Intelligenza Artificiale
L’«apartheid automatizzato» ottenuto con i software di riconoscimento facciale in Israele: Amnesty International
Israele fa sempre più affidamento sul riconoscimento facciale nella Cisgiordania occupata per rintracciare i palestinesi e limitare il loro passaggio attraverso i checkpoint chiave, secondo un nuovo rapporto, un segno di come la sorveglianza alimentata dall’Intelligenza Artificiale possa essere usata contro un gruppo etnico. Lo riporta il New York Times.
Ai posti di blocco ad alta recinzione di Hebron, i palestinesi stanno davanti alle telecamere di riconoscimento facciale prima che gli venga permesso di attraversare. Mentre i loro volti vengono scansionati, il software – noto come Red Wolf – utilizza un sistema di codifica a colori di verde, giallo e rosso per guidare i soldati sull’opportunità di lasciar andare la persona, fermarli per interrogarli o arrestarli, secondo il rapporto di Amnesty International.
Quando la tecnologia non riesce a identificare qualcuno, i soldati addestrano il sistema aggiungendo le loro informazioni personali al database.
Israele ha a lungo limitato la libertà di movimento dei palestinesi, ma i progressi tecnologici stanno dando alle autorità nuovi potenti strumenti. È l’ultimo esempio della diffusione globale dei sistemi di sorveglianza di massa, che si basano sull’A.I. imparare a identificare i volti delle persone sulla base di grandi archivi di immagini.
A Hebron e Gerusalemme Est, la tecnologia si concentra quasi interamente sui palestinesi, secondo il rapporto di Amnesty, segnando un nuovo modo per automatizzare il controllo dei confini interni che separano le vite di palestinesi e israeliani. Amnesty ha definito il processo «apartheid automatizzato». Israele ha fortemente negato di gestire un regime di apartheid.
L’uso da parte di Israele del riconoscimento facciale ai posti di blocco si basa su altri sistemi di sorveglianza implementati negli ultimi anni. Dalle proteste nel quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme est per lo sgombero delle famiglie palestinesi nel 2021, la presenza di telecamere è aumentata nell’area, molto probabilmente a supporto di un sistema di videosorveglianza del governo israeliano in grado di riconoscere i volti noto come Mabat 2000, secondo Amnesty.
«In una passeggiata nell’area, i ricercatori di Amnesty hanno riferito di aver trovato da una a due telecamere ogni 15 piedi. Alcuni sono stati realizzati da Hikvision, il produttore cinese di telecamere di sorveglianza, e altri da TKH Security, un produttore olandese» scrive il NYT.
Le forze governative usano anche le fotocamere dei loro telefoni. Le autorità israeliane hanno un’app di riconoscimento facciale, Blue Wolf, per identificare i palestinesi, secondo Breaking the Silence, un’organizzazione che ha assistito Amnesty e raccoglie testimonianze di soldati israeliani che hanno lavorato nei territori occupati.
Secondo il rapporto di 82 pagine di Amnesty e le testimonianze di Breaking the Silence, i soldati usano l’app per fotografare i palestinesi per strada o durante i raid domestici per registrarli in un database centrale e per verificare se sono ricercati per l’arresto o l’interrogatorio.
Come riportato da Renovatio 21, la tecnologia di riconoscimento facciale è ovunque presente nell’incubo biototalitario elettronico della Cina comunista, dove sarebbe perfino usata per rilevare la «fedeltà al partito», oltre che nella sorveglianza della minoranza uigura. Un video pubblicato di recente mostra come vi siano occidentali che festeggino davanti ad un distributore automatico che, invece che chiederti danaro, ti scansiona la faccia e te lo preleva elettronicamente.
Ma non solo la Repubblica Popolare ne fa uso: è stato proposto in Gran Bretagna di utilizzare la face recognition per impedire ai non vaccinati di entrare al pub. In Corea la tecnica è stata testata per l’individuazione di persone positive al COVID; identica cosa è stata fatta per gli Emirati Arabi Uniti. Il riconoscimento facciale, è emerso il mese scorso, è utilizzato anche dalla polizia spagnuola per identificare i sospetti.
L’Uganda, che avrebbe acquistato la tecnologia dai cinesi, l’avrebbe utilizzata per reprimere il dissenso durante le proteste antigovernative. Israele la utilizzerebbe invece per il controllo dei palestinesi. Bambini sospettati di crimini sono monitorati in tempo reale via riconoscimento facciale in Argentina.
Un uso controverso della face recognition è ora implementato in Ucraina.
La Face Recognition è soggetta a pericolosi errori: l’anno scorso è stato arrestato un uomo della Georgia per supposti crimini commessi nello Stato americano della Lousiana, dove non era mai stato in vita sua. In un episodio recente che ha attirato l’attenzione dei media, la tecnologia di scansione facciale è stata utilizzata per rimuovere una madre dalla sala concerti newyorkese Radio City Music Hall a causa della sua affiliazione con uno studio legale in contenzioso contro i proprietari del locale.
Tuttavia, c’è anche l’esempio del Texas, che quest’anno ha denunziato Facebook per centinaia di miliardi di dollari inerentemente alla questione del riconoscimento facciale.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa il Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie della Chiesa Ortodossa Cirillo I ha preso posizione contro l’idea di una società basata sul controllo elettronico dei corpi umani.
Come riportato da Renovatio 21, Israele domina anche il mercato della sorveglianza tramite spionaggio elettronico, con spyware come il Pegasus, prodotti di società legati ad ex-membri dell’Unità 8200, corpo di élite di guerra informatica dello Stato ebraico.
A ciò va aggiunto che centinaia di ex spie israeliane hanno ruoli di primo piano in Google, Facebook, Microsoft e Amazon.
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Musk definisce i vertici di OpenAI «stronzi inaffidabili»
Il miliardario del settore tecnologico Elon Musk ha definito i dirigenti di OpenAI «idioti totalmente inaffidabili» dopo che l’azienda ha annunciato l’intenzione di ritirare i propri modelli di intelligenza artificiale da Cursor in seguito all’acquisizione della piattaforma di programmazione da parte di SpaceX.
Musk, che ha co-fondato OpenAI nel 2015 insieme all’attuale CEO Sam Altman, al presidente Greg Brockman e ad altri sviluppatori e ricercatori, ha abbandonato la società tre anni dopo a causa della sua linea e da allora è impegnato in un’aspra controversia pubblica e legale con la dirigenza.
All’inizio di questo mese, SpaceX ha perfezionato l’acquisto di Anysphere, la società che ha realizzato Cursor, per 60 miliardi di dollari: si tratta di un software che consente ai programmatori di accedere a modelli di iItelligenza Artificiale di diverse aziende.
Venerdì, OpenAI ha comunicato all’improvviso l’intenzione di sospendere l’accesso degli utenti di Cursor ai propri modelli, con una «data di chiusura proposta» fissata al 12 novembre. L’azienda ha spiegato di non poter garantire che «SpaceX utilizzerà la nostra tecnologia nel rispetto dei nostri termini di servizio, in base alla nostra esperienza con le società di Elon Musk che hanno violato i contratti».
«Non me ne potrebbe importare di meno. Altman e Greg Stockman sono due idioti assolutamente inaffidabili che hanno rubato un’organizzazione no-profit open source», ha scritto Musk su X sabato.
I couldn’t care less. Scam Altman and Greg Stockman are utterly untrustworthy assholes who stole an open source nonprofit.
— Elon Musk (@elonmusk) August 29, 2026
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Secondo il co-fondatore Michael Truell, i modelli OpenAI rappresentano circa il 5% del traffico utenti di Cursor e l’azienda è in trattative con OpenAI per risolvere la controversia. Truell ha evidenziato che Cursor è stata una delle prime società clienti di OpenAI e che si è fidata della piattaforma dell’azienda, considerandola un’infrastruttura «neutrale» per la propria attività.
OpenAI ha dichiarato che l’accordo con Cursor le consente di recedere dal contratto entro un periodo limitato in caso di cambio di controllo, pur non avendo accusato la piattaforma stessa di aver violato i termini dell’intesa.
Anthropic, uno dei principali concorrenti di OpenAI, ha immediatamente colto l’occasione per sfruttare la disputa, annunciando che avrebbe incrementato la capacità di calcolo per supportare i propri modelli Claude su Cursor dopo l’annuncio del blocco.
Musk, che in origine aveva investito circa 38 milioni di dollari nell’iniziativa, ha citato in giudizio OpenAI nel 2024, sostenendo di essere stato indotto in errore e di aver finanziato l’azienda nella convinzione che sarebbe rimasta un’organizzazione senza scopo di lucro. La società, che oggi ha una capitalizzazione di mercato di circa 850 miliardi di dollari, si è nel frattempo ristrutturata: la società madre senza scopo di lucro mantiene il controllo e una partecipazione nella divisione a scopo di lucro che gestisce ChatGPT.
Durante il procedimento giudiziario, Musk ha accusato OpenAI di aver violato l’impegno fondante adottando un modello orientato al profitto e stringendo una stretta alleanza con Microsoft, una partnership che, secondo le testimonianze, è costata a Microsoft oltre 100 miliardi di dollari in infrastrutture e finanziamenti diretti. Il miliardario ha ripetutamente accusato Altman di aver «rubato un ente di beneficenza» e si è definito uno «sciocco» per aver fornito all’azienda un sostegno finanziario iniziale.
A maggio, una giuria federale statunitense ha respinto le pretese di Musk, ritenendo che avesse atteso troppo a lungo prima di intentare causa e che avesse superato i termini di legge. Musk ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro la sentenza. La causa di due anni fa citava «profondi rischi per la società e l’umanità».
Altman, oggetto dei suoi strali (lo chiama «Scum Altman», ossia «fregatura Altman»), è stato accusato anche altrove di essere un «megalomane».
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa Elone aveva presentato con un consorzio di investitori un‘offerta da 97,4 miliardi di dollari per acquisire OpenAI.
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L’idea di Musk per superare la concorrenza, e i problemi che sorgeranno con la costruzione di immani data-center, è quella di sfruttare le capacità spaziali di SpaceX (la cui fusione con l’azienda di IA muskiana xAI) e piazzare in orbita satelliti che compiano calcoli di Intelligenza Artificiale sfruttando il freddo siderale e l’energia solare presente ad abundatiam.
L’idea di Musk è quella di spostare i data center – ingombranti ed energivori – nello spazio, dove non solo c’è spazio, senza rischi ambientali (i colossi che stanno costruendo centrali IA stanno incontrando resistenze da parte dei locali e delle autorità ambientali), ma soprattutto c’è energia, data dal sole senza la schermatura dell’atmosfera.
Tale prospettiva, chiamata orbital compute, è perseguita anche dal miliardario patron di Amazon – e di Blue Origin, altra azienda che compie voli spaziali con razzi riutilizzabili – Jeff Bezos, che la ha annunciata ad un incontro a Torino anni fa.
Per la costruzione di tali infrastrutture orbitali Musk pare ora stia puntando anche alla Luna, dove intende costruire potenti lanciatori di massa (mass driver) in grado di sparare nello spazio strutture e risorse dal nostro satellite.
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Immaigine di Steve Jurvetson via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
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I casi di AI fuori controllo sono raddoppiati
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Intelligenza Artificiale
Quando Unabomber consigliava: non studiate matematica, sarà presto appaltata all’AI
Unabomber, terrorista considerato assassino seriale per la scia di morte che ha disseminato negli USA per anni con i suoi pacchi postali esplosivi mandati a professori universitari e linee aeree (da cui il nome datogli dalle autorità inquirenti, l’acronimo UNA, University and Airline), sembrava aver una chiara precognizione di cosa sarebbe accaduto con l’Intelligenza Artificiale.
Rispondendo dal carcere ad una delle tante lettere che riceveva, Theodor Kaczynsky (1942-2023) rispondeva che lo studio delle matematiche presto non avrebbe più avuto senso, perché sarebbero state le macchine – la cui ascesa era al centro del suo pensiero e della sua opera terrorista – ad occuparsene.
Il Kaczynski tra il 1978 e il 1995, uccise 3 persone e ne ferì altre 23 in una campagna nazionale di attentati con pacchi bomba contro coloro che, secondo il suo pensiero, promuovevano la tecnologia moderna e distruggevano l’ambiente naturale. Dopo una vastissima caccia durata anni, ie autorità USA sono riuscite a rintracciarlo dopo che il fratello aveva riconosciuto il suo stile in un manifesto che aveva inviato a diverse testate giornalistiche. Il documento, intitolato «La società industriale e il suo futuro» fu pubblicato dal Washington Post e del New York Times nel 1995
Nella sua giovinezza, Kaczynski era stato riconosciuto come una delle più grandi menti matematiche dell’intero Paese, a nemmeno 16 anni era già studente universitario ad Harvard, a 25 era già divenuto assistente professore all’Università della California di Berkeley.
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È fondamentale rilevare come il Kaczynski sia da alcuni considerato una possibile vittima del programma di controllo mentale della CIA chiamato MK Ultra, una serie di esperimenti terrificanti e illegali che i servizi americani conducevano, grazie a psichiatri compiacenti in operazioni anche molto elaborate, sulla stessa popolazione americana.
Appena entrato sedicenne ad Harvard, il piccolo, geniale Kaczynski fu sottoposto ad un mostruoso esperimento psicologico che durò tre anni, dal 1959 al 1962.
Della crudeltà di questo evento parla in Harvard and the Unabomber di Alston Chase e riassunto in Mind Wars: Brain Research and the Military in the 21st Century («Guerre mentali: la scienza del cervello e l’esercito nel 21° secolo») di Jonathan Moreno, filosofo e bioeticista americano figlio del padre della tecnica psicoterapica dello psicodramma Jacob Levy Moreno. Della faccenda parla anche il recente libro sui crimini medici, The Icepick Surgeon: Murder, Fraud, Sabotage, Piracy, and Other Vile Deeds Perpetered in Name of Science («Il chirurgo con il rompighiaccio: omicidio, frode, sabotaggio, pirateria e altri atti vili perpetrati in nome della scienza»).
L’esperimento – ma sarebbe più corretto dire la tortura – era in gestione a Henry A. Murray, uno psichiatra proveniente dal patriziato di Nuova York, noto per i suoi interessi junghiani e per aver supervisionato nel 1960 gli esperimenti harvardiani con droghe psichedeliche del collega psichiatra Timothy Leary, poi divenuto trafficante latitante e guru della controcultura drogastica degli anni Sessanta.
Dalla fine del 1959 all’inizio del 1962, l’operazione di Murray selezionò 22 studenti universitari di Harvard e cercò di misurare le loro risposte allo stress estremo. Murray affermava di sottoporre le sue cavie umane ad attacchi «veementi, radicali e personalmente offensivi”. La sua esperienza avrebbe specificamente adattato la decostruzione psichica all’ego, alle idee care e alle convinzioni dell’individuo. Successivamente, chiedeva ai soggetti di vedere ripetutamente il filmato di se stessi che subivano abusi.
Kaczynski aveva 17 anni quando iniziò l’esperimento triennale. Secondo quanto mostrato anche nella riuscita serie TV Manhunt: Unabomber, Murray si era prima ingraziato il ragazzino, divenendogli amico – qualcosa di assolutamente importante per un bambino prodigio nemmeno maggiorenne, e di famiglia non abbiente come quelle dei rampolli che solitamente finiscono senza meriti Harvard, che era appena arrivato nel contesto del campus, lontano dai suoi cari e con chissà quali ansie.
Murray incoraggiò il giovane Ted a scrivere le sue idee, per poi complimentarsi con lui, e stabilire un rapporto estremamente amicale. Nell’esperimento, poi, lo psichiatra capovolgeva la situazione, dava appuntamento in uno spazio chiuso al ragazzino dove lo insultava, assieme ad altre persone, dicendo che il suo pensiero non valeva niente, e arrivando a dirgli – secondo quanto riportato – che anche sua madre non aveva considerazione di lui.
Sulla tortura ricevuta dal giovane genio matematico ad Harvard uscirà a fine settembre un film Netflix con Russel Crowe nel ruolo del malvagio psichiatra autore dei crudeli esperimenti sugli esseri umani, secondo alcuni parte del famigerato progetto di controllo mentale CIA chiamato MK Ultra, che è ancora invocato nei casi di terrorismo recente come gli attentati a Trump.
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Egregio Signor,
Nella Sua lettera del 14 dicembre, Lei mi chiede se la matematica sia un’attività che valga la pena intraprendere. La matematica non è assolutamente un’attività che valga la pena intraprendere! Riesco a immaginare solo tre possibili ragioni per studiare matematica:
(1) Divertimento.
(2) Promuovere il progresso tecnologico.
(3) Promuovere la propria carriera.
La ragione (1) è innocua; ma non si definisce il divertimento un’attività che valga la pena intraprendere; è semplicemente un passatempo.
Per quanto riguarda la ragione (2), la tecnologia moderna è la cosa peggiore che sia mai capitata al mondo, e promuoverne il progresso è a dir poco criminale.
Legga Our Final Century di Martin Rees, oppure Why the Future Doesn’t Need Us, un articolo di Bill Joy apparso sulla rivista Wired nell’aprile del 2000. Per quanto riguarda la ragione.
I don’t know if you know that one, but he had a letter exchange in 2000, out of prison, where he advises against going into math because that job would be taken by AI. pic.twitter.com/1PVIXQGW6f
— nk (@subcountability) August 22, 2026
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(3), scegliere la matematica come carriera sarebbe molto rischioso. Non molto tempo fa ho ricevuto una lettera da uno scultore di lapidi, la cui arte era stata resa obsoleta da una macchina a guida laser che scolpiva le lapidi automaticamente. Aveva quarant’anni, non riusciva a trovare lavoro ed era depresso.
Forse pensa che questo non possa accadere a Lei se diventa matematico. Ma si sbaglia.
Martin Rees, Bill Joy e molti altri illustri esperti ritengono che entro pochi decenni verranno sviluppate macchine più intelligenti persino degli esseri umani più brillanti. Quando ciò accadrà, le persone diventeranno obsolete; verranno gradualmente sostituite da computer e robot.
Questo accadrà a tutti prima o poi, ma i matematici probabilmente diventeranno obsoleti prima di chiunque altro, perché la matematica si presta all’informatizzazione più di qualsiasi altro campo. Pertanto, è probabile che i computer supereranno gli esseri umani in matematica prima di farlo in altri ambiti.
Cordiali saluti,
Ted Kaczynski
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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