Immigrazione
L’Iran dice che USA e Israele hanno organizzato l’invasione migratoria di Ceuta
Gli Stati Uniti e Israele avrebbero orchestrato l’attraversamento di massa dei migranti dal Marocco verso l’enclave spagnola di Ceuta, nel Nord Africa, per punire Madrid per il suo rifiuto di cedere alle pressioni sui conflitti in Medio Oriente. La Spagna è in contrasto con Washington e Gerusalemme Ovest a causa della guerra di Gaza e degli attacchi contro l’Iran. È quanto sostiene l’ambasciata iraniana in Kenya.
Negli ultimi giorni, circa 70 mila migranti hanno attraversato il confine dal Marocco a Ceuta via terra e via mare, un numero equivalente a circa il 70% della popolazione residente dell’enclave. Le autorità locali hanno ammesso di essere state «completamente sopraffatte» dall’improvviso afflusso.
La crisi, il più grande caso di traffico di esseri umani nella storia dell’UE, ha causato la morte di almeno 86 persone, un bilancio destinato ad aumentare ulteriormente. Molte delle vittime sono annegate in mare o sono rimaste schiacciate nella calca ai valichi di frontiera.
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Venerdì, l’ambasciata iraniana a Nairobi ha scritto: «Un’operazione organizzata da Washington e Tel Aviv, coordinata con alcune autorità dei Paesi confinanti, per destabilizzare la Spagna. Un regalo all’estrema destra europea. Una punizione per il paese che ha osato sfidare l’Impero americano e i suoi scagnozzi israeliani. L’impero non tollera la disobbedienza».
Al post, che per qualche ragione non è diffondibile su altri siti come il nostro (il codice di embed è bloccato), è accluso un video, invero visto da tante altre parti, che mostra un camion portare diecine e diecine di immigrati. Il filmato del post iraniano su X appare censurato.
Né gli Stati Uniti né Israele hanno commentato l’accusa. Tuttavia, l’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha criticato duramente la gestione della crisi da parte della Spagna. «La Spagna, che non perde mai l’occasione di fare la morale a Israele, ha dichiarato lo stato di emergenza a Ceuta in seguito alla crisi legata alla sua politica sull’immigrazione», ha scritto Danon su X. «Forse, prima di continuare a farci la morale, è ora che spieghi al mondo perché mantiene ancora enclavi coloniali in Africa».
Il ministro dei Trasporti spagnolo Oscar Puente ha risposto al post dicendo: «Beh, sembra che tutto stia diventando abbastanza chiaro». Il giornalista indipendente Alex Jones ha affermato separatamente che «Israele ha lanciato un’invasione islamica della Spagna», sostenendo che Washington appoggiasse l’azione. Anche il portavoce parlamentare della Sinistra Repubblicana Catalana (ERC), Gabriel Rufian, ha suggerito che la crisi migratoria stesse servendo gli interessi di Stati Uniti e Israele.
Queste dichiarazioni giungono in un contesto di profonda ostilità tra Madrid e Israele a causa del conflitto di Gaza e della guerra israelo-americana contro l’Iran. La Spagna ha riconosciuto la Palestina nel maggio 2024, ha accusato Israele di «genocidio» a Gaza e ha richiamato definitivamente il proprio ambasciatore da Israele per la sua opposizione agli attacchi contro l’Iran, chiudendo al contempo il proprio spazio aereo agli aerei statunitensi coinvolti negli attacchi.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha accusato Madrid di «schierarsi con i tiranni», mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato la Spagna, affermando che si è comportata «molto male» nei confronti della NATO. L’Iran, dal canto suo, ha elogiato la Spagna per la sua posizione «di principio» sulla guerra.
Allo stesso tempo, la Spagna e il primo ministro Pedro Saánchez – il cui governo ha recentemente concesso lo status legale a 500.000 immigrati clandestini – sono stati criticati da diversi leader europei, che hanno attribuito la crisi alle sue politiche permissive.
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In una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il Sanchez ha espresso «serie preoccupazioni» riguardo ad alcuni governi dell’UE, osservando che, mentre la maggior parte degli Stati membri aveva dimostrato «sostegno e solidarietà», altri avevano reagito con una «reazione egoistica, polarizzante e illegale», dettata da «pregiudizi, notizie false, ignoranza o interessi politici».
Oltre alla teoria del presunto coinvolgimento di Stati Uniti e Israele, sono circolate diverse altre spiegazioni per la crisi. Le autorità spagnole hanno indicato reti criminali di traffico di esseri umani che, a loro dire, avrebbero sfruttato una sentenza della Corte Suprema che vieta i «rimpatri a caldo» dei migranti e avrebbero orchestrato una campagna virale sui social media per attirarli al confine.
Allo stesso tempo, fonti dell’Intelligence occidentale citate dal giornale britannico Telegraph hanno suggerito che il Marocco potrebbe aver allentato i controlli alle frontiere per rappresaglia contro il tentativo del Sanchezzo di realizzare uno storico riavvicinamento con l’Algeria, paese rivale.
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Immigrazione
La Svezia contro la Spagna per l’amnistia ai migranti
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Immigrazione
Tra i migranti marocchini giunti in Spagna c’erano anche terroristi islamici: rapporto
Terroristi islamici avrebbero approfittato del disordinato afflusso di immigrati clandestini marocchini in Spagna per introdursi nel Paese. Lo riportano varie testate.
Euronews riferisce, citando El Español e altri giornali, che ufficiali del Commissariato Generale per l’Informazione (CGI) della Polizia Nazionale e del Quartier Generale dell’Intelligence della Guardia Civile (JIGC) hanno individuato, nelle immagini di sorveglianza dei migranti, una serie di «individui che erano stati precedentemente arrestati, condannati e successivamente deportati in Marocco per reati legati al terrorismo jihadista».
Ciò conferma le valutazioni degli esperti secondo cui le attività jihadiste tendono a diventare meno centralizzate, facilitando lo sfruttamento di situazioni come questa.
Ufficialmente il governo cerca di sdrammatizzare: il ministero dell’Interno ha dichiarato: «non abbiamo mai confermato tali notizie. Le forze di sicurezza spagnole svolgono un lavoro continuo di monitoraggio e contrasto al terrorismo jihadista in tutto il Paese, non solo a Ceuta. Il pubblico spagnolo e gli abitanti di Ceuta possono essere certi che gli arrivi del 30 luglio non rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica».
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Non si tratta di una novità, ma di una tremenda realtà sottaciuta dalla stampa e dalla politica immigrazionista: con gli immigrati arrivano attivamente anche terroristi già programmati per uccidere gli europei.
È il caso dei terroristi del Bataclan, dove nel 2015 operativi dell’ISIS hanno finto di essere profughi per sbarcare in Grecia e muoversi verso il centro Europa con documenti falsi.
La grande porta del jihadismo immigrato in Europa è, ovviamente, l’isola di Lampedusa.
L’attentato ai mercatini di Natale di Berlino del dicembre 2016 è stato compiuto da Anis Amri, un cittadino tunisino che era arrivato in Europa sbarcando a Lampedusa nel 2011, dove si era finto minore registrandosi con generalità false prima di radicalizzarsi durante la detenzione in un carcere italiano.
Un altro caso emblematico di infiltrazione è l’attentato del 29 ottobre 2020 all’interno della cattedrale di Nizza, perpetrato da Brahim Aouissaoui, un ventunenne tunisino sbarcato a Lampedusa circa un mese prima e giunto in Francia in modo irregolare poco prima di colpire.
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Immagine screenshot da YouTube
Immigrazione
Sacerdote invoca la «Reconquista» del Marocco dopo l’ondata di migranti islamici in Spagna
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«Ora stiamo assistendo a un’invasione. Non si tratta di rifugiati, no, questa è un’invasione dell’islamizzazione di massa dell’Europa», ha affermato il vescovo in un breve video. «E quindi questo è un piano politico globale dei potenti del mondo: distruggere l’Europa culturalmente e religiosamente, e in definitiva distruggere il cristianesimo in Europa».Bishop Schneider: “They are not refugees, they’re invaders who want to Islamize Europe. They want to destroy Europe’s religion and culture.” pic.twitter.com/vsblccWr8D
— Sign of the Cross (@CatholicSOTC) August 3, 2026
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