Immigrazione
Le stazioni, i non-luoghi dell’anarco-tirannia
Il recente crimine verificatosi alla Stazione Termini e perpetrato da una ghenga di immigrati che ha lasciato in fin di vita un funzionario statale, non è altro che uno dei tanti episodi di violenza e spudorata prevaricazione che ormai da alcuni anni si verificano su treni e stazioni.
Le stazioni di treni, metro ed autobus in particolare possono ormai essere definite «non luoghi» per usare un concetto coniato dall’antropologo francese Marc Augé (1935-2023) ossia spazi privi d’identità, di valore relazionale e di storia. Non-luoghi dell’anarco-tirannia e gangli grandi suoi motori nel contesto urbano europeo, aggiungiamo noi.
Pensiamo alle grandi stazioni attorno alle quali gravitano in Italia e in tutta Europa, ceffi e genghe di ogni sorta pronte ad avventarsi sullo studente o sul pendolare di turno ma anche a piccole stazioni di paese, prive di personale ferroviario, fornite di biglietterie automatiche e sostanzialmente non sottoposte ad alcun tipo di controllo.
Pensiamo anche al fatto che molti di noi prendono il treno per andare a lavorare, per ragioni personali o anche solo per una gita fuoriporta. Quasi tutti prima o poi passano da una stazione o prendono un mezzo pubblico.
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Per cui il pendolare, spesso e volentieri esponente di una classe media lavoratrice oppressa da tasse, balzelli e multe di ogni genere si trova a dover temere per la vita sua o dei suoi cari, a causa di un vero e proprio percorso di guerra giornaliero in cui può incappare in belve su due gambe che anche lui mantiene con i suoi contributi.
Quindi potremmo definire le stazioni non-luoghi fondamentali dell’anarcotirannia, spazi in cui si ricorda al cittadino onesto che la sua vita è esposta ad un pericolo inimmaginabile fino a qualche anno fa, tanto nelle grandi città quanto in quella che abbiamo più volte definito «provincia sonnacchiosa».
Molte stazioni, soprattutto durante gli orari notturni appartengono ormai anche alle cosiddette «no go-zone», quei luoghi in cui lo Stato anarcotirannico abdica a sè stesso, non riesce a controllare o decide scientemente di non farlo, dicendo praticamente ai cittadini «lasciate ogni speranza voi che entrate».
Ed ecco che la stessa libertà di movimento, di uscire di casa e vivere la propria vita, sparisce completamente ed ecco che molti pianificano viaggi che non arrivino a destinazione la notte per evitare guai con conseguente dispendio di denaro e di tempo.
Sappiamo bene che il potere anarcotirannico non è alieno a ciò, basti pensare ai lockdowns della dittatura biotica di cui abbiamo parlato negli anni passati, considerando che anche alle bestie selvatiche si lascia la libertà di andarsene in giro per la foresta. Oggi anche le belve hanno più libertà e più importanza di noi basti pensare a quanti lupi scorrazzino indisturbati fuori dalle nostre case.
Lo abbiamo scritto più volte, il problema ha ormai risvolti di controllo, reale, pratico del territorio, quindi di tipo militare, sembra però che nessuno sia disposto a farsene carico.
E torniamo a parlare anche di necrocultura, perché l’anarcotirannia è intimamente collegata ad essa, ne è parte integrante. Come sempre le vittime da sacrificare, le vittime designate siete voi. Qualcuno, da qualche parte vi vuole morti, vuole la vostra rovina.
Ancora una voltra: siete disposti ad accettarlo?
Victor García
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Immagine di AMANO Jun-ichi via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
Immigrazione
Islamabad ascrive i crimini del pedofilo pakistano all’educazione britannica
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Immigrazione
Il 53% dei sospettati di stupro di gruppo in Germania sono stranieri
Nel 2025, la percentuale di stranieri coinvolti in stupri di gruppo ha raggiunto un livello record, attestandosi al 53%. In totale, 751 vittime sono state vittime di stupri di gruppo nel Paese. I dati provengono da una risposta del governo federale tedesco a una richiesta parlamentare del partito Alternativa per la Germania (AfD).
Secondo le statistiche, il 53% dei sospettati – per un totale di 574 persone – non possedeva la cittadinanza tedesca nei casi di stupro di gruppo. Suddivisi per nazionalità, 110 sospettati provenivano dalla Siria, 64 dall’Afghanistan, 46 dall’Iraq, 44 dalla Turchia e i restanti da altri Paesi, come riportato da Focus Online. Tra le vittime, l’80% erano cittadini tedeschi.
Sebbene il rapporto riveli che 509 sospettati provenissero dalla Germania, i dati relativi a un possibile background migratorio tra i cittadini tedeschi non sono stati registrati separatamente. Studi precedenti hanno dimostrato che, analizzando i nomi di battesimo dei sospettati di stupro di gruppo, il 75% dei casi è commesso da individui con un nome di battesimo straniero.
L’elevato numero di stranieri coinvolti in casi di stupro di gruppo si verifica in un momento in cui sempre più stranieri hanno ottenuto la cittadinanza tedesca, scrive Remix News. Milioni di migranti possiedono inoltre la doppia cittadinanza e, ogni volta che commettono stupri, omicidi o furti, i loro crimini vengono registrati come «tedeschi» nelle statistiche federali sulla criminalità.
L’AfD ha chiesto al ministero dell’Interno tedesco di iniziare a suddividere le statistiche sulla criminalità non solo in base alla cittadinanza, ma anche in base al background migratorio, il che consentirebbe alle autorità tedesche di valutare il livello di integrazione e i tassi di criminalità tra i cittadini tedeschi di origine straniera.
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«Sebbene la questione sia all’ordine del giorno politico da anni, è evidente la mancanza di misure politiche e legali efficaci per prevenire questi crimini», ha dichiarato a Die Welt Stephan Brandner, politico dell’AfD, commentando il fatto che il 72% di tutti i casi risolti riguarda un sospettato già noto alle forze dell’ordine.
«Questo dimostra un fallimento clamoroso della magistratura, delle autorità di sicurezza e della politica. Ciò richiede un’azione penale coerente, procedure più rapide, sanzioni più severe e, nel caso di autori stranieri, la revoca sistematica del permesso di soggiorno. Solo in questo modo le donne possono essere efficacemente protette da tali atti», ha affermato Brandner.
Durante una seduta del Bundestag all’inizio di questo mese, la leader di Alternativa per la Germania (AfD), Alice Weidel, ha descritto un caso di Norimberga in cui alcuni migranti avrebbero soggiogato delle ragazze minorenni con droghe e le avrebbero costrette alla prostituzione. Il suo intervento è stato accolto da forti interruzioni in plenaria, tra cui risate. Secondo i verbali ufficiali del Bundestag, una deputata in particolare, Katrin Fey del partito Die Linke, ha riso proprio in quel punto del discorso.
La Weidel ha poi parlato delle conseguenze delle politiche migratorie sulla sicurezza interna. Weidel ha affermato che «i reati violenti, sessuali e osceni non sono ‘fredde statistiche’, ma compagni quotidiani di paura e “preoccupazione per i nostri figli”».
La presidente dell’AfD ha poi illustrato nel dettaglio il caso avvenuto alla stazione centrale di Norimberga, dove giovani uomini provenienti da Siria, Iraq, Pakistan e paesi del Nord Africa avrebbero spinto ragazze di età compresa tra i 13 e i 18 anni, provenienti da situazioni di precarietà, verso la tossicodipendenza per costringerle alla prostituzione.
Nel marzo di quest’anno, Jan van Aken, all’epoca co-leader del partito della Sinistra tedesca, ha affermato, durante la sua partecipazione a un podcast condotto da Ben Berndt, che i casi più eclatanti di stupro di gruppo coinvolgevano esclusivamente uomini bianchi.
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Immigrazione
Cosa contiene il rapporto sulle «Grooming gang» di pakistani pedofili che tormentano la Gran Bretagna?
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