Geopolitica
Al Shabaab uccide 16 persone in un hotel a Mogadiscio. Con i milioni del contribuente italiano?
Un attacco terroristico a un famoso hotel nella capitale somala che ha provocato la morte di almeno 16 persone, tra cui cinque aggressori, si è concluso domenica con il drammatico salvataggio di oltre 200 persone dopo un violento scontro a fuoco.
L’attacco è stato l’ultimo di una serie di attacchi mortali perpetrati in tutto il Corno d’Africa da Al Shabaab, un gruppo militante legato ad Al Qaeda, mentre il gruppo cerca di alimentare il caos e minare il governo della Somalia.
Un attacco terroristico a un famoso hotel nella capitale somala che ha provocato la morte di almeno 16 persone, tra cui cinque aggressori, si è concluso domenica con il drammatico salvataggio di oltre 200 persone dopo un violento scontro a fuoco
Gli attacchi di Shabaab sono aumentati negli ultimi mesi anche se la Somalia ha lottato per contenere la pandemia di coronavirus, ha subito inondazioni improvvise che hanno sfollato decine di migliaia di persone ed è stata sciamata da locuste del deserto che minacciano l’approvvigionamento alimentare, riporta il New York Times.
L’attacco all’Elite Hotel di Mogadiscio è iniziato domenica pomeriggio dopo che un’autobomba è esplosa ai cancelli dell’hotel, che si trova a Lido Beach, popolare destinazione dell’Oceano Indiano e simbolo della rinascita del Paese dalla guerra civile.
Cercando di capitalizzare l’instabilità politica, gli Shabaab hanno continuato a portare attacchi mortali.
a scorsa settimana, 19 guardie e detenuti nella prigione centrale di Mogadiscio sono stati uccisi dopo che i militanti Shabaab, tentando di fuggire dalla prigione, sono riusciti a mettere al sicuro le armi e poi hanno ingaggiato le forze di sicurezza in una sparatoria.
L’attacco è stato l’ultimo di una serie di attacchi mortali perpetrati in tutto il Corno d’Africa da Al Shabaab, un gruppo militante legato ad Al Qaeda, mentre il gruppo cerca di alimentare il caos e minare il governo della Somalia
A luglio, il gruppo ha effettuato attacchi alle forze di sicurezza in due delle più grandi città della Somalia. E a giugno, lo Shabaab, le cui tattiche sono diventate più sofisticate nonostante le defezioni e gli attacchi aerei degli Stati Uniti, hanno attaccato un’importante base militare turca a Mogadiscio.
A gennaio, il gruppo estremista ha invaso anche una base militare keniota che ospitava le truppe degli Stati Uniti, pochi giorni dopo che era stato sospettato di aver condotto l’attacco che ha ucciso 82 persone a Mogadiscio, più mortale nel Paese da anni.
Soprattutto, gli italiani ricordano Al Shabaab perché proprio a questo gruppo terrorista è stato pagato il riscatto della aspirante cooperante Silvia Romano, liberata poi con l’evidente aiuto dei servizi turchi.
Gli italiani ricordano Al Shabaab perché proprio a questo gruppo terrorista è stato pagato il riscatto della aspirante cooperante Silvia Romano
La ragazza tornò in Italia convertita all’Islam, nel costume tipico delle donne di Shabaab, cosa che suscitò la finta commozione del mondo progressista e della chiesa cattolica. La conversione della ragazza mentre era catturata cominciò ad essere presentata come un grande valore spirituale
Flavio Briatore, imprenditore con interessi turistici nell’area, in una trasmissione TV diede un’opinione diversa: «Si è convertita ad Al-Shabaab, non all’Islam». «Garantito», ribadì il Briatore. Cioè al gruppo che ha commesso ora l’ennesima strage di innocenti, l’ultima di una lunga serie, di cui, al momento della liberazione della ragazza, in molti sembravano essersi dimenticati.
«Si è convertita ad Al-Shabaab, non all’Islam» disse Flavio Briatore
Il riscatto pagato ai terroristi per Silvia Romano, negato dai governanti, si aggirerebbe attorno ai 4 milioni di dollari, ma c’è chi ha detto che si sarebbe trattato invece di 10 o persino 40 milioni.
Il riscatto pagato ai terroristi per Silvia Romano, negato dai governanti, si aggirerebbe attorno ai 4 milioni di dollari, ma c’è chi ha detto che si sarebbe trattato invece di 10 o persino 40 milioni.
È lecito chiedersi quello che in quei giorni molti si chiedevano: com’è possibile non comprendere che con questi riscatti si incoraggia e si finanzia materialmente il terrorismo?
Oggi, a pochi giorni dalla strage di Mogadiscio, registriamo un certo silenzio da parte dei media italiani, che non ci hanno risparmiato i dettagli sulle sue visite dall’estetista, ma che a quanto pare dei turisti massacrati dagli Shabaab non vogliono occuparsi, forse perché significherebbe ritirare fuori la storia del riscatto.
Com’è possibile non comprendere che con questi riscatti si incoraggia e si finanzia materialmente il terrorismo?
Lo stesso silenzio all’epoca lo notammo anche per un’altra storia assai succulenta per il giornalista, cioè quella della «Vedova Bianca» Samantha Lewthwaite, un personaggio che sembra uscito da uno 007, una giovane ragazza britannica che si è trasformata nella mente di mostruosi attacchi terroristici, installandosi proprio nel Corno d’Africa con gli Shabaab.
Secondo un articolo del 2018 del Daily Star, la Vedova bianca «ha fatto da mentore a dozzine di donne terroriste e favorisce le convertite bianche all’Islam perché ritiene che attirino meno sospetti da parte dei servizi di sicurezza». Niente, neanche questo ha solleticato l’interesse dei giornalisti quest’anno, anche se magari tutti hanno visto il serial Homeland.
Crediamo fortemente che ci sia un grave problema di credibilità – oltre che di capacità di generare intrattenimento – nella stampa attuale.
Crediamo fortemente che ci sia un grave problema di credibilità – oltre che di capacità di generare intrattenimento – nella stampa attuale
Con bombe che ammazzano la gente in spiaggia ed immigrati africani che arrivano sulle nostre coste a frotte, non è l’unico nostro problema.
Immagine delle rovine dopo l’attacco con autobomba di Al Shabaab a Mogadiscio il 15 ottobre 2017
Geopolitica
Il negoziatore iraniano: Trump ha mentito sette volte in un’ora
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto sette affermazioni in un’ora dopo che Teheran ha annunciato la riapertura temporanea dello Stretto di Ormuzzo, e tutte sono false, ha dichiarato Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore.
Venerdì, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che la via navigabile, che gestisce circa il 25% del commercio mondiale di petrolio greggio, è «completamente aperta» alle navi commerciali per il resto dei dieci giorni di cessate il fuoco tra Israele e Libano. L’annuncio ha fatto scendere i prezzi del petrolio di circa il 10%.
Sabato, tuttavia, Teheran ha fatto marcia indietro, affermando che lo Stretto ormusino è «tornato al suo stato precedente» ed è nuovamente sotto la «stretta gestione e il controllo» delle sue forze armate.
Funzionari iraniani hanno affermato che la rinnovata chiusura è stata causata dal rifiuto di Washington di revocare il blocco dei porti iraniani, imposto dagli Stati Uniti lunedì dopo il fallimento del primo round di colloqui con Teheran in Pakistan durante il fine settimana. Hanno accusato gli Stati Uniti di «pirateria e furto marittimo».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Venerdì, in una serie di post su Truth Social in risposta all’annuncio iniziale dell’Iran sulla riapertura temporanea del canale, Trump ha affermato che il blocco navale «rimarrà pienamente in vigore» fino a quando le parti non raggiungeranno un accordo di pace, aggiungendo che l’Iran «ha accettato di non chiudere mai più lo Stretto di Ormuzzo», che l’apertura del canale «non è in alcun modo legata al Libano» e che la maggior parte dei punti di un accordo di pace definitivo sono già stati negoziati tra le parti.
Venerdì, in un post su X, Ghalibaf ha risposto a Trump affermando che il presidente degli Stati Uniti «ha fatto sette affermazioni in un’ora, tutte e sette false».
Gli americani «non hanno vinto la guerra con queste menzogne, e certamente non otterranno nulla nemmeno nei negoziati», ha affermato. Secondo il presidente del parlamento, il controllo dello Stretto di ermisino «sarà determinato sul campo, non sui social media».
«La guerra mediatica e la manipolazione dell’opinione pubblica sono elementi importanti della guerra, e la nazione iraniana non si lascia influenzare da questi stratagemmi», ha affermato il Ghalibaffo.
L’Iran non ha ancora acconsentito a un nuovo ciclo di negoziati con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato sabato dall’agenzia di stampa di Stato iraniana Tasnim. Secondo le sue fonti, Teheran esita a riprendere il dialogo a causa del protrarsi del blocco navale americano e delle eccessive richieste di Washington durante i colloqui.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Tasnim News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International; immagine ingrandita
Geopolitica
Trump: cessate il fuoco concordato tra Israele e Libano
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Geopolitica
L’Iran dichiara Ormuzzo «completamente aperto» a tutte le navi commerciali
Il passaggio attraverso lo Stretto di Ormuzzo per tutte le navi commerciali è ora completamente aperto, ha dichiarato venerdì il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi. Ha aggiunto che la via navigabile rimarrà aperta per tutta la durata del cessate il fuoco in Libano.
L’annuncio di Araghchi è giunto poco dopo l’entrata in vigore di una tregua di 10 giorni tra le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e il gruppo militante Hezbollah in Libano, che ha rappresentato uno dei principali ostacoli a un accordo di pace tra Iran e Stati Uniti.
Scrivendo su X, il ministro iraniano ha dichiarato che «in linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio di tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto ormusino è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco».
Sostieni Renovatio 21
Ha tuttavia precisato che alle navi sarebbe stato consentito di navigare lungo la «rotta coordinata già annunciata dall’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell’Iran», lasciando intendere che lo stretto rimarrà sotto il controllo di Teheran.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto all’annuncio di Araghchi sul suo account Truth Social, ringraziando apparentemente Teheran per la completa riapertura dello «Stretto dell’Iran».
Lo Stretto ermisino è chiuso da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco non provocato contro l’Iran alla fine di febbraio. La chiusura ha fatto impennare i prezzi dell’energia e scosso l’economia globale, interrompendo una delle arterie commerciali più importanti del mondo, che gestisce circa il 20% delle esportazioni globali di petrolio greggio.
Nei minuti successivi all’annuncio di Araghchi, i prezzi del petrolio sono crollati di oltre il 10%, con il greggio che ha toccato poco più di 83 dollari al barile e il Brent che si è attestato intorno agli 88 dollari.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
-



Occulto1 settimana faGli USA sono sotto il controllo di cinque demoni-generali: parla l’esorcista
-



Pensiero1 settimana faPerché Trump attacca il papa?
-



Pensiero1 settimana faPresidenti USA ricattati da Israele: Tucker Carlson risponde a Trump
-



Spirito2 settimane faIl Pentagono minaccia il papato con la cattività di Avignone. Perché la notizia esce ora?
-



Vaccini6 giorni faElon Musk ha subito danni dal vaccino COVID. Ex dirigente Pfizer ammette: il siero potrebbe aver ucciso migliaia di persone
-



Storia2 settimane faVaccini, la storia del movimento anti-obbligo dell’epoca vittoriana
-



Epidemie2 settimane faAvanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini
-



Salute1 settimana faI malori della 15ª settimana 2026















