Sorveglianza
ID digitale usato per il razionamento della benzina imposto in Sri Lanka
Il nuovo presidente dello Sri Lanka Ranil Weckremesinghe sta ora applicando un sistema di identificazione digitale basato su codice QR per razionare il carburante per i cittadini.
«Dopo i problemi tecnici iniziali, oggi il sistema FuelPass QR è stato testato con successo. Il progetto pilota continuerà prima di diventare nazionale la prossima settimana. La quota del carburante di targa dell’ultima cifra allenterà le linee del carburante nei prossimi giorni con un’accelerazione della distribuzione in tutta l’isola”, ha annunciato giovedì scorso il ministro dell’Energia e dell’Energia dello Sri Lanka Kanchana Wijesekera sotto la direzione del nuovo presidente dello Sri Lanka Wickremesinghe.
Come riportato da Renovatio 21, Weckremesinghe è un «Agenda Contributor» del World Economic Forum.
«Ringrazio i proprietari delle stazioni di servizio che hanno sostenuto, il pubblico che ha adottato e assistito, le forze e i volontari che hanno assistito [l’attuazione del programma]».
«Alcune stazioni di servizio non hanno adottato [il sistema], [e] alcuni individui hanno manipolato [e] falsificato [codici QR] e non volevano che fosse implementato. Tuttavia, sarà applicato in tutta l’isola», ha dichiarato il ministro cingalese.
Il nuovo programma di razionamento del carburante arriva meno di due anni dopo che l’agricoltura biologica, un’altra idea discussa a Davos, è stata resa obbligatoria in Sri Lanka, vietando l’uso di fertilizzanti sintetici e portando l’intera Nazione nella carestia – con vera scarsità di cibo – e nel collasso economico, fino alla rivolta degli scorsi giorni..
Queste politiche sui fertilizzanti ispirate dal WEF e dalle Nazioni Unite hanno portato a massicce proteste in tutto lo Sri Lanka, con i politici dello Sri Lanka che hanno visto bruciare le loro case da una cittadinanza sempre più disperata.
Durante le tumultuose proteste, il presidente Rajapaksa, che con il suo clan era saldamente al potere da decenni, è stato costretto alla fuga dal Paese e a dimettersi.
Wickremesinghe, che era il primo ministro e aveva fatto parte anche del precedente governo Sirisena, è così diventato il nuovo presidente dell’isola. Wickremesinghe ha dato pubblica visibilità alla sua partecipazione al World Economic Forum di Davos da tanti anni. I piani del club di Schwab nei confronti dell’agricoltura sono noti.
Il governo Wickremesinghe sembra ora optare per la repressione delle protesta col pugno di ferro, al punto che la polizia la scorsa settimana è perfino entrata in una chiesa cattolica in cerca del sacerdote.
Nonostante l’impatto devastante delle politiche sui fertilizzanti, che sono un aspetto integrante dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, il governo dello Sri Lanka non ha ancora dato alcuna indicazione che intenda revocare le politiche causando danni immensi alla loro popolazione, con rivolte per la fame e blackout elettrici. Nelle scorse settimane erano morte varie persone alle calche presso i distributori di benzina presi d’assalto.
È rilevante osservare come, dopo l’arrivo di piattaforme elettroniche tipo green pass in cui siamo stati inseriti a forza dall’«emergenza» COVID, ora arrivino carestie che richiedono razionamenti, per i quali lo strumento di controllo è bello che pronto: ecco l’ID digitale, il QR, il passaporto sanitario, il green pass…
Come riportato da Renovatio 21, un ID digitale totalizzante era in stato di attuazione in Ucraina poco prima della guerra, con evento pubblico di Zelens’kyj per lanciarlo.
Abbiamo visto ovunque una spinta per attuarlo, dai banchieri canadesi (che ammettono di essere «ispirati» dal WEF) all’appena rieletto Macron, al nostro ministro dell’innovazione Vittorio Colao, ex numero uno del colosso telefonico Vodafone, alla sorta di sistema di «credito sociale» sperimentato a Bologna.
In ultima analisi, la vera cifra dello scontro presente è tra l’élite che vuole imporre la piattaforma di controllo bioelettronico e coloro che lo rifiuteranno, mentre le masse saranno indotte ad aderirvi con il meccanismo di premialità visto con il green pass (e rilanciato con i sensori di cui si parla apertis verbis a Davos): lascia perdere i tuoi diritti, ti comporti bene e ti diamo dei soldi (elettronici), ti consentiamo di uscire, di accedere alla piscina, etc.
La piattaforma digitale è quindi lo strumento del grande processo di sottomissione che si para dinanzi.
Essa si rafforzerà indicibilmente con l’introduzione, a brevissimo, di sistemi come il danaro digitale, per il quale l’Europa farà da apripista con il suo «inevitabile» Euro digitale. La sua piattaforma esisteva prima della pandemia, ed è ora materialmente usata, appunto, per «gestirla» con l’implementazione del del green pass.
Lo Sri Lanka è solo la zona di esperimento di questa radicale trasformazione della società umana, che qualcuno vuol far entrare definitivamente nella sua fase post-democratica, post-costituzionale, post-umana.
Immagine screenshot da YouTube
Sorveglianza
L’orologio Apple ora può registrare automaticamente le conversazioni quotidiane
Apple ha annunciato due nuove funzioni del suo smartwatch in grado di registrare tutto quanto detto durante la giornata.
Le nuove funzioni Apple annunciate il 9 settembre per Apple Watch Series 12 e Ultra 4 restano facoltative: il possessore dell’orologio decide se autorizzare la memorizzazione dei riassunti delle conversazioni, mentre l’interlocutore non ha alcuna possibilità di intervenire.
Le funzioni Live Rewind e Siri Recap arriveranno in versione beta entro fine anno. Live Rewind assomiglia a un comando «ripeti»: chi indossa l’orologio, premendo due volte la Digital Crown, può leggere sul quadrante gli ultimi 15 secondi di dialogo in forma di testo.
La funzione Siri Recap, invece, genera brevi sintesi delle conversazioni consultabili in un secondo momento. Siri Recap «può essere impostato per essere sempre attivo», oppure l’utente può programmarne l’accensione o spegnerlo. Apple dichiara che lo scopo è aiutare a ricordare quanto detto senza dover prendere appunti.
La pagina di supporto Apple cerca di rassicurare su privacy e sicurezza. Con Live Rewind l’audio viene elaborato in locale sull’Apple Watch, all’interno dell’enclave sicura (Secure Exclave) del chip S11, isolata a livello hardware, e cancellato subito dopo. Per Siri Recap l’iPhone associato trascrive e riassume la conversazione; il testo crittografato e sintetizzato viene inviato al cloud privato Apple per un’ulteriore elaborazione e poi restituito all’orologio.
Apple assicura di non poter accedere ai dati nel cloud e che il testo crittografato si sincronizza su tutti i dispositivi dell’utente via iCloud. Precisa inoltre che l’audio non viene conservato e che Live Rewind non trascrive in continuo le conversazioni di sottofondo.
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La stessa pagina spiega che i riassunti sono «paragonabili agli appunti che si potrebbero prendere dopo una conversazione» e vengono cancellati dopo sette giorni, salvo salvataggio o esportazione. I frammenti di Live Rewind spariscono circa 30 secondi dopo lo spegnimento del display, a meno che non vengano salvati o inviati a Chiedi a Siri. Nei riassunti possono comparire i nomi delle persone citate, senza attribuzione degli interlocutori. Si afferma che i dettagli sensibili vengono filtrati, ma Apple avverte che il filtro potrebbe non funzionare sempre.
Chi porta l’orologio può salvare o esportare i riepiloghi, prolungandone la conservazione oltre i sette giorni. Apple aggiunge che Live Rewind è segnalato da un suono (anche in modalità silenziosa), da un’animazione e dall’indicatore del microfono.
La notizia arriva mentre monta lo scandalo per i televisori prodotti da LG, che continuerebbero a raccogliere dati anche quando sono spenti o in standby, scansionando le reti Wi-Fi vicine, registrando tramite i microfoni e usando il campionamento audio-video per identificare con precisione i contenuti visualizzati attraverso i vari ingressi.
Da anni circola il sospetto che smart TV, telefoni e smartwatch ci ascoltino di nascosto per bombardarci di pubblicità mirata.
Il fenomeno dell’ACR (Automatic Content Recognition) — la tecnologia che «fotografa»ciò che appare sullo schermo per profilare gli utenti — non riguarda solo LG: pratiche simili di raccolta dati sono state contestate in passato anche a Samsung, con un accordo raggiunto con il Texas nel marzo 2026. Già in precedenza Vizio aveva pagato una sanzione milionaria negli Stati Uniti per aver tracciato le abitudini di visione di milioni di televisori senza consenso esplicito, rivendendo i dati a fini pubblicitari.
Sul fronte assistenti vocali, tra il 2019 e il 2020 emerse che sia Apple (Siri) sia Amazon (Alexa) sia Google Assistant impiegavano appaltatori esterni per ascoltare e trascrivere manualmente frammenti di registrazioni vocali degli utenti, allo scopo dichiarato di migliorare il riconoscimento linguistico. Le rivelazioni, riportate da Bloomberg e dal Guardian, mostrarono che tra questi audio finivano anche conversazioni private, rapporti sessuali e discussioni mediche captate per errore. Le aziende introdussero poi opzioni per disattivare la revisione umana.
Il precedente più clamoroso resta quello di Cox Media Group, che nel 2023 pubblicizzò un servizio chiamato «Active Listening», presentato come capace di sfruttare l’IA per intercettare le conversazioni tramite smartphone e smart speaker a fini pubblicitari. La pagina fu rimossa in fretta dopo il clamore mediatico, e l’azienda ha poi precisato di non ascoltare direttamente gli utenti, ma di usare dati aggregati e anonimizzati di terze parti.
Apple, Google e Amazon negano sistematicamente l’uso dei microfoni per scopi pubblicitari, e nessuna indagine indipendente ha finora trovato prove concrete di un ascolto sistematico su larga scala.
La popolazione, tuttavia, ha un’altra opinione: vi sono persone non solo rassegnate ad essere ascoltate, ma pure entusiaste della cosa: Renovatio 21 ha veduto casi di persone che quando vogliono acquistare qualcosa, lo dicono semplicemente ad alta voce, sperando che il telefonino senta così da mandargli della pubblicità del prodotto.
Immagine di MIKI Yoshihito via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Gran Bretagna, Oltre 60.000 arrestati per «reati legati alle comunicazioni», come «la visione di video su TikTok»
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Sorveglianza
Washington proibisce i robot aspirapolvere stranieri: potrebbe spiare gli americani
Mentre le imprese del settore robotico si trovano ad affrontare il recente divieto varato dall’amministrazione Trump sui robot umanoidi di origine cinese, Tanche un prodotto di largo consumo0 rientrerà nel nuovo bando tecnologico anti-Pechino: gli aspirapolvere robot. Lo riporta la testa di tecnologia statunitense The Verge.
La FCC (Federal Communications Commission, l’agenzia governativa indipendente degli Stati Uniti che regola le telecomunicazioni) ha confermato che gli aspirapolvere robot come i Roomba, realizzati con componenti di origine estera, rientrerebbero nel nuovo divieto di importazione negli Stati Uniti.
Il provvedimento interessa tutti i robot umanoidi provenienti dalla Cina, definiti dalla FCC «rischi inaccettabili» per la sicurezza nazionale americana. Non riguarda i dispositivi già in mano ai consumatori, né vieta ai rivenditori di commercializzare i modelli che hanno già ottenuto l’autorizzazione della FCC.
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«I dispositivi robotici avanzati raccolgono dati che potrebbero essere sfruttati da soggetti malintenzionati per sorvegliare i cittadini americani, potenziare le capacità dei servizi segreti stranieri o per controllare i robot a distanza», ha dichiarato la FCC. L’agenzia elenca diversi ambiti di impiego dei robot: la tutela dei data center e di altre «infrastrutture critiche», la produzione industriale e il «dominio militare statunitense», elementi che a suo avviso evidenziano la necessità di una «catena di approvvigionamento nazionale sicura per la robotica avanzata».
Il testo del documento della FCC non cita esplicitamente la Cina, ma rimanda a articoli di stampa incentrati sulla tecnologia cinese. «Le capacità di rete dei sistemi robotici avanzati creano ampie vulnerabilità e vettori di attacco in grado di manipolare i dati e il funzionamento fisico del sistema robotico avanzato», sostiene la FCC.
La definizione di ciò che cade sotto il divieto — robot di peso superiore a 2 kg e «capaci di locomozione, evitamento degli ostacoli, navigazione o movimento sul terreno» — potrebbe estendersi anche ad altre tipologie di robotica oltre agli umanoidi e ai quadrupedi, come i cani robot, compresi i (molesto) robot per le consegne sui marciapiedi e i robot tagliaerba.
Numerosi marchi leader di aspirapolvere robot, tra cui Roborock ed Ecovac, hanno sede in Cina o si approvvigionano di componenti da Paesi esteri, compreso il Roomba di iRobot. Tra le altre funzioni, questi apparecchi sono spesso in grado di mappare l’abitazione e si sono già verificati episodi di violazioni della sicurezza che ne evidenziano la vulnerabilità.
L’amministrazione Trump ha comunque proseguito nella sua linea di allontanamento dei prodotti cinesi e di altre provenienze estere dal territorio e dalle catene di approvvigionamento americane. All’inizio di quest’anno la FCC ha proibito l’importazione di nuovi router di fabbricazione cinese e ha avviato iniziative per limitare i modelli di intelligenza artificiale di origine cinese.
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Gli apparentemente innocui apirapolvere automatici hanno in realtà giù suscitato timori negli anni passati.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2024 i proprietari di robot aspirapolvere in diverse città degli Stati Uniti hanno denunciato che i loro dispositivi erano stati hackerati, tanto che gli elettrodomestici hanno iniziato a gridare oscenità ed epiteti razzisti.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa emerse il caso di una roomba che scattò una foto ad una donna seduta sul water di casa, foto che poi finì in rete.
La più grande azienda del settore, Roomba, è stata acquistata nei primi anni Venti dal colosso Amazon, tra commenti di critici che sostenevano che l’operazione servissero a spirare ancor di più le abitazioni degli utenti.
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