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Lettera a due amici in prima linea

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Pubblichiamo questa lettera del collaboratore di Renovatio 21 Alessandro Corsini, che scrive a una coppia di sanitari nostri sostenitori che ha appena perso il lavoro a causa del rifiuto di sottoporsi al vaccino.

 

 

 

Cari amici miei, compagni di tante battaglie,

 

 

Come va in prima linea?

 

Qui dalla nostra posizione, al momento più riparata, si sentono in lontananza tanti spari, sembra di sentire grida disperate che graffiano i nostri cuori, facendoci quasi sperare di essere inviati nella mischia per potervi sostenere.

 

Viviamo in una guerra terribile e voi la state combattendo sin dai suoi primi istanti faccia a faccia con il nemico, come dovrebbe sempre fare una prima linea che si rispetti; con voi intendo medici, infermieri, OSS che in maniera ammirevole ed eroica avete imbracciato per primi, fieramente, senza esitazioni, le armi dell’obiezione di coscienza di fronte all’obbligo satanico dell’inoculazione sperimentale; della rettitudine morale, al cospetto di una evidente cooperazione al male dalle conseguenze nefaste per le anime; e del coraggio, come reazione ad un Moloch affamato, smanioso di divenire sovrano dei corpi di miliardi di esseri umani.

 

Di solito, in prima linea, si mandano i combattenti più sacrificabili utili solo a preparare il campo per gli altri nelle retrovie, anche per noi che siamo qui ad ammirarvi da lontano.

 

Tranquilli, tra poco la seconda linea, composta dagli insegnanti, quelli bravi, verrà a darvi manforte, e poi, chissà, tra non molto potremmo rivederci e combattere di nuovo fianco a fianco, come ai tempi delle battaglie per le scuole dei nostri figli.

 

Purtroppo non tutti coloro che sarebbero chiamati a combattere e ad aiutarvi hanno onorato questi giorni di sacrificio: come in ogni guerra, i buoni non si devono preoccupare solo delle minacce provenienti dalle file del nemico, ma ahimè, anche dai tradimenti, dall’indifferenza e dall’inettitudine dei propri commilitoni.

 

Cari amici, mentre voi siete lì in trincea, sotto le bombe di un lavoro perso ingiustamente sotto un vile ricatto che mette a repentaglio la vostra vita e quella dei vostri figli, c’è chi questa guerra non la sta nemmeno combattendo, e forse neanche si è accorto sia iniziata

Ebbene sì cari amici, mentre voi siete lì in trincea, sotto le bombe di un lavoro perso ingiustamente sotto un vile ricatto che mette a repentaglio la vostra vita e quella dei vostri figli, c’è chi questa guerra non la sta nemmeno combattendo, e forse neanche si è accorto sia iniziata: ci sono i vigliacchi, coloro che per una vita, a parole, da cristiani ipocriti, hanno rivendicato una superiorità morale rispetto agli altri fratelli, riempiendosi la bocca di concetti che nemmeno comprendono, come per esempio il più inflazionato «salviamo il seme della Fede», non capendo che l’unico modo per salvarlo sarà sempre il sacrificio, anche estremo se richiesto.

 

«Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà» (Mt 16, 25).

 

«Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gio 12, 24).

 

Come padri e madri di famiglia, cosa lasceremmo in eredità ai nostri figli, se non fossimo fedeli e coerenti sino alla fine di fronte a principi morali assoluti quali l’inviolabilità della vita umana, palesemente stuprata da un’atroce filiera farmaceutica, assetata di sangue innocente sia nella sua origine che nel suo obiettivo finale?

 

Quale insegnamento potrà mai dare ai propri figli, un padre di famiglia, sempre dichiaratosi contro l’aborto, ed ora cedevole nel farsi inoculare con un siero macchiato di sangue innocente?

Poi ci sono i «disertori», coloro cioè che sarebbero fondamentali nel sostenerci nella buona battaglia ma che nel momento del bisogno sono letteralmente spariti

 

Ci sono le anime belle, coloro che non si sono accorte nemmeno che una guerra decisiva sia iniziata, figuriamoci se saranno mai disposte a combatterla: costoro si sono contaminati talmente tanto con il mondo, da aver perso irrimediabilmente la percezione del bene e del male.

 

Essi non si indignano più per nulla, il loro spirito critico è piegato su se stesso, anestetizzato da anni di compromessi e di adattamento al «male minore».

 

Queste figure, apparentemente buone, sostenitrici convinte della non belligeranza col mondo, nemmeno ora, con lo svelarsi nel piano del nemico di odiose pratiche ricattatorie e delle tragiche conseguenze sulla salute delle «cavie» degli inutili sieri sperimentali, sono in grado di vedere, di interrogarsi, di mettersi in discussione lasciandosi alle spalle false certezze omologanti diventate per loro il nuovo «decalogo».

 

Ci sono gli inetti, persone che pur avendo parlato per anni di ciò che sarebbe accaduto, di come il Male sarebbe arrivato alla resa dei conti con il «piccolo resto» di combattenti, al presentarsi reale della prova, ne rimangono pietrificati.

 

Anni di convegni, di apparente controinformazione, pagine e pagine di articoli, di saggi e di conferenze, per poi accorgersi di essere incatenati alla comodità del non schierarsi mai. Dietro alla tendenza spocchiosa e da «figli di papà» del sentirsi sempre super partes, «non siamo né guelfi né ghibellini» dicono dall’alto della loro saccenza, è evidente come emerga la totale mancanza di una spinta propulsiva, assorbita da situazioni di comodo a cui non rinuncerebbero per nulla al mondo, veri e propri idoli cui sacrificare la propria libertà, la propria intelligenza e la propria coscienza: l’amicizia di comodo, il quieto vivere famigliare, il prestigio sociale, il rispetto umano, una buona posizione lavorativa.

 

Queste figure somigliano in modo impressionante al giovane ricco del Vangelo che chiese a Gesù:

 

«“Maestro, che devo fare di buono per avere la vita eterna?” Gesù gli rispose: “Perché m’interroghi intorno a ciò che è buono? Uno solo è il buono. Ma se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti”. “Quali?” gli chiese. E Gesù rispose: “Questi: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso. Onora tuo padre e tua madre, e ama il tuo prossimo come te stesso”. E il giovane a lui: “Tutte queste cose le ho osservate; che mi manca ancora?” Gesù gli disse: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi ciò che hai e dàllo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi”. Ma il giovane, udita questa parola, se ne andò rattristato, perché aveva molti beni». (Mt 19,16-30)

 

Poi ci sono i «disertori», coloro cioè che sarebbero fondamentali nel sostenerci nella buona battaglia ma che nel momento del bisogno sono letteralmente spariti: e qui duole dirlo ma l’assenza di guide spirituali forti e coraggiose, tranne in rarissimi casi, si è fatta sentire, soprattutto tra gli «intoccabili» tradizionalisti.

 

Com’è possibile che tante famiglie si trovino in prima fila a combattere nella difesa di ciò che è rimasto di più sacro sguarnite del sostegno morale e spirituale di santi sacerdoti, i quali, addirittura tra gli insospettabili, sono stati spesso occasione di scandalo per i fedeli stessi?

 

Disertori: i loro continui silenzi ci parlano di pastori completamente distaccati dalla realtà, che non esortano più a vivere con virilità e radicalità le virtù cristiane (che voi in prima linea state eroicamente testimoniando già oggi, mentre vi sto scrivendo questa lettera).

 

Non ci capiscono, vedete, non comprendono più la nostra radicalità, la nostra fermezza e la nostra testardaggine: non lo possono fare perché non ci hanno seguito sul campo di battaglia in questi duri anni post legge Lorenzin (2017) che ci hanno portato fino a questo punto.

 

Noi già da anni viviamo la «segregazione razziale» dei nostri figli, essendo stati obiettori della prima ora; già da anni conoscevamo la Necrocultura che sta alla base della follia sanitaria in atto

Noi già da anni viviamo la «segregazione razziale» dei nostri figli, essendo stati obiettori della prima ora; già da anni conoscevamo la Necrocultura che sta alla base della follia sanitaria in atto.

 

La considerazione amara, che vale non solo per i sacerdoti bensì per gran parte dell’intellighenzia cattolica, è che il vuoto lasciato dai disertori, si è riempito con personalità provenienti da ambienti totalmente estranei alla Chiesa – davvero «i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio» perché «non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli» (Mt 7,21).

 

Sta tutto qua vedete, e voi che siete laggiù a soffrire sotto il fuoco nemico lo sapete meglio di me; la differenza sta tutta tra l’esserci e il non esserci, tra il riconoscere i segni dei tempi e percorrere la strada che Dio ci presenta, occasione, chissà, di santificazione personale, e il voler privarsi di tutto questo, nascondendosi dietro a una falsa idea di Fede, legalista, calcolatrice, in poche parole farisaica.

 

Cosa farebbe Gesù al nostro posto? Sarebbe in prima linea con voi cari medici, infermieri e OSS assetati di giustizia, sostenendovi davanti al sinedrio della nuova falsa religione scientista, stringendo forte le vostre mani che per anni hanno a loro volta stretto milioni di mani di anziani, bisognosi e malati a cui voi, consapevolmente o inconsapevolmente avete portato Cristo

Non dobbiamo nasconderci dietro la sterile e cinica idea di liceità di un atto morale, questo non farebbe altro che trasformare la nostra vita in un insieme di azioni meccaniche esteriori lontane anni luce dal nostro cuore, dove Dio da sempre vuole abitare e in cui vuole essere da noi adorato; bensì dobbiamo chiederci se compiendo quell’atto, quell’azione, noi rendiamo o meno servizio e gloria a Dio stesso, arrivando a pensare cosa Gesù avrebbe fatto al nostro posto.

 

E cosa farebbe Gesù al nostro posto? Sarebbe in prima linea con voi cari medici, infermieri e OSS assetati di giustizia, sostenendovi davanti al sinedrio della nuova falsa religione scientista, stringendo forte le vostre mani che per anni hanno a loro volta stretto milioni di mani di anziani, bisognosi e malati a cui voi, consapevolmente o inconsapevolmente avete portato Cristo.

 

Resistete laggiù in prima linea, cari amici, stiamo arrivando anche noi, e non vi lasceremo soli!

 

Dedicato a C. e M. (e ai loro splendidi bambini)

 

 

Alessandro Corsini

 

 

 

Armi biologiche

C’è stato un Golpe. Ma a chi importa ormai?

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Negli ultimi tempi si è parlato molto di un alto papavero dell’esercito americano, il generale Mark A. Mulley. Egli ricopre tutt’ora il ruolo di Capo dello stato maggiore congiunto, l’ufficiale di rango più elevato delle forze armate statunitense.

 

Milley è conosciuto per aver espresso di recente commenti sulla «white rage»: ritiene che un problema fondamentale del Paese sia la rabbia dei bianchi. Dice che sta studiando la materia. L’esercito intanto adotta come letture per i soldati manuali di Critical Race Theory, l’idea per cui ogni singola cosa accada in America sia frutto di un «razzismo sistemico» che dura da almeno 400 anni.

 

Poche settimane fa, all’indomani dell’uccisione di 13 militari americani all’Aeroporto di Kabul, fece una conferenza stampa per dire che gli USA avevano reagito: grazie a una «solida intelligence», un drone aveva disintegrato un furgoncino carico di terroristi dell’ISIS-K che stavano per entrare in azione. L’azione sembrò subito sospetta. Il New York Times ora conferma che a morire è stata un’intera famiglia, tra cui vari bambini.

 

Ora di Milley si parla con ancora più insistenza. Bob Woodward, il decano dei giornalisti (l’uomo che con la sua fonte Gola profonda innescò lo scandalo Watergate e la conseguente caduta di Nixon) ha mandato in stampa un paio di racconti incredibili.

 

Secondo il libro Peril, sul finire della presidenza Trump, Milley disse ai suoi sottoposti di essere consultato personalmente su qualsiasi ordine di azione militare da parte del presidente, compreso l’uso di armi nucleari – un fatto che costituisce la rottura della catena di comando in violazione del principio del controllo civile sui militari.

 

Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato

L’8 gennaio, Milley ha assicurato la presidente della Camera, la democratica californiana Nancy Pelosi,  che «gli inneschi nucleari sono sicuri e non lo faremo – non permetteremo nulla di pazzo, illegale, immorale o non etico che accada».

 

Secondo quanto riferito, la Pelosi avrebbe poi detto a Milley: «È pazzo. Sai che è pazzo. È pazzo da molto tempo. Quindi non dire che non sai quale sia il suo stato d’animo… È pazzo e quello che ha fatto ieri è un’ulteriore prova della sua follia», ha aggiunto la Pelosi, riferendosi a Trump e all’assedio del Campidoglio.

 

«Signora Presidente, sono d’accordo con lei su tutto» avrebbe risposto Milley.

 

Il libro riporta inoltre che il 30 ottobre 2020, quattro giorni prima del giorno delle elezioni presidenziali statunitensi, Milley chiamò il suo omologo in Cina, il generale Li Zuocheng:

 

«Voglio assicurarvi che il governo americano è stabile e che tutto è andrà tutto bene… Non attaccheremo o condurremo nessuna operazione cinetica contro di voi». «Operazione cinetica» significa attacco militare con armi fisiche.

 

«Se vogliamo attaccare, vi chiamerò prima, non sarà una sorpresa». Gli autori scrivono che il generale Milley ha chiamato di nuovo il generale cinese nel gennaio 2021, due giorni dopo l’attacco al Campidoglio degli Stati Uniti del 2021.

 

Si tratta di rivelazioni a dir poco sbalorditive.

 

Il generale Milley, sostiene qualche membro dell’ opposizione repubblicana (non tutti…) si è quindi reso responsabile di alto tradimento.

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani

 

Il generaly Milley, quindi, andrebbe mandato dinanzi ad una Corte Marziale dell’esercito USA. La quale, all’articolo 94 dell’Uniform Code of Military Justice, prevede che l’ammutinamento e la sedizione siano puniti con la morte.

 

Avete letto bene: pena di morte per i militari traditori. Nientemeno. Il caso di Milley ci sembra esattamente questo. Per qualche giorno, gli USA sono stati tecnicamente oggetto di un Colpo di Stato. Un Golpe militare di cui erano a conoscenza i vertici del Partito Democratico e delle varie agenzie di sicurezza: tutti tranne che il popolo. Un golpe segreto, nondimeno, realizzato.

 

Non si tratta di un tradimento qualsiasi – ma di un tradimento «nucleare».  Cioè, di un piano preciso di privare il presidente ancora in carica (anche se per poco) dell’arma di deterrenza assoluta di cui dispone il suo Paese – e il tutto, tramando con una potenza avversaria che parimenti dispone del fuoco termonucleare e che, come riportato da Renovatio 21, potrebbe di recente aver costruito nuovi siti di lancio di missili intercontinentali – la Cina.

 

La Cina, lo strano compagno di viaggio, o meglio, il padrone di tanta della sinistra progressista occidentale. La Cina a cui, con un tradimento non ancora raccontato o spiegato, le nostre élite hanno passato tutta la nostra capacità manifatturiera. La Cina a cui abbiamo svenduto aziende, la Cina per cui abbiamo svuotato interi comparti industriali, con la conseguente distruzione della classe media.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica

Quella Cina che potrebbe in questi giorni innescare una guerra per Taiwan: lo temono in molti, le manovre dell’anglosfera sembrano puntare lì (a meno che sotto, non ci sia un accordo ancora più profondo di ritirata occidentale), dai sottomarini atomici che ora si vuole fornire all’Australia in giù. Gli stessi media australiani, in questi giorni, si stanno chiedendo seriamente quanto Canberra sia vicina alla guerra con Pechino – che, su un organo ufficiale del Partito Comunista Cinese, ha definito l’Australia una gomma da masticare attaccata alla suola dello stivale cinese.

 

Quello di Milley, nel passato nel presente e nel futuro, è un tradimento con implicazioni immani.

 

Il problema qui, tuttavia, è un altro. Di tutto questo, a nessuno importa. Milley è salutato dai media americani tutti (con l’eccezione di Fox News e dei canali trumpiani OAN e Newsmax) come un salvatore della patria. Si sprecano i commentatori che dicono quanto abbia fatto bene, perché, come la Pelosi, definiscono Trump «pazzo» (nonostante vi sia un emendamento, il 25°, per rimuovere un presidente pazzo, ma i democratici non sono riusciti ad attivarlo).

 

A lui dobbiamo la salvezza planetaria. Milley non è un traditore: è un eroe.

 

Vi renderete conto che siamo dinanzi ad un mondo capovolto. Deve essere la «Umwertung aller Werte», quella «trasmutazione di tutti i valori» di cui parlava il sifilitico Nietzsche quando sognava il suo mondo dionisiaco ed invertito.

 

Tutto è l’opposto di ciò che credono i vostri occhi, e la vostra logica.

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo

Il rivale geopolitico non va considerato come avversario, anzi va protetto. Gli immigrati hanno più diritti dei cittadini, possono infrangere la legge sull’immigrazione e pure la regolamentazione anti-COVID: possono entrare nel Paese senza test e senza vaccini, a differenza di voi che se ne siete sprovvisti non potete nemmeno entrare al bar per fare la pipì.

 

E poi, l’inversione suprema, quella della «libertà». La vera libertà, ripetono anche i leader di partiti italiani, la ottiene se ti inserisci in un sistema di sorveglianza bio-informatica. «Libertà» è essere obbligati ad una terapia genica, pena la perdita non solo dei propri diritti ma anche del proprio lavoro, cioè del cibo per la propria famiglia. Il «bispensiero» teorizzato nel romanzo di Orwell è roba da educande.

 

Quindi, sì, vero: il generale Milley è un eroe del nostro tempo. E non è l’unico.

 

Il suo caso ricorda da vicino quello di un altro generale coinvolto in affari cinesi e, potenzialmente, in armi pericolosissime: quello del dottor Anthony Fauci.

 

L’eterno, onnipotente zar dell’ente pubblico per le malattie infettive, già detestato dagli scienziati odiato dai gay ai tempi dell’AIDS (dove fece un paio di manovre interessanti), ora è considerato da alcuni – come il senatore Rand Paul che glielo ha detto in faccia in commissione – il possibile «responsabile dell’intera pandemia».

 

Egli infatti, come sembra sempre più certo, ha passato milioni di euro del contribuente americano a ONG che lavoravano sull’ingegneria genetica dei coronavirus all’Istituto di virologia di Wuhan – un progetto che la stessa DARPA, l’ente scientifico di ricerca del Pentagono, aveva scartato come troppo rischioso.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

Eppure, anche di Fauci – oramai considerato perfino colpevole di aver mentito davanti al Congresso, pena che dovrebbe costargli 5 anni di gabbio – nessuno si cura. Anzi. Fauci è un eroe.

 

Abbiamo avuto testimonianze, nei mesi della pandemia, di cose grottesche: il giardino delle case private degli elettori democrat esponevano cartelli con su scritto «Grazie Fauci per difenderci dalla pandemia». Era quando Fauci, smentendo se stesso e pure quello che diceva in email private ora emerse, raccomandava mascherine e lockdown draconiani. C’era ancora Trump, quindi, come gli ubriachi con i lampioni, l’onesto cittadino progressista si aggrappava all’unico uomo che gli teneva testa, il virologo che tutti gli anni dava notizie sull’andamento stagionale dell’influenza (lo chiamavano, allora, «doctor flu»).

 

Si trattava, invero, di un altro effetto collaterale della TDS, ovvero la «Trump Derangement Syndrome», sindrome da disturbo-Trump. Non possiamo dire di non conoscerla, qui in Italia – l’abbiamo avuta per due decenni, solo che invece che il costruttore TV della Trump Tower abbiamo avuto il costruttore TV di Milano 2. La dinamica di odio cieco, e controproducente fino al masochismo, la conosciamo bene: alimentata dai media degli avversari finanziari e personali di Berlusconi, possiamo dire  che essa ha creato l’assetto parlamentare dell’ora presente. Il fenomeno dei 5S, senza le decadi di delegittimazione mediatico-popolare di Berlusconi (certo, unito all’incapacità totale del PD di costruire un’alternativa credibile), non sarebbe esistito.

 

Quindi: Fauci e Milley sono eroi.

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati

Entrambi hanno trafficato con sicumera con le cose più delicate e devastanti al mondo, le armi atomiche e quelle biologiche. Queste ultime, come abbiamo visto, ancora più pericolose delle prime. E se diciamo proprio «armi biologiche» è perché siamo convinti che a quei livelli di biosicurezza le innocenti ricerche non esistono: ogni ricerca su un patogeno distruttivo è dual use, puoi farci un vaccino ma anche un’arma (guardate il film Virus Letale: è spiegato bene, è il centro di tutta la storia). E sappiamo per certo che l’esercito cinese lavorasse anche lì…

 

Giocare con la fine del mondo, e senza alcuna supervisione politica. Anzi: farlo partendo proprio dalla sottrazione del potere da funzionari eletti dal popolo.

 

Avevate bisogno di altre prove della fine pragmatica della democrazia?

 

Avete notato come improvvisamente quando si parla di militari al potere ora non venga più in mente Pinochet, ma anzi, i giornali dell’Oligarcato arrivano ad invocare un mezzo golpe dei colonnelli?

 

Non è un caso che, arrivato un premier «tecnico» (cioè, ancora meno eletto di quello precedente) la responsabilità della campagna vaccinale italiana sia subito passata ai soldati.

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

Il generale a capo della siringa nazionale si lascia scappare una gaffe, parla di inoculo di «decine di milioni di dosi senza saperne esattamente l’esito»: dice cioè, la verità – certo, forse senza rendersi bene conto. Invece che ricordare il Codice di Norimberga, giornali e popolo progressista applaudono. Anche qui, un generale eroe. Celo anche noi.

 

Ma anche questo: che importanza ha?

 

Tenete bene a mente: nel mondo invertito, voi non valete niente.

 

La vostra Costituzione, non vale niente.

 

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione

I vostri diritti umani, non esistono.

 

La vostra opinione, è nulla.

 

Il vostro voto, non ha valore.

 

Le vostre parole, vengono cancellate.

 

La vostra religione, non conta nulla.

 

I vostri figli, non sono vostri.

 

Il vostro corpo, non è vostro.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi. Erano i vostri corpi e le vostre menti.

La nuova forma di cittadinanza politica nel mondo degli eroi invertiti è una sola: la sottomissione.

 

Lo ripetiamo, nel caso qualcuno di voi non abbia capito a cosa serve il COVID. Allineatevi. Sottomettetevi.

 

Tra menzogne, bombe atomiche e armi biologiche, si sta aprendo una nuova era di schiavitù. E non pensate di poter scappare.

 

C’è stato un Golpe. L’obbiettivo non erano i palazzi dei governi, ma i vostri corpi e le vostre menti.

 

Ma a chi importa, oramai?

 

 

Roberto Dal Bosco

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Pensiero

Green pass, cioè che ci aspetta se non resisteremo

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Come Renovatio 21, sin dagli albori del nostro gruppo, abbiamo sempre cercato di offrire un’informazione che andasse oltre alla superficialità delle cose apparenti e poco approfondite. Siamo convinti che di quelle sia già pieno il web e più nello specifico anche una buona parte di quell’informazione che vorrebbe ricoprire il ruolo della cosiddetta «contro-informazione». 

 

In questo preciso momento storico, è più che mai indispensabile guardare oltre, persino oltre i vaccini, argomento per il quale fondamentalmente Renovatio 21 è nata e attraverso il quale, già in tempi non sospetti (nel 2017, ad esempio), parlavamo di «panino vaccinale» quale immagine figurata di un procesos pubblico dove prima si prende la fetta degli anziani; poi quella dei bambini lasciando in mezzo uno spazio  da riempire.  Quello spazio in mezzo — abbiamo sempre sostenuto — saremmo stati inevitabilmente noi: la popolazione adulta. 

 

Le tappe che ci hanno portato fino a questi giorni surreali,  come abbiamo già avuto modo di approfondire in un recente articolo, vengono da molto lontano.

 

Tuttavia, ciò che qui vorrei brevemente riassumere,  riguarda l’ultimo anno e mezzo, così da meglio capire ciò che realmente potrebbe attenderci se non avremo chiara la situazione e se non reagiremo di conseguenza. 

 

La pseudo-pandemia ad altro non è servita se non, come ben chiaro a tutti, a diffondere la paura: dopo un lunghissimo periodo storico del più rivoltante liberismo mondiale, qualcuno ha deciso che era ora di richiamare il gregge all’ovile

La pseudo-pandemia ad altro non è servita se non, come ben chiaro a tutti, a diffondere la paura: dopo un lunghissimo periodo storico del più rivoltante liberismo mondiale, qualcuno ha deciso che era ora di richiamare il gregge all’ovile.

 

Le gozzoviglie malsane di intere generazioni, con la mondanità come modello di vita, sono servite per svirilizzare sempre di più l’essere umano rendendolo fragile, ebbro, psico-farmacizzato, senza valori e senza radici ideali — meno che mai religiose. 

 

Ecco, allora, che la paura è stato il semplice richiamo con cui far inginocchiare il moderno uomo debole ad un sistema padrone che lo chiama all’ordine.

 

Il COVID-19 è stato uno strumento necessario per rimodellare una nuova società, fatta di uomini e donne che vivano in un nuovo, medicalizzato, modello di «libertà su misura».

 

Il COVID-19 è stato uno strumento necessario per rimodellare una nuova società, fatta di uomini e donne che vivano in un nuovo, medicalizzato, modello di «libertà su misura»

Come non menzionare l’ormai citatissimo The Giver, romanzo distopico tradotto poi in film in cui in una società del futuro tutti gli esseri umani vivono «liberi» con la loro iniezione obbligatoria quotidiana e senza la possibilità di provare emozioni né di partorire ricordi di come era il mondo prima di quella società biologicamente riformata. 

 

È grazie alla cosiddetta emergenza sanitaria che si è potuta creare una vera «emergenza sociale»: la nostra Nazione è sempre stata piena di emergenze, ma mai prima del 2020, la portata mediatica della narrazione era arrivata a simili livelli.

 

L’obiettivo, appunto, era quello di preparare un modello di «emergenza» che potesse via via essere inoculato nelle menti, così da fare posto ad una concezione in cui tutto può essere lecito in virtù dell’urgenza della situazione in atto. Questo per qualsiasi settore dell’attività umana, ma , ovviamente, la miglior presa la si trova in quello delle «emergenze» continue: la salute. 

 

Il COVID-19 ha creato l’emergenza. L’emergenza ha creato la necessità di sperimentare tutti i modi possibili per farvi fronte

Il COVID-19 ha creato l’emergenza. L’emergenza ha creato la necessità di sperimentare tutti i modi possibili per farvi fronte. Dopo la limitazione delle libertà personali e della distruzione della attività economico-produttiva ecco, allora, la comparsa in scena del divin Vaccino, il protagonista di questa pièce. 

 

Grazie al divin Vaccino si possono scongiurare nuovi lockdown — ci dicono. Perché, di fatto, il lockdown è servito ad incattivire le persone, che ora odiano chi non si fa il vaccino perché è il presunto colpevole della rievocazione dei lockdown. Sono gli «evasori vaccinali», come li ha definiti recentemente il giornalista Mattia Feltri, sono i parassiti egoici e disfunzionali che ci porteranno al rischio di nuove devastanti chiusure. 

 

Ciò che è necessario capire veramente, però — e sicuramente in molti lo hanno capito — è che il vaccino è anch’esso uno strumento. Uno strumento importante, certo, un tassello fondamentale per la costruzione del piano, ma non rimane il punto finale. L’obiettivo successivo ora porta il nome di «green pass». Si tratta probabilmente di un nome temporaneo, ma la sostanza è molto ben delineata concettualmente e pragmaticamente.

 

Fa sorridere leggere e ascoltare persone, brave persone e certamente in buona fede, che sperano, come l’arrivo di Babbo Natale, i termini del 31 dicembre prossimo

Fa sorridere leggere e ascoltare persone, brave persone e certamente in buona fede, che sperano, come l’arrivo di Babbo Natale, i termini del 31 dicembre prossimo, citando a loro sostegno la «legge», quella legge che impedirebbe, sempre a lor dire, un prolungamento dello «stato di emergenza». Viene citata la «legge» come fosse un caposaldo in un momento storico in cui il diritto, lo stato di diritto, è totalmente calpestato, liquefatto, ucciso a colpi prima di DPCM, e ora di decreti legge. 

 

Mi ha fatto sorridere incontrare tante brave persone che mi chiedevano, nelle piazze, se Renovatio 21 era al corrente del fatto che il «1º ottobre prossimo i vaccini scadranno perché verranno finalmente riconosciute e diffuse le cure esatte per trattare l’infezione da SARS-Cov-2». Anche qui stupisce il non rendersi conto che il vaccino per i poteri costituiti è e rimarrà lo strumento per eccellenza, del quale, cure o non cure (delle cure non interessa a nessuno, si sa) non si potrà più fare a meno. 

 

Tante persone ora sono giustamente spaventate dal vaccino, poiché tocca a loro. Triste tuttavia pensare che tante di queste persone non batterono ciglio quando fu il momento di siringare i propri figli, i propri nipoti, «perché sennò non sarebbero potuti andare all’asilo!».

 

Ad ogni modo, non ci sarà nessuna cessazione dell’ «emergenza» fino a quando non decideranno loro, come peraltro stanno già decidendo, con l’ipotesi di un ulteriore prolungamento fino a marzo 2022.

 

Non ci sarà, parimenti, nessuna scadenza dei vaccini fino a quando non lo decideranno loro. Anzi, Pfizer — che già a giugno aveva annunciato vaccini per i bambini entro settembre — ora ha ufficialmente aperto le danze: sieri mRNA ai bimbi dai 5 anni in su

 

Come dicevamo, ora il potere ora non si concentra solo sul vaccino, ma sul green-pass – cioè sullo scheletro di un sistema di marchiatura molto più potente, versatile, duraturo.

 

Con l’introduzione del «certificato verde» è stato introdotto qualcosa di molto più pervasivo rispetto ad un prevedibile obbligo vaccinale, poiché il green-pass potrà trovare ragion d’essere in qualsiasi circostanza o situazione che verrà decisa dall’alto. 

 

E allora lasciatemi dire che chi lotta contro il vaccino ma accetta il tampone alimenta il green-pass, ovvero alimenta in egual modo il sistema di tortura della nostra libertà

E allora lasciatemi dire che chi lotta contro il vaccino ma accetta il tampone alimenta il green-pass, ovvero alimenta in egual modo il sistema di tortura della nostra libertà

 

Pur non volendo giudicare le scelte di nessuno e comprendendo il grande momento di difficoltà, dobbiamo tuttavia aver chiaro questo: per combattere un sistema dobbiamo combattere tutti gli elementi che fanno parte di esso, nessuno escluso. 

 

Chi cerca escamotage per scaricare il green-pass a seguito di una guarigione da SARS-Cov-2 nutre il green-pass condannando a morte la nostra società.  

 

Il Male, per sua natura, offre sempre le alternative per mantenerci nel Male. Noi dobbiamo rifiutarlo in toto

 

Il Male, per sua natura, offre sempre le alternative per mantenerci nel Male. Noi dobbiamo rifiutarlo in toto

Tutto è servito ad arrivare a questo, ad una sorta di patente a punti — e nulla ci vieta di pensare che, sul modello cinese ormai tanto caro a certi nostri politici filopechinesi, è proprio qui che si vuole giungere — in cui tutto sarà giudicato in base al grado di valutazione che ci verrà dato per poter stare o meno nella società, e solo nel caso in cui ci saremo piegati ad ogni sorta di diktat.

 

Dovremo essere imprigionati per essere «liberi». Dovremo essere piegati per poter stare diritti, e il tema della salute non sarà che un primo passaggio. 

 

Potrei sbagliarmi? Forse. Lo spero. Ne dubito. 

 

Quello che so invece per certo, però, è che ora è il momento di combattere, di essere intransigenti laddove non esserlo vorrebbe dire ledere verità e giustizia, come diceva un tale Guido De Giorgio. 

Dovremo essere imprigionati per essere «liberi». Dovremo essere piegati per poter stare diritti, e il tema della salute non sarà che un primo passaggio

 

Se non lotteremo per la Verità e per la giustizia, se non ci opporremo integralmente a questo folle e suicida sistema, saremo in qualche modo complici del marchio d’infamia con cui stanno cercando di stritolarci. 

 

Possiamo scegliere di essere William Wallace o di fare la parte di Joseph Bruce Ismay abbandonando la nave mentre tanti sono ancora lì a combattere per difendere la propria vita e quella dei propri cari contro gli iceberg dell’ora presente. 

 

A noi, come sempre, la scelta. 

 

Se non lotteremo per la Verità e per la giustizia, se non ci opporremo integralmente a questo folle e suicida sistema, saremo in qualche modo complici del marchio d’infamia con cui stanno cercando di stritolarci. 

Renovatio 21 la sua l’ha fatta già dall’inizio, descrivendola limpidamente nella descrizione di questo stesso sito internet, nella sezione Chi siamo:

 

La Necrocultura perverte il puro, uccide l’innocente, stermina l’uomo e i suoi figli. Ciò sta accadendo in questo stesso momento.

 

Ci siamo dati la missione, stupida quanto inevitabile, di divenirne l’argine – e un giorno, gettate le basi, rovesciare per sempre lo stato delle cose.

 

L’invito ad unirvi a noi in questa missione è oggi più che mai indispensabile. E, quello sì, davvero urgente. 

 

 

Cristiano Lugli 

 

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Pensiero

«Qual è il vero fine di tutto questo?»: Cristiano Lugli di Renovatio 21 interviene in TV

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Cristiano Lugli, portavoce e co-fondatore di Renovatio 21, è intervenuto nella trasmissione Lineasera di Canale Italia lo scorso giovedì 16 settembre.

 

Cristiano ha risposto a domande sulla manipolazione dell’informazione, e ha ricordato come Renovatio 21 facesse la battaglia per la sovranità biologica da ben prima della pandemia, quando cominciava ad intravedersi il «panino vaccinale»: prima la fetta superiore degli anziani, poi la fetta inferiore dei bambini, infine quello che ci va in mezzo, ossia tutti noi.

 

Cristiano ha poi ricordato che in nessun modo ora vada fatta una battaglia per i tamponi, ma contro l’intero sistema biosecuritario in atto. La battaglia, va rammentato, va fatta quindi anche ai tamponi: perché possono essere utili ad evitare (temporaneamente) il siero genico, ma crediamo sempre con maggior convinzione che non sia il vaccino in fine di tutto questo, «è solo un tassello» di un progetto di cui il vaccino è uno strumento: la riformulazione della società umana, modificata non solo a livello sociale, politico, professionale, ma perfino a livello biomolecolare.

 

«Il fine di tutto questo è far perdere la speranza agli esseri umani»

«Il fine di tutto questo è far perdere la speranza agli esseri umani» ha detto Lugli. «La disperazione uccide l’anima. Quello a cui vogliono arrivare è proprio questo… spaventarci, farci perdere la fede… la morte dell’anima, l’uccisione dell’anima».

 

Il cofondatore di Renovatio 21 ha poi cercato di far capire che la data del 31 dicembre 2021 come termine della follia pandemica italiana è solo una pia illusione, di cui bisognerebbe liberarsi il prima possibile.

 

Di seguito i singoli interventi di Cristiano (cliccando la riproduzione ciascun video ripartirà esattamente al punto).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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