Immigrazione
Almeno 15 stupri denunciati nella Ceuta invasa
Almeno 15 casi di stupro sono stati registrati nell’enclave spagnola di Ceuta, nell’Africa nordafricana, da quando è stata invasa dal massiccio afflusso di migranti alla fine di luglio. Lo riporta El Mundo, citando la gendarmeria nazionale spagnola.
La crisi è scoppiata tra il 30 e il 31 luglio, quando circa 72.000 migranti sono entrati a Ceuta. Sebbene molti siano già rientrati, l’ondata migratoria ha messo a dura prova le infrastrutture di Ceuta, una piccola città la cui popolazione, secondo i dati governativi, si aggirava intorno agli 84.000 abitanti lo scorso anno.
Numerosi reportage e video diffusi dai media hanno mostrato migliaia di migranti ancora per strada e in accampamenti improvvisati a Trampolin Beach e in altre zone della città.
Secondo El Mundo, a domenica la Guardia Civil spagnola ha confermato almeno 15 casi di stupro. L’ultimo episodio risale a venerdì, quando tre uomini sono stati sorpresi mentre tentavano di abusare sessualmente di una bambina di 10 anni, riferisce il giornale.
Ciò è avvenuto dopo che almeno quattro ragazze migranti di età inferiore ai 14 anni sarebbero state curate per presunte aggressioni sessuali.
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Secondo quanto riportato da El Mundo, che cita fonti della Guardia Civil, tra le migliaia di migranti ancora presenti sul territorio sono stati finora identificati circa 1.800 minori non accompagnati. Tuttavia, una volta muniti di un braccialetto identificativo, verrebbero semplicemente rimessi in strada a causa del sovraccarico a cui sono sottoposti i servizi di assistenza sociale locali.
L’afflusso si è verificato in un momento in cui l’immigrazione è diventata una questione politica sempre più controversa in Spagna e in altre parti d’Europa, alimentata da casi di abusi e aggressioni sessuali di alto profilo che hanno coinvolto migranti.
La crisi di Ceuta ha inoltre alimentato le tensioni all’interno dell’UE e scatenato critiche nei confronti delle politiche di immigrazione lassiste della Spagna da parte di politici di tutta Europa. Due anni fa era stata registrata una crescita dell’immigrazione illegale nel Regno del 500%.
All’inizio di agosto, i leader di 22 Paesi membri UE – con attacchi al governo spagnuolo dall’Italia alla Svezia – hanno firmato una lettera accusando Madrid di minare la sicurezza del blocco, mentre diversi paesi hanno chiesto l’esclusione della Spagna dall’area Schengen.
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha respinto le critiche, definendo la lettera congiunta dell’UE «egoistica, polarizzante e illegale» e insistendo sul fatto che l’attuale crisi non sia una conseguenza delle politiche migratorie complessive di Madrid. Due giorni fa il governo di Sanchez ha respinto una rivendicazione di sovranità del Marocco su Ceuta e Melilla.
Come riportato da Renovatio 21, epidemie di malattie infettive tra cui la gastroenterite (che causa diarrea) hanno colpito Ceuta invasa dagli immigrati.
Nel frattempo molti hanno accusato Israele e gli USA di aver orchestrato l’invasione migratoria dell’exclave spagnuola.
Tra gli immigrati penetrati in territorio europeo vi sarebbero, secondo articoli di varie testate, anche terroristi islamici.
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Epidemie
Epidemie colpiscono Ceuta invasa dai migranti
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Immigrazione
La Svezia contro la Spagna per l’amnistia ai migranti
Il primo ministro svedese Ulf Kristersson si è allontanato dalla linea di solidarietà dell’UE verso la Spagna dopo la crisi di Ceuta, definendo l’amnistia per i migranti di Madrid una «pessima idea» che rischia di far ripetersi l’ondata migratoria del 2015 in Europa, mettendo in guardia sul fatto che la possibile regolarizzazione di oltre un milione di persone da parte della Spagna aprirebbe una via di fuga che consentirebbe ai migranti di muoversi verso Nord attraverso le frontiere aperte dell’Unione.
L’invasione marocchina di Ceuta, territorio UE, ha provocato critiche da altri leader europei, molti dei quali lo hanno collegato al piano spagnolo di regolarizzazione, destinato a 500.000 persone, anche se si teme che il numero possa raddoppiare. Di conseguenza, 22 Stati membri, tra cui la Svezia, hanno sottoscritto una lettera congiunta in cui chiedono alla Spagna controlli più rigorosi alle frontiere esterne.
In un’intervista al Financial Times, Kristersson ha ribadito le sue riserve sul programma di regolarizzazione di Madrid. «Simboleggia il fatto che dobbiamo ancora stare molto, molto attenti a non agire in un modo che possa anche solo avvicinarsi a quanto accaduto nel 2015», ha affermato. «Penso che la Spagna abbia recepito il messaggio… ma dimostra la nostra vulnerabilità».
Il primo ministro di Stoccolma aggiunto di aver segnalato alla leadership spagnola i rischi del piano di regolarizzazione, spiegando che esso consente ai migranti di spostarsi verso nord senza controlli grazie al sistema Schengen, e che l’afflusso potrebbe indebolire la solidarietà europea.
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«Non è il momento di abbassare la guardia… la stragrande maggioranza della popolazione svedese afferma di non poter tornare a una situazione fuori controllo», ha dichiarato Kristersson. «Fare cose che potrebbero compromettere una situazione stabile sarebbe una pessima idea».
La scorsa settimana il Commissario europeo per gli Affari interni Magnus Brunner ha dichiarato che esiste «piena solidarietà con la Spagna attorno al tavolo delle trattative», presentando la crisi di Ceuta come una prova superata dal blocco. Riguardo all’amnistia, Brunner ha affermato che la Commissione non individua «un collegamento diretto… tra le regolarizzazioni e gli incidenti di Ceuta».
La Svezia aveva espresso preoccupazioni sul programma già prima che migliaia di migranti prendessero d’assalto il confine spagnolo. Già a giugno, quasi due mesi prima dell’invasione di Ceuta, il ministro svedese per la migrazione Johan Forssell aveva avvertito che avrebbe messo a rischio la politica di rimpatrio dell’Unione Europea.
Dopo l’inizio della crisi ha criticato la Spagna, dichiarando: «Avevamo messo in guardia sui rischi. Quando si concedono amnistie di tale portata a persone che non hanno diritto all’asilo, si crea un incentivo… a venire in Europa».
Il ministro ha tracciato un parallelo con l’esperienza svedese di dieci anni prima, quando «250.000 persone arrivarono in due anni». «Abbiamo imparato la lezione», ha detto il Forssello. «Ecco perché abbiamo cambiato politica. Ma la Spagna ha intrapreso una direzione completamente diversa».
La Spagna ha respinto le accuse. Il primer ministro Pedro Sanchez ha definito la lettera congiunta dell’UE «egoistica, polarizzante e illegale», sostenendo che l’episodio di Ceuta costituiva «una violazione dell’integrità territoriale della Spagna» e non una conseguenza della sua politica migratoria.
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Immagine di European People’s Party via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Immigrazione
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