Black Lives Matter chiede ai bianchi di cedere loro la casa

 

 

Un video girato fuori dalla città di  Seattle mostra una folla di agitatori di Black Lives Matter che molestano un proprietario di casa e chiedono che ceda la loro proprietà per porre rimedio al razzismo. Lo riporta Summit News.

 

La clip mostra un manifestante maschio che individua una casa e fa una predica a quelli all’interno su come si viva «in un quartiere storicamente nero».

 

Quindi accusa i bianchi di acquistare terreni e case da persone di colore al di sotto del loro valore di mercato e di aver cacciato gli afroamericani.

 

«Dacci la tua casa, ridai ai neri le loro case, stai seduto lì comodamente»

«Lo sai che? Perché se non lo fai, ora lo fai c***o, ora fai qualcosa al riguardo», urla l’esponente di BLM, a cui un altro manifestante risponde ordinando: «apri il portafoglio!».

 

«Apri il portafoglio!»

Quindi accusa i proprietari di casa di essere complici della «gentrificazione razzista» mentre chiede che facciano qualcosa per risolvere il problema.

 

Un agitatore BLM femmina mascherato con un megafono continua quindi la tirata razzial-immobiliare.

 

«Ora lo stiamo portando alla tua porta di casa, quindi che c***o pensi di fare al riguardo?»

«Dacci la tua casa, ridai ai neri le loro case, stai seduto lì comodamente… Vivevo in questo quartiere e la mia famiglia è stata cacciata e tu sei seduto lassù a divertirti con gli altri tuoi amici bianchi».

 

«Ora lo stiamo portando alla tua porta di casa, quindi che c***o pensi di fare al riguardo?» chiede il manifestante maschio mentre la folla continua a molestare il proprietario della casa.

 

Il video termina con il proprietario della casa che apparentemente spegne le luci nel tentativo di evitare ulteriori escalation.

«Il sequestro di proprietà di proprietà dei bianchi è stato a lungo uno degli obiettivi principali del movimento Black Lives Matter»

 

«Il sequestro di proprietà di proprietà dei bianchi è stato a lungo uno degli obiettivi principali del movimento Black Lives Matter» scrive Summit News.

 

«Nel 2017, la leader del BLM Chanelle Helm ha emesso un elenco di richieste, una delle quali era che i bianchi facessero la loro proprietà ai neri per dimostrare che non sono razzisti: “Bianco, se non hai discendenti, la tua proprietà verrà affidata a una famiglia Black [nera, ndr] o Brown [marrone, ndr]”, ha scritto».

 

«Bianco, se non hai discendenti, la tua proprietà verrà affidata a una famiglia Black  o Brown»

«Bianco, se puoi permetterti di ridimensionare, rinuncia alla casa che possiedi e dalla ad una famiglia Black o Brown. Preferibilmente una famiglia in stato di povertà generazionale… Bianco, rifai il tuo budget mensile in modo da poter donare ai fondi ai neri per l’acquisto di terreni».

 

L’Italia sta ora subendo un’enorme iniezione di popolazione Black, anzi diremmo perfino black original, africani veri.

«Bianco, rifai il tuo budget mensile in modo da poter donare ai fondi ai neri per l’acquisto di terreni»

 

L’inesausta, eterna carta della povertà intergenerazionale degli afroamericani può tranquillamente essere giocata anche dai neri africani, che secondo la mentalità progressista se non fuggono da una guerra (menzogna che speriamo scomparirà) fuggono da uno stato di miseria causato dal colonialismo occidentale.

 

Il problema è che l’italiano, a differenza dell’americano, già aderisce automaticamente alla richiesta di Black Lives Matter: il nostro budget mensile – le nostre tasse – è già stato riformulato dallo Stato italiano al fine di dare tanti danari (miliardi di euro all’anno: c’è chi dice 3, c’è chi dice 7 o anche molto di più) ai black, che con evidenza stanno per lo più in condizione di felice nullafacenza totale e sfrecciano per le nostre città con abiti nuovi e telefonini ultima generazione, non più solo in bicicletta: se ne stanno avvistando molti anche in monopattino elettrico.

 

Come non pensare che la protesta dell’esproprio di case e terreni di bianchi (già visto in Zimbabwe, ora proposto da partiti in Sud Africa) arriverà anche sotto le vostre porte?

Rebus sic stantibus, chiediamo al lettore: come non pensare che la protesta dell’esproprio di case e terreni di bianchi (già visto in Zimbabwe, ora proposto da partiti in Sud Africa) arriverà anche sotto le vostre porte?

 

Cos’altro ci vuole per capire che la dinamica è oramai evidente, e può indicare solo un destino di scontro in cui si dovrà addirittura difendere la propria casa?

 

 

 

Immagine da screenshot di video YouTube.