Geopolitica
Le élite occidentali sacrificheranno i loro cittadini in una guerra atomica inevitabile: parla il politologo Karaganov
Renovatio 21 pubblica la traduzione di questo articolo scritto per la rivista Profile dello storico ed analista politico Sergej Karaganov, presidente onorario del Consiglio russo per la politica estera e di difesa e supervisore accademico presso la Facoltà di economia internazionale e affari esteri della Scuola superiore di economia (HSE) di Mosca. I lettori di Renovatio 21 conoscono il Karaganov per le sue affermazioni contro l’élite occidentale e riguardo l’uso di testate atomiche contro l’Europa nell’ambito del conflitto tra Occidente e Federazione Russa, un tema ribadito anche qui. Renovatio 21 potrebbe essere l’unico giornale in Italia a far notare che il presidente russo Vladimir Putin si è fatto vedere l’anno passato su un palco col Karaganov, quello del 27° Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF), dove il politologo ha fatto da moderatore: un segno potente che nessuno, né sulla stampa né al governo, sembra avere colto, ma che invece dovrebbe terrorizzare tutti, soprattutto quelli che hanno finanziato e armato il regime di Kiev.
Qualsiasi esito del conflitto ucraino inquadrato come un «compromesso» verrebbe celebrato in Occidente come una vittoria e percepito come un fallimento dalla Russia. Ciò deve essere evitato a tutti i costi.
In primo luogo, la Russia deve affrontare apertamente la colpevolezza storica dell’Europa occidentale. Non è il «giardino» che le sue élite immaginano, ma un campo di erbacce grasse che prospera sul sangue di centinaia di milioni di persone che ha schiavizzato, assassinato e derubato. Chiamare l’Europa occidentale per i suoi crimini, dal colonialismo al bellicismo, legittima il nostro potenziale uso della deterrenza nucleare come risposta giustificata all’aggressione.
In secondo luogo, la Russia deve sottolineare l’inevitabilità dell’escalation nucleare in qualsiasi conflitto tra NATO e Russia. Questo messaggio è essenziale non solo per limitare una corsa agli armamenti, ma anche per sottolineare l’inutilità di accumulare armi convenzionali che saranno rese irrilevanti in uno scontro nucleare. I leader della NATO devono capire che non possono evitare le conseguenze delle loro azioni.
Terzo, dobbiamo continuare ad avanzare sul campo di battaglia, distruggendo le forze nemiche con precisione implacabile. Tuttavia, è altrettanto fondamentale dichiarare che la pazienza della Russia è finita. Per ogni soldato russo ucciso, dobbiamo chiarire che mille europei occidentali pagheranno il prezzo se i loro governi persistono a muoverci guerra. Il pubblico laggiù deve capire che le loro élite si stanno preparando a sacrificarli e le armi nucleari non faranno distinzioni tra soldati e civili. Le capitali dell’Europa occidentale saranno tra i primi obiettivi della nostra rappresaglia.
In quarto luogo, la Russia deve comunicare agli americani che la loro continua escalation del conflitto in Ucraina porterà a conseguenze catastrofiche. Se dovessero persistere, attraverseremo il Rubicone nucleare, prendendo di mira i loro alleati e le loro basi in tutto il mondo. Qualsiasi risposta non nucleare provocherà un attacco nucleare sul suolo americano. Questa chiarezza costringerà Washington a riconsiderare le sue politiche sconsiderate.
Quinto, dobbiamo rafforzare le nostre capacità militari continuando ad adeguare la nostra dottrina nucleare. Se la diplomazia fallisce, dobbiamo intensificare con decisione, dimostrando la nostra prontezza a usare armi avanzate per difendere la sovranità e gli interessi della Russia. Mentre le nuove tecnologie come il sistema missilistico Oreshnik migliorano le nostre capacità, non sono un sostituto per le armi nucleari, che rimangono il garante ultimo della nostra sicurezza.
Infine, la Russia deve offrire agli Stati Uniti un’uscita dignitosa dal disastro ucraino autoinflitto. Non abbiamo alcun desiderio di umiliare l’America, ma siamo pronti ad aiutarla a uscire da questa palude, a patto che abbandoni le sue politiche distruttive. Allo stesso tempo, l’Europa occidentale deve essere esclusa dal processo decisionale globale. È diventata la minaccia principale per sé stessa e per il mondo.
Se l’America si ritira, la sconfitta dell’Ucraina seguirà rapidamente. La Russia reclamerà i suoi legittimi territori a est e a sud, mentre uno stato neutrale e demilitarizzato verrà istituito nell’Ucraina centrale e occidentale. Coloro che non saranno disposti a vivere sotto la legge russa saranno liberi di trasferirsi. La pace può essere raggiunta solo rimuovendo l’Europa occidentale come forza destabilizzante e affrontando le sfide più ampie dell’umanità insieme alla maggioranza globale.
La vera pace arriverà solo quando la spina dorsale dell’Europa occidentale sarà nuovamente spezzata, come è accaduto dopo le vittorie della Russia su Napoleone e Hitler. Le élite attuali devono essere sostituite da una nuova generazione capace di impegnarsi in un dialogo costruttivo. Solo allora l’Europa potrà ricongiungersi al mondo come partner responsabile, non come fonte di conflitto perpetuo.
La posta in gioco è chiara: questa non è solo una battaglia per il futuro della Russia, ma per la sopravvivenza della civiltà umana così come la conosciamo.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Esplosioni nella capitale saudita
🔴 MOYEN-ORIENT | LES HOUTHIS FRAPPENT L’AÉROPORT DE RIYAD POUR LA PREMIÈRE FOIS EN QUATRE ANS
✈️ Des drones ont visé l’aéroport international King Khalid. Selon Reuters, les principaux réservoirs de kérosène ont été touchés. 🔥 Des flammes et un important panache de fumée… — SIRÈNES (@SirenesFR) September 19, 2026
🚨🇸🇦🇾🇪 ALERTE INFO | Les Houthis revendiquent des ATTAQUES contre des « sites sensibles » à Riyad en Arabie saoudite ainsi que contre des installations du géant pétrolier Aramco à Yanbu. (Le Monde) pic.twitter.com/jlz2HPG29Z
— Cerfia (@CerfiaFR) September 19, 2026
Yemen’deki Ensarullah hareketinden Suudi Veliaht Prensi Selman’a bir darbe daha
🔴Yemen misillemesinin ardından Suudi başkenti Riyad saatlerdir dumanla kaplı, Suudi Sivil Savunması yangının büyüklüğüyle baş edemiyor. 🔴 Suudi enerji devi ARAMCO’nun Kral Halid Uluslararası… pic.twitter.com/dbcDRcO5EU — The Cradle Turkiye (@cradleturkiye) September 19, 2026
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
Trump firma le nuove sanzioni contro la Russia
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promulgato una normativa di ampio raggio che rafforza le sanzioni nei confronti della Russia e consente l’applicazione di dazi fino al 100% sui principali acquirenti di energia russa. Mosca ha messo in guardia sul fatto che ulteriori misure punitive renderebbero più difficili i tentativi di chiudere il conflitto in Ucraina e potrebbero destabilizzare ulteriormente i mercati energetici.
In un comunicato diffuso venerdì, la Casa Bianca ha reso noto che Trump ha firmato il Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act, dopo l’approvazione del Senato con 86 voti a favore e 11 contrari ad agosto e della Camera dei Rappresentanti con 262 voti a favore e 159 contrari mercoledì.
La legge colpisce alti funzionari russi, istituti bancari, soggetti del comparto della difesa e dell’energia, nonché quella che i Paesi occidentali definiscono la «flotta ombra» di navi russe. Inoltre, autorizza Trump a imporre dazi fino al 100% sulle merci provenienti dai cinque maggiori acquirenti di petrolio greggio e gas naturale russi.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Il testo, tuttavia, non indica espressamente i principali acquirenti di energia russa come la Cina o l’India, e l’aliquota tariffaria può essere fissata al di sotto del tetto del 100%.
La misura fu avanzata inizialmente dal defunto senatore repubblicano e falco anti-russo Lindsey Graham e dal democratico Richard Blumenthal nell’aprile del 2025. La versione originaria minacciava dazi del 500% sui Paesi che acquistano energia dalla Russia, ma dopo oltre un anno di trattative con la Casa Bianca la soglia fu ridotta al 100%.
Il disegno di legge conferisce inoltre a Trump ampi poteri di deroga, consentendogli di sospendere le sanzioni in base agli interessi nazionali e lasciando alla sua amministrazione un ampio margine nella definizione delle tariffe doganali: uno dei nodi principali dei negoziati tra la Casa Bianca e i legislatori, poiché alcuni temevano che la norma avrebbe attribuito a Trump un potere eccessivo.
L’amministrazione Trump ha di recente allentato le sanzioni sul petrolio russo. Durante il conflitto con l’Iran, l’amministrazione aveva concesso deroghe temporanee che permettevano la vendita e la consegna del petrolio russo già in mare, al fine di alleggerire la pressione sui mercati energetici.
Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha avvertito giovedì che la mossa «ostile» «complicherebbe sicuramente gli sforzi per trovare una soluzione pacifica in Ucraina».
L’ambasciata russa a Washington ha sostenuto che interrompere il commercio energetico russo mentre le forniture mediorientali sono interrotte potrebbe rivelarsi oneroso per gli Stati Uniti, definendolo un «invito a prezzi sempre più alti alla pompa»mettendo in guardia sul fatto che un’escalation contemporanea delle tensioni con Mosca e Pechino rappresenterebbe una situazione geopolitica perdente per tutti e «farebbe solo il gioco dei guerrafondai euro-atlantici».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Le sanzioni statunitensi contro la Russia hanno una storia stratificata che risale alla Guerra Fredda, ma il loro sviluppo moderno inizia negli anni 2010. Un primo passo significativo è stato il Magnitsky Act del 2012, che colpiva funzionari russi ritenuti responsabili della morte del avvocato Sergej Magnitskij, imponendo divieti di visto e congelamento di beni.
La svolta più rilevante arriva nel 2014, quando l’annessione della Crimea e il sostegno russo ai separatisti nel Donbass hanno spinto Washington, in coordinamento con l’Unione Europea, a varare sanzioni contro individui, banche ed entità legate al settore energetico e della difesa russo.
Nel 2017 il Congresso USA ha approvato il CAATSA (Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act), che formalizza e rafforza le misure esistenti, includendo anche le accuse di interferenza nelle elezioni presidenziali del 2016.
La fase più drastica si apre nel febbraio 2022, con l’invasione russa dell’Ucraina: gli Stati Uniti, insieme a decine di Paesi alleati, hanno imposto sanzioni senza precedenti su banche centrali, sistema SWIFT, oligarchi, esportazioni tecnologiche e settore energetico, con un’escalation progressiva negli anni successivi. Una vera e propria guerra economica, forse la prima definibile come tale.
Aiuta Renovatio 21
Di contro, l’Unione Europea ha adottato in totale 21 pacchetti di sanzioni contro la Russia dall’inizio dell’invasione su larga scala nel febbraio 2022. L’ultimo in ordine di tempo, il 21° pacchetto di misure restrittive, ha ricevuto il via libera formale del Consiglio UE il 23 luglio 2026, al termine della procedura scritta, e include il più alto numero di individui inseriti nelle liste sanzionatorie degli ultimi quattro anni: un totale di 218 soggetti, di cui 48 persone fisiche e 170 entità.
Il pacchetto punta a colpire i settori con il maggiore impatto sull’economia russa e sulla capacità di sostenere la guerra in Ucraina, introducendo tra le novità anche la possibilità di un divieto totale nei confronti di Paesi terzi per i servizi legati alle criptovalute, come deterrente contro chi aiuta la Russia a eludere le sanzioni
Va ricordato che il primo pacchetto risale in realtà al 2014, dopo l’annessione della Crimea, ma la numerazione «a pacchetti», arrivata alla grottesca cifra di 21, così come viene comunemente citata si riferisce soprattutto all’escalation avviata dal 2022 in poi.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
Trump annuncia l’accordo sulla Groenlandia
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Politica1 settimana faSì, vogliamo i funerali di Stato per Emma Bonino
-



Vaccini1 settimana faI dati sulla mortalità rivelano «segnali di allarme allarmanti» in seguito alla campagna di vaccinazione contro il COVID
-



Vaccini3 giorni faIsraele e Pfizer sapevano che il vaccino COVID causava una patologia cardiaca fatale, ma hanno taciuto per mesi
-



Misteri1 settimana faStorie misconosciute dell’11 settembre
-



Politica1 settimana fa«Il tradimento dei chierici»: quelli che volevano la Bonino presidente
-



Persecuzioni2 settimane faL’UE potrebbe ordinare alla Chiesa cattolica la cancellazione dei registri battesimali
-



Intelligenza Artificiale1 settimana faRicercatore AI avverte: «sistemi sovrumani che acquisiscono potere e risorse reali»
-



Salute1 settimana fa«Non è la solita storia di coaguli»: gli scienziati chiedono di indagare sugli strani coaguli di sangue bianchi










