dipendenti milioni di persone

 

«Il fentanyl uccide chiudendo la parte del cervello che controlla la respirazione. Il respiro rallenta, poi si ferma, seguito dal cuore» ammette il Washington Post, tuttavia nei suoi articoli virgoletta serie di esperti che negano che si possa essere trattata di una overdose».

 

Lo sappiamo che, ora più che mai, la stampa, americana come italiana mente. Mente sempre, su tutto: un caso così delicato non può essere risparmiato dalla mostruosa campagna di distorsione della realtà che abbiamo già visto con il COVID e con le elezioni presidenziali.

 

Il fentanyl, che in italiano chiamano anche fentanil o fentaile, è una droga potentissima, un oppioide sintetico che toglie il dolore e dà un senso di euforia. Esso è 100 (cento) volte più potente della morfina. La quantità necessaria per avere effetti, di sballo o di morte, sul corpo di una creatura è esprimibile in microgrammi. 0.03 milligrammi di fentanyl al chilo sono la dose letale conosciuta per le scimmie. Cioè, meno di 5 milligrammi (non grammi, millesimi di grammo) sono in grado di uccidere un gorilla da 160 chili.

 

È qui, nella domanda disperata di questo popolo stremato dalla dipendenza, che ha cominciato a trovare spazio il fentanyl: una droga soddisfacente per i tossici, grazie all’incredibile e pericolosissima efficacia, e al contempo assai facile da contrabbandare, perché per ogni dose, per ogni carico, bastano quantità microscopiche che possono essere nascoste ovunque

Il fentanyl è un flagello senza precedenti negli USA. Esso si ritaglia un ruolo principale nella più grande emergenza sanitaria che vivono gli USA: la cosiddetta «crisi degli oppioidi». È considerato l’oppioide sintetico a cui attribuire lo spaventoso, catastrofico aumento del tasso di mortalità per overdose negli Stati Uniti negli ultimi anni. Non provate a dire che il COVID è più letale: come riportato da Renovatio 21, a dicembre 2020 il CDC stabilì che i morti per overdose da oppioide supervano quelli di COVID-19.

 

Il meccanismo socio-sanitario di questo inferno, in pratica, è più o meno questo: a causa del marketing aggressivo – con una grande «mano» data dalla classe medica e dal loro ordine – perpetrato da Big Pharma (un nome in particolare: la Purdue Pharma della ultramiliardaria famiglia Sackler, ma nel caso è coinvolta anche la Johnson&Johnson) negli ultimi 30 anni le prescrizioni di antidolorifici a base di oppioidi, in particolare, il farmaco analgesico a rilascio lento Oxycontin, sono aumentate esponenzialmente, facendo diventare dipendenti milioni di persone.

 

La dipendenza di tutta questa gente, che talvolta si era recata dal dottore solo per un mal di schiena, si tramutava così in overdosi o in atteggiamenti criminali: alla ricerca di una dose soddisfacente, molti mollano il farmaco (che non viene dato in quantità che rimangono appaganti per il drogato) e vanno in strada alla cerca di surrogati come l’eroina, che, come abbiamo visto, ha una sua probabile solida rotta segreta provieniente dall’Afghanistan sotto la ventennale occupazione americana.

 

È qui, nella domanda disperata di questo popolo stremato dalla dipendenza, che ha cominciato a trovare spazio il fentanyl: una droga soddisfacente per i tossici, grazie all’incredibile e pericolosissima efficacia, e al contempo assai facile da contrabbandare, perché per ogni dose, per ogni carico, bastano quantità microscopiche che possono essere nascoste ovunque.

 

Il Fentanyl ha già fatto i suoi morti famosi: Prince, il geniale cantante testimone di Geova di Minneapolis, morì di una overdose di fentanile. Così come Michelle McNamara, famosa scrittrice di crimine che ha contribuito a risolvere il vecchio caso di un serial killer stupratore della California, morta di overdose in casa dove viveva in apparenza tranquillamente con la figlia e il marito attore Patton Oswalt.

«Stiamo assistendo a un drammatico aumento dei sequestri di fentanyl quest’anno fiscale, oltre il 360 per cento in più rispetto allo scorso anno»

 

Il fiume di Fentanyl che entra negli USA, nonostante il problema sia noto e dichiarato da Trump presidente come «calamità nazionale», non ha accennato a fermarsi nemmeno durante i lockdown.

 

La quantità di fentanil sequestrata mentre attraversava il confine meridionale durante i primi 5 mesi dell’anno fiscale 2021 è già superiore a tutto l’anno fiscale 2020, dicono le statistiche di Customs and Border Protection (CBP).

 

Il CBP ha sequestrato più di 5.000 libbre di fentanyl dal 1° ottobre 2020, ha dichiarato il Commissario ad interim del CBP Troy Miller durante una conferenza stampa dello scorso 10 marzo.

 

«Dal 2013, la Cina è stata la principale fonte del fentanyl che ha inondato il mercato delle droghe illecite degli Stati Uniti (…) alimentando l’epidemia di droga più mortale nella storia degli Stati Uniti»

«Stiamo assistendo a un drammatico aumento dei sequestri di fentanyl quest’anno fiscale, oltre il 360 per cento in più rispetto allo scorso anno», ha detto Miller.

 

«I sequestri di droga a livello nazionale sono aumentati del 50% a febbraio da gennaio».

 

Il fentanyl può provenire da laboratori in Messico che utilizzano sostanze chimiche fornite dalla Cina. Altre volte, pare che il fentanyl arrivi direttamente negli USA dalla Cina, addirittura tramite ordini che è possibile piazzare online. I cartelli messicani possono produrre fentanyl, ma la materia prima o il prodotto già pronto arriva decisamente dalle coste cinesi.

 

«Dal 2013, la Cina è stata la principale fonte del fentanyl che ha inondato il mercato delle droghe illecite degli Stati Uniti (…) alimentando l’epidemia di droga più mortale nella storia degli Stati Uniti. Sia l’amministrazione Obama che quella Trump hanno dedicato un significativo capitale diplomatico per convincere la Cina a reprimere la fornitura di fentanyl dalla Cina agli Stati Uniti, con la Cina che ha finalmente annunciato nell’aprile 2019 che la produzione, la vendita e l’esportazione di tutti i farmaci di classe fentanyl sono vietate, ad eccezione delle aziende autorizzate a cui il governo cinese ha concesso licenze speciali» scrive un saggio della Brookings Institution intitolato Fentanyl and geopolitics: Controlling opioid supply from China.

Diventa chiaro a tutti che il fentanyl è, nelle mani cinesi, una vera arma biologica lanciata sulla società americana. Uno strumento geopolitico, una bomba che uccide la popolazione avversaria e ne disgrega la società

 

«Nonostante il fatto che la Cina sia orgogliosa di avere una forte posizione e reputazione antidroga – scriveva nel suo essay Vanda Felbab-Brown – è altamente improbabile che la Cina inizi una cooperazione antidroga con gli Stati Uniti (…) a meno che non inizi a sperimentare la propria epidemia di oppioidi sintetici. Inoltre, il significativo deterioramento delle relazioni USA-Cina potrebbe minare ulteriormente la volontà della Cina di applicare diligentemente il nuovo regolamento sul fentanyl».

 

In poche parole, diventa chiaro a tutti che il fentanyl è, nelle mani cinesi, una vera arma biologica lanciata sulla società americana. Uno strumento geopolitico, una bomba che uccide la popolazione avversaria e ne disgrega la società.

 

Donald Trump lo aveva capito e, come sempre, non faceva mistero del suo pensiero, per quanto spiacevole e poco diplomatico. Nell’agosto 2019, riporta Reuters, il presidente Trump accusò l’omologo cinese Xi Jinping di aver fallito nel fermare le esportazioni di fentanyl verso gli USA.

 

«Il mio amico presidente Xi ha detto che avrebbe fermato la vendita di fentanyl agli Stati Uniti – questo non è mai accaduto e molti americani continuano a morire», scrisse Trump in un tweet.

«Il mio amico presidente Xi ha detto che avrebbe fermato la vendita di fentanyl agli Stati Uniti – questo non è mai accaduto e molti americani continuano a morire», scrisse Trump in un tweet

 

«Stiamo perdendo migliaia di persone a causa del fentanyl», ha poi detto ai giornalisti.

 

Quanta sincerità, quanta verità immediata, priva di filtri, erano nelle parole e nelle azioni di Donald, che, per motivi sui quali si interrogano ancora in molti, era in grado di sintonizzarsi, lui miliardario nuovayorchese, con l’americano medio di ogni Stato dell’Unione. C’è del resto un pattern, sottolineato anche in un libro di grande successo, The Hillbilly Elegy (in italiano Elegia americana), poi divenuto un film per Netflix: vi sono interi Stati che si reggevano sull’industria (metalmeccanica, siderurgica, etc.) che, finiti nella disoccupazione a causa delle delocalizzazioni industriali in Cina, piombavano nella dipendenza degli oppioidi.

 

Tra la Cina e i drogati americani, insomma, c’era un doppio legame: la Cina ha portato via loro il lavoro; la Cina ha inondato le loro strade con fiumi di narcotici per dimenticare la loro nuova miseria – il tutto grazie al tradimento di una classe dirigente politica, industriale e medica completamente corrotta. Non sorprenderà nessuno sapere che statisticamente sono questi Stati che hanno votato in massa per Donald Trump nel 2016, e lo hanno probabilmente rivotato anche nel 2020.

Tra la Cina e i drogati americani, insomma, c’era un doppio legame: la Cina ha portato via loro il lavoro; la Cina ha inondato le loro strade con fiumi di narcotici – il tutto grazie al tradimento di una classe dirigente politica, industriale e medica completamente corrotta

 

Quindi, tornando da capo: siamo sicuri di sapere cosa ha ucciso George Floyd? Siamo sicuri che il colpevole sia il poliziotto?

 

Siamo sicuri di aver compreso la portata dell’attacco che è stato portato alla società americana, e, a breve, anche a quella europea ed italiana?

 

 

 

 

 

 

 

Immagine © Renovatio 21

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La Russia accusa: popolazione di Lugansk attaccata con la tubercolosi

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In un comunicato del ministero della Difesa russo sui laboratori di armi biologiche in Ucraina, Mosca ha accusato l’Ucraina di aver cercato di infettare con la tubercolosi la popolazione della Repubblica popolare di Lugansk. Lo riporta il sito di informazione legato al governo russo Sputnik, ora non raggiungibili dall’internet italiano.

 

Si tratta di un’accusa pesantissima fatta dal tenente generale delle forze di protezione radioattiva, chimica e biologica della Russia Igor Kirillov.

 

Gli orrori descritti sono tali da far pensare alla pura propaganda da parte dei russi; tuttavia, di questo incredibile briefing dato con estrema ufficialità dall’esercito russo non pare ci sia traccia sulla stampa occidentale.

 

Il tenente generale Kirillov ha dichiarato le forze russe avrebbero ottenuto prove che suggerivano che Kiev avesse tentato di infettare residenti del distretto di Slavyanoserbsk della Repubblica Popolare di Lugansk con un ceppo di tubercolosi altamente patogenico.

 

«Foglietti realizzati sotto forma di banconote contraffatte sono stati infettati dall’agente eziologico della tubercolosi e distribuiti tra i minori nel villaggio di Stepovoe», ha accusato Kirillov, aggiungendo che gli organizzatori di questo crimine avrebbero tenuto conto del comportamento dei bambini, che mettono le cose in bocca e toccano il cibo senza lavarsi le mani, scrive Sputnik.

 

Ha proseguito citando la conclusione della Stazione Sanitaria ed Epidemiologica Repubblicana di Lugansk, secondo la quale «l’infezione delle banconote era molto probabilmente artificiale, poiché il materiale contiene ceppi estremamente pericolosi del patogeno in una concentrazione che può garantire l’infezione e lo sviluppo del processo di tubercolosi».

 

Kirillov ha aggiunto che a Lugansk si sarebbero notati segni di «contaminazione deliberata e artificiale di fogli con biomateriali ad alta patogenicità».

 

Funzionari russi hanno anche affermato che il Pentagono avrebbe condotto esperimenti «disumani» sui pazienti di almeno due istituti psichiatrici a Kharkov.

 

«La categoria principale di soggetti sperimentali era un gruppo di pazienti maschi, molto esausti fisicamente, di età compresa tra 40 e 60 anni», ha detto Kirillov.

 

Gli esperimenti sarebberostati condotti direttamente da specialisti stranieri arrivati ​​in Ucraina attraverso paesi Terzi per nascondere il coinvolgimento degli Stati Uniti, riporta Sputnik. Gli specialisti sarebbero poi stati improvvisamente evacuati dal Paese all’inizio di quest’anno, poco prima dell’inizio dell’operazione militare russa, ha affermato il tenente generale Kirillov.

 

«Nel gennaio 2022, i cittadini stranieri che hanno condotto gli esperimenti sono stati evacuati d’urgenza e le attrezzature e i farmaci che hanno utilizzato sono stati portati nelle regioni occidentali dell’Ucraina», ha affermato il militare.

 

La scorsa settimana, il capo del comitato investigativo russo, Alexander Bastrykin, ha detto al sito di informazione legato al governo russo RT che il servizio aveva «chiaramente identificato» più americani coinvolti nella ricerca biologica militare in Ucraina, compresi dei dipendenti del Pentagono, così come società strettamente associate all’esercito americano.

 

Secondo le stime russe, Washington ha investito più di 224 milioni di dollari nella ricerca biologica nel Paese tra il 2005 e l’inizio del 2022, ha affermato Bastrykin.

 

 

Funzionari statunitensi hanno confermato l’esistenza di «strutture di ricerca biologica» in Ucraina, ma hanno affermato che Washington ha fornito solo ciò che hanno chiamato «assistenza» per gli sforzi che non hanno comportato lo sviluppo di armi biologiche.

 

Difficile capire se si tratti solo di propaganda bellica da parte di Mosca.

 

Lo scenario discusso, tuttavia, è semplicemente allucinante. Ancora più allucinante è che nessuno ne stia parlando.

 

Due mesi fa si era avuta una prima ammissione da parte della stessa domina del Dipartimento di Stato per l’Eurasia, Victoria Nuland.

 

Abbiamo visto, del resto, come la censura sulla questione dei biolaboratori ucraini finanziati dagli USA, dove pare avere avuto un qualche ruolo il figlio corrotto e depravato di Biden, si abbatta perfino su Wikipedia.

 

Come riportato da Renovatio 21, voci su laboratori militari di bioarmi attaccati dai rivoltosi si erano avuti anche durante in disordini in Kazakistan ad inizio anno.

 

 

 

 

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Ascesa della Biologia sintetica: il mercato della superbioingegneria può valere 3,6 trilioni

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La Biologia sintetica (detta anche Synbio) è un campo della scienza che riprogetta interamente gli organismi viventi.

 

È come l’ingegneria genetica, ma eseguita a un livello più granulare: mentre l’ingegneria genetica trasferisce materiale genetico già esistente tra gli organismi, la Biologia sintetica può costruire nuovo materiale genetico da zero.

 

L’ingegneria genetica tradizionale usa strumenti, in ultima analisi, analogici – cioè geni preesistenti. Per questo, l’ingegneria genetica tradizionale è considerabile come un settore estrattivo.

 

Con la Biologia sintetica, aperta dagli studi pionieristici di Craig Venter, è possibile progettare integralmente il genoma di un organismo, producendo in laboratorio i geni di cui si ha bisogno.

 

La Biologia sintetica, dunque, si presenta come la definitiva forma di digitalizzazione delle scienze della vita.

 

In pratica, la Biologia sintetica è lo sforzo della scienza di creare la vita dal niente.

 

A giustificare questa forma di super-bioingegneria vi sono già vari argomenti, come l’applicazione dei suoi prodottinel mondo reale in grado di trasformare la nostra vita quotidiana.

 

McKinsey calcola che se tali usi potenziali diventassero realtà nei prossimi anni, potrebbero avere un impatto economico diretto fino a 3,6 trilioni di dollari all’anno entro il 2030-2040.

 

Un recente studio di McKinsey ha rilevato oltre 400 potenziali usi per la Biologia sintetica , suddivisi in quattro categorie principali:

Si prevede che il settore medico e sanitario sarà significativamente influenzato dalla biologia sintetica , con un impatto economico fino a 1,3 trilioni di dollari all’anno entro il 2030-2040.

 

La biologia sintetica ha una vasta gamma di applicazioni mediche. Ad esempio, può essere utilizzato per manipolare i percorsi biologici nel lievito per produrre un trattamento antimalarico.

 

Potrebbe anche migliorare la terapia genica. Utilizzando tecniche di Biologia sintetica, la società biotecnologica britannica Touchlight Genetics sta lavorando a un modo per costruire DNA sintetico senza l’uso di batteri, che sarebbe un punto di svolta per il campo della terapia genica.

 

Come noto, dopo l’iniezione massiva di vaccino COVID mRNA – di fatto, una terapia genica – l’accettazione per questo tipo di interventi genetici fra la popolazione è quasi totale.

La biologia sintetica ha il potenziale per fare un grande salto anche nel settore agricolo, fino a 1,2 trilioni di dollari all’anno già nel 2030.

 

Un esempio di ciò è il ruolo di biologia sintetica nell’«agricoltura cellulare», ovvero quando la carne viene creata direttamente dalle cellule: la famosa carne sintetica creata il laboratorio. Il costo della creazione di carne coltivata in laboratorio è diminuito in modo significativo negli ultimi anni e, per questo motivo, varie startup in tutto il mondo stanno iniziando a sviluppare una varietà di prodotti a base di carne a base di cellule.

 

Come riportato da Renovatio 21, Bill Gates sta investendo pesantemente sulla carne sintetica.

Utilizzando la biologia sintetica, i prodotti potrebbero essere adattati alle esigenze specifiche di un individuo. Ciò sarebbe utile in campi come i test genetici sugli antenati, la terapia genica e terapie cutanee anti-aging.

 

Entro il 2030-2040, la biologia sintetica potrebbe avere un impatto economico sui prodotti e servizi di consumo fino a 800 miliardi di dollari all’anno.

La biologia sintetica potrebbe anche essere utilizzata per aumentare l’efficienza nella produzione di energia pulita e biocarburanti. Ad esempio, le microalghe sono attualmente in fase di «riprogrammazione» per produrre energia pulita in modo economicamente fattibile.

 

Questo, insieme ad altri miglioramenti materiali ed energetici attraverso metodi di Biologia sintetica, potrebbe avere un impatto economico diretto fino a 300 miliardi di dollari ogni anno.

 

Questa nuova disciplina scientifica, tuttavia, oltre che lauti guadagni conduce a rischi esiziali del tutto nuovi per il nostro pianeta e per la razza umana.

 Apportare modifiche a qualsiasi sistema biologico può avere effetti a catena su interi ecosistemi o specie. Quando qualsiasi forma di vita viene manipolata, le cose non vanno sempre secondo i piani.

Alcune applicazioni della Biologia sintetica, come l’editing di embrioni, sono ovviamente ancora controverse – per il momento. Se questi tipi di applicazioni diventassero mainstream, potrebbero avere enormi implicazioni per la società, con il potenziale per aumentare la polarizzazione all’interno delle comunità.

 

Un’ulteriore preoccupazione è per le armi biologiche:  la Biologia sintetica potrebbe essere utilizzato per ricreare virus o manipolare batteri per renderli più letali, creando strumenti di morte.

 

 

 

 

Immagine di NIH Image Gallery via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.0 Generic (CC BY-NC 2.0)

 

 

 

 

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I leader democratici USA e Big Pharma coinvolti nelle attività biologiche statunitensi in Ucraina: parla il ministero della Difesa russo

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L’esercito russo ha iniziato a riferire sull’entità delle attività biologiche militari statunitensi in Ucraina a marzo, citando documenti sequestrati e altro materiale sullo studio di una serie di agenti di armi biologiche potenzialmente letali, comprese le malattie che possono essere diffuse naturalmente utilizzando la geografia, la flora e la fauna locali e prendere di mira determinati gruppi etnici.

 

Secondo Igor Kirillov, il capo delle truppe russe di difesa radiattiva, chimica e biologica (RCB), i politici di alto livello del Partito Democratico USA sarebbero i principali «ideologi» delle operazioni illegali americane nei biolaboratori che avrebbero operato in tutta l’Ucraina e avrebbero coinvolto nelle loro attività le principali società multinazionali di biotecnologie. Lo riporta la testata russa Sputnik.

 

Parlando a un briefing a Mosca mercoledì e citando un’analisi del Ministero della Difesa delle prove documentali, il capo delle truppe RCB ha affermato che i profitti che i politici statunitensi guadagnano per il settore biotecnologico privato aiutano a pagare la loro rielezione tramite donazioni elettorali.

 

Secondo Kirillov, il ramo esecutivo degli Stati Uniti ha anche lavorato per creare un «quadro legislativo per finanziare la ricerca biologica militare direttamente dal bilancio federale», e con «fondi di organizzazioni non governative sottoscritti dallo stato e controllati dalla leadership del Partito Democratico, comprese le fondazioni di beneficenza affiliate alla famiglia Clinton, i Rockerfeller, George Soros e Hunter Biden», scrive Sputnik.

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«Le principali aziende farmaceutiche globali sono state coinvolte in questi  schemi di partnership “pubblico-privato”», ha affermato Kirillov., citando grandi nomi di Big Pharma tra cui alcuni produttori di vaccini mRNA.

 

«Specialisti statunitensi stanno lavorando [in Ucraina] alla sperimentazione di nuovi farmaci, aggirando gli standard di sicurezza internazionali. Di conseguenza, le aziende occidentali riducono seriamente i costi dei programmi di ricerca e ottengono significativi vantaggi competitivi», ha affermato l’ufficiale di Mosca.

 

Kirillov sostiene che lo Stato ucraino sarebbe coinvolto anche nelle attività biologiche militari organizzate e finanziate dagli Stati Uniti nel Paese. Kiev ora starebbe tentando di «nascondere le attività illegali, condurre sperimentazioni sul campo e cliniche e fornire il biomateriale necessario».

 

Nel 2020, ha sostenuto Kirillov, è stata tentata l’infezione i residenti dell’insediamento di Stepovoye nella Repubblica popolare di Lugansk con un ceppo di tubercolosi multi-resistente utilizzando banconote contraffatte contaminate dall’agente eziologico della malattia e diffuso tra i giovani locali.

 

Inoltre, il capo delle truppe RCB ha affermato che la sua agenzia avrebbe ricevuto informazioni dettagliate sugli esperimenti del Pentagono su cittadini ucraini presso l’ospedale psichiatrico n. 1 nel villaggio di Strelechie, nella regione di Kharkov, con la ricerca rivolta a pazienti di sesso maschile di età compresa tra 40 e 60 anni con uno stadio elevato di esaurimento fisico e la supervisione di un cittadino statunitense.

 

Nel caso della ricerca in corso presso l’ospedale psichiatrico di Kharkov, gli specialisti occidentali sarebbero stati evacuati nel gennaio 2022 e le attrezzature e i preparati farmaceutici coinvolti sono stati trasferiti nell’Ucraina occidentale, ha affermato.

 

«Inoltre, sono state ottenute prove documentali sul finanziamento della Polonia dell’Università medica di Lvov, che include un partecipante a progetti biologici militari statunitensi: l’Istituto di epidemiologia e igiene. Dal 2002, questa organizzazione ha implementato un programma di riqualificazione per specialisti con esperienza di lavoro con materiali e tecnologie a duplice uso», ha affermato l’ufficiale.

 

L’esercito tedesco è stato anche coinvolto nella ricerca in Ucraina, ha detto Kirillov, citando documenti che indicano che l’Istituto di microbiologia della Bundeswehr (l’esercito federale) aveva prelevato circa 3.500 campioni di siero sanguigno da 25 regioni ucraine in Germania tra il 2016 e il 2019. L’ufficiale ha detto che l’Istituto è ancora l’interesse non identificato per questi biomateriali«solleva interrogativi sugli obiettivi perseguiti» dalle forze armate tedesche.

 

 

 

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