Immigrazione
Battaglia di immigrati con coltello in un centro storico belga
Diverse persone sono rimaste gravemente ferite nello scoppio di una violenta rissa all’arma bianca tra migranti in Belgio questo fine settimana. Lo riportano varie fonti locali.
Il fatto violento è avvenuto domenica sera, intorno alle 17:30 ora locale, a Lommel, una città vicino al confine con i Paesi Bassi.
Più di una dozzina di uomini – secondo quanto riportato provenienti dall’Afghanistan – si sono scontrati nel centro della città, molti dei quali brandivano lame e armi improvvisate.
I filmati dei testimoni dell’episodio cruento circolano sui social media, che mostrano uomini che si rincorrono vicino alla fermata dell’autobus su una strada trafficata e che corrono davanti alle auto che passano.
Wat een verschrikkelijke beelden van de steekpartij vandaag in #Lommel. Wat hebben ze hier toch allemaal binnengelaten? Onze steden, dorpen, straten moeten terug veilig worden. Wie dit doet, moet eruit. pic.twitter.com/flhCNvGJrH
— Tom Van Grieken (@tomvangrieken) July 6, 2025
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Secondo quanto riportato, diversi immigrati hanno aggredito ferocemente i loro avversari, provocando ad almeno uno dei partecipanti orribili ferite al collo.
«Migranti che si accoltellano a vicenda nel centro di Lommel. Uno di loro ha la gola tagliata. Gli abitanti del posto che guardano non si stupiscono più», ha scritto su X l’attivista belga Dries Van Langenhove.
«Quando ho manifestato contro l’apertura dell’enorme centro di asilo di Lommel, dove probabilmente vivono questi migranti, i media mi hanno definito estremista e allarmista perché avevo previsto questa violenza».
La polizia è intervenuta, ha arrestato sei persone e ha chiuso la strada per un po’ di tempo, riferisce la testata HLN.
«Una ventina di afghani si sono scontrati», ha dichiarato il sindaco facente funzioni Peter Vanderkrieken. «Un gruppo di afghani che non risiede a Lommel, ma è venuto nella nostra regione per dare una lezione a qualcuno che si trova al Fedasil», cioè l’Agenzia federale per l’accoglienza dei richiedenti asilo.
Notiamo come la questione delle stragi con coltello perpetrate da immigrati, un fenomeno che pareva inizialmente interessare per lo più la Germania, ora si stia espandendo anche nei Paesi limitrofi – in attesa che si slatentizzino del tutto anche in Italia.
Come scritto da Renovatio 21, attacchi con il coltello di immigrati a passanti sono un pattern oramai riconoscibile in Germania. Si ricorda, tra i tantissimi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
Come scritto da Renovatio 21, attacchi con il coltello di immigrati a passanti sono un pattern oramai riconoscibile. Si ricorda, tra i tantissimi, il caso del «Festival della diversità» della cittadina di Solingen (tre accoltellati), ma anche quello dove un poliziotto di Mannheim venne colpito a morte da un immigrato mentre l’agente stava bloccando un tedesco che cercava a sua volta di fermare la foga assassina dello straniero.
L’uso del coltello da parte degli immigrati è talmente rilevante che un land tedesco del Nord Reno-Vestflaia ha pubblicato dei volantini per scoraggiarne il possesso. Tre settimane fa si è avuto il caso di un cittadino romeno accoltellato più volte da una gang siriana a Schwerte, nella Renania Settentrionale-Vestfalia.
L’incidente più eclatante è stato il recente accoltellamento mortale multiplo avvenuto nella città bavarese di Aschaffenburg da parte di un richiedente asilo afghano respinto che aveva preso di mira un gruppo di bambini dell’asilo. Come riportato da Renovatio 21, un bambino di 2 anni è stato accoltellato a morte, così come un passante di 41 anni che ha tentato di intervenire. Un altro bambino è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato in ospedale, mentre una delle educatrici dell’asilo che accompagnava i bambini piccoli si è rotta un braccio nel tentativo di difendersi dall’aggressore, descritto come in «frenesia sanguinaria».
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Come riportato da Renovato 21, casi simili, con attacchi ferali a poveri bambini indifesi, erano capitati ad Annecy in Francia, alla Gare de Lyon a Parigi (con il presunto responsabile che risultò godere di «protezione sussidiaria» in Italia) e a Dublino. A seguito del caso irlandese vi fu una rivolta popolare che sconvolse la capitale del Paese scuotendo la società e la classe politica.
Un caso si è avuto anche a Villaco, città austriaca vicina al confine italiano, dove un immigrato ha iniziato a ridere dopo aver pugnalato le persone per strada.
In Olanda si è sviluppata anche la vicenda dell’immigrato islamico radicale che ha accoltellato un cittadino ebreo mentre il primo era in cura per un accoltellamento di massa. Un episodio di attacco con coltello si è avuto in piazza Dam ad Amsterdam poche settimane fa.
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Immagine screenshot da Twitter
Immigrazione
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Immigrazione
Il 53% dei sospettati di stupro di gruppo in Germania sono stranieri
Nel 2025, la percentuale di stranieri coinvolti in stupri di gruppo ha raggiunto un livello record, attestandosi al 53%. In totale, 751 vittime sono state vittime di stupri di gruppo nel Paese. I dati provengono da una risposta del governo federale tedesco a una richiesta parlamentare del partito Alternativa per la Germania (AfD).
Secondo le statistiche, il 53% dei sospettati – per un totale di 574 persone – non possedeva la cittadinanza tedesca nei casi di stupro di gruppo. Suddivisi per nazionalità, 110 sospettati provenivano dalla Siria, 64 dall’Afghanistan, 46 dall’Iraq, 44 dalla Turchia e i restanti da altri Paesi, come riportato da Focus Online. Tra le vittime, l’80% erano cittadini tedeschi.
Sebbene il rapporto riveli che 509 sospettati provenissero dalla Germania, i dati relativi a un possibile background migratorio tra i cittadini tedeschi non sono stati registrati separatamente. Studi precedenti hanno dimostrato che, analizzando i nomi di battesimo dei sospettati di stupro di gruppo, il 75% dei casi è commesso da individui con un nome di battesimo straniero.
L’elevato numero di stranieri coinvolti in casi di stupro di gruppo si verifica in un momento in cui sempre più stranieri hanno ottenuto la cittadinanza tedesca, scrive Remix News. Milioni di migranti possiedono inoltre la doppia cittadinanza e, ogni volta che commettono stupri, omicidi o furti, i loro crimini vengono registrati come «tedeschi» nelle statistiche federali sulla criminalità.
L’AfD ha chiesto al ministero dell’Interno tedesco di iniziare a suddividere le statistiche sulla criminalità non solo in base alla cittadinanza, ma anche in base al background migratorio, il che consentirebbe alle autorità tedesche di valutare il livello di integrazione e i tassi di criminalità tra i cittadini tedeschi di origine straniera.
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«Sebbene la questione sia all’ordine del giorno politico da anni, è evidente la mancanza di misure politiche e legali efficaci per prevenire questi crimini», ha dichiarato a Die Welt Stephan Brandner, politico dell’AfD, commentando il fatto che il 72% di tutti i casi risolti riguarda un sospettato già noto alle forze dell’ordine.
«Questo dimostra un fallimento clamoroso della magistratura, delle autorità di sicurezza e della politica. Ciò richiede un’azione penale coerente, procedure più rapide, sanzioni più severe e, nel caso di autori stranieri, la revoca sistematica del permesso di soggiorno. Solo in questo modo le donne possono essere efficacemente protette da tali atti», ha affermato Brandner.
Durante una seduta del Bundestag all’inizio di questo mese, la leader di Alternativa per la Germania (AfD), Alice Weidel, ha descritto un caso di Norimberga in cui alcuni migranti avrebbero soggiogato delle ragazze minorenni con droghe e le avrebbero costrette alla prostituzione. Il suo intervento è stato accolto da forti interruzioni in plenaria, tra cui risate. Secondo i verbali ufficiali del Bundestag, una deputata in particolare, Katrin Fey del partito Die Linke, ha riso proprio in quel punto del discorso.
La Weidel ha poi parlato delle conseguenze delle politiche migratorie sulla sicurezza interna. Weidel ha affermato che «i reati violenti, sessuali e osceni non sono ‘fredde statistiche’, ma compagni quotidiani di paura e “preoccupazione per i nostri figli”».
La presidente dell’AfD ha poi illustrato nel dettaglio il caso avvenuto alla stazione centrale di Norimberga, dove giovani uomini provenienti da Siria, Iraq, Pakistan e paesi del Nord Africa avrebbero spinto ragazze di età compresa tra i 13 e i 18 anni, provenienti da situazioni di precarietà, verso la tossicodipendenza per costringerle alla prostituzione.
Nel marzo di quest’anno, Jan van Aken, all’epoca co-leader del partito della Sinistra tedesca, ha affermato, durante la sua partecipazione a un podcast condotto da Ben Berndt, che i casi più eclatanti di stupro di gruppo coinvolgevano esclusivamente uomini bianchi.
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Immagine generata artificialmente
Immigrazione
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