Oligarcato
I documenti di Epstein rivelano complicità ad altissimo livello. E connessioni sorprendenti
Quasi 1.000 pagine di documenti giudiziari di un caso di diffamazione del 2015 contro il pedofilo Jeffrey Epstein, ora deceduto, sono state rese pubbliche lo scorso mercoledì, rivelando nuovi dettagli sulla sua operazione, inclusa l’apparente portata dell’apparente tolleranza del governo degli Stati Uniti nei confronti delle sue attività salaci.
Secondo quanto riportato, Alan Dershowitz, professore di diritto di Harvard e sostenitore esplicito dell’abolizione delle leggi sull’età del consenso, si sarebbe dimostrato profondamente coinvolto nella negoziazione del famigerato accordo di non persecuzione del 2007 che ha protetto Epstein dalle conseguenze di aver molestato dozzine se non centinaia di ragazze minorenni, in che ha eluso le accuse federali di traffico sessuale in cambio di essersi dichiarato colpevole di un reato statale di basso livello e di aver scontato solo 13 mesi di custodia part-time.
Dershowitz visitava la villa di Epstein in Florida «abbastanza spesso» e vi riceveva massaggi, secondo la testimonianza giurata del dipendente di Epstein Juan Alessi.
Dato che quasi tutti i testimoni intervistati hanno spiegato che «massaggio» significava «sesso», l’avvocato Bradley Edwards ha sostenuto in un documento del 2014 che il coinvolgimento di Dershowitz nella stesura dell’accordo di non persecuzione «ha fornito protezione a se stesso contro il procedimento penale in Florida per abusi sessuali [vittima di Epstein Virginia Roberts Giuffre]» in violazione del Crime Victims Rights Act, perché l’accordo «forniva l’immunità dai procedimenti giudiziari federali nel distretto meridionale della Florida non solo a Epstein, ma anche a “qualsiasi potenziale co-cospiratore di Epstein”».
Sostieni Renovatio 21
Dershowitz si è difeso dicendo che ha fatto all’amore solo con la moglie. Nel 2022 l’accusatrice Virginia Giuffre ha ritirato le accuse di diffamazione contro di lui. Attualmente, l’ex avvocato di O.J. Simpson è divenuto capo della difesa legale dello Stato di Israele presso la Corte Penale Internazionale, dove lo Stato Ebraico è accusato di genocidio dal Sud Africa. Ricordiamo anche, durante il biennio pandemico, il suo dibattito contrapposto a Robert Kennedy junior sulla liceità dell’obbligo vaccinale, abbracciato subito dal legale ebreo.
I documenti pubblicati sollevano anche interrogativi sulla continua insistenza di alcuni degli individui nominati di non essere a conoscenza del vorace appetito di Epstein per quelle che la sua madame, Ghislaine Maxwell, condannata per traffico di minori, chiamava «le nubili».
La «massaggiatrice» di Epstein, Johanna Sjoberg, ha affermato durante una deposizione che quando il mago David Copperfield si era esibito per Epstein e i suoi ospiti a casa del predatore, l’aveva specificatamente «interrogata se fosse consapevole che le ragazze venivano pagate per trovare altre ragazze».
Mentre l’amicizia dell’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton con Epstein – che includeva dozzine di viaggi sul suo jet privato, il Lolita Express – è di dominio pubblico da tempo, nella deposizione la Sjoberg sostiene che Epstein le aveva detto personalmente che all’ex presidente «piacciono giovani, riferendosi alle ragazze».
La Sjoberg ha anche detto di aver incontrato il principe Andrea quando il reale ha visitato la casa di Epstein a Manhattan, in cui la Maxwell ha tirato fuori un «burattino del principe Andrea», che si dice provenisse da «una produzione di uno spettacolo della BBC», ponendolo in grembo alla Giuffre con la mano sul suo seno mentre il «vero» principe si sedeva – e palpava allo stesso modo – la Sjoberg.
La foto, tuttavia, non è stata inclusa nel documento e Sjoberg ha affermato di non averla mai vista dopo che è stata scattata.
Il finanziere miliardario Glenn Dubin, l’ex CEO di Victoria’s Secret Les Wexner, l’ex governatore del New Mexico Bill Richardson e il magnate degli hotel Tom Pritzker sono tra le centinaia di uomini nominati nei documenti usciti.
Aiuta Renovatio 21
Dubin è un manager di Hedge Fund donatore del Partito Democratico USA. Nel 2023, ha fatto una donazione di 100 mila dollari alla campagna elettorale di Vivek Ramaswamy. Dubin è sposato con una ex ragazza di Epstein, il fisico ex miss Svezia Eva Birgitta Andersson
Racconti riguardo la donna, e la figlia, erano emersi anche quando si parlò del rapporto tra Epstein e Gates. Il Dubin è parte del Giving Pledge, una campagna di filantropia miliardaria creata da Bill Gates e Warren Buffett.
Les Wexner, noto per il marchio di lingerie Victoria’s Secret, è considerato il mentore di Epstein, anche se molti dettagli del loro rapporto non tornano, come la generosa vendita della magione a Nuova York. Wexner pare essere l’unico cliente noto di consulenza finanziaria dell’Epstein.
Bill Richardson, morto lo scorso settembre, era un politico democratico americano di vecchio corso, già ambasciatore USA presso l’ONU e candidato presidenziale nel 2008. È noto per accuse di corruzione varie oltre che per essere coinvolto nello scandalo Levinsky – rammentiamo, en passant, le almeno 17 visite fatte da Epstein e la Maxwell alla Casa Bianca di Clinton. Sovviene anche il fatto che a casa di Epstein è stato trovato un bizzarro quadro raffigurante Bill Clinton che indossa il vestito della famigerata stagista fellatrice.
Why did Jeffrey Epstein have this painting of Bill Clinton in his house?
What do you think this represents? pic.twitter.com/uPW9wQ7kbU
— DiedSuddenly (@DiedSuddenly_) January 4, 2024
Il Richardson era stato governatore dello Stato del Nuovo Messico, dove Epstein aveva un grande Ranch che, secondo quanto riportato, doveva svolgere il ruolo di luogo dove far partorire alle sue ragazze dei bambini creati con il seme degli scienziati intelligentoni suoi amici.
Dettaglio interessante, il Richardson in molteplici occasioni aveva condotto delegazioni americane in Nord Corea (in una, subito dopo il lancio di un missile dei Kim, c’era anche l’allora CEO di Google Eric Schmidt, che oggi guida gli sforzi di innovazione e Intelligenza Artificiale del Pentagono).
Tom Pritzker, a capo della catena alberghiera Hyatt, fa parte di una grande dinastia di miliardari, con fratelli che occupano vertici nel mondo della finanza e dello spettacolo. Suo cugino, J.B. Pritzker, democratico, è attualmente governatore dello Stato dell’Illinois. La famiglia assegna ogni anno a Chicago il più ambito premio di architettura del mondo, il Pritzker Architecture Prize.
I nomi sono molti di più. Questi che ora appaiono di più, forse, sono solo quelli che si sentono di bruciare adesso.
Come riportato da Renovatio 21, i Clinton, nel frattempo, sono all’estero, in Messico…
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia.
Oligarcato
Bill Gates ha usato i fondi destinati ai vaccini per fare pressione sui governi: parla Angela Merkel
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Alimentazione
«Semi magici»: Bill Gates e il suo piano fallito per porre fine alla fame in Africa
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Vent’anni fa, le fondazioni Gates e Rockefeller lanciarono l’Alleanza per una Rivoluzione Verde in Africa, promettendo una trasformazione dell’agricoltura attraverso sementi migliorate, fertilizzanti sintetici, meccanizzazione e mercati commerciali. Ora i dati sono disponibili e mostrano una crescita lenta dei raccolti e una fame in aumento.
Vent’anni fa, le fondazioni Gates e Rockefeller lanciarono l’Alleanza per una Rivoluzione Verde in Africa (AGRA), promettendo una trasformazione dell’agricoltura attraverso sementi migliorate, fertilizzanti sintetici, meccanizzazione e mercati commerciali.
Secondo loro, questi interventi raddoppierebbero i raccolti e i redditi degli agricoltori, dimezzando al contempo l’insicurezza alimentare in una delle regioni più colpite dalla fame al mondo. Per raggiungere questi obiettivi, hanno esortato i governi africani a sovvenzionare i fattori produttivi, riformare le politiche e attrarre investimenti privati.
Bill Gates divenne uno dei principali promotori di quest’idea. Sostenne che le tecnologie alla base della Rivoluzione Verde originale, in particolare i «semi magici» e l’«innovazione magica» dei fertilizzanti, avrebbero potuto sollevare milioni di persone dalla povertà.
Ha descritto questo approccio come «capitalismo creativo», ovvero l’utilizzo di incentivi alle imprese, investimenti aziendali e sostegno governativo per creare nuovi mercati che aumentino i redditi degli agricoltori e, di conseguenza, riducano la fame.
L’Africa potrebbe evitare molti dei problemi della precedente Rivoluzione Verde in Asia perseguendo quella che Gates ha definito una «rivoluzione più verde», una rivoluzione «guidata dai piccoli agricoltori, adattata alle circostanze locali e sostenibile per l’economia e l’ambiente».
Molti gruppi africani si sono opposti fin dall’inizio, sostenendo che gli approcci agroecologici avrebbero ridotto la fame in misura maggiore ricostruendo i suoli, diminuendo la dipendenza degli agricoltori da input costosi, diversificando le colture e rendendo le aziende agricole più resilienti agli shock climatici ed economici.
Sostieni Renovatio 21
Cosa emerge dai dati di AGRA?
Ora, con quasi 20 anni di dati a disposizione, i risultati di AGRA sono ben lontani dalle promesse fatte. Sollevano interrogativi fondamentali su AGRA, sulla Fondazione Gates e sulla loro influenza sui governi e sulle istituzioni africane.
L’iniziativa AGRA ha raccolto oltre 1,5 miliardi di dollari in donazioni (due terzi provenienti dalla Fondazione Gates), mentre i governi africani hanno speso circa 1 miliardo di dollari all’anno in sussidi per fertilizzanti e altri fattori produttivi nei paesi target di AGRA.
«La Rivoluzione Verde ha fallito in Africa», ha affermato l’Alleanza per la Sovranità Alimentare in Africa in un nuovo rapporto. «Vent’anni sono un periodo sufficiente per giudicare il modello della Rivoluzione Verde in base ai suoi risultati. Le prove non giustificano un altro decennio di priorità analoghe su scala maggiore».
Il rapporto si basa su un documento di lavoro di agosto redatto da Timothy A. Wise, ricercatore senior presso il Tufts Global Development and Environment Institute, che analizza 18 anni di dati delle Nazioni Unite e della Banca Mondiale, dal 2006 al 2024.
L’analisi rileva che nei 13 paesi al centro dell’iniziativa AGRA, l’uso di fertilizzanti è più che raddoppiato e la superficie coltivata si è espansa del 46%, eppure le rese dei principali alimenti di base sono aumentate solo del 25%, molto meno del raddoppio promesso da AGRA.
La crescita della resa delle colture di base è stata dell’1,2%, leggermente inferiore rispetto ai 12 anni precedenti all’avvio del progetto AGRA, che avevano registrato una crescita dell’1,3%. Negli ultimi sei anni, il rallentamento è stato ancora maggiore, attestandosi intorno allo 0,4% annuo.
Ancora più preoccupante è l’ aumento medio del 58% del numero di persone cronicamente denutrite nei paesi AGRA.
La Fondazione Gates non ha risposto alle richieste di commento sul rapporto della Tufts. Il portavoce di AGRA, Humphrey Chola, ha dichiarato a US Right to Know che il rapporto e i dati sottostanti «sollevano importanti questioni relative ai 20 anni di attività di AGRA, alla sua responsabilità e alla sua direzione futura».
La stessa analisi ventennale di AGRA ammette che la fame è aumentata, gli agricoltori non stanno ancora prosperando e i progressi degli ultimi due decenni «non si sono tradotti in una trasformazione».
Tuttavia, il riassunto esecutivo della revisione AGRA, pubblicato il 31 agosto, afferma che gli ultimi 20 anni hanno «portato progressi concreti» ai sistemi agroalimentari africani e auspica maggiori investimenti basati sulla stessa logica di mercato.
«La trasformazione non riguarda solo la produzione di più cibo. Si tratta del passaggio da metodi agricoli a bassa produttività a un’economia agroalimentare produttiva e orientata al mercato», si legge nel riassunto esecutivo. (Il rapporto completo «sarà disponibile a breve», ha dichiarato AGRA).
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Perdere terreno nella diversità delle colture
Con l’introduzione da parte di AGRA e dei sussidi governativi di orientare gli agricoltori verso colture commerciali come mais e riso, le colture autoctone, ricche di nutrienti, come il miglio e il sorgo, hanno perso terreno.
Il compromesso assume conseguenze particolarmente rilevanti con l’aumento delle temperature: molte colture tradizionali sono più resistenti alla siccità, al calore e ai terreni poveri, pur fornendo una dieta più diversificata.
In Zambia, dove il numero di persone denutrite è aumentato del 33%, la superficie coltivata a miglio, alimento ricco di nutrienti, è diminuita del 42%, e la produzione di sorgo è calata del 62% dal 2006.
L’uso di fertilizzanti è aumentato del 155%, raggiungendo i livelli più alti tra i paesi AGRA, eppure le rese del mais sono cresciute solo del 14%.
Il Senegal, che non faceva parte dell’AGRA, offre un notevole contrasto. Il Paese ha sostenuto una maggiore diversificazione delle colture e una strategia di sviluppo meno dipendente dai fertilizzanti. Il Senegal ha dimezzato il numero di persone denutrite, mentre il suo indice di resa dei prodotti di base è aumentato del 73% .
Aiuta Renovatio 21
Prospettive AGRA
Nella sua analisi ventennale, AGRA cita un aumento di produttività maggiore, pari a circa il 40% nelle rese dei cereali, sebbene si basi su un insieme più ristretto di colture. La cifra del 25% riportata da Tuft utilizza un indice più ampio di alimenti di base coltivati nei paesi oggetto di studio di AGRA, includendo radici e tuberi oltre ai cereali, per cogliere l’andamento delle colture alimentari da cui dipendono le popolazioni.
«Il PIL agricolo africano è cresciuto rapidamente, passando da circa il 2,4% nei decenni precedenti a oltre il 4% dopo il 2000, mentre la produzione agricola è praticamente raddoppiata in termini reali dopo il 2005», afferma il riassunto del rapporto AGRA, citando un capitolo di un libro del 2021.
Questi indicatori mostrano che il settore agricolo africano sta producendo un maggiore valore economico, ma non indicano come tali guadagni siano stati distribuiti o se si siano tradotti in redditi migliori per gli agricoltori.
Nel suo comunicato stampa, AGRA afferma un raddoppio dei redditi degli agricoltori, ma non fornisce alcuna metodologia a supporto di tale affermazione. Il riassunto esecutivo del rapporto non fa tale affermazione e il rapporto completo non era ancora stato pubblicato al momento della stampa di questo articolo. Tale affermazione è in contrasto con le indagini sulle famiglie che mostrano una persistente e alta povertà nelle zone rurali.
Wise ha definito l’affermazione «estremamente fuorviante» e ha dichiarato che l’AGRA «sembra interpretare erroneamente i dati che mostrano un aumento del fatturato agricolo totale, dati che escludono l’aumento dei costi per gli agricoltori e non tengono conto della prevalenza di agricoltori con piccoli appezzamenti di terreno e risorse limitate».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
I grandi shock globali sono un fattore
«Ci sono stati progressi, non abbastanza, ma è un miglioramento», ha affermato Andrew Cox, direttore della strategia, del monitoraggio, della valutazione e dell’apprendimento di AGRA. «Ovviamente, la sfida di trasformare l’agricoltura è una difficoltà enorme. Se fosse facile, sarebbe già avvenuta».
I leader di AGRA hanno sottolineato che il loro gruppo è solo uno degli attori di un sistema alimentare complesso, plasmato da governi, mercati, donatori, agricoltori ed eventi globali.
La «grande tragedia», ha affermato Cox, «è che la malnutrizione è aumentata in Africa negli ultimi anni». Ha citato tra i principali fattori di crisi i conflitti politici, la pandemia di COVID-19 e l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dei fertilizzanti.
Ha inoltre riconosciuto che parte della crescita della produzione è derivata dall’espansione delle superfici coltivate piuttosto che dall’aumento delle rese sui terreni agricoli esistenti, ovvero dall’«intensificazione sostenibile» che l’AGRA cerca da tempo di promuovere.
Cox ha definito tale espansione «un grave rischio ambientale» che AGRA e i suoi partner stanno cercando di affrontare da 20 anni.
Recenti ricerche sottoposte a revisione paritaria aiutano a spiegarne il motivo. L’espansione delle aree coltivate può causare deforestazione e perdita di habitat, ridurre la biodiversità e rilasciare grandi quantità di carbonio, poiché foreste, praterie e altri ecosistemi vengono convertiti in terreni agricoli.
Tali rischi sono particolarmente acuti nell’Africa tropicale, dove molte aree idonee all’espansione agricola sono anche ricche di biodiversità e carbonio.
I dati hanno smentito la teoria del cambiamento della Rivoluzione Verde
I dati mettono in discussione un presupposto fondamentale del modello della Rivoluzione Verde: ovvero che aumentare la produttività agricola sia una strada sicura per ridurre la fame.
Il Malawi, uno dei Paesi con le migliori performance secondo AGRA, ha registrato un aumento del 78% nella resa delle colture di base tra il 2006 e il 2024, eppure il numero di persone cronicamente denutrite è aumentato del 61%.
La crescita demografica spiega in parte l’aumento della fame, ma la netta divergenza sottolinea un punto più ampio che i critici della Rivoluzione Verde hanno sollevato fin dall’inizio: produrre più cibo non si traduce necessariamente in meno fame quando le persone non possono permetterselo o non vi hanno accesso.
In Kenya, dove ha sede il quartier generale di AGRA, gli agricoltori descrivono un circolo vizioso: spese crescenti per fertilizzanti e sementi commerciali, mentre l’uso intensivo di fertilizzanti contribuisce all’acidificazione del suolo. L’analisi di Wise rileva che i raccolti delle principali colture sono diminuiti dell’8% da quando AGRA ha iniziato a operare, mentre il numero di kenioti denutriti è più che raddoppiato.
Sostieni Renovatio 21
È tempo di un nuovo approccio?
I dati e le nuove analisi rafforzano le critiche di lunga data secondo cui il modello della Rivoluzione Verde africana, basato su un elevato impiego di risorse, è poco adatto alle realtà ecologiche ed economiche della regione.
«AGRA non è fallita per mancanza di fondi. È una dimostrazione, ben finanziata, che la fame non è mai stata una questione di mancanza di tecnologia. È una questione di mancanza di potere, e i sacchi di semi ibridi non ridistribuiscono il potere: lo concentrano», ha affermato Raj Patel, professore ricercatore presso l’Università del Texas a Austin e futuro co-presidente del Panel internazionale di esperti sui sistemi alimentari sostenibili.
Sia AGRA che il suo forum hanno rinnovato la propria immagine nel 2022, abbandonando l’etichetta «Rivoluzione Verde». Tuttavia, il loro modello di sviluppo centrale rimane invariato: trasformare l’agricoltura africana attraverso input e tecnologie commerciali, catene del valore del settore privato, riforme politiche e investimenti nell’agroindustria.
Ma mentre l’ Africa Food Systems Forum, patrocinato da AGRA, si riunisce questa settimana a Kigali, gli approcci orientati al mercato per risolvere la crisi alimentare africana sono al centro dell’attenzione, mentre AGRA prosegue il suo «tour di riflessione e celebrazione» del 2026, presentando l’agricoltura africana come «la prossima grande opportunità di investimento».
«Tutti gli investimenti in prodotti agrochimici e varietà migliorate non hanno dato i risultati sperati», ha affermato Million Belay, coordinatore generale dell’Alleanza per la Sovranità Alimentare in Africa. «Eppure questo modello si sta espandendo nonostante le prove contrarie».
La visione di Gates per la trasformazione dell’agricoltura africana è diventata, nel tempo, molto più di un semplice esperimento filantropico. Si è affermata come modello dominante per lo sviluppo agricolo, influenzando le politiche governative e attirando miliardi di dollari da governi nazionali, agenzie di aiuto internazionale e istituzioni multilaterali.
Belay ha affermato che AGRA ha svolto un ruolo chiave nell’ultimo piano agricolo decennale dell’Unione Africana, che mira a mobilitare 100 miliardi di dollari e ad aumentare drasticamente la produzione alimentare entro il 2035.
Sebbene l’Unione Africana abbia constatato che nessun Paese fosse sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi in materia di alimentazione e agricoltura stabiliti dal piano precedente, la nuova strategia continua a privilegiare lo stesso approccio basato sulla produttività e sul mercato, anziché sostenere i metodi agroecologici.
«Non dovremmo passare il prossimo decennio a riscoprire ciò che gli ultimi vent’anni ci hanno già insegnato», sostiene l’alleanza per la sovranità alimentare nel suo rapporto.
«Gli investimenti pubblici dovrebbero sostenere la salute del suolo, i sistemi di gestione delle sementi da parte degli agricoltori, la diversificazione della produzione, i servizi di divulgazione agricola guidati dagli agricoltori, la trasformazione locale e i mercati territoriali».
Aiuta Renovatio 21
Dove si annidano gli errori nella responsabilizzazione della filantropia?
Per anni, gruppi con sede in Africa hanno criticato AGRA e hanno chiesto alla Fondazione Gates di intensificare la ricerca e il sostegno ai sistemi alimentari agroecologici.
Nel 2022, i leader religiosi africani hanno chiesto alla Fondazione Gates di smettere di promuovere il modello della Rivoluzione Verde, che a loro dire «aggrava la crisi umanitaria».
Nel 2024, hanno chiesto un risarcimento alla fondazione «per i danni ecologici e sociali causati». La Fondazione Gates non ha fornito alcuna risposta pubblica.
La coalizione AFSA ha scritto alla Fondazione Gates e ad altri donatori di AGRA, esprimendo preoccupazione per l’influenza di AGRA sui sistemi alimentari africani e sulle politiche dei governi africani.
Quando finalmente si incontrarono, i rappresentanti della Fondazione Gates «vennero per convincerci del valore del loro approccio, invece di ascoltarci, esaminare i dati e cambiare strategia», ha affermato Belay.
«Quando le aziende sbagliano, i mercati le disciplinano. E quando i governi sbagliano, gli elettori li cacciano. La filantropia non subisce nessuna di queste pressioni», ha affermato Patel.
Stacy Malkan
Originariamente pubblicato da US Right to Know .
Stacy Malkan è co-fondatrice e caporedattrice di US Right to Know, una redazione giornalistica senza scopo di lucro e un gruppo di ricerca sulla salute pubblica.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di © European Union, 2026 via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Oligarcato
Organizzazioni del controllo globale
They didn’t build this in a day. They built it over a century – organization by organization, think tank by think tank, generation by generation. Here is the architecture.
The Fabian Society (1884) – the founding model. Don’t storm the institutions. Infiltrate them. Their… https://t.co/VbbShizKsA — Krzysztof Szczawinski 🇵🇱 (@Kristof_Poland) August 19, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Politica1 settimana faSì, vogliamo i funerali di Stato per Emma Bonino
-



Vaccini4 giorni faIsraele e Pfizer sapevano che il vaccino COVID causava una patologia cardiaca fatale, ma hanno taciuto per mesi
-



Vaccini2 settimane faI dati sulla mortalità rivelano «segnali di allarme allarmanti» in seguito alla campagna di vaccinazione contro il COVID
-



Misteri2 settimane faStorie misconosciute dell’11 settembre
-



Politica1 settimana fa«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
-



Persecuzioni2 settimane faL’UE potrebbe ordinare alla Chiesa cattolica la cancellazione dei registri battesimali
-



Salute1 settimana fa«Non è la solita storia di coaguli»: gli scienziati chiedono di indagare sugli strani coaguli di sangue bianchi
-



Arte1 settimana faLa figlia di Stanley Kubrick parla dei «20 minuti mancanti» da Eyes Wide Shut












