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Immigrazione

La Germania cerca di fermare i criminali violenti con volantini e dépliant

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Il land tedesco del Nord Reno-Vestfalia intende educare il pubblico con il messaggio che la vita «senza coltelli è migliore». Lo riporta il sito European Conservative.

 

La polizia dello Stato ha recentemente lanciato una campagna per dissuadere le persone dal portare coltelli in pubblico. Con il motto «Besser ohne Messer» («meglio senza coltelli»), la polizei intende informare i cittadini sui pericoli del portare coltelli.

 

Il loro opuscolo informativo online, disponibile in dieci lingue, tra cui arabo, turco, russo e ucraino, afferma che le persone dovrebbero lasciare i loro coltelli a casa in primo luogo, per non essere «tentate» di usarli.

 

La polizia sottolinea anche che portare un coltello può essere di per sé un reato penale e che un coltello portato per autodifesa può essere «rapidamente usato contro di te». Le autorità offrono anche consigli alle persone che si trovano di fronte a qualcuno che brandisce un coltello.

 


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«Considerando che la campagna della polizia non è una novità ed è già stata condotta nel 2019, è dubbio che riuscirà a ottenere qualche risultato» scrive The European Conservative, che riporta che 2023 nella Renania Settentrionale-Vestfalia si sono verificati 3.536 casi di reati con arma bianca, con un aumento del 3,4% rispetto al 2019, l’ultimo anno prima della pandemia di COVID. Almeno 13.844 attacchi con coltello sono stati commessi l’anno scorso in tutta la Germania, un aumento significativo rispetto ai 10.131 casi registrati l’anno precedente.

 

Come riportato da Renovatio 21, plurimi attacchi con coltello hanno afflitto la Germania per gran parte di quest’anno; l’attacco terroristico al «Festival della Diversità» di Solingen e il brutale omicidio di un poliziotto a Mannheim sono stati tra i casi più gravi, che hanno causato un enorme scompiglio nel Paese.

 

I casi di accoltellamento in Germania continuano senza sosta.

 

Martedì scorso, a Ettenheim, un adolescente ha accoltellato due volte alla schiena un compagno di classe. La vittima ha riportato ferite potenzialmente mortali e ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico d’urgenza.

 

Giovedì scorso, ad Augusta, un uomo di 36 anni ha accoltellato la moglie dopo un litigio, ferendola gravemente.

 

Sabato scorso, in un ospedale di Wuppertal, una lite tra diversi uomini è sfociata in un’aggressione con coltello, durante la quale uno degli uomini ha ferito leggermente altri due aggressori.

 

Domenica scorsa, a Rendsburg, un uomo ha ferito gravemente un altro uomo con un coltello dopo una lite tra i due.

 

Sebbene le identità e le nazionalità dei sospettati non siano state specificate nei rapporti, nella maggior parte dei casi, quando vengono rivelate, gli autori risultano essere per lo più migranti, molti dei quali afghani e siriani. In rapporto alla popolazione totale, statisticamente i cittadini non tedeschi hanno sei volte più probabilità di ricorrere all’uso del coltello in caso di aggressione rispetto ai cittadini tedeschi.

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Il governo poco più di un mese fa ha annunciato un elenco di misure volte ad affrontare la crisi, come il divieto di portare coltelli ai festival, agli eventi sportivi e ad altre occasioni pubbliche simili. Il ministro degli Interni Nancy Faeser – nota per la sua volontà di introdurre programmi contro l’«estremismo di destra» fra i bambini dell’asilo – ha anche suggerito che il limite di dimensione legale per le lame portate in pubblico dovrebbe essere ridotto da 12 cm a 6 cm.

 

Come riportato da Renovatio 21, a settembre la polizia del land tedesco della Baviera ha arrestato un migrante siriano per aver presumibilmente pianificato di accoltellare a morte diversi soldati.

 

Cittadine tedesche sono state teatro di continui episodi della violenza immigrata, spesso a base di accoltellamenti. Il capo di un sindacato della polizei negli scorsi giorni ha pubblicato un video-discorso di denuncia in cui dichiarava che «la crisi dell’immigrazione è prima di tutto una crisi criminale».

 

Come riportato da Renovatio 21, il partito anti-immigrati in forte ascesa Alternativa per la Germania (AfD) parla non solo di fine dell’immigrazione nel Paese, ma di remigrazione degli stranieri illegalmente presenti sul territorio.

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Immigrazione

Musk appoggia i l’idea di una Norimberga per le bande di stupratori pedofili pakistani

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Elon Musk ha appoggiato processi e condanne a morte sul modello di Norimberga per le bande di stupratori pakistani che hanno abusato di ragazze britanniche bianche. Secondo un rapporto pubblicato mercoledì, almeno 250.000 ragazze sono state violentate da queste bande.   Il «Rapporto sulle bande di stupratori», pubblicato dal leader di Restore Britain Rupert Lowe, ha rivelato che bande prevalentemente pakistane hanno operato per decenni in quasi la metà dei comuni del Regno Unito, sottoponendo ragazze britanniche, perlopiù bianche, anche di soli 11 anni, a depravati abusi sessuali, tra cui stupri da parte di centinaia di uomini, stupri per mano di cani e torture con i coltelli.   La destra britannica ha reagito con indignazione. «Dobbiamo far sembrare il processo di Norimberga una passeggiata», ha twittato «Zoomer Historian», un popolare account di X. «Nessuno dei coinvolti deve sfuggire alla pena di morte».   In una risposta di una sola parola, il proprietario di X, Musk, ha scritto «sì».  

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Il rapporto di Lowe accusa politici britannici, autorità locali, polizia e assistenti sociali di aver insabbiato, o in alcuni casi di aver partecipato, agli abusi. Secondo le testimonianze delle sopravvissute, la polizia a volte riconsegnava le ragazze fuggite alle bande, in un caso dicendo loro di «divertirsi con lei».   «I politici che hanno chiuso un occhio sullo stupro della Gran Bretagna devono finire in prigione», ha scritto Musk in un tweet separato mercoledì. Anche Lowe ha chiesto il perseguimento dei politici e dei funzionari che hanno favorito le bande criminali e ha promesso che, se il suo partito dovesse mai formare un governo, indicherà un referendum per reintrodurre la pena di morte, in modo che gli stupratori possano essere giustiziati.   Il rapporto di Lowe è stato ignorato dai media britannici e dai principali partiti politici del paese. Il premier Keir Starmer e i suoi colleghi del Partito Laburista hanno bocciato l’anno scorso un tentativo di avviare un’inchiesta ufficiale sulle bande criminali, ma alla fine hanno ceduto alle pressioni dell’opinione pubblica e hanno istituito un’indagine.   Il Lowe ha descritto l’indagine come «un’operazione di contenimento», criticandone la focalizzazione sull’attività delle bande criminali in poche località e l’omissione di qualsiasi analisi dei fattori etnici e religiosi alla base degli abusi.   Nel rapporto di Lowe, Starmer viene indicato come un facilitatore di abusi, e il documento cita la sua decisione, quando era direttore della pubblica accusa, di rilasciare 13.000 pedofili con semplici lettere di avvertimento anziché processarli.   Musk e Starmer si sono scontrati pubblicamente in diverse occasioni, con l’imprenditore tecnologico che ha definito il primo ministro «Keir a due facce» per la sua decisione del 2024 di liberare oltre 1.000 criminali incalliti per fare spazio nelle carceri a persone processate per tweet offensivi.   Nelle ultime settimane agghiaccianti notizie sono emerse dai file sulle cosiddette «grooming gang» pedofile pakostante, con bambine chiuse nelle gabbie dei cani o fatte stuprare da questi. Il numero delle vittime – un quarto di milione di ragazzine – è impressionante, ma potrebbe essere destinato a salire.   Di fatto, si tratta di uno stupro sistemico con evidenti qualità politiche: il segno di un’invasione oramai consumata, e la sottomissione fisica e morale della popolazione autoctona invasa e sconfitta.  

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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Un milione di migranti irregolari ha presentato domanda di regolarizzazione in Spagna

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Circa 900.000 migranti irregolari hanno presentato domanda di regolarizzazione nel Regno di Spagna nell’ambito di un’amnistia, quasi il doppio del numero di richieste previste, secondo quanto dichiarato dal Ministero per la Migrazione del Paese.

 

Prima del lancio del programma ad aprile, le autorità spagnole si aspettavano circa mezzo milione di richieste, ma l’organizzazione non profit per i rifugiati CEAR ha dichiarato lunedì che tale numero supererà il milione entro la fine dell’amnistia, tra due settimane.

 

Il leader del Partito Popolare (PP), Alberto Nunez Feijoo, all’inizio di quest’anno ha definito l’iniziativa «ingiusta, pericolosa e insostenibile», avvertendo che «incoraggia la criminalità organizzata» dei trafficanti di esseri umani che introducono clandestinamente persone nel Regno. Il PP ha inoltre affermato che rilasciare documenti agli stranieri non ha senso, dato che «gli spagnoli vedono come i loro servizi pubblici si impoveriscono giorno dopo giorno».

 

Gli oppositori del provvedimento hanno sostenuto che i programmi di regolarizzazione su larga scala agiscono come un «fattore di attrazione», incoraggiando ulteriormente l’immigrazione clandestina creando aspettative di future amnistie. I critici hanno inoltre collegato l’iniziativa alla crescente pressione su alloggi, assistenza sanitaria e altri servizi pubblici.

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Il primo ministro Pedro Sánchez ha difeso l’amnistia, insistendo sul fatto che mirava a dimostrare che «la Spagna è prima di tutto un Paese accogliente, e questa è la strada che abbiamo scelto: dignità, comunità e giustizia». Il ministero per la Migrazione ha dichiarato di aver finora approvato il 40% delle domande, concedendo circa 360.000 permessi di lavoro temporanei.

 

Il governo spagnolo ha la capacità di elaborare fino a un milione di domande tra aprile e giugno, ma i permessi non saranno concessi a tutti, ha dichiarato all’agenzia Reuters il segretario di Stato per la Migrazione, Pilar Cancela Rodríguez. Secondo il think tank Funcas, i cronici ritardi del sistema di immigrazione spagnolo hanno fatto sì che centinaia di migliaia di migranti provenienti da Colombia, Senegal e altri Paesi attendessero per anni l’asilo, lavorando nel Paese in nero.

 

L’amnistia spagnola giunge in un contesto di crescente numero di migranti in tutta l’UE. Un rapporto del Centro di ricerca e analisi sulle migrazioni di RFBerlin, pubblicato ad aprile, ha individuato la Spagna come il Paese con la popolazione migrante in più rapida crescita nel blocco. Secondo il rapporto, che cita dati di Eurostat e dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, il numero di migranti è aumentato di 700.000 unità, pari all’8%, nel 2024, raggiungendo i 9,5 milioni.

 

L’iniziativa si contrappone inoltre a un più ampio cambiamento politico in alcune parti d’Europa, dove diversi governi hanno inasprito le politiche in materia di immigrazione e asilo a fronte della crescente preoccupazione dell’opinione pubblica per i flussi migratori.

 

Nonostante il numero di arrivi sia diminuito dopo la crisi migratoria del 2015, la popolazione nata all’estero nell’UE ha raggiunto la cifra record di 64,2 milioni lo scorso anno, con un aumento di 20,2 milioni rispetto al 2010, secondo il rapporto.

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Come riportato da Renovatio 21, nel 2024 era emerso un aumento dell’immigrazione illegale in Ispagna del 500%.

 

Quattro mesi fa l’eurodeputata Irene Montero, il cui partito Podemos fa parte della coalizione di governo con i socialisti di Sanchez ha dichiarato: «spero nella “teoria della sostituzione” (…) Spero che possiamo ripulire questo Paese da fascisti e razzisti con i migranti».

 

Nel frattempo il Regno è attraversato da scontri etnici tra immigrati ed autoctoni a seguito di violenze nei primi verso i secondi, in particolare episodi contro donne (che vengono stuprate) ed anziani (che vengono picchiati), ma anche lavoratori comuni come i netturbini. Una rivolta significativa degli spagnoli si è avuta a Torre-Pacheco, nel Sud-Est, dove qualcuno aveva persino ipotizzato la manina del vicino Marocco nelle violenze dei migranti.

 

Nel 2023 il Regno di Spagna ha registrato il numero minore di nascite dal 1941.

 

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Immigrazione

Scontri a Glasgow tra «antirazzisti» e contrari all’immigrazione di massa

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A Glasgow, in Iscozia, si sono verificati scontri tra manifestanti anti-immigrazione e antirazzisti e la polizia durante dimostrazioni contrapposte, in un clima di tensione alimentato da un accoltellamento che avrebbe coinvolto un richiedente asilo sudanese.   Sabato, l’ONG Stand Up to Racism ha organizzato una manifestazione nel centro di Glasgow, con gli organizzatori che hanno invitato i sostenitori a «riconquistare le strade dall’estrema destra». I partecipanti sventolavano bandiere scozzesi e palestinesi e scandivano lo slogan «I rifugiati sono i benvenuti qui», secondo quanto riportato da The Herald.   Circa 70 contro-manifestanti sono arrivati all’evento, molti vestiti di nero e con il passamontagna.   Mentre la polizia cercava di tenere separati i gruppi rivali, alcuni manifestanti anti-immigrazione hanno spinto contro le barriere e spintonato gli agenti. Anche alcuni dei loro oppositori hanno spinto la polizia nel tentativo di sfondare la linea di separazione.  

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La polizia scozzese ha dichiarato che un uomo è stato arrestato per aver minacciato un agente, mentre un altro agente è stato colpito da un uovo lanciato durante i disordini. «Diversi crimini d’odio denunciati saranno ora oggetto di indagine», ha dichiarato un portavoce della polizia.   Anche a Belfast, nell’Irlanda del Nord, si è svolta una manifestazione contro il razzismo per denunciare le rivolte scoppiate lunedì in seguito a un accoltellamento. Un richiedente asilo sudanese è stato accusato di aver aggredito un uomo per strada, accecandolo presumibilmente a un occhio e, secondo le ricostruzioni, tentandone la decapitazione.   Un altro episodio di rilievo si è verificato venerdì a Brierfield, in Inghilterra, dove un uomo ha accoltellato una ragazza di 17 anni in mezzo alla strada, causandole ferite non mortali. La polizia ha descritto il sospetto come un cittadino britannico di origine pakistana.   I recenti attacchi hanno riacceso il dibattito sull’immigrazione e su quello che politici e attivisti definiscono un sistema di polizia two tiered, cioè a due velocità: gli episodi evidenziano l’incapacità del governo di affrontare adeguatamente i crimini commessi da stranieri e altri criminali, mentre gli autoctoni sono puniti solo per il fatto di denunciare la situazione sui social o durante delle manifestazioni.   Tommy Robinson, noto attivista anti-immigrazione, ha dichiarato di essere stato trattenuto per diverse ore all’aeroporto di Heathrow sabato scorso, in base alla legislazione antiterrorismo, e che il suo telefono è stato sequestrato dalla polizia. Secondo Sky News, Robinson parteciperà la prossima settimana a un dibattito all’Oxford Union sul tema se l’Occidente abbia «ragione a nutrire sospetti nei confronti dell’Islam».   In molti accusano il Robinson di legami con Israele. Di fatto non manca mai, anche nelle immagini della protesta qui sopra, una bandiera israeliana che spunta.   La situazione della violenza migratoria è oramai talmente fuori controllo nel Regno che persino l’ex premier Liz Truss ha fatto dichiarazioni che sino a poco fa sarebbero suonate come estremiste: «Vogliono minare la famiglia. Vogliono minare lo Stato nazionale. E la gente in Gran Bretagna sta dicendo “ne abbiamo abbastanza”», ha dichiarato la Truss in risposta ai recenti episodi di violenza perpetrati da immigrati.

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Immagine screenshot da Twitter
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