Immigrazione
Scontri a Glasgow tra «antirazzisti» e contrari all’immigrazione di massa
A Glasgow, in Iscozia, si sono verificati scontri tra manifestanti anti-immigrazione e antirazzisti e la polizia durante dimostrazioni contrapposte, in un clima di tensione alimentato da un accoltellamento che avrebbe coinvolto un richiedente asilo sudanese.
Sabato, l’ONG Stand Up to Racism ha organizzato una manifestazione nel centro di Glasgow, con gli organizzatori che hanno invitato i sostenitori a «riconquistare le strade dall’estrema destra». I partecipanti sventolavano bandiere scozzesi e palestinesi e scandivano lo slogan «I rifugiati sono i benvenuti qui», secondo quanto riportato da The Herald.
Circa 70 contro-manifestanti sono arrivati all’evento, molti vestiti di nero e con il passamontagna.
Mentre la polizia cercava di tenere separati i gruppi rivali, alcuni manifestanti anti-immigrazione hanno spinto contro le barriere e spintonato gli agenti. Anche alcuni dei loro oppositori hanno spinto la polizia nel tentativo di sfondare la linea di separazione.
#Scotland — Neo-nazis carrying Israeli flags are trying to attack anti-racist demonstrators in Glasgow.
Yes, you heard that right: neo-nazis are now carrying Israeli flags. pic.twitter.com/wSd3e44PeU
— Antifa_Ultras (@ultras_antifaa) June 13, 2026
NEW🚨: Chaos on the streets of Glasgow, Scotland!
Police clash with young patriots protesting against mass migration.
Meanwhile, pro-migrant and woke groups are also holding demonstrations in Glasgow today. pic.twitter.com/W7smAavlu1
— The Reformed Media (@ReformedMedia_) June 13, 2026
THE STREET ARE OURS: THOUSANDS OF ANTIRACISTS RECLAIM THE STREETS IN GLASGOW AND HUMILIATE FAR RIGHT THUGS
Glasgow reclaimed the streets from the far right today! pic.twitter.com/X942Y0ex8s
— Stand Up to Racism – Scotland (@SUTRScotland) June 13, 2026
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La polizia scozzese ha dichiarato che un uomo è stato arrestato per aver minacciato un agente, mentre un altro agente è stato colpito da un uovo lanciato durante i disordini. «Diversi crimini d’odio denunciati saranno ora oggetto di indagine», ha dichiarato un portavoce della polizia.
Anche a Belfast, nell’Irlanda del Nord, si è svolta una manifestazione contro il razzismo per denunciare le rivolte scoppiate lunedì in seguito a un accoltellamento. Un richiedente asilo sudanese è stato accusato di aver aggredito un uomo per strada, accecandolo presumibilmente a un occhio e, secondo le ricostruzioni, tentandone la decapitazione.
Un altro episodio di rilievo si è verificato venerdì a Brierfield, in Inghilterra, dove un uomo ha accoltellato una ragazza di 17 anni in mezzo alla strada, causandole ferite non mortali. La polizia ha descritto il sospetto come un cittadino britannico di origine pakistana.
I recenti attacchi hanno riacceso il dibattito sull’immigrazione e su quello che politici e attivisti definiscono un sistema di polizia two tiered, cioè a due velocità: gli episodi evidenziano l’incapacità del governo di affrontare adeguatamente i crimini commessi da stranieri e altri criminali, mentre gli autoctoni sono puniti solo per il fatto di denunciare la situazione sui social o durante delle manifestazioni.
Tommy Robinson, noto attivista anti-immigrazione, ha dichiarato di essere stato trattenuto per diverse ore all’aeroporto di Heathrow sabato scorso, in base alla legislazione antiterrorismo, e che il suo telefono è stato sequestrato dalla polizia. Secondo Sky News, Robinson parteciperà la prossima settimana a un dibattito all’Oxford Union sul tema se l’Occidente abbia «ragione a nutrire sospetti nei confronti dell’Islam».
In molti accusano il Robinson di legami con Israele. Di fatto non manca mai, anche nelle immagini della protesta qui sopra, una bandiera israeliana che spunta.
La situazione della violenza migratoria è oramai talmente fuori controllo nel Regno che persino l’ex premier Liz Truss ha fatto dichiarazioni che sino a poco fa sarebbero suonate come estremiste: «Vogliono minare la famiglia. Vogliono minare lo Stato nazionale. E la gente in Gran Bretagna sta dicendo “ne abbiamo abbastanza”», ha dichiarato la Truss in rispota ai recenti episodi di violenza perpetrati da immigrati.
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Immagine screenshot da Twitter
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Immigrazione
«Vogliono minare la famiglia. Vogliono minare lo Stato nazionale»: l’ex premier britannico ammette il fine della migrazione di massa
L’ex premier britannico Liz Truss ha collegato direttamente alle politiche migratorie di massa e al deliberato indebolimento della società del Paese. La Truss ha parlato dopo che la Gran Bretagna è stata teatro di un’altra serie di atti di violenza barbara e indiscriminata: una ragazza di 17 anni è stata accoltellata al collo in una tranquilla strada residenziale di Burnley, nel Lancashire, e un uomo di 21 anni è stato assassinato a Central Park, a Chelmsford, nell’Essex. Lo riporta Modernity News.
L’ex primo ministro ha descritto istituzioni corrotte dall’ideologia di sinistra che sopprimono i fatti sulla causa principale – la migrazione di massa – mentre i politici di sinistra strumentalizzano l’immigrazione per erodere lo stesso Stato nazionale. L’opinione pubblica è furiosa. La risposta ufficiale sotto la guida di Keir Starmer è stata quella di prendere di mira coloro che denunciano il problema, anziché il problema stesso.
Venerdì pomeriggio, una ragazza di 17 anni stava camminando da sola per le strade di Burnley, una cittadina nel nord dell’Inghilterra, quando un uomo l’ha aggredita alle spalle e l’ha accoltellata alla nuca. La polizia, intervenuta tempestivamente, ha prestato soccorso alla vittima, che è stata ricoverata in ospedale; miracolosamente, le sue ferite non erano mortali. Un uomo di 30 anni è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio.
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La polizia del Lancashire ha confermato l’aggressione e ha dispiegato pattuglie aggiuntive per rassicurare la comunità. Mentre i principali organi di stampa hanno omesso dettagli chiave, il giornalista di GB News Charlie Peters ha successivamente affermato che la polizia del Lancashire ha confermato che il sospettato è un uomo nato in Gran Bretagna ma di origine pakistana.
I filmati che circolano online mostrano l’aggressione immotivata e il successivo arresto. La reazione dell’opinione pubblica è stata di rabbia e sgomento per l’ennesimo accoltellamento casuale di una giovane ragazza in pieno giorno.
Unfassbare Szenen in Brierfield: Ein 17-jähriges Mädchen wird am helllichten Tag auf offener Straße attackiert!#brierfield #lancashire#uknews #Remigration pic.twitter.com/geOCYp2dlf
— Jörg Baumann MdL (@BaumannMdL) June 13, 2026
So the Lancashire neck slasher is a UK-born Pakistani man. Well, at least Pakistanis (both migrants and UK-born) haven’t committed any other heinous crimes against young white girls or other Britons during their time in our country… https://t.co/BsJQQ72YGT pic.twitter.com/mzkiZ05gA2
— MB (@paxangloceltae) June 13, 2026
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Ore dopo, i servizi di emergenza sono stati chiamati a Central Park a Chelmsford, nell’Essex, in seguito alla segnalazione di una grave aggressione. Un uomo di 21 anni è stato trovato in condizioni critiche ed è stato dichiarato morto sul posto. Era stato accoltellato.
La polizia dell’Essex ha arrestato tre adolescenti – un ragazzo di 14 anni, un ragazzo di 17 anni e un uomo di 18 anni – tutti residenti nella zona di Chelmsford, con l’accusa di omicidio. Rimangono in custodia. L’ispettore capo Lydia George ha descritto l’accaduto come un incidente profondamente angosciante e ha confermato che non si stanno cercando altri sospetti.
Questi casi si verificano in un contesto di documentato aumento di tale violenza, ormai impossibile da ignorare.
In un commento ampiamente condiviso,la Truss ha sostenuto che i recenti attacchi violenti rivelano un sistema corrotto dalle priorità di equità, diversità e inclusione (DEI) che antepongono l’ideologia alla parità di trattamento di fronte alla legge, affermando che la risposta alla preoccupazione pubblica è la soppressione delle informazioni e gli attacchi contro coloro che mettono in luce le cause profonde del problema.
La Truss ha descritto come i politici di sinistra incoraggino attivamente l’immigrazione per minare le fondamenta della società e della civiltà occidentale. Ha affermato che cercano di erodere la famiglia e lo stato nazionale. Quando i cittadini britannici dicono di averne abbastanza, la reazione del governo Starmer è quella di arrestare e incarcerare coloro che esprimono preoccupazione.
«Vogliono minare la famiglia. Vogliono minare lo Stato nazionale. E la gente in Gran Bretagna sta dicendo “ne abbiamo abbastanza”», ha esortato Truss.
«La gente è assolutamente furiosa per quello che sta succedendo nel nostro Paese», ha continuato, aggiungendo: «Le nostre istituzioni sono state corrotte… dalla mentalità DEI, invece di concentrarsi sul fatto che tutti siano trattati allo stesso modo di fronte alla legge. La loro risposta è cercare di sopprimere ciò che sta accadendo… e attaccare coloro che chiedono “perché accadono queste cose?”»
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Gli episodi avvenuti nel Lancashire e nell’Essex seguono a breve distanza il terribile attacco di Belfast avvenuto all’inizio di questa settimana. Lì, un migrante africano proveniente dal Sudan, di nome Hadi Alodid, è stato coinvolto in un’aggressione in strada ai danni di un uomo del posto vulnerabile, Stephen Ogilvie, durante la quale l’aggressore ha tentato di segare la testa della vittima in pubblico.
Ogilvie, descritto come una persona con bisogni speciali e problemi di udito, avrebbe aiutato i migranti a trasferirsi in alloggi nelle vicinanze solo pochi giorni prima.
Un testimone locale ha dichiarato che i migranti coinvolti erano due, non uno, e che un secondo uomo sudanese era ancora latitante. L’attacco ha scatenato disordini diffusi nelle zone lealiste, con edifici collegati ai nuovi arrivati presi di mira. La polizia ha tratto in salvo cittadini stranieri dagli edifici in fiamme. La vittima ha riportato ferite permanenti ed è rimasta ricoverata in ospedale.
Tutto ciò avviene a seguito delle rivelazioni riguardanti l’omicidio di Henry Nowak. I rapporti ufficiali e gran parte dei media tradizionali continuano a minimizzare o omettere il passato degli autori di questi reati, anche se giornalisti indipendenti e semplici cittadini documentano questo schema. Il risultato è un sistema informativo a due livelli, in cui i fatti relativi alla violenza legata alla migrazione vengono trattati come pericolosi, mentre la violenza stessa continua.
Quando i cittadini prendono coscienza della realtà demografica di molti responsabili e delle decisioni politiche che ne hanno reso possibile la presenza, la risposta non è un esame onesto, bensì la censura e la criminalizzazione della libertà di parola. Il governo di Starmer ha mostrato particolare zelo nel perseguitare coloro che protestano contro le conseguenze della migrazione di massa, insistendo al contempo affinché l’opinione pubblica distogliesse lo sguardo.
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